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	<title>armi nucleari Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Bombe nucleari USA in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Apr 2017 18:23:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia sono presenti almeno 70 bombe nucleari degli Stati Uniti. Secondo la FAS, federazione di scienziati americani, ce ne sono 50 nella base di Aviano in provincia di Pordenone e 20 nella base di Ghedi in provincia di Brescia. Si tratta di bombe B61, che verranno sostituite in breve tempo dalle nuove bombe B61-12. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia sono presenti almeno 70 bombe nucleari degli Stati Uniti. Secondo la FAS, federazione di scienziati americani, ce ne sono 50 nella base di Aviano in provincia di Pordenone e 20 nella base di Ghedi in provincia di Brescia. Si tratta di bombe B61, che verranno sostituite in breve tempo dalle nuove bombe B61-12. Ma perché queste armi di distruzione di massa sono presenti sul nostro territorio? A vantaggio di chi?</p>
<p>Alcuni decenni fa era relativamente facile dividere il mondo in buoni e cattivi. Da un lato i comunisti, i russi bolscevichi, l’Unione Sovietica, la Cina, e dall’altra l’America, patria della democrazia e della libertà, seguita dagli altri paesi cosiddetti occidentali. In questa visione l’Italia giocava la sua parte di alleato pronto a svolgere un ruolo nel caso di un conflitto. Negli anni ’60 gli Stati Uniti dislocarono armi atomiche sul nostro territorio. Questo poteva anche essere visto come un atto di sudditanza, come il prezzo obbligatorio da pagare ai vincitori per la guerra persa. Ma oggi la seconda guerra mondiale è lontana, le cose sono molto cambiate e questo modello che divide il mondo in buoni e cattivi non funziona e non coincide con quanto sta accadendo nel panorama mondiale. Il mondo è policentrico. Da una parte abbiamo relazioni e accordi con la Russia e la Cina di vitale importanza per la nostra economia, dall’altra la politica del nostro alleato, gli Stati Uniti, è sempre più aggressiva, caotica, inaffidabile e imprevedibile.</p>
<p>Come si giustifica a questo punto la presenza di armi atomiche di una potenza straniera sul nostro territorio? Senz’altro non sono per la difesa. Sono armi d’attacco in mano agli Stati Uniti e al suo comandante in campo, Donald Trump. Nel caso in cui scoppiasse un conflitto di ampie dimensioni l’Italia sarebbe un bersaglio di primaria importanza. Tutti noi crediamo e speriamo che mai si giunga a una follia simile e giustamente allontaniamo questi pensieri da noi per vivere tranquilli. Ma dobbiamo ricordare che questa follia si è già impossessata una volta dell’animo di alcuni uomini, anzi due volte, con Hiroshima e Nagasaki! Inoltre la situazione potrebbe precipitare anche solo per un incidente. A vantaggio di cosa o di chi dobbiamo correre questo pericolo? Anche per una questione di sicurezza personale, perché dobbiamo rischiare di essere un bersaglio di un’eventuale rappresaglia in una guerra che non saremmo noi a cominciare?</p>
<p>Con la scelta di restituire le bombe nucleari al loro proprietario l’Italia si comporterebbe da stato sovrano e darebbe un segnale di distensione internazionale, aprendo un nuovo cammino per uscire dal tunnel in cui il mondo si è infilato. Potrebbe essere un esempio di una nuova politica che si muove verso quel futuro diverso di cui abbiamo profondamente bisogno.</p>
<p>Se proprio dobbiamo dividere il mondo in buoni e cattivi, tra questi ultimi sicuramente hanno un posto importante le industrie belliche. Il loro potere è tale da influire in maniera determinante sulle politiche degli stati nazionali, che ormai sono quasi degli ostaggi nelle loro mani. Anche se le loro sedi sono in qualche punto geografico, non hanno un colore legato a qualche bandiera particolare e il loro raggio d’azione è internazionale. La guerra è per loro solo un business per produrre e vendere armi…</p>
<p>Liberarsi di queste bombe nucleari non è un atto contro gli Stati Uniti, ma contro una politica senza futuro voluta dalle industrie belliche.</p>
<p>Come italiani abbiamo votato in un referendum contro il nucleare civile. Ho la certezza che la stragrande maggioranza degli italiani non vuole questi ordigni atomici. Invece di distrarci con discussioni su cose secondarie tutti i partiti devono prendere posizione su questo tema, perché le armi nucleari vanno smantellate oggi, prima di usarle. Dopo sarebbe troppo tardi.</p>
<p>Ridiamo valore alla parola democrazia e pretendiamo con tutta la forza e potenza della nonviolenza un’Italia realmente denuclearizzata.</p>
<p style="text-align: right;">Gerardo Femina</p>
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		<title>Da Hiroshima e Nagasaki all’Italia e al mondo: basta armi nucleari‏</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Aug 2016 08:59:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A 71 anni dall’utilizzo delle bombe atomiche sui cieli del Giappone, che hanno portato la capacità distruttiva dell’uomo a livelli inauditi, molte saranno le commemorazioni ufficiali, di istituzioni e società civile. E molte saranno anche, in tutto il mondo, le iniziative che – a partire dal ricordo di Hiroshima e Nagasaki – continueranno la loro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">A 71 anni dall’utilizzo delle bombe atomiche sui cieli del Giappone, che hanno portato la capacità distruttiva dell’uomo a livelli inauditi, molte saranno le commemorazioni ufficiali, di istituzioni e società civile. E molte saranno anche, in tutto il mondo, le iniziative che – a partire dal ricordo di <strong>Hiroshima e Nagasaki</strong> – continueranno la loro mobilitazione per un percorso che porti al disarmo nucleare completo.</p>
<p align="JUSTIFY">Il 6 e il 9 di agosto possono essere considerati l’inizio dell’anno disarmistico nucleare, da cui campagne, organizzazioni, reti nazionali ed internazionali che si occupano della messa al bando definitiva delle bombe nucleari prendono slancio ed energia per il proprio lavoro.</p>
<p align="JUSTIFY">In Italia l’appuntamento forte è con<strong> “Pace in Bici”</strong>, l’iniziativa promossa da<strong> “Beati i costruttori di Pace”</strong> in alcune province del Nord-Est italiano (i luoghi della Grande Guerra, ma anche del dispiegamento di bombe nucleari sul nostro territorio).</p>
<p align="JUSTIFY">“Hiroshima e Nagasaki: memoria ancora in carne viva che ci chiede di cambiare e velocemente la nostra storia” si legge nell’appello di convocazione dell’iniziativa.</p>
<p align="JUSTIFY">“Il nostro lavoro deve essere anche quotidiano con le situazioni che incontriamo – afferma don Albino Bizzotto presidente dei Beati i Costruttori di Pace – Ci stiamo abituando a un’Europa violenta e disumana con i più poveri e disgraziati perché i soldi, le merci e il nostro benessere materiale ci fanno chiudere gli occhi e il cuore verso bisogni elementari di sopravvivenza di tanti disperati. Continuiamo a riempire il mondo di armi e ci lamentiamo perché non ci sono risorse per la pace e per il sociale! Così non va bene” conclude don Bizzotto.</p>
<p align="JUSTIFY">Per tutti questi motivi una trentina di ciclisti si daranno appuntamento la sera del 5 agosto a Longare (provincia di Vicenza) e la mattina successiva, alle 8.15 si terrà un momento di memoria del bombardamento di Hiroshima presso il Site Pluto. La carovana toccherà le località di Montecchio Maggiore, Trissino, Priabona, Malo, Isola Vicentina, l’Oasi naturalistica di Villaverla, Novoledo, Cittadella, Morgano, Vallenoncello per giungere poi ad Aviano il 9 agosto. Presso la locale base USAF si terrà alle ore 11 la memoria del bombardamento su Nagasaki.</p>
<p align="JUSTIFY">“Nel fare il punto degli sviluppi di quest’ultimo anno di impegno per il disarmo nucleare, prendiamo atto di tante iniziative che hanno creato e creano entusiasmo e ottimismo, pur in mezzo ad una situazione mondiale sempre più allarmante” afferma Lisa Clark di Beati i Costruttori di Pace e del direttivo internazionale di International Peace Bureau. “Va notato in particolare il cambio possibile nella dottrina nucleare statunitense, mentre i recenti fatti di Turchia dimostrano l’alta problematicità del dispiegamento degli ordigni in varie zone del mondo”.</p>
<p align="JUSTIFY">Il (fallito) colpo di stato in Turchia ha infatti dimostrato la pericolosità della presenza di bombe nucleari nella base di Incirlik coinvolta nelle operazioni del golpe (ordigni peraltro nemmeno utilizzabili dagli aerei di stanza nella struttura! Quindi con ruolo puramente di deterrenza politica, del tutto inutile ad esempio verso i gruppi terroristi). Ciò ha stimolato un forte dibattito sugli aspetti di sicurezza come ha sottolineato Hans Kristensen della Federation of American Scientist “La situazione della sicurezza in Turchia e nella zona della base di Incirlik non rispondono più ai requisiti per la sicurezza che gli Stati Uniti considerano come indispensabili per le armi nucleari. Nella vita non capita di ricevere sempre un chiaro avvertimento prima che avvenga un disastro. L’avvertimento lo abbiamo ricevuto. È arrivato il momento di ritirare quelle armi.”</p>
<p align="JUSTIFY">Si apre quindi l’opportunità di riuscire finalmente a far rimuovere le bombe nucleari statunitensi da quel Paese, e quindi anche dagli altri paesi europei compresa l’Italia: non sarà per rispetto degli impegni del Trattato di Non Proliferazione, ma anche per la paura che quegli ordigni vengano usati come pedine o merce di scambio in azioni terroristiche.</p>
<p align="JUSTIFY">A livello internazionale diverse sono le piste di lavoro e le prospettive aperte per un percorso di disarmo nucleare; a partire dai lavori dell’Open Ended Working Group proposto in sede ONU da Ban-ki Moon, grazie alla pressione della campagna internazionale ICAN, con l’idea di una Conferenza mondiale nel 2017, per la prima elaborazione di un trattato. Nel mese di agosto i componenti dell’OEWG si riuniranno per definire esattamente cosa includere nel documento finale. “I movimenti e le campagne per il disarmo nucleare hanno già presentato le loro richieste – commenta Francesco Vignarca coordinatore di Rete Disarmo – in gran parte accolte da una maggioranza degli Stati presenti. Anche noi, come parte delle iniziative della società civile mondiale su questo tema, faremo la nostra parte”.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma la prospettiva più rilevante dei prossimi mesi è la possibilità di grandi cambiamenti nella dottrina nucleare degli Stati Uniti: è forte la probabilità che il Presidente Obama voglia lasciare un segno tangibile di quella sua visione di un mondo libero da armi nucleari enunciata a Praga nel marzo 2009, ma verso la quale non ha mosso passi concreti. “L’adozione della politica del No First Use (impegno a non usare mai le armi nucleari, come primo colpo), la riduzione dei livelli di allerta, la rimozione delle bombe dai territori di Stati esteri, la riduzione dei finanziamenti per i progetti di ammodernamento dell’arsenale nucleare statunitense sono tutte possibilità concrete e sarebbero davvero passi molto positivi” conclude in merito Lisa Clark.</p>
<p align="JUSTIFY">E’ possibile, quindi, che per il 6 agosto 2017 potremo celebrare l’inizio di quel percorso internazionale verso la definizione e adozione di un Trattato che metta al bando gli ordigni nucleari, uniche armi di distruzione di massa non ancora considerate fuori legge.</p>
<p align="CENTER"><strong>“Pace in Bici” Percorso 2016</strong></p>
<p>Ritrovo a Longare, sera del 5 agosto. Memoria di Hiroshima, ore 8.15, davanti al Site Pluto.</p>
<p>6 agosto: Longare – Montecchio M. – Trissino – Priabona – Malo – Isola V. – Oasi naturalistica di Villaverla – Novoledo. Temi della giornata: inquinamento dell’acqua, devastazione del territorio con la Pedemontana, responsabilità e cura dell’acqua bene comune.</p>
<p>7 agosto: Novoledo – Cittadella – Morgano (TV). Temi della giornata: accoglienza e rifiuto dei più poveri, testimonianze.</p>
<p>8 agosto: Morgano – Vallenoncello (PN). Temi della giornata: atomiche, territorio, rifugiati.</p>
<p>9 agosto: Vallenoncello – Aviano. Ore 11 Memoria di Nagasaki, davanti alla Base USAF.</p>
<p>Storia delle precedenti edizioni nel libretto, <a href="http://www.disarmo.org/ican/docs/4901.pdfp" target="_blank">http://www.disarmo.org/ican/docs/4901.pdf</a> alle pagine 44-47</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/08/03/95725/">Da Hiroshima e Nagasaki all’Italia e al mondo: basta armi nucleari‏</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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