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	<title>artico Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>L’Esercito organizza un seminario sull’Artico, confine estremo</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2025 05:08:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolto stamattina il seminario “Artico: frontiera delle frontiere – un approccio multidisciplinare” nella sala navata del Consiglio regionale di L’Aquila. Moderato dalla giornalista Simona Cantoni, l’incontro ha riunito esponenti politici, accademici e militari per esaminare le nuove opportunità create dall’accessibilità delle aree artiche e subartiche. Tra i relatori la senatrice Isabella Rauti, l’onorevole [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto stamattina il seminario “Artico: frontiera delle frontiere – un approccio multidisciplinare” nella sala navata del Consiglio regionale di L’Aquila. Moderato dalla giornalista Simona Cantoni, l’incontro ha riunito esponenti politici, accademici e militari per esaminare le nuove opportunità create dall’accessibilità delle aree artiche e subartiche.</p>
<p>Tra i relatori la senatrice Isabella Rauti, l’onorevole Elena Donazzan, il rettore dell’Università de L’Aquila Edoardo Alesse, il generale di divisione Michele Risi comandante delle Truppe Alpine e il professor Ivan De Mitri, ordinario di Fisica Sperimentale delle Interazioni Fondamentali al Gran Sasso Science Institute.</p>
<p>Le discussioni si sono concentrate su tre filoni principali. Gli studiosi delle scienze ambientali hanno definito la regione artica un laboratorio unico per la ricerca meteorologica e atmosferica. Il secondo ambito ha riguardato le tecnologie per la produzione energetica autonoma, fondamentali per garantire l’operatività delle infrastrutture in condizioni estreme. Infine, è stato approfondito il ruolo dell’intelligenza artificiale come strumento di supporto alla pianificazione e alla previsione, evidenziando rischi e criticità legati al suo impiego.</p>
<p>Il seminario si è chiuso con l’intervento del sottosegretario di Stato alla Difesa, senatrice Isabella Rauti, che ha sottolineato come “l’Artico riguardi gli equilibri geopolitici globali, ridisegnati dai mutamenti climatici che stanno creando nuove rotte commerciali e attirando interessi internazionali”. Nel presentare la Road Map della Difesa italiana per la regione artica, ha annunciato la prima Conferenza Nazionale “ARTICO &#8211; La Difesa e il Sistema Paese nelle nuove sfide per la competizione globale”.</p>
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		<title>Inquinamento. Copernicus: Riduzione record ozono su Artico, torna &#8220;buco&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2020 17:06:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il servizio Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) riferisce che le colonne di ozono su gran parte dell&#8217;Artico hanno raggiunto valori bassi da record, causando la formazione di un &#8216;buco&#8217; nello strato che protegge la Terra dai raggi ultravioletti nocivi provenienti dal sole. Mentre il buco nell&#8217;ozono antartico si forma ogni anno durante la primavera australe, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il servizio Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) riferisce che le colonne di ozono su gran parte dell&#8217;Artico hanno raggiunto valori bassi da record, causando la formazione di un &#8216;buco&#8217; nello strato che protegge la Terra dai raggi ultravioletti nocivi provenienti dal sole. Mentre il buco nell&#8217;ozono antartico si forma ogni anno durante la primavera australe, l&#8217;ultima volta che si e&#8217; verificata una diminuzione di ozono chimico altrettanto forte sull&#8217;Artico e&#8217; stata durante la primavera boreale 2011, e gli scienziati del CAMS prevedono che l&#8217;esaurimento dell&#8217;ozono nell&#8217;Artico nel 2020 sara&#8217; ancora piu&#8217; forte.<br />
Il monitoraggio del buco dell&#8217;ozono e&#8217; importante poiche&#8217; lo strato di ozono stratosferico funge da scudo, proteggendo tutta la vita sulla Terra da radiazioni ultraviolette potenzialmente dannose. CAMS ha seguito da vicino l&#8217;insolita attivita&#8217; nello strato di ozono che si sta verificando in gran parte dell&#8217;Artico questa primavera e i suoi risultati mostrano che la maggior parte dell&#8217;ozono nello strato tra 80 e 50 ettopascal (hPa), a circa 18 chilometri di altitudine, e&#8217; stata esaurita.<br />
Mentre ogni anno si sviluppa un buco nell&#8217;ozono sull&#8217;Antartico durante la primavera australe, i buchi di ozono nell&#8217;Artico sono rari, poiche&#8217; le condizioni necessarie per una tale riduzione dell&#8217;ozono non si trovano normalmente nell&#8217;emisfero settentrionale. La stratosfera artica di solito e&#8217; meno isolata rispetto alla sua controparte antartica, perche&#8217; la presenza di masse terrestri e catene montuose ad alte latitudini nell&#8217;emisfero settentrionale disturba gli schemi meteorologici, rendendo il vortice polare piu&#8217; debole e perturbato.</p>
<p>Mentre ogni anno si sviluppa un buco nell&#8217;ozono sopra l&#8217;Antartico durante la primavera australe, i buchi di ozono nell&#8217;Artico sono rari, avverte CAMS, poiche&#8217; le condizioni necessarie per un tale esaurimento dell&#8217;ozono non si trovano normalmente nell&#8217;emisfero settentrionale. La stratosfera artica di solito e&#8217; meno isolata rispetto alla sua controparte antartica, perche&#8217; la presenza di masse terrestri e catene montuose ad alte latitudini nell&#8217;emisfero settentrionale disturba gli schemi meteorologici, rendendo il vortice polare piu&#8217; debole e perturbato. &#8220;Le nostre previsioni suggeriscono che le temperature hanno iniziato ad aumentare nel vortice polare&#8221;, commenta Vincent-Henri Peuch, direttore del servizio di monitoraggio dell&#8217;atmosfera di Copernicus. &#8220;Cio&#8217; significa che la diminuzione dell&#8217;ozono rallentera&#8217; e alla fine si fermera&#8217;- dice Peuch- poiche&#8217; l&#8217;aria polare si mescolera&#8217; con aria ricca di ozono da latitudini piu&#8217; basse. CAMS continuera&#8217; a monitorare l&#8217;evoluzione del buco nell&#8217;ozono artico nelle prossime settimane. È molto importante mantenere gli sforzi internazionali per monitorare nel tempo gli eventi del buco dell&#8217;ozono e lo strato di ozono&#8221;. Come si forma il &#8216;buco&#8217;? Le sostanze contenenti cloro e bromo si accumulano nel vortice polare dove rimangono chimicamente inattive nell&#8217;oscurita&#8217;. Le temperature nel vortice possono scendere al di sotto di -78 gradi Celsius e possono formarsi cristalli di ghiaccio nelle nuvole stratosferiche polari, che svolgono un ruolo importante nelle reazioni chimiche. Mentre il sole sorge sopra il polo, l&#8217;energia del sole rilascia cloro chimicamente attivo e atomi di bromo nel vortice che distruggono rapidamente le molecole di ozono, causando la formazione del buco. CAMS sta contribuendo agli sforzi internazionali per preservare lo strato di ozono monitorando e fornendo continuamente dati di alta qualita&#8217; sul suo stato attuale, come riportare il piu&#8217; piccolo buco nell&#8217;ozono antartico in 35 anni lo scorso novembre. Le misurazioni dai satelliti sono combinate con i modelli computerizzati dell&#8217;atmosfera in modo simile alle previsioni meteorologiche. </p>
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		<title>Coronavirus. Un italiano al &#8220;sicuro&#8221; in Artico: &#8220;Rientro dipende da Covid&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2020 16:15:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;e&#8217; un italiano al riparo dal SARS-Cov-2, il Covid-19 che ha stravolto la nostra esistenza, e sara&#8217; lo stesso virus a decidere quando potra&#8217; tornare nello Stivale. E&#8217; Marco Casula, tecnico dell&#8217;Istituto di scienze polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Isp) di Venezia, che si trova nella Base Dirigibile Italia del Cnr a Ny-Alesund, nell&#8217;arcipelago [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;e&#8217; un italiano al riparo dal SARS-Cov-2, il Covid-19 che ha stravolto la nostra esistenza, e sara&#8217; lo stesso virus a decidere quando potra&#8217; tornare nello Stivale. E&#8217; Marco Casula, tecnico dell&#8217;Istituto di scienze polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Isp) di Venezia, che si trova nella Base Dirigibile Italia del Cnr a Ny-Alesund, nell&#8217;arcipelago delle Svalbard, in Artico a circa mille chilometri dal Polo Nord. Uno dei due luoghi sulla Terra, con l&#8217;Antartide, che non sono stati toccati dal Covid-19. Al momento, pero&#8217;, sara&#8217; proprio il Coronavirus a decidere la data di ritorno del collega in Italia, che ha la responsabilita&#8217; di portare avanti il suo lavoro e non interrompere la serie climatica di dati che il nostro Paese sta raccogliendo in Artico da oltre 10 anni. Una situazione impensabile al momento della partenza. &#8220;Sono partito dall&#8217;Italia il primo gennaio 2020 per la stazione di ricerca Dirigibile Italia, che il Consiglio Nazionale delle Ricerche gestisce nelle Isole Svalbard, a Ny-Alesund, una cittadina a solo uso esclusivo di ricerca scientifica che si trova a circa 1.000 km dal Polo Nord- spiega Casula- l&#8217;iniziale previsione di rientro era diversa, non immaginavo che avrei prorogato la permanenza, ma noi che lavoriamo qui in Artico, quando partiamo in missione, diamo la massima flessibilita&#8217;: sappiamo che potrebbero esserci degli imprevisti di qualunque genere che ci portano a cambiare i programmi iniziali, ad esempio un collega che non sta bene e non puo&#8217; venire a darci il cambio&#8221;. Inizialmente, &#8220;la data di rientro prevista era ai primi di marzo, poi e&#8217; stato posticipata ai primi di aprile per motivi tecnici/organizzativi- prosegue il ricercatore- Al momento la mia data di ritorno in Italia sara&#8217; proprio il Coronavirus a deciderla e poiche&#8217; nessun collega in questa fase puo&#8217; venire qui rimango io, anche perche&#8217; ho la responsabilita&#8217; di portare avanti il mio lavoro e non interrompere la serie climatica di dati che l&#8217;Italia sta raccogliendo in Artico da oltre 10 anni&#8221;.<br />
&#8220;Mi trovo in uno dei due luoghi sulla Terra &#8211; con l&#8217;Antartide, dove ci sono altri colleghi del Cnr &#8211; che non sono stati toccati dal Covid-19&#8221;, racconta Marco Casula, tecnico del Cnr-Isp di Venezia, &#8220;una situazione impensabile al momento della partenza. Innanzitutto io ho scelto questa condizione: data la tipologia della ricerca polare, vivere isolati non e&#8217; inconsueto. E poi la mia attuale condizione di isolamento non e&#8217; proprio la stessa che vivono gli italiani e i cittadini di tanti Paesi: io posso uscire, godermi questi ambienti unici e magnifici, avere contatti umani con i colleghi delle altre stazioni di ricerca internazionali, anzi ho tutto lo spazio che voglio a disposizione e credo che abbiano molte piu&#8217; difficolta&#8217; le persone che si trovano costrette a rimanere chiuse in casa loro, per non dire di coloro che sono in quarantena o ricoverati&#8221;. In questo senso &#8220;mi ritengo in una posizione privilegiata e poi la dimensione internazionale che vivo qui mi induce a guardare la situazione italiana nel contesto di quella dei Paesi delle persone che frequento e dalle quali ho informazioni di prima mano su come vivono il Coronavirus le altre nazioni&#8221;, dice Casula. In generale &#8220;trovo comunque sia fondamentale avere quello che io chiamo un buon abito mentale- spiega il tecnico Cnr-Isp- Sicuramente fare una cosa che si ama, come nel mio caso, alleggerisce il peso della lontananza e della solitudine, anzi sto vivendo questa situazione come un allenamento per una prossima missione in Antartide, che mi piacerebbe poter fare. In ogni caso possono tenermi in costante contatto con i miei genitori e i miei amici attraverso internet, per rassicurarmi sulle loro condizioni&#8221;. In tutto cio&#8217;, &#8220;ssono il solo italiano tra i 30 ricercatori presenti a Ny-Alesund, ma questa piccola comunita&#8217; in questo momento particolare e&#8217; unita piu&#8217; che mai- spiega Casula- Intanto dal punto di vista lavorativo: io e i miei colleghi di altre nazionalita&#8217; collaboriamo per portare avanti le rispettive attivita&#8217; di ricerca a lungo termine e, dato il numero ridotto di persone presenti, quando finiamo il nostro lavoro se possiamo aiutiamo gli altri. Ma ci sentiamo molto uniti anche dal punto di vista umano, c&#8217;e&#8217; davvero tanto calore, il primo con cui ho stretto rapporti e&#8217; stato proprio un ricercatore cinese. In questa cittadina, che per me ormai e&#8217; una sorta di famiglia, nessuno e&#8217; straniero e i rapporti vanno oltre le difficolta&#8217; che alle volte si possono incontrare, come quelle linguistiche. Tutto sommato, non nego che alle volte un momento di tranquillita&#8217; da solo me lo prendo volentieri&#8221;.<br />
&#8220;Questa situazione di emergenza, insomma, ha ulteriormente rafforzato la necessita&#8217; di cooperazione scientifica, logistica e operativa tra tutti i paesi che operano a Ny-Alesund e questa e&#8217; una lezione che mi sembra sia da cogliere e mettere in pratica nel futuro, anche quando questa emergenza sara&#8217; finalmente superata. Qui alle Svalbard e in generale, nel mondo&#8221;, dice Marco Casula, tecnico del Cnr-Isp di Venezia. &#8220;La mia attivita&#8217; principale riguarda il campionamento di particolato atmosferico e di neve superficiale, in pratica consiste nel gestire gli strumenti che raccolgono il particolato su filtri che poi verranno analizzati in laboratorio in Italia. Altri strumenti analizzano invece le caratteristiche delle particelle in tempo reale, ma vanno comunque controllati periodicamente- spiega Casula- Per quanto riguarda la neve, ogni giorno raccolgo dei campioni nei primi centimetri del manto, li peso, catalogo e dopo un primo processamento li congelato, in attesa che vengano spediti anch&#8217;essi per essere analizzati&#8221;. Queste attivita&#8217;, &#8220;oltre a permettere la caratterizzazione chimico/fisica del particolato atmosferico e quindi la identificazione delle sue sorgenti, permette anche di stimare qual e&#8217; l&#8217;effetto di deposizione del particolato stesso causato dalla precipitazione nevosa- conclude il tecnico Cnr-Isp- Tutte queste informazioni sono utili allo studio dei processi e dei cambiamenti climatici in corso. Oltre a queste attivita&#8217;, mi occupo poi di risolvere i problemi che si possono verificare nella strumentazione installata qui da diversi Istituti di ricerca italiani, dagli strumenti meteorologici ai contatori di raggi cosmici&#8221;. </p>
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		<title>Clima: un &#8220;nuovo oceano&#8221; chiamato Artico</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2018 19:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo rapporto &#8220;Getting it right in a new ocean&#8221;, lanciato oggi dal Programma Artico del WWF, e&#8217; il primo studio che sottolinea come le risorse e le economie dell&#8217;Oceano Artico possano essere sviluppate per garantire sul lungo periodo il benessere dell&#8217;economia e dell&#8217;ecosistema per questa regione e per il pianeta stesso. Il report segnala [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/11/27/clima-un-nuovo-oceano-chiamato-artico/">Clima: un &#8220;nuovo oceano&#8221; chiamato Artico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo rapporto &#8220;Getting it right in a new ocean&#8221;, lanciato oggi dal Programma Artico del WWF, e&#8217; il primo studio che sottolinea come le risorse e le economie dell&#8217;Oceano Artico possano essere sviluppate per garantire sul lungo periodo il benessere dell&#8217;economia e dell&#8217;ecosistema per questa regione e per il pianeta stesso. Il report segnala come gli approcci convenzionali allo sviluppo siano una minaccia per la possibile sopravvivenza di buona parte degli ecosistemi tipici della regione, indebolendo cosi&#8217; le comunita&#8217; e le economie. Il report e&#8217; stato pubblicato in occasione della Conferenza &#8220;Sustainable Blue Economy&#8221; (ospitata in questi giorni a Nairobi dai governi di Kenya, Canada e Giappone) e spiega come, per effetto dello scioglimento dei ghiacci dovuto al cambiamento climatico globale, si stia creando un &#8220;nuovo oceano&#8221; e come questo avra&#8217; un profondo impatto sulla biodiversita&#8217; di questa regione e sulle comunita&#8217;. Il pressante sviluppo economico che sta sfruttando questo trend (mille miliardi di dollari) potrebbe peggiorare molti degli impatti negativi nella regione almeno fintanto che non verranno prese chiare decisioni per tracciare una rotta sostenibile. Il report vuole essere una guida per governi e aziende per il raggiungimento di soluzioni sostenibili in questo momento cruciale per l&#8217;Artico. Il dott. Simon Walmsley, direttore sviluppo sostenibilita&#8217; del Programma Artico di WWF, ha affermato: &#8220;Il cambiamento climatico sta rendendo l&#8217;Oceano Artico piu&#8217; accessibile che mai. Ma l&#8217;Artico rimane una regione remota, un posto rischioso per fare business. Applicando un approccio sostenibile, prima che si avviino imponenti attivita&#8217; di business, possiamo aiutare a prevenire gli impatti piu&#8217; negativi per questo ecosistema estremamente vulnerabile&#8221;. L&#8217;Oceano Artico e le sue coste ospitano 34 specie di mammiferi marini, 633 specie di pesci ed e&#8217; abitato da 4 milioni di persone tra cui popolazioni indigene e molte comunita&#8217; che vivono di pesca e dipendono dalla condizione delle risorse e dall&#8217;abbondanza degli stock ittici presenti nei loro mari. Fino ad oggi i piu&#8217; ampi settori economici che hanno avuto un impatto sugli ecosistemi marini cosi&#8217; vulnerabili sono stati l&#8217;attivita&#8217; estrattiva di petrolio e gas, i servizi, la pesca e la trasformazione delle risorse, anche se mano a mano che il ghiaccio si ritirera&#8217; nella parte centrale dell&#8217;Oceano Artico, ci si aspetta che trasporti e turismo diventino i veri settori chiave.</p>
<p>Il rapporto, inoltre, sottolinea l&#8217;importanza di fare in modo che qualsiasi sviluppo futuro sia in grado promuovere un ambiente artico in buono stato e con un&#8217;alta biodiversita&#8217; a beneficio della regione. Le coste vulnerabili dell&#8217;Artico e la presenza di specie marine, come pesci, foche e balene, saranno sempre piu&#8217; in conflitto con le attivita&#8217; industriali &#8211; come il trasporto marittimo e l&#8217;esplorazione sismica dei fondali &#8211; e in mancanza di policy appropriate potrebbero essere danneggiate da specie invasive, inquinamento sonoro sottomarino, sversamenti di petrolio. Un esempio di gestione basata sugli ecosistemi potrebbe essere la creazione di un network pan-artico che comprenda le aree marine protette capaci di favorire le specie animali nella loro risposta di adattamento e resilienza viste le condizioni di rapido cambiamento climatico. &#8220;Il cambiamento climatico avra&#8217; un impatto negativo anche sulla condizione degli stock ittici soprattutto per quelle specie che gia&#8217; sono in enorme difficolta&#8217; per via della pesca eccessiva, come il merluzzo dell&#8217;Alaska. Altrettanto, le popolazioni indigene che in molti casi vivono di pesca vedranno minacciata la loro sopravvivenza. In attesa che decisioni a livello intergovernativo e sovranazionale vengano prese, anche noi come consumatori possiamo adeguare i nostri comportamenti di acquisto in modo da influenzare il mercato in una direzione sostenibile. Un esempio tra gli altri: acquistare pesce di approvvigionamento sostenibile come ottimo modo per condizionare le scelte delle aziende e l&#8217;intero settore ittico- afferma Giulia Prato Marine officer, WWF Italia- Tutti noi possiamo fare qualcosa come seguire semplici regole nell&#8217;acquisto del pesce anche tramite la guida online da noi realizzata pescesostenibile.wwf.it&#8221;.</p>
<p>John Tanzer, leader del Programma Oceani del WWF internazionale afferma: &#8220;Il cambiamento climatico che sta alterando cosi&#8217; rapidamente l&#8217;Artico e&#8217; fonte di grande preoccupazione, ma questo rende ancor piu&#8217; urgente e necessario implementare cio&#8217; che abbiamo imparato dallo sviluppo delle blue economy di altre regioni del mondo per far bene fin dall&#8217;inizio in un&#8217;area cosi&#8217; importante. E&#8217; fondamentale, nel momento in cui vengono prese decisioni sugli investimenti nell&#8217;Oceano Artico, avere delle linee guida e per questo chiediamo con forza che i governi, gli investitori e i leader dell&#8217;industria si impegnino nell&#8217;applicazione dei principi WWF per una Blue economy sostenibile e dei Principi Finanziari per una Blue Economy Sostenibile. Le popolazioni indigene e le comunita&#8217; subiranno le dirette conseguenze di queste decisioni per questo devono diventare partner presenti in tutti i processi decisionali&#8221;. Per una sintesi delle 6 raccomandazioni presenti nel rapporto e le azioni indicate, o per leggere il report completo Getting it right in a new ocean</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/11/27/clima-un-nuovo-oceano-chiamato-artico/">Clima: un &#8220;nuovo oceano&#8221; chiamato Artico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Considerazioni estemporanee sul cambio climatico</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/09/11/considerazioni-estemporanee-sul-cambio-climatico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2017 21:37:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[artico]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[Ernst Mayr]]></category>
		<category><![CDATA[fenomeni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I disastri, globali e locali, dovuto al riscaldamento globale diventano sempre più drammatici. È ovvia e impellente la necessità di imporre lo stop alle emissione di gas climateranti, arrestando per primo il ricorso ai combustibili fossili. Ma a mio parere alcune osservazioni sono necessarie, per avere una visone complessiva, critica e non fideistica. L’atmosfera è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/09/11/considerazioni-estemporanee-sul-cambio-climatico/">Considerazioni estemporanee sul cambio climatico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I disastri, globali e locali, dovuto al riscaldamento globale diventano sempre più drammatici.</p>
<p>È ovvia e impellente la necessità di imporre lo stop alle emissione di gas climateranti, arrestando per primo il ricorso ai combustibili fossili.</p>
<p>Ma a mio parere alcune osservazioni sono necessarie, per avere una visone complessiva, critica e non fideistica. L’atmosfera è un sistema tremendamente complesso, i processi che la dominano sono fortemente non lineari, irreversibili. Vi sono dei feedback negativi, che contrastano il cambiamento esterno, e positivi, che invece lo amplificano.</p>
<p>In primo luogo, se anche – per un vero miracolo! – queste emissioni venissero arrestate dall’oggi al domani, il clima non ritornerebbe automaticamente, né rapidamente alle condizioni che conoscevamo in passato. Le emissioni che si sono accumulate fino a oggi continuerebbero ad agire per chissà quanto tempo ed a modificare ulteriormente le condizioni climatiche. Un sistema non lineare fortemente perturbato, se cessa la perturbazione, non ritorna necessariamente verso la condizione iniziale, precedente alla perturbazione.</p>
<p>Ci sono tra l’altro dei processi messi in moto che continueranno ad agire come feedback positivi. Per esempio, lo scioglimento dei ghiacci scoprirà il permafrost, il quale scongelerà rilasciando grandi quantitativi di metano, un gas che contribuisce molto più dell’anidride carbonica all’effetto serra.</p>
<p>Analogamente, i ghiacci che ricoprono l’Artico riflettono la radiazione solare molto di più della superficie del mare, più scura, che rimarrà scoperta.</p>
<p>Io poi esprimo, con beneficio di inventario, un dubbio generale. Un sistema complesso fortemente perturbato può incontrare nella sua evoluzione delle biforcazioni, che gli fanno imboccare strade completamente diverse per la sua evoluzione. Sarebbero insomma dei veri punti di non ritorno: eliminando la perturbazione il sistema non ritornerebbe mai più nella condizione di partenza, ma evolverebbe comunque verso un’altra direzione.</p>
<p>Personalmente ho per lo meno qualche dubbio che, data l’intensità dei cambiamenti, non si sia già superato un punto di non ritorno.</p>
<p>È un dubbio che esprimo, confermando comunque – ad anzi rafforzando – l’assoluta necessità e urgenza di interventi radicali per arrestare l’emissione di gas serra.</p>
<p>Questa umanità ha imboccato una strada che minaccia seriamente di condurla verso l’auto-distruzione: cambiamento climatico, rischio di guerra nucleare, esaurimento delle risorse, chi più ne ha più ne metta.</p>
<p>Il grande genetista Ernst Mayr (1904-2005) ha scritto: «L’intelligenza superiore è un errore dell’evoluzione, incapace di sopravvivere per più di un breve attimo della storia evolutiva». Speriamo che si sia sbagliato !!</p>
<p style="text-align: right;">Angelo Baracca-Pressenza</p>
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		<title>Musica per l’Artico: Ludovico Einaudi al piano fra i ghiacci</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/06/20/94296/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2016 12:57:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[artico]]></category>
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		<category><![CDATA[Ludovico Einaudi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono immagini spettacolari quelle che arrivano dal Polo Nord: Ludovico Einaudi, musicista e compositore di fama mondiale, ha eseguito al pianoforte l’inedito “Elegy for the Arctic”, in una performance suggestiva al largo del ghiacciaio Wahlenbergbreen, sulle Isole Svalbard (Norvegia), per la difesa dell’Artico. Einaudi ha raggiunto il ghiacciaio a bordo della nostra nave “Arctic Sunrise” [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono immagini spettacolari quelle che arrivano dal <strong>Polo Nord</strong>: <strong>Ludovico Einaudi</strong>, musicista e compositore di fama mondiale, ha eseguito al pianoforte l’inedito “<strong>Elegy for the Arctic</strong>”, in una performance suggestiva al largo del ghiacciaio Wahlenbergbreen, sulle Isole Svalbard (Norvegia), per la difesa dell’<strong>Artico</strong>.</p>
<p>Einaudi ha raggiunto il ghiacciaio a bordo della nostra nave “Arctic Sunrise” unendosi all’appello firmato da quasi 8 milioni di persone per chiedere alla comunità internazionale di sottoscrivere al più presto un accordo che protegga l’<strong>Artico</strong> dallo sfruttamento e dai cambiamenti climatici.</p>
<p>“L’artico non è un deserto ma un luogo pieno di vita – ha commentato Einaudi &#8211; Ho potuto vedere con i miei occhi la purezza e la fragilità di quest’area meravigliosa. E interpretare una mia composizione ispirata alla bellezza dell’Artico e alle minacce che subisce a causa del riscaldamento globale. Dobbiamo comprendere l’importanza dell’Artico per proteggerlo prima che sia troppo tardi”.</p>
<p>L’incredibile “concerto” si è tenuto proprio alla vigilia di un’importante riunione dell’<strong>OSPAR</strong>, la commissione internazionale deputata alla conservazione dell’Atlantico nordorientale, che proprio in questi giorni potrebbe decidere di istituire un’area protetta di oltre 226 mila chilometri quadrati nelle acque internazionali del <strong>Mar Glaciale Artico</strong>, al momento il mare meno protetto del mondo. Si tratterebbe di un’area con un’estensione pari a quella della Gran Bretagna.</p>
<p>Sebbene la decisione sia sostenuta dal parere del comitato scientifico dell’<strong>OSPAR</strong>, che ha riconosciuto l’elevato valore ecologico di questa regione e il grave processo di disgelo causato dai <strong>cambiamenti climatici</strong>, la pressione dei governi di Norvegia, Danimarca e Islanda, che stanno cercando di ostacolare il processo di approvazione, rischia di far saltare l’accordo.</p>
<p>Quel che accade nell’Artico non resta nell’Artico: il surriscaldamento di questo ecosistema unico e prezioso può avere gravi ripercussioni sull’intero clima terrestre!</p>
<p><a href="https://youtu.be/LDSOMQVE-Xk">Guarda Video</a></p>
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		<title>Vittoria! Stop alla pesca a strascico nell’Artico</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/05/26/vittoria-stop-alla-pesca-a-strascico-nellartico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 May 2016 12:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[artico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I big del settore ittico e alcune grandi catene di ristorazione hanno deciso di impegnarsi hanno deciso di impegnarsi a fermare la pesca a strascico e a non vendere il pesce, in particolare il merluzzo, proveniente dal nord del Mare di Barents, un’area artica in precedenza ricoperta da ghiacci, casa dell’orso polare, della balena artica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/05/26/vittoria-stop-alla-pesca-a-strascico-nellartico/">Vittoria! Stop alla pesca a strascico nell’Artico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I big del settore ittico e alcune grandi catene di ristorazione hanno deciso di impegnarsi hanno deciso di impegnarsi a fermare la<strong> pesca a strascico</strong> e a non vendere il <strong>pesce</strong>, in particolare il merluzzo, proveniente dal nord del <strong>Mare di Barents</strong>, un’area artica in precedenza ricoperta da ghiacci, casa dell’orso polare, della balena artica e dello squalo della Groenlandia.</p>
<p>Tra i marchi a impegnarsi ci sono McDonald’s, Tesco, Iglo, Young’s Seafood, Icelandic Seachill, Russian Karat Group, Fiskebåt – che rappresenta l’intera flotta di pesca oceanica della Norvegia – e Espersen, il maggiore produttore di <strong>pesce</strong> congelato in Europa.</p>
<p>Chiunque intenda espandere le proprie attività di pesca in queste <strong>acque artiche</strong> incontaminate non potrà poi vendere i <strong>merluzzi</strong> pescati ai maggiori marchi presenti sul mercato.</p>
<p>Si tratta di un accordo senza precedenti e rappresenta il primo caso in cui l’industria del settore ittico volontariamente impone limitazioni alla <strong>pesca industriale nell’Artico</strong>.</p>
<p>Al momento non esiste alcuna regolamentazione per proteggere le aree artiche in precedenza ricoperte dai ghiacci, e le nostre indagini avevano di recente rivelato come lo scioglimento dei ghiacci nel mare <strong>Artico</strong> permettesse ai grandi pescherecci di avventurarsi in queste aree di “significativo valore ecologico”.</p>
<p>L’impegno è storico, ma noi controlleremo, con la nostra nave Arctic Sunrise, che le industrie mantengano la parola data!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/05/26/vittoria-stop-alla-pesca-a-strascico-nellartico/">Vittoria! Stop alla pesca a strascico nell’Artico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Calcioscommesse: i patteggiamenti accordati</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/08/03/calcioscommesse-i-patteggiamenti-accordati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Aug 2012 11:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[accordato]]></category>
		<category><![CDATA[artico]]></category>
		<category><![CDATA[calcioscommesse]]></category>
		<category><![CDATA[figc]]></category>
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		<category><![CDATA[sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[stamane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Commissione disciplinare della Figc, presieduta da Sergio Artico, ha accordato stamane 12 istanze di patteggiamento nell&#8217;ambito del processo sportivo sul Calcioscommesse La Commissione disciplinare della Figc, presieduta da Sergio Artico, ha accordato stamane 12 istanze di patteggiamento nell&#8217;ambito del processo sportivo sul Calcioscommesse in corso al Foro Italico e relativo al filone d&#8217;inchiesta di Bari. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/08/03/calcioscommesse-i-patteggiamenti-accordati/">Calcioscommesse: i patteggiamenti accordati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione disciplinare della Figc, presieduta da Sergio Artico, ha accordato stamane 12 istanze di patteggiamento nell&#8217;ambito del processo sportivo sul Calcioscommesse La Commissione disciplinare della Figc, presieduta da Sergio Artico, ha accordato stamane 12 istanze di patteggiamento nell&#8217;ambito del processo sportivo sul Calcioscommesse in corso al Foro Italico e relativo al filone d&#8217;inchiesta di Bari. Sono da definire ancora 17 posizioni, tra cui quelle del Lecce e dei calciatori della Juventus Leonardo Bonucci e Simone Pepe.</p>
<p>Ecco tutti i patteggiamenti accordati finora a club e tesserati:</p>
<p>BARI: 5 punti e 80mila euro.</p>
<p>SAMPDORIA: 1 punto e 30mila euro.</p>
<p>SIENA: 80mila euro in continuazione a penalizzazione relativa a processo su atti di Cremona (6 punti e 20mila euro).</p>
<p>ANDREA MASIELLO (Atalanta): 2 anni e 2 mesi e 30mila euro di ammenda.</p>
<p>ALESSANDRO PARISI (svincolato): 2 anni e 10mila euro.</p>
<p>MARCO ROSSI (Cesena): 1 anno e 8 mesi e 20mila euro.</p>
<p>FILIPPO CAROBBIO: 2 mesi di squalifica in continuazione.</p>
<p>CARLO GERVASONI: 1 mese di squalifica in continuazione.</p>
<p>GUIDO ANGELOZZI (ds Bari): 4 mesi inibizione.</p>
<p>BORTOLO MUTTI (allenatore): 4 mesi.</p>
<p>MARCO ESPOSITO (Pisa): 3 mesi e 10 giorni.</p>
<p>CRISTIAN STELLINI: 6 mesi in continuazione a squalifica relativa a processo su atti di Cremona (due anni e 50mila euro).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/08/03/calcioscommesse-i-patteggiamenti-accordati/">Calcioscommesse: i patteggiamenti accordati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Calcioscommesse, in attesa di sentenze</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/06/05/calcioscommesse-in-attesa-di-sentenze/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2012 19:30:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[artico]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[commissione]]></category>
		<category><![CDATA[scommesse]]></category>
		<category><![CDATA[sentenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; gia&#8217; tempo di sentenze al processo sul calcioscommesse. Venerdi&#8217; la Commissione Disciplinare presieduta da Sergio Artico si ritirera&#8217; in camera di consiglio e, da allora, i 51 verdetti potranno arrivare in qualsiasi momento. &#8221;In 15 giorni&#8221;, spiega Artico alla chiusura della fase dibattimentale svoltasi nell&#8217;ex ostello della gioventu&#8217; del Foro Italico, ma probabilmente anche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/06/05/calcioscommesse-in-attesa-di-sentenze/">Calcioscommesse, in attesa di sentenze</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; gia&#8217; tempo di sentenze al processo sul calcioscommesse. Venerdi&#8217; la Commissione Disciplinare presieduta da Sergio Artico si ritirera&#8217; in camera di consiglio e, da allora, i 51 verdetti potranno arrivare in qualsiasi momento. &#8221;In 15 giorni&#8221;, spiega Artico alla chiusura della fase dibattimentale svoltasi nell&#8217;ex ostello della gioventu&#8217; del Foro Italico, ma probabilmente anche prima. Forse entro martedi&#8217;.</p>
<p>Nella quarta e ultima giornata di udienze, iniziata con il patteggiamento di Mirko Bellodi a due anni di squalifica e a cui ha fatto seguito quello di Alessandro Sbaffo (16 mesi e 100mila euro di ammenda), non sono mancate le sorprese. A partire dalla dichiarazione spontanea del 21enne ex Piacenza a cui la Disciplinare ha accordato l&#8217;istanza di patteggiamento (giovedi&#8217; l&#8217;aveva respinta) solo dopo la sua confessione. Una confessione che di fatto tira in ballo il centrocampista del Livorno Pasquale Schiattarella (quantomeno per omessa denuncia) nella tentata combine di Livorno-Piacenza del 14 maggio 2011. &#8220;Ho incontrato De Lucia e Schiattarella &#8211; le parole di Sbaffo &#8211; e gli ho chiesto se ci lasciavano vincere la settimana dopo a Livorno. De Lucia mi rispose che dovevano andare ai play off e quindi mi ha dato subito risposta negativa, dicendo che cI avrebbe pensato lui a parlare con Gervasoni. Schiattarella era li&#8217; ma non ha parlato&#8221;. Sbaffo poi, nella sua dichiarazione che gli e&#8217; valsa il 26/o patteggiamento del processo (il 19/o per un tesserato, contro i 7 accordati ai club), ha confessato che in quell&#8217;occasione si fece portavoce del compagno Gervasoni soltanto per un motivo &#8221;logistico&#8221; (e&#8217; originario di Porto Recanati, citta&#8217; in cui i giocatori del Livorno erano in ritiro) perche&#8217; era un &#8221;ragazzo che giocava poco e non contavo niente e ingenuamente volevo accettare la richiesta di Gervasoni, uno dei componenti più importanti e carismatici dello spogliatoio&#8221;.</p>
<p>Toccante, invece, l&#8217;intervento del presidente dell&#8217;Albinoleffe, Massimo Andreoletti, che con parole rotte dalla commozione ha difeso la sua societa&#8217; per cui il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto 27 punti di penalizzazione e 90mila euro di ammenda. &#8221;La societa&#8217; AlbinoLeffe non e&#8217; colpevole, ma vittima del calcioscommesse. Non so come tutto questo sia potuto accadere&#8221;, ha ammesso il presidente. &#8221;Non e&#8217; facile affrontare una situazione del genere</p>
<p>&#8211; ha aggiunto sull&#8217;orlo del pianto -, ma era un dovere<br />
presentarmi qui, nei confronti della mia famiglia, del nostro settore giovanile e dei nostri tifosi, perche&#8217; non voglio che pensino in un tradimento della societa&#8217;&#8221;. Poi spazio all&#8217;arringa difensiva dell&#8217;avvocato Chiacchio, capace lo scorso anno di far scontare al Benevento, al termine dei tre gradi di giudizio, soltanto due punti di penalizzazione contro i 14 richiesti da Palazzi. &#8221;Il caso AlbinoLeffe e&#8217; anomalo, più duro e severo del tanto citato caso Benevento &#8211; sottolinea il legale -. Siamo di fronte a una richiesta di pena mai verificata nella storia della giustizia sportiva. L&#8217;AlbinoLeffe e&#8217; vittima del comportamento criminale, come l&#8217;ha definito la Procura di Cremona, dei propri tesserati e senza questo attacco malavitoso poteva raggiungere la Serie A. Spero solo che la bella storia dell&#8217;AlbinoLeffe non venga trasformata nella storia dell&#8217;Albinobeffe&#8221;.</p>
<p>Dura presa di posizione invece del Cesena, ammesso al dibattimento come parte terza. Il club romagnolo, retrocesso sul campo, si prepara la strada in vista del prossimo processo che potrebbe stravolgere la classifica di Serie A.&#8221;Non possono essere ripescate societa&#8217; che hanno subito sanzioni nell&#8217;anno in corso (riferendosi alla richiesta di condanna del Novara a sei punti di penalizzazione, 50mila euro di ammenda e l&#8217;esclusione dalla Coppa Italia fatta da Palazzi in questo processo, ndr) &#8211; ha tenuto a precisare con il suo legale -. Il Novara quindi non puo&#8217; essere ripescato e ne chiediamo la retrocessione all&#8217;ultimo posto in classifica&#8221;. Del processo che piu&#8217; interessa i tifosi pero&#8217; il procuratore federale non sa ancora definirne i tempi: &#8221;Dipende dall&#8217;istruttoria, comunque, d&#8217;accordo con la Federcalcio, terremo al corrente di tutto l&#8217;opinione pubblica&#8221;. Di sicuro i primi interrogatori inizieranno giovedi&#8217;.</p>
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