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	<title>bambini Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Ebola in Congo: Save the Children chiede aiuti urgenti per proteggere bambini e famiglie</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/ebola-save-the-children-chiede-impegno-internazionale-per-proteggere-bambini-e-famiglie-ne/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 14:22:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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		<category><![CDATA[Save the Children]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Save the Children chiede interventi urgenti per contenere il focolaio di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e proteggere bambini e famiglie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/ebola-save-the-children-chiede-impegno-internazionale-per-proteggere-bambini-e-famiglie-ne/">Ebola in Congo: Save the Children chiede aiuti urgenti per proteggere bambini e famiglie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Save the Children ha chiesto un impegno internazionale immediato per contenere un nuovo focolaio di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e per sostenere le famiglie e i bambini più esposti. L&#8217;Organizzazione afferma che il sistema sanitario locale, già sotto forte pressione, ha tardato a individuare il contagio e non è attrezzato per impedirne la diffusione.</p>
<p>Secondo l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, dall&#8217;inizio della nuova epidemia, due settimane fa, sono stati segnalati circa 500 casi sospetti di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, di cui 130 mortali. Save the Children sta predisponendo un intervento su larga scala per rafforzare i sistemi sanitari locali e assistere le comunità colpite.</p>
<p>L&#8217;epidemia presenta criticità particolari: si tratta di un ceppo diverso da quello osservato in precedenti focolai nella provincia, e i test specifici per il ceppo Zaire non avevano inizialmente dato esito positivo. Quando è stato identificato il ceppo Bundibugyo, la malattia si era già diffusa in più aree, rendendo necessario recuperare il tempo perso nelle operazioni di contenimento.</p>
<p>I bambini risultano particolarmente vulnerabili durante le epidemie di Ebola: oltre ai rischi sanitari diretti legati all&#8217;infezione, sono esposti a traumi, sfruttamento e stigmatizzazione. L&#8217;elevato tasso di mortalità può lasciare molti minori senza uno o entrambi i genitori e aumentare il rischio di isolamento o abbandono.</p>
<p>La nuova epidemia si inserisce in un contesto di conflitto e crisi umanitaria prolungata: nel Paese si registra un forte aumento delle violenze e una situazione di emergenza che ha causato milioni di sfollati. Attualmente quasi 5,6 milioni di persone risultano sfollate, tra cui circa 2,5 milioni di bambini, e 15 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria.</p>
<p>Per intervenire sul terreno Save the Children fa leva sulla propria presenza storica nel Paese: opera nella Repubblica Democratica del Congo dal 1994 e collabora con 13 partner locali, oltre a lavorare insieme ad altre organizzazioni internazionali e autorità governative. Le attività dell&#8217;Organizzazione sono concentrate in province orientali particolarmente colpite dalla crisi (Nord Kivu, Sud Kivu e Ituri) e in altre aree come il Kasai, il Kasai Orientale e Lomami, con programmi che riguardano salute, nutrizione, istruzione, protezione dell&#8217;infanzia, sicurezza alimentare e servizi igienico-sanitari.</p>
<p>Save the Children sottolinea la necessità di misure pratiche per fermare la diffusione del virus: informazione sulle pratiche di protezione personale, riduzione dei contatti, prevenzione e controllo delle infezioni nelle strutture sanitarie e fornitura di materiali essenziali come cloro e disinfettanti. L&#8217;Organizzazione invita la comunità internazionale a mobilitarsi per fornire attrezzature, squadre sul campo e risorse necessarie a tutelare i bambini e le famiglie e a contenere l&#8217;epidemia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/ebola-save-the-children-chiede-impegno-internazionale-per-proteggere-bambini-e-famiglie-ne/">Ebola in Congo: Save the Children chiede aiuti urgenti per proteggere bambini e famiglie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ucraina, oltre 3.500 minori uccisi o feriti dall’inizio della guerra</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/ucraina-save-the-children-oltre-3-500-bambini-uccisi-o-feriti-dall-inizio-della-guerra-aum/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 09:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto umanitario]]></category>
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		<category><![CDATA[vittime civili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Save the Children: oltre 3.500 bambini uccisi o feriti in Ucraina dall’inizio della guerra; aumento nel 2026.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/ucraina-save-the-children-oltre-3-500-bambini-uccisi-o-feriti-dall-inizio-della-guerra-aum/">Ucraina, oltre 3.500 minori uccisi o feriti dall’inizio della guerra</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Save the Children rende noto che, dall’inizio dell’invasione su vasta scala, più di 3.500 bambine e bambini in Ucraina sono stati uccisi o feriti. Tra febbraio 2022 e aprile 2026 le vittime minorenni censite sono 3.543: 791 bambini sono stati uccisi e 2.752 sono rimasti feriti. Nei primi quattro mesi del 2026 sono state registrate 294 vittime minorenni, un aumento del 27% rispetto agli ultimi quattro mesi del 2025.</p>
<p>Secondo l’Organizzazione, l’intensificarsi degli attacchi aerei nell’ultimo anno continua a mettere a rischio la popolazione civile e a compromettere gravemente la vita quotidiana. Le Nazioni Unite, citate dall’analisi, stimano che il conflitto sia giunto al quinto anno causando la morte di 15.850 civili e il ferimento di oltre 44.800 persone.</p>
<p>L’ong esorta le parti in conflitto a garantire la protezione dei civili e a astenersi dall’impiego di armi esplosive nelle aree popolate, sottolineando l’elevato rischio che tali armi rappresentano per i bambini. “Gli oltre 3.500 bambini uccisi o feriti in Ucraina ci ricordano in modo brutale il devastante costo umano della guerra in corso. Dietro questi numeri, si nascondono centinaia di vite di bambini stroncate, altre migliaia segnate per sempre dalle ferite indelebili e molti altri esposti a ripetuti traumi, perdite e insicurezza. Nell’ultimo anno abbiamo assistito a un’escalation degli attacchi contro le zone civili, che denotano un palese disprezzo per i bambini e i loro diritti. Il 2025 è stato l’anno più letale per i bambini in Ucraina dal 2022. È più che mai fondamentale garantire che i civili siano protetti e che i bambini siano al riparo da ogni pericolo, anche ponendo fine all’uso di armi esplosive nelle aree popolate, che possono causare lesioni catastrofiche e danni fisici e psicologici permanenti ai bambini e agli adolescenti” ha dichiarato Sonia Khush, Direttrice Nazionale di Save the Children in Ucraina.</p>
<p>Il dossier riporta anche la vicenda di Nazar, 16 anni, gravemente ferito da un attacco aereo mentre giocava a calcio nello stadio della scuola di Kharkiv. Il ragazzo ha riportato numerose ferite da schegge e la coscia gravemente compromessa; i medici sono riusciti a salvargli la gamba dopo interventi complessi e un lungo percorso di riabilitazione, con il sostegno di partner locali. La madre di Nazar ha raccontato: “All’inizio, dopo il nostro ritorno, non usciva affatto. Aveva paura di tutto. Anche andare in ospedale era stressante per lui”. Nazar ha detto: “Dopo l’incidente, mia madre è rimasta al mio fianco ogni singolo giorno per due anni. È stata il mio più grande sostegno. Onestamente, credo che senza di lei avrei smesso la riabilitazione perchè era davvero dura. Ma mia madre non mi ha mai permesso di arrendermi. Continuava a ripetermi: ‘Non mollare, fai qualcosa’, e questo mi ha aiutato moltissimo”.</p>
<p>Save the Children opera in Ucraina dal 2014 e ha intensificato le attività dopo febbraio 2022. L’organizzazione dichiara un team di circa 200 persone dislocate a Kiev, Kharkiv, Sumy, Mykolaiv e Dnipro; in collaborazione con oltre 25 partner ha fornito assistenza a più di 4,7 milioni di persone, incluse circa 1,9 milioni di bambine e bambini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/ucraina-save-the-children-oltre-3-500-bambini-uccisi-o-feriti-dall-inizio-della-guerra-aum/">Ucraina, oltre 3.500 minori uccisi o feriti dall’inizio della guerra</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>A Sarajevo i “cecchini del weekend” codificavano le vittime infantili con bossoli blu per i bambini e rosa per le bambine</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/03/18/a-sarajevo-i-cecchini-del-weekend-codificavano-le-vittime-infantili-con-bossoli-blu-per-i-bambini-e-rosa-per-le-bambine/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 22:56:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Emergono nuovi dettagli sui cosiddetti “safari umani” organizzati durante l’assedio di Sarajevo, viaggi clandestini ideati per offrire a facoltosi italiani l’opportunità di aprire il fuoco contro civili inermi. Come ricostruito da Il Giorno e ripreso dalla ricerca di Ezio Gavazzeni nel volume I cecchini del weekend, i partecipanti ricevevano un macabro “ricordo”: un bossolo con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/18/a-sarajevo-i-cecchini-del-weekend-codificavano-le-vittime-infantili-con-bossoli-blu-per-i-bambini-e-rosa-per-le-bambine/">A Sarajevo i “cecchini del weekend” codificavano le vittime infantili con bossoli blu per i bambini e rosa per le bambine</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Emergono nuovi dettagli sui cosiddetti “safari umani” organizzati durante l’assedio di Sarajevo, viaggi clandestini ideati per offrire a facoltosi italiani l’opportunità di aprire il fuoco contro civili inermi. Come ricostruito da Il Giorno e ripreso dalla ricerca di Ezio Gavazzeni nel volume I cecchini del weekend, i partecipanti ricevevano un macabro “ricordo”: un bossolo con un fiocco colorato, che indicava la categoria della vittima. </p>
<p>La fonte, nota come “il francese” ed ex componente dell’organizzazione, parla di trasferte che facevano guadagnare “una montagna di soldi” grazie a tariffe molto elevate. L’operazione veniva gestita da una misteriosa società di security milanese con collegamenti internazionali e reti di supporto in Bosnia e oltre. Clienti disposti a pagare cifre ingenti viaggiavano in convogli che talvolta si spacciavano per missioni umanitarie sotto simbologie simili a quelle della Croce Rossa, per attraversare i confini in sicurezza.</p>
<p>Il sistema di classificazione dei bossoli prevedeva un codice cromatico rigoroso: blu o rosa per bambini e bambine, rosso per uomini e giallo per donne, con combinazioni aggiuntive (rosso e verde per militari uomini, giallo e verde per militari donne, nero e azzurro per anziani uomini, nero e rosa per anziane donne). Questa simbologia trasformava l’uccisione di vittime civili in un agghiacciante gioco.</p>
<p>Secondo alcune testimonianze, parte dei proventi veniva destinata a gruppi armati locali. In uno dei racconti più inquietanti, si fa il nome di un imprenditore noto — “a volte si vede ancora in televisione e che in sei ore spese in obiettivi 280 milioni di lire, più tutte le altre spese”.</p>
<p>L’inchiesta coordinata dalla Procura di Milano ha già portato all’iscrizione di diversi indagati per omicidio volontario. Gli accertamenti proseguono per chiarire il ruolo di altri soggetti e le ramificazioni italiane di questa rete criminale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/18/a-sarajevo-i-cecchini-del-weekend-codificavano-le-vittime-infantili-con-bossoli-blu-per-i-bambini-e-rosa-per-le-bambine/">A Sarajevo i “cecchini del weekend” codificavano le vittime infantili con bossoli blu per i bambini e rosa per le bambine</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>La famiglia nel bosco: storia di un equilibrio fragile tra libertà, responsabilità e incomprensione</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/03/12/la-famiglia-nel-bosco-storia-di-un-equilibrio-fragile-tra-liberta-responsabilita-e-incomprensione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 18:32:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Fabbroni]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia nel bosco]]></category>
		<category><![CDATA[servizi sociali]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale dei minori di Chieti:]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale dell'Aquila]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono storie che sembrano uscite da un libro di favole: case di pietra in mezzo ai boschi, bambini scalzi che imparano dal vento e genitori che cercano, forse con ostinazione, una vita più essenziale. E poi ci sono le stesse storie osservate da vicino, senza il filtro romantico: luoghi che diventano troppo isolati, scelte [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/12/la-famiglia-nel-bosco-storia-di-un-equilibrio-fragile-tra-liberta-responsabilita-e-incomprensione/">La famiglia nel bosco: storia di un equilibrio fragile tra libertà, responsabilità e incomprensione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ci sono storie che sembrano uscite da un libro di favole: case di pietra in mezzo ai boschi, bambini scalzi che imparano dal vento e genitori che cercano, forse con ostinazione, una vita più essenziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi ci sono le stesse storie osservate da vicino, senza il filtro romantico: luoghi che diventano troppo isolati, scelte educative che oltrepassano i confini, fragilità economiche che si trasformano in rischio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vicenda della famiglia nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti, vive proprio in questo spazio ambiguo: tra l’idealismo e il pericolo, tra la libertà e il dovere, tra ciò che si vorrebbe essere e ciò che si deve garantire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel novembre 2025 il tribunale per i minori dell’Aquila ha deciso di sospendere la responsabilità genitoriale di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, una coppia italo-anglosassone che da anni aveva scelto per i propri tre figli — due gemelli di sei anni e una bambina di otto — un’esistenza fuori dai canoni. Una storia che ha attraversato giornali, talk show, social network: raccontata, discussa, strumentalizzata. Ma che continua ad avere al centro tre bambini e due genitori che dicono di aver fatto tutto “per amore”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La casa di pietra e l’allarme dei servizi sociali</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vicenda inizia nel settembre 2024 con una chiamata ai soccorsi: un’intossicazione alimentare da funghi. Una richiesta d’aiuto che diventa, per legge, una segnalazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">una casa rurale in pietra, senza impianto idraulico né rete fognaria, senza servizi igienici;</p>



<p class="wp-block-paragraph">un tenore di vita essenziale, forse troppo; entrate economiche discontinue; e soprattutto tre bambini che non frequentano la scuola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei rapporti dei servizi sociali emergono parole attente ma severe: condizioni di disagio abitativo, necessità di tutela, educazione non conforme all’obbligo scolastico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La macchina della protezione si mette in moto. E come spesso accade, una volta avviata non è facile fermarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’allontanamento: una notte senza rumore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 20 novembre 2025 gli assistenti sociali, insieme alle forze dell’ordine, eseguono l’ordinanza del tribunale dei minori di Chieti: i tre bambini vengono allontanati dalla casa e portati in una comunità insieme alla madre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il padre, Nathan, resta nel casolare. Solo, spaesato. Mi manca la mia vita, racconta ai microfoni di&nbsp;una nota trasmissione televisiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La psicologia di un allontanamento è sempre la stessa: non è un taglio netto, ma una frattura invisibile. Si spezza l’equilibrio, si spezza la quotidianità, e soprattutto si spezza l’illusione — legittima, umana — che l’amore basti a proteggere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Unschooling: la libertà educativa che la legge non vede</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro del caso c’è una scelta: l’unschooling.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non homeschooling, che in Italia è regolato e prevede verifiche annuali, ma un metodo educativo radicale, basato sull’assenza di programmi, di compiti, di lezioni strutturate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Loro hanno imparato a leggere e scrivere da soli, racconta la madre Catherine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parole che raccontano un ideale educativo affascinante, fatto di lentezza e autonomia, ma che si scontra con un sistema che chiede prove, certificazioni, percorsi formali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia riconosce il diritto all’istruzione, ma anche l’obbligo di garantirla. E in questa cornice normativa il sogno di Catherine e Nathan diventa un vuoto giuridico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista psicologico, l’unschooling è un terreno complesso:</p>



<p class="wp-block-paragraph">• può favorire creatività e identità libera,</p>



<p class="wp-block-paragraph">• ma rischia di negare ai bambini quelle competenze sociali e strutturali che li proteggono nel mondo reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema non è il bosco, ma la solitudine educativa. La frattura con l’avvocato, le incomprensioni, la lingua come confine. L’avvocato Giovanni Angelucci, incaricato di difendere i genitori, decide di rinunciare al mandato: afferma che la coppia avrebbe rifiutato ogni proposta di aiuto, inclusa la ristrutturazione della casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I genitori però smentiscono. Parlano di incomprensioni. Di una lingua che non è la loro madrelingua. Una barriera invisibile che, ancora una volta, genera distanza, sospetto, confusione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia psicologica di questa famiglia è una storia di mancati incroci: tra loro e le istituzioni, tra il loro lessico e quello dei servizi, tra ciò che volevano dire e ciò che è stato compreso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Libertà o trascuratezza? La zona grigia che divide il Paese. Il dibattito mediatico è esploso: c’è chi parla di abuso istituzionale e chi di tutela necessaria; chi vede in Catherine e Nathan dei genitori alternativi ma amorevoli e chi, invece, dei visionari irresponsabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà la verità sta, come spesso accade, nella zona grigia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La famiglia nel bosco non è la storia di un reato, né quella di una fiaba. È il racconto di un confine sottilissimo: quello tra un modello educativo libero e una possibile trascuratezza; tra la scelta di vivere fuori dagli schemi e la capacità — o incapacità — di garantire ai figli ciò che la legge considera essenziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tre bambini sorridono in una comunità, una madre li accompagna ogni giorno, un padre li attende nel silenzio di un casolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E un Paese intero discute, giudica, commenta. Il bosco come metafora, Il bosco, nella psicologia simbolica, rappresenta il luogo dell’esplorazione, dell’intuizione, ma anche dell’ignoto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La famiglia di Palmoli aveva scelto di viverci dentro, non solo geograficamente ma esistenzialmente: avevano scelto il sentiero poco battuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora sono chiamati a uscirne, almeno per un tratto, per dimostrare che quel bosco non era una fuga, ma una scelta consapevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E forse, quando la polvere si poserà, resterà una domanda semplice e universale: quanto spazio possiamo concedere alla libertà, senza tradire la responsabilità? È in questa domanda che si gioca il destino della famiglia nel bosco. E forse il destino di tutte le famiglie che cercano, nel caos del presente, una propria fragile strada verso la felicità.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Barbara Fabbroni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/12/la-famiglia-nel-bosco-storia-di-un-equilibrio-fragile-tra-liberta-responsabilita-e-incomprensione/">La famiglia nel bosco: storia di un equilibrio fragile tra libertà, responsabilità e incomprensione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Medio Oriente, Save the Children: “Le scuole non sono campi di battaglia”. Appello urgente per la protezione dei minori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 19:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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		<category><![CDATA[iran]]></category>
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		<category><![CDATA[Save the Children]]></category>
		<category><![CDATA[Save the Children: “Le scuole non sono campi di battaglia”. Appello urgente per la protezione dei minori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Escalation di violenze in Medio Oriente e nuove vittime tra i più giovani. Save the Children lancia un appello urgente alla comunità internazionale e a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Iran e nella regione affinché venga garantita la protezione immediata dei bambini e delle infrastrutture civili, in particolare scuole e ospedali. L’Organizzazione interviene [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Escalation di violenze in Medio Oriente</strong> e nuove vittime tra i più giovani. Save the Children lancia un appello urgente alla comunità internazionale e a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Iran e nella regione affinché venga garantita <strong>la protezione immediata dei bambini e delle infrastrutture civili</strong>, in particolare scuole e ospedali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Organizzazione interviene dopo la notizia della morte di oltre 100 bambini negli attacchi che hanno colpito due scuole in Iran, denunciando una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">“I bambini devono restare fuori dal conflitto”</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children chiede un’immediata cessazione delle ostilità per ridurre i rischi sulla vita e sul benessere dei minori. Fino a quando le violenze continueranno, sottolinea l’Organizzazione, tutte le parti devono rispettare gli obblighi previsti dal <strong>diritto internazionale umanitario</strong> e dal <strong>diritto internazionale dei diritti umani</strong>, garantendo la protezione di civili e infrastrutture civili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare preoccupazione viene espressa per l’uso di <strong>armi esplosive in aree densamente popolate</strong>, che comporta un rischio elevato di danni gravi alla popolazione civile, soprattutto ai bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Siamo sull’orlo di una guerra devastante che sta già producendo conseguenze orrende sui bambini e sulle loro famiglie”, ha dichiarato <strong>Inger Ashing</strong>, CEO di Save the Children International. “I bambini non dovrebbero mai essere coinvolti nei combattimenti e le loro case, scuole e comunità non possono diventare campi di battaglia. Le guerre hanno delle regole”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Rischi crescenti per i minori</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’intensificarsi delle ostilità espone i minori a rischi sempre più gravi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sfollamento forzato,</li>



<li>interruzione dell’istruzione,</li>



<li>perdita dell’accesso a cure sanitarie e servizi essenziali,</li>



<li>ferimenti e perdite familiari.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">“Ogni guerra è una guerra contro i bambini”, ha aggiunto Ashing, ribadendo che la comunità internazionale non può restare inerte davanti alla sofferenza dei più vulnerabili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’appello alla comunità internazionale</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children invita tutte le parti coinvolte nelle violenze in Iran e nell’area circostante a <strong>ridurre immediatamente le tensioni</strong> e a rispettare pienamente il diritto internazionale, assicurando la protezione dei civili in ogni momento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Organizzazione, attiva in circa 110 Paesi nel mondo per la tutela dei diritti dell’infanzia, precisa di non operare attualmente in Iran, ma continua a monitorare con attenzione l’evolversi della situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il messaggio è chiaro: <strong>le scuole non sono obiettivi militari, ma luoghi di protezione e futuro.</strong></p>
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		<title>Mozambico: Save the Children, a causa dei pesanti combattimenti nel nord del Paese oltre 30.000 bambini sfollati</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/08/08/mozambico-save-the-children-a-causa-dei-pesanti-combattimenti-nel-nord-del-paese-oltre-30-000-bambini-sfollati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Aug 2025 16:36:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bambini sfollati]]></category>
		<category><![CDATA[combattimenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Save the Children]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle ultime due settimane, nel nord del Mozambico, oltre 30.000 bambini, tra i quali alcuni separati dalle loro famiglie, sono fuggiti da una nuova ondata di violenza nella provincia di Cabo Delgado. Uno dei numeri più alti di sfollati registrato in un periodo così breve. È l&#8217;allarme che lancia oggi Save the Children, l&#8217;Organizzazione che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/08/08/mozambico-save-the-children-a-causa-dei-pesanti-combattimenti-nel-nord-del-paese-oltre-30-000-bambini-sfollati/">Mozambico: Save the Children, a causa dei pesanti combattimenti nel nord del Paese oltre 30.000 bambini sfollati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nelle ultime due settimane, nel nord del Mozambico, oltre 30.000 bambini, tra i quali alcuni separati dalle loro famiglie, sono fuggiti da una nuova ondata di violenza nella provincia di Cabo Delgado. Uno dei numeri più alti di sfollati registrato in un periodo così breve. È l&#8217;allarme che lancia oggi <strong>Save the Children, l&#8217;Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini e le bambine a rischio e garantire loro un futuro.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella provincia del nord del Paese, l&#8217;escalation delle violenze, iniziata il 20 luglio, ha causato lo sfollamento di quasi 60.000 persone, metà delle quali si ritiene siano bambini, e si prevede che il numero continuerà ad aumentare<a href="https://customer50293.musvc2.net/e/tr?q=4%3d9g3Z7%26I%3d2%26E%3d0Y4R%26s%3dd8T0%26R%3diKxMt_IUzQ_TE_ORtT_YG_IUzQ_SJPbMiQi6gEjChOfE5-Jz.Jl8s6tLjEx.0pD_vxTq_6mq6vPpEeI_srWw_3gq8s0eKh6p8_e0rFdFpF_t2zBu9i0i0pAs6r_Ls8_vxTq_6mEFgRn6rQt_IUzQ_SJkfJoQpG_vxTq_6mDt_vxTq_6b3a5c8_IUzQ_S9YA-_IUzQ_S9YASDY6_IUzQ_S9YA-_IUzQ_S9YAceJc0rF_srWw_3V6gt7sIm2xF_srWw_3V6gjE_vxTq_6b3aQL12q9j4s2e8b_ORtT_Y6SD-g9-aB-YAS9.Ap42_ORtT_Y4_7xK2%265%3dqRtMgY.o6x%26Ft%3dX6X0%26Kw%3dYAS9g9aBX3aDb5%269%3d7a57DB9Vg0c3he4T6ddU5c7Z9A3RCgc2hZ4W9Ce38c76ec3WBYeTDY8TDc9S8Z6V&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">[1]</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il distretto di Chiúre a Cabo Delgado è stato il più colpito dalle violenze dei gruppi armati non statali, che hanno causato panico e sfollamenti. I gruppi armati hanno preso di mira case, stazioni di polizia, scuole e centri sanitari in diversi villaggi della provincia e sono stati segnalati anche saccheggi di forniture mediche. Molte famiglie sfollate si sono rifugiate nelle scuole o presso persone ospitanti. In questi rifugi temporanei, il rischio di sovraffollamento, l&#8217;accesso limitato ai servizi di base e le preoccupazioni sulla sicurezza, aumentano ogni giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I bambini sfollati, soprattutto quelli separati dai genitori o dai loro tutori, sono esposti a un rischio maggiore di violenza, sfruttamento, abusi come matrimoni precoci e reclutamento in gruppi armati non statali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children è presente a Cabo Delgado per fornire sostegno psicologico e psicosociale, spazi sicuri in cui i bambini possano giocare e imparare, supportare la ricerca e il ricongiungimento familiare per i bambini separati e attivare gli screening per la malnutrizione per bambine e madri adolescenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Stiamo assistendo a una situazione straziante nella quale i bisogni dei bambini superano di gran lunga le risorse disponibili. Il disagio che questi bambini e queste bambine hanno sopportato è inimmaginabile. Stiamo lavorando 24 ore su 24 per fornire loro uno spazio sicuro, cibo e assistenza medica, ma con l&#8217;arrivo di sempre più famiglie, è necessario un sostegno immediato della comunità internazionale. I bambini separati dalle proprie famiglie sono particolarmente vulnerabili e i nostri operatori stanno facendo tutto il possibile per identificarli e riunirli ai loro famigliari il più rapidamente possibile&#8221; ha dichiarato <strong>Ilaria Manunza, Direttrice di Save the Children in Mozambico</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questi ultimi attacchi rappresentano una grave battuta d&#8217;arresto per gli sforzi nel ricostruire le vite dei bambini e delle famiglie a Cabo Delgado. I più piccoli, infatti, hanno dovuto vivere gli ultimi otto anni in mezzo ad un conflitto che deve essere fermato immediatamente affinché questi bambini possano riavere indietro la loro infanzia&#8221; ha concluso Ilaria Manunza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ormai giunto all&#8217;ottavo anno e senza una fine immediata in vista, il conflitto a Cabo Delgado ha avuto un impatto devastante sui bambini e le bambine che vivono nell&#8217;area coinvolta. Arrivano ripetute segnalazioni di decapitazioni e rapimenti nella provincia e numerose vittime sono minorenni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I conflitti in corso hanno portato a massicci sfollamenti, hanno indebolito le infrastrutture rendendo difficile l&#8217;accesso a servizi di base come acqua pulita, istruzione, servizi igienici e assistenza sanitaria. Anche la malnutrizione è una preoccupazione concreta poiché in questa drammatica situazione, molti bambini stanno soffrendo di insicurezza alimentare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children lavora in Mozambico dal 1986, fornendo supporto ai bambini e alle bambine attraverso programmi umanitari e di sviluppo. L&#8217;Organizzazione collabora con le comunità e i partner locali oltre che con il governo per progettare e realizzare programmi che rispondano alle esigenze dei bambini più vulnerabili. Promuoviamo, inoltre, un maggiore investimento di risorse pubbliche e private a favore dell&#8217;infanzia.</p>
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		<title>Inondazioni in Texas: almeno 80 vittime, fra cui 28 bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2025 13:37:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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		<category><![CDATA[Inondazioni in Texas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le inondazioni che hanno colpito la parte centrale del Texas hanno causato almeno 80 vittime, fra cui 28 bambini deceduti nella contea di Kerr. Dieci persone risultano ancora disperse. I soccorritori hanno tratto in salvo oltre 850 persone nelle prime 36 ore dall’esondazione del fiume Guadalupe, che ha investito soprattutto l’area di Kerr, spingendo le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le inondazioni che hanno colpito la parte centrale del Texas hanno causato almeno 80 vittime, fra cui 28 bambini deceduti nella contea di Kerr. Dieci persone risultano ancora disperse. I soccorritori hanno tratto in salvo oltre 850 persone nelle prime 36 ore dall’esondazione del fiume Guadalupe, che ha investito soprattutto l’area di Kerr, spingendo le autorità a ordinare evacuazioni preventive per ridurre il rischio di ulteriori emergenze.</p>
<p>Fra le vittime figura anche Jane Ragsdale, direttrice del campo estivo Heart O’ the Hills di Hunt. “Abbiamo ricevuto la notizia che Jane Ragsdale non ce l’ha fatta. Piangiamo la perdita di una donna che ha influenzato innumerevoli vite ed era la definizione stessa di forza e potere”, si legge in una nota dello staff del campo.</p>
<p>Il giudice della contea di Kerr Rob Kelly ha spiegato la mancata evacuazione preventiva degli accampamenti lungo il fiume: “Non sapevamo che questa alluvione sarebbe arrivata. Nessuno sapeva che questo tipo di alluvione sarebbe arrivata. Non abbiamo un sistema di allerta”. Il vicegovernatore Dan Patrick ha aggiunto che “nel giro di 45 minuti, il livello del fiume Guadalupe si è alzato di 8 metri e si è verificata un’inondazione distruttiva, che ha portato via proprietà e purtroppo anche vite umane”.</p>
<p>Le operazioni di salvataggio proseguono senza sosta. Finora, le autorità hanno segnalato 237 persone recuperate, di cui 167 evacuate tramite elicottero, e stanno concentrando gli sforzi sul ritrovamento di oltre 20 dispersi a Camp Mystic, un campo estivo cristiano per ragazze che questa settimana ospitava circa 750 partecipanti.</p>
<p>Il governatore Greg Abbott ha avvertito che le piogge continueranno a flagellare la regione nelle prossime 24-48 ore e ha esortato la popolazione a non mettersi alla guida se non in casi di stretta necessità e a mantenere alta la vigilanza. Intanto proseguono anche le operazioni di rimozione dei detriti.</p>
<p>Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso cordoglio per “una tragedia orribile” e annunciato che “probabilmente andrò in Texas venerdì” per verificare personalmente i danni provocati dalle piogge. Sul social Truth ha inoltre affermato: “L’amministrazione Trump sta lavorando con le autorità statali e locali in Texas in risposta alle tragiche alluvioni. La segretaria per la sicurezza nazionale sarà nello Stato a breve. Io e Melania preghiamo per tutte le famiglie colpite da questa orribile tragedia”. La First Lady Melania Trump, su X, ha scritto: “Sono vicina ai genitori del Texas in questo momento difficile. Vi penso e prego affinché siate forti e resilienti”.</p>
<p>Anche il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di vicinanza al capo della Casa Bianca, Donald Trump: “Desidero esprimere a nome del popolo italiano e mio personale, profonda vicinanza per le vittime e i dispersi causati dalle alluvioni che hanno colpito il Texas. Il nostro pensiero va alle famiglie delle vittime e di quanti attendono di conoscere il destino dei loro cari dispers i. In un momento di così grave lutto per l’amico popolo statunitense, desidero farLe pervenire, Signor Presidente, i sentimenti del mio più sincero cordoglio e di quello della Repubblica Italiana”.</p>
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		<title>Allerta Save the Children: “Un minore su 5 a rischio abusi”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 18:09:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Allerta Save the Children]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Child Safeguarding Policy]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.com]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia, oratori, scuole, parrocchie e impianti sportivi – spazi che dovrebbero rappresentare ambienti protetti per bambini e adolescenti – sono spesso percepiti come luoghi a rischio per comportamenti inappropriati e abusi. A dirlo è un’indagine realizzata da Save the Children e Ipsos nel 2020, secondo cui circa 1 ragazzo su 5 e 1 adulto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/04/16/allerta-save-the-children-un-minore-su-5-a-rischio-abusi/">Allerta Save the Children: “Un minore su 5 a rischio abusi”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In Italia, <strong>oratori, scuole, parrocchie e impianti sportivi</strong> – spazi che dovrebbero rappresentare ambienti protetti per bambini e adolescenti – <strong>sono spesso percepiti come luoghi a rischio</strong> per comportamenti inappropriati e abusi. A dirlo è un’indagine realizzata da <strong>Save the Children e Ipsos nel 2020</strong>, secondo cui <strong>circa 1 ragazzo su 5 e 1 adulto su 4</strong> ritiene che proprio questi ambienti, abitualmente frequentati dai più giovani, possano nascondere insidie legate a maltrattamenti da parte di adulti di riferimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una consapevolezza che, purtroppo, <strong>trova riscontro anche nei fatti di cronaca</strong>, con episodi che mettono in discussione il ruolo di chi dovrebbe rappresentare un punto di riferimento educativo e umano per le nuove generazioni.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“È doloroso apprendere ancora una volta notizie di violenze e abusi ai danni dei minori nei luoghi dove dovrebbero essere maggiormente al sicuro e per di più commesse da quelle figure adulte di riferimento&#8221;, ha dichiarato <strong>Giorgia D’Errico</strong>, Direttrice Relazioni Istituzionali di Save the Children. &#8220;È necessario affrontare la questione della tutela dei minori indipendentemente dai singoli casi di cronaca&#8221;.</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Serve un modello organizzativo chiaro per prevenire e gestire i rischi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children sottolinea la <strong>necessità urgente di introdurre una “Child Safeguarding Policy”</strong> in tutti i contesti frequentati da bambini e adolescenti. Questo modello organizzativo dovrebbe includere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Regole di comportamento chiare</strong> per il personale e i volontari;</li>



<li><strong>Procedure definite per la segnalazione</strong> e la gestione di comportamenti inappropriati;</li>



<li><strong>Individuazione di figure responsabili</strong> della tutela dei minori all’interno delle organizzazioni;</li>



<li><strong>Percorsi formativi</strong> per accrescere la consapevolezza e la cultura della protezione dell’infanzia.</li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Una violazione della persona non è mai un fatto privato, e se riguarda un minore è più che mai una responsabilità etica, oltre che legale, degli adulti in posizione fiduciaria non averlo saputo prevenire”, ha sottolineato ancora D’Errico.</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Un impegno trasversale e condiviso</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La protezione dei minori deve essere <strong>una responsabilità collettiva</strong>, che coinvolge famiglie, istituzioni, organizzazioni e comunità. Save the Children propone <strong>consulenze, percorsi su misura e formazione dedicata</strong> a scuole, enti religiosi, associazioni sportive e altre realtà educative, al fine di costruire ambienti sicuri in cui i diritti dei più piccoli siano sempre garantiti e tutelati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché ogni bambino ha diritto a sentirsi al sicuro, ovunque.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/04/16/allerta-save-the-children-un-minore-su-5-a-rischio-abusi/">Allerta Save the Children: “Un minore su 5 a rischio abusi”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Save the Children, indispensabile un intervento strategico per contrastare la povertà minorile</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/03/26/save-the-children-indispensabile-un-intervento-strategico-per-contrastare-la-poverta-minorile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 15:19:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;aumento della percentuale di popolazione a rischio di povertà ed esclusione sociale è un dato allarmante per le condizioni di vita di migliaia di famiglie e di bambine e bambini. Lo dichiara Save the Children, alla luce dei dati diffusi stamattina dall&#8217;Istat. In Italia, il 23,1% delle persone è a rischio povertà o esclusione sociale[1]. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/03/26/save-the-children-indispensabile-un-intervento-strategico-per-contrastare-la-poverta-minorile/">Save the Children, indispensabile un intervento strategico per contrastare la povertà minorile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aumento della percentuale di popolazione a rischio di povertà ed esclusione sociale è un dato allarmante per le condizioni di vita di migliaia di famiglie e di bambine e bambini. Lo dichiara Save the Children, alla luce dei dati diffusi stamattina dall&#8217;Istat.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, il 23,1% delle persone è a rischio povertà o esclusione sociale<a href="https://customer50293.musvc3.net/e/tr?q=4%3dIZIZG%26B%3dH%26E%3dJZOY%263%3dWNTJ%26K%3dyK8F0_Iesg_TO_Hhtd_RW_Iesg_STIrMsJy6q8zCrHvEE.Iy2657FwDA.43C_9rgp_Ig79A67_Hhtd_RWjhacz-QE4L25_9rgp_IgREtL155Kw_Hhtd_RLSN36Er9C079_9rgp_IgQE4L25_9rgp_IgQE4L29t2D96Es_Hhtd_RWns4z2_6qjq_FftJ_6qjq_FUIas_Hhtd_RLSND6Ks_Hhtd_RLSNIA21Fr_Iesg_STRQSI_Hhtd_RWdg_Hhtd_RLSNVH-SNRL_j7JrKf904v96G3L2o1rvI8_Hhtd_RLdG_Hhtd_RLbN_RM-aG-RQSI.464B_Hhtd_RJ_78DH%265%3d1K0MqS.568%2690%3dXNTI%26K7%3dRQSIZJSJQJTKUL%269%3dNRwXo3P7GVw3E1vTGRwZrYvXqUHUtRHYE3wWKQH4K5u7t3NRN5wUN2JVN5H6q5O3&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">[1]</a>. La percentuale sale al 25,6% per le famiglie in cui è presente almeno un minore (un dato sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno quando era al 25,5%). Preoccupa però – sottolinea l&#8217;Organizzazione &#8211; che il rischio povertà o esclusione sociale aumenti al crescere del numero dei minori presenti in famiglia. Se, infatti, tra le famiglie in cui è presente un solo minore circa due su 10 (22,9%) sono a rischio povertà o esclusione sociale, tra quelle con 3 o più figli minori il rischio povertà o esclusione sociale interessa più di 4 famiglie su 10 (42%), con una crescita di circa 5 punti percentuali rispetto al 2023 (era il 37,1%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le famiglie con tre o più minori, cresce inoltre, sia la quota di quanti si trovano in grave deprivazione materiale e sociale (10,4% nel 2024 contro il 9,5% nel 2023) che la percentuale di famiglie a bassa intensità lavorativa (8,8% nel 2024 contro 8,3% nel 2023).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;È urgente prevedere interventi concreti e strategici contro il rischio di povertà ed esclusione sociale tra bambine, bambini e adolescenti, che comprenda un sostegno adeguato alle famiglie e il potenziamento strutturale dell&#8217;offerta educativa, scolastica ed extrascolastica, per evitare che la povertà materiale si trasformi anche in povertà educativa, pregiudicando le possibilità di crescita e di sviluppo dei minori. Occorre intervenire per contrastare una grave ingiustizia generazionale che in Italia colpisce i bambini, le bambine e gli adolescenti: quella dei minori è infatti la più povera rispetto a tutte le altre fasce di età – dichiara Raffaela Milano, Direttrice Ricerca di Save the Children &#8211; &nbsp;Tra le misure da mettere in atto vi è l&#8217;attribuzione di adeguate risorse al Fondo per il contrasto della povertà&nbsp;alimentare a scuola, previsto dall&#8217;ultima legge di Bilancio e destinato ai Comuni per l&#8217;erogazione di contributi volti a consentire l&#8217;accesso gratuito al servizio mensa&nbsp;agli studenti della scuola primaria appartenenti a&nbsp;famiglie in condizioni di difficoltà economiche&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/03/26/save-the-children-indispensabile-un-intervento-strategico-per-contrastare-la-poverta-minorile/">Save the Children, indispensabile un intervento strategico per contrastare la povertà minorile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Bambino Gesù. Scoperte nuove ‘impronte’ dell’emicrania nel cervello e nell’intestino dei bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 12:04:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Bambino Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.org]]></category>
		<category><![CDATA[impronte emicranea]]></category>
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		<category><![CDATA[terapie antiemicraniche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scoperte nuove &#8216;impronte&#8217; dell&#8217;emicrania nel cervello e nell&#8217;intestino di bambini e ragazzi. Due studi recenti condotti dai ricercatori dell&#8217;Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno indagato struttura cerebrale e composizione del microbiota degli emicranici rivelando differenze significative rispetto ai soggetti sani. Entrambe le ricerche aprono la strada a percorsi mirati e personalizzati per la cura di questa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/07/22/bambino-gesu-scoperte-nuove-impronte-dellemicrania-nel-cervello-e-nellintestino-dei-bambini/">Bambino Gesù. Scoperte nuove ‘impronte’ dell’emicrania nel cervello e nell’intestino dei bambini</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Scoperte nuove &#8216;impronte&#8217; dell&#8217;emicrania nel cervello e nell&#8217;intestino di bambini e ragazzi. Due studi recenti condotti dai ricercatori dell&#8217;Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno indagato struttura cerebrale e composizione del microbiota degli emicranici rivelando differenze significative rispetto ai soggetti sani. Entrambe le ricerche aprono la strada a percorsi mirati e personalizzati per la cura di questa malattia neurologica che colpisce oltre 1 bambino su 10. L&#8217;Ospedale rende noti i risultati degli studi in occasione della Giornata mondiale del cervello che ricorre oggi.<br>L&#8217;emicrania, la forma più frequente di cefalea primaria tra i bambini e gli adolescenti, è una patologia neurologica che colpisce circa l&#8217;11% della popolazione pediatrica. È spesso dovuta a una predisposizione genetica, confermata dalla presenza di altri casi in famiglia. Può presentarsi a qualsiasi età, persino nei primi mesi di vita, anche se tra i più piccoli la malattia non si manifesta con il mal di testa ma con sintomi come vomito ciclico, dolori addominali e articolari ricorrenti, vertigini, torcicollo e mal d&#8217;auto. L&#8217;équipe del Centro per lo studio e la cura delle cefalee in età evolutiva del Bambino Gesù segue ogni anno 1.500 nuovi casi di bambini emicranici erogando circa 3.000 prestazioni tra visite ambulatoriali e day hospital. Corteccia cerebrale più sottile rispetto ai soggetti sani e modalità diverse con cui alcune aree del cervello degli emicranici &#8220;parlano&#8221; tra di loro. Sono i principali risultati dello studio in due fasi condotto da clinici e ricercatori delle unità di Neurologia dello sviluppo, Neuro-imaging funzionale e Fisica sanitaria del Bambino Gesù su 100 bambini e adolescenti affetti da emicrania e su un gruppo di controllo composto da 100 coetanei senza emicrania.<br>La ricerca, finanziata dal Ministero della Salute e dell&#8217;International Headache Society, ha portato alla scoperta di alcune differenze significative tra i due gruppi (emicranici e sani): attraverso la risonanza magnetica e la tecnica di analisi &#8220;morphometric similarity&#8221; sono state rilevate diverse modalità di connessione tra aree cerebrali, soprattutto quelle coinvolte nelle funzioni esecutive e nell&#8217;elaborazione degli stimoli del dolore e, in corrispondenza delle stesse aree, anche una riduzione dello spessore della corteccia cerebrale. Inoltre, sono state osservate differenze nella connessione cerebrale tra maschi e femmine.<br>&#8220;I risultati dello studio ci dicono che l&#8217;emicrania modifica la struttura del cervello in maniera progressiva fin dall&#8217;infanzia- sottolinea Massimiliano Valeriani, responsabile di Neurologia dello sviluppo del Bambino Gesù- L&#8217;evidenza delle impronte che la malattia lascia sulla struttura e sulla connessione fra aree cerebrali indica la necessità di intercettare, e quindi curare, i pazienti emicranici fin da piccoli. Inoltre, le differenze fra maschi e femmine emerse dalla nostra ricerca suggeriscono l&#8217;adozione di piani terapeutici che tengano conto anche del genere, prospettiva che non è mai stata presa in considerazione neanche per gli adulti&#8221;.<br>L&#8217;emicrania nei bambini è caratterizzata da specifiche alterazioni del microbiota, l&#8217;insieme di microrganismi presenti nell&#8217;intestino (il cosiddetto &#8216;secondo cervello&#8217;) che dialogano tra loro e con il sistema nervoso centrale regolando le funzioni dell&#8217;organismo. È quanto emerge dallo studio condotto dal team delle unità di Neurologia dello sviluppo e di Microbiomica del Bambino Gesù su 98 pazienti emicranici tra i 6 e i 17 anni e su un gruppo di controllo composto da 98 coetanei. La ricerca è stata finanziata dal Ministero della Salute.<br>I ricercatori hanno confrontato campioni di feci, urine e sangue dei due gruppi: attraverso l&#8217;analisi di specifici parametri sono state individuate differenze significative sia nelle componenti del microbiota intestinale che nelle loro funzioni. In particolare è emerso che il profilo del microbiota degli emicranici influenza alcuni processi metabolici, come la produzione di serotonina e triptofano, implicati nell&#8217;insorgenza del mal di testa. Inoltre, le alterazioni riscontrate sembrano concorrere alla disbiosi intestinale (squilibro causato dall&#8217;eccedenza di batteri &#8220;cattivi&#8221;) e all&#8217;aumento della permeabilità dell&#8217;intestino alimentando, così, le manifestazioni della malattia.<br>&#8220;Le implicazioni terapeutiche del nostro studio- spiega Laura Papetti, neuro-pediatra del Bambino Gesù coordinatrice della ricerca &#8211; sono significative: per i pazienti resistenti alle comuni terapie antiemicraniche potrebbero essere considerati il trapianto fecale e terapie dietetiche a base di probiotici e prebiotici. Ulteriori ricerche potranno chiarire la relazione tra le alterazioni dei processi metabolici dei bambini con emicrania e la risposta ai farmaci aprendo la strada a cure sempre più mirate e personalizzate&#8221;.</p>
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