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	<title>Bandiera Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Una morte ed una commemorazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 18:59:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Uomo schivo ed autorevole, equilibrato ed insieme coraggioso, Carlo Azelio Ciampi, Presidente della Repubblica dal 1999 al 2005 Presidente della Repubblica, è morto oggi all’età di 95 anni, lasciando di se un ritratto di figura impeccabile sotto il profilo umano, politico e morale. Presidente del Consiglio fra le macerie di “Tangentopoli”, governatore di Bankitalia negli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Uomo schivo ed autorevole, equilibrato ed insieme coraggioso, Carlo Azelio Ciampi, Presidente della Repubblica dal 1999 al 2005 Presidente della Repubblica, è morto oggi all’età di 95 anni, lasciando di se un ritratto di figura impeccabile sotto il profilo umano, politico e morale.<br />
Presidente del Consiglio fra le macerie di “Tangentopoli”, governatore di Bankitalia negli anni 80 , ha guidato, con Romano Prodi l’ingresso del nostro Paese nella moneta europea. Nel 1993, dinanzi a un parlamento delegittimato da Tangentopoli e dalle necessità di un risanamento finanziario utile a stabilizzare la lira, Ciampi diventa presidente del Consiglio: per la prima volta nella storia della Repubblica, viene formato un governo presieduto da un non parlamentare.<br />
E non sarà un caso che a Palazzo Chigi venga chiamato un tecnico estraneo alla politica, governatore della Banca d&#8217;Italia &#8211; forse l&#8217;unica istituzione in quei momenti a mantenere intatta la credibilità &#8211; noto per le sue doti di moralità.<br />
Uomo spigoloso, fedele servitore dello Stato, con un senso della missione inteso in una chiave severa (come severo era appunto il suo modo di vivere la dignità e la sobrietà), Ciampi fu subito “intuito” dagli italiani come dotato non solo di carisma, ma in grado di stabilire un rapporto diretto con il cosiddetto Paese reale.</p>
<p>Si è sostenuto che ha vissuto almeno tre vite, il decimo inquilino del Quirinale: da banchiere, da capo di governo e superministro dell&#8217;economia, da presidente della Repubblica. Di sicuro sono state coerenti l&#8217;una con l&#8217;altra.<br />
Messaggi di cordoglio sentito e profondo sono giunti da tutte le istituzioni, a partire dal Presidente Mattarella e da tutti i partiti politici, con la sola, indecente eccezione, di Salvini, che gli ha rimproverato l’entrata nella moneta unica nel suo solito modo brusco e populista, dimenticando ad esempio che, oltre agli altri meriti, Ciampi ha avuto quello di una vera e propria pedagogia civile, legata ai valori della Carta costituzionale, accolta con grande favore dalla gente comune.<br />
Infatti, se dopo anni di amnesia abbiamo ricominciato a onorare la Festa della Repubblica con la tradizionale parata del 2 giugno (cancellata per legge nel 1976, “per ragioni di risparmio”) è merito suo. Come è merito suo il ripristino di diversi, e appannati, simboli e riti della nostra storia: dall&#8217;esibizione della bandiera tricolore all&#8217;esecuzione dell&#8217;inno nazionale, alle celebrazioni per tanti dimenticati “padri della patria”.</p>
<p>Invece il greve segretario del Carroccio ha detto: &#8220;E&#8217; stato uno dei compici della svendita dell’Italia e degli italiani ai poteri forti, ai massoni, ai banchiere e ai vecchi finanzieri. Politicamente parlando quindi era lontanissimo da quello era l’interesse dei cittadini&#8221;.<br />
“Politicamente”, ha detto, “è stato uno dei traditori dell’Italia e degli italiani, al pari di Napolitano e Prodi”. Le sue parole che hanno suscitato indignazione da parte di tutti i rappresentanti politici e che hanno spinto anche il presidente del Senato Pietro Grasso a condannare l’inopportunità di quelle parole. “Qualsiasi strumentalizzazione, anche a livello politico della sua morte non può non considerarsi alla stregua di un’operazione da sciacallo“, ha detto.<br />
Aggiungendo: “Ciampi è stato un grande statista, un grande uomo politico, un grande uomo. Quindi strumentalizzare la sua morte, anche se a livello politico, non può non considerarsi un’azione da sciacallo”.</p>
<p>Il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda ha annunciato che presenterà un esposto “perché si valutino tutti i possibili riflessi penali delle affermazioni di Salvini e critiche sono venute anche dal centro-destra, con Maurizio Lupi, capogruppo Ncd che ha dichiarato “infelice” l’uscita di Salvini, mentre Pier Ferdinando Casini presidente della commissione Affari esteri del Senato Pier Ferdinando Casini su Twitter ha commentato: “Poverino, non sa di cosa parla. Non vale la pena rispondergli”. Anche Forza Italia ha condannato il leghista: “Salvini? Un leader non parla così. Non essere ipocriti non significa essere a tutti i costi inopportuni”, ha detto il senatore azzurro Francesco Giro.</p>
<p>Al di là dei sproloqui fuori luogo di Salvini, Ciampi è stato un uomo, come ha detto anche Papa Bergoglio, “con un fortissimo senso dello stato” ed un italiano di cui andare fieri ed orgogliosi.</p>
<p>Come orgogliosi dobbiamo essere, da italiani, della lucidità analitica e della capacità di esprimere opinioni senza pregiudizi di Oriana Fallaci, di cui ieri è ricorso il decennale dalla morte.<br />
Figura controversa, amata o odiata per le sue opinioni politiche e per la dura presa di posizione nei confronti dell&#8217;Islam, la Fallaci è stata spesso definita una &#8220;profeta dei nostri tempi&#8221;, capace di prevedere eventi come gli attentati di Parigi.<br />
Tutte le reti televisive hanno parlato ieri di lei, ma la migliore commemorazione è avvenuta in prima serata con L7, con “Oriana Fallaci, storia di un’italiana”, documentario realizzato con documenti e immagini direttamente donati a Mentana dalla grande scrittrice e giornalista, ma anche con altre sequenze ormai introvabili che documentano la straordinaria storia della Fallaci, attraverso le sue storiche interviste, il libro sugli astronauti americani che andranno sulla luna, i reportage dal Vietnam, la celebre Lettera a un bambino mai nato, ma anche la storia d’amore con Panagulis e l’uccisione di lui nella Grecia dei colonnelli, raccontate in Un uomo.<br />
Poi la notte di Città del Messico col massacro degli studenti, fino a Inshallah, primo impatto con il Medio Oriente degli odi etnici e religiosi e degli attentati, la lunga lotta contro il tumore, e poi la trilogia sulla sfida del terrorismo islamico, di cui la scintilla fu proprio l’attacco alle torri gemelle, e le roventi polemiche che le sue posizioni provocarono.</p>
<p>Oggi sappiamo che La Fallaci aveva ragione, perché è cresciuta in la diffidenza e la ribellione nei confronti della quinta colonna filo-islamica dentro casa nostra: governanti nazionali ignoranti, inadeguati, venduti e traditori che antepongono l’interesse degli stranieri a quello degli italiani; burocrati europei designati per il loro servilismo che hanno riesumato una dittatura più subdola e non meno deleteria del fascismo e del comunismo perché sta scardinando le istituzioni fondanti della nostra umanità e civiltà, dalla sacralità della vita, alla centralità della famiglia naturale fino alla sovranità nazionale; banchieri e speculatori finanziari che stanno violentemente sconvolgendo il mondo per mettere al centro il denaro anziché la persona, promuovendo la prevalenza della dimensione virtuale della moneta rispetto a quella dell’economia reale, abbattendo gli stati nazionali attraverso l’auto-invasione di milioni di clandestini, scardinando la civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane favorendo il relativismo valoriale.<br />
Tutto ciò che succede era stato, nelle sue linee generali, rappresentato in modo sostanzialmente corretto da Oriana, anche se si può ovviamente divergere sull’analisi dei fatti specifici, sulle previsioni elaborate e sulle prospettive immaginate. “Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci” vendette 500 mila copie in poche ore.<br />
Fu uno straordinario successo. In una dichiarazione ai microfoni del Tg5, Oriana rappresentò se stessa come “la voce della gente”, concludendo: “Oggi mi sento infinitamente meno sola”<br />
Adesso potrebbe dire, oggi mi sento del tutto profetica ed inascoltata come Cassandra, oggi che l’Europa sembra diventata Eurabia, noi tutti dobbiamo dire che lei è stata indubbiamente la voce che più di altre ha saputo scuotere le nostre coscienze, ha saputo costringerci a guardare in faccia alla realtà e, quindi, gli dobbiamo un grazie immenso, anche se tardivo.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
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