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	<title>Bangladesh Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>200.000 rifugiati rohingya  minacciati da piogge monsoniche, inondazioni e frane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2018 17:23:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La scorsa settimana le piogge torrenziali e i venti forti hanno colpito i campi e gli insediamenti di fortuna dei rifugiati rohingya. L’UNICEF e i suoi partner stimano che 200.000 rifugiati rohingya – oltre il 50% dei quali sono bambini – attualmente siano minacciati dal duplice pericolo di inondazioni e frane, di queste 25.000 persone [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana le piogge torrenziali e i venti forti hanno colpito i campi e gli insediamenti di fortuna dei rifugiati rohingya. L’UNICEF e i suoi partner stimano che 200.000 rifugiati rohingya – oltre il 50% dei quali sono bambini – attualmente siano minacciati dal duplice pericolo di inondazioni e frane, di queste 25.000 persone a più alto rischio.</p>
<p>La prima grande tempesta della stagione dei monsoni, arrivata nel Bangladesh sudorientale, sta mettendo a rischio la salute e la sicurezza di migliaia di bambini. Le forti piogge hanno causato inondazioni e frane – secondo le notizie ricevute un bambino sarebbe morto a causa di una frana – mentre i forti venti hanno danneggiato o distrutto centinaia di rifugi, lasciando in questo modo le famiglie vulnerabili indifese agli agenti atmosferici.</p>
<p>Una rapida verifica, a seguito delle ultime piogge, ha mostrato che dei circa 10.000 rifugiati direttamente colpiti, oltre il 65% è stato colpito dal vento, più di 1 su 4 (il 27%) da frane e il 4% è stato colpito da acqua ristagnante o inondazioni forti. Inoltre, secondo le verifiche in corso, si stima che 900 rifugi, 15 punti per la distribuzione di acqua, oltre 200 latrine, 2 strutture sanitarie supportare dall’UNICEF e 2 siti di distribuzione di cibo siano stati danneggiati o distrutti nei campi, creando ulteriori sfide per la popolazione colpita. Le operazioni di ripristino sono in corso.</p>
<p>“Migliaia di bambini e le loro famiglie vivono in rifugi in aree collinari senza alberi, rocce o arbusti che possano contenere i terreni sabbiosi – la maggior parte dei quali ora si sono trasformati in fango – mentre le piogge continuano a cadere e la falda freatica sale rapidamente”, ha dichiarato Edouard Beigbeder, Rappresentante UNICEF in Bangladesh. “È di vitale importanza che i rifugiati nelle zone più vulnerabili possano spostarsi in luoghi sicuri, ma molte famiglie – che, negli ultimi mesi, hanno già affrontato diversi sconvolgimenti – sono riluttanti ad abbandonare le loro case di fortuna.”</p>
<p>Molte strade che portano ai campi sono allagate, mentre la principale strada militare che divide in due il più grande insediamento è stata chiusa a tutti tranne che ai veicoli medici.</p>
<p>Diversi centri per l’apprendimento e Spazi a Misura di Donne e Bambini sostenuti dall’UNICEF e dai suoi partner sono stati temporaneamente chiusi a causa del maltempo che ha colpito migliaia di donne e bambini. L’arrivo delle piogge monsoniche nei campi ha incrementato i rischi per la salute, in particolare di malattie legate all’acqua come la diarrea acquosa acuta e il colera.</p>
<p>“Con l’intensificarsi delle piogge monsoniche, aumentano anche i pericoli per i bambini – le frane e le inondazioni possono causare non solo ferite, separazione o morte, ma anche malattie e la mancanza di accesso a servizi vitali che includono servizi sanitari e l’istruzione,” ha aggiunto Beigbeder. “È necessario supporto urgente per evitare che un’ulteriore catastrofe colpisca migliaia di bambini.”</p>
<p>Durante i mesi di giugno, luglio e agosto – picco della stagione dei monsoni – si prevede cadranno a Cox ‘s Bazar più di due metri e mezzo di pioggia, mentre ulteriori piogge sono previste per la fine di questa settimana. Negli ultimi mesi l’UNICEF e i suoi partner hanno lavorato per ridurre i rischi delle piogge monsoniche, attraverso il preposizionamento di aiuti umanitari – tra cui teloni e pannelli in ferro ondulato – pronti per essere utilizzati quando necessario.</p>
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		<title>L’odissea Rohingya</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 18:28:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Bangladesh]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“In Myanmar i rohingya non li vogliono, ma anche per coloro che rischiando la vita riescono ad arrivare qui in Bangladesh non ci sono prospettive”: a parlare con la DIRE è padre Silvano Garello, dei saveriani, comunità missionaria presente nelle zone di confine dove si concentrano gli sbarchi. Un’odissea, questa della minoranza musulmana, senza Stato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/05/lodissea-rohingya/">L’odissea Rohingya</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<strong>In Myanmar i rohingya non li vogliono</strong>, ma anche per coloro che rischiando la vita riescono ad arrivare qui in Bangladesh non ci sono prospettive”: a parlare con la DIRE è padre Silvano Garello, dei saveriani, comunità missionaria presente nelle zone di confine dove si concentrano gli sbarchi. <strong>Un’odissea, questa della minoranza musulmana, senza Stato né cittadinanza, che continua da anni.</strong></p>
<p><strong>Discriminazioni, repressione e scontri armati</strong> nella regione di Rakhine, in Myanmar, e poi traversate ad alto rischio in mare o guadando i fiumi che segnano il confine. Ci ha provato anche Mohammed Shohayet, un bimbo morto senza aver compiuto due anni di età. <strong>La fotografia del suo corpo senza vita, riverso nel fango, è stata pubblicata ieri dall’emittente americana ‘Cnn’</strong>. A cascata i servizi su alcuni dei principali quotidiani internazionali.</p>
<p>“Quella fotografia l’ho vista in rete, è la conferma di un dramma” dice subito padre Silvano. Convinto che la vicenda dei rohingya sia però più complessa di quello che appare. “<strong>Non basta accusare Aung San Suu Kyi e il governo birmano</strong>” sottolinea il missionario: “Anche le autorità di Dacca non vogliono accoglierli, perché in Bangladesh ci sono già 160 milioni di persone e <strong>quello della terra è un problema sempre più acuto</strong>“.</p>
<p>Di certo,<strong> l’esodo dei rohingya non si è fermato</strong>. Secondo il ministero degli Esteri del Bangladesh, anzi, dall’ottobre scorso gli arrivi dal Myanmar sono stati almeno 50 mila. L’esercito birmano ha attribuito la responsabilità dell’aggravarsi della crisi a gruppi ribelli radicati nel Rakhine, ma <strong>c’è chi denuncia invece un’offensiva premeditata</strong>. Il risultato è il gonfiarsi dei campi al confine, in particolare nella regione costiera di Cox’s Bazar, nell’estremo sud-est del Bangladesh.</p>
<p>“<strong>E’ una soluzione non sostenibile alla quale per altro il governo di Dacca non è favorevole</strong>” conferma alla DIRE un altro saveriano, padre Giovanni Gargano. I campi sono gestiti dall’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr), che pure ha riferito di un aumento degli arrivi. Nel frattempo, come conferma la stampa di Dacca, sono aumentati sia i posti di blocco che le unità della Guardia costiera.<strong> Il loro compito è di impedire lo sbarco di uomini, donne e bambini</strong>.</p>
<p style="text-align: right;">Vincenzo Giardina(Dire)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/05/lodissea-rohingya/">L’odissea Rohingya</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Bangladesh, Renzi: “L&#8217;Italia colpita ma non piegata&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jul 2016 20:19:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[attacco terroristico]]></category>
		<category><![CDATA[Bangladesh]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, nella conferenza stampa convocata a palazzo Chigi a seguito dell’attacco terroristico di questa notte a Dacca, in Bangladesh, ha detto: “Davanti all’ennesima tragedia dell’estremismo radicale di matrice islamica credo sia il momento in cui l’Italia tutta unita oggi dia un messaggio di dolore e compassione, oggi possa piangere le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/07/02/bamgladesh-renzi/">Bangladesh, Renzi: “L&#8217;Italia colpita ma non piegata&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente del Consiglio <strong>Matteo Renzi,</strong> nella conferenza stampa convocata a<strong> palazzo Chigi</strong> a seguito dell’<strong>attacco terroristico di questa notte a Dacca,</strong> <strong>in Bangladesh</strong>, ha detto: “Davanti all’ennesima tragedia dell’estremismo radicale di matrice islamica credo sia il momento in cui l’Italia tutta unita oggi dia un messaggio di dolore e compassione, oggi possa piangere le lacrime di solidarietà e cordoglio. <strong>L’Italia non arretra davanti alla follia di chi vuole disintegrare la nostra vita quotidiana.</strong> Gli italiani sono colpiti ma non piegati, siamo un popolo tenace”.</p>
<p>Precisa il presidente del Consiglio, “<strong>ogni notizia ufficiale sarà data solo dopo l’informazione alle famiglie</strong>“. “Abbiamo seguito tutta la notte gli eventi sperando in esiti diversi: ogni notizia ufficiale”, aggiunge Renzi, che annuncia la partenza “di un velivolo della presidenza del Consiglio per il Bangladesh”.</p>
<p>“<strong>I terroristi vogliono strappare la nostra quotidianità</strong>, noi abbiamo il dovere di rispondere in difesa dei nostri valori di cui siamo orgogliosi e fieri.<strong> I nostri valori sono più forti delle loro fobie</strong>. Non abbiamo nessuna intenzione di darla vinta a chi pensa che la distruzione dei nostri valori sia l’obiettivo a cui consacrare la propria esistenza”, conclude Renzi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/07/02/bamgladesh-renzi/">Bangladesh, Renzi: “L&#8217;Italia colpita ma non piegata&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Omicidio cooperante Tavella, quattro arresti in Bangladesh</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 09:55:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bangladesh]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quattro persone sono state arrestate a Dhaka in relazione all’assassinio del cooperante italiano Cesare Tavella: lo ha annunciato il ministro degli Interni Asaduzzaman Khan Kamal, accreditando la pista di un omicidio politico ma non riconducibile al gruppo sunnita dello Stato islamico. “Teniamo ad affermare con chiarezza- ha sottolineato il ministro- che lo Stato islamico in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/10/26/omicidio-cooperante-tavella-quattro-arresti-in-bangladesh/">Omicidio cooperante Tavella, quattro arresti in Bangladesh</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro persone sono state arrestate a <strong>Dhaka</strong> in relazione all’assassinio del cooperante italiano<strong> Cesare Tavella</strong>: lo ha annunciato il ministro degli Interni Asaduzzaman Khan Kamal, accreditando la pista di un omicidio politico ma <strong>non riconducibile al gruppo sunnita dello Stato islamico.</strong></p>
<p>“Teniamo ad affermare con chiarezza- ha sottolineato il ministro- che lo Stato islamico in Bangladesh non esiste”. Tre dei quattro arrestati sarebbero coinvolti direttamente nell’omicidio, avvenuto in strada, nel quartiere delle ambasciate, il 28 settembre. Secondo il capo della polizia di Dhaka, Asaduzzaman Mia, <strong>l’assassinio sarebbe stato compiuto su commissione con l’obiettivo di “mettere in difficolta’ il governo e creare anarchia”.</strong></p>
<p>Tavella, 51 anni, lavorava per l’organizzazione interconfessionale olandese Icco. Pochi giorni dopo il suo omicidio a cadere sotto i colpi d’arma da fuoco di sicari in Bangladesh era stato un altro straniero, <strong>un giapponese di 66 anni, Hoshi Kunio</strong>. Anche in questo caso era giunta una rivendicazione dello Stato islamico, definita non credibile dal primo ministro Sheikh Hasina.(Dire)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/10/26/omicidio-cooperante-tavella-quattro-arresti-in-bangladesh/">Omicidio cooperante Tavella, quattro arresti in Bangladesh</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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