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	<title>bankitalia Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Pil. Bankitalia: &#8220;Frena il Sud ma anche il Centro-Nord fatica&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/11/07/pil-bankitalia-frena-il-sud-ma-anche-il-centro-nord-fatica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 19:18:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bankitalia]]></category>
		<category><![CDATA[Centro-Nord]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Frena il Sud d&#8217;Italia ma anche il Centro Nord fatica, dove Lombardia spicca ma soffre rispetto alle altre macro-aree europee. E&#8217; quanto emerge dallo studio &#8220;L&#8217;Economia delle regioni italiane. Dinamiche recenti e aspetti strutturali&#8221;, elaborato dal centro studi della sede di Milano della Banca d&#8217;Italia, dove e&#8217; stato presentato questa mattina. Nel primo semestre del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/07/pil-bankitalia-frena-il-sud-ma-anche-il-centro-nord-fatica/">Pil. Bankitalia: &#8220;Frena il Sud ma anche il Centro-Nord fatica&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Frena il Sud d&#8217;Italia ma anche il Centro Nord fatica, dove Lombardia spicca ma soffre rispetto alle altre macro-aree europee. E&#8217; quanto emerge dallo studio &#8220;L&#8217;Economia delle regioni italiane. Dinamiche recenti e aspetti strutturali&#8221;, elaborato dal centro studi della sede di Milano della Banca d&#8217;Italia, dove e&#8217; stato presentato questa mattina. Nel primo semestre del 2019 la dinamica del Pil, pur rimanendo positiva, ha rallentato in tutte le macroaree del Paese. La tendenza al rallentamento si sarebbe confermata nel primo semestre del 2019: rispetto al periodo corrispondente del 2018 l&#8217;attivita&#8217; economica sarebbe lievemente aumentata nel Nord Est e nel Centro, si sarebbe confermata stabile nel Nord Ovest e avrebbe mostrato un lieve calo nel Mezzogiorno. Stando all&#8217;indagine si amplia quindi il divario di crescita tra le regioni meridionali e il Centro Nord, che hanno retto meglio la crisi dei debiti sovrani, iniziata tra il 2017 e il 2018, seppure l&#8217;impatto sia stato generalizzato e l&#8217;intero Paese stenta a riprendersi. Il Pil risulta ancora circa dieci punti percentuali inferiore a quello del 2007 nel Mezzogiorno e di quasi tre nel Centro Nord.</p>
<p>Come spiega Giuseppe Sopranzetti, direttore della sede di Milano della Banca d&#8217;Italia, la Lombardia esce dal rapporto come una regione italiana forte, rispetto alle altre regioni italiane, ma nel confronto con quelle europee, la sua forza si indebolisce. Piu&#8217; in generale permane infatti un ritardo delle aree piu&#8217; industrializzate dell&#8217;Italia rispetto alle altre maggiori economie dell&#8217;area dell&#8217;euro per la negativa dinamica della produttivita&#8217;. &#8220;Tra il 2007 e il 2017, il Pil a livello nazionale ha avuto una flessione del 5,2% a causa della crisi dei debiti sovrani, con un calo piu&#8217; marcato nelle regioni del Sud- rileva Sopranzetti, precisando che nel decennio &#8220;il pil del Molise ha segnato un -20%, la Sicilia il -13,2%, la Puglia il -7,9%, mentre la Lombardia l&#8217; 1,7% , la provincia autonoma di Bolzano il 9,0% e la provincia automa di Trento lo 0,6%&#8221;. La Lombardia, precisa, &#8220;ha avuto il risultato piu&#8217; positivo, anche se si riduce nel paragone europeo. Per Sopranzetti osserva che i dati che fanno capire quanto siano diversificate le economie delle regioni italiane. Da qui l&#8217;importanza delle analisi economici dei territori locali, per capire le peculiarita&#8217;, gli elementi di gap e i fattori di successo per capire come poter trasformare le debolezze in punti di forza&#8221;.</p>
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		<title>Bankitalia: grosso aumento debito pubblico a maggio</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/07/14/bankitalia-grosso-aumento-debito-pubblico-a-maggio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2015 10:28:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bankitalia]]></category>
		<category><![CDATA[debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il debito pubblico delle amministrazioni statali è aumentato a maggio scorso di 23,4 miliardi a 2.218,2 miliardi di euro. È quanto si legge nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d&#8217;Italia. &#8220;L&#8217;incremento del debito è stato superiore al fabbisogno del mese (4,3 miliardi) principalmente per l&#8217;aumento di 17,8 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro (a fine [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il debito pubblico delle amministrazioni statali è aumentato a maggio scorso di <strong>23,4 miliardi a 2.218,2 miliardi di euro</strong>. È quanto si legge nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d&#8217;Italia.</p>
<p><em>&#8220;L&#8217;incremento del debito è stato superiore al fabbisogno del mese (4,3 miliardi) principalmente per l&#8217;aumento di 17,8 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro (a fine maggio pari a 100,9 miliardi; 92,3 a maggio del 2014)</em>; <em>complessivamente</em> &#8211; spiega Bankitalia &#8211; <em>la rivalutazione dei titoli indicizzati all&#8217;inflazione, il deprezzamento dell&#8217;euro e l&#8217;emissione di titoli sopra la pari hanno accresciuto il debito per 1,3 miliardi. Con riferimento ai sotto settori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 22,9 miliardi, quello delle Amministrazioni locali di 0,5 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a maggio a 31 miliardi, stabili rispetto allo stesso mese del 2014.</strong> Nei primi cinque mesi del 2015 le entrate tributarie sono state complessivamente pari a <strong>146,2 miliardi</strong>, in lieve aumento rispetto a quelle relative allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente (145,4 miliardi).</p>
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		<title>Bankitalia: in calo i prestiti a famiglie e imprese ad aprile</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/06/09/bankitalia-in-calo-i-prestiti-a-famiglie-e-imprese-ad-aprile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2015 12:51:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bankitalia]]></category>
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		<category><![CDATA[prestiti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I prestiti alle famiglie e alle imprese restano in calo, come a marzo, mentre frena l&#8217;aumento delle sofferenze. A renderlo noto è la Banca d&#8217;Italia. I prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, hanno registrato una contrazione su base annua dell&#8217;1,4 per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/09/bankitalia-in-calo-i-prestiti-a-famiglie-e-imprese-ad-aprile/">Bankitalia: in calo i prestiti a famiglie e imprese ad aprile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I prestiti alle famiglie e alle imprese restano in calo, come a marzo, mentre frena l&#8217;aumento delle sofferenze. A renderlo noto è la <strong>Banca d&#8217;Italia</strong>. I prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, hanno registrato una contrazione su base annua dell&#8217;1,4 per cento, come a marzo. I prestiti alle famiglie sono calati dello <strong>0,2 per cento</strong> sui dodici mesi (-0,3 nel mese precedente); quelli alle società non finanziarie sono diminuiti, sempre su base annua, del <strong>2,2 per cento</strong>, come a marzo. Per quanto riguarda, invece, le sofferenze, il tasso di crescita sui dodici mesi, senza correzione per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuità statistiche è risultato pari al <strong>14,8 per cento</strong> (14,9 per cento a marzo).</p>
<p>I tassi d&#8217;interesse, comprensivi delle spese accessorie, sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l&#8217;acquisto di abitazioni sono stati pari al <strong>2,86 per cento</strong> (2,95 nel mese precedente); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all&#8217;<strong>8,49 per cento</strong> (8,46 per cento a marzo). I tassi d&#8217;interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono risultati pari al <strong>3,13 per cento</strong> (3,09 per cento nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all&#8217;<strong>1,78 per cento</strong> (1,77 per cento a marzo). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo <strong>0,62 per cento</strong> (0,65 per cento nel mese precedente).</p>
<p>Sul fronte della raccolta, ad aprile il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi del settore privato e&#8217; stato pari al <strong>3,6 per cento</strong> (3,3 per cento a marzo). La raccolta obbligazionaria, includendo le obbligazioni detenute dal sistema bancario, è diminuita del 18,2 per cento su base annua (-17,5 per cento nel mese precedente).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/09/bankitalia-in-calo-i-prestiti-a-famiglie-e-imprese-ad-aprile/">Bankitalia: in calo i prestiti a famiglie e imprese ad aprile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Bankitalia, disoccupazione a 10,8%</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/05/31/bankitalia-disoccupazione-a-108/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2012 12:31:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[aumentato]]></category>
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		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[trimestre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sulla base di dati preliminari il tasso di disoccupazione &#8220;sarebbe ulteriormente aumentato nel primo trimestre del 2012 al 10,8 per cento, 2,2 punti in piu&#8217; rispetto allo stesso periodo del 2011&#8221;. E&#8217; quanto si legge nella Relazione Annuale sul 2011 della Banca d&#8217;Italia. Si ricorda inoltre che &#8220;nell&#8217;ultimo trimestre dell&#8217;anno a fronte del nuovo indebolimento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/05/31/bankitalia-disoccupazione-a-108/">Bankitalia, disoccupazione a 10,8%</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla base di dati preliminari il tasso di disoccupazione &#8220;sarebbe ulteriormente aumentato nel primo trimestre del 2012 al 10,8 per cento, 2,2 punti in piu&#8217; rispetto allo stesso periodo del 2011&#8221;. E&#8217; quanto si legge nella Relazione Annuale sul 2011 della Banca d&#8217;Italia. Si ricorda inoltre che &#8220;nell&#8217;ultimo trimestre dell&#8217;anno a fronte del nuovo indebolimento della domanda di lavoro, il tasso di disoccupazione e&#8217; salito al 9,6 per cento, dall&#8217;8,7 di un anno prima&#8221;. Insomma, &#8220;quasi 15 milioni di persone tra 15 e 64 anni risultano inattive nella media del 2011. Tra esse, e&#8217; aumentato il numero di chi non cerca lavoro ma sarebbe disponibile a lavorare e di chi lo cerca ma non sarebbe subito disponibile a lavorare&#8221;. Queste componenti, che costituiscono &#8220;le cosiddette forze di lavoro potenziali, sono pari al 12,1 per cento delle forze di lavoro (4,6 per cento nella media della Unione europea). Tra i motivi della mancata ricerca di lavoro continuano a essere rilevanti quelli familiari, di studio e legati allo scoraggiamento per la difficolta&#8217; di trovare un impiego; e&#8217; invece diminuito il numero di chi non cerca lavoro perche&#8217; in pensione, o perche&#8217; non desidera lavorare, anche per motivi legati all&#8217;eta&#8217;&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/05/31/bankitalia-disoccupazione-a-108/">Bankitalia, disoccupazione a 10,8%</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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