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	<title>biodiversità Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>DDL Caccia, WWF Italia lancia la petizione “Stop Caccia Selvaggia”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 16:12:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[DDL Caccia]]></category>
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		<category><![CDATA[Stop Caccia Selvaggia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il WWF Italia lancia una mobilitazione contro il DDL &#8220;Ammazza-Natura&#8221;&#160;a cui si sta lavorando negli uffici del ministro dell&#8217;Agricoltura Francesco Lollobrigida. Lo fa lanciando la petizione &#8220;Stop Caccia Selvaggia&#8221;&#160;alla quale si può aderire firmando a questo link: https://attivati.wwf.it/stop-caccia-selvaggia e che chiede al Governo Meloni di fermare un disegno di legge inaccettabile, che stravolge i principi [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il WWF Italia lancia una mobilitazione contro il <strong>DDL &#8220;Ammazza-Natura&#8221;</strong>&nbsp;a cui si sta lavorando negli uffici del ministro dell&#8217;Agricoltura Francesco Lollobrigida. Lo fa lanciando <strong>la petizione &#8220;Stop Caccia Selvaggia&#8221;</strong>&nbsp;alla quale si può aderire firmando a questo <a href="https://diamond.emcgold.com/trk/click/@f*025j2F7ib38j2f2S1*3=0*84f6f0e8b4f2b*6,3*8efr2fbs9d3a9ffs0d1f9*f=0*532370b3862121143*0,8*f7f@elb3fib36x3b8af42*b=9*3395f2041391f3005*2,7*bn8l2i2d1*3=0989f5f3e9b1f5b86,3*8cfi2db*9=3696f9061398f8065,2*7lbi8d2*2=16340785f6f8e7b0f,b*6k3U83fL2Ib39f3n9of30*1=93f-0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">link:</a> <a href="https://attivati.wwf.it/stop-caccia-selvaggia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://attivati.wwf.it/stop-caccia-selvaggia</a> e che chiede al Governo Meloni di fermare <strong>un disegno di legge inaccettabile, che stravolge i principi della legge 157/92 e calpesta l&#8217;articolo 9 della Costituzione italiana, che tutela gli animali e la biodiversità.</strong>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo provvedimento, infatti, sarebbe un colpo durissimo alla tutela della fauna selvatica in Italia. Se approvato, trasformerebbe la natura in un poligono di tiro ad uso e consumo dei cacciatori, legalizzando la caccia in aree demaniali come spiagge e foreste, perfino di notte e durante la stagione riproduttiva, aumentando il numero di specie cacciabili e autorizzando l&#8217;uso massiccio di richiami vivi: migliaia di uccelli verrebbero strappati alla libertà per essere condannati ad una vita in gabbie di pochi centimetri.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le conseguenze sarebbero drammatiche con rischi per l&#8217;incolumità pubblica, anche per chi vive, lavora o fa escursioni in natura, per la salute di tutti, a causa dell&#8217;aumento dell&#8217;inquinamento da piombo, e per gli animali, soprattutto le specie già vulnerabili. I controlli saranno più difficili, a tutto vantaggio di bracconieri e trafficanti, criminali che si arricchiscono usando gli animali come merce di scambio nei mercati illegali. Tutto questo determinerà il rischio concreto di una nuova <strong>procedura d&#8217;infrazione europea</strong>, dopo le due già aperte nel corso di questa legislatura. Una sanzione pesante che pagheremo tutti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il WWF chiede ai cittadini di mobilitarsi per garantire <strong>la tutela della fauna selvatica come bene collettivo</strong>, difendere <strong>il diritto di tutti gli italiani a vivere la natura in sicurezza</strong>, basare ogni decisione sui dati scientifici, non su interessi delle lobby dei cacciatori e delle armi, tutelare il diritto alla protesta civile e nonviolenta, visto che nelle bozze circolate si legge di sanzioni amministrative fuori dalla realtà: in molti casi maggiori delle multe comminate a chi pratica la caccia in modo illegale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questa ragione il WWF Italia chiede ai cittadini di far sentire la propria voce contro<strong>&nbsp;un provvedimento che riporta l&#8217;orologio della tutela della natura indietro di oltre 30 anni. Un provvedimento che va a vantaggio solo di una piccola minoranza armata e rumorosa e che danneggia tutti.</strong>&nbsp;É necessario agire ora, per impedire che questa proposta di legge sia presentata in un prossimo Consiglio dei ministri e poi mandata al Parlamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il WWF chiede il supporto di tutti per evitare che il Governo Meloni consegni ai cacciatori la fauna del nostro Paese e insieme ad essa, la nostra sicurezza e il nostro diritto a vivere la Natura senza paura.</strong></p>
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		<title>Ambiente. Accordo Regione Abruzzo e Parco Sirente Velino per tutela biodiversità</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/01/10/ambiente-accordo-regione-abruzzo-e-parco-sirente-velino-per-tutela-biodiversita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2023 15:50:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sottoscritto nei giorni scorsi un accordo tra Regione Abruzzo ed ente Parco naturale regionale Sirente Velino per il controllo delle specie esotiche invasive, una delle principali cause di perdita di biodiversità, in Italia e nel mondo. &#8220;Si tratta di specie di animali e di piante originarie di altre regioni geografiche introdotte volontariamente o accidentalmente sul [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/01/10/ambiente-accordo-regione-abruzzo-e-parco-sirente-velino-per-tutela-biodiversita/">Ambiente. Accordo Regione Abruzzo e Parco Sirente Velino per tutela biodiversità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sottoscritto nei giorni scorsi un accordo tra Regione Abruzzo ed ente Parco naturale regionale Sirente Velino per il controllo delle specie esotiche invasive, una delle principali cause di perdita di biodiversità, in Italia e nel mondo. &#8220;Si tratta di specie di animali e di piante originarie di altre regioni geografiche introdotte volontariamente o accidentalmente sul territorio nazionale e che hanno sviluppato la capacità di costituire e mantenere popolazioni vitali allo stato selvatico, tanto da rappresentare una vera e propria minaccia per il nostro patrimonio naturale&#8221;, commenta il vicepresidente della giunta regionale con delega all&#8217;Ambiente, Parchi e riserve naturali Emanuele Imprudente. &#8220;Queste specie, infatti &#8211; aggiunge Imprudente &#8211; oltre ad entrare in concorrenza diretta con alcune delle specie autoctone, possono alterare lo stato degli habitat e degli ecosistemi naturali, e provocare anche ingenti danni economici ad attività produttive come l&#8217;agricoltura e alle risorse silvo-pastorali&#8221;. Per contrastare tali impatti la Regione Abruzzo ha sottoscritto un apposito accordo, individuando il Parco regionale Sirente Velino quale ente coordinatore sul territorio regionale per l&#8217;attuazione degli interventi di controllo delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale (Ias) o nazionale, secondo i criteri di priorità e tempestività richiesti dalla normativa vigente. L&#8217;accordo prevede una dotazione finanziaria di 180mila euro attraverso lo stanziamento del Fondo per il controllo delle specie esotiche invasive, con una dotazione ministeriale di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024 da ripartire tra le regioni interessate.</p>
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		<title>Fao. Martina: &#8220;Virus è un pauroso moltiplicatore di fame&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2021 12:45:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Mai come oggi il diritto al cibo, la lotta alla fame, la difesa della biodiversita&#8217; del pianeta e il sostegno a sistemi agricoli e alimentari piu&#8217; equi e sostenibili sono drammatiche urgenze e questioni decisive&#8221;. Lo scrive su Facebook l&#8217;ex Ministro dell&#8217;Agricoltura e gia&#8217; Segretario del PD Maurizio Martina annunciando il suo nuovo ruolo come [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/01/12/fao-martina-virus-e-un-pauroso-moltiplicatore-di-fame/">Fao. Martina: &#8220;Virus è un pauroso moltiplicatore di fame&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Mai come oggi il diritto al cibo, la lotta alla fame, la difesa della biodiversita&#8217; del pianeta e il sostegno a sistemi agricoli e alimentari piu&#8217; equi e sostenibili sono drammatiche urgenze e questioni decisive&#8221;. Lo scrive su Facebook l&#8217;ex Ministro dell&#8217;Agricoltura e gia&#8217; Segretario del PD Maurizio Martina annunciando il suo nuovo ruolo come Special Advisor e Vicedirettore Generale aggiunto della Fao. &#8220;Mai come oggi- prosegue Martina- la rivoluzione tecnologica e digitale impone nuove coordinate di lavoro, se vuole essere per tutti e non per pochi, anche quando pensiamo al cibo. E cio&#8217; e&#8217; tanto piu&#8217; vero durante e dopo la pandemia da Covid che stiamo affrontando. Il virus e&#8217; un pauroso moltiplicatore della fame e crisi sanitaria e crisi ambientale hanno proprio nelle questioni alimentari e agricole un punto di caduta essenziale. Ovunque nel mondo stanno aumentando drammaticamente le persone in sofferenza alimentare, lo vediamo anche alle nostre latitudini. I sistemi di produzione, trasformazione e consumo di cibo hanno bisogno di scelte coraggiose per essere piu&#8217; equi. L&#8217;obiettivo &#8216;Fame Zero&#8217; dell&#8217;Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile per non essere mancato ha bisogno subito di azioni concrete di svolta&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/01/12/fao-martina-virus-e-un-pauroso-moltiplicatore-di-fame/">Fao. Martina: &#8220;Virus è un pauroso moltiplicatore di fame&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Incendi: 15 anni per ricostruire i boschi distrutti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/08/02/incendi-15-anni-per-ricostruire-i-boschi-distrutti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2020 17:18:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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		<category><![CDATA[Boschi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Per ricostituire i boschi ridotti in cenere dal fuoco ci vorranno fino a 15 anni con danni all&#8217;ambiente, all&#8217;economia, al lavoro e al turismo. E&#8217; quanto stima la Coldiretti sugli effetti degli incendi divampati in Italia da L&#8217;Aquila in Abruzzo alla Sicilia dove purtroppo si conta anche una vittima. &#8220;Con il caldo anomalo e la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p> &#8220;Per ricostituire i boschi ridotti in cenere dal fuoco ci vorranno fino a 15 anni con danni all&#8217;ambiente, all&#8217;economia, al lavoro e al turismo. E&#8217; quanto stima la Coldiretti sugli effetti degli incendi divampati in Italia da L&#8217;Aquila in Abruzzo alla Sicilia dove purtroppo si conta anche una vittima. &#8220;Con il caldo anomalo e la mancanza di pioggia e&#8217; scattato l&#8217;allarme incendi con centinaia di ettari andati a fuoco. Nelle aree bruciate dall incendio &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; saranno impedite anche tutte le attivita&#8217; umane tradizionali e la scoperta del territorio da parte di decine di migliaia di appassionati. Se certamente il divampare delle fiamme e&#8217; favorito dal clima anomalo, a preoccupare &#8211; continua la Coldiretti &#8211; e&#8217; proprio l&#8217;azione dei piromani con il 60% degli incendi che si stima sia causato volontariamente. Un costo drammatico che l&#8217;Italia e&#8217; costretta ad affrontare perche&#8217; e&#8217; mancata l&#8217;opera di prevenzione, sorveglianza e soprattutto di educazione ambientale sul valore inestimabile di un patrimonio determinate per la biodiversita&#8217; e per la stabilita&#8217; idrogeologica del territorio&#8221;. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/08/02/incendi-15-anni-per-ricostruire-i-boschi-distrutti/">Incendi: 15 anni per ricostruire i boschi distrutti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Gli ecosistemi di alta quota del Gran Sasso d’Italia colpiti dai cambiamenti climatici</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/08/08/gli-ecosistemi-di-alta-quota-del-gran-sasso-ditalia-colpiti-dai-cambiamenti-climatici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2019 15:11:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
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		<category><![CDATA[Gran Sasso d’Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono appena stati pubblicati i risultati di una ricerca scientifica, curata dai Carabinieri per la Biodiversità e dall’Università di Roma Tre, che dimostra la grave situazione di “degenerazione” nella quale versano gli ecosistemi di alta quota del Gran Sasso d’Italia, sulla base di trent’anni di ricerche svolte in un sito della Rete internazionale di Ricerche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/08/08/gli-ecosistemi-di-alta-quota-del-gran-sasso-ditalia-colpiti-dai-cambiamenti-climatici/">Gli ecosistemi di alta quota del Gran Sasso d’Italia colpiti dai cambiamenti climatici</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono appena stati pubblicati i risultati di una ricerca scientifica, curata dai Carabinieri per la Biodiversità e dall’Università di Roma Tre, che dimostra la grave situazione di “degenerazione” nella quale versano gli ecosistemi di alta quota del Gran Sasso d’Italia, sulla base di trent’anni di ricerche svolte in un sito della Rete internazionale di Ricerche Ecologiche a Lungo Termine LTER, gestito direttamente dai Carabinieri per la Biodiversità, che comprende anche due habitat tutelati al livello europeo dalla Direttiva Habitat.<br />
La ricerca, pubblicata sul numero 34 della prestigiosa rivista internazionale Nature Conservation e liberamente accessibile a chiunque (https://doi.org/10.3897/natureconservation.34.30218), è stata curata dal Ten. Col. Bruno Petriccione (del Reparto Carabinieri Biodiversità di Castel di Sangro) e dal Dr. Alessandro Bricca (del Dipartimento di Scienze dell’Università di Roma Tre). L’articolo scientifico (Thirty years of ecological research at the Gran Sasso d’Italia LTER site: climate change in action) è stato pubblicato in un’edizione speciale della rivista dedicata alla Rete LTER-Italia, con il titolo Italian Long-Term Ecological Research for understanding ecosystem diversity and functioning. Case studies from aquatic, terrestrial and transitional domains, ove compaiono altri lavori curati da ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche, di varie Università e di altri enti di ricerca.<br />
Trent’anni di ricerche condotte direttamente dagli ecologi del Corpo forestale dello Stato e poi dei Carabinieri per la Biodiversità hanno consentito di appurare il progressivo incremento delle specie adatte a tollerare stress ecologici, temperature più elevate ed aridità, a danno di quelle più adattate al prolungato innevamento, a temperature più basse ed a maggiore disponibilità di acqua. In alcuni tipi di ecosistemi (in particolare, in un habitat prioritario tutelato dalla Direttiva UE Habitat), il 20% delle specie più sensibili è completamente scomparso, mentre molte altre sono state progressivamente sostituite da specie più termofile ed opportuniste (è il caso del Trifolium thalii, sostituito ormai quasi completamente dal più banale Trifolium pratense).<br />
Secondo gli autori, i cambiamenti osservati potrebbero portare, a medio e lungo termine, ad un processo di disgregazione delle comunità vegetali degli Appennini, inclusa l’estinzione locale delle specie più adattate all’innevamento prolungato ed alle basse temperature. Questi fenomeni sono riconducibili ai cambiamenti climatici osservati nell’ultimo secolo (in particolare negli ultimi cinquant’anni), consistiti principalmente in una forte riduzione della durata del manto nevoso, in un incremento delle temperature medie e minime annuali ed in un forte aumento della variabilità nelle precipitazioni sia piovose sia nevose.<br />
La ricerca conferma anche il riscaldamento climatico in corso a livello globale: al Gran Sasso la temperatura media annua è aumentata di 1,7°C negli ultimi 65 anni, corrispondenti ad un aumento annuo medio per decade di 0,26 °C, cioè più del doppio degli stessi valori osservati a livello globale (0,7 °C negli ultimi 60 anni e 0,1 °C per decade), e molto vicini all’aumento previsto, per l’anno 2100, di 2,0 °C per anno, secondo l’IPCC delle Nazioni Unite.<br />
La conoscenza scientifica di quanto sta accadendo agli ecosistemi di alta quota degli Appennini è molto preziosa, in quanto costituisce la base fondamentale per guidare le misure di conservazione degli habitat e delle specie minacciati dai cambiamenti climatici, oggi tutelati a livello nazionale dai Parchi e dalle Riserve e a livello sovranazionale dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea. E’ quindi importante che l’ente gestore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (e contemporaneamente dell’omonimo Sito di Interesse Comunitario) assuma ogni iniziativa utile per rafforzare la protezione di questi fragili ecosistemi di importanza nazionale ed europea: tra di queste, il divieto assoluto di realizzare ulteriori impianti sciistici o altre infrastrutture, il divieto assoluto di pascolo di animali domestici ed un’efficace regolamentazione dell’afflusso turistico, divenuto ormai insostenibile nei periodi di punta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/08/08/gli-ecosistemi-di-alta-quota-del-gran-sasso-ditalia-colpiti-dai-cambiamenti-climatici/">Gli ecosistemi di alta quota del Gran Sasso d’Italia colpiti dai cambiamenti climatici</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Biodiversità: in Italia estinti 3 frutti su 4</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2019 09:03:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia sono scomparse dalla tavola tre varieta&#8217; di frutta su quattro nell&#8217;ultimo secolo, ma la perdita di biodiversita&#8217; riguarda l&#8217;intero sistema agricolo e di allevamento con il rischio di estinzione che si estende dalle piante coltivate agli animali allevati. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti, in occasione della Giornata Mondiale dell&#8217;Ambiente celebrata dalle Nazioni Unite, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia sono scomparse dalla tavola tre varieta&#8217; di frutta su quattro nell&#8217;ultimo secolo, ma la perdita di biodiversita&#8217; riguarda l&#8217;intero sistema agricolo e di allevamento con il rischio di estinzione che si estende dalle piante coltivate agli animali allevati. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti, in occasione della Giornata Mondiale dell&#8217;Ambiente celebrata dalle Nazioni Unite, il 5 giugno. In Italia nel secolo scorso si contavano 8.000 varieta&#8217; di frutta, mentre oggi si arriva a poco meno di 2.000 e di queste ben 1.500 sono considerate a rischio di scomparsa anche per effetto dei moderni sistemi della distribuzione commerciale che privilegiano le grandi quantita&#8217; e la standardizzazione dell&#8217;offerta. L&#8217;omologazione e la standardizzazione delle produzioni a livello internazionale mettono a rischio anche gli antichi semi della tradizione italiana sapientemente custoditi per anni da generazioni di agricoltori. Un pericolo &#8211; secondo la Coldiretti &#8211; per i produttori ed i consumatori per la perdita di un patrimonio alimentare, culturale ed ambientale del Made in Italy, ma anche un attacco alla sovranita&#8217; alimentare e alla biodiversita&#8217;. E proprio per questo che l&#8217;agricoltura italiana ha invertito la rotta negli ultimi anni ed e&#8217; diventato il Paese piu&#8217; green d&#8217;Europa.</p>
<p>L&#8217;Italia &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; e&#8217; l&#8217;unico Paese al mondo con 5155 prodotti alimentari tradizionali censiti, 297 specialita&#8217; Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, ma e&#8217; anche leader in Europa con quasi 60mila aziende agricole biologiche e ha fatto la scelta di vietare le coltivazioni Ogm e la carne agli ormoni a tutela della biodiversita&#8217; e della sicurezza alimentare. Sul territorio nazionale &#8211; spiega la Coldiretti &#8211; ci sono 504 varieta&#8217; iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi e su 533 varieta&#8217; di olive contro le 70 spagnole. Senza dimenticare la riscoperta di grani antichi come il Senatore Cappelli che dopo aver rivoluzionato la produzione di pane e pasta in Italia, ha rischiato di sparire, ma adesso torna sulle tavole italiane grazie alla Sis, la Societa&#8217; Italiana Sementi. Un&#8217;azione di recupero importante della biodiversita&#8217; &#8211; continua la Coldiretti &#8211; si deve in Italia ai nuovi sbocchi commerciali creati dai mercati degli agricoltori e dalle fattorie di Campagna Amica attivi in tutte le Regioni e che hanno offerto opportunita&#8217; economiche agli allevatori e ai coltivatori di varieta&#8217; e razze a rischio di estinzione che altrimenti non sarebbero mai sopravvissute alle regole delle moderne forme di distribuzione. Un&#8217;azione formalizzata con i prodotti presenti nell&#8217;elenco dei &#8216;Sigilli&#8217; di Campagna Amica che &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; sono la piu&#8217; grande opera di valorizzazione della biodiversita&#8217; contadina mai realizzata in Italia che puo&#8217; essere sostenuta direttamente dai cittadini nei mercati a chilometri zero degli agricoltori e nelle fattorie lungo tutta la Penisola, una mappa del tesoro che per la prima volta e&#8217; alla portata di tutti. La difesa dell&#8217;ambiente non ha solo un valore naturalistico ma &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; e&#8217; anche il vero valore aggiunto delle produzioni agricole Made in Italy. Investire sulla distintivita&#8217; &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; e&#8217; una condizione necessaria per le imprese agricole di distinguersi in termini di qualita&#8217; delle produzioni e affrontare cosi&#8217; il mercato globalizzato salvaguardando, difendendo e creando sistemi economici locali attorno al valore del cibo.</p>
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		<title>Biodiversità: a Parco Gran Sasso Laga scoperta pianta unica al mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2018 14:53:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I ricercatori del Centro ricerche floristiche dell&#8217;Appennino (Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga &#8211; Universita&#8217; di Camerino), Fabio Conti e Fabrizio Bartolucci, in collaborazione con Luca Bracchetti (Universita&#8217; di Camerino), Dimitar Uzunov (Universita&#8217; della Calabria) e Riccardo Pennesi (Universita&#8217; di Trieste), hanno completato lo studio e la descrizione di una specie nuova [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I ricercatori del Centro ricerche floristiche dell&#8217;Appennino (Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga &#8211; Universita&#8217; di Camerino), Fabio Conti e Fabrizio Bartolucci, in collaborazione con Luca Bracchetti (Universita&#8217; di Camerino), Dimitar Uzunov (Universita&#8217; della Calabria) e Riccardo Pennesi (Universita&#8217; di Trieste), hanno completato lo studio e la descrizione di una specie nuova per la scienza, cioe&#8217; mai osservata prima. Fabio Conti e Fabrizio Bartolucci, gli autori dell&#8217;eccezionale scoperta, che, in onore dell&#8217;unico luogo per cui e&#8217; attualmente nota questa piccola leguminosa, l&#8217;hanno battezzata: &#8216;Oxytropis ocrensis&#8217;, Astragalo del Monte Ocre per i non addetti ai lavori.<br />
La notizia e&#8217; appena stata pubblicata sulla rivista internazionale Phytotaxa (http://www.mapress.com/j/pt/article/view/phytotaxa.336.1.5). La pianta e&#8217; stata segnalata al Crfa dal Carabiniere Forestale Bruno Petriccione, ecologo, che per primo l&#8217;ha rinvenuta nell&#8217;ambito delle ricerche su flora e vegetazione della Foresta Demaniale Regionale &#8216;Acquazzese&#8217;condotte dal Reparto Biodiversita&#8217; dell&#8217;Aquila dei Carabinieri, per conto della Regione Abruzzo. L&#8217;aspetto di questo astragalo, che si discostava da ogni descrizione riportata sui testi di settore, ha subito incuriosito i ricercatori del CRFA che l&#8217;hanno sottoposta ad uno studio morfologico comparativo con le specie affini che si rinvengono sulle Alpi e Penisola Balcanica. Le distinzioni emerse dalle specie affini hanno permesso di descriverla come una specie nuova. Al momento non e&#8217; stata rinvenuta su altre montagne ed e&#8217; quindi endemica, ossia in tutto il mondo vive solo in una valle del Monte Ocre.</p>
<p>Il Monte Ocre, pur sovrastando la citta&#8217; dell&#8217;Aquila con 2.204 metri, non era mai stato oggetto di approfondite ricerche floristiche, come invece le vicine quote piu&#8217; elevate e piu&#8217; note del Gran Sasso e del Velino. I campioni d&#8217;erbario, designati dai botanici come rappresentativi della nuova specie, sono conservati presso l&#8217;Herbarium Apenninicum del CRFA, nel convento di San Colombo di Barisciano (L&#8217;Aquila). Sono attualmente in corso ricerche per avere piu&#8217; informazioni sul periodo in cui la specie si e&#8217; originata. &#8220;La scoperta dimostra come il nostro territorio, a tratti ancora integro, riserva ancora molte incredibili sorprese nel campo dell&#8217;esplorazione botanica&#8221;, segnalano dal Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. L&#8217;Astragalo del Monte Ocre incrementa il gia&#8217; ricchissimo patrimonio floristico abruzzese che annovera ben 3190 piante autoctone, tra specie e sottospecie, collocando l&#8217;Abruzzo al quarto posto in Italia per numero di entita&#8217; autoctone dopo Piemonte, Toscana e Lombardia.</p>
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		<title>Biodiversità: LIPU: Bloccati cacciatori provenienti dall&#8217;Est</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2017 07:41:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Milleduecento esemplari appartenenti a specie protette dalla legislazione europea e italiana: zigoli, peppole, lucherini, pispole, cardellini, pettazzurri. E&#8217; il bottino che dieci cacciatori italiani stavano cercando di portare in Italia, dopo un periodo di turismo venatorio in Romania. Li hanno intercettati, e denunciati, i Carabinieri forestali del Cutfaa all&#8217;aeroporto di Orio al Serio di Bergamo&#8221;. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Milleduecento esemplari appartenenti a specie protette dalla legislazione europea e italiana: zigoli, peppole, lucherini, pispole, cardellini, pettazzurri. E&#8217; il bottino che dieci cacciatori italiani stavano cercando di portare in Italia, dopo un periodo di turismo venatorio in Romania. Li hanno intercettati, e denunciati, i Carabinieri forestali del Cutfaa all&#8217;aeroporto di Orio al Serio di Bergamo&#8221;.</em> Cosi&#8217; in un comunicato stampa della Lipu che plaude alla brillante operazione. <em>&#8220;Saremo Parte Civile al processo contro questi cacciatori</em> &#8211; dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente della Lipu- <em>perche&#8217; meritano una punizione esemplare. Uno scandalo, quello della caccia all&#8217;estero, di cui si parla poco ma che costituisce un grave problema per gli uccelli migratori, un patrimonio che appartiene a tutta la comunita&#8217;&#8221;. &#8220;Ho ringraziato personalmente il gen. Antonio Ricciardi, comandante del Cutfaa per la straordinaria e non facile operazione di intelligence che rappresenta un duro colpo ai viaggi di caccia illegale all&#8217;estero. Se iscritti ad associazioni venatorie sarebbe il caso che questi bracconieri venissero espulsi dalle loro stesse organizzazioni. Non si puo&#8217; tacere di fronte a questo furto di biodiversita&#8217; e al business milionario che ruota attorno la tragica farsa del turismo venatorio. Questa vicenda</em>&#8211; conclude- <em>rappresenta una pessima figura dell&#8217;Italia a livello comunitario&#8221;.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/12/biodiversita-lipu-bloccati-cacciatori-provenienti-dallest/">Biodiversità: LIPU: Bloccati cacciatori provenienti dall&#8217;Est</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ambiente, Wwf: torna domenica &#8220;la Giornata della Oasi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 May 2017 14:47:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Arma dei Carabinieri]]></category>
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		<category><![CDATA[RiservAmica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica 21 maggio torna la Giornata della Oasi, un&#8217;occasione straordinaria per celebrare la biodiversita&#8217; del nostro Paese, ricchissimo di ambienti e specie naturali. Quest&#8217;anno, grazie all&#8217;accordo raggiunto con i Carabinieri Forestali, al nostro fianco ci sara&#8217; anche la quinta edizione di RiservAmica e saranno oltre 200 le Oasi, i parchi e le riserve che si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Domenica 21 maggio torna la Giornata della Oasi,</strong> un&#8217;occasione straordinaria per celebrare la biodiversita&#8217; del nostro Paese, ricchissimo di ambienti e specie naturali. Quest&#8217;anno, grazie all&#8217;accordo raggiunto con i Carabinieri Forestali, al nostro fianco ci sara&#8217; anche la quinta edizione di RiservAmica e saranno oltre 200 le Oasi, i parchi e le riserve che si potranno visitare per scoprire i tesori nascosti della natura italiana, come lupi, orsi, aquile, aironi, lontre, cervi e daini custoditi negli angoli piu&#8217; belli e suggestivi del nostro Paese, dal nord al sud d&#8217;Italia.</p>
<p>I contenuti della giornata saranno focalizzati sul <strong>valore della Natura in Italia e sull&#8217;impegno del Wwf</strong> nel tutelarla attraverso le Oasi e il sostegno ad importanti progetti di conservazione. <strong>Domenica 21 maggio sara&#8217; un vera e propria festa della Natura d&#8217;Italia e per la speciale occasione saranno aperte al pubblico, gratuitamente, le Oasi del Wwf e le 130 Riserve gestite dall&#8217;Arma dei Carabinieri,</strong> di fatto quest&#8217;anno unite in un unico evento. Sara&#8217; un&#8217;occasione per raccontare la bellezza che viene tutelata nelle aree naturali protette, per parlare delle specie simbolo e dei preziosi e unici habitat che difendono, per valorizzare le attivita&#8217; per la tutela della legalita&#8217; (attivita&#8217; anti-bracconaggio in primis) che vengono condotte su tutto il territorio italiano.</p>
<p>La giornata del 21 maggio, grazie allo speciale &#8220;gemellaggio&#8221; tra Wwf e Arma dei Carabinieri, vedra&#8217; la presenza di gruppi di sniffer dog dell&#8217;Arma dei Carabinieri in cinque Oasi del Wwf: Oasi di Burano, Oasi Cratere degli Astroni, Oasi di Penne e Oasi Le Cesine. Nel Lazio saranno 3 le Oasi aperte, in tre diverse province: Oasi di Macchiagrande nei comuni di Fiumicino e Roma Capitale; Oasi di Pian Sant&#8217;Angelo nei comuni di Corchiano e Gallese (Viterbo); Oasi di Lago Secco nel comune di Accumoli (Rieti). Inoltre in provincia di Latina la Giornata delle Oasi verra&#8217; festeggiata nel Parco Nazionale del Circeo a cura del Wwf Litorale Laziale con i carabinieri forestali.</p>
<p>Per vedere i programmi della giornata nelle singole oasi: http://www.wwf.it/giornata_oasi.cfm.</p>
<p>&#8220;Nella giornata delle Oasi- dichiara Andrea Filpa Delegato del Wwf Italia per il Lazio- il WWF da&#8217; il meglio di se stesso; e&#8217; una giornata dedicata alla natura, all&#8217;armonia, allo stare insieme. Speriamo di ritrovarci in tanti a festeggiare insieme la primavera e le tante cose importanti e belle che facciamo assieme&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/05/17/ambiente-wwf-torna-domenica-la-giornata-della-oasi/">Ambiente, Wwf: torna domenica &#8220;la Giornata della Oasi&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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