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	<title>biomasse Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Ricerca. Cnr: &#8220;Scarti agricoli per carburanti ecologici&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/07/01/ricerca-cnr-scarti-agricoli-per-carburanti-ecologici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jul 2019 18:27:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[biomasse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trasformare le biomasse in combustibile diesel utilizzando vapore e luce solare. Questo il risultato di una ricerca internazionale con possibili applicazioni nel trasporto aereo, pubblicata su Nature Energy e firmata anche dall&#8217;Istituto di chimica dei composti organometallici del Cnr. Lo studio condotto dai ricercatori dell&#8217;Istituto di chimica dei composti organometallici del Consiglio nazionale delle ricerche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/07/01/ricerca-cnr-scarti-agricoli-per-carburanti-ecologici/">Ricerca. Cnr: &#8220;Scarti agricoli per carburanti ecologici&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Trasformare le biomasse in combustibile diesel utilizzando vapore e luce solare. Questo il risultato di una ricerca internazionale con possibili applicazioni nel trasporto aereo, pubblicata su Nature Energy e firmata anche dall&#8217;Istituto di chimica dei composti organometallici del Cnr. Lo studio condotto dai ricercatori dell&#8217;Istituto di chimica dei composti organometallici del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iccom) pubblicato su Nature Energy, dimostra che e&#8217; possibile usare materiali fotocatalitici, cioe&#8217; capaci di usare l&#8217;energia solare, per trasformare biomasse lignocellulosiche, ovvero derivate da residui agricoli e forestali, in carburanti utilizzabili dagli aereomobili. La ricerca del Cnr-Iccom mira quindi ad aumentare la sostenibilita&#8217; energetica del trasporto aereo, ancora dipendente dai combustibili fossili. &#8220;Si tratta di un processo a piu&#8217; stadi- spiega Paolo Fornasiero del Cnr-Iccom- in un primo passaggio si scindono le molecole di partenza nelle loro componenti piu&#8217; piccole. Cio&#8217; puo&#8217; avvenire attraverso un processo di &#8216;stem explotion&#8217;, cioe&#8217; utilizzando del vapore caldissimo che spacca le molecole, producendo un liquido che puo&#8217; subire successivi trattamenti. Nel secondo passaggio, quello chiave, viene aggiunto un fotocatalizzatore, cioe&#8217; un materiale capace di reagire con la luce solare. A questo punto la luce instaura una reazione chimica che da&#8217; come prodotto idrogeno e altre molecole. Queste ultime sono dei precursori del diesel, cioe&#8217; composti che gli assomigliano molto. Il terzo passaggio consiste nel trasformare questi composti in diesel vero e proprio. Noi ci siamo occupati prevalentemente di studiare il passaggio intermedio e in particolare, di comprendere la struttura dei fotocatalizzatori impiegati&#8221;.</p>
<p>Trasformare le biomasse in combustibile diesel utilizzando vapore e luce solare. Questo il risultato di una ricerca internazionale con possibili applicazioni nel trasporto aereo, pubblicata su Nature Energy e firmata anche dall&#8217;Istituto di chimica dei composti organometallici del Cnr. Lo studio condotto dai ricercatori dell&#8217;Istituto di chimica dei composti organometallici del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iccom) pubblicato su Nature Energy, dimostra che e&#8217; possibile usare materiali fotocatalitici, cioe&#8217; capaci di usare l&#8217;energia solare, per trasformare biomasse lignocellulosiche, ovvero derivate da residui agricoli e forestali, in carburanti utilizzabili dagli aereomobili. La ricerca del Cnr-Iccom mira quindi ad aumentare la sostenibilita&#8217; energetica del trasporto aereo, ancora dipendente dai combustibili fossili. &#8220;Si tratta di un processo a piu&#8217; stadi- spiega Paolo Fornasiero del Cnr-Iccom- in un primo passaggio si scindono le molecole di partenza nelle loro componenti piu&#8217; piccole. Cio&#8217; puo&#8217; avvenire attraverso un processo di &#8216;stem explotion&#8217;, cioe&#8217; utilizzando del vapore caldissimo che spacca le molecole, producendo un liquido che puo&#8217; subire successivi trattamenti. Nel secondo passaggio, quello chiave, viene aggiunto un fotocatalizzatore, cioe&#8217; un materiale capace di reagire con la luce solare. A questo punto la luce instaura una reazione chimica che da&#8217; come prodotto idrogeno e altre molecole. Queste ultime sono dei precursori del diesel, cioe&#8217; composti che gli assomigliano molto. Il terzo passaggio consiste nel trasformare questi composti in diesel vero e proprio. Noi ci siamo occupati prevalentemente di studiare il passaggio intermedio e in particolare, di comprendere la struttura dei fotocatalizzatori impiegati&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/07/01/ricerca-cnr-scarti-agricoli-per-carburanti-ecologici/">Ricerca. Cnr: &#8220;Scarti agricoli per carburanti ecologici&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Perrotti su Trifuoggi contro biomasse/video</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2015 14:16:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[biomasse]]></category>
		<category><![CDATA[Perrotti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nicola Trifuoggi, ex procuratore di Pescara, attualmente vice sindaco del Comune dell&#8217;Aquila, si schiera con il comitato per osteggiare la realizzazione di un impianto a biomasse nella periferia est della città.  Trifuoggi,  ha accettato di partecipare, alcuni giorni fa, ad una delle assemblee del comitato, spronando i cittadini a continuare nella loro battaglia in difesa del territorio e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/11/02/perrotti-su-trifuoggi-contro-biomasse/">Perrotti su Trifuoggi contro biomasse/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nicola Trifuoggi</strong>, ex procuratore di Pescara, attualmente vice sindaco del Comune dell&#8217;Aquila, si schiera con il comitato per osteggiare la realizzazione di un impianto a biomasse nella periferia est della città.  <strong>Trifuoggi, </strong> ha accettato di partecipare, alcuni giorni fa, ad una delle assemblee del comitato, spronando i cittadini a continuare nella loro battaglia in difesa del territorio e della salute, perché – ha detto – dal Tar potrebbero arrivare belle sorprese.</p>
<p>La partecipazione del vicesindaco Trifuoggi, apparso in assemblea accanto a Liris, è stata subita interpretata come un sostegno alla sua ipotesi espressa alcuni giorni prima di candidarsi alle prossime elezioni amministrative in testa a una lista civica.</p>
<p>Intanto adesso la <strong>Futuris Aquilana,</strong> la società che dovrebbe realizzare l’impianto localizzato nel nucleo industriale di Bazzano, ha impugnato le due revoche delle autorizzazioni concesse in passato dal Comune e dalla Regione anche se ha vinto in Consiglio di Stato. Revoche arrivate dopo infinite sollecitazioni dei comitati ora si aspetta che il Tar fissi la data della dicussione del ricorso.</p>
<p>Il referente del comitato “no-biomasse”, <strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=fgJeP80J3y4">Antonio Perrotti</a> fa notare che ora &#8220;</strong>bisogna verificare se siano venuti meno i finanziamenti statali al progetto&#8221;, la Futuris ha espresso la volontà di praticare la via del danno imprenditoriale rivalendosi su Comune e Regione.</p>
<p>Compatta la posizione di Presidenti e Consiglieri Territoriali del comprensorio est di L&#8217;Aquila contro la realizzazione della centrale a biomasse di Monticchio-Bazzano. Durante la riunione serale dei giorni scorsi  si sono concordati  i prossimi passi da effettuare per un coinvolgimento capillare del territorio, che muova le fila proprio dalle nuove realtà amministrative rappresentate dai Consigli Territoriali. È stato inoltre diffuso il numero di conto corrente tramite cui tutti i c<span class="text_exposed_show">ittadini, anche con un piccolo contributo, possono concorrere alle spese legali e processuali per la tutela della pubblica incolumità:</span><span style="line-height: 1.5;">IT 08C08327 03603 000000001946.</span></p>
<p>Gli impianti di incenerimento  rientrano fra le industrie insalubri di classe I in base all’articolo 216 del testo unico delle Leggi sanitarie (G.U. n. 220 del 20/09/1994 , s.o.n.129) e qualunque sia la tipologia adottata (a griglia, a letto fluido, a tamburo rotante) e qualunque sia il materiale destinato alla combustione (rifiuti urbani, tossici, ospedalieri, industriali, ecc) danno origine a diverse migliaia di sostanze inquinanti, di cui solo il 10-20% è conosciuto. La formazione di tali inquinanti dipende, oltre che dal materiale combusto, dalla mescolanza assolutamente casuale delle sostanze nei forni, dalle temperature di combustione e soprattutto dalle variazioni delle temperature stesse che si realizzano nei diversi comparti degli impianti.</p>
<p>Le conseguenze che ciascuno di essi, a dosi anche estremamente basse,  esercita sulla salute umana sono documentate da una vastissima letteratura e nuovi effetti sono stati descritti recentemente per molti di essi.  Tali effetti possono essere diversi e più gravi in relazione alla predisposizione individuale e alle varie fasi della vita e sono soprattutto pericolosi per gli organismi in accrescimento, i feti e i neonati. <span lang="FR">L’indagine francese “Etude d’incidence des cancers à proximité des usines d’incenèration d’ordures ménagerer” dell’Invs. </span>Departement Santè Environnement 2006 ha esaminato 135.567 casi di cancro insorti negli anni 1990-99 su 25.000.000 persone/anno residenti in prossimità di inceneritori.  In questo studio è stato considerato come indicatore l’esposizione alle diossine e passando dal minor al maggior grado di esposizione si registra un aumento statisticamente significativo (p&lt;0.05) di rischio per tutti i cancri nelle donne dal +2.8% al +4%,  cancro alla mammella dal +4.8% al +6.9%, linfomi dal +1.9% al +8.4, tumori al fegato dal +6.8% al +9.7%; per i sarcomi  il rischio passa dal +9.1% al +13% (p=0.1).<br />
Le neoplasie che più appaiono correlate all’esposizione ad inquinanti emessi da inceneritori sono i linfomi non Hodgkin (LNH), i tumori polmonari, le neoplasie infantili ed i sarcomi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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