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	<title>bottiglie Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Vino: arriva il novello 2020, 3,5 mln di bottiglie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 15:27:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bottiglie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva il primo vino novello dell&#8217;era Covid con circa 3,5 milioni di bottiglie ottenute dalla vendemmia 2020 che ha sancito il primato mondiale italiano e la vittoria nella&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/10/29/vino-arriva-il-novello-2020-35-mln-di-bottiglie/">Vino: arriva il novello 2020, 3,5 mln di bottiglie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva il primo vino novello dell&#8217;era Covid con circa 3,5 milioni di bottiglie ottenute dalla vendemmia 2020 che ha sancito il primato mondiale italiano e la vittoria nella sfida delle vigne con la Francia, ma le misure anti pandemia con bar e ristoranti chiusi alle 18 frenano i brindisi. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che il permesso di stapparlo scatta a livello nazionale dal 30 ottobre, in pieno coprifuoco anti coronavirus. Il novello e&#8217; il vino che sancisce da sempre l&#8217;avvio delle visite nelle cantine e delle iniziative di promozione del mondo delle vigne e delle bottiglie Made in Italy che complessivamente vale circa 11 miliardi di euro ma che quest&#8217;anno rischia di essere pesantemente penalizzato dall&#8217;emergenza coronavirus con l&#8217;ultimo DPCM che vieta sagre e fiere, rassegne e incontri e limita l&#8217;attivita&#8217; della ristorazione. Il &#8220;de&#8217;blocage&#8221; tricolore &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; arriva in anticipo di tre settimane rispetto al concorrente Beaujolais nouveau francese che si potra&#8217; invece assaggiare solo a partire dal 19 novembre 2020. Leggero e con bouquet aromatico il &#8220;vino da bere giovane&#8221; &#8211; spiega la Coldiretti &#8211; deve le sue caratteristiche al metodo di vinificazione fondato sulla fermentazione carbonica di grappoli integri di uve che vengono poi spremute a distanza di una decina di giorni per un vino delicato che di solito si attesta sugli 11 gradi ma che puo&#8217; raggiungere anche i 12.</p>
<p>Il vino novello &#8211; continua la Coldiretti &#8211; viene consumato soprattutto in abbinamento con i prodotti autunnali come i funghi o le caldarroste che quest&#8217;anno fanno registrare un raccolto in anticipo grazie ad un mese di settembre particolarmente caldo che &#8211; spiega la Coldiretti &#8211; ha favorito la maturazione e una produzione nazionale di qualita&#8217; per oltre 35 milioni di chili, in crescita rispetto allo scorso anno. Ma e&#8217; un vino che &#8211; evidenzia la Coldiretti &#8211; si abbina bene anche con salumi e formaggi. In Francia, il novello e&#8217; nato nella zona di del Beaujolais con i vignaioli locali che sfruttano le meno pregiate uve Gamay della Borgogna meridionale per ottenere il Beaujolais nouveau. La produzione italiana e&#8217; invece basata da sempre su uve di qualita&#8217; Doc e Igt &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; e ha quindi registrato lungo la Penisola una rapida espansione toccando il picco di 17 milioni di bottiglie dieci anni fa per poi ritagliarsi una stabile nicchia di consumo con le circa 3,5 milioni di bottiglie attuali. Il novello, con la tecnica della macerazione carbonica che e&#8217; piu&#8217; costosa di circa il 20 % rispetto a quelle tradizionali, e&#8217; un vino dallo stile &#8220;spremuto e bevuto&#8221; &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; con una limitata conservabilita&#8217;, che ne consiglia il consumo nell&#8217;arco di 6 mesi. La tradizione vuole che l&#8217;apertura del novello &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; si festeggi a San Martino, l&#8217;11 novembre, giorno in cui da sempre i contadini chiudono la stagione dei raccolti e fanno il bilancio di un anno di lavoro.</p>
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		<title>Maltempo: chiude vendemmia, addio a 1 bottiglia su 5</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2019 17:16:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo del maltempo si conclude la vendemmia 2019 che per effetto del clima anomalo registra un taglio della produzione del 20% rispetto allo scorso anno, che significa addio ad una bottiglia di vino Made in Italy su cinque, anche se l&#8217;Italia mantiene comunque il primato mondiale tra i produttori. E&#8217; quanto emerge dal bilancio della Coldiretti presentato per la Giornata del Ringraziamento festeggiata a partire dal week end di San Martino dell&#8217;11 novembre e promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei) per rendere grazie per il raccolto dei campi e chiedere la benedizione sulla nuova annata. La vendemmia 2019 e&#8217; iniziata quest&#8217;anno il 7 agosto, tra le piu&#8217; anticipate dell&#8217;ultimo decennio, e dopo poco piu&#8217; tre mesi di raccolta lungo la Penisola ora &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; restano da completare pochissime vigne di varieta&#8217; tardive come l&#8217;Aglianico nelle aree interne di Basilicata e Campania o il Nebbiolo in altitudine del Piemonte e della Valtellina. Si e&#8217; dunque praticamente conclusa una annata di buona/ottima qualita&#8217; con una stima di circa 44,3 milioni di ettolitri di produzione Made in Italy destinata &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; per circa il 70% a vini Docg, Doc e Igt &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento per i vini da tavola. Se l&#8217;Italia &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; si conferma al primo posto nel mondo, la Francia insidia da vicino con un quantitativo di poco inferiore di 42,2 milioni di ettolitri, mentre in Spagna si ferma a 37 milioni di ettolitri. La vendemmia (www.coldiretti.it) e&#8217; stata difficile in tutta Europa dove si stima una produzione in 155 milioni di ettolitri, inferiore del 18% rispetto allo scorso anno, a causa principalmente, degli eventi climatici estremi, secondo la Commissione Europea. Con la fine delle operazioni vendemmiali l&#8217;Italia festeggia anche il record storico delle esportazioni di vino Made in Italy che nei primi sette mesi del 2019 fanno registrare un aumento in valore del 4% rispetto allo scorso anno quando avevano raggiunto su base annuale circa 6,2 miliardi di euro, la prima voce dell&#8217;export agroalimentare nazionale, secondo una analisi della Coldiretti su dati Istat. Lo spumante e&#8217; stato il prodotto che ha fatto registrare la migliore performance di crescita all&#8217;estero con le esportazioni che, con un aumento del 11% rispetto all&#8217;anno precedente. Positivi anche i segnali nei consumi degli italiani che aumentano gli acquisti del 3,7% nei primi nove mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea. &#8220;Il vino italiano con un fatturato di oltre 11 miliardi di euro e&#8217; cresciuto scommettendo sulla sua identita&#8217;, con una decisa svolta verso la qualita&#8217; che rappresentano un modello di riferimento per la crescita dell&#8217;intero agroalimentare nazionale&#8221; ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che &#8220;distintivita&#8217; e legame con il territorio sono i fattori competitivi vincenti per l&#8217;intero Made in Italy&#8221;. Il vigneto Italia &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; con i suoi 658mila ettari coltivati offre opportunita&#8217; di lavoro a 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in campi, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attivita&#8217; connesse e di servizio. L&#8217;esercito del vino &#8211; conclude Coldiretti &#8211; spazia dai viticoltori agli addetti nelle cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attivita&#8217; connesse, di servizio e nell&#8217;indotto che si sono estese negli ambiti piu&#8217; diversi: dall&#8217;industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione, dall&#8217;enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere, dall&#8217;editoria alla pubblicita&#8217;, dai programmi software fino alle bioenergie ottenute dai residui di potatura e dai sottoprodotti della vinificazione (fecce, vinacce e raspi).</p>
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		<title>Capodanno,  50 milioni di tappi di bottiglie di spumante salteranno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Dec 2015 20:36:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Con il cibo e il vino che sono al primo posto tra i regali di Natale, in una famiglia su tre (33 %) sotto l’albero trovano spazio i&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/12/19/88647/">Capodanno,  50 milioni di tappi di bottiglie di spumante salteranno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Con il cibo e il vino che sono al primo posto tra i regali di Natale, in una famiglia su tre (33 %) sotto l’albero trovano spazio i tradizionali cesti con i prodotti <strong>enogastronomici</strong> tipici, già confezionati o fai da te, da consumare nei pranzi e cenoni delle feste insieme a parenti e amici”. E’ quanto emerge dall’indagine <strong>Coldiretti/ixe’</strong> dalla quale si evidenzia che la tendenza quest’anno è verso la <strong>personalizzazione</strong> con cesti fai da te riempiti con prodotti curiosi, innovativi o che rispondono alla specifiche passioni e tendenze, dal green al biodiverso fino a quello del contadino.</p>
<p>Tra i prodotti piu’ gettonati nel cesto sono comunque – sottolinea la Coldiretti – nell’ordine <strong>i dolci (nel 60% dei cesti), il vino/spumante (58%) , la frutta secca a pari merito con le lenticchie (43%) ed i salumi (42%)</strong>. La spinta verso regali utili privilegia l’enogastronomia anche per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali. D’altra parte nel tour de force enogastronomico natalizio di quasi due settimane gli italiani – stima la Coldiretti – faranno sparire quasi cento milioni di chili tra pandori e panettoni,<strong> cinquanta milioni di bottiglie di spumante,</strong>ventimila tonnellate di pasta, 6,5 milioni di chili tra cotechini e zamponi, 800 mila capponi, 500 mila tacchinelle e 500 mila faraone lesse, farcite o cotte in forno, in gelatina o in rolle’ ma anche frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci.</p>
<p>Se l’agroalimentare tra doni, pranzi e cenoni è quest’anno la voce piu’ pesante del budget che le famiglie italiane delle feste di fine anno, con una spesa complessiva di<strong> 4,3 miliardi di euro</strong>, ma – precisa la Coldiretti – gli italiani trascorreranno quest’anno 3,1 ore in media per la preparazione del pasto principale del Natale, con uno storico ritorno al “fai da te” casalingo che non si registrava da oltre cinquanta anni.</p>
<p>Lo show cooking casalingo per gli amici si afferma – sostiene la Coldiretti – come appuntamento dei momenti di festa e trascina il boom dell’informazione legata all’enogastronomia. <strong>Il ritorno in cucina spinge anche verso una scelta attenta degli ingredienti, con una tendenza elevata alla ricerca di materie prime fresche e genuine.</strong> Il risultato è un vero boom degli acquisti nelle fattorie o nei mercatini degli agricoltori dove faranno la spesa di Natale quasi un italiano su cinque (17%), secondo l’analisi Coldiretti/Ixè. La migliore garanzia sull’originalità dei prodotti alimentari in vendita nei mercati è quella della presenza personale del produttore agricolo che – sottolinea la Coldiretti – puo’ offrire informazioni dirette sul luogo di produzione e sui metodi utilizzati. Per il cibo e le bevande – continua la Coldiretti – si registra infatti una tendenza al ritorno al contatto fisico con il produttore, magari con acquisti direttamente in azienda o nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, per assecondare la crescente voglia di conoscenza sulle caratteristiche del prodotto e sui metodi per ottenerlo. Una garanzia di genuinità, convenienza e in molti casi – precisa la Coldiretti – anche la possibilità di prepararsi o farsi preparare i tipici cesti natalizi <strong>con prodotti inimitabili caratteristici del territorio</strong> a chilometri zero.</p>
<p>Sono molti, in tutta Italia i mercati di <strong>Campagna Amica</strong> che sabato 19 e domenica 20 dicembre, il week end che precede il Natale, offrono la possibilità ai visitatori di trovare o di far confezionare cesti con prodotti tipici a km Zero. A <strong>Brescia</strong> il mercato di Campagna Amica di domenica in piazza Vittoria prevede la possibilità di preparare cesti con i preziosi suggerimenti dei “tutor del gusto”. A disposizione – precisa la Coldiretti – ci sono formaggi vaccini, caprini e mozzarelle di bufala, olio, vino, marmellate, miele, piante e fiori, frutta e verdura, biscotti, salumi bresciani, riso, lumache e molto altro ancora. A<strong>Vercelli</strong> all’agrimercato dei rione “Cappuccini” di sabato “cesti Natale a km zero” realizzabili con i consigli delle imprenditrici agricole di Donne Impresa Coldiretti Vercelli-Biella. La scelta va dal riso, ai formaggi di capra, alla frutta e ortaggi, ai salumi e al miele. A <strong>Ravenna</strong> al mercato di Porta Adriana, nell’ambito della iniziativa “Campagna Amica sotto l’albero” cesti di Natale per tutto il week end, dalle 15 alle 19. Tra i prodotti più gettonati – segnala la Coldiretti – sicuramente l’olio, il vino e il miele con la possibilità di inserire anche ceramiche e bottiglie mosaicate. A <strong>Lecce</strong> dopo le iniziative per le Mense Caritas che verranno riproposte anche domenica 20 dicembre, la Coldiretti dà il via all’iniziativa natalizia del “Cesto Amico” per regalare i doni dell’agricoltura del Salento, in collaborazione con il Centro educazione ambientale Posidonia di Ugento e Donne Impresa Coldiretti: buon vino, miele, farina, legumi e formaggi in uno scrigno di piccoli tesori salentini perfetti per il palato e per il cuore. Cesti di Natale di ogni tipo, infine, nei mercati del sabato di Campagna Amica della <strong>Sicilia</strong>. In quello di Palermo, a Villa Sperlinga, non mancheranno i “passeri volanti” dolci a base di farina di mandorle, la frutta martorana, le mandorle, il torrone e la pasta integrale di grano duro, ad Agrigento, in piazzale Ugo La Malfa, al prezzo di 15 euro ci saranno confezioni con confetture di pesca di Leonforte Igp e di albicocche, lenticchia di Leonforte, ceci neri e pascà, mandorla pizzuta, marmellata di arance e olio extravergine d’oliva e a Catania, in piazza Verga – conclude la Coldiretti – sono a disposizione cesti da 10 a 15 euro con prodotti ortofrutticoli a go go.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/12/19/88647/">Capodanno,  50 milioni di tappi di bottiglie di spumante salteranno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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