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	<title>burnout Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>UGL Salute: gettonisti diffusi nei Pronto soccorso e allarme burnout tra i medici</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/26/sanita-ugl-salute-gettonisti-sviliscono-dignita-del-lavoro-medico-e-infermieristico-fermar/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 15:21:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[assunzioni sanita]]></category>
		<category><![CDATA[burnout]]></category>
		<category><![CDATA[errori sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[esternalizzazione servizi]]></category>
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		<category><![CDATA[pronto soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[UGL Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>UGL Salute denuncia l'uso diffuso di gettoni nei Pronto soccorso e chiede assunzioni, aumenti salariali e misure contro il burnout del personale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/26/sanita-ugl-salute-gettonisti-sviliscono-dignita-del-lavoro-medico-e-infermieristico-fermar/">UGL Salute: gettonisti diffusi nei Pronto soccorso e allarme burnout tra i medici</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Dati del monitoraggio nazionale FADOI mettono in luce criticità strutturali del Servizio Sanitario Nazionale, confermando fenomeni che secondo UGL Salute contribuiscono alla precarizzazione dell&#8217;assistenza. Secondo l&#8217;indagine, i medici a gettone risultano presenti in oltre la metà dei Pronto soccorso italiani (54,8%), nonostante divieti normativi. </p>
<p>Il Segretario Nazionale Gianluca Giuliano riconosce l&#8217;impegno del ministro della Salute Orazio Schillaci nell&#8217;adottare misure e decreti per contrastare l&#8217;uso dei gettonisti, ma osserva che «i dati dimostrano che le disposizioni nazionali faticano a tradursi in realtà a livello locale a causa delle resistenze delle singole Regioni, rendendo l&#8217;esternalizzazione dei servizi nei Pronto soccorso e l&#8217;abuso dei contratti autonomi una toppa peggiore del buco che drena risorse pubbliche, distrugge la continuità terapeutica e svilisce la dignità del lavoro medico e infermieristico». </p>
<p>L&#8217;indagine segnala anche una situazione critica sul fronte del benessere del personale: un medico su quattro risulta attualmente in burnout, mentre il 65,4% ha dichiarato di averne sofferto nel corso della carriera. Questi fattori, sempre secondo la rappresentanza sindacale, favoriscono una significativa propensione all&#8217;abbandono del servizio pubblico: il 26,4% dei professionisti valuta il pensionamento anticipato e il 20,2% è orientato verso la sanità privata. Giuliano avverte che «la desertificazione dei nostri ospedali pubblici mette a repentaglio la sicurezza stessa delle cure e dei pazienti poiché, proiettando le evidenze scientifiche sul nostro sistema, lo stress accumulato rischia di generare circa 100mila errori sanitari all&#8217;anno, un prezzo inaccettabile determinato unicamente da turni massacranti, stipendi inadeguati e scarse prospettive che impongono una reazione immediata». </p>
<p>Per contrastare queste tendenze la UGL Salute chiede l&#8217;attivazione di un piano straordinario di assunzioni stabili e l&#8217;adeguamento dei salari agli standard europei. Tra le proposte figura la riclassificazione dei reparti di Medicina interna a medio-alta intensità di cura, la riorganizzazione della rete territoriale attraverso le Case della comunità e interventi mirati per garantire la sicurezza del personale da aggressioni fisiche e verbali, con particolare attenzione ai Pronto soccorso. </p>
<p>«Non faremo un solo passo indietro a tutela del diritto alla salute dei cittadini e della dignità dei lavoratori, che sono facce della stessa medaglia, perché investimenti immediati negli organici, nelle tutele per l&#8217;incolumità del personale e nella stabilità contrattuale servono per rilanciare il sistema universalistico a tutela dei ceti meno abbienti, nel nome della giustizia sociale», conclude il sindacalista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/26/sanita-ugl-salute-gettonisti-sviliscono-dignita-del-lavoro-medico-e-infermieristico-fermar/">UGL Salute: gettonisti diffusi nei Pronto soccorso e allarme burnout tra i medici</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Lavoro. Stress cronico, il 22% dei dipendenti colpito burnout</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/01/30/lavoro-stress-cronico-il-22-dei-dipendenti-colpito-burnout/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2024 21:36:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[burnout]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.org]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[stress cronico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto il burnout come una condizione medica associata a stress cronico sul lavoro non adeguatamente gestito, inserendolo nella Classificazione Internazionale delle Malattie. La sua diffusione rivela dati shock: a livello globale, la percentuale di dipendenti che sperimenta sintomi di burnout si attesta intorno al 20%. Questo fenomeno colpisce in modo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/01/30/lavoro-stress-cronico-il-22-dei-dipendenti-colpito-burnout/">Lavoro. Stress cronico, il 22% dei dipendenti colpito burnout</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto il burnout come una condizione medica associata a stress cronico sul lavoro non adeguatamente gestito, inserendolo nella Classificazione Internazionale delle Malattie. La sua diffusione rivela dati shock: a livello globale, la percentuale di dipendenti che sperimenta sintomi di burnout si attesta intorno al 20%. Questo fenomeno colpisce in modo più significativo dipendenti di aziende più piccole, che non ricoprono posizioni manageriali e i lavoratori più giovani. In particolare, l&#8217;80% di dipendenti appartenenti a Gen Z e Millennial sarebbe pronto a lasciare il lavoro, a causa di una cultura aziendale tossica. &#8220;Questi dati sottolineano la necessità di porre attenzione ai processi di ascolto dei propri dipendenti, monitorando costantemente il clima aziendale&#8221;, ha sottolineato Francesca Verderio, Training &amp; Development practice leader di Zeta Service. I conflitti interpersonali, la mancanza di chiarezza riguardo a compiti, responsabilità e obiettivi, la pressione legata alle tempistiche e al carico di lavoro possono portare a confusione, stress e scarsa produttività, determinando il burnout dei dipendenti, una condizione medica associata allo stress cronico sul lavoro non adeguatamente gestito, ufficialmente riconosciuta dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo un recente sondaggio condotto dal McKinsey Health Institute su 30.000 dipendenti in 30 Paesi, il 22% dei lavoratori a livello globale sperimenta sintomi di burnout, sebbene esistano differenze sostanziali tra le nazioni. In particolare, i tassi più alti si evidenziano in India (59%), mentre i più bassi in Camerun (9%); anche l&#8217;Italia si colloca nella parte bassa della classifica, riportando solo il 16% dei sintomi di burnout, nonostante la percentuale di esaurimento delle forze e conseguente stanchezza fisica e mentale sia alta (43%). A livello demografico, invece, i dipendenti di aziende più piccole, che non ricoprono posizioni manageriali e i lavoratori più giovani riferiscono sintomi di burnout più elevati. Infatti, secondo quanto emerge da un altro recente sondaggio pubblicato su People Management, circa il 50% dei dipendenti appartenenti a Gen Z e Millennial si sente stressato sul posto di lavoro per la maggior parte del tempo, mentre circa l&#8217;80% sarebbe addirittura pronto a rassegnare le dimissioni a causa di una cultura aziendale tossica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Moltissime aziende negli ultimi anni ci hanno segnalato una maggiore difficoltà a trattenere le risorse, c&#8217;è stato infatti un significativo aumento delle dimissioni in tanti settori diversi, che ha portato il tema della retention al centro del dibattito di HR e dirigenti: in quest&#8217;ottica mettersi in ascolto delle proprie persone e quindi monitorare costantemente il clima aziendale diventa fondamentale&#8221;, ha commentato Verderio. Le frequenti dimissioni dei giovani rappresentano per il 60% dei talent manager uno dei più grandi ostacoli per l&#8217;introduzione di nuove skill e la crescita dell&#8217;impresa. Più in generale, come evidenziato da CNBC, il calo della soddisfazione lavorativa registrato dal 2020 ad oggi potrebbe impattare sull&#8217;economia globale con una perdita di circa 8,8 trilioni di dollari in termini di produttività. In questo scenario, il sondaggio del McKinsey Health Institute ha evidenziato che un ambiente di lavoro positivo consente ai dipendenti di sperimentare un benessere maggiore e di essere più innovativi e performanti nello svolgimento delle proprie mansioni. Tutto ciò trova conferma in un&#8217;altra indagine che l&#8217;Istituto ha condotto insieme a Business in the Community, secondo cui il valore economico del miglioramento del benessere dei dipendenti del Regno Unito, ad esempio, potrebbe oscillare tra 130 e 370 miliardi di sterline all&#8217;anno (6-17% del PIL), il che equivale a 4.000-12.000 sterline per dipendente. &#8220;Questi dati sottolineano la necessità, per le imprese, di monitorare costantemente il clima aziendale- spiega Verderio- Conoscere le esigenze e le opinioni dei dipendenti è fondamentale per migliorare tutti gli aspetti della vita lavorativa. Facilmente si scivola nel pensare che l&#8217;intenzione di abbandono del posto di lavoro sia legata a tematiche retributive o di carriera o dal competitor che corteggia i propri dipendenti con offerte &#8216;irrinunciabili&#8217;, quando in realtà si tratta di problematiche meno evidenti, rilevabili attraverso strumenti di ascolto più profondi. Tra questi, l&#8217;analisi di clima è particolarmente immediato ed efficace, permettendoci di capire che cosa pensano le persone dell&#8217;azienda rispetto al luogo di lavoro e quindi, per esempio, il senso di appartenenza, il committment, quanto l&#8217;azienda si prenda cura delle proprie persone in termini di benessere psicologico e salute, il supporto offerto dal proprio team, l&#8217;equità o l&#8217;eticità dei comportamenti manageriali, piuttosto che le possibilità di formazione o di percorsi di carriera&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un clima aziendale positivo è infatti correlato a fattori come il maggiore coinvolgimento nel lavoro e la migliore collaborazione tra dipendenti e quindi migliori performance, la crescita del senso di appartenenza all&#8217;organizzazione, oltre che ad una maggiore attrattività dei talenti e di soddisfazione del cliente. Una ricerca di PwC ha evidenziato che in Italia, per ben 4 CEO su 10 la propria azienda non potrà sopravvivere per più di 10 anni senza un processo di trasformazione. Un dato ancor più significativo considerando che questa visione nei confronti del futuro della propria impresa viene condivisa anche dal 25% dei dipendenti e, in particolare, dal 44% dei giovani lavoratori intervistati nel corso dell&#8217;indagine. &#8220;L&#8217;analisi del clima aziendale dev&#8217;essere concepita come una sorta di monitoraggio costante e non solo come uno strumento da adottare nei momenti di difficoltà o crescita dell&#8217;organizzazione- conclude Verderio- Inoltre è fondamentale affidarsi ad una società esterna terza in quanto questa può garantire una lettura ragionata, equa e imparziale delle risposte: con Eleva People Value, sviluppato da Zeta Service Eleva in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia de La Sapienza Università di Roma, la rilevazione viene realizzata sempre in presenza di uno psicologo, il che garantisce l&#8217;uso etico dello strumento, aiutando i dipendenti a sentirsi protetti nell&#8217;esprimere i propri pensieri. Ugualmente, è altrettanto importante comunicare loro i risultati emersi nel modo corretto, sottolineando come questi siano un concreto punto di partenza per il miglioramento dell&#8217;impresa e della sua competitività sul mercato&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/01/30/lavoro-stress-cronico-il-22-dei-dipendenti-colpito-burnout/">Lavoro. Stress cronico, il 22% dei dipendenti colpito burnout</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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