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	<title>cambiamento climatico Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Clima, danni all&#8217;agricoltura superano i 3 miliardi: siccità e incendi in Italia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/08/12/coldiretti-danni-da-clima-superano-i-3-mld-in-abruzzo-100-giorni-senza-pioggia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 15:47:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Danni oltre 3 mld per clima estremo. In Abruzzo 100 giorni senza pioggia. Coldiretti: urgente piano nazionale invasi per accumulo acqua.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/12/coldiretti-danni-da-clima-superano-i-3-mld-in-abruzzo-100-giorni-senza-pioggia/">Clima, danni all&#8217;agricoltura superano i 3 miliardi: siccità e incendi in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>I danni provocati dagli eventi climatici estremi all&#8217;agricoltura italiana hanno superato la soglia dei tre miliardi di euro. Questa prima stima, elaborata da Coldiretti, evidenzia come il conto degli effetti del cambiamento climatico possa aggravarsi ulteriormente se le condizioni meteorologiche attuali dovessero protrarsi. La situazione critica è concentrata prevalentemente al Nord, dove la scarsità d&#8217;acqua minaccia intere produzioni: il mais rischia di andare completamente perso e per il riso si registrano cali del raccolto fino al 40%.</p>
<p>Al Sud e nelle Isole, lo stress idrico colpisce soprattutto ortaggi e pomodoro, mentre nel Centro Italia temperature elevate mettono sotto pressione ortaggi, frutta, oliveti e vigneti. In Abruzzo, in particolare nella provincia di Chieti, siccità e alte temperature stanno provocando danni nei vigneti e negli oliveti situati nelle aree non irrigue. L&#8217;assenza di precipitazioni si protrae ormai da circa 100 giorni e lo stress idrico sta mettendo a dura prova le coltivazioni, con conseguenze che si tradurranno in un calo rilevante della produzione.</p>
<p>Particolarmente esposte sono le aziende che non possono contare sull&#8217;irrigazione e che stanno affrontando una situazione sempre più critica, aggravata dalle temperature elevate. All&#8217;emergenza siccità si aggiunge infine l&#8217;emergenza incendi: in Sardegna i roghi hanno già devastato migliaia di ettari di pascoli e coltivazioni, causando la perdita di animali, alveari, foraggi e strutture agricole. Complessivamente, dall&#8217;inizio dell&#8217;anno sono quasi 80mila gli ettari di boschi e terreni andati in fumo, secondo l&#8217;analisi Coldiretti su dati Effis.</p>
<p>La situazione conferma l&#8217;urgenza di investire nella realizzazione di un piano nazionale degli invasi dotati di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica. Oggi l&#8217;Italia riesce infatti a trattenere appena l&#8217;11% dell&#8217;acqua piovana, una quota insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi. Si tratta di un progetto immediatamente cantierabile che consentirebbe di trattenere e accumulare l&#8217;acqua piovana durante tutto l&#8217;anno, riducendo gli effetti degli eventi meteorologici estremi e contribuendo a prevenire esondazioni e allagamenti.</p>
<p>I bacini, realizzati con materiali naturali e senza l&#8217;utilizzo di cemento, sarebbero destinati agli usi civili e agricoli, oltre a rappresentare una fonte di energia idroelettrica rinnovabile. Il piano prevede inoltre il recupero e la piena valorizzazione delle infrastrutture idriche già esistenti. Per affrontare in modo efficace l&#8217;emergenza climatica, però, è necessario adottare una strategia complessiva che includa anche la manutenzione dei corsi d&#8217;acqua e il potenziamento delle reti di distribuzione, così da garantire una gestione più efficiente delle risorse idriche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/12/coldiretti-danni-da-clima-superano-i-3-mld-in-abruzzo-100-giorni-senza-pioggia/">Clima, danni all&#8217;agricoltura superano i 3 miliardi: siccità e incendi in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coldiretti Abruzzo: allarme surriscaldamento marino per i mitilicoltori</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/07/15/coldiretti-abruzzo-allarme-per-i-mitilicoltori-servono-interventi-concreti-contro-il-surri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 14:31:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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		<category><![CDATA[surriscaldamento mare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Coldiretti Abruzzo segnala le difficoltà dei mitilicoltori per il mare più caldo e i costi in rialzo, chiedendo interventi strutturali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/15/coldiretti-abruzzo-allarme-per-i-mitilicoltori-servono-interventi-concreti-contro-il-surri/">Coldiretti Abruzzo: allarme surriscaldamento marino per i mitilicoltori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il riscaldamento delle acque marine sta imponendo nuove e pressanti sfide al settore dell&#8217;acquacoltura in Abruzzo. Coldiretti Abruzzo ha lanciato un allarme riguardo alle difficoltà che attraversano i mitilicoltori regionali, sottolineando come l&#8217;aumento delle temperature stia alterando gli equilibri dell&#8217;ecosistema marino, con conseguente proliferazione di microalghe e riduzione dell&#8217;ossigenazione, fattori che minacciano direttamente la produzione di cozze. Sebbene la situazione locale non abbia ancora raggiunto i livelli critici di perdite registrate nel Nord Adriatico, il comparto abruzzese versa in una condizione di forte sofferenza, aggravata dalla congiuntura economica che vede costi di produzione in rialzo per energia, trasporti e manodopera.</p>
<p>L&#8217;associazione di categoria ricorda come i contributi regionali erogati lo scorso anno siano stati giudicati insufficienti a coprire i danni subiti e gli investimenti necessari per garantire la continuità operativa. La richiesta di Coldiretti Abruzzo è volta verso misure strutturali e risorse adeguate per supportare le imprese nell&#8217;adattamento ai cambiamenti climatici, preservando una filiera considerata strategica per l&#8217;economia costiera, il presidio occupazionale e ambientale della regione.</p>
<p>Il settore, che vede nelle cozze la principale voce produttiva seguita da trote, vongole, orate e spigole, rappresenta un&#8217;eccellenza del Made in Italy e una fonte primaria di animali acquatici a livello globale, superando ormai la pesca di cattura. Per mantenere competitività e garantire sicurezza alimentare, l&#8217;ente sottolinea la necessità di rafforzare le politiche di sostegno attraverso investimenti in ricerca, innovazione e resilienza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/15/coldiretti-abruzzo-allarme-per-i-mitilicoltori-servono-interventi-concreti-contro-il-surri/">Coldiretti Abruzzo: allarme surriscaldamento marino per i mitilicoltori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Giornate di forte stress da calore: dal 39% al 62% in trent&#8217;anni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/06/18/greenpeace-giornate-di-forte-stress-da-calore-passate-dal-39-al-62-l-aquila-seconda-per-is/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:09:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[adattamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[caldo estremo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giornate con forte stress da calore aumentano dal 39% al 62%; L'Aquila tra le città con isole di calore più intense.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/18/greenpeace-giornate-di-forte-stress-da-calore-passate-dal-39-al-62-l-aquila-seconda-per-is/">Giornate di forte stress da calore: dal 39% al 62% in trent&#8217;anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Una recente analisi di Greenpeace Italia evidenzia un aumento marcato delle giornate estive con temperatura media percepita oltre i 32°C, soglia indicata come punto in cui l’organismo entra in condizioni di forte stress da calore. Secondo il rapporto, la quota di giornate sopra questo valore è passata dal 39% nel periodo 1991-2000 al 62% nel periodo 2021-2025.</p>
<p>L’indagine, intitolata &#8220;L&#8217;estate che scotta&#8221; e realizzata utilizzando dati forniti dai ricercatori Stefano Tersigni e Alessandro Cimbelli di ISTAT, segnala che nell’estate del 2025 le regioni con la quota più alta di giornate oltre la soglia dei 32°C sono state Puglia, Sicilia, Basilicata, Emilia-Romagna e Lombardia.</p>
<p>Il rapporto analizza inoltre le temperature superficiali urbane e le cosiddette isole di calore, aree cittadine più calde rispetto alle zone circostanti per via di asfalto, cemento ed edifici che assorbono e trattengono calore. Nei capoluoghi di regione la media delle temperature superficiali massime nell’estate 2025 mostra valori elevati: dieci città su venti hanno superato i 40°C, con picchi oltre i 44°C a Roma, Torino e Cagliari.</p>
<p>Questo indicatore misura la temperatura fisica delle superfici urbane (asfalti, tetti, muri, aree verdi) e contribuisce a descrivere la vivibilità dei quartieri e l’esposizione al caldo. Circa l’87% degli abitanti dei capoluoghi di regione, pari a 8,2 milioni di persone, vive in quartieri dove la media delle temperature massime superficiali supera i 40°C. Tra questi figurano circa 283 mila bambini sotto i 5 anni e 1,1 milioni di anziani oltre i 74 anni.</p>
<p>Le isole di calore urbane coinvolgono in modo intenso o molto intenso circa 4,3 milioni di persone nei capoluoghi di regione, includendo 151 mila bambini piccoli e 556 mila anziani. Sono esposte a rischio anche le persone senza dimora, chi vive in abitazioni poco isolate o senza accesso al raffrescamento e chi lavora molte ore all’aperto.</p>
<p>Con l’eccezione di Bari, tutti i capoluoghi di regione riportano temperature superficiali urbane più alte rispetto alle aree extraurbane. Il caso più marcato è quello di Torino, dove nel 2025 la differenza tra la media delle temperature superficiali massime urbane ed extraurbane ha superato i 15°C.</p>
<p>A Roma il 40% dei residenti è esposto a isole di calore intense o molto intense e il 99% della popolazione vive in zone dove, d’estate, la temperatura superficiale massima supera in media i 40°C. Situazioni analoghe si riscontrano a Napoli e Torino: rispettivamente il 92% e il 98% dei residenti vive in aree interessate da isole di calore pericolose.</p>
<p>L’associazione ambientalista collega l’aumento del caldo estremo alla crisi climatica e alle attività delle aziende dei combustibili fossili, ritenute responsabili del surriscaldamento globale. Due citazioni di Federico Spadini, campaigner Clima di Greenpeace Italia, vengono riportate integralmente: «Per far fronte al problema del caldo estremo in città e ai suoi impatti sulla salute delle persone, dobbiamo anzitutto ridurre le emissioni e al contempo concentrarci sugli interventi di adattamento e prevenzione». «Nonostante l’aumento delle temperature e degli eventi meteorologici estremi, le grandi aziende fossili continuano a investire in petrolio e gas, aggravando il riscaldamento globale e scaricando sulle persone più vulnerabili i costi delle proprie strategie orientate solo al profitto».</p>
<p>L’organizzazione propone misure di politica pubblica per affrontare il fenomeno: «Il quadro è preoccupante e ci aspettiamo l’ennesima estate con caldo da record. Per questo servono misure urgenti: Greenpeace chiede al governo italiano di introdurre una tassazione dei profitti delle aziende dei combustibili fossili e di usare le risorse raccolte per finanziare misure di transizione energetica e adattamento climatico, per proteggere anzitutto le persone delle fasce sociali più vulnerabili, e abbandonare rapidamente le fonti fossili a partire da un piano di phase-out del gas entro il 2035», conclude Spadini.</p>
<p>Il rapporto include grafici e mappe delle isole di calore nei capoluoghi e approfondimenti sui dati regionali e nazionali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/18/greenpeace-giornate-di-forte-stress-da-calore-passate-dal-39-al-62-l-aquila-seconda-per-is/">Giornate di forte stress da calore: dal 39% al 62% in trent&#8217;anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Abruzzo, aprile 2026 tra caldo anomalo e piogge intense: il report OsservaTE lancia l’allarme climatico</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/07/abruzzo-aprile-2026-tra-caldo-anomalo-e-piogge-intense-il-report-osservate-lancia-lallarme-climatico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 20:46:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Temperature ben oltre le medie stagionali e precipitazioni sempre più concentrate: aprile 2026 conferma il cambiamento climatico in atto anche in Abruzzo. A fotografare la situazione è il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/07/abruzzo-aprile-2026-tra-caldo-anomalo-e-piogge-intense-il-report-osservate-lancia-lallarme-climatico/">Abruzzo, aprile 2026 tra caldo anomalo e piogge intense: il report OsservaTE lancia l’allarme climatico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Temperature ben oltre le medie stagionali e precipitazioni sempre più concentrate: aprile 2026 conferma il cambiamento climatico in atto anche in Abruzzo. A fotografare la situazione è il nuovo bollettino climatologico pubblicato da <strong>OsservaTE</strong>, il progetto dedicato al monitoraggio ambientale e climatico del territorio regionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati elaborati attraverso il programma europeo <strong>Copernicus</strong> e fonti istituzionali italiane, il mese appena concluso ha registrato una temperatura media regionale di <strong>10,93°C</strong>, con valori nettamente superiori rispetto ai principali riferimenti storici. L’anomalia è stata di <strong>+2,75°C rispetto al trentennio 1961-1990</strong> e di <strong>+2,02°C rispetto al periodo 1991-2020</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le province più colpite dal rialzo termico sono risultate quelle costiere e collinari. In testa c’è <strong>Chieti</strong> con un’anomalia di <strong>+2,91°C</strong>, seguita da <strong>Pescara (+2,78°C)</strong>, <strong>Teramo (+2,51°C)</strong> e <strong>L’Aquila (+1,15°C)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma oltre al caldo, a preoccupare è soprattutto il nuovo comportamento delle precipitazioni. Il report evidenzia infatti un incremento dell’intensità delle piogge, concentrate in meno giornate ma con fenomeni più violenti. L’indice <strong>SDII (Simple Daily Intensity Index)</strong> ha raggiunto quota <strong>87,48 mm/giorno</strong>, valore che indica precipitazioni particolarmente intense nei giorni piovosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mese di aprile si sono registrati <strong>19 giorni di pioggia</strong>, un dato inferiore rispetto alle medie storiche: sei giorni in meno rispetto al periodo 1961-1990 e cinque in meno rispetto al riferimento 1991-2020. Questo significa che le piogge sono meno frequenti ma molto più forti, aumentando il rischio di criticità idrogeologiche e allagamenti nelle aree più vulnerabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Aprile 2026 rappresenta un esempio evidente della trasformazione climatica in corso”, spiega <strong>Andrea Di Antonio</strong>, fisico dell’atmosfera e curatore della rubrica OsservaTE. “Non assistiamo soltanto a un aumento delle temperature, ma anche a una modifica nella distribuzione delle precipitazioni, sempre più irregolari e intense. Monitorare questi fenomeni è fondamentale per la sicurezza del territorio e per una pianificazione più consapevole”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bollettino completo con grafici, tabelle e confronti storici è disponibile sul sito ufficiale di OsservaTE al seguente link: <a href="https://osservate.com/temperature-abruzzo-marzo-2026/">https://osservate.com/temperature-abruzzo-aprile-2026/</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/07/abruzzo-aprile-2026-tra-caldo-anomalo-e-piogge-intense-il-report-osservate-lancia-lallarme-climatico/">Abruzzo, aprile 2026 tra caldo anomalo e piogge intense: il report OsservaTE lancia l’allarme climatico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Calore estremo. La Terra cuoce l&#8217;umanità con sei settimane di caldo pericoloso all&#8217;anno</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/12/27/calore-estremo-la-terra-cuoce-lumanita-con-sei-settimane-di-caldo-pericoloso-allanno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Dec 2024 17:03:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Aumento temperature pericolose]]></category>
		<category><![CDATA[Caldo estremo 2024]]></category>
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		<category><![CDATA[Crisi climatica globale]]></category>
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		<category><![CDATA[Gas serra e clima]]></category>
		<category><![CDATA[Impatto climatico salute]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.com]]></category>
		<category><![CDATA[ondata di calore]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
		<category><![CDATA[Temperature record]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2024 ha segnato un aumento preoccupante di temperature estreme a livello globale, con un impatto drammatico sulla vita quotidiana. Secondo l&#8217;analisi di World Weather Attribution (WWA) e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/12/27/calore-estremo-la-terra-cuoce-lumanita-con-sei-settimane-di-caldo-pericoloso-allanno/">Calore estremo. La Terra cuoce l&#8217;umanità con sei settimane di caldo pericoloso all&#8217;anno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il 2024 ha segnato un aumento preoccupante di temperature estreme a livello globale, con un impatto drammatico sulla vita quotidiana. Secondo l&#8217;analisi di World Weather Attribution (WWA) e Climate Central, ogni persona ha vissuto, in media, sei settimane in più all&#8217;anno di giornate a rischio elevato a causa del riscaldamento globale rispetto a scenari senza cambiamento climatico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente colpite sono state le regioni insulari, come i Caraibi e il Pacifico, dove gli abitanti hanno affrontato fino a 150 giorni aggiuntivi di temperature pericolose per la salute. Quasi la metà dell&#8217;anno, quindi, è stata caratterizzata da un caldo insopportabile che ha messo a dura prova gli ecosistemi e la popolazione locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in nazioni tradizionalmente meno vulnerabili al caldo estremo, come il Regno Unito, gli Stati Uniti e l&#8217;Australia, l&#8217;incremento delle temperature è stato tangibile, con tre settimane in più di calore intenso rispetto al normale. Questo dato riflette una tendenza globale che non risparmia nessuna area del pianeta, sottolineando l&#8217;universalità della crisi climatica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Indonesia, uno dei paesi più popolosi del mondo con 280 milioni di abitanti, il numero di giorni con temperature estreme è aumentato di 122, una situazione che ha messo a rischio la salute pubblica su vasta scala. Nel Medio Oriente, in paesi come l&#8217;Arabia Saudita, il calore ha avuto conseguenze letali, contribuendo alla morte di almeno 1.300 pellegrini durante l&#8217;hajj.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ondate di calore rappresentano una delle minacce più letali legate ai cambiamenti climatici, ma spesso il numero delle vittime viene sottostimato. Esperti affermano che milioni potrebbero essere già morti a causa del caldo estremo negli ultimi decenni, una stima difficile da confermare a causa della mancanza di monitoraggi adeguati. La comprensione e l&#8217;azione tempestiva diventano cruciali per mitigare gli effetti di questa emergenza, salvaguardando così la vita di milioni di persone in tutto il mondo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/12/27/calore-estremo-la-terra-cuoce-lumanita-con-sei-settimane-di-caldo-pericoloso-allanno/">Calore estremo. La Terra cuoce l&#8217;umanità con sei settimane di caldo pericoloso all&#8217;anno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Marmolada, due anni dopo: una dura lezione sul cambiamento climatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jul 2024 13:44:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;È la montagna a comandare. Sempre. E servono attenzioni particolari, premure e impegno, spesso anche sacrifici e dedizione verso &#8216;i giganti di roccia&#8217;. Servono soprattutto uomini e donne&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/07/01/marmolada-due-anni-dopo-una-dura-lezione-sul-cambiamento-climatico/">Marmolada, due anni dopo: una dura lezione sul cambiamento climatico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;È la montagna a comandare. Sempre. E servono attenzioni particolari, premure e impegno, spesso anche sacrifici e dedizione verso &#8216;i giganti di roccia&#8217;. Servono soprattutto uomini e donne che sappiano prendersene cura, che se ne occupino attivamente, provvedendo alle sue necessità. Perché la montagna non è matrigna, non è un mostro cattivo -anche se a volte potrebbe sembrarlo- ma parla una lingua tutta sua che va ascoltata e capita, ha tempi tutti suoi che vanno compresi e rispettati&#8221;. A due anni dal disastro della Marmolada &#8220;emerge tutto questo. Non più con il caos emotivo provocato dalla tragedia, ma con la giusta distanza per provare a riflettere. E -se possibile- cogliere almeno un insegnamento da quanto accaduto&#8221;. Lo mette in luce il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, in occasione dell&#8217;anniversario della tragedia della Marmolada. Due anni dopo, rileggendo quei fatti, continua, &#8220;emerge che il cambiamento climatico non fa sconti. E non li fa a maggior ragione alla montagna, tanto imponente quanto fragile. Di conseguenza tocca all&#8217;uomo, con spirito darwinista, adattarsi per non soccombere, evolversi per non risultare schiacciato. Mettere in campo azioni per preservare oltre che se stesso anche la montagna e il suo ambiente. Un&#8217;evoluzione che proprio per questo deve far compenetrare e coesistere l&#8217;uomo nell&#8217;ecosistema montano, perché il microcosmo montagna -con i servizi di aria, acqua, paesaggio che offre anche al &#8216;resto del mondo&#8217;- non può prescindere dalla presenza, dal lavoro e dalle azioni dell&#8217;essere umano. Insomma, serve che la montagna sia abitata, perché sia viva e curata&#8221;. E questo passa attraverso &#8220;un equilibrio tra attività e tutela, tra economia e preservazione, tra uomo e natura&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;altro dato che emerge dalla tragedia del 3 luglio 2022, e dall&#8217;esempio del sistema dei soccorsi: un sistema &#8220;fatto di persone in cui ognuno ha il suo compito preciso, e sa svolgerlo con perizia e impegno, per l&#8217;incolumità propria e degli altri. Ecco, credo sia questo il messaggio più forte di tutti: ciascuno ha una mansione precisa; come scriveva il poeta latino Stazio, &#8216;homo homini deus est si suum officium sciat&#8217;, l&#8217;uomo può essere un dio per l&#8217;altro uomo, a patto che sappia fare il proprio dovere. Gli abitanti delle terre alte- scrive Padrin- sanno qual è il loro dovere, come sanno ascoltare e comprendere i tempi e la lingua della montagna: devono solo essere messi nelle condizioni di abitare e curare la montagna perché possa continuare a offrire i propri servizi ecosistemici&#8221;.</p>
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		<title>Clima: Febbraio 2024 segna il record come il mese più caldo a livello globale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2024 15:03:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il mese di febbraio del 2024 si è contraddistinto come il febbraio più caldo mai registrato a livello globale, stabilendo un nuovo record con una temperatura media superficiale&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/03/07/clima-febbraio-2024-segna-il-record-come-il-mese-piu-caldo-a-livello-globale/">Clima: Febbraio 2024 segna il record come il mese più caldo a livello globale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il mese di febbraio del 2024 si è contraddistinto come il febbraio più caldo mai registrato a livello globale, stabilendo un nuovo record con una temperatura media superficiale dell&#8217;aria di 13.54°C. Questo valore supera di 0.81°C la media del periodo 1991-2020 per il mese di febbraio, ed è 0.12°C più alto rispetto al precedente record stabilito nel febbraio del 2016. Tale rilevazione proviene dal Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus (C3S), che opera sotto l&#8217;egida del centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine su incarico della Commissione Europea, grazie al finanziamento dell&#8217;UE.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I bollettini climatici mensili del C3S forniscono aggiornamenti regolari sui cambiamenti della temperatura superficiale dell&#8217;aria e del mare, sulla copertura del ghiaccio marino e su altre variabili idrologiche a livello globale. Questi dati sono frutto di analisi computazionali basate sul set di dati ERA5, che integra miliardi di misurazioni raccolte da satelliti, navi, aerei e stazioni meteorologiche dislocate in tutto il mondo. Febbraio 2024 segna il nono mese consecutivo in cui è stato registrato un record di caldo per il rispettivo mese dell&#8217;anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La temperatura media del mese è stata di 1.77°C superiore alla media di febbraio del periodo preindustriale 1850-1900. Inoltre, la temperatura media globale degli ultimi dodici mesi (da marzo 2023 a febbraio 2024) è stata la più alta mai registrata, situandosi a 0.68°C sopra la media del periodo 1991-2020 e a 1.56°C sopra la media preindustriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la prima metà di febbraio, la temperatura media giornaliera globale ha raggiunto livelli eccezionalmente elevati, superando di 2°C i livelli preindustriali per quattro giorni consecutivi. In Europa, le temperature di febbraio 2024 sono state di 3.30°C superiori alla media del periodo 1991-2020, con valori particolarmente alti registrati nell&#8217;Europa centrale e orientale. Anche fuori dall&#8217;Europa, si sono registrate temperature superiori alla media in diverse regioni del mondo, tra cui la Siberia settentrionale, il Nord America centrale e nordoccidentale, la maggior parte del Sud America, l&#8217;Africa e l&#8217;Australia occidentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la riduzione del fenomeno El Niño nel Pacifico equatoriale, le temperature dell&#8217;aria marina sono rimaste insolitamente elevate. La temperatura superficiale marina media globale di febbraio 2024, su una scala da 60°S a 60°N, ha raggiunto i 21.06°C, il valore più alto mai registrato per qualsiasi mese nella storia, superando il precedente record di agosto 2023. Alla fine del mese, la temperatura superficiale marina media giornaliera ha toccato un nuovo massimo assoluto di 21.09°C.</p>
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		<title>Ambiente. In Italia il 75% dell&#8217;ecologismo è falso: ecco perchè</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Mar 2023 09:28:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;attività di riforestazione è importantissima per combattere il cambiamento climatico, ma gli alberi devono essere veri alberi. Sulla piantumazione Ener2Crowd.com investe già molto, ma poi controlla e verifica&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/03/28/ambiente-in-italia-il-75-dellecologismo-e-falso-ecco-perche/">Ambiente. In Italia il 75% dell&#8217;ecologismo è falso: ecco perchè</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attività di riforestazione è importantissima per combattere il cambiamento climatico, ma gli alberi devono essere veri alberi. Sulla piantumazione Ener2Crowd.com investe già molto, ma poi controlla e verifica che gli alberi siano effettivamente piantati, che crescano e siano in buona salute. Altrimenti ogni sforzo si vanifica. &#8220;Proprio per questo ci siamo dotati di un comitato etico e per la riforestazione abbiamo scelto un partner di indubbia moralità quale ZeroCo2&#8221; mette in evidenza Niccolò Sovico, ceo, ideatore e co-fondatore insieme a Giorgio Mottironi, Sergio Pedolazzi e Paolo Baldinelli della società benefit proprietaria della piattaforma Ener2Crowd.com. La piattaforma dice basta all&#8217;ecologismo di facciata. Basta agli alberi fantasma, ai fondi verdi che invece sono grigi, alle etichette ecologiche fasulle, alle pubblicità eco-friendly dubbie: il 75% dell&#8217;ecologismo è falso. &#8220;I tre quarti delle dichiarazioni che vediamo sul mercato sono deboli, ingannevoli o addirittura false. Questo danneggia la fiducia dei cittadini e penalizza le aziende che davvero sono ecologiche e fanno sforzi reali verso una maggiore sostenibilità&#8221; mettono in evidenza gli analisti di Ener2Crowd.com, la prima ed unica piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico. L&#8217;ultimo scandalo è scoppiato con la diffusione della delibera 8/2023 della Corte dei Conti sugli &#8220;Alberi Fantasma&#8221;, il programma da 330 milioni di euro finanziato con i fondi del Pnrr che ora si rischiano di perdere, perché invece di piantumare alberi si sono piantati semi o neanche, perché in alcune delle 14 città metropolitane interessate non si è andati oltre la fase di pianificazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sugli &#8220;alberi di facciata&#8221;, Ener2Crowd.com aveva lanciato l&#8217;allarme in occasione del primo GreenVestingForum che si è tenuto a Milano lo scorso ottobre, scendendo in campo sulla specifica questione dei semi. &#8220;Una cosa è piantare un seme ed un&#8217;altra cosa è piantare un&#8217;albero&#8221; sottolinea Giorgio Mottironi, CSO e co-fondatore di Ener2Crowd, che aveva preso una posizione molto forte anche in relazione agli ultimi Mondiali di Calcio, quando il Qatar aveva promesso che il torneo si sarebbe disputato a zero emissioni di CO2 mentre invece ha generato 3,6 milioni di tonnellate di CO2. L&#8217;anno scorso Ener2Crowd.com aveva puntato l&#8217;indice anche sui 388 tra gli 838 fondi azionari &#8220;verde scuro&#8221; (Article 9) presenti sul mercato europeo che investivano in società attive nei combustibili fossili e nel trasporto aereo, due dei settori che sono maggiormente responsabili del cambiamento climatico e del riscaldamento globale. Ora questi fondi sono stati declassati ed il loro patrimonio è sceso di 175 miliardi di euro (-40%). Ener2Crowd ha appositamente sviluppato una tecnologia in grado di monitorare e certificare le riduzioni di emissioni climalteranti che finalmente potrà garantire un mercato dei crediti di carbonio efficace e trasparente. Grazie ad un&#8217;iniziativa dell&#8217;Istituto per il Commercio Estero (ICE) questa tecnologia è già stata presentata con grande successo negli Stati Uniti. &#8220;Vogliamo che i cittadini ottengano un&#8217;informazione affidabile, che sia coerente e verificabile. Un&#8217;informazione trasparente e facile da comprendere, proprio come facciamo noi con gli investimenti che proponiamo sulla nostra piattaforma. Una trasparenza che è reclamata anche da tutte le aziende veramente green, che vogliono appunto una maggiore sicurezza giuridica e delle regole del gioco eque che stimolino la competitività degli operatori economici che si sforzano di aumentare la sostenibilità ambientale delle loro diverse attività&#8221; spiega Niccolò Sovico.AMBIENTE. IN ITALIA IL 75% DELL&#8217;ECOLOGISMO È FALSO: ECCO PERCHE&#8217;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/03/28/ambiente-in-italia-il-75-dellecologismo-e-falso-ecco-perche/">Ambiente. In Italia il 75% dell&#8217;ecologismo è falso: ecco perchè</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Clima. Copernicus, registrato in Europa il quinto novembre più caldo</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2022 13:44:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus (Copernicus Climate Change Service &#8211; C3S), implementato dal Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine per conto della&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/12/12/clima-copernicus-registrato-in-europa-il-quinto-novembre-piu-caldo/">Clima. Copernicus, registrato in Europa il quinto novembre più caldo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus (Copernicus Climate Change Service &#8211; C3S), implementato dal Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine per conto della Commissione europea, con il finanziamento dell&#8217;UE, pubblica regolarmente bollettini climatici mensili che riportano i cambiamenti osservati nella temperatura dell&#8217;aria superficiale globale, nella copertura del ghiaccio marino e nelle variabili idrologiche. Tutti i risultati comunicati sono basati su analisi generate da computer utilizzando miliardi di misurazioni provenienti da satelliti, navi, aerei e stazioni meteorologiche di tutto il mondo. La temperatura media globale, si legge nella nota, per novembre 2022 è stata superiore di quasi 0.2°C rispetto alla media nel periodo compreso tra il 1991 e il 2020 dello stesso mese. A livello globale, quest&#8217;ultimo novembre è stato più freddo rispetto ai mesi di novembre del 2012 e del periodo compreso tra il 2015 e il 2021, ma più caldo di tutti gli altri mesi di novembre. La temperatura di novembre 2022 è stata superiore di quasi 1.4°C rispetto alla media in Europa. Le temperature in Europa occidentale, sud-orientale e nell&#8217;estremo nord-est del continente sono state molto più calde della media. Nel 2022 l&#8217;Europa ha registrato il terzo autunno più caldo, con temperature superiori di 1°C rispetto alla norma. Le temperature sono state particolarmente elevate nell&#8217;area occidentale del continente. Anomalie mensili della temperatura superficiale dell&#8217;aria a livello globale ed europeo relative al periodo compreso tra il 1991 e il 2020, da gennaio 1979 a novembre 2022. Le colonne più scure indicano i valori di novembre. Fonte dei dati: ERA5. Credit: Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus (Copernicus Climate Change Service/ECMWF).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;estensione del ghiaccio marino artico è stata del 3% al di sotto della media, classificandosi all&#8217;ottavo posto tra i valori più bassi di novembre registrati dai satelliti e rimanendo ben al di sopra dei valori minimi di novembre registrati nel 2016 e nel 2020. L&#8217;estensione del ghiaccio marino antartico è stata la quinta più bassa per il mese di novembre in 44 anni di dati satellitari, del 5% al di sotto della media, vicino ai valori di novembre registrati in quattro occasioni dal 2017. Come nei mesi precedenti, le concentrazioni di ghiaccio marino intorno all&#8217;Antartide sono state caratterizzate da un marcato contrasto tra concentrazioni ben inferiori alla media nel Mare di Bellingshausen e concentrazioni molto superiori alla media nei Mari di Amundsen e di Ross. A sinistra: concentrazione media di ghiaccio marino artico per il mese di novembre 2022. La spessa linea arancione indica il limite climatologico del ghiaccio marino per novembre nel periodo compreso tra il 1991 e il 2020. A destra: anomalie della concentrazione di ghiaccio marino artico per novembre 2022 rispetto alla media di novembre per il periodo compreso tra il 1991 e il 2020. Fonte dei dati: ERA5. Credit: Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus (Copernicus Climate Change Service/ECMWF). Carlo Buontempo, Direttore di C3S, ha affermato: &#8220;L&#8217;Europa ha appena vissuto il quinto novembre più caldo mai registrato, caratterizzato da quasi 1.4°C in più rispetto alla temperatura media. Inoltre, le temperature in molte regioni oceaniche sono state miti, in particolar modo nei mari dell&#8217;Europa settentrionale e nell&#8217;Atlantico settentrionale. Altre aree marine che hanno registrato una temperatura superficiale dell&#8217;aria superiore alla media sono state il Mediterraneo occidentale e la maggior parte degli oceani vicini all&#8217;Antartide. Il C3S sta osservando da vicino lo sviluppo di queste tendenze relative all&#8217;aumento di temperature superiori alla media&#8221;. Maggiori informazioni sulle variabili climatiche di ottobre e sugli aggiornamenti climatici dei mesi precedenti, nonché i grafici in alta risoluzione e il video, possono essere scaricati qui.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/12/12/clima-copernicus-registrato-in-europa-il-quinto-novembre-piu-caldo/">Clima. Copernicus, registrato in Europa il quinto novembre più caldo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Siccità. Lo storico del Po: &#8220;Trend irreversibile, ora copiare Africa&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/07/16/siccita-lo-storico-del-po-trend-irreversibile-ora-copiare-africa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jul 2022 15:27:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Quello che stiamo vivendo nella valle del Po non è un episodio isolato, è parte di una tendenza irreversibile alla modificazione dei sistemi idrici, legata al cambiamento climatico,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/07/16/siccita-lo-storico-del-po-trend-irreversibile-ora-copiare-africa/">Siccità. Lo storico del Po: &#8220;Trend irreversibile, ora copiare Africa&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Quello che stiamo vivendo nella valle del Po non è un episodio isolato, è parte di una tendenza irreversibile alla modificazione dei sistemi idrici, legata al cambiamento climatico, rispetto alla quale dobbiamo urgentemente adattarci in una maniera stutturale e questo non può che passare da un ripensamento degli usi delle acque&#8221;. Il monito porta la firma di Giacomo Parrinello, storico dell&#8217;ambiente e assistant professor al Centro di storia di Sciences Po, l&#8217;istituto di studi politici di Parigi. Questo ripensamento &#8220;implica un confronto sui modelli economici ma anche su chi e come prenderà le decisioni per la riorganizzazione degli usi delle acqua, necessaria per via della crescente scarsità, così da assicurarsi che sia una riorganizzazione giusta e non ingiusta. Che tenga cioè conto nella maniera migliore possibile degli interessi dei più e non dei pochi&#8221;, sottolinea il docente, intervistato dalla &#8216;Dire&#8217;. Ma intanto che effetto fa, per uno storico, vedere le immagini del Po talmente a secco da far affiorare i mezzi militari della seconda Guerra mondiale o un ponte medievale? &#8220;Questa siccità non potrebbe arrivare per me in un momento migliore, o peggiore- risponde il docente- perchè sto scrivendo, ormai da molti anni, una storia del bacino del Po nella quale mi interesso al modo in cui lo sviluppo economico nella regione padana, che come sappiamo è quelle più ricche d&#8217;Italia, è dipeso storicamente dall&#8217;abbondanza di acqua e il punto di arrivo della mia storia, che abbraccia circa due secoli, è per l&#8217;appunto una siccità e cioè quella del 2003&#8242;: fu un evento &#8216;di portata epocale- continua Parrinello- perchè rappresenta la prima delle grandi siccità contemporanee&#8221;. La prima, cioè, delle siccità &#8220;che hanno messo e stanno mettendo a durissima prova il settore agricolo, la fornitura di acqua potabile e la produzione energetica. Proprio in queste settimane- racconta il docente- sto scrivendo la conclusione&#8221; del volume e &#8220;fa molto strano scrivere del 2003 e contemporaneamente leggere degli eventi del 2022, perchè la dinamica è molto, molto simile&#8221;. Infatti &#8220;siamo di fronte- spiega Parrinello- ad un accumulo di fattori legati al cambiamento climatico, come nel 2003: riduzione della precipitazione di neve nell&#8217;inverno, assenza di precipitazioni di pioggia in primavera e ancora di più in estate, temperature altissime che quindi aumentano i bisogni irrigui dell&#8217;agricoltura, l&#8217;evaporazione dell&#8217;acqua e il bisogno di energia&#8221;. Eppure, dal 2003 al 2022 va rilevata &#8220;una quasi completa assenza di interventi strutturali e per me è davvero vertiginoso- afferma Parrinello- pensare a questi 20 anni passati senza che si sia mosso nulla, pur sapendo che andiamo incontro ad un futuro in cui questi eventi non faranno che ripetersi e in forme sempre più gravi&#8221;. Si parla dell&#8217;Emilia-Romagna come &#8216;Food valley&#8217;, &#8216;Motor valley&#8217; e &#8216;Data valley&#8217;, però forse non si è parlato abbastanza di &#8216;Water valley&#8217;, allora: c&#8217;è stata sottovalutazione? &#8220;E&#8217; stata sottovalutata l&#8217;idea che esistono dei limiti. Leggendo, come mi è capitato di fare per il mio lavoro, documenti programmatici, rapporti ministeriali e studi economici- risponde Parrinello- negli ultimi due secoli l&#8217;idea del bisogno di acqua è sempre stata presente&#8221;: un esempio è la centralità dell&#8217;irrigazione nell&#8217;agricoltura regionale e il ruolo giocato in questo dall&#8217;acqua del Po tramite il grande Canale emiliano-romagnolo. Il Canale, infatti, &#8220;fu costruito a partire dagli anni &#8217;50 ma in realtà- spiega il docente- fu progettato già nell&#8217;800&#8242; e poi è rimasto al centro del dibattito anche negli agli anni &#8217;70 e &#8217;80, &#8216;in cui si parlava del Mercato comune europeo e del ruolo che l&#8217;acqua del Po, attraverso il Canale, avrebbe avuto per favorire la specializzazione ortofrutticola nel comparto emiliano&#8221;. Quello che però &#8220;è sempre mancato e che in parte manca ancora adesso- sottolinea Parrinello- è l&#8217;idea che nella valle padana si possa far fronte in maniera strutturale alla penuria d&#8217;acqua. Si è sempre operato con l&#8217;idea di una risorsa abbondante, si trattava semplicemente di trovare le forme e i modi per poterla distribuire, ma pensando che fosse disponibile ed abbondante. In parte questa non è un&#8217;idea falsa, perchè nel clima dell&#8217;Olocene, cioè degli ultimi 6.000-10.000 anni, nella valle del Po l&#8217;acqua è stata effettivamente abbondante. Il problema è che adesso una delle conseguenze maggiori del cambiamento climatico è che la quantità di acqua disponibile nel bacino del Po non è più la stessa di un secolo fa e questo è il vero impensato. E&#8217; l&#8217;elemento su cui ancora non ci si confronta in maniera adeguata&#8221;, perchè significhrebbe &#8220;ripensare completamente il modello economico e non mi sembra di vedere ancora segnali che vadano in questa direzione&#8221;. Parlare di emergenza, quindi, non è il modo migliore per affrontare la questione? &#8220;Non se per emergenza si considera un episodio singolo e concluso. Se questa è l&#8217;idea di emergenza, si sbaglia. Il problema è strutturale&#8221;, ribadisce lo storico: &#8220;Pensare di poter continuare con gli usi delle acque che esistono oggi è impossibile, si va dritti contro un muro&#8221;. Ma ci sono altre parti del mondo dalle quali si possono mutuare buone pratiche? &#8220;C&#8217;è molto da imparare dai Paesi che fanno i conti con la scarsità d&#8217;acqua da prima di noi. Penso all&#8217;Africa del nord, all&#8217;India, ai cosiddetti Paesi del sud del mondo che abbiamo sempre guardato con una certa supponenza e senso di superiorità- sottolinea Parrinello- ma che, invece, hanno sviluppato tecniche, tecnologie, sistemi e colture pensate proprio per fare i conti con la scarsità e tirare fuori il massimo profitto possibile da condizioni ambientali molto dure&#8221;. Il docente cita ad esempio il Sahel, &#8220;una banda semidesertica a sud del Sahara, in cui tradizionalmente le popolazioni locali hanno sviluppato forme di policoltura e cioè coltivazione di tipi diversi di prodotto nella stessa parcella, capaci di adattarsi a condizioni climatiche diverse. E&#8217; una forma di assicurazione: nel caso in cui un tipo di pianta dovesse fallire a causa di condizioni avverse, ce n&#8217;è sempre un&#8217;altra che invece prospera in quelle condizioni assicurando il raccolto. Queste forme di policoltura sono state praticate anche in California dalle popolazioni degli indigeni americani che, prima dell&#8217;arrivo dell&#8217;agricoltura capitalista, avevano sviluppato forme di policoltura adatte per l&#8217;appunto alla siccità&#8221;. Conclude Parrinello: &#8220;Non mi permetto di dire che questa è la soluzione per l&#8217;agricoltura industriale e l&#8217;economia della valle padana, ma se vogliamo cercare delle idee e soluzioni è in quella direzione lì che bisogna cercarle. La mia impressione è che europei ed americani, complessivamente, non siano meglio preparati di noi a far fronte al tempo presente&#8221;.</p>
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