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	<title>campo di deformazione Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Terremoto: campo di deformazione esteso per 1.100 km quadrati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 20:50:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Grazie alle nuove immagini radar, acquisite ieri, primo novembre, da orbite ascendenti e discendenti dai sensori (operanti in banda C) della costellazione Sentinel-1 del Programma Europeo Copernicus, le elaborazioni effettuate dall’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irea) di Napoli, utilizzando la tecnica dell’interferometria radar differenziale, hanno ora “rilevato in tutta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie alle nuove immagini radar, acquisite ieri, primo novembre, da orbite ascendenti e discendenti dai sensori (operanti in banda C) della costellazione <strong>Sentinel-1 del Programma Europeo Copernicus</strong>, le elaborazioni effettuate dall’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irea) di Napoli, utilizzando la tecnica dell’interferometria radar differenziale, hanno ora “rilevato in tutta la sua estensione <strong>(circa 1.100 chilometri quadrati)</strong> e complessità, il campo di deformazione originato dal terremoto”.</p>
<p>In particolare, “combinando le mappe di deformazione ottenute dalle immagini Sentinel-1 ascendenti e discendenti è stato possibile stimare <strong>gli spostamenti sia verticali, sia nella direzione est-ovest</strong>– segnalano dal Cnr-Irea- Si evidenziano due grossi lobi di deformazione orizzontale, uno con uno spostamento verso est baricentrato all’incirca nell’area di <strong>Montegallo</strong> (con un massimo di circa 40 centimetri), l’altro con spostamenti verso ovest centrati nell’area di Norcia (con un massimo spostamento di circa 30 cm)”.</p>
<p>Come spiega Riccardo Lanari, direttore del Cnr-Irea, “è abbastanza chiaro da queste analisi quel che sta succedendo in termini di <strong>deformazione superficiale</strong>” e, riferendosi alle foto allegate (dettagli nella didascalia, ndr), “l’area in rosso va verso ovest, quella in blu va verso est” per cui “la zona di Norcia si sposta verso ovest e quella di Montegallo verso est”.</p>
<p>Si rileva poi “una componente verticale in<strong> fortissimo abbassamento,</strong> quella di <strong>Castelluccio di Norcia</strong>“, prosegue, fatto che”era già noto, ma queste rilevazioni molto ben centrate” e mostrano “quello che è accaduto nel corso di questo evento sismico”. Dalle rilevazioni satellitari “si evidenziano anche significative deformazioni verticali caratterizzate da una forte subsidenza, <strong>di almeno 60 centimetri</strong> nell’area di Castelluccio (già emersa dalle prime analisi dei dati Sentinel-1), e da una deformazione verticale in sollevamento di circa 12 cm nell’area di Norcia”.</p>
<p>Fra l’altro, “gli effetti relativi all’area di Norcia erano già in parte emersi dall’analisi effettuata utilizzando congiuntamente i primi dati Sentinel-1 e quelli della costellazione italiana<strong> Cosmo-SkyMed</strong>(operante in banda X) e sviluppata dall’Agenzia Spaziale Italiana in cooperazione con il ministero della Difesa”. Il Cnr-Irea segnala infine che “a causa delle notevoli entità delle deformazioni avvenute, <strong>è possibile che gli spostamenti rilevati siano sottostimati anche di un 30%</strong> ma tali effetti saranno corretti grazie alle nuove acquisizioni già previste nei prossimi giorni, in particolare quelle del sensore radar (operante in banda L) a bordo del satellite giapponese Alos 2″.</p>
<p>L’attività è coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile (Dpc) e viene svolta da un team di ricercatori del Cnr-Irea di Napoli e dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), centri di competenza nei settori dell’elaborazione dei dati radar satellitari e della sismologia, con il supporto dell’Agenzia spaziale italiana (Asi).</p>
<p><strong>&nbsp;A CASTELLUCCIO TERRENO ABBASSATO DI 70 CM</strong></p>
<p>In seguito ala devastante scossa di domenica mattina “il ribassamento del terreno <strong>aumenta</strong>” nell’area interessata “fino a raggiungere, in prossimità del paese di Castelluccio di Norcia, circa 70 centimetri”. Lo dice l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv)- Gruppo di lavoro Sar del Centro nazionale terremoti.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2016/11/Terremoto-terreno.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-96776 alignleft" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2016/11/Terremoto-terreno-300x245.jpg" alt="terremoto-terreno" width="300" height="245" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/Terremoto-terreno-300x245.jpg 300w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/Terremoto-terreno-108x88.jpg 108w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/Terremoto-terreno-468x382.jpg 468w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/Terremoto-terreno-400x327.jpg 400w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/Terremoto-terreno-150x123.jpg 150w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/Terremoto-terreno.jpg 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2016/11/terremoto-terreno1.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-96777" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2016/11/terremoto-terreno1-300x253.jpg" alt="terremoto-terreno1" width="300" height="253" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/terremoto-terreno1-300x253.jpg 300w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/terremoto-terreno1-104x88.jpg 104w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/terremoto-terreno1-468x394.jpg 468w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/terremoto-terreno1-400x337.jpg 400w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/terremoto-terreno1-150x126.jpg 150w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/terremoto-terreno1.jpg 692w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Nella prima immagine l’interferogramma differenziale ottenuto da dati radar del satellite europeo Sentinel-1: “ogni frangia di colore rappresenta<strong> un abbassamento del terreno di circa 3 cm superiore alle frange adiacenti.</strong> L’ellissi indica la zona in cui si sono verificati i maggiori movimenti del terreno, più stretta a nord e più larga a sud, estesa in lunghezza per circa 40 km e in larghezza per circa 15 km. Verso l’interno dell’elisse il ribassamento del terreno aumenta fino a raggiungere, in prossimità del paese di Castelluccio di Norcia, circa 70 cm sulla verticale”.</p>
<p>Nella stessa immagine, “fuori dall’ellisse, a est e a ovest, il terreno è stato sollevato di alcuni centimetri. La linea verde rappresenta l’andamento approssimativo del sistema di faglie che ha originato i vari terremoti della sequenza. Sulla linea la punta dei triangoli indica il lato in cui i blocchi di Crosta Terrestre sono ribassati lungo le superfici di faglia. <strong>Le stelle verdi mostrano, invece, i tre eventi maggiori della sequenza</strong>“.</p>
<p>Le frange di colore “mostrano un movimento del terreno complesso e che evidenzia due distinti fenomeni: la dislocazione sismica, ovvero lo scorrimento degli opposti blocchi di crosta terrestre lungo le superfici di faglia profonde che hanno causato i tre terremoti principali, e i movimenti molto superficiali e localizzati come scarpate di faglia, riattivazioni di frane e sprofondamenti carsici”.</p>
<p>Alla rottura direttamente legata al sisma (la dislocazione sulla faglia) è imputabile <strong>l’andamento concentrico generale delle frange colorate.</strong> Mentre le interruzioni, gli addensamenti o le piegature ad angolo acuto delle frange sono dovute a movimenti di rottura più superficiali. Questo è il contributo che i terremoti, ripetendosi nel tempo, forniscono alla costruzione dei paesaggi appenninici. Utilizzando questi e altri dati è possibile ricostruire nel dettaglio la posizione e le caratteristiche delle faglie profonde e ottenere, quindi, informazioni molto importanti per la valutazione della sequenza sismica.</p>
<p><strong>La seconda figura mostra in grigio i 2 piani di faglia attivati con il terremoto di Amatrice del 24 agosto</strong> scorso e una possibile ricostruzione (non un modello) del piano di faglia su cui sono probabilmente avvenuti gli eventi del 26 e del 30 ottobre, in rosa.&nbsp;</p>
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