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	<title>cani Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Xylella: da cani a droni per salvare ulivi italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Apr 2023 19:08:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla prima task force cinofila anti contagio ai droni per scovare dall&#8217;alto le piante malate, dagli innesti per salvare gli ulivi secolari alle ricerche di laboratorio per studiare le nuove varietà resistenti fino alla caccia senza tregua alla &#8220;sputacchina&#8221; che diffonde la malattia, è guerra su tutti i fronti alla Xylella arrivata in Italia per [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dalla prima task force cinofila anti contagio ai droni per scovare dall&#8217;alto le piante malate, dagli innesti per salvare gli ulivi secolari alle ricerche di laboratorio per studiare le nuove varietà resistenti fino alla caccia senza tregua alla &#8220;sputacchina&#8221; che diffonde la malattia, è guerra su tutti i fronti alla Xylella arrivata in Italia per colpa di alcune piante importate dall&#8217;America Latina e che minaccia di distruggere il patrimonio di ulivi nazionali e dell&#8217;area del Mediterraneo. E&#8217; quanto emerge dalla prima mappa delle armi utilizzate per prevenirne l&#8217;espandersi del batterio presentata in occasione della giornata in difesa degli ulivi al Villaggio contadino della Coldiretti di Bari, a 10 anni dall&#8217;arrivo della Xylella in Italia. La &#8220;task force cinofila anti Xylella&#8221; &#8211; spiega la Coldiretti &#8211; è composta da due jack russel, un pastore belga malinois, un segugio, un labrador retriever e uno springer spaniel inglese che stanno concludendo il loro addestramento per poi essere schierati anche in porti, aeroporti e vivai per scoprire attraverso l&#8217;olfatto, come avviene per i loro colleghi dell&#8217;antidroga, le piante infette da bloccare prima che arrivino dentro i confini nazionali o che vengano messe in commercio. La rapidità di intervento sui focolai &#8211; evidenzia Coldiretti &#8211; rappresenta un elemento strategico fondamentale per eliminare per evitare diffusione della malattia. Per questo è arrivato il primo tampone rapido anti Xylella, un dispositivo portatile per la diagnosi simultanea sia della presenza che della replicazione attiva del batterio in tessuti di pianta e insetti vettori, in modo da isolare subito l&#8217;ulivo infetto ed evitare che il cancro dei canali linfatici colpisca gli alberi circostanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se a terra ci sono agricoltori, specialisti, scienziati, tamponi rapidi e task force cinofile, le forze aeree anti Xylella entrano in azione con il progetto di ricerca Redox (Remote Early Detection of Xylella), finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e coordinato dal Distretto tecnologico aerospaziale (DTA), grazie al quale &#8211; spiega Coldiretti &#8211; saranno elaborate immagini aeree, acquisite da droni con sensori iperspettrali e termici, delle piante infette per la identificazione precoce di focolai prima ancora della manifestazione dei sintomi. L&#8217;obiettivo &#8211; sottolinea Coldiretti &#8211; è studiare gli uliveti dall&#8217;alto e individuare i primi segnali della malattia che emergono con il diradamento e il rinsecchimento delle chiome che perdono il tradizionale colore verde per diventare di un sabbia smorto come se fossero coperte di ragnatele. I risultati raggiunti dal Progetto Redox consentiranno ad Unaprol e Coldiretti di essere in prima fila nella lotta alla Xylella, con la partecipazione ad altri progetti grazie alla partnership con il Dta ed il Cnr. Una guerra su tutti fronti per fermare la diffusione della &#8220;sputacchina&#8221; l&#8217;insetto che trasporta il batterio da una pianta all&#8217;altra e che ha la sua massima diffusione proprio fra la primavera e l&#8217;estate con le uova lasciate in bozzi di schiuma e saliva nell&#8217;erba, ai bordi delle strade, nelle cortecce, nei cespugli e nei muretti. In questo senso &#8211; spiega la Coldiretti &#8211; è fondamentale la pulizia e la disinfestazione per distruggere le nuove generazioni di insetto che stanno portando la malattia sempre più a nord in Puglia verso i confini con le altre regioni d&#8217;Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se per salvare gli ulivi secolari sono scattati i primi innesti con varietà resistenti in modo da rinforzare le difese di questi giganti della Storia, la ricerca &#8211; afferma la Coldiretti &#8211; sta sperimentando in ambienti protetti e isolati dall&#8217;esterno la capacità di reagire al batterio di alcune varietà di ulivo, oltre a quelle già individuate che sono il Leccino e la FS17. &#8220;La diffusione della Xylella è ad un tale stato per cui non è possibile l&#8217;eradicazione del batterio ma bisogna conviverci. Non si può più parlare di emergenza ma di una drammatica ordinarietà, che rende necessario elaborare strategie di contrasto, contenimento e monitoraggio sempre più efficaci. Occorre un deciso cambio di passo, di approccio e di visione nella lotta alla Xylella per evitare i rischi di un&#8217;ulteriore rapida progressione&#8221; afferma il Presidente dell&#8217;Unaprol David Granieri nel sottolineare che &#8220;se, fino ad oggi, le risorse stanziate sono non solo insufficienti, ma addirittura non sono state spese, si ritiene necessario creare una cabina di regia, in grado di assicurare il coordinamento, l&#8217;attuazione, il monitoraggio e la gestione sia delle misure di contrasto alla fitopatia che delle misure di indennizzo e ristoro agli olivicoltori. Una struttura di riferimento stabile, in grado di dare risposta in tempi rapidi agli olivicoltori, segnati da dieci anni di crisi dovuta al diffondersi del batterio, che assicuri efficacia ed efficienza in una reale azione di rigenerazione dell&#8217;olivicoltura pugliese&#8221;.</p>
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		<title>Animali: dieta anti-caldo per cani e gatti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2016 10:55:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mangia poco, si muove meno, sembra poco interessato a cio&#8217; che accade oltre il suo naso e si gratta spesso. Niente di grave: Fido non e&#8217; ne&#8217; malato ne&#8217; depresso, fa solo fatica ad affrontare il periodo piu&#8217; difficile dell&#8217;anno. Quello in cui la colonnina di mercurio sale e lui, che ha una temperatura corporea [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mangia poco, si muove meno, sembra poco interessato a cio&#8217; che accade oltre il suo naso e si gratta spesso. Niente di grave: Fido non e&#8217; ne&#8217; malato ne&#8217; depresso, fa solo fatica ad affrontare il periodo piu&#8217; difficile dell&#8217;anno. Quello in cui la colonnina di mercurio sale e lui, che ha una temperatura corporea di circa 38 gradi, sembra arrendersi spossato al caldo. E non se la passa bene nemmeno Micio, il cui sistema di autoregolazione della temperatura corporea passa attraverso i polpastrelli. Come se non bastasse, per entrambi l&#8217;estate e&#8217; anche la stagione in cui esplodono le dermatiti e le parassitosi che colpiscono soprattutto le razze piu&#8217; delicate: Boxer, Bulldog inglesi e francesi, Carlini, Shar Pei e Pastori tedeschi.</p>
<p>Dall&#8217;alimentazione al bagnetto, ecco il vademecum dell&#8217;estate secondo <strong>Benedetta Giannini medico veterinario responsabile Ricerca e Sviluppo di Almo Nature</strong>. &#8220;La prima regola e&#8217; quella di nutrire i nostri amici a quattro zampe nel modo giusto: spesso, per comodita&#8217; o per buona fede, si tende ad alimentare il cane e il gatto solo con crocchette. Il pet-food deriva da scarti alimentari industriali cui vengono aggiunti conservanti, additivi e altre sostanze che alla lunga danno fastidio. Da qui il boom di patologie dermatologiche e gastrointestinali cui stiamo assistendo. Molti proprietari di cani o gatti sostengono che l&#8217;animale e&#8217; allergico, ma le allergie sono meno dell&#8217;1%. Nella maggior parte dei casi in cui il cane o il gatto presenta forfora, prurito o dermatiti siamo di fronte a una fase di intolleranza, di stanchezza dell&#8217;organismo nei confronti di una sostanza che puo&#8217; essere anche un appetizzante, un conservante, o un alimento&#8221;.</p>
<p>Consapevole del problema, Giannini e&#8217; a capo del team di ricercatori che per sei anni ha lavorato su Alternative, la prima crocchetta in assoluto che non contiene farine ne&#8217; disidratati di carne, ma solo riso e carne fresca in origine destinata al consumo umano. E se d&#8217;inverno l&#8217;amico a quattro zampe riesce a gestire meglio un&#8217;alimentazione non proprio variegata, d&#8217;estate e&#8217; piu&#8217; difficile.</p>
<p>Cosa fare allora? &#8220;Per quanto riguarda il cane e&#8217; importante unire al cibo secco due cucchiai di umido. Un composto fortemente idratante&#8221; spiega all&#8217;Agi Giannini che consiglia di preferire il pesce alla carne perche&#8217; ricco di Omega3 fondamentale per la pelle e il pelo. Nel caso del gatto, invece, secco e umido non vanno mai mescolati perche&#8217; le crocchette inumidite si ammorbidiscono troppo e il gatto le rifiuta. Non solo: il micio deve poter avere sempre la ciotolina di crocchette a disposizione perche&#8217; necessita di fare molti piccoli pasti, anche 10-12 al giorno, mentre il cibo umido deve essere consumato al momento &#8211; possibilmente mattina e sera &#8211; altrimenti potrebbe rovinarsi col caldo&#8221;. Per Fido via libera a verdure come zucchine, carote, cetrioli tagliate a pezzetti e unite al cibo. Mentre e&#8217; meglio evitare la frutta per via dello zucchero che porta a un aumento di peso dei cani che d&#8217;estate si muovono meno.</p>
<p>In generale, poi, e&#8217; meglio evitare pasti troppo abbondanti la sera &#8211; mette in guardia la veterinaria &#8211; mentre &#8220;fondamentale e&#8217; l&#8217;acqua, che non deve mai essere calda o fredda di frigo&#8221;. Occhio anche a colpi di sole e di caldo: &#8220;vietate assolutamente la terrazze al sole, le macchine chiuse &#8211; nemmeno per cinque minuti &#8211; e i giardini senza zone d&#8217;ombra&#8221;. Salvo il bagno rinfrescante che tuttavia &#8220;non deve mai essere una doccia gelida. Se si usa uno shampoo specifico, delicato,inoltre si puo&#8217; lavare il cane anche di frequente&#8221;. Le corse in spiaggia e i bagni in mare fanno la gioia di qualsiasi cane, e &#8220;l&#8217;unica accortezza che bisogna avere e&#8217; quella di stare attenti che Fido non mangi sabbia perche&#8217; rimane tutta nello stomaco&#8221; conclude la dottoressa.</p>
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		<title>Green Hill, Lav: ecco i centri che usano cani a fini sperimentali</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Aug 2012 09:16:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il beagle continua ad essere la razza di cani più utilizzata nella ricerca&#8221;, lo afferma l&#8217;associazione animalista Lav, spiegando che la &#8220;scelta che non ha alcuna base scientifica, come affinità genetica, anatomica e fisiologia, ma è stata “selezionata” vista la &#8220;comodità&#8221; del modello: taglia di facile stabulazione, lunghezza e tipo di pelo (per iniezioni e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il beagle continua ad essere la razza di cani più utilizzata nella ricerca&#8221;, lo afferma l&#8217;associazione animalista Lav, spiegando che la &#8220;scelta che non ha alcuna base scientifica, come affinità genetica, anatomica e fisiologia, ma è stata “selezionata” vista la &#8220;comodità&#8221; del modello: taglia di facile stabulazione, lunghezza e tipo di pelo (per iniezioni e prelievi), resistenza cardiaca, temperamento docile e capacità di vivere in gruppo, caratteristiche che rendono più semplice ed economico il mantenimento dell&#8217;animale&#8221;.</p>
<p>Le applicazioni su questa specie sono moltissime: studi di tossicità per le sostanze industriali , tossicità per le sostanze d’abuso, come alcol e stupefacenti; trapianto di organi e tessuti; cancro; test bellici; ricerca di base in qualsiasi settore (compresi quelli sulla deprivazione materna e sull’erezione, prodotta fisicamente, tramite scosse elettriche e impianti odontoiatrici per testare nuovi apparecchi sulla dentatura del cane, con estrazioni e trapianti negli alveoli).</p>
<p>La denuncia arriva dalla Lav, classificando i centri che utilizzano i cani in Italia per fini sperimentali, con autorizzazioni art.8 e 9 del D.lgs.116/92 (dati più recenti aggiornati al 2008 e 2009, fonte Ministero della Salute: ottenuti dalla LAV grazie ad una vittoria al TAR Lazio). Autorizzazioni art.8 e 9 del D.lgs.116/92, aggiornamento al 2008:</p>
<p>•Wyeth Lederle S.p.a. &#8211; Catania: studio tossicità a 1 mese, 3 mesi, 6 mesi, 9 mesi e 12 mesi, senza anestesia<br />
•Ditta Sigma Tau – Pomezia (Roma): Safety nuovi farmaci via orale e parentale sulle funzioni cardiovascolari e QT, senza anestesia<br />
•Research Toxicology Center S.p.a. – Pomezia (Roma): innocuità di farmaci, prodotti chimici, biocidi, addittivi alimentari e dispositivi medici, senza anestesia<br />
•Recordati Industria Chimica e Farmaceutica S.p.a. &#8211; Latina: molecole farmacologicamente attive su disfunzioni apparato urogenitale e apparato cardiovascolare<br />
•Università degli Studi di Milano: attività moxidectina iniettabile contro Dirofilaria repense, senza anestesia<br />
•Università degli Studi di Bari: valutazione innocuità ed efficacia stipite attenuato di canine coronavirus<br />
•Ditta Abiogen Pharma S.p.a. &#8211; Pisa: tossicità somministrazioni ripetute a 1 mese, terapia dell’enfisema, antiossidante, ansiolitico, antidepressivo, senza anestesia Autorizzazioni art.8 e 9 del D.lgs.116/92, aggiornamento all’anno 2009:<br />
•Istituto Ricerche P.Angeletti S.p.A. &#8211; Pomezia (Roma): ADME composti candidati preclinici, senza anestesia<br />
•Università di Bari: prova clinica di campo efficacia dell’imidacloprid e permetrina, prevenzione malattie da artropodi (zecche e flebotomi)<br />
•Wyeth Lederle S.p.a. &#8211; Catania: aumento numero animali all’autorizzazione decreto n.51/2008-C</p>
<p>&#8220;Gli esperimenti senza anestesia, sono i più invasivi perché il cane è totalmente vigile durante tutta l&#8217;operazione e il dolore non viene alleviato in alcun modo &#8211; afferma la biologa Michela Kuan, responsabile nazionale LAV settore Vivisezione &#8211; Oltre ai cani, in Italia sono quasi 900 mila gli animali uccisi per questa falsa scienza in 600 stabulari, un numero incredibilmente alto, considerata l’estensione geografica del nostro Paese. Tali statistiche, peraltro, sono fortemente sottostimate perché non includono invertebrati e animali utilizzati già soppressi: se venissero incluse tutte le categorie non considerate per legge “animali”, il numero salirebbe in maniera impressionante. Non esiste limite alle specie che possono essere impiegate nelle procedure: cani, gatti, scimmie, animali in via d’estinzione e selvatici, anche se quelle più rappresentate continuano ad essere topi e ratti visto il loro basso costo, facile manipolazione e alta prolificità. E così ogni anno nel mondo si raggiunge la sconcertante cifra di 150 milioni di animali allevati, utilizzati e uccisi per dati non trasferibili all&#8217;uomo, alimentando una ricerca inutile e dannosa&#8221;.</p>
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		<title>Green Hill: da venerdì i beagle avranno una nuova casa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/07/25/green-hill-da-venerdi-i-beagle-avranno-una-nuova-casa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 14:22:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[adozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Circa 2400 beagle in cerca di una casa e di una famiglia pronta a prendersi cura di loro. Sono i cani dell’allevamento di Green Hill, la nota azienda di Montichiari (Brescia) sequestrata la scorsa settimana dal Corpo Forestale dello Stato e che allevava cani beagle per i laboratori di vivisezione. Animali che sono stati allevati [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Circa 2400 beagle in cerca di una casa e di una famiglia pronta a prendersi cura di loro. Sono i cani dell’allevamento di Green Hill, la nota azienda di Montichiari (Brescia) sequestrata la scorsa settimana dal Corpo Forestale dello Stato e che allevava cani beagle per i laboratori di vivisezione. Animali che sono stati allevati in condizioni non idonee e che ora sono in cerca di tanto amore e affetto: <strong>le richieste di affido si potranno inviare on-line</strong> compilando un apposito modulo sul sito di Legambiente, Lav e delle associazioni che hanno aderito all’operazione “Sos Green Hill”. L’obiettivo è quello far star bene tutti i beagle (cuccioli, cani adulti, fattrici gravide) che fino a qualche giorno fa vivevano all’interno dell’allevamento di Montichiari, un vero lager dove gli animali erano destinati alla vivisezione. È quanto hanno annunciato Lav e Legambiente durante la conferenza stampa organizzata questa mattina, 25 luglio, a Roma presso il Parlamentino dell’Ispettorato Generale della Forestale. L’incontro è stato, infatti, l’occasione per presentare ufficialmente sia le modalità di affidamento temporaneo dei cani sequestrati sia i punti più importanti del contratto di affido provvissorio e le prime giornate di affidamento che si svolgeranno venerdì 27 e sabato 28 luglio presso il Comando provinciale di Brescia del Corpo Forestale dello Stato.</p>
<p>Tra i presenti Giuseppe Persi, direttore della Divisione di Polizia Ambientale e Forestale, Cristina Avanzo, responsabile del Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (NIRDA), Gianluca Felicetti, presidente LAV, Antonino Morabito, responsabile Fauna Legambiente, il Direttore dell’Ufficio Legale della LAV Maurizio Santoloci, l’avvocato David Zanforlini, che per Legambiente sta seguendo la vicenda giudiziaria, i responsabili dei Comitati contro Green Hill che hanno iniziato da anni la battaglia contro l’allevamento di Montichiari e i Presidenti delle associazioni animaliste della Federazione Italiana Diritti Animali e Ambiente aderenti all’operazione “SOS Green Hill”. Inoltre anche alcuni beagle. La procedura da seguire per inviare la propria richiesta di affidamento è semplice: le persone o le famiglie interessate devono compilare un modulo on line che si trova sull’home page del sito della Lav, di Legambiente o dalle altre associazioni di “Sos Green Hill” che sono: Apnec- Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili, Avcpp &#8211; Associazione Volontari Canile Porta Portese, Comitato “Montichiari contro Green Hill”, Coordinamento “Fermare Green Hill”, Enpa, Lav, Leidaa, Legambiente, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Libertas, Occupy Green Hill, Oipa, Vita da Cani. Le candidature raccolte da quest’ultime saranno poi inoltrate a Legambiente e Lav, alle quali la Procura della Repubblica di Brescia ha affidato la custodia giudiziaria dei cani e che si occuperanno in un secondo step della selezione delle persone idonee all’affido temporaneo dei cani. Le associazioni, come hanno già sottolineato più volte, ricordano che i beagle verranno dati in affido temporaneo fino a altre disposizioni della Magistratura. I quattro zampe di Green Hill in cerca di una casa, di amore e tanto affetto sono davvero tanti: circa il 50% dei cani sequestrati sono cuccioli dai tre agli otto mesi, ci sono poi cani adulti (al massimo di tre anni) e fattrici, molte delle quali gravide. L’obiettivo di Lav e Legambiente è quello di trovare per ogni beagle, a seconda dell’età, del sesso e delle condizioni dell’animale, la famiglia o le persone più adatte a loro. Al momento viene chiesta anche la possibilità di affidare più cani alla stessa famiglia; inoltre per limitare al massimo lo stress del trasporto del beagle viene richiesta la residenza nel centro-nord o comunque di un’area geografica non troppo distante dall’allevamento bresciano. Ciò non esclude da parte dei residenti di altre parti d’Italia di inviare la propria candidatura. Infine per chi avesse a casa già altri animali, si ricorda che debbono essere vaccinati, sterilizzati e docili con gli altri cani.</p>
<p>“Venerdì inaugureremo a Brescia una vera e propria Piazza della Libertà, frutto delle battaglie di Comitati e attivisti con le azioni di informazione e protesta di questi anni così come dell’ultima nostra azione legale – ha detto Gianluca Felicetti, presidente LAV – i beagle di Green Hill hanno diritto a vivere una vita che sia degna di essere vissuta, oggi possibile grazie a cittadini e famiglie”.</p>
<p>“L’operazione Sos Green Hill è una sfida sociale e culturale. Oltre a salvare migliaia di animali, questa vicenda apre una nuova riflessione su una ferita ancora aperta. – ha spiegato Antonino Morabito, responsabile Fauna di Legambiente &#8211; Il nostro auspicio è che i metodi per la ricerca medica e farmacologica superino i metodi obsoleti adottati fino ad ora”.</p>
<p>“Secondo quanto stabilito dalla Procura della Repubblica di Brescia, il Corpo forestale dello Stato si occuperà del supporto logistico e della consegna degli animali alle associazioni affidatarie. La Forestale provvederà, inoltre, ad effettuare dei controlli a campione presso i cittadini ai quali verranno affidati i cani, per verificare lo stato di benessere e le condizioni di custodia dei cuccioli” così ha commentato il Dr. Giuseppe Persi, Direttore della Divisione di Polizia Ambientale e Forestale del Corpo forestale dello Stato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/25/green-hill-da-venerdi-i-beagle-avranno-una-nuova-casa/">Green Hill: da venerdì i beagle avranno una nuova casa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Poveri uomini e poveri cani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jul 2012 10:31:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[animali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molti continuano a ripetere che, seppure la vivisezione non tuteli la nostra salute, sia inaffidabile scientificamente, e inaccettabile eticamente, di fatto non si può pensare di poterne chiedere semplicemente l’abolizione. Ma questo non è vero, l’abolizione si può ovviamente chiedere ed è già stata chiesta, anche se purtroppo un numero estremamente esiguo di volte. È stata [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/19/poveri-uomini-e-poveri-cani/">Poveri uomini e poveri cani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Molti continuano a ripetere che, seppure la vivisezione non tuteli la nostra salute, sia inaffidabile scientificamente, e inaccettabile eticamente, di fatto non si può pensare di poterne chiedere semplicemente l’abolizione.<br />
Ma questo non è vero, l’abolizione si può ovviamente chiedere ed è già stata chiesta, anche se purtroppo un numero estremamente esiguo di volte.<br />
È stata chiesta in Svizzera, nel 1981, attraverso il referendum Weber che chiedeva l’abolizione totale da tutto il territorio nazionale.<br />
A riprova che l’abolizione si può chiedere, non solo il referendum fu accettato ma aprì una feroce battaglia istituzionale durata 5 anni.<br />
Le aziende investirono milioni in una propaganda serrata, minacciando che l’abolizione della vivisezione avrebbe compromesso la salute dei cittadini e la ricerca scientifica, consapevoli che la vittoria del referendum avrebbe costituito la fine della sperimentazione animale.<br />
Occorre ricordare che in Svizzera la vivisezione era alla base di un intero sistema socio-economico, con una presenza dell’industria farmaceutica fortissima. Ma fu abolita.<br />
Lo scorso 17 luglio, due giorni fa, Green Hill, l’azienda con sede a Montichiari (Brescia), nota per allevare cani beagle che sono poi destinati alla vivisezione, è stata messa sotto sequestro dal Corpo Forestale dello Stato, con una maxi-incursione in cui sono stati impegnati 30 agenti appartenenti ai Comandi provinciali di Brescia, Bergamo e al Nucleo Investigativo per i Reati in danno agli Animali (NIRDA), impegnati nelle operazioni di ispezione e sequestro disposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Brescia.<br />
Tre le persone indagate in concorso fra loro, per il reato di maltrattamento di animali (art.544 ter cp), mentre , ha sottolineato il Corpo Forestale, i cuccioli non potranno comunque uscire dall&#8217;azienda, con iI rappresentanti della Green Hill nominati custodi giudiziari , assieme al sindaco della cittadina lombarda e alla locale Asl, con obbligo di cura e alimentazione degli animali.<br />
Da alcuni anni Green Hill e&#8217; di proprietà di un&#8217;azienda americana, la Marshall Farm Inc, il piu&#8217; grande &#8220;produttore&#8221; di cani da laboratorio ed e&#8217; l&#8217;ultimo stabilimento allevatore di cani da sperimentazione in Italia.<br />
Il beagle continua ad essere la razza di cani più utilizzata a fini scientifici. Secondo la Lega antivivisezione la scelta non e&#8217; stata fatta per affinità genetica, anatomica e fisiologia, ma per la taglia, la lunghezza del pelo (per iniezioni e prelievi), resistenza cardiaca, temperamento docile e capacità di vivere in gruppo, in modo da essere facilmente stabulato e costare meno.<br />
La legge italiana limita fortemente l&#8217;utilizzo di cani, ma nonostante il vincolo dell&#8217;autorizzazione specifica, sono ancora tantissimi gli stabulari che utilizzano questa specie. In Italia, circa 1.200 cani all&#8217;anno (statistiche G.U.53) vengono sottoposti a test tossicologici, prove per farmaci e per la produzione di apparecchiature.<br />
Per Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, “se a Green Hill ci sono irregolarità ben venga il sequestro, ma niente confusioni: gli allevamenti per la sperimentazione animale sono fondamentali per la ricerca medica”.<br />
&#8220;C&#8217;e&#8217; una norma europea molto precisa &#8211; spiega Garattini all&#8217;AGI &#8211; che l&#8217;Italia dovrebbe recepire, per armonizzare le procedure in tutta Europa e non creare disparità.<br />
Senza sperimentazione sugli animali la ricerca sui farmaci sarebbe distrutta, non ci sarebbe piu'&#8221;. D&#8217;altra parte, fa notare il farmacologo, &#8220;la legge in discussione attualmente in Parlamento vieterebbe l&#8217;allevamento di animali destinati alla sperimentazione, e questo significa che in caso di bisogno dovremmo importarli, il che sara&#8217; peggio per gli stessi animali&#8221;. A commuovere l&#8217;opinione pubblica e&#8217; stato il destino dei cuccioli di beagle allevati alla Green Hill: &#8220;Non sempre si puo&#8217; lavorare su topi e cavie &#8211; spiega Garattini &#8211; per esempio studi importanti che hanno prodotto terapie efficaci contro l&#8217;Aids hanno utilizzato le scimmie, in altri studi servono maiali, pecore, o per l&#8217;appunto cani. Ci sono caratteristiche di ogni specie animale compatibili con la sperimentazione che si sta facendo. Poi, certo, gli animali devono essere tutelati nel senso di non arrecare sofferenze inutili, e noi ci proviamo ogni giorno. Si puo&#8217; sempre migliorare, ma non possiamo arrivare al punto di impedire di fare la sperimentazione, altrimenti la ricerca chiude i battenti&#8221;.<br />
Tuttavia, non tutti, anche nel mondo scientifico, la pensano così.<br />
Già nel 1964 il dr. James D. Gallagher, direttore della ricerca medica dei laboratori Lederle, dichiarava: &#8220;Gli studi su animali vengono effettuati per motivi legali e non per motivi scientifici. Il valore predittivo di questi studi per l&#8217;uomo è privo di significato &#8211; questo vuol dire che le nostre ricerche possono essere prive di significato”.<br />
A tal proposito possiamo ricordare che la morfina è calmante per uomini e ratti, ma molto stimolante per topi, gatti, e cavalli, mentre i cani la vomitano.<br />
Pecore e porcospini possono ingerire senza problemi grandi quantità di arsenico, letale per l&#8217; uomo. Una dose di stricnina capace di uccidere un&#8217;intera famiglia umana, non fa nulla a cavie, polli o scimmie.<br />
La cicuta, un veleno mortale per l&#8217;uomo, è innocua e mangiata con gusto da capre, pecore, cavalli e topi.<br />
Il Fenilbutazone (un antinfiammatorio) innocuo per scimmie, cani e conigli, ha ucciso 10.000 persone a causa della differenza nella velocità del metabolismo: per le scimmie 8 ore, per i cani 6 , i conigli 3 &#8230; l&#8217;uomo 72 ! L&#8217;Oraflex (anti-artritico) ha ucciso persone dopo che è risultato innocuo per gli animali.<br />
L&#8217;Azauracil (anticancro) innocuo per tutti gli animali incluse le scimmie, causa con una piccola dose danni al sistema nervoso centrale nell&#8217;uomo.<br />
Solo in Inghilterra l&#8217;Isoprenile ha ucciso 3.500 asmatici, dopo che dosi 20 volte maggiori per i cani e 175 volte per i gatti, risultarono innocue.<br />
Il Mexaform (antidiarroico della Ciba Geigy) uccise 3.000 persone e ne lasciò 30.000 handicappate. L&#8217;Oprem &#8211; 61 morti e 3.500 con effetti tossici.<br />
L’illustre professor Bruno Fedi, più di una volta ha sottolineato l’inutilità della sperimentazione animale asserendo che “…andiamo già a sperimentare prima sull’uomo perché la sperimentazione animale essendo insicura costringe alla ripetizione sull’uomo, l’uso su cellule umane ci darebbe indicazioni molto più attendibili e sicure…”. “La ricerca su animali serve a deresponsabilizzare e a presentare in Parlamento o all’opinione pubblica dei progetti che sono molto favoriti dal punto di vista economico.<br />
Per esempio leggi favorevoli dal punto di vista della tassazione. Le industrie farmaceutiche sono tra le quelle che guadagnano di più e vengono tassate di meno. Basta presentare un progetto di ricerca dicendo che si sono ottenuti dei risultati promettenti e attraverso raccolte televisive si ammassano montagne di denaro che non si sa mai come viene speso e quali risultati posa ottenere…”. “Quello che conta è l’osservazione sull’uomo. Quando si parla di progressi nel campo della terapia dell’AIDS o nelle leucemie questi progressi sono stati ottenuti fondamentalmente con ricerche sull’uomo, un affinamento delle ricerche sull’uomo, il grande progresso non è stata la sperimentazione sugli animali ma quella sull’uomo”.<br />
Dello stesso parere il professor Gianni Tamino, Presidente Comitato Scientifico Equivita: “La sperimentazione animale è l’alibi per fare una sperimentazione rischiosa sugli esseri umani. Lo diceva anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nessun risultato sull’animale permette di saltare la sperimentazione sull’uomo.<br />
La sperimentazione animale è un avvallo, un passaggio obbligatorio per poter passare alla sperimentazione sull’uomo. Ma moltissimi dati ottenuti sull’animale non hanno ottenuto riscontro sull’uomo. Abbiamo avuto il rischio in passato di buttare via terapie e farmaci utili perché sull’animale davano risultati negativi o non utili.<br />
Quando si dice che grazie agli animali abbiamo gli antibiotici è falso, la penicillina creava danni in tutta una serie di roditori, il fatto di aver utilizzato più animali ha portato che in alcuni era dannosa ed in altri no, quindi si poteva sperare che non fosse dannosa per l’uomo. Ma chiariamoci, se io sperimento su animali diversi e ottengo risultati diversi come faccio a sapere quali sono validi per l’uomo? La sperimentazione sull’animale mi dà un risultato analogo al lancio della monetina, ossia poco superiore al 50%”.<br />
Concludiamo ricordando, poi, che l’86% degli italiani è contraria alla vivisezione e si dicono indisponibili ad accettare che la Direttiva Europea  autorizzi, tra le varie cose, “la pratica di apertura del torace e altri interventi invasivi ad animali senza l’uso di analgesici e anestesia”, “che gli animali vengano costretti al nuoto forzato o altri esercizi fisici forzati fino al sopraggiungere della morte”, ancora “permetta di provocare stress da immobilizzazione per indurre ulcere gastriche o insufficienze cardiache”, “consenta di sperimentare su cani e gatti randagi oltre che su primati catturati nel loro ambiente e venduti ai laboratori di tutto il mondo nel numero di 100.000 all’anno”, per non parlare dei metodi di soppressione tra cui spiccano “colpo da percussione alla testa”, “dislocazione cervicale”, “decapitazione” “elettrocuzione”. Insomma una serie di pratiche che poco hanno a che vedere con la civiltà. Personalmente faccio un appello ai Senatori chiedendo loro di ascoltare la voce di milioni di persone che chiedendo loro di tutelare finalmente i diritti di chi non ha voce.<br />
In “Cuore di Cane”, Nabokov fa dire ad uno dei personaggi che;: “La scienza non riesce ancora a trasformare le bestie in uomini”, ma, molto spesso, riesce, invece, a fare il contrario.<br />
Nella idea di Nabokov ciò che è in gioco nella storia non è solo la scienza , ma più in generale il concetto di “razionalità”, cosa è testimoniato dalle parole di Preobrazenskij, messo da Lattuada all&#8217;inizio del suo film, che di fronte al disordine provocato dal nuovo ordinamento sociale dice: “Il caos non è nelle cose, ma nelle teste”, poiché, per lui, scienziato autentico, non esiste una “irrazionalità del reale”, ma unicamente l&#8217;incapacità a guidarlo, a coordinarlo e, se occorre, a modificarlo.<br />
Cuore di cane, intendo qui l’opera di Lattuada, come nota Turroni, “è anche un film dell&#8217;orrore”.<br />
La caduta della coda, i volti stupefatti del professore e del suo assistente di fronte alle trasformazioni del corpo del cane, le zampe “umane” che escono dalla culla terrorizzando Zina, il corpo di Bobikov fasciato come una mummia che procede lentamente e a quattro zampe nella stanza scura e silenziosa fino ad alzarsi davanti allo specchio: tutti questi momenti sono testimonianza di un lavoro che Lattuada conduce sui modelli dei “generi” per descrivere una umanità che si disumana, non riuscendo a cogliere e cambiare i suoi orrori e le sue mostruosità bestiali.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
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