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	<title>carcerati Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Carceri Abruzzo: prima regione ad abolire tassa per studi universitari detenuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 10:43:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Niente più tassa regionale per gli studi universitari dei detenuti e per loro anche borse di studio che, però, non saranno erogate in denaro, ma attraverso strumenti utili&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/06/01/carceri-abruzzo-prima-regione-ad-abolire-tassa-per-studi-universitari-detenuti/">Carceri Abruzzo: prima regione ad abolire tassa per studi universitari detenuti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Niente più tassa regionale per gli studi universitari dei detenuti e per loro anche borse di studio che, però, non saranno erogate in denaro, ma attraverso strumenti utili a portare avanti il loro percorso in vista della fine della pena e il reinserimento sociale e lavorativo. L&#8217;iniziativa, contenuta nell&#8217;art. 3 della legge regionale 103 del 19 maggio, è stata presentata questa mattina alla stampa dal presidente vicario del Consiglio regionale, Roberto Santangelo, e il Garante dei detenuti della Regione <span class="searchKey">Abruzzo</span>, Gianmarco Cifaldi, che ha parlato di un primo passo per la creazione di un vero e proprio polo didattico destinato ai detenuti, che sarà realizzato nella Casa Circondariale di Pescara. &#8220;Da oggi- ha dichiarato all&#8217;agenzia Dire Santangelo a margine dell&#8217;incontro- i nostri detenuti negli otto istituti di pena sul territorio abruzzese avranno un&#8217;occasione in più per il reinserimento sociale: Regione <span class="searchKey">Abruzzo</span> non farà più pagare le tasse universitarie in questo percorso che noi crediamo essere virtuoso, perché la cultura e l&#8217;istruzione rappresentano il primo gradino per essere veramente liberi e avere un riscatto sociale una volta scontata la pena. La Regione quindi, grazie al rapporto con il nostro Garante dei detenuti, Gianmarco Cifaldi, si pone come prima regione in Italia che attua questa misura e sono sicuro che altre Regioni ci verranno dietro&#8221;. Una misura condivisa con tutto il sistema carcerario, ha sottolineato Santangelo, attraverso il Garante che &#8220;si è fatto portavoce di questa istanza&#8221;. Per il vicepresidente la pena &#8220;va pagata con dignità. Deve essere un percorso virtuoso di riscatto alla vita- ha detto ancora alla Dire- e la figura del Garante può sensibilizzare le istituzioni, ma anche rappresentare i diritti di queste persone&#8221;. Diritti che passeranno dunque anche per l&#8217;erogazione di borse di studio, come ha riferito la presidente dell&#8217;Adsu Chieti-Pescara Teresa Mazzarulli. Borse che consisteranno in beni utili al prosieguo degli studi, come può essere un computer, e che non saranno quindi erogate in denaro. A rimarcare il fatto che la Regione sia la prima a detassare gli studenti-detenuti, è stato Cifaldi che ha quindi annunciato alla stampa l&#8217;intenzione di &#8220;creare un polo didattico dentro il carcere di Pescara perché così possiamo dare biblioteche e servizi che oggi sono dislocati in diversi istituti. Questo chiaramente crea fatica nel dare servizi a tutti gli iscritti che sono molti e tanti si stanno iscrivendo&#8221;. Per permettere a tutti di seguire le lezioni, essendo impossibile, ha sottolineato, farlo in contemporanea, &#8220;scarichiamo su pennette drive le lezioni dei docenti e poi le distribuiamo ai distretti&#8221;, ha quindi spiegato&#8221;. Per Cifaldi un altro tassello nella volontà di creare un vero e proprio percorso virtuoso nel recupero dei detenuti che segue l&#8217;attivazione, fatta un anno fa, del numero verde attivo h24 cui sia i detenuti che i loro familiari possono rivolgersi. Altra iniziativa, ha ricordato, di cui Regione <span class="searchKey">Abruzzo</span> è stata capofila. &#8220;Dobbiamo pensare- ha aggiunt &#8211; che le persone che sono dentro il carcere hanno sì commesso una reato, ma non per questo come società civile dobbiamo abbandonarli. Soprattutto falliamo come società&#8221;. L&#8217;eliminazione della tassa regionale per accedere agli studi universitari, dunque &#8220;ha proprio questa intenzione &#8211; ha concluso il Garante -: portare il detenuto ad una nuova dignità, a una nuova possibilità di riscatto e a un nuovo accesso al mondo del lavoro&#8221;.</p>
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		<title>Ma di quale normalita&#8217; stiamo parlando?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 10:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[carcerati]]></category>
		<category><![CDATA[ergastolani]]></category>
		<category><![CDATA[TOP3]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La voce normalità nel dizionario italiano fa riferimento a quanto è conforme a una regola, a ciò che serve a dare una norma. Concetto ondivago la normalità, a seconda&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2011/10/11/ma-di-quale-normalita-stiamo-parlando/">Ma di quale normalita&#8217; stiamo parlando?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La voce normalità nel dizionario italiano fa riferimento a quanto è conforme a una regola, a ciò che serve a dare una norma. Concetto ondivago la normalità, a seconda del punto di vista, dell’angolazione, ma non è più dissertazione di poco conto se diviene pratica per non rispettare la persona.</p>
<p>Mi sono chiesto quanta normale tolleranza c’è, sull’uso e abuso di sostanze, sulla possibilità di ognuno di comprarne una dose, di venderne altre, di averci a che fare per una serata o per il resto della propria vita.</p>
<p>Quando parliamo di droga, di tutte le droghe, parliamo di persone allo sbando, giovani e sordità  al futuro che bussa alla porta, stiamo parlando di una parte della nostra vita davvero difficile, allora bisogna discuterne senza lacrime di coccodrillo che derubano tempo a una indagine seria e agli interventi più efficaci.</p>
<p>C’è urgenza di vestirci di dignità sufficiente a opporci al boia di questo terzo millennio, l’indifferenza.  Come può essere normale un affaire che supera di gran lunga qualsiasi altro commercio di prodotti, un vero e proprio attentato alla vita,  illegale e omicidiario, cosa c’è di normale nella disattenzione che attanaglia la tragedia “roba”, è forse normale spalancare gli occhi, quando le fogne ci danno le dritte giuste, ( se andassimo a verificare nuovamente, non mi stupirei se la percentuale di sostanza fosse aumentata ) per arrivare al buco nero che manda in rovina intere famiglie.</p>
<p>Quelle fogne ci confidano l’inconfessabile, ci accusano non solo di essere città galleggianti sulla droga, ma che nel paese del precariato, dei licenziamenti, delle estorsioni più o meno autorizzate, dei mutui che non si riescono a pagare, coca e fumo sono morte annunciata della speranza di legalità, unica fonte di vita per la crescita sana di una società.</p>
<p>C’è necessità di normalità, ma non quella che appare come una cosa, un dato, addirittura una e l’altra, a seconda dell’interesse, del guadagno, e così facendo scompare l’identità stessa del suo significato originario.</p>
<p>Dove sta rintanata la normalità nel ritenere sostenibile l’assunzione di una droga: quando nell’usarla si certifica la convinzione-bugia  che non tutte le droghe uccidono, diventa un disvalore il coraggio di vivere.</p>
<p>E’ forse normale leggere che è ora di liberalizzare le droghe, di rendere legale ciò che non lo è, sostenendo che uno stato consenziente a questa pratica autolesionista, fornirebbe risorse sufficienti alla società per equlibrare prevenzione e repressione, di contrasto alla criminalità organizzata che ne fa il più grande dei business.</p>
<p>E’ normale avere timore di chiamare con il proprio nome i morti e i feriti per la loro età, non per la sola quantità, le sofferenze e le tragedie di tanti figli e genitori ridotti a manichini privi di un amore irrinunciabile.</p>
<p>Non è normale e neppure corretto manipolare l’educazione, quindi gli itinerari che invece bisogna percorrere per crescere insieme: forse la tecnica di successo, per tirare fuori il meglio da ognuno di noi,  non sta  nel propugnare la droga non più proibita, ma chiederci: “quanto le uscite da neofiti del rigorismo” abbiano somiglianza con gli spot elettorali, che non posseggono incisività,  forse occorre rifiutare la repressione e il buonismo di facciata, più urgente ritornare a educare, educare e ancora educare, affinché valori inalienabili, come la libertà, la solidarietà e la giustizia, vengano ricondotti a una più umana consapevolezza.</p>
<p style="text-align: right;">Vincenzo Andraous</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2011/10/11/ma-di-quale-normalita-stiamo-parlando/">Ma di quale normalita&#8217; stiamo parlando?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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