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	<title>caritas Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Cnpr forum: &#8220;5,7 mln di italiani in povertà assoluta&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jul 2024 13:36:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I dati della Caritas che parlano di 5,7 milioni di poveri assoluti in Italia ci preoccupano molto. Nuovi poveri, immigrati irregolari che vivono in condizioni di grande povertà e non hanno la possibilità di inserirsi nella società, oltre all&#8217;aumento dei costi della vita quotidiana e l&#8217;enorme spreco di soldi pubblici ereditato dal passato. Pensiamo ai [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;I dati della Caritas che parlano di 5,7 milioni di poveri assoluti in Italia ci preoccupano molto. Nuovi poveri, immigrati irregolari che vivono in condizioni di grande povertà e non hanno la possibilità di inserirsi nella società, oltre all&#8217;aumento dei costi della vita quotidiana e l&#8217;enorme spreco di soldi pubblici ereditato dal passato. Pensiamo ai 200 miliardi del superbonus che hanno impattato solo per il 4% del patrimonio immobiliare italiano. In buona parte su quello di pregio. Anche a livello locale sono state &#8216;buttate&#8217; via risorse preziose e nei grandi centri urbani del Nord le amministrazioni spesso hanno fatto scelte sbagliate che hanno avuto come conseguenza l&#8217;insostenibilità economica per i redditi medio bassi. È necessario continuare a efficientare la spesa pubblica per poter sostenere le persone in difficoltà e tutti coloro che lavorano in prima fila per offrire assistenza ai poveri&#8221;. Lo ha dichiarato Andrea Mascaretti, parlamentare di Fratelli d&#8217;Italia nelle commissioni Bilancio e Lavoro della Camera, nel corso del Cnpr forum &#8220;Sos povertà: quali misure per non finire sotto la soglia&#8221;, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili presieduta da Luigi Pagliuca.<br>&#8220;Ci sono associazioni laiche e religiose &#8211; ha aggiunto Mascaretti &#8211; che quotidianamente provvedono ai pasti caldi per chi ne ha bisogno e distribuiscono pacchi alimentari per le famiglie in difficoltà Il pubblico deve sostenere in modo puntuale queste realtà. Le altre risposte passano dal lavoro, remunerato adeguatamente, per consentire alle persone di mantenere dignitosamente le loro famiglie. Bisogna intervenire sul lavoro povero, sul trasporto pubblico locale e sui costi della casa, soprattutto per i giovani&#8221;. Punta il dito sui tagli al welfare Ylenia Zambito, senatrice del Partito democratico in commissione Affari sociali e Lavoro a Palazzo Madama: &#8220;Bisognerebbe fare marcia indietro rispetto ai tagli a cui abbiamo assistito in questo ambito nell&#8217;anno e mezzo del governo Meloni. Sono state tagliate le risorse per il contributo all&#8217;affitto, quelle per il recupero della morosità incolpevole. È stato eliminato, senza sostituirlo con nessuna altra forma di sostegno, il reddito di cittadinanza, sono stati tagliati i fondi per la sanità. Tanto è che molte persone stanno continuando a rinunciare a curarsi. &#8220;Tagli &#8211; ha ricordato Zambito &#8211; si sono registrati anche sul tema della disabilità, delle fragilità e anche sul tema degli anziani non autosufficienti. Per non parlare poi dei tagli agli enti locali che hanno comportato per i comuni una riduzione sensibile delle risorse a loro disposizione e quindi la necessità di tagliare ulteriormente sui capitoli del sociale e del socio-sanitario. È necessaria un&#8217;inversione immediata di questo trend molto preoccupante. I poveri non si devono considerare, come fa questo governo, dei colpevoli ma delle persone che hanno più bisogno rispetto agli altri dello Stato&#8221;.<br>Secondo Chiara Tenerini, deputata di Forza Italia in commissione Lavoro a Montecitorio: &#8220;Il trend della povertà assoluta in Italia è in forte crescita e, facendo un&#8217;analisi, i nuclei maggiormente in difficoltà sono le famiglie monogenitoriali e quelle con molti figli a carico. Dal disagio economico derivano poi quello culturale e la bassa scolarizzazione che autoalimentano questi fenomeni. Serve intervenire con politiche attive del lavoro riservando la parte della sussidiarietà ai nuclei impossibilitati ad essere introdotti in percorsi di lavoro. Dobbiamo prioritariamente dare la dignità del lavoro a tutti quelli che possono svolgerlo.<br>Abbiamo inserito nella finanziaria scorsa la riduzione del cuneo fiscale, con i decreti attuativi del Mef sono entrati in vigore gli sgravi del 120% per chi assume a tempo determinato che arrivano al 130% per chi assume categorie fragili o donne con più di due figli. Il governo ha chiaro il tema del disagio familiare e si sta muovendo compatibilmente con i fattori esterni come l&#8217;aumento dei tassi d&#8217;interesse e dell&#8217;inflazione. La questione della povertà salariale è poi un altro tema per il quale riteniamo che si debba trovare la soluzione nella contrattazione i cui minimi tabellari sono troppo bassi&#8221;.<br>Critica Valentina Barzotti, parlamentare del M5s in commissione Lavoro della Camera: &#8220;Ci troviamo di fronte a una vera e propria tragedia che riguarda milioni di italiani con il record storico di povertà assoluta nel nostro Paese. Di fronte a questa situazione il governo ha tolto l&#8217;unica misura universale di sostegno che era il reddito di cittadinanza. Come alternativa sono state introdotte misure di sostegno incomplete che tagliano fuori ampie fasce di cittadini come i cosiddetti occupabili. Una scelta ingiusta, insensata e connaturata di pregiudizio&#8221;.<br>&#8220;L&#8217;Italia &#8211; ha aggiunto Barzotti &#8211; non ha mai brillato per politiche attive e l&#8217;impossibilità per molti di trovare lavoro deriva anche da questo. Se una persona è emarginata difficilmente riuscirà a inserirsi nel mercato del lavoro. Noi avevamo investito nei centri per l&#8217;impiego con 1 miliardo di euro nelle politiche attive. Il supporto formazione lavoro del governo non funziona perché prevede formazione parziale con corsi brevi senza sbocco nel mondo del lavoro. Gli ultimi dati Inps dicono che l&#8217;8% dei lavoratori in Italia sono poveri. Per questo ci battiamo a favore del salario minimo depositando una proposta d&#8217;iniziativa popolare&#8221;.<br>Nel corso dei lavori, moderati da Annamaria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Elisabetta Polentini, commercialista e revisore legale dell&#8217;Odcec di Roma: &#8220;I dati raccolti dalla rete Caritas italiana, confermati dall&#8217;Istat, indicano che il disagio economico aumenta inesorabilmente e il numero delle persone che rientrano nello stato di povertà assoluta raggiunge i sei milioni. Un&#8217;emergenza sociale da arginare al più presto prima che si giunga a un punto di non ritorno. Preoccupa che la povertà riguardi anche famiglie monoreddito, numerose o con disabili a carico. Anziani soli e lavoratori a nero. Un quadro nei confronti del quale ci aspettiamo misure urgenti ed efficaci da parte del governo&#8221;.<br>Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell&#8217;Istituto nazionale esperti contabili: &#8220;Il tema a mio avviso è di grandissimo allarme sociale non è pensabile in un paese evoluto, moderno e ricco come l&#8217;Italia, che è l&#8217;ottavo del mondo per il Pil, che si aggravi il problema della povertà. Non mi pare ci sia nessuna ragione per sottrarre agli enti territoriali e ai comuni, più di tutti vicini ai cittadini, l&#8217;individuazione dei soggetti effettivamente bisognosi, inventando uno strumento paludoso e burocratico in virtù del quale l&#8217;Inps deve automaticamente individuare chi possono essere i beneficiari. Mi sembra una centralizzazione sbagliata. I comuni potrebbero fare molto meglio e prima. Si può essere poveri anche lavorando, i motivi sono legati a due fattori fondamentali: siamo in Europa il paese con i salari più bassi di tutti e prevale nellincremento delloccupazione che viene segnalato prevale il precariato. Precariato e bassi salari producono povertà anche per i lavoratori dipendenti&#8221;.</p>
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		<title>Caritas rivela: &#8220;Povertà in Italia ai massimi storici&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2024 18:20:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Report statistico &#8220;Povertà 2024&#8221; di Caritas italiana evidenzia una situazione di povertà strutturale sempre più grave in Italia, con un incremento significativo dei casi di povertà assoluta e delle situazioni di estrema vulnerabilità sociale. Secondo le stime preliminari rilasciate dall&#8217;Istat per il 2023, il 9,8% della popolazione italiana, ovvero circa un residente su dieci, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/06/19/caritas-rivela-poverta-in-italia-ai-massimi-storici/">Caritas rivela: &#8220;Povertà in Italia ai massimi storici&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Report statistico &#8220;Povertà 2024&#8221; di Caritas italiana evidenzia una situazione di povertà strutturale sempre più grave in Italia, con un incremento significativo dei casi di povertà assoluta e delle situazioni di estrema vulnerabilità sociale. Secondo le stime preliminari rilasciate dall&#8217;Istat per il 2023, il 9,8% della popolazione italiana, ovvero circa un residente su dieci, vive in stato di povertà assoluta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto segnala anche un aumento dell&#8217;utenza anziana nei servizi di Caritas, con 35.875 persone della terza età assistite nel 2023, rappresentando il 13,4% dell&#8217;utenza complessiva. Questo dato mostra un raddoppio rispetto al 2015, quando gli anziani costituivano solo il 7,7% degli utenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, il numero di persone senza fissa dimora assistite dalle reti Caritas diocesane e parrocchiali è aumentato drasticamente, raggiungendo 34.554 nel 2023, che corrisponde al 19,2% dell&#8217;utenza totale, segnando un incremento significativo rispetto agli anni precedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto sottolinea anche un aumento del 5,4% delle persone assistite nei centri di ascolto nel corso dell&#8217;ultimo anno, portando il numero totale a quasi 270.000 individui. Tuttavia, la crescita dell&#8217;assistenza risulta più contenuta rispetto al picco del periodo precedente, indicando una situazione di povertà che, pur migliorando leggermente, resta su livelli allarmanti con un aumento del 40,7% dal 2019.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno della povertà non si limita a una singola categoria demografica. Nonostante un leggero calo dell&#8217;incidenza di persone straniere tra gli assistiti, che ora si attesta al 57%, la relazione evidenzia come la povertà influenzi diversi strati della popolazione, con una forte presenza di povertà intermittente e cronica. Questo scenario dimostra la presenza di un &#8220;zoccolo duro&#8221; di povertà che persiste nel tempo, evidenziando la necessità di interventi più incisivi e strutturati per affrontare le radici profonde del problema.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/06/19/caritas-rivela-poverta-in-italia-ai-massimi-storici/">Caritas rivela: &#8220;Povertà in Italia ai massimi storici&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Niger. In Italia il 25 febbraio corridoio Onu per 66 rifugiati</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Feb 2020 18:35:27 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il 25 febbraio partira&#8217; un corridoio umanitario per l&#8217;Italia, in collaborazione con la Caritas, con a bordo 66 rifugiati. Sono tutte persone con vulnerabilita&#8217; &#8211; minori, ammalati, donne sole o membri della comunita&#8217; Lgbt &#8211; che quindi hanno bisogno di protezione. Sono sudanesi, tranne una famiglia di cinque persone, tra cui una ragazza malata che ha bisogno di cure urgenti&#8221;. Cosi&#8217; all&#8217;agenzia Dire Alessandra Morelli, responsabile dell&#8217;ufficio dell&#8217;Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) in Niger. Il gruppo di cittadini sudanesi che volera&#8217; nel nostro Paese e&#8217; solo una parte dei tanti che l&#8217;agenzia Onu sta ricollocando verso Paesi terzi rispetto al Niger, Paese di transito ma anche d&#8217;accoglienza, in particolare dei migranti portati via dai centri di detenzione in Libia. Lo sforzo che l&#8217;Unhcr porta avanti vede i suoi limiti nel numero di posti messi a disposizione dai singoli Stati per i ricollocamenti ma anche nella lentezza della burocrazia. Per questo a gennaio, stanchi di aspettare il trasferimento, un gruppo di profughi ha protestato per giorni nella regione di Agadez. Sgomberati dalla polizia, i manifestanti hanno poi appiccato le fiamme al campo in cui risiedevano, a 15 chilometri da Agadez, e che accoglieva 1.500 persone. Nel rogo e&#8217; andato distrutto l&#8217;80 per cento dei prefabbricati. Da allora l&#8217;Unhcr continua a fornire aiuti alle famiglie: &#8220;Abbiamo ricostruito gia&#8217; 30 casette, nessuno ha dovuto lasciare il campo ne&#8217; dormire all&#8217;aperto&#8221; ha assicurato Morelli, smentendo cosi&#8217; ricostruzioni apparse sulla stampa internazionale secondo le quali migranti sono stati costretti ad andar via attraverso il deserto. &#8220;Da quell&#8217;incidente &#8211; prosegue Morelli &#8211; abbiamo intavolato nuovi colloqui con le autorita&#8217; per convincerle a velocizzare l&#8217;approvazione della richiesta di asilo. I dossier in tutto sono circa 800&#8243;.</p>
<p>Dopo la distruzione del campo, pero&#8217;,&#8221;abbiamo deciso di cambiare strategia&#8221; dice Morelli, chiarendo che la gestione del campo, come eventuali future decisioni, &#8220;sono di competenza del governo&#8221;. Intanto l&#8217;agenzia Onu continua il lavoro per trovare sistemazioni migliori e definitive a queste persone, la maggior parte delle quali e&#8217; fuggita dalle violenze tornate ad acuirsi in Darfur. Il lavoro ha riguardato anche i minori. &#8220;Degli 89 residenti nel campo prima dell&#8217;incendio ora ne sono rimasti solo 16&#8221; dice Morelli. &#8220;Gli altri sono stati trasferiti in strutture adeguate in citta&#8217;&#8221;. Dopo il volo del 25 febbraio, continua la responsabile, &#8220;ne stiamo organizzando un altro per un gruppo di 170 persone&#8221;. La destinazione? &#8220;L&#8217;Europa, ma forse anche Stati Uniti o Canada&#8221;. E della protesta, cosa ne e&#8217; rimasto? &#8220;La situazione e&#8217; tornata tranquilla, c&#8217;e&#8217; chi si e&#8217; pentito di aver dato tutto alle fiamme. Sono gesti da condannare. Noi abbiamo mantenuto il dialogo aperto sia coi rappresentanti del campo sia con le istituzioni. Il mio staff fornisce assistenza anche a chi e&#8217; stato arrestato&#8221;. Delle 335 persone arrestate subito dopo gli incidenti, 80 sono ancora in carcere. &#8220;Spetta alla magistratura ora &#8211; conclude Morelli &#8211; fare il suo lavoro&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/02/07/niger-in-italia-il-25-febbraio-corridoio-onu-per-66-rifugiati/">Niger. In Italia il 25 febbraio corridoio Onu per 66 rifugiati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Forum Terzo Settore: “Rafforzare l&#8217;economia sociale  è  la strada per un&#8217;Europa dei cittadini&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2019 16:19:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un’Europa più vicina ai cittadini che faccia dell’inclusione sociale e della sostenibilità il metro delle sue politiche. Il terzo settore e l’economia sociale possono dare un contributo importante anche per uscire dalla logica dell’emergenza per affrontare il fenomeno delle migrazioni: è questo il messaggio che esce dall’assemblea nazionale del Forum del Terzo Settore tenuta oggi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/03/27/forum-terzo-settore-rafforzare-leconomia-sociale-e-la-strada-per-uneuropa-dei-cittadini/">Forum Terzo Settore: “Rafforzare l&#8217;economia sociale  è  la strada per un&#8217;Europa dei cittadini&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un’Europa più vicina ai cittadini che faccia dell’inclusione sociale e della sostenibilità il metro delle sue politiche. Il terzo settore e l’economia sociale possono dare un contributo importante anche per uscire dalla logica dell’emergenza per affrontare il fenomeno delle migrazioni: è questo il messaggio che esce dall’assemblea nazionale del Forum del Terzo Settore tenuta oggi a Roma.</p>
<p>Al centro del confronto il futuro dell’Europa, il suo sviluppo inclusivo e sostenibile, il governo strutturale e di lungo periodo della questione migratoria e il contributo del Terzo settore a queste sfide.</p>
<p>Si tratta di temi che né la Ue né i cittadini possono eludere, è stato fatto notare nel convegno, anche in vista dell’appuntamento per la formazione del prossimo Parlamento Europeo, il 26 maggio. Da qui la volontà del Forum di richiamare l’attenzione su strategie fondamentali per la costruzione dell’ “Europa” quali: la promozione dell’economia sociale, la convergenza delle strategie nazionali verso la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 che l’Italia ha sottoscritto, il rafforzamento del Pilastro Sociale Europeo.</p>
<p>Le azioni previste dal Pilastro Sociale, volte a rafforzare le opportunità di accesso al mercato del lavoro, la qualità delle condizioni di lavoro e dei redditi e l’ accesso per tutti a una protezione sociale adeguata e sostenibile possono e devono trovare nell’apporto dell’economia sociale nelle sue diverse componenti un acceleratore di innovazione, un moltiplicatore di opportunità e risorse, il fattore ricostituente della coesione sociale.</p>
<p>Quanto al tema migrazioni il Forum Terzo Settore ha promosso, insieme a Caritas, Cini, Unicef, Medici Senza Frontiere, Amnesty International, Oxfam e Forum Sad una Carta nazionale per l’approccio integrato ai fenomeni migratori: “Oltre l’emergenza: un modello per il governo dei fenomeni migratori”, per dare una risposta di sistema ai fenomeni migratori, che tuteli la dignità delle persone e che valorizzi il contributo specifico dei diversi attori del settore. Il dibattito ha inoltre evidenziato come l’Italia da sola non possa farcela. Serve l’Europa.</p>
<p>“Servono quindi politiche europee per la gestione dei flussi migratori – sintetizza la portavoce nazionale del Forum del Terzo Settore Claudia Fiaschi – , che affrontino con un approccio integrato emergenze umanitarie, sistemi di prima e seconda accoglienza e nello stesso tempo anche politiche di cooperazione allo sviluppo per la stabilizzazione e lo sviluppo dei paesi di origine”.</p>
<p>Piattaforma Europa e piattaforma migrazioni, condivise all’interno di reti quali Concord e SEE (Social Economy Europe) a livello internazionale, andranno ad integrare l’Agenda Aperta del Forum Nazionale del Terzo Settore.</p>
<p>Durante i lavori il Forum ha salutato Paolo Dieci, scomparso nell’incidente aereo della Ethiopian Airlines dello scorso 10 marzo, che sarebbe stato un relatore all’assemblea. “Purtroppo Paolo non è più con noi. Paolo era un amico e compagno di strada del Forum, un riferimento per tanti per aver maturato nei decenni un impegno, una grande esperienza e una conoscenza sul campo dei problemi della cooperazione, del rapporto Nord-Sud. La morte di Paolo Dieci lascia un grande vuoto nel mondo della cooperazione e della solidarietà internazionale.” Con queste parole lo ha ricordato il Direttore del Forum Nazionale Maurizio Mumolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/03/27/forum-terzo-settore-rafforzare-leconomia-sociale-e-la-strada-per-uneuropa-dei-cittadini/">Forum Terzo Settore: “Rafforzare l&#8217;economia sociale  è  la strada per un&#8217;Europa dei cittadini&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Povertà: numero poveri aumentato 182%</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2018 14:01:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia il numero dei poveri assoluti (cioe&#8217; le persone che non riescono a raggiungere uno standard di vita dignitoso) continua ad aumentare, passando da 4 milioni 700mila del 2016 a 5 milioni 58mila del 2017, nonostante i timidi segnali di ripresa sul fronte economico e occupazionale. Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia il numero dei poveri assoluti (cioe&#8217; le persone che non riescono a raggiungere uno standard di vita dignitoso) continua ad aumentare, passando da 4 milioni 700mila del 2016 a 5 milioni 58mila del 2017, nonostante i timidi segnali di ripresa sul fronte economico e occupazionale. Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero di poveri e&#8217; aumentato del 182%, un dato che da&#8217; il senso dello stravolgimento avvenuto per effetto della recessione economica. E&#8217; quanto emerge dal rapporto della Caritas Italiana sulla poverta&#8217; e le politiche di contrasto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/10/17/poverta-numero-poveri-aumentato-182/">Povertà: numero poveri aumentato 182%</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Povertà: ecco i &#8220;sinkies&#8221;, coppie senza figli nè futuro</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Nov 2017 21:10:52 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/11/17/poverta-ecco-i-sinkies-coppie-senza-figli-ne-futuro/">Povertà: ecco i &#8220;sinkies&#8221;, coppie senza figli nè futuro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono i &#8216;sinkies&#8217; i nuovi giovani poveri che Caritas Europa ha identificato da un&#8217;indagine sulla poverta&#8217; giovanile condotta in 17 Paesi. Si tratta delle &#8216;giovani coppie senza figli che, pur lavorando in due, hanno un salario che sommato non corrisponde all&#8217;equivalente di un reddito decente&#8217; e questo impedisce di mettere al mondo dei figli. La sigla arriva da &#8216;Single Income, No Kids&#8217;. L&#8217;indagine e&#8217; stata presentata a Goteborg, proprio alla vigilia del Summit sociale che si svolge oggi, in una conferenza stampa organizzata Caritas Europa, Caritas Svezia, Eurodiaconia e la Chiesa luterana svedese. &#8220;Sara&#8217; la prima generazione dopo decenni che rischia di stare peggio dei genitori, con conseguenze profonde per la coesione sociale, i modelli e i sistemi di protezione sociale&#8221;, ha dichiarato Jorge Nuno Mayer, segretario generale di Caritas Europa, indicando il rischio di un &#8220;naufragio sociale se non si prendono provvedimenti adesso&#8221;. Secondo l&#8217;indagine &#8220;le societa&#8217; europee hanno rinunciato ai propri impegni per la coesione sociale e trascurano le giovani generazioni&#8221;, spesso &#8220;discriminate&#8221; e penalizzate dagli esiti della crisi quanto a &#8220;contratti e condizioni di lavoro, salari, accesso alle protezioni sociali&#8221;. I piu&#8217; fragili tra i fragili sono &#8220;i single con figli&#8221;, soprattutto se donne. Dalle Chiese anche la raccomandazione all&#8217;Ue di definire una &#8220;strategia&#8221; adeguatamente finanziata e ai Paesi di lavorare sui filoni dell&#8217;accesso alla casa, il salario minimo, sostegni alle famiglie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/11/17/poverta-ecco-i-sinkies-coppie-senza-figli-ne-futuro/">Povertà: ecco i &#8220;sinkies&#8221;, coppie senza figli nè futuro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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