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	<title>casa Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Commercio. I quartieri più richiesti per comprare casa in Italia? Li svela un&#8217;indagine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 16:40:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La classifica dei quartieri che attraggono più interesse per chi cerca un immobile da acquistare, tra le città metropolitane italiane, incorona Roma come regina nel 2023. A rivelarlo è un report di idealista/data, che ha misurato la pressione della domanda sull&#8217;offerta in ogni area dello Stivale per il segmento delle case in vendita. Il podio [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La classifica dei quartieri che attraggono più interesse per chi cerca un immobile da acquistare, tra le città metropolitane italiane, incorona Roma come regina nel 2023. A rivelarlo è un report di idealista/data, che ha misurato la pressione della domanda sull&#8217;offerta in ogni area dello Stivale per il segmento delle case in vendita. Il podio dei distretti più domandati, infatti, parla romano (Prati, Centro e Garbatella-Ostiense). Nessun quartiere di Milano, invece, entra in top 10. E che succede nel resto d&#8217;Italia? </p>



<p class="wp-block-paragraph">R<strong>OMA REGINA DELLA TOP 10 DEI QUARTIERI PIÙ RICHIESTI &#8211; </strong>Come già accennato, la Capitale piazza tre suoi quartieri sul podio del ranking dei più richiesti per comprare casa in Italia (le rilevazioni si riferiscono al quarto trimestre 2023). Nel dettaglio, Prati totalizza un indice di domanda relativa di 6,9 punti, seguito dal Centro (6,3) e Garbatella-Ostiense (5,2). Subito fuori dalle prime tre posizioni troviamo un altro quartiere capitolino, l&#8217;Appio Latino (4,9) e all&#8217;ottavo posto si piazza Nomentano-Tiburtino con un indice di domanda relativa di 4,0. Ma come si spiega questa nutritissima presenza della Capitale nel ranking dei quartieri più richiesti della compravendita? Innanzitutto, secondo l&#8217;ultimo report dei prezzi delle case di idealista, Roma occupa solamente il sesto posto dei Comuni con i prezzi al mq più alti (dietro a Milano, Bolzano, Venezia, Firenze e Bologna). Inoltre, se rapportata al quadro internazionale, il mercato romano appare ancor più vantaggioso, considerando che le medie dei prezzi immobiliari delle altre capitali europee sono decisamente più alti. A margine di tutto questo, va notato anche che Roma si sta preparando al Giubileo del 2025 e, forse non a caso, proprio Prati e il Centro (che saranno le zone nevralgiche per i fedeli) occupano le prime due posizioni di questo specifico ranking. Lecito, quindi, ipotizzare una buona componente di ricerche a scopo investimento, considerando anche il fascino intramontabile di una città unica nel suo genere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA SITUAZIONE NEL RESTO D&#8217;ITALIA &#8211; </strong>Il report di idealista/data è stato implementato tramite l&#8217;indice di domanda relativa, un indicatore che sintetizza la pressione della domanda sull&#8217;offerta in ogni area d&#8217;Italia per il segmento delle case in vendita. L&#8217;indicatore si basa sul numero di contatti (contatti tramite e-mail e condivisioni) ricevuti per annuncio. Sono state prese in considerazione i quartieri di quelle che l&#8217;Istat considera le 14 città metropolitane italiane, ovvero: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia. Della top 10 fanno parte anche due quartieri bolognesi (Costa Saragozza e Navile-Bolognina), a testimonianza del richiamo del capoluogo emiliano che, nonostante prezzi immobiliari sopra la media, è in grado di garantire una buona qualità della vita. Completano il quadro dei primi 10 quartieri più richiesti Poetto-Quartiere del Sole a Cagliari e il Centro Storico di Napoli, a ulteriore riprova del buon momento che sta vivendo il capoluogo campano da diverso tempo a questa parte. Fa parecchio rumore, invece, l&#8217;assenza di Milano tra le prime posizioni. Per trovare i primi quartieri meneghini nel ranking dei più richiesti d&#8217;Italia per comprare casa, infatti, bisogna scendere fino al 32° posto, che è occupato (in coabitazione) da Porta Vittoria e Forlanini (entrambi totalizzano un indice di domanda relativa di 2,6 punti). Anche in questo caso, la situazione si spiega in maniera uguale e contraria allo scenario romano. A Milano, infatti, si registrano i prezzi di vendita al mq più cari di tutta Italia, il che ha reso il mercato meneghino pressoché inaccessibile per buona fetta della società, tanto che molti lavoratori che hanno un impiego in città rivolgono le loro ricerche verso l&#8217;hinterland o in altri Comuni limitrofi. Basti pensare che ben 5 dei 10 quartieri più cari d&#8217;Italia si trovano a Milano. Il primo posto è occupato dal Centro Storico milanese (prezzo medio richiesto 1 milione e 437mila euro), segue il Centro di Roma (818.423 euro) e completa il podio Garibaldi-Porta Venezia a Milano (782.440). In top 10 entrano anche i distretti meneghini di Fiera-De Angeli (738.875 euro), Porta Vittoria (636.448 euro) e Navigli-Bocconi (629.323 euro).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong> Ma quali sono i quartieri più richiesti nel resto d&#8217;Italia?</strong> A Bari il maggior numero di ricerche di case in vendite si concentra nella zona della Madonnella (3,7 punti di indice di domanda relativa); a Palermo nel Centro Storico (3,0); a Venezia a Marghera (2,5); a Torino a Aurora-Vanchiglia (2,4); a Genova nel quadrante Cetro Est (2,3); a Catania a Barriera-Canalicchio (1,9); a Firenze a Rifredi (1,7); a Reggio Calabria nel Centro (1,7); a Messina nella zona di Mili-Galati-Giampilieri (0,7).</p>
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		<title>Casa. Dopo pandemia immobili offerti in multiproprietà in Italia più che quadruplicati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 05:01:23 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">La multiproprietà, ovvero la pratica commerciale dove più soggetti sono pieni proprietari di uno stesso immobile di cui godono a turno, è tornata in auge dopo la popolarità conosciuta negli anni &#8217;70? Sebbene nel 2022 l&#8217;interesse per questa forma di comunione immobiliare abbia visto un incremento del 35% rispetto al pre-pandemia (2019), va evidenziato però come gli immobili offerti in multiproprietà sul mercato siano aumentati del 340% nello stesso periodo, più che quadruplicati. Sono alcune delle evidenze emerse da un&#8217;analisi di Immobiliare.it Insights, la proptech specializzata in data intelligence e analisi di mercato del gruppo di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, che ha confrontato i dati di questa nicchia di mercato nel periodo pre e post pandemico. La battuta d&#8217;arresto con la pandemia Nel 2020, anno del Covid, lo stock di immobili in multiproprietà è aumentato dell&#8217;83% rispetto all&#8217;anno precedente con un calo della domanda pari al 4%. Nello stesso periodo il time to sell, inteso come tempo medio che impiega un annuncio di questo tipo a uscire dal mercato, è passato da 8,3 mesi a 13,4, un numero significativo se si pensa che quello del mercato tradizionale si attestava sui 5,5 mesi. &#8220;La pandemia, e le conseguenti restrizioni, hanno sicuramente aumentato la nostra sensibilità nei confronti di spazi condivisi con estranei- commenta Carlo Giordano, Board Member di Immobiliare.it- Se prima la multiproprietà era vista come un modo per godere di una casa per le vacanze senza sobbarcarsi per intero l&#8217;onere dell&#8217;acquisto, la paura del Covid ha portato molti a riconsiderare l&#8217;opportunità usufruire di ambienti così intensamente vissuti da altri&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene a partire dal 2021 la domanda sia tornata a crescere, segnando un +40% rispetto al 2019, e i tempi medi di vendita abbiano cominciato a ridursi (11,4 mesi), l&#8217;offerta ha continuato ad aumentare esponenzialmente, +329% sul pre-pandemia. &#8220;Nell&#8217;immediato post-pandemia, il desiderio di evasione e la possibilità per molti di lavorare in spazi diversi dall&#8217;ufficio, combinato alla necessità di trovare una soluzione facilmente raggiungibile, ha comportato una rivalutazione dell&#8217;idea di seconda casa- continua Giordano- Questo ha portato a guardare anche le proposte in multiproprietà, ma l&#8217;utilizzo dell&#8217;immobile per un periodo limitato nel tempo è stato giudicato insufficiente rispetto alle mutate esigenze di vita, portando al conseguente incremento degli stock offerti sul mercato&#8221;. Dove si concentrano le multiproprietà Olbia è la città con più offerta di multiproprietà: a fine 2022 vantava una quota di mercato nazionale pari all&#8217;8,3%. Guardando ai prezzi, a Porto Rotondo, nota e ambitissima meta vacanziera, per usufruire di un immobile di 50/60 mq per due settimane in estate, le cifre si aggirano attorno ai 30.000 euro. Segue Sestriere (5,9%) dove piccole soluzioni in multiproprietà hanno una cifra compresa tra i 5.000 e i 14.000 euro a seconda della dimensione dell&#8217;immobile e dell&#8217;appetibilità delle settimane proposte. Al terzo posto troviamo un&#8217;altra celebre località sciistica: Valtournenche (5,7%). Tra le prime posizioni, appena fuori dal podio, troviamo invece una grande città: Venezia ha una quota di mercato per la multiproprietà che supera di poco il 5%. Se invece si guarda alle località più attenzionate da chi è alla ricerca di una multiproprietà il primo gradino del podio è occupato da Padenghe sul Garda, sulla sponda bresciana del Lago di Garda, a seguire Porto Cervo e Cavalese, in Val di Fiemme.</p>
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		<title>Terremoto. Rapporto su ricostruzione: 30mila ancora fuori casa dal 2016</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2023 16:47:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/06/20/terremoto-rapporto-su-ricostruzione-30mila-ancora-fuori-casa-dal-2016/">Terremoto. Rapporto su ricostruzione: 30mila ancora fuori casa dal 2016</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Al 30 aprile 2023 le richieste di contributo presentate per la ricostruzione privata sono 28.315, su quasi 50mila attese, e i nuclei familiari che vivono ancora fuori dalle loro case sono 14.211. Corrispondono a circa 30 mila cittadini. Alla stessa data, su 3.215 interventi di ricostruzione pubblica finanziati, quelli in corso ammontano a 1.537 e i conclusi 233. Sono alcuni dei dati contenuti nel Rapporto sulla ricostruzione del Centro Italia, aggiornato ai primi quattro mesi dell&#8217;anno, presentato questa mattina a Roma presso la Biblioteca Chigiana di Palazzo Chigi. Alla conferenza stampa hanno partecipato il Commissario Straordinario per la Riparazione e la Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, il sottosegretario al Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, Lucia Albano; i Presidenti della Regione Abruzzo, Marco Marsilio; della Regione Marche, Francesco Acquaroli; della Regione Umbria, Donatella Tesei e l&#8217;assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi.<br>Nel corso dell&#8217;incontro il Commissario Castelli ha fotografato lo stato della ricostruzione privata e pubblica nei territori del sisma 2016 e illustrato gli interventi messi in campo da quando, lo scorso 13 gennaio 2023, è stato nominato dal Governo Meloni.<br>Il quadro che ne emerge è quello che configura la ricostruzione come una &#8220;creatura viva&#8221;, in costante mutamento ed evoluzione.<br>Nel corso degli ultimi anni diverse &#8220;esternalità negative&#8221; hanno concorso a ostacolare l&#8217;attività di ricostruzione all&#8217;interno del cratere, che ha una superficie di quasi 8 mila chilometri quadrati ed è composta da 138 comuni, compresi in quattro regioni: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Tra queste esternalità quelle che hanno avuto il maggiore impatto sono state: l&#8217;inflazione crescente, l&#8217;aumento del costo dei materiali edili e le difficoltà di approvvigionamento, la propensione di molte imprese a concentrarsi sul Superbonus 110% in altre aree del Paese, la difficoltà nel reperire maestranze, la fragilità degli apparati amministrativi, i carichi di lavoro dei professionisti che operano sul territorio del sisma. Tutto ciò in un frangente che vede il sistema pubblico e privato impegnato anche sul fronte del PNRR.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/06/20/terremoto-rapporto-su-ricostruzione-30mila-ancora-fuori-casa-dal-2016/">Terremoto. Rapporto su ricostruzione: 30mila ancora fuori casa dal 2016</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Società. Casa resta priorità per italiani, ma pesa perdita potere d&#8217;acquisto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2023 06:43:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante nel 2023 il clima di fiducia delle famiglie italiane abbia recepito i segnali positivi provenienti dall&#8217;aumento della produzione industriale e dagli interventi di sostegno varati dal Governo, la capacità reddituale delle famiglie lascia intravedere alcuni campanelli dall&#8217;allarme, con quasi la metà dei nuclei che dichiara che le disponibilità economiche sono appena sufficienti a far [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/06/16/societa-casa-resta-priorita-per-italiani-ma-pesa-perdita-potere-dacquisto/">Società. Casa resta priorità per italiani, ma pesa perdita potere d&#8217;acquisto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nonostante nel 2023 il clima di fiducia delle famiglie italiane abbia recepito i segnali positivi provenienti dall&#8217;aumento della produzione industriale e dagli interventi di sostegno varati dal Governo, la capacità reddituale delle famiglie lascia intravedere alcuni campanelli dall&#8217;allarme, con quasi la metà dei nuclei che dichiara che le disponibilità economiche sono appena sufficienti a far fronte alle spese primarie. La conseguenza della perdita di potere d&#8217;acquisto si traduce in una minore quota di famiglie che riesce a risparmiare (33,8% nel 2023) con impatti diretti sulle tendenze legate all&#8217;abitare, tra le quali l&#8217;acquisto di un&#8217;abitazione e la scelta di vivere in affitto. Nel complesso va però sottolineato, ancora una volta, il grande interesse degli italiani nei confronti della casa. È quanto emerge dall&#8217;Indagine sulle famiglie 2023 presentata da Nomisma all&#8217;interno del 16° rapporto sulla finanza per l&#8217;abitare. L&#8217;interesse all&#8217;acquisto di una casa per il soddisfacimento di un bisogno primario si conferma, anche quest&#8217;anno, tanto che complessivamente sono circa 3,1 milioni le famiglie intenzionate ad acquistare un&#8217;abitazione nei prossimi 12 mesi. Le motivazioni di acquisto di &#8220;prima casa&#8221; e di &#8220;sostituzione prima casa&#8221; riguardano complessivamente l&#8217;81,2% delle volontà manifestate dagli intervistati. Considerando il segmento della locazione si assiste, invece, ad una flessione dei nuovi contratti dopo la forte ripresa nel 2022. Nello specifico, la quota di famiglie che ha fatto ricorso all&#8217;affitto di una o più abitazioni per un periodo superiore a 6 mesi è passata dal 5,6% nel 2022 al 5% nei primi mesi del 2023.</p>



<p class="wp-block-paragraph">oncentrandosi invece sulle motivazioni che sorreggono la scelta di vivere in locazione, l&#8217;indagine di Nomisma conferma come per la maggior parte delle famiglie (il 56% del totale, per la precisione) l&#8217;affitto rappresenti l&#8217;unica soluzione percorribile a causa della mancanza di risorse economiche sufficienti per accedere al mercato della compravendita. Un altro gruppo di famiglie, pari al 13%, considera invece la proprietà non conveniente. Nomisma ha analizzato anche la capacità finanziaria delle famiglie che nei prossimi mesi potrebbe indebolirsi ulteriormente. Ad esempio, la quota di famiglie che nel prossimo anno prevede di avere difficoltà nel pagare il canone di locazione si attesta al 34,8% (+3 punti percentuali rispetto al 2022). L&#8217;indagine offre anche una vista aggiornata della quota di nuclei che dichiara di avere difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo (pari al 6% contro il 7,5% del 2022) mentre sale al 27,8% la percentuale di famiglie che, nei prossimi 12 mesi, teme di poter incontrare difficoltà nel rimborsare regolarmente le rate. &#8220;La stretta monetaria messa in atto da Fed e Bce si scontra con un fabbisogno crescente di credito da parte di chi si rivolge al mercato dell&#8217;acquisto della casa, costretto a fare i conti con la rigidità dei prezzi. Siamo in presenza di un indebolimento della domanda di acquisto destinato a riflettersi in un calo significativo delle compravendite, previsto da Nomisma nell&#8217;ordine del 14,6% su base annua&#8221; sottolinea Luca Dondi, amministratore delegato di Nomisma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ulteriore elemento di interesse che emerge dallo studio è riconducibile alla propensione all&#8217;indebitamento delle famiglie: Nomisma rileva che il 42,7% degli intervistati farebbe sicuramente ricorso al finanziamento per l&#8217;acquisto dell&#8217;abitazione, mentre il 35,2% si dice intenzionato con buona probabilità a ricorrere al credito. Rispetto al 2022 la diminuzione della quota di potenziali proprietari che intende rivolgersi al sistema bancario per sostenere l&#8217;acquisto dell&#8217;abitazione è imputabile in parte ad un&#8217;autoesclusione causata da sistemi di finanziamento difficilmente accessibili e da una maggiore onerosità derivante dal rialzo dei tassi di interesse. Parallelamente Nomisma segnala anche l&#8217;emersione di una fascia di domanda economicamente più attrezzata per far fronte agli impegni. Prendendo in esame la qualità del credito erogato, Nomisma rileva un miglioramento. Nel quarto trimestre 2022 la riduzione delle sofferenze relative ai prestiti per acquisto di abitazioni è risultata più marcata rispetto al credito al consumo anche grazie a politiche di erogazione particolarmente attente alla sostenibilità del debito. Nonostante ciò, l&#8217;incidenza delle sofferenze legate ai mutui sul totale di sistema è leggermente aumentata, attestandosi al 13,6%. In questo contesto il processo di alleggerimento dei bilanci bancari è stato garantito dalla cartolarizzazione dei mutui che è proseguita anche nel 2023 tanto che a marzo di quest&#8217;anno le consistenze dei prestiti cancellati aventi per controparte le famiglie residenti ammontavano a 51,5 miliardi di euro. &#8220;La stretta monetaria messa in atto da Fed e Bce si scontra con un fabbisogno crescente di credito da parte di chi si rivolge al mercato dell&#8217;acquisto della casa, costretto a fare i conti con la rigidità dei prezzi. Siamo in presenza di un indebolimento della domanda di acquisto destinato a riflettersi in un calo significativo delle compravendite, previsto da Nomisma nell&#8217;ordine del 14,6% su base annua&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/06/16/societa-casa-resta-priorita-per-italiani-ma-pesa-perdita-potere-dacquisto/">Società. Casa resta priorità per italiani, ma pesa perdita potere d&#8217;acquisto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ambiente. Gli italiani e l&#8217;abitazione del futuro: green, tecnologica e cybersicura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 May 2023 21:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8216;Casa, dolce casa&#8217;. Se durante gli anni del lockdown, l&#8217;ambiente domestico era divenuto una &#8216;prigione&#8217; da cui non poter uscire, oggi la casa è percepita dagli italiani come un luogo polifunzionale dove condividere momenti felici con familiari e amici (per il 73%) e in cui trascorrere il proprio tempo libero (38%); ma rappresenta anche una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/05/01/ambiente-gli-italiani-e-labitazione-del-futuro-green-tecnologica-e-cybersicura/">Ambiente. Gli italiani e l&#8217;abitazione del futuro: green, tecnologica e cybersicura</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8216;Casa, dolce casa&#8217;. Se durante gli anni del lockdown, l&#8217;ambiente domestico era divenuto una &#8216;prigione&#8217; da cui non poter uscire, oggi la casa è percepita dagli italiani come un luogo polifunzionale dove condividere momenti felici con familiari e amici (per il 73%) e in cui trascorrere il proprio tempo libero (38%); ma rappresenta anche una &#8216;garanzia per il futuro&#8217;: un&#8217;eredità per i figli o un capitale utile in caso di necessità (per il 46%). Ad ogni modo, è un investimento sicuro (35%). Il crescente legame degli italiani al mattone è confermato anche dai numeri: oggi dichiara di possedere una casa di proprietà il 79% degli intervistati, a cui si aggiunge un ulteriore 15% che prevede di acquistarla in futuro. L&#8217;età media di chi ha già comprato una casa è di circa 33 anni e, a sorpresa, gli under 30 tra gli intervistati che ne hanno una sono ben il 38%. Acquisto reso possibile grazie a un mutuo per quasi la metà del campione (46%); ma c&#8217;è anche chi l&#8217;ha ereditata (22%) &#8211; soprattutto al sud &#8211; o chi ha ricevuto un contributo economico dai genitori (14%). E se da un lato, la casa rappresenta una fonte di sicurezza e stabilità, dall&#8217;altro si percepisce con forza l&#8217;esigenza di sottoscrivere un&#8217;assicurazione in grado di tutelare e manutenere in modo adeguato questo bene prezioso (lo pensano 8 italiani su 10). È questa la fotografia scattata da un&#8217;inedita ricerca BVA-Doxa, condotta per la III edizione dell&#8217;Osservatorio &#8216;Change Lab, Italia 2030&#8217; realizzato da Groupama Assicurazioni &#8211; prima filiale del Gruppo francese Groupama e tra i più importanti player del settore assicurativo in Italia &#8211; che ha l&#8217;obiettivo di indagare i principali trend che entro il 2030 cambieranno le abitudini di vita degli italiani. Quest&#8217;anno la survey ha analizzato il rapporto che lega gli italiani alla propria casa e come questo evolverà nei prossimi 10 anni, con un focus sulle principali paure emerse in relazione alle mura domestiche. &#8216;L&#8217;indagine conferma che, dopo il periodo del lockdown, in cui era stata rifugio sicuro dove proteggersi dal rischio di contagio pandemico, la casa è tornata ad essere per gli italiani un ambiente da vivere appieno, uno spazio ibrido e multifunzionale. Rispetto al passato, per effetto delle mutate abitudini gli italiani trascorrono più tempo nelle proprie abitazioni, a volte l&#8217;intera giornata: lavorano in smart working, si dedicano ai propri hobby, incontrano gli amici, fanno shopping onlineà e, in ogni circostanza, vogliono sentirsi protetti, perché oggi più che mai avvertono nuovi bisogni di sicurezza, a cui le Compagnie di assicurazione sono chiamate a trovare risposte&#8217;, commenta Pierre Cordier, amministratore delegato e direttore generale di Groupama Assicurazioni. &#8216;L&#8217;indagine mostra che gli italiani desiderano una casa che dia un senso di benessere, che faccia sorridere ogni volta che se ne varchi la soglia, da soli e in compagnia, anche &#8216;virtuale&#8217;, da techno entusiasti quali sono. Una cornice per la vita che rappresenti chi sono o chi vorrebbero essere. Ed ecco perché l&#8217;interior design diventa strumento cognitivo. Spesso i nostri connazionali sognano abitazioni flessibili, trasformabili, cangianti, con spazi fluidi e modificabili all&#8217;occorrenza. Insomma, se una volta in cucina si cucinava, in sala da pranzo si mangiava, in camera da letto si dormiva, ora queste rigide distinzioni suonano dispotiche: ad esempio, in cucina oggi si mangia, si lavora al computer, si legge, i figli fanno i compiti, si chiacchiera e molto di più&#8217;, dichiara Diego Thomas, architetto specializzato in interior design. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IL TEMPO LIBERO? OGGI, GLI ITALIANI PREFERISCONO PASSARLO A CASA &#8211;</strong> L&#8217;indagine presenta un&#8217;Italia a due facce: quella di chi lavora fuori casa e quella di chi trascorre in casa molto tempo, perché smartworker o non occupato. Entrambe le categorie sono però accomunate dalla voglia di vivere il ltempo libero tra le mura domestiche: oltre alle ore del sonno, infatti, più della metà degli italiani (55%) trascorre tra le 4 e le 6 ore al giorno in casa e sceglie la propria dimora come luogo privilegiato per condividere il tempo con gli affetti e dedicarsi ai propri hobby. Solo il 9% non vi resta per più di 3 ore al giorno (percentuale che sale al 13% fra i giovani); mentre il 36% la vive per più di 6 ore. Per più di 1 italiano su 2 (53%), la &#8216;stanza del cuore&#8217; è il salotto/soggiorno: cuore pulsante della casa, è lo spazio dedicato allo svago e alla socialità. Seguono: la cucina per quasi 1 italiano su 4 (37%), e la camera da letto (31%), considerata un vero e proprio tempio del relax. E se potessero avere una stanza in più, gli italiani come la userebbero? 4 su 10 (39%) la destinerebbero ai propri hobby, confermando la tendenza a voler trascorrere anche il tempo libero tra le mura domestiche; il 26% in particolare la userebbe per fare sport; per 3 su 10 (28%) invece sarebbe bello avere una camera in più per ospitare amici e parenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong> SOSTENIBILE E INDIPENDENTE: COSI&#8217; GLI ITALIANI SOGNANO LA CASA TRA 10 ANNI &#8211;</strong> Come sarà la &#8216;casa del futuro&#8217;? Quasi la metà degli intervistati (44%) se la immagina con un ampio spazio esterno (giardino, terrazza); ma anche indipendente (27%) e con una grande zona living (26%) e una cucina di notevoli dimensioni (20%), a conferma del grande valore che gli italiani oggi attribuiscono alla socialità da vivere tra le mura domestiche. Sulla sostenibilità della propria abitazione tra 10 anni, gli intervistati non hanno dubbi: per 6 su 10 dovrà essere ad alta efficienza energetica, come confermano i dati che vedono già oggi i nostri connazionali propensi ad attuare numerosi interventi per rendere le proprie abitazioni più &#8216;green&#8217;, attraverso: lavori di isolamento termico e acustico (56%), il ricorso a fonti rinnovabili per riscaldamento e illuminazione (56%), o anche l&#8217;adozione di dispositivi di domotica ed elettrodomestici a basso consumo (35%). </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SI&#8217; ALL&#8217;ORTO, NO ALLA VASCA: LA CASA DEL FUTURO E&#8217; NEMICA DEGLI SPRECHI &#8211; </strong>Immaginando la propria casa tra 10 anni, i più giovani di 18-34 anni sognano uno spazio verde per fare l&#8217;orto (39%) e più di 1 italiano su 10 (13%) sarebbe propenso ad ammobiliare la propria abitazione con arredi ecosostenibili in bambù, legno, vetro e cartone o desidererebbe disporre di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici sul piano strada (14%). Amici dell&#8217;ambiente, ma nemici dello spreco. Nella casa del futuro, per quasi 4 italiani su 10 (35%) sparirà la vasca da bagno, per contenere i consumi idrici; percentuale che sale al 42% tra i più giovani, che dimostrano di avere una attitudine &#8216;green&#8217; ancora più marcata. Per il 13% degli intervistati, inoltre, a scomparire nei prossimi 10 anni potrebbe essere anche la libreria, dal momento che in futuro leggeremo sempre più su supporti digitali. L&#8217;indagine mostra, infine, trend interessanti legati al fenomeno crescente della sharing economy: anche se solo in minima percentuale (8%), gli italiani immaginano un futuro in cui la casa non avrà più un garage, perché spariranno le auto di proprietà; così come un 6% ritiene di non aver bisogno di una cucina, perché mangerà sempre fuori casa, favorendo la crescita di ristoranti e dehors. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IN CITTA&#8217;, AL MARE O IN MONTAGNA, GLI ITALIANI VOGLIONO CASE &#8216;SICURE&#8217; &#8211; </strong>In futuro, gli italiani potrebbero scegliere di cambiare il contesto in cui vivere. Se da una parte il 33% preferirebbe rimanere in un contesto urbano, cresce la percentuale di chi, d&#8217;altro canto, vorrebbe esplorare nuove soluzioni, come il mare (31%) &#8211; scelto soprattutto nelle fasce di età 35-54 e 55-74; la campagna (21%) &#8211; preferita, a sorpresa, dai giovani tra i 18 e i 34 anni; oppure la montagna (9%). A prescindere dal contesto, però, quando si parla di casa, la totalità del campione si mostra molto previdente e attenta agli aspetti relativi alla sicurezza, anche perché negli ultimi anni &#8211; complice l&#8217;aumento di fenomeni climatici avversi (come frane, inondazioni, etc…) &#8211; è cresciuta la consapevolezza dei rischi legati alla natura, che potrebbero compromettere l&#8217;abitabilità delle proprie case. Ed infatti, nella &#8216;top 3&#8217; delle principali paure degli italiani legate alla casa, troviamo proprio le calamità naturali (per il 37% degli intervistati); di poco precedute da spese impreviste (per lavori condominiali, rifacimento facciata o ristrutturazioni importanti) che preoccupano 1 italiano su 2; e dal pericolo di furti: 4 su 10 (43%) temono, infatti, di vedere la propria casa svaligiata dai ladri. Seguono, con poco distacco, i problemi idraulici ed elettrici (35%). E questo spiega perché, tra le tipologie di polizze assicurative più diffuse ci sono la multirischio, la scoppio e incendio e la polizza danni a tutela di famiglia e terzi, scelte rispettivamente dal 21%, 20% e 18% degli intervistati. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>AUMENTANO I DISPOSITIVI DIGITALI, NON LA CONSAPEVOLEZZA DEI CYBER-RISK &#8211;</strong> Nei prossimi 10 anni, gli italiani prevedono di acquistare in media 3,8 dispositivi digitali in più, a testimonianza della volontà di rendere le proprie case sempre più tecnologiche e connesse. Tuttavia, ancora oggi c&#8217;è una scarsa percezione dell&#8217;importanza della cybersecurity tra le mura domestiche: il 45% degli intervistati dichiara di non conoscere affatto questa tipologia di rischio e di non aver contezza del tema, a cui si aggiunge anche un 35% che pensa di non doversi preoccupare di fronte a questi tipo di minacce. Eppure, parliamo di un campione fortemente attento alla sicurezza, soprattutto quando si parla di dispositivi &#8216;tradizionali&#8217;: il 38% ha dotato le proprie abitazioni di luci di emergenza, in caso di blackout; il 22% ha dispositivi antiscivolo nella doccia e per le scale; il 20% copri prese elettriche; a cui si aggiunge un 18% che ha installato rilevatori di fughe di gas e un 13% che ha anche un estintore in casa. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ASSICURARE LA PROPRIA CASA E&#8217; UN MUST PER 8 ITALIANI SU 10 &#8211;</strong> Oggi, più della metà degli intervistati (54%) conferma di aver già stipulato un&#8217;assicurazione sulla casa; campione a cui si aggiunge un ulteriore 23% di italiani che non hanno ancora sottoscritto una polizza, ma vorrebbero farlo a breve. Per circa 8 italiani su 10, quindi, assicurare le mura domestiche è fondamentale, al punto che oltre 4 su 10 (42%) rinuncerebbero ad andare a cena fuori più spesso pur di sottoscrivere una polizza sulla casa; 3 su 10 anche alle vacanze. Tra le motivazioni che incidono su questa scelta, al primo posto c&#8217;è la sicurezza di essere tutelato per qualsiasi tipo di problema (per il 49%); condizioni di pagamento agevolate (per il 43%), ma anche termini facili da comprendere (38%). E per scegliere la polizza giusta, i 2/3 degli intervistati (64%) si sono affidati o si affiderebbero a un consulente assicurativo; solo 3 italiani su 10 (34%) al web e il 20% al parere di amici o parenti. &#8216;Per gli italiani, oggi la casa è il bene più prezioso da proteggere- ricorda l&#8217;ad, Pierre Cordier- Per questo motivo, la nostra Compagnia ha studiato con grande attenzione le necessità e i nuovi bisogni emersi negli ultimi anni, per proporre soluzioni assicurative &#8216;sartoriali&#8217;, cucite ad hoc sulle esigenze di ciascuno, per andare incontro a ogni necessità. Su queste basi, è nata &#8216;Casa Senza Confini&#8217;: una soluzione completa, flessibile e modulabile che permette a ogni cliente di scegliere fino a 9 aree di protezione, per costruire la copertura assicurativa più adatta alle proprie esigenze. Questa polizza consente anche di estendere la copertura agli animali domestici che vivono nelle nostre case, per andare incontro anche al bisogno sempre più diffuso di tutelare i nostri affetti a 4 zampe&#8217;.</p>
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		<title>Casa. Più di metà degli italiani non conosce classe energetica del proprio immobile</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/02/27/casa-piu-di-meta-degli-italiani-non-conosce-classe-energetica-del-proprio-immobile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2023 12:30:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pur vivendo in una casa di proprietà (in Italia la percentuale sfiora l&#8217;80%), oltre la metà delle persone (55%) non conosce la classe energetica del proprio immobile. Eppure, gli italiani stanno prendendo sempre più coscienza dell&#8217;importanza di questo dato: infatti nell&#8217;ottica di un futuro trasferimento in una nuova abitazione, la classe energetica viene indicata come [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/27/casa-piu-di-meta-degli-italiani-non-conosce-classe-energetica-del-proprio-immobile/">Casa. Più di metà degli italiani non conosce classe energetica del proprio immobile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Pur vivendo in una casa di proprietà (in Italia la percentuale sfiora l&#8217;80%), oltre la metà delle persone (55%) non conosce la classe energetica del proprio immobile. Eppure, gli italiani stanno prendendo sempre più coscienza dell&#8217;importanza di questo dato: infatti nell&#8217;ottica di un futuro trasferimento in una nuova abitazione, la classe energetica viene indicata come molto importante o fondamentale dall&#8217;80% degli intervistati. È una delle principali evidenze emerse dall&#8217;ultimo sondaggio sull&#8217;efficienza energetica degli immobili italiani di Immobiliare.it, portale leader immobiliare in Italia, che ha coinvolto un campione di 3.000 utenti, in seguito al via libera del Parlamento Europeo alla direttiva che punta al passaggio di tutte le abitazioni alla classe energetica E entro il 2030 ed alla D entro il 2033. Non va dimenticato che, a partire dal 1 gennaio 2012, gli annunci di vendita e locazione di immobili devono contenere obbligatoriamente la classe e l&#8217;indice di prestazione energetica dell&#8217;immobile, riportati nell&#8217;Attestato di Prestazione Energetica (A.P.E.). Ma è solo negli ultimi mesi che la classe energetica ha cominciato ad essere sotto la lente d&#8217;ingrandimento: non a caso, tra chi dichiara di conoscere la classe energetica del suo immobile, il 45% si trova tra le classi A e la D, a dimostrazione che si trattava di persone sensibili al tema già al tempo del loro acquisto. Purtroppo la realtà del nostro paese è di un patrimonio immobiliare ormai vecchio con la maggior parte di immobili in classe F o G (dati Istat). Ma oggi la sensibilità ai temi energetici è sicuramente aumentata. La maggior parte degli intervistati si è messo all&#8217;opera per migliorare l&#8217;efficienza energetica di quella in cui vive, con quasi il 49% che afferma di aver effettuato dei lavori di recente mentre il 13% che dichiara di averli programmati nel breve.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda la presenza di impianti quali cappotto termico o pannelli fotovoltaici, emerge una netta differenza tra condomini e abitazioni indipendenti. Il 30% di queste ultime, stando al sondaggio, dispone infatti di cappotto termico, percentuale che arriverà al 36% contando le abitazioni che hanno già in programma i lavori per predisporlo, mentre toccherà il 40% la percentuale di case indipendenti con i pannelli fotovoltaici (oggi al 32,2%). Nei condomini, invece, più di 8 abitazioni su 10 non dispongono del cappotto termico (solo il 5% ha in programma i lavori), mentre 9 su 10 non hanno, attualmente, i pannelli solari. Questa differenza è senz&#8217;altro legata, almeno in parte, alle difficoltà riscontrabili nella vita condominiale. Infatti, nonostante nel 47% dei casi il tema delle nuove installazioni non sia mai arrivato in assemblea, tra le ragioni per le mancate implementazioni risalta anche, al 44%, il non aver trovato un accordo con tutti i condomini. Poco sotto al 10%, invece, il mancato ottenimento dei finanziamenti richiesti dal condominio. In merito alle altre tipologie di lavori in casa effettuabili per migliorare l&#8217;efficienza energetica, a livello di popolarità si colloca al primo posto l&#8217;installazione di una nuova caldaia e/o condizionatore ad elevata efficienza: quasi i tre quarti dei rispondenti ha agito o agirà in merito. Al secondo posto gli infissi, con il 62% che li ha indicati come miglioramento necessario. Ricordiamo che questi elementi sono spesso determinanti perché un&#8217;abitazione in classe G o F possa passare alla E. Poco più della metà, inoltre, ha installato o installerà a breve nuovi elettrodomestici in classe A o superiore. Da evidenziare poi come poco meno del 30% del totale dei rispondenti ha risposto di aver già effettuato o di aver in programma a breve tutti e tre gli interventi precedentemente menzionati. &#8220;La nuova attenzione verso i temi energetici delle nostre abitazioni va letta positivamente ed è certamente in linea con la direzione di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050- dice Carlo Giordano, Board Member di Immobiliare.it- Ci sarà bisogno però della massima attenzione da parte della classe politica del Paese per evitare situazioni di povertà energetica, ovvero la sovrapposizione di redditi bassi, costo energetico crescente, e forte riduzione del valore degli immobili energivori&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/27/casa-piu-di-meta-degli-italiani-non-conosce-classe-energetica-del-proprio-immobile/">Casa. Più di metà degli italiani non conosce classe energetica del proprio immobile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Casa. Inflazione e cara energia, in Italia aumento affitti oltre 20%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Oct 2022 07:38:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>HousingAnywhere, piattaforma internazionale di alloggi per studenti e giovani professionisti, presenta i risultati del suo International Rent Index per il terzo trimestre del 2022. Il report mostra come i prezzi degli affitti europei siano aumentati del 16,5% nell&#8217;ultimo anno. Se nel trimestre precedente il rilancio della mobilità internazionale era stato considerato il principale motore dell&#8217;aumento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/10/08/casa-inflazione-e-cara-energia-in-italia-aumento-affitti-oltre-20/">Casa. Inflazione e cara energia, in Italia aumento affitti oltre 20%</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">HousingAnywhere, piattaforma internazionale di alloggi per studenti e giovani professionisti, presenta i risultati del suo International Rent Index per il terzo trimestre del 2022. Il report mostra come i prezzi degli affitti europei siano aumentati del 16,5% nell&#8217;ultimo anno. Se nel trimestre precedente il rilancio della mobilità internazionale era stato considerato il principale motore dell&#8217;aumento dei costi di locazione, che avevano toccato uno sbalorditivo 19,3%, nel periodo attuale il motivo va ricercato nell&#8217;aumento dei costi dell&#8217;energia e nell&#8217;impennata dell&#8217;inflazione annuale del 9,1%, che stanno mettendo duramente sotto pressione gli affitti e il potere d&#8217;acquisto degli inquilini. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>UNO SGUARDO INTERNAZIONALE </strong>&#8211; L&#8217;incertezza globale muove uno scenario complesso in Europa, fatto di contrasti e variazioni considerevoli sui prezzi di affitto nelle diverse città. Rispetto al trimestre precedente, schizzano alle stelle i canoni sui bilocali ed i monolocali ad Amsterdam (+18,3% e +17,5%), Lisbona (+10% e +35,8%) e Atene (+14,3% e +15,8%), crollano invece quelli di Helsinki (-6,5% e -19,8%), Bruxelles (-4,4% e -3,2%) e Parigi (-5,6% e -6,6%). Sono le stanze private a sorprendere in questo trimestre e concentrare i riflettori su di sè: i loro prezzi sono aumentati in quasi tutte le città &#8211; Milano, Berlino e Utrecht addirittura di oltre il 10% rispetto al trimestre precedente. L&#8217;aumento relativo dei prezzi delle stanze private in tutta Europa può in parte indicare che le stanze private sono tornate ad essere popolari dopo una consistente diminuzione dei prezzi durante e subito dopo la pandemia. Inoltre, la minor disponibilità di appartamenti e monolocali a prezzi accessibili può aver spinto le persone a preferire questa soluzione abitativa. Va considerato che l&#8217;Europa ha acquisito sempre più popolarità come meta di studio e di turismo: l&#8217;indebolimento dell&#8217;euro la rende una meta più conveniente per i cittadini stranieri, favorendo la mobilità internazionale e spingendola oltre i livelli del pre-pandemia. La previsione è quella di un picco ancora più alto durante il prossimo anno, che metterà ulteriormente sotto pressione il mercato europeo degli affitti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA SITUAZIONE IN ITALIA</strong> &#8211; Il trend di crescita dei canoni d&#8217;affitto continua anche nella Penisola, pur con importanti differenze: se rispetto allo scorso trimestre, a Milano i prezzi dei bilocali e dei monolocali si sono in qualche modo stabilizzati ai prezzi record di 1800 e 1160 euro (+20% e +22,5% rispetto al 2021), sono le stanze private a salire sul podio dei rincari, arrivando a toccare la soglia del +27,6% dallo scorso anno e la cifra sbalorditiva di 727 euro medi rispetto ai 570 del 2021. Nel resto d&#8217;Italia invece, la situazione varia ancora: il mercato dei monolocali è esploso a Roma e Firenze, dove questi ultimi hanno toccato rialzi rispettivi del 25% e 31,4% rispetto allo scorso anno, con cifre attuali di 900 e 920 euro rispetto ai poco più di 700 dell&#8217;anno scorso. I bilocali si stanno invece avvicinando alla media europea, registrando variazioni minime o addirittura negative rispetto allo scorso trimestre (-5% sui prezzi degli appartamenti a Roma, con cifra tonda di 1575 invece che 1750). Lo stesso è successo per le stanze private, i cui costi di 500 a Roma e Firenze rimangono invariati rispetto alla prima metà del 2022 e salgono di &#8220;solo&#8221; 30 e 50 euro rispetto al 2021.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LE DIFFICOLTÀ ECONOMICHE IN EUROPA</strong> &#8211; La crisi abitativa europea non è più causata solo dalla carenza di offerta, ma è esasperata dagli eventi in corso nel mondo. La guerra Ucraina-Russia ha causato una grave crisi energetica, mentre l&#8217;inflazione persistente e l&#8217;aumento dei tassi di interesse stanno iniziando ad avere un effetto tangibile sui prezzi degli immobili. Non solo l&#8217;affitto sta diventando sempre più costoso. L&#8217;acquisto di una casa è da anni fuori portata, soprattutto per i più giovani: dal 2010 il costo dell&#8217;acquisto di una casa è aumentato in media del 45% in tutta Europa. L&#8217;aumento dei tassi di interesse e l&#8217;arresto dello sviluppo immobiliare hanno reso la proprietà di una casa più costosa che mai. Sebbene i governi stiano intervenendo per proteggere i consumatori dall&#8217;aumento dei costi energetici, queste misure non forniscono una soluzione a lungo termine alla crisi degli alloggi. &#8220;Le bollette energetiche senza precedenti, l&#8217;aumento del costo della vita e i continui aumenti dei prezzi degli affitti stanno mettendo a dura prova i bilanci delle famiglie- afferma Djordy Seelmann, ceo di HousingAnywhere- I governi stanno adottando misure come il tetto massimo dei prezzi dell&#8217;energia e la sovvenzione delle bollette energetiche. Ma è importante che queste misure non distraggano la classe politica dal risolvere il problema della mancanza strutturale nell&#8217;offerta degli alloggi, che incide sui costi dei canoni d&#8217;affitto in molti mercati europei. Per affrontare le sfide attuali in modo sostenibile, i principali attori dell&#8217;ecosistema abitativo devono cercare un approccio collaborativo e rimanere concentrati sulla disponibilità degli alloggi per raggiungere l&#8217;accessibilità economica in questo periodo di difficoltà, anche se risulta più facile appoggiarsi a soluzioni a breve termine&#8221;.</p>
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		<title>Casa. Aumentano furti, ecco decalogo consigli</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 10:36:57 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/07/19/casa-aumentano-furti-ecco-decalogo-consigli/">Casa. Aumentano furti, ecco decalogo consigli</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Le abitazioni lasciate sguarnite nel periodo estivo, purtroppo, possono rappresentare una ghiotta occasione per i topi di appartamento che, malauguratamente, non vanno mai in ferie e sono sempre più in aumento i furti negli appartamenti. Secondo una recente analisi elaborata da Confabitare -associazione proprietari immobiliari- guidata da Alberto Zanni, e riferita al primo semestre 2022 a confronto con lo stesso periodo del 2021, Bologna è al top della classifica con un balzo del 32,3 % seguita da Milano con il 31%, Torino col 28,2% , e Roma col 273 %. Fanalino di coda Bari con un 14% in più. Per i furti negli appartamenti è un trend in continuo aumento anche a livello nazionale con un incremento sul 2021 del +30%. Il maggiore incremento ovviamente nelle grandi città (vedi tabella a seguire) e nello specifico possiamo parlare di un furto ogni due minuti con la media a livello nazionale di ottanta abitazioni su mille, e di ben 25 furti in casa ogni giorno in ogni grande città. La maggiore causa va ricercata nella generale situazione di crisi economica, mentre il 36% delle denunce per reato è da attribuirsi a stranieri senza permesso di soggiorno. Per questa ragione, Confabitare ha approntato un decalogo di consigli che, se attuati, possono contribuire a ridurre il rischio di cadere vittima di &#8220;visite indesiderate&#8221;. Innanzitutto, durante l&#8217;assenza non lasciare mai in casa oggetti di valore, gioielli e, ovviamente denaro sonante: qualora il quantitativo di preziosi fosse ingente, si consiglia il noleggio di una cassetta di sicurezza messa a disposizione da una banca. Potrebbe risultare molto utile fotografare gli oggetti di valore che potrebbero essere oggetto di furto: ciò potrebbe servire ai fini di una eventuale ricerca e auspicabile recupero della refurtiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricordiamoci di chiudere bene la porta di ingresso e tutti gli altri possibili accessi, in particolare le finestre, i cortili interni e le terrazze attivando, qualora fossero presenti, i sistemi di antifurto elettronico. Facebook e Twitter possono risultare un&#8217;arma a doppio taglio e spargere ai quattro venti la notizia della propria villeggiatura potrebbe avere brutti risvolti: mai comunicare ad estranei il periodo di assenza da casa, assicurarsi sempre che i propri figli non divulghino tale informazione attraverso chat e social network. I preparativi delle vacanze potrebbero essere un&#8217;ottima occasione per intrattenere rapporti con chi ci abita accanto: buona idea sensibilizzare i propri vicini affinché ci sia reciproca attenzione a rumori sospetti sul pianerottolo o nell&#8217;appartamento. Nel caso, non esitare a chiamare il 113 o il 112. Può essere utile lasciare le chiavi di casa ad una persona di fiducia che effettui visite regolari all&#8217;interno dell&#8217;abitazione. Un vecchio espediente utilizzato dai topi d&#8217;appartamento è quello di telefonare al numero fisso dell&#8217;abitazione presa di mira e verificare la risposta: quindi, mai lasciare messaggi registrati sulla segreteria telefonica fornendo informazioni sul periodo di assenza. Se l&#8217;assenza è breve, conviene lasciare qualche luce accesa, la radio o il televisore in funzione, simulando così la presenza di qualcuno in casa. Non accumulare posta nella cassetta delle lettere perché è indicatore di lunga assenza. Chiedete ai vicini o al portiere di ritirarla. Se tornando a casa si trova la porta aperta o chiusa dall&#8217;interno, non entrare perché potrebbe scatenare la reazione istintiva del ladro che viene colto sul fatto e non si sa mai cosa potrebbe succedere. Meglio non rischiare e chiamare subito il 113 o il 112.</p>
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		<title>Casa. Vivere vicino ai genitori? Una necessità per oltre un italiano su due</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2022 15:38:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Italiani popolo di &#8220;mammoni&#8221;? Sì, ma con un nobile intento, a quanto pare. L&#8217;ultima survey di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, che ha coinvolto un campione di oltre 3.000 utenti alla ricerca di un&#8217;abitazione, ha evidenziato infatti come quasi il 60% di loro stia cercando una casa vicino a quella dei genitori. Tuttavia, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Italiani popolo di &#8220;mammoni&#8221;? Sì, ma con un nobile intento, a quanto pare. L&#8217;ultima survey di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, che ha coinvolto un campione di oltre 3.000 utenti alla ricerca di un&#8217;abitazione, ha evidenziato infatti come quasi il 60% di loro stia cercando una casa vicino a quella dei genitori. Tuttavia, per circa la metà di questi (47%) l&#8217;obiettivo primario è quello di essere di supporto a mamma e/o papà. Addirittura, tra quanti sono alla ricerca di una casa in vendita o in affitto nei pressi di quella di famiglia, oltre l&#8217;80% la vorrebbe proprio nella stessa città, mentre il restante 20% è disposto a vivere in un centro nelle immediate vicinanze, a patto che sia facilmente raggiungibile. Per quasi un terzo, poi, la scelta è dettata dalla necessità di avere un aiuto nella gestione dei figli. Quasi il 40% degli under 30 e una percentuale di poco più bassa (38%) dei rispondenti nella fascia 31-45 ha fornito infatti questa spiegazione. Meno del 10%, infine, ha deciso di vivere nella stessa città dei genitori per esigenze lavorative. Prevedibilmente, è al Sud dove si fa più difficoltà a spezzare i legami familiari: il 69% degli abitanti di questa macro-area sta cercando un&#8217;abitazione nei pressi di quella dei genitori. I più indipendenti? I rispondenti del Centro Italia, il 40% ha dichiarato infatti di voler allontanarsi dalla casa della propria infanzia. Tra quanti si vogliono staccare da mamma e/o papà e stanno quindi cercando casa distante dalla propria famiglia d&#8217;origine, poco più della metà lo fa per necessità: il 32% per motivazioni legate ad opportunità lavorative &#8211; in particolare ha risposto così il 43% degli under 30 &#8211; e il 20% per esigenze familiari, si presume quelle di un nuovo nucleo familiare che prevede una convivenza in una diversa città. Tuttavia, c&#8217;è un buon 35% che sembra volersi allontanare per altre motivazioni, non legate al lavoro o agli affetti, e che infatti ha deciso di non fornire una motivazione univoca per questa scelta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma dove cerca chi vuole allontanarsi dal nido? I due terzi dei rispondenti hanno comunque intenzione vivere nella stessa regione dei genitori, ma di trovare casa in un&#8217;altra provincia. Questo è particolarmente vero per chi proviene dal Sud, 87%, e dal Centro Italia, 72%. Il 44%, invece, di chi si stabilirà in una regione diversa lo farà nel Nord Ovest del Paese, un quarto nel Nord Est e un 20% al Centro. Il restante 10% circa si divide tra Sud e Isole. In generale, chi vuole allontanarsi da casa dei genitori tende comunque a cercare in prevalenza nella propria macro-area di provenienza con la sola eccezione di chi proviene dal Sud Italia: i rispondenti, infatti, cercano uniformemente su tutto il territorio nazionale ad esclusione delle Isole. &#8220;La scelta su dove abitare non è mai semplice e spesso si configura come la ricerca di un equilibrio tra diversi aspetti. Di certo non si tratta di una decisione basata solo sulla qualità o convenienza dell&#8217;immobile ovvero sulle caratteristiche del mattone- commenta Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it- Il sondaggio che ha coinvolto i nostri utenti ci offre evidenza di quanto le cause di forza maggiore siano impattanti sulla nostra vita. Da giovani inseguiamo le migliori opportunità professionali, senza preoccuparci troppo delle nostre radici. Nel momento in cui creiamo un nostro nucleo familiare, a cui si può aggiungere l&#8217;arrivo di un figlio, sentiamo il valore della vicinanza coi genitori per il supporto che ci possono dare per coordinare famiglia e lavoro. Infine, la costante crescita dell&#8217;aspettativa di vita, ci pone nel desiderio di esser vicino al nostro genitore, specialmente quando resta solo, in modo da restituire quanto, negli anni, abbiamo ricevuto. Resta da vedere se le nostre città sapranno, in futuro, offrire ai nostri ragazzi ed ai nostri anziani il necessario supporto per permettere a tutti noi scelte sull&#8217;abitare più libere… e più serene&#8221;.</p>
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		<title>Casa. Mutui variabili, in Italia rata in aumento fino a 120 euro</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 10:03:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; il giorno della riunione di politica monetaria della Bce e, tra gli osservato speciali, c&#8217;è l&#8217;annuncio sui tassi. L&#8217;aumento &#8211; previsto per luglio e settembre &#8211; avrà un impatto sull&#8217;Euribor, l&#8217;indice di riferimento per i mutui a tasso variabile, e questo comporterà un aumento delle rate dei mutui italiani, ma di quanto? Facile.it ha [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; il giorno della riunione di politica monetaria della Bce e, tra gli osservato speciali, c&#8217;è l&#8217;annuncio sui tassi. L&#8217;aumento &#8211; previsto per luglio e settembre &#8211; avrà un impatto sull&#8217;Euribor, l&#8217;indice di riferimento per i mutui a tasso variabile, e questo comporterà un aumento delle rate dei mutui italiani, ma di quanto? Facile.it ha fatto alcune simulazioni scoprendo che, da qui al prossimo anno, la rata mensile di un mutuo variabile medio potrebbero salire di circa 120 euro rispetto ad oggi.<br>Per l&#8217;analisi Facile.it ha preso come riferimento un finanziamento da 120.000 euro da restituire in 20 anni (Ltv al 60%) e simulato i possibili cambiamenti tenendo in considerazione i cosiddetti futures sull&#8217;Euribor, che rappresentano l&#8217;aspettativa che gli operatori hanno sull&#8217;andamento dell&#8217;indice nei prossimi 5 anni.<br>Oggi un tasso variabile medio (Tan) disponibile online per l&#8217;operazione simulata è pari a 0,85%, con una rata mensile di 544 euro. Secondo i futures sull&#8217;Euribor, entro fine anno l&#8217;indice Euribor a 3 mesi sfiorerà l&#8217;1% (oggi si trova a -0,35%) e questo farà salire il tasso variabile a circa 2,20%, con una rata mensile più pesante di circa 75 euro. Tra dodici mesi (a giugno 2023), l&#8217;indice potrebbe arrivare a circa 1,75%; questo farebbe salire il tasso variabile a 2,95% e la rata del muto a 663 euro, vale a dire quasi 120 euro in più rispetto a oggi. A dicembre 2027, le previsioni danno l&#8217;Euribor intorno al 2,10%; in questo caso il tasso salirebbe a 3,30% e la rata mensile a 684 euro, vale a dire 140 euro in più rispetto ad oggi.<br>&#8220;Sebbene in periodi di grande incertezza come quello attuale sia difficile fare previsioni, è importante non sottovalutare i messaggi che arrivano dal mercato- spiega Ivano Cresto, Managing director prodotti di finanziamento di Facile.it- Oggi più che mai, quindi, la scelta del mutuo va affrontata con grande attenzione; il consiglio è di affidarsi ad un consulente esperto in grado di identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell&#8217;aspirante mutuatario&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/06/09/casa-mutui-variabili-in-italia-rata-in-aumento-fino-a-120-euro/">Casa. Mutui variabili, in Italia rata in aumento fino a 120 euro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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