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	<title>Cernobyl Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Cinque anni dopo Fukushima circa centomila persone non sono ancora tornate a casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2016 09:35:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cinque anni dopo il disastro di Fukushima, avvenuto l’11 marzo 2011, circa centomila persone non sono ancora tornate a casa. I sopravvissuti di Cernobyl continuano a mangiare cibo con livelli di radioattività oltre i limiti, a trent’anni dalla catastrofe che ha privato centinaia di migliaia di persone della loro casa. Entrambi i disastri continuano ad [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque anni dopo il disastro di <strong>Fukushima</strong>, avvenuto l’11 marzo 2011, circa centomila persone non sono ancora tornate a casa. I sopravvissuti di <strong>Cernobyl</strong> continuano a mangiare cibo con livelli di radioattività oltre i limiti, a trent’anni dalla catastrofe che ha privato centinaia di migliaia di persone della loro casa.</p>
<p>Entrambi i disastri continuano ad avere un impatto sulla vita quotidiana di milioni di persone, come emerge da “L’eredità nucleare di Fukushima e Cernobyl”, una ricerca di <strong>Greenpeace</strong> condotta in Giappone, Ucraina e Russia.</p>
<p>“Per chi vive  a Fukushima non si intravede la fine di questo incubo” afferma Junichi Sato, direttore esecutivo di Greenpeace Giappone. “L’industria nucleare e i governi di tutto il mondo hanno perpetuato il mito che si possa tornare alla normalità dopo un incidente nucleare, ma l’evidenza mostra che questa è solo retorica”.</p>
<p>Dal rapporto di Greenpeace emerge che i governi stanno riducendo le misure di protezione dalla radioattività sia in Giappone che nei paesi contaminati dal disastro di Cernobyl. Il monitoraggio ambientale e alimentare è stato tagliato nel secondo caso, mentre a Fukushima il governo vuole che la maggioranza della popolazione evacuata faccia rientro a casa nel 2017, anche se le aree sono ancora contaminate. Greenpeace chiede ai governi di continuare a fornire il dovuto sostegno economico ai sopravvissuti di Cernobyl e Fukushima.</p>
<p>Molti effetti negativi sulla salute sono stati osservati nelle comunità colpite a Cernobyl e Fukushima e il monitoraggio della radioattività nei boschi ha mostrato un rischio elevato per la popolazione.</p>
<p>Trent’anni dopo Cernobyl circa cinque milioni di persone vivono in aree contaminate, nelle quali il tasso di mortalità è molto più alto della norma, il tasso di natalità è notevolmente più basso, l’incidenza di tumori è aumentata e il manifestarsi di malattie mentali è molto diffuso. A Fukushima è stata registrata una crescita nell’incidenza di tumori alla tiroide tra i bambini, che non può essere pienamente giustificata dall’aumento dei controlli e quasi un terzo delle madri che vivevano vicino ai reattori danneggiati ha mostrato sintomi di depressione.</p>
<p>Per la prima volta nella storia del Giappone proprio oggi un tribunale locale ha ordinato lo stop di due reattori nucleari per ragioni di sicurezza. I reattori 3 e 4 di Takahama erano stati riaccesi a fine gennaio, ma il reattore 4 era già stato bloccato dopo tre giorni per un problema tecnico. In Giappone rimangono così al momento solamente due reattori in funzione.</p>
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