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	<title>cervelli in fuga Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>In 465mila abbandonano scuola ma cervelli in fuga sono 55.500</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Mar 2024 19:40:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2022 i giovani che in Italia hanno abbandonato la scuola prematuramente sono stati 465.000, pari all&#8217;11,5 per cento della popolazione presente nella fascia di età compresa tra i 18-24 anni. Sempre nello stesso anno, invece, i cosiddetti &#8220;cervelli in fuga&#8221; che se ne sono andati dal nostro Paese per trasferirsi all&#8217;estero sono stati 55.500. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/03/23/in-465mila-abbandonano-scuola-ma-cervelli-in-fuga-sono-55-500/">In 465mila abbandonano scuola ma cervelli in fuga sono 55.500</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nel 2022 i giovani che in Italia hanno abbandonato la scuola prematuramente sono stati 465.000, pari all&#8217;11,5 per cento della popolazione presente nella fascia di età compresa tra i 18-24 anni. Sempre nello stesso anno, invece, i cosiddetti &#8220;cervelli in fuga&#8221; che se ne sono andati dal nostro Paese per trasferirsi all&#8217;estero sono stati 55.500. In buona sostanza i primi sono un numero 8 volte superiore a quello dei secondi. Sono due problematiche estremamente delicate che, tuttavia, continuano ad avere, da parte dell&#8217;opinione pubblica, livelli di attenzione molto diversi. Se la dispersione scolastica non è ancora avvertita come una piaga educativa con un costo sociale spaventoso, la &#8220;fuga&#8221; all&#8217;estero di tanti giovani, invece, lo è, sebbene il numero della prima criticità sia molto superiore a quello della seconda. A dirlo è l&#8217;Ufficio studi della CGIA. </p>



<p class="wp-block-paragraph">PER TANTE PMI SARÀ DIFFICILE TROVARE PERSONALE PREPARATO. Se a queste specificità che caratterizzano il nostro mondo giovanile aggiungiamo anche la crisi demografica in corso e la &#8220;rivoluzione digitale&#8221; ormai alle porte, tutto ciò avrà delle ricadute pesantissime anche per le nostre imprese. Con sempre meno giovani e per una parte importante di essi con un livello di istruzione insufficiente, per tantissime Pmi trovare del personale preparato da inserire nei processi produttivi sarà una mission impossibile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">POCHI DIPLOMATI E LAUREATI. L&#8217;Italia, rispetto ai principali Paesi dell&#8217;Unione Europea, nel campo dell&#8217;istruzione/formazione scolastica presenta due grossi problemi: un basso numero di diplomati e di laureati, soprattutto in materie scientifiche. Se in tempi ragionevolmente brevi non riusciremo a recuperare il gap con i nostri competitor, corriamo il pericolo di un impoverimento generale del sistema Paese; una elevata povertà educativa che, secondo gli esperti, va di pari passo con la povertà economica. Le cause che determinano la &#8220;fuga&#8221; dai banchi di scuola sono principalmente culturali, sociali ed economiche: i ragazzi che provengono da ambienti socialmente svantaggiati e da famiglie con un basso livello di istruzione hanno maggiori probabilità di abbandonare la scuola prima di aver completato il percorso di studi che li porta a conseguire almeno il diploma di maturità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">PIÙ RISORSE A SOSTEGNO DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI. L&#8217;Ufficio studi della Cgia segnala che, talvolta, l&#8217;abbandono scolastico può essere causato da una insoddisfazione per l&#8217;offerta formativa disponibile. In questo senso va sottolineato lo straordinario lavoro inclusivo svolto dagli istituti di Istruzione e Formazione Professionale. Queste realtà sono diventate un punto di riferimento per gli allievi di nazionalità straniera, per quelli con disabilità e per gli studenti reduci da insuccessi scolastici precedenti. Scuole che spesso operano in aree caratterizzate da un forte degrado urbano e sociale che, grazie allo straordinario lavoro &#8220;antidispersivo&#8221; svolto, andrebbero sostenute con maggiori risorse di quante ne sono state messe a disposizione fino a ora. </p>



<p class="wp-block-paragraph">LA SITUAZIONE PIÙ CRITICA INTERESSA IL SUD. A livello territoriale sono le regioni del Sud che presentano i livelli di abbandono scolastico più elevati. Pertanto, dal confronto tra la dispersione scolastica e la &#8220;fuga di cervelli&#8221; è la Campania a presentare il gap più elevato (la prima è numericamente 16 più grande della seconda). Seguono la Puglia e la Sicilia con 14, e la Toscana e la Sardegna con 8. </p>



<p class="wp-block-paragraph">SOLO SPAGNA E GERMANIA STANNO PEGGIO DI NOI. Sebbene la &#8220;fuga&#8221; dai banchi di scuola sia in calo in tutta Europa, tra i 20 Paesi dell&#8217;Eurozona nel 2022 l&#8217;Italia era al terzo posto per abbandono scolastico dei giovani tra i 18 e i 24 anni (11,5 per cento sulla popolazione corrispondente). Solo la Spagna (13,9 per cento) e la Germania (12,2 per cento) presentavano un risultato peggiore del nostro. La media dell&#8217;Area Euro era il 9,7 per cento. Conclude la nota dell&#8217;Ufficio Studi della Cgia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/03/23/in-465mila-abbandonano-scuola-ma-cervelli-in-fuga-sono-55-500/">In 465mila abbandonano scuola ma cervelli in fuga sono 55.500</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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