<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>cervello Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
	<atom:link href="https://www.improntalaquila.com/tag/cervello/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 17 Jan 2023 16:06:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">243925370</site>	<item>
		<title>Sanità. Mangiare o non mangiare? Come il digiuno modifica il cervello</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/01/17/sanita-mangiare-o-non-mangiare-come-il-digiuno-modifica-il-cervello/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2023/01/17/sanita-mangiare-o-non-mangiare-come-il-digiuno-modifica-il-cervello/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2023 16:06:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[digiuno]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.org]]></category>
		<category><![CDATA[mangiare]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=107164</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Molte persone ricorrono al digiuno spinte dalla moda o dalla pubblicità. Mentre alcuni effetti positivi del digiuno sulla longevità sono noti, non conosciamo cosa accade precisamente alle cellule del nostro cervello in conseguenza di uno scarso apporto di cibo. Uno studio coordinato da Paola Tognini, ricercatrice del dipartimento di Ricerca traslazionale dell&#8217;Università di Pisa (Unipi)presso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/01/17/sanita-mangiare-o-non-mangiare-come-il-digiuno-modifica-il-cervello/">Sanità. Mangiare o non mangiare? Come il digiuno modifica il cervello</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Molte persone ricorrono al digiuno spinte dalla moda o dalla pubblicità. Mentre alcuni effetti positivi del digiuno sulla longevità sono noti, non conosciamo cosa accade precisamente alle cellule del nostro cervello in conseguenza di uno scarso apporto di cibo. Uno studio coordinato da Paola Tognini, ricercatrice del dipartimento di Ricerca traslazionale dell&#8217;Università di Pisa (Unipi)presso l&#8217;Unità di Fisiologia, ha dimostrato che l&#8217;assenza di cibo provoca alterazioni nell&#8217;espressione genica della corteccia cerebrale, andando a influire in particolare sull&#8217;orologio biologico. I risultati della ricerca, pubblicati in un articolo sulla rivista del gruppo Springer-Nature &#8220;Cellular and Molecular Life Sciences&#8221;, sono frutto di una collaborazione tra Università di Pisa, University of California Irvine (Stati Uniti), Scuola Normale Superiore, Istituto di Neuroscienze e Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifc) e IRCCS Fondazione Stella Maris&#8221;. Lo fa sapere in una nota l&#8217;Università di Pisa. Il team di ricercatori ha dimostrato come il beta-idrossibutirrato, un corpo chetonico prodotto dal nostro organismo durante le condizioni di digiuno, abbia la capacità di alterare la cromatina e l&#8217;espressione genica nella corteccia cerebrale: &#8220;L&#8217;assenza di cibo rappresenta uno stimolo stressante per il nostro organismo, il quale si trova a dover rispondere alle richieste energetiche di un gran numero di tessuti- spiega Paola Tognini- Il glucosio non è più sufficiente, e il nostro corpo comincia a produrre corpi chetonici come fonte energetica alternativa. Il beta-idrossibutirrato è il principale corpo chetonico che raggiunge il cervello durante periodi di digiuno. In passato si pensava che il cervello usasse il beta-idrossibutirrato solo come substrato per produrre energia&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;In collaborazione con i laboratori di metabolomica della dott.ssa Amalia Gastaldelli e di proteomica della dott.ssa Silvia Rocchiccioli di Cnr-Ifc- prosegue- abbiamo utilizzato le tecniche di spettrometria di massa ad alta risoluzione per misurare le concentrazioni di beta-idrossibutirrato nel fegato (dove viene principalmente prodotto), nel plasma (dove viene rilasciato) e nel cervello scoprendo che le cellule cerebrali sfruttano il beta-idrossibutirrato anche come donatore chimico, causando alterazioni nella struttura di proteine, in particolare proteine che si trovano nel nucleo delle cellule e che sono in contatto con il DNA (la cosiddetta cromatina). In conseguenza di ciò, abbiamo scoperto drammatici cambiamenti nell&#8217;espressione genica del cervello&#8221;. I ricercatori hanno osservato che i principali cambiamenti nell&#8217;espressione dei geni riguardano l&#8217;orologio circadiano, che rappresenta un sistema per regolare i processi biologici in sincronia con l&#8217;alternanza del giorno e della notte lungo le 24 ore. &#8220;I nostri esperimenti hanno dimostrato che non solo i livelli dei geni dell&#8217;orologio vengono alterati &#8211; aggiunge Sara Cornuti, dottoranda della Scuola Normale Superiore e prima autrice dell&#8217;articolo &#8211; ma anche l&#8217;attività locomotoria subisce dei cambiamenti. È stato inoltre verificato che queste variazioni di ritmo circadiano si mantengono anche dopo la reintroduzione del cibo, suggerendo l&#8217;esistenza di una traccia di memoria nei circuiti implicati nel controllo di tali ritmi&#8221;. &#8220;Dimostrando come il digiuno sia un potente regolatore dei livelli di espressione genica nel sistema nervoso centrale, questa nuova ricerca apre nuove frontiere per l&#8217;utilizzo della nutrizione o dei supplementi alimentari come strategie alternative o adiuvanti per il trattamento di disturbi del neurosviluppo o neuropsichiatrici&#8221;, conclude la nota.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/01/17/sanita-mangiare-o-non-mangiare-come-il-digiuno-modifica-il-cervello/">Sanità. Mangiare o non mangiare? Come il digiuno modifica il cervello</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2023/01/17/sanita-mangiare-o-non-mangiare-come-il-digiuno-modifica-il-cervello/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107164</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Ricerca cancro, scoperti farmaci analgesici che si attivano con LED nel cervello</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/08/24/ricerca-cancro-scoperti-farmaci-analgesici-che-si-attivano-con-led-nel-cervello/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2022/08/24/ricerca-cancro-scoperti-farmaci-analgesici-che-si-attivano-con-led-nel-cervello/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Aug 2022 18:01:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[analgesici]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.org]]></category>
		<category><![CDATA[LED]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=106795</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il dolore è uno dei problemi più importanti per alcuni pazienti oncologici. Anche se quello che viene definito &#8216;dolore di fondo&#8217; può essere controllato da farmaci oppioidi come la morfina, a volte si verificano episodi rapidi e improvvisi di sofferenza molto intensa, definiti BTP (BreakThrough cancer Pain). Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica International Journal [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/08/24/ricerca-cancro-scoperti-farmaci-analgesici-che-si-attivano-con-led-nel-cervello/">Ricerca cancro, scoperti farmaci analgesici che si attivano con LED nel cervello</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il dolore è uno dei problemi più importanti per alcuni pazienti oncologici. Anche se quello che viene definito &#8216;dolore di fondo&#8217; può essere controllato da farmaci oppioidi come la morfina, a volte si verificano episodi rapidi e improvvisi di sofferenza molto intensa, definiti BTP (BreakThrough cancer Pain). Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica International Journal of Molecular Sciences apre ora la porta alla possibilità di dare sollievo a questi pazienti attraverso l&#8217;optofarmacologia, in altri termini utilizzando farmaci attivati dalla luce. La ricerca è stata condotta, su modelli animali, dal Laboratorio di Neurofarmacologia dell&#8217;I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) in collaborazione con l&#8217;Università Sapienza di Roma, l&#8217;Università &#8220;Luigi Vanvitelli&#8221; di Napoli e l&#8217;Istituto di Chimica Avanzata della Catalogna di Barcellona, in Spagna. Il concetto di base è di somministrare farmaci che circolano nel corpo senza produrre alcun effetto ma che si svegliano quando vengono illuminati da una sorgente luminosa. Così si legge in una nota diffusa dall&#8217;I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS). Il farmaco sperimentato in questo studio, in particolare,- si legge ancora- regola l&#8217;attività del recettore mGlu5, appartenente alla categoria dei recettori metabotropici del glutammato (elementi cruciali nella trasmissione di segnali tra le cellule del sistema nervoso). La molecola è già nota per la sua azione analgesica, ma i suoi effetti collaterali ne impediscono l&#8217;utilizzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Per questo motivo- dice Serena Notartomaso, biologa nel Laboratorio di Neurofarmacologia del Neuromed e prima autrice del lavoro scientifico, assegnataria di un Progetto Giovani Ricercatori finanziato dal Ministero della Salute- l&#8217;idea è di &#8216;ingabbiare&#8217; il farmaco all&#8217;interno di una struttura molecolare capace di dissolversi quando viene esposta a una determinata frequenza luminosa. In questo modo la molecola può circolare in tutto il corpo senza avere alcun effetto fino a che non viene illuminata, cosa che otteniamo attraverso un LED impiantato in una specifica regione del cervello, il talamo, cruciale nella trasmissione degli impulsi dolorosi. A questo punto, in pochi millisecondi, il farmaco sarà attivato, ma esclusivamente in quel punto, senza arrecare alcun effetto sul resto dell&#8217;organismo&#8221;. Grazie a questa tecnica i ricercatori sono riusciti a ottenere un&#8217;azione analgesica estremamente rapida. &#8220;Naturalmente- dice Ferdinando Nicoletti, Professore Ordinario di Farmacologia, Università Sapienza, Roma e Responsabile del Laboratorio di Neurofarmacologia dell&#8217;Istituto IRCCS Neuromed, Pozzilli- saranno necessarie ulteriori ricerche prima di giungere a una applicazione concreta negli esseri umani. Quello a cui si sta pensando è di impiantare dei LED all&#8217;interno del corpo, controllabili dall&#8217;esterno. Il paziente potrebbe semplicemente attivare il farmaco attraverso un interruttore&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/08/24/ricerca-cancro-scoperti-farmaci-analgesici-che-si-attivano-con-led-nel-cervello/">Ricerca cancro, scoperti farmaci analgesici che si attivano con LED nel cervello</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2022/08/24/ricerca-cancro-scoperti-farmaci-analgesici-che-si-attivano-con-led-nel-cervello/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">106795</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Coronavirus. Studio su possibili implicazioni in sistema nervoso centrale</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/04/14/coronavirus-studio-su-possibili-implicazioni-in-sistema-nervoso-centrale/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2020/04/14/coronavirus-studio-su-possibili-implicazioni-in-sistema-nervoso-centrale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2020 18:40:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid 19]]></category>
		<category><![CDATA[sistema nervoso]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=104765</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il nuovo coronavirus Sars-CoV-2 potrebbe penetrare nel sistema nervoso centrale creando una condizione di severa neuroinfiammazione, in grado di causare o aggravare il decorso di malattie, come alzheimer, epilessia, Parkinson, disturbi come psicosi, disturbi da stress post-traumatico, autismo e depressioni maggiori. E&#8217; l&#8217;ipotesi avanzata da un gruppo di neuropsichiatri e fisiologi guidati dal professor Luca [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/14/coronavirus-studio-su-possibili-implicazioni-in-sistema-nervoso-centrale/">Coronavirus. Studio su possibili implicazioni in sistema nervoso centrale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo coronavirus Sars-CoV-2 potrebbe penetrare nel sistema nervoso centrale creando una condizione di severa neuroinfiammazione, in grado di causare o aggravare il decorso di malattie, come alzheimer, epilessia, Parkinson, disturbi come psicosi, disturbi da stress post-traumatico, autismo e depressioni maggiori. E&#8217; l&#8217;ipotesi avanzata da un gruppo di neuropsichiatri e fisiologi guidati dal professor Luca Steardo, dell&#8217;universita&#8217; Giustino Fortunato di Benevento e dell&#8217;universita&#8217; Sapienza di Roma. Secondo lo studio, descritto in un editoriale apparso sulla rivista Acta Physiologica a firma della Federazione delle Societa&#8217; Europee di Fisiologia e dai colleghi Luca Steardo jr, dell&#8217;universita&#8217; Magna Graecia di Catanzaro, Robert Zorec dell&#8217;universita&#8217; slovena di Lubiana, e da Alexei Verkhratsky dell&#8217;universita&#8217; britannica di Manchester, gli aspetti neurologici e psichiatrici dell&#8217;attacco virale dovrebbero essere presi in considerazione nella progettazione delle strategie terapeutiche riabilitative rivolte a chi si e&#8217; ammalato di Covid-19. &#8220;Dinanzi alla gravita&#8217; del fenomeno del Covid-19, con un numero cosi&#8217; alto di ricoveri e decessi, ci siamo chiesti se la severita&#8217; della sintomatologia potesse dipendere da una invasione del virus che non si limitasse solo al livello polmonare ma anche a livello del sistema nervoso centrale &#8211; rileva Steardo &#8211; Le prime osservazioni dei clinici indicavano che la patologia potesse iniziare con una sintomatologia di tipo influenzale, complicata poi da crisi respiratorie per l&#8217;invasione dei polmoni, da parte del virus, ma piu&#8217; attente osservazioni successive hanno fatto capire che ci potevano essere manifestazioni neurologiche, per esempio mal di testa, delirio, perdita di olfatto e gusto, come una sintomatologia di esordio&#8221;. Questi ultimi due sintomi &#8220;certamente potrebbero essere anche spiegati &#8211; osserva il neuropsichiatra &#8211; dall&#8217;effetto dell&#8217;invasione del virus delle cavita&#8217; nasali con distruzione del tessuto endoteliale e delle terminazioni nervose&#8221;. Gli esperti si sono chiesti se non ci potesse essere invasione del virus anche a livello cerebrale, dal momento che alcuni virus &#8216;cugini&#8217; lo fanno.<br />
Un&#8217;altra considerazione alla base dell&#8217;ipotesi e&#8217; che il virus penetra nell&#8217;organismo umano agganciandosi alla proteina Ace2 che e&#8217; sulla membrana delle cellule umane. Questa proteina &#8220;e&#8217; particolarmente presente nel tessuto alveolare polmonare e intestinale ma anche in alcune aree del sistema nervoso centrale&#8221;. Una ulteriore via di accesso del virus al sistema nervoso centrale, secondo gli esperti, potrebbe essere il nervo dell&#8217;olfatto tramite il quale il virus salirebbe per via retrograda al cervello dalla cavita&#8217; nasale. Questa ipotesi sta trovando conferma in alcuni studi condotti in Cina e negli Usa su alcune vittime del Covid-19. &#8220;Se nei malati Covid e&#8217; vero che il virus invade il tronco encefalico &#8211; osserva Steardo &#8211; questo potrebbe spiegare, in una certa quota, la gravita&#8217; dei problemi respiratori che presentano questi pazienti perche&#8217; il tronco encefalico e&#8217; l&#8217;area del cervello dove risiedono i centri che regolano il ritmo della respirazione&#8221;. Gli esperti hanno voluto cogliere anche un altro aspetto della malattia. &#8220;Quando c&#8217;e&#8217; infiammazione periferica in un organismo si liberano sostanze, le citochine, che se sono in cosi&#8217; grande quantita&#8217;, come nel caso del Covid-19, rompono la barriera ematoencefalica che protegge il cervello, entrano nell&#8217;organo e attivano le cellule gliali, avviando una neuroinfiammazione in maniera piuttosto subdola, tale che le persone non avvertono disturbi&#8221;. La neuroinfiammazione e&#8217; una condizione alla base di molte malattie neurologiche e psichiatriche, come l&#8217;alzheimer, il parkinson, l&#8217;epilessia, disturbi come schizofrenia e depressioni maggiori. Inoltre, un&#8217;altra condizione che innesca e aggrava la neuroinfiammazione e&#8217; l&#8217;ipossia, cioe&#8217; la scarsa ossigenazione che si puo&#8217; avere nel corso della malattia polmonare da Covid-19, durante la quale il sistema nervoso rimane scarsamente ossigenato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/14/coronavirus-studio-su-possibili-implicazioni-in-sistema-nervoso-centrale/">Coronavirus. Studio su possibili implicazioni in sistema nervoso centrale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2020/04/14/coronavirus-studio-su-possibili-implicazioni-in-sistema-nervoso-centrale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">104765</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Bere una tazza di tè ogni giorno fa bene al cervello</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/09/21/bere-una-tazza-di-te-ogni-giorno-fa-bene-al-cervello/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2019/09/21/bere-una-tazza-di-te-ogni-giorno-fa-bene-al-cervello/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2019 14:39:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[bevanda]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[scienziati]]></category>
		<category><![CDATA[tè]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=103813</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per tantissime persone in tutto il mondo bere una tazza di tè ogni giorno è rituale irruniciabile. Tuttavia se ancora non rientra nelle nostre abitudini, possiamo impegnarci perché lo diventi molto facilmente. Tra i benefici del tè oltre una ricchissima fonte di antiossidanti, benefici per l’organismo e l’aspetto della pelle, ci sarebbe anche un miglior [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/09/21/bere-una-tazza-di-te-ogni-giorno-fa-bene-al-cervello/">Bere una tazza di tè ogni giorno fa bene al cervello</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per tantissime persone in tutto il mondo bere una tazza di tè ogni giorno è rituale irruniciabile. Tuttavia se ancora non rientra nelle nostre abitudini, possiamo impegnarci perché lo diventi molto facilmente. Tra i benefici del tè oltre una ricchissima fonte di antiossidanti, benefici per l’organismo e l’aspetto della pelle, ci sarebbe anche un miglior stato di salute del cervello. Gli scienziati hanno preso in considerazione un campione di 36 adulti 60enni, raccogliendo per lo studio una varietà di dati e informazioni tra cui stato di salute, stile di vita e benessere psicologico degli individui, tra il 2015 e il 2018. Nel corso dello studio i partecipanti hanno effettuato anche dei test neuropsicologici e delle risonanze magnetiche. Il tè consumato era di diverse qualità: il tè verde, l’oolong (tè blu) e il tè nero. Secondo i risultati, i partecipanti che avevano bevuto una tazza della bevanda almeno quattro volte alla settimana, per circa 25 anni, presentavano delle migliori interconnessioni tra le varie aree del cervello. «I nostri risultati offrono la prima prova del contributo positivo del consumo di tè verso la struttura del cervello, e suggeriscono che bere tè regolarmente abbia un effetto protettivo contro il declino cerebrale associato all’età avanzata», ha dichiarato professor Feg Lei della National University of Singapore (NUS), leader dello studio e collaboratore dei team di ricerca delle università di Essex e Cambridge, in Gran Bretagna.«Prendiamo l’analogia del traffico stradale, per esempio», continua professor Lei. «Pensiamo alle regioni del cervello come strade: quando un sistema stradale è organizzato bene, il movimento del veicolo e dei passeggeri a bordo è più efficiente, nel senso che utilizza meno risorse. Dunque, quando le connessioni tra le aree del cervello sono meglio strutturate, l’elaborazione di informazioni viene effettuata con maggiore efficienza». La ricerca,evidenzia Giovanni D&#8217;Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” è stata pubblicata nella rivista scientifica Aging.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/09/21/bere-una-tazza-di-te-ogni-giorno-fa-bene-al-cervello/">Bere una tazza di tè ogni giorno fa bene al cervello</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2019/09/21/bere-una-tazza-di-te-ogni-giorno-fa-bene-al-cervello/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">103813</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Sanità: operata al cervello violinista mentre suona</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/04/24/sanita-operata-al-cervello-violinista-mentre-suona/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2019/04/24/sanita-operata-al-cervello-violinista-mentre-suona/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2019 19:06:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Asl Taranto]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[intervento]]></category>
		<category><![CDATA[taranto]]></category>
		<category><![CDATA[violinista]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=103334</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si chiama &#8220;awake surgery&#8221; la tecnica operatoria usata nel reparto di Neurochirurgia dell&#8217;ospedale Santissima Annunziata di Taranto e che ha permesso di operare da sveglia una violinista di 23 anni affetta da neoplasia cerebrale. La tecnica operatoria, che prevede un intervento di craniotomia e asportazione della neoplasia, viene impiegata per rimuovere i tumori che si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/04/24/sanita-operata-al-cervello-violinista-mentre-suona/">Sanità: operata al cervello violinista mentre suona</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama &#8220;awake surgery&#8221; la tecnica operatoria usata nel reparto di Neurochirurgia dell&#8217;ospedale Santissima Annunziata di Taranto e che ha permesso di operare da sveglia una violinista di 23 anni affetta da neoplasia cerebrale. La tecnica operatoria, che prevede un intervento di craniotomia e asportazione della neoplasia, viene impiegata per rimuovere i tumori che si trovano vicino alle aree del linguaggio o ad altre aree critiche. La paziente nel corso dell&#8217;intervento oltre che essere sveglia ha anche suonato il violino in condizione vigile e collaborativa: e&#8217; stato il primo intervento del genere effettuato nel Sud Italia. La metodica chirurgica adottata dall&#8217;equipe &#8211; composta da Giovanni Battista Costella, Nicola Zelletta e Angelo Ciccarese &#8211; e&#8217; stata implementata dall&#8217;ausilio di dispositivi di ultima generazione come il neuronavigatore e il monitoraggio neurofisiologico di cui dispone il reparto. La ha neoplasia e&#8217; stata rimossa evitando danni neurologici, soprattutto disturbi della parola, cognitivi ed evitare difficolta&#8217; nella coordinazione dei gesti. Stimolando nella fase operatoria specifiche zone cerebrali, sono stati evocati disturbi sensitivi complessi. &#8220;Questa tecnica &#8211; dichiara Costella &#8211; e&#8217; particolarmente indicata nei casi in cui e&#8217; necessario rimuovere lesioni localizzate in zone critiche. Certo al paziente e&#8217; richiesta collaborazione e la procedura nel complesso non e&#8217; una esperienza semplice, ma in sala operatoria c&#8217;e&#8217; un&#8217;equipe altamente preparata e un team multidisciplinare composto da anestesisti, neuropsicologi e neurofisiologi oltre che personale infermieristico appositamente addestrato. Sembra surreale- continua &#8211; ma si fa conversazione con il paziente spiegando cosa si sta facendo in modo da tranquillizzarlo il piu&#8217; possibile e monitorare la situazione in maniera piu&#8217; attenta&#8221;. Soddisfatto Stefano Rossi, direttore dell&#8217;Asl Taranto: &#8220;Questo innovativo intervento di neurochirurgia e&#8217; la dimostrazione che nei nostri ospedali si riesce a fare, come in molti casi quotidiani meno noti, medicina di alta specializzazione. A livello scientifico parliamo di un intervento senza precedenti, sia per la sua esecuzione tecnica che per il decorso post operatorio&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/04/24/sanita-operata-al-cervello-violinista-mentre-suona/">Sanità: operata al cervello violinista mentre suona</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2019/04/24/sanita-operata-al-cervello-violinista-mentre-suona/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">103334</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La mappa dettagliata del cervello umano: immagini mozzafiato rivelano 100 nuove regioni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/07/21/95360/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2016/07/21/95360/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2016 11:42:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[mappa]]></category>
		<category><![CDATA[regioni]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=95360</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi, grazie ai ricercatori della Washington University di St. Louis, la mappa Brodmann potrebbe essere sostituita con quella che si appresta a diventare la mappa più dettagliata del cervello umano. Lo studio rivela l’esistenza di 180 diverse regioni: 83 regioni note e l’aggiunta di 97 nuove. Regioni che sono importanti per il linguaggio, la percezione, la coscienza, il pensiero, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/07/21/95360/">La mappa dettagliata del cervello umano: immagini mozzafiato rivelano 100 nuove regioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, grazie ai ricercatori della <strong>Washington University di St. Louis</strong>, la mappa Brodmann potrebbe essere sostituita con quella che si appresta a diventare la mappa più dettagliata del cervello umano. Lo studio rivela l’esistenza di <strong>180 diverse regioni</strong>: 83 regioni note e l’aggiunta di 97 nuove. Regioni che sono importanti per il linguaggio, la percezione, la coscienza, il pensiero, l’attenzione e la sensazione.</p>
<div id="attachment_45692" class="wp-caption aligncenter" style="width: 617px"><a title="mappa dettagliata del cervello (1)" href="http://www.diregiovani.it/wp-content/uploads/2016/07/mappa-dettagliata-del-cervello-1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-45692 " src="http://www.diregiovani.it/wp-content/uploads/2016/07/mappa-dettagliata-del-cervello-1.jpg" alt="mappa dettagliata del cervello" width="607" height="364" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">L’immagine mostra le 180 diverse regioni importanti per il linguaggio, la percezione, la coscienza, il pensiero, l’attenzione e la sensazione. Photograph: Matthew F. Glasser, David C. Van Essen</p>
</div>
<hr />
<h3>Cos’è e a cosa serve la corteccia cerebrale</h3>
<p>La <b>corteccia cerebrale</b> è uno strato laminare continuo che rappresenta la parte più esterna del <a title="Telencefalo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Telencefalo">telencefalo</a> negli esseri<a class="mw-redirect" title="Vertebrati" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vertebrati">vertebrati</a>. Formata dai <a title="Neurone" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Neurone">neuroni</a>, dalla <a class="mw-redirect" title="Glia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Glia">glia</a> e da fibre nervose senza <a class="mw-redirect" title="Mielina" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mielina">mielina</a> con uno spessore di circa 2–4 mm, la corteccia cerebrale umana gioca un ruolo centrale in meccanismi o funzioni <a title="Mente" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mente">mentali</a> <a title="Cognizione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cognizione">cognitive</a> complesse come <a title="Pensiero" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pensiero">pensiero</a>,<a title="Coscienza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Coscienza">coscienza</a>, <a title="Memoria" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Memoria">memoria</a>, <a title="Concentrazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Concentrazione">concentrazione</a>, <a title="Linguaggio" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Linguaggio">linguaggio</a>. Nei cervelli non vivi conservati assume un colore grigio, che dà il nome di <a title="Sostanza grigia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sostanza_grigia">sostanza grigia</a>. In pratica è la parte rugosa del cervello.</p>
<div id="attachment_45691" class="wp-caption aligncenter" style="width: 622px"><a title="mappa dettagliata del cervello (3)" href="http://www.diregiovani.it/wp-content/uploads/2016/07/mappa-dettagliata-del-cervello-3.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-45691 " src="http://www.diregiovani.it/wp-content/uploads/2016/07/mappa-dettagliata-del-cervello-3.jpg" alt="mappa dettagliata del cervello" width="612" height="367" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">L’immagine mostra il pattern di attivazione cerebrale (rosso, giallo) e la disattivazione (blu, verde) nell’emisfero sinistro del cervello durante l’ascolto di storie, mentre si è in uno scanner MRI. Photograph: Matthew F. Glasser, David C. Van Essen</p>
</div>
<p>La mappa è stata ottenuta dai ricercatori della Washington University di St. Louis, esaminando le immagini MRI del cervello di 210 persone adulte a riposo o che eseguivano compiti specifici, nell’ambito del <a class="u-underline" href="https://www.theguardian.com/science/2012/may/07/quest-connectome-mapping-brain">Human Connectome Project</a>. Uno sforzo massiccio degli scienziati che mira a capire come i neuroni nel cervello siano collegati.</p>
<p>La mappa dettagliata, che sarà resa disponibile gratuitamente per tutti, potrebbe aiutare gli scienziati che lavorano nel campo del neuroimaging. Lo studio potrebbe essere utile anche per studiare alcune malattie e per guidare i neurochirurghi durante gli interventi.</p>
<div id="attachment_45693" class="wp-caption aligncenter" style="width: 607px"><a title="mappa dettagliata del cervello (2)" href="http://www.diregiovani.it/wp-content/uploads/2016/07/mappa-dettagliata-del-cervello-2.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-45693 " src="http://www.diregiovani.it/wp-content/uploads/2016/07/mappa-dettagliata-del-cervello-2.jpg" alt="mappa dettagliata del cervello" width="597" height="358" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Una mappa di contenuti mielina (rosso, giallo sono alti mielina, indaco e blu sono bassi mielina) nell’emisfero sinistro del cervello. Photograph: Matthew F. Glasser, David C. Van Essen</p>
</div>
<p><strong>Simon Eickhoff</strong>, neuroscienziato presso l’<strong>Istituto di Neuroscienze e Medicina di Jülich</strong> in Germania, ha detto che il lavoro è stato un “<em>passo fondamentale</em>” verso le mappe affidabili e complete del cervello umano e per comprendere l’organizzazione del cervello.</p>
<p><strong>Timothy Behrens</strong>, professore di neuroscienze computazionali dell’<strong>Università di Oxford</strong> ha aggiunto: “La straordinaria quantità di sforzo nel fare questo e farlo in modo così bello lo rende un pezzo eccezionale di lavoro. Essa porterà ad un profondo cambiamento nel modo in cui la gente pensa il cervello“. (Dire)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/07/21/95360/">La mappa dettagliata del cervello umano: immagini mozzafiato rivelano 100 nuove regioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2016/07/21/95360/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">95360</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Musica e cellule: come i suoni le modificano e quali sono i benefici</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/03/01/90606/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2016/03/01/90606/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 11:47:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[benefici]]></category>
		<category><![CDATA[cellule]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[suoni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=90606</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Siamo esseri musicali perché la sostanza stessa che forma l’universo è musica, una musica già a disposizione per ispirare e servire attraverso la sua vibrazione…..siamo musica nel profondo, nella più piccola particella del nostro essere, siamo musica nel nucleo del DNA e nella struttura molecolare”. Quando la musica guarisce di Fabien Maman E’ ormai un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/03/01/90606/">Musica e cellule: come i suoni le modificano e quali sono i benefici</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Siamo esseri musicali perché la sostanza stessa che forma l’universo è musica, una musica già a disposizione per ispirare e servire attraverso la sua vibrazione…..siamo musica nel profondo, nella più piccola particella del nostro essere, siamo musica nel nucleo del DNA e nella struttura molecolare”. Quando la musica guarisce di Fabien Maman</p>
<p>E’ ormai un dato di fatto che <strong>la musica ha un effetto rigenerante</strong> sul nostro cervello, come confermato da numerose ricerche scientifiche. Secondo alcuni studi essa attiverebbe determinate aree cerebrali adibite al movimento, tant’è vero che alcuni ricercatori sostengono sia nata per indurci a muoverci insieme, comportamento strettamente correlato all’altruismo e alla solidarietà. Pensiamo poi ai suoi benefici in<strong>gravidanza</strong>: già nel pancione i bambini si rilassano ascoltandola e i bimbi prematuri traggono enormi benefici da melodie che simulano il battito del cuore materno.</p>
<p>Più in generale essa è fonte privilegiata di piacere, in grado di stimolare il rilascio di dopamina nel cervello. E a quanto pare capace di condizionare il nostro umore più delle parole grazie alla simultanea attivazione di numerosi circuiti cerebrali, coinvolti nelle emozioni, nel movimento e nella conoscenza. E che dire della <strong>musicoterapia</strong>, utilizzata per favorire il recupero di funzioni di tipo cognitivo, emozionale e sociale nonché per rallentare il decorso di alcune patologie.</p>
<p><strong>Fabien Maman: la musica modifica le cellule</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-284847 aligncenter" src="http://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2016/02/cellule-e-suono-300x225.jpg" alt="cellule-e-suono" width="300" height="225" /></p>
<p>Non solo. Secondo il musicoterapeuta <strong>Fabien Maman</strong> e il suo team di collaboratori, la musica sarebbe in grado di modificare persino la struttura fisica dell’organismo agendo direttamente sulle cellule, incluse quelle tumorali. Attraverso le sue ricerche riportate nel testo “<strong>Quando la musica guarisce</strong>”, Maman ha immortalato cellule esposte a determinati suoni nel prima e dopo. I suoni, compresi tra i 30 e i 40 decibel, venivano emessi a 30 cm di distanza per una ventina di minuti e fotografati tramite camera Kirlian e microscopio ogni minuto. Nel corso degli esperimenti si è notato un cambiamento radicale nelle cellule e nei rispettivi campi magnetici. In particolare le cellule cancerose sono letteralmente esplose man mano che il suono si espandeva ricorrendo a scale musicali, provocando uno spostamento della membrana cellulare dal centro alla periferia. Maman ha spiegato: “<em>l’esplosione è il risultato della risonanza tra i suoni che inviamo e le particelle elementari contenute nella struttura interna della cellula. L’accumularsi del suono crea quindi all’interno della cellula una dissonanza intollerabile</em>”.</p>
<p>Mentre non erano sottoposte ad alcun suono, le cellule posizionate sul vetrino si espandevano aumentando di volume; quando invece il suono era presente, la loro crescita risultava limitata. Maman ha notato che le cellule sane tendono a sincronizzarsi con il suono senza problemi, assorbendo la sua energia e restituendola all’esterno, mentre quelle cancerogene trattengono l’energia della frequenza sonora rivelandosi in tal senso rigide a livello strutturale.<br />
Ma il suono rivelatosi più efficace è stata la voce umana che rispetto ad altri suoni, si caratterizza per la presenza della volontà di chi canta, quindi include una risonanza spirituale.</p>
<p><strong>Altri studi sugli effetti benefici della musica</strong></p>
<p>Non solo. Secondo il musicoterapeuta <strong>Fabien Maman</strong> e il suo team di collaboratori, la musica sarebbe in grado di modificare persino la struttura fisica dell’organismo agendo direttamente sulle cellule, incluse quelle tumorali. Attraverso le sue ricerche riportate nel testo “<strong>Quando la musica guarisce</strong>”, Maman ha immortalato cellule esposte a determinati suoni nel prima e dopo. I suoni, compresi tra i 30 e i 40 decibel, venivano emessi a 30 cm di distanza per una ventina di minuti e fotografati tramite camera Kirlian e microscopio ogni minuto. Nel corso degli esperimenti si è notato un cambiamento radicale nelle cellule e nei rispettivi campi magnetici. In particolare le cellule cancerose sono letteralmente esplose man mano che il suono si espandeva ricorrendo a scale musicali, provocando uno spostamento della membrana cellulare dal centro alla periferia. Maman ha spiegato: “<em>l’esplosione è il risultato della risonanza tra i suoni che inviamo e le particelle elementari contenute nella struttura interna della cellula. L’accumularsi del suono crea quindi all’interno della cellula una dissonanza intollerabile</em>”.</p>
<p><a href="http://www.eticamente.net/wp-content/uploads/2016/02/cellule-e-musica.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49292" src="http://www.eticamente.net/wp-content/uploads/2016/02/cellule-e-musica.jpg" alt="cellule-e-musica" width="406" height="331" /></a></p>
<p>Mentre non erano sottoposte ad alcun suono, le cellule posizionate sul vetrino si espandevano aumentando di volume; quando invece il suono era presente, la loro crescita risultava limitata. Maman ha notato che le cellule sane tendono a sincronizzarsi con il suono senza problemi, assorbendo la sua energia e restituendola all’esterno, mentre quelle cancerogene trattengono l’energia della frequenza sonora rivelandosi in tal senso rigide a livello strutturale.<br />
Ma il suono rivelatosi più efficace è stata la voce umana che rispetto ad altri suoni, si caratterizza per la presenza della volontà di chi canta, quindi include una risonanza spirituale.</p>
<p><strong>Altri studi sugli effetti benefici della musica</strong></p>
<p>A ritornare sull’argomento anche il professor Ventura, secondo il quale le cellule sarebbero in grado di produrre vibrazioni di tipo acustico trasformabili in suoni, che offrono informazioni importanti sul loro stato di salute. Lo stesso Ventura è convinto che il suono riesca a modificare lo stato dinamico, strutturale ed energetico degli atomi e delle altre molecole. Ovviamente solo alcuni suoni e vibrazioni sono in grado di farlo, alcuni non udibili. La <strong>medicina vibrazionale</strong> si basa proprio su questi presupposti e, per individuare i vari disturbi, studia le frequenze energetiche derivanti da diverse fonti quali il suono, i raggi X, le onde radio e via dicendo. In quest’ottica tutto è vibrazione.</p>
<p>Ad approfondire l’argomento, analizzando <strong>gli effetti della musica sull’acqua</strong>, fu anche il famoso Masaru Emoto, che ha dimostrato come l’acqua a una temperatura vicina allo zero modifica la propria struttura a seconda dei suoni cui viene sottoposta. Anche Alexander Lauterwasser si è soffermato sul <strong>legame suono/forma</strong> sviluppando una tecnica che rende visibili suoni e frequenze proprio attraverso l’acqua, di cui siamo composti in larga percentuale. Se ne deduce che se essa è condizionata dai suoni, nel bene e nel male, noi stessi lo siamo.</p>
<p>E che dire dei famosi <strong>bagni di gong</strong>, veri e propri bagni vibrazionali che avvolgendoci completamente con il suono riescono a favorire la pace interiore, far vibrare maggiormente la parte emozionale, risvegliare sogni e sciogliere eventuali energie bloccate. E così anche le celebri <strong>campane tibetane</strong>, il cui suono, assicurano i praticanti, è un vero toccasana dal punto di vista energetico. E se tutto è energia, si sta poco a comprendere come anche il corpo fisico possa risultarne rigenerato.</p>
<p>Come premesso, anche la<a href="http://www.eticamente.net/42698/la-musicoterapia-ecco-perche-la-musica-ci-fa-stare-bene.html" target="_blank"> <strong>musicoterapia</strong></a> si occupa del legame uomo-musica, utilizzando il suono per intervenire a livello educativo, riabilitativo, terapeutico sulle persone, aiutandole a guarire. Ma pensiamo anche all’uso dei suoni nell’ambito dello sciamanismo, che ricorre molto spesso a vocalizzi particolari e strumenti ritmici come il tamburo per favorire la guarigione, facendo appello agli spiriti anziché ad altre fonti come nella musicoterapia tradizionale. Oggigiorno la stessa scienza ufficiale conferma l’importanza della musica a livello terapeutico, tant’è vero che numerosissime ricerche ne dimostrano l’efficacia su più fronti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/03/01/90606/">Musica e cellule: come i suoni le modificano e quali sono i benefici</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2016/03/01/90606/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">90606</post-id>	</item>
		<item>
		<title>L’uomo ha il cervello più grande? Merito di una proteina</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/08/24/luomo-ha-il-cervello-piu-grande-merito-di-una-proteina/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2015/08/24/luomo-ha-il-cervello-piu-grande-merito-di-una-proteina/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2015 09:40:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[proteinaPTBP1]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=85622</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una proteina che si è evoluta nel corso dei secoli ha permesso agli uomini e più in generale ai mammiferi di diventare gli esseri più intelligenti del pianeta, provocando l’aumento del numero di neuroni nel cervello e la massa di quest’ultimo. Lo afferma uno studio dell’equipe di ricercatori capitanata da Benjamin Blencowe, dell’università canadese di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/24/luomo-ha-il-cervello-piu-grande-merito-di-una-proteina/">L’uomo ha il cervello più grande? Merito di una proteina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una proteina che si è evoluta nel corso dei secoli ha permesso agli uomini e più in generale ai mammiferi di diventare gli esseri più intelligenti del pianeta, provocando <strong>l’aumento del numero di neuroni nel cervello e la massa di quest’ultimo</strong>. Lo afferma uno studio dell’equipe di ricercatori capitanata da <strong>Benjamin Blencowe</strong>, dell’università canadese di Toronto, pubblicato dalla rivista Science.</p>
<p>Uomini e rane hanno un set di geni piuttosto simile per quanto riguarda la costituzione degli organi del corpo, ma hanno capacità cerebrali decisamente differenti, con l’uomo che è dotato di un cervello 100 volte più grande. Il merito è tutto della proteina PTBP1, già nota da tempo, ma di cui solo ora si è capito il ruolo. . <em>&#8221;Nel corso dell&#8217;evoluzione</em> – spiega all’Ansa il genetista Giuseppe Novelli, presidente dell&#8217;università Tor Vergata &#8211;<em> questa proteina nei mammiferi ha perso un pezzo, diventando più corta&#8221;.</em></p>
<p>Questa perdita, in realtà è stato un arricchimento, poiché grazie alla modificazione la proteina è diventata principale protagonista dello “splicing” alternativo, di un meccanismo cioè, che assembla e mischia i geni, producendo un numero molto grande di proteine<em>. &#8221;Ecco perché abbiamo molte più proteine di quanti sono i nostri geni &#8211;</em> continua Novelli &#8211; <em>Lo splicing alternativo è presente anche nelle piante e negli anfibi, ma in misura minore rispetto ai mammiferi. Nelle piante il 60% dei geni è soggetto a splicing alternativo, mentre nell&#8217;uomo ben il 95%&#8221;. </em></p>
<p>Questo processo, presente in tutti gli organi, nel cervello è presente al suo massimo. <em>&#8221;In questo studio</em> &#8211; prosegue Novelli, nell’intervista rilasciata all’Ansa &#8211; <em>si è capito che la proteina PTBP1 è collegata allo sviluppo cerebrale ed agisce da unico direttore d&#8217;orchestra, mentre gli orchestrali sono gli splicing&#8221;</em>.Inserendo la proteina nell’embrione di un pollo poi, i ricercatori sono riusciti anche a potenziare la capacità cerebrale dell’animale<em>. &#8221;Il che non significa che il pollo diventi più intelligente</em> – aggiunge, sempre interpellato dall’Ansa il genetista Edoardo Boncinelli &#8211; <em>Senz&#8217;altro è un processo che fa crescere il numero dei neuroni nel cervello, quindi le sue dimensioni e complessità&#8221;.</em> Le implicazioni di questa scoperta possono però essere importanti. <em>&#8221;Ci sono diverse malattie</em> &#8211; conclude Novelli &#8211; <em>come la distrofia miotonica o la progeria, collegate allo splicing alternativo. Ora bisognerà capire il ruolo di questa proteina e di sue piccole mutazioni in tali patologie&#8221;.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/24/luomo-ha-il-cervello-piu-grande-merito-di-una-proteina/">L’uomo ha il cervello più grande? Merito di una proteina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2015/08/24/luomo-ha-il-cervello-piu-grande-merito-di-una-proteina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">85622</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
