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	<title>chemioterapia Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Abruzzo, prorogato il bando per il rimborso delle spese sostenute dai pazienti oncologici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jan 2025 16:17:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una notizia positiva per i pazienti oncologici impegnati in percorsi di chemioterapia: fino al 31 gennaio sarà possibile accedere ai contributi regionali per l’acquisto di parrucche e trattamenti di dermopigmentazione per contrastare l&#8217;alopecia, una conseguenza comune delle terapie anticancro. Dopo un&#8217;instancabile pressione, la Asl di Pescara ha ottenuto dalla Regione Abruzzo l’estensione della scadenza per [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una notizia positiva per i pazienti oncologici impegnati in percorsi di chemioterapia: fino al 31 gennaio sarà possibile accedere ai contributi regionali per l’acquisto di parrucche e trattamenti di dermopigmentazione per contrastare l&#8217;alopecia, una conseguenza comune delle terapie anticancro. Dopo un&#8217;instancabile pressione, la Asl di Pescara ha ottenuto dalla Regione Abruzzo l’estensione della scadenza per la presentazione delle domande, precedentemente fissata al 31 dicembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa iniziativa si concretizza per la prima volta in seguito all’adozione della legge regionale 28/2021, un traguardo significativo che testimonia un avanzamento civile notevole. Nonostante le difficoltà incontrate durante la precedente legislatura, compreso un contenzioso giudiziario culminato con una vittoria presso la Corte costituzionale, i fondi necessari sono stati finalmente reperiti al di fuori del budget sanitario tradizionale, con un importo iniziale di 100.000 euro da distribuire tra le quattro Asl provinciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La necessità di un adeguamento dei termini era evidente considerando che il bando, pubblicato solo il 17 dicembre, offriva un brevissimo lasso di tempo per la raccolta e presentazione della documentazione medica necessaria, complicato ulteriormente dalle festività natalizie. Grazie alle azioni rapide e mirate, compresa una lettera ai vertici della Asl e all&#8217;Assessore alla Sanità, la proroga è stata concessa, ampliando così la possibilità per tutti i beneficiari interessati di usufruire di questo sostegno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bando prevede un rimborso dell&#8217;80% delle spese sostenute, con un contributo massimo di 100 euro per il trucco permanente delle sopracciglia e di 200 euro per parrucche e dermopigmentazione del cuoio capelluto. È destinato ai pazienti oncologici con un ISEE non superiore ai 30.000 euro, mirando a offrire un supporto concreto a chi fronteggia le sfide fisiche e psicologiche di trattamenti intensi come la chemioterapia, noti per effetti collaterali come la perdita dei capelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;importanza di questa misura è chiara e la speranza è che altre Asl, comprese quelle di Chieti e L&#8217;Aquila, possano seguire l&#8217;esempio di Pescara, estendendo ulteriormente la disponibilità di queste risorse. Inoltre, si auspica che nei prossimi anni il finanziamento possa aumentare, allargando così la platea dei beneficiari di questa fondamentale iniziativa di sostegno.</p>
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		<title>Salute. Tumore seno: approvato decreto che sblocca fondo 20mln</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2021 11:09:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da oggi le donne con tumore della mammella in fase iniziale possono accedere gratuitamente ai test genomici su tutto il territorio nazionale. Queste analisi molecolari, in alcune tipologie di pazienti colpite da cancro del seno, consentono di prevedere il rischio di recidiva e, quindi, di escludere la chemioterapia in aggiunta alla terapia ormonale dopo l&#8217;intervento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi le donne con tumore della mammella in fase iniziale possono accedere gratuitamente ai test genomici su tutto il territorio nazionale. Queste analisi molecolari, in alcune tipologie di pazienti colpite da cancro del seno, consentono di prevedere il rischio di recidiva e, quindi, di escludere la chemioterapia in aggiunta alla terapia ormonale dopo l&#8217;intervento chirurgico, evitando inutili tossicità con risparmio di risorse. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato il decreto attuativo che sblocca i 20 milioni di euro inclusi in un Fondo specifico e stanziati lo scorso dicembre dalla Legge di Bilancio per l&#8217;applicazione gratuita dei test genomici. &#8220;Si tratta di una battaglia di civiltà per cui l&#8217;Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) si è impegnata strenuamente a fianco delle associazioni di pazienti- afferma Giordano Beretta, presidente Nazionale AIOM e responsabile Oncologia Medica Humanitas Gavazzeni di Bergamo- Queste analisi, raccomandate dalle più importanti linee guida internazionali e utilizzate nei principali Paesi europei, sono gratuite solo in Lombardia, Toscana e nella Provincia Autonoma di Bolzano, che ne hanno approvato la rimborsabilità con norme regionali. Subito dopo l&#8217;istituzione del Fondo, AIOM ha chiesto l&#8217;immediata approvazione del decreto attuativo per sanare queste disparità territoriali e ha promosso un tour virtuale in otto Regioni proprio per sensibilizzare gli oncologi sul ruolo dei test genomici nel carcinoma della mammella. Ringraziamo il Ministro Speranza per aver accolto i nostri appelli per velocizzare l&#8217;iter che ha portato alla firma del decreto attuativo. Questo importante risultato è il frutto del gioco di squadra e della fondamentale collaborazione con le associazioni di pazienti&#8221;. Il tumore della mammella è in assoluto il più frequente in Italia. Nel 2020, sono stimati quasi 55mila nuovi casi (54.976), davanti al colon-retto (43.702) e al polmone (40.882).</p>
<p>&#8220;Le nuove diagnosi di tumore del seno, in Italia, sono aumentate del 14% in 5 anni, da 47.900 nel 2015 a quasi 55mila nel 2020- spiega Saverio Cinieri, presidente eletto AIOM e direttore Oncologia Medica e Breast Unit dell&#8217;Ospedale &#8216;Perrino&#8217; di Brindisi- A fronte di questi numeri, assistiamo a importanti progressi nei trattamenti, testimoniati ad esempio dal calo della mortalità, pari a -6% nel 2020 rispetto al 2015. E oggi più di 834mila donne vivono dopo la diagnosi, con una sopravvivenza a 5 anni che raggiunge l&#8217;87%. Va però considerato che la recidiva del tumore al seno può verificarsi fino ad oltre un ventennio dalla diagnosi iniziale, soprattutto nelle donne con carcinoma positivo ai recettori ormonali. Il trattamento chemioterapico adiuvante, eseguito cioè dopo la chirurgia, riduce il rischio di recidiva, e la decisione circa l&#8217;opportunità o meno di effettuarlo è tradizionalmente basata sulle caratteristiche della paziente e del tumore&#8221;. &#8220;Mentre per i carcinomi mammari che esprimono la proteina HER2 e in quelli triplo-negativi, che non presentano nessuno dei recettori (estrogeni, progesterone, HER2) utilizzati come bersaglio nelle terapie disponibili- conclude Saverio Cinieri- la chemioterapia adiuvante è spesso indispensabile e il beneficio è evidente, nei tumori che esprimono i recettori estrogenici ma non la proteina HER2 (ER+/HER2-), invece, il vantaggio dell&#8217;aggiunta della chemioterapia adiuvante alla terapia ormonale è in alcuni casi controverso. I test genomici sono uno strumento importante per il clinico nella scelta del trattamento per le donne che, in base alle caratteristiche anatomopatologiche e cliniche, sono in una sorta di &#8216;zona grigia&#8217;, in cui non si può includere o escludere con certezza la chemioterapia rispetto alla sola terapia ormonale. Non somministrare chemioterapie inutili, oltre a ridurre le ansie delle pazienti e le disparità di trattamento, ci porterà ad eliminare un carico di sofferenze e disagio per migliaia di donne. La firma del decreto attuativo permette di cambiare la cura del tumore del seno nel nostro Paese&#8221;.</p>
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		<title>Salute. Cancro e farmaci, quello che c&#8217;è da sapere: ecco il decalogo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2021 19:14:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della Giornata mondiale contro il cancro, gli esperti di farmacologia oncologica della Societa&#8217; Italiana di Farmacologia hanno diffuso un vademecum con tutto quello che c&#8217;e&#8217; da sapere sui tumori e i farmaci. 1) Si guarisce oggi dal cancro, grazie ai nuovi farmaci? Dipende dal tipo di cancro, e dalle caratteristiche del paziente. La [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della Giornata mondiale contro il cancro, gli esperti di farmacologia oncologica della Societa&#8217; Italiana di Farmacologia hanno diffuso un vademecum con tutto quello che c&#8217;e&#8217; da sapere sui tumori e i farmaci.</p>
<p><strong>1) Si guarisce oggi dal cancro, grazie ai nuovi farmaci?</strong> Dipende dal tipo di cancro, e dalle caratteristiche del paziente. La natura di questa malattia, infatti, e&#8217; talmente multiforme che sarebbe piu&#8217; giusto parlare al plurale, di tumori. Inoltre, anche la variabilita&#8217; individuale e&#8217; molto alta: ciascuno di noi possiede geni diversi e quindi reagisce diversamente allo stesso tumore e ai farmaci. Per avere una misura dell&#8217;efficacia delle terapie ragioniamo in termini di sopravvivenza a cinque anni, a dieci anni dalla diagnosi e cosi&#8217; via. E quando non e&#8217; possibile eradicare la malattia, cerchiamo di cronicizzarne l&#8217;evoluzione con i farmaci: significa che le cellule tumorali permangono ancora nell&#8217;organismo, ma non fanno in tempo a generare masse incompatibili con la vita del paziente.</p>
<p><strong>2) Perche&#8217; e&#8217; difficile eradicare completamente i tumori?</strong> Perche&#8217; le cellule tumorali sono molto simili a quelle sane, e quindi i trattamenti non distinguono con accuratezza le cellule malate dalle cellule sane. Stando cosi&#8217; le cose, non possiamo sempre trattare il paziente con alte dosi di farmaco, benche&#8217; efficace, perche&#8217; il rischio e&#8217; quello di uccidere anche le cellule normali, provocando quindi pesanti effetti collaterali nel paziente. Da venti anni a questa parte la selettivita&#8217; dei farmaci antitumorali nei confronti delle cellule malate e&#8217; pero&#8217; aumentata molto. La sfida resta ancora quella di identificare &#8216;bersagli&#8217; specifici, che si trovino solo sulle cellule tumorali, per poterle colpire senza uccidere i tessuti sani e minacciare la salute del paziente.</p>
<p><strong>3) La chemioterapia antitumorale e&#8217; ancora considerata efficace?</strong> Il problema dei vecchi chemioterapici era proprio la bassa selettivita&#8217;, e quindi la capacita&#8217; di attaccare cellule malate ma anche sane, causando pesanti effetti collaterali. La chemioterapia classica, quella basata sull&#8217;uso di sostanze citotossiche, capaci cioe&#8217; di causare la morte delle cellule tumorali, interferendo con i loro meccanismi di crescita, ha comunque un ruolo ancora molto importante. Abbiamo infatti imparato a somministrare i farmaci chemioterapici con maggiore esperienza, e in maniera piu&#8217; mirata, diminuendo gli effetti collaterali: i chemioterapici sono ancora importantissimi nelle patologie tumorali del sangue in pediatria, e sono spesso utilizzati in combinazione con i piu&#8217; nuovi farmaci antitumorali in strategie terapeutiche che consentono un migliore rapporto tra efficacia e sicurezza. La combinazione tra farmaci della vecchia chemioterapia e farmaci biologici e biotecnologici, per esempio, ha cambiato la prognosi di molte neoplasie inducendo un significativo prolungamento dell&#8217;aspettativa di vita anche nel caso di tumori particolarmente aggressivi.</p>
<p><strong> 4) La radioterapia antitumorale e&#8217; ancora considerata efficace?</strong> La radioterapia e&#8217; impiegata nella terapia dei tumori per la sua capacita&#8217; di causare danni irreparabili al Dna delle cellule tumorali, che cosi&#8217; vanno incontro a morte. Il meccanismo d&#8217;azione, dunque, e&#8217; abbastanza simile a tanti farmaci della chemioterapia classica. La radioterapia ha pero&#8217; il vantaggio di bersagliare con maggiore precisione l&#8217;area interessata dalla neoplasia, grazie ad apparecchiature capaci di far convergere il fascio delle radiazioni sul tumore da diverse angolazioni. In questo modo il tessuto sano viene esposto solo a basse dosi di radiazioni, e possiamo concentrare piu&#8217; fasci sui singoli bersagli tumorali, che cosi&#8217; ricevono dosi massicce e in maniera molto precisa. L&#8217;uso e la valenza della radioterapia sono ancora molto importanti, perche&#8217; essa rappresenta uno strumento altamente efficace che coadiuva le altre modalita&#8217; di trattamento.</p>
<p><strong> 5) Esistono strategie piu&#8217; precise e meno invasive di chemioterapia e radioterapia?</strong> Abbiamo a disposizione molti nuovi farmaci, perche&#8217; la conoscenza sempre piu&#8217; approfondita della biologia dei tumori ha permesso di scoprire &#8216;bersagli&#8217; che si trovano in maniera molto specifica solo sui tumori e molto meno nelle cellule sane. Identificare bersagli specifici delle cellule tumorali ci ha quindi permesso di creare nuovi farmaci, sempre piu&#8217; selettivi, cioe&#8217; precisi. Facciamo alcuni esempi. Nuovi composti detti inibitori delle tirosin chinasi (le tirosin chinasi sono strutture-bersaglio che permettono alle cellule tumorali di comunicare con altre cellule) hanno portato alla scoperta di Imatinib, un farmaco capace di controllare la crescita di tumori nei quali il ruolo di queste strutture (tirosin chinasi) e&#8217; molto importante. Esistono, inoltre, numerose varianti di tirosin chinasi, e quindi abbiamo anche altri farmaci, ciascuno con specifiche capacita&#8217; di bersagliare queste diverse varianti genetiche. Naturalmente, esistono numerosi altri bersagli tipici dei tumori: in tutti i casi si tratta sempre di ostacolare una funzione vitale, o fondamentale, della cellula malata, in modo da ucciderla. Gli inibitori del proteasoma, per esempio, colpiscono il proteasoma, un sistema molecolare deputato alla salvaguardia della vitalita&#8217; delle cellule (ad esempio i farmaci Bortezomib e Carfilzomib), mentre gli inibitori di mTOR, colpiscono questa via metabolica cruciale delle cellule (ad esempio Temserolimus e Everolimus). Questi sono solo alcuni esempi dei numerosi nuovi farmaci piu&#8217; selettivi dei vecchi. È stato possibile svilupparli perche&#8217; abbiamo aumentato notevolmente la capacita&#8217; di &#8216;leggere&#8217; il genoma umano, e quindi identificare dove e come venivano costruiti i bersagli tipici. La conoscenza della genetica e&#8217; quindi la chiave di volta per progettare farmaci sempre piu&#8217; precisi e potenti.</p>
<p><strong>6) Se la genetica e&#8217; cosi&#8217; determinante nei tumori, non potremmo curarli con la terapia genica?</strong> La possibilita&#8217; di intervenire sui tumori con la terapia genica e&#8217; uno degli obiettivi della ricerca in campo oncologico. Da poco tempo si parla, per esempio, dei risultati ottenuti con la terapia nota come CAR-T, che conferma questa possibilita&#8217;. Si tratta di una terapia complessa in cui i linfociti, le cellule del sistema immunitario del paziente, vengono prelevati e il loro Dna viene modificato per insegnare loro a riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Successivamente, dopo averli moltiplicati in appositi laboratori, i linfociti cosi&#8217; ingegnerizzati, vengo infusi al paziente, dove sono in grado di riconoscere e distruggere tutte le cellule tumorali presenti. I successi ottenuti con alcune neoplasie del sangue sono molto promettenti e la ricerca ora punta a utilizzare questa strategia genica anche per la terapia degli altri tumori.</p>
<p><strong>7) Sarebbe possibile mettere a punto un vaccino per &#8220;prevenire&#8221; i tumori?</strong> Il vaccino funziona sensibilizzando il sistema immunitario contro un ospite sgradito, di solito un virus o un batterio. Entrambi, una volta che hanno invaso l&#8217;organismo, sono percepiti come elementi estranei, perche&#8217; costituiti da molecole molto diverse da quelle delle cellule che compongono il nostro organismo. Il sistema immunitario puo&#8217; quindi distinguerli facilmente e aggredirli. Purtroppo, come dicevamo prima, le cellule tumorali, benche&#8217; &#8220;estranee&#8221; come virus e batteri, in qualche modo, sono pero&#8217; chimicamente molto simili alle cellule sane. E quindi la strategia del vaccino e&#8217; complicata dal fatto che e&#8217; difficile distinguerle e colpirle selettivamente. A complicare ulteriormente e&#8217; il fatto che le cellule tumorali mandano segnali che addormentano il sistema immunitario. Al momento sono possibili vaccinazioni antitumorali contro alcuni tumori quali per esempio il cancro della cervice uterina, causato dal papilloma virus. La vaccinazione di adolescenti contro questo virus a trasmissione sessuale, principale causa scatenante dell&#8217;insorgenza del tumore, sta dando ottimi risultati e gli organismi di sanita&#8217; internazionali stanno sensibilizzando maschi e femmine alla vaccinazione per la prevenzione di questa patologia.</p>
<p><strong> 8) Al posto del vaccino sarebbe possibile somministrare direttamente anticorpi anti-tumore?</strong> Uno degli aspetti cruciali sul quale si sono concentrati i ricercatori e&#8217; stato quello di bersagliare in modo selettivo le cellule tumorali, evitando quindi che il farmaco antitumorale agisse anche sulle cellule sane. I bersagli della chemioterapia convenzionale sono condivisi tra le cellule tumorali e le cellule sane e questo provoca inevitabilmente effetti collaterali come le mucositi, i disturbi dell&#8217;apparato digerente, le linfo-, piastrino- ed eritro-penie, la caduta dei capelli e altri effetti ancora spesso caratteristici del singolo principio attivo. Una possibile soluzione a queste limitazioni e&#8217; certamente l&#8217;uso di un anticorpo, una sostanza cioe&#8217;, costruita in modo tale che sappia riconoscere e si leghi esclusivamente ad uno specifico bersaglio. Gli anticorpi utilizzati in chemioterapia sono costruiti in modo da riconoscere un bersaglio presente sulla cellula tumorale. Anche in questo caso vale il principio che spesso il bersaglio scelto e&#8217; presente anche in cellule sane ma, in generale, nelle cellule tumorali e&#8217; piu&#8217; frequente ed e&#8217; piu&#8217; coinvolto nella sopravvivenza della cellula stessa.</p>
<p><strong>9) Quali tumori e&#8217; possibile oggi curare con gli anticorpi?</strong> Gli anticorpi o, per meglio dire, gli anticorpi monoclonali (cioe&#8217; quelli che permettono di avere la massima omogeneita&#8217; di bersaglio) hanno trovato numerosi impieghi nella terapia dei tumori e, accanto all&#8217;attivita&#8217; intrinseca dei singoli prodotti, hanno permesso di veicolare sostanze tossiche per le cellule in modo preciso sui tumori contro i quali sono stati costruiti. Quella della combinazione di un anticorpo (capace di riconoscere il bersaglio sulla cellula tumorale) e una sostanza tossica e&#8217; una strategia che ha gia&#8217; portato in terapia combinazioni come ad esempio Gentuzumab-ozogamicin per la terapia della leucemia mieloide acuta, Brentuximab-vedotin per le ricadute del linfoma di Hodgkin e per i linfomi anaplastici a grandi cellule, Ado-Trastuzumab-emtansine per il carcinoma della mammella positivo per HER-2, Inotuzumab-ozogamicin per leucemie linfatiche acute e a cellule B e Vadastuximab-talirine per la leucemia mieloide acuta. Altri ancora sono in fase di sviluppo clinico e saranno disponibili presumibilmente nei prossimi anni.</p>
<p><strong>10) Quali sono quindi i farmaci sperimentali sui quali i ricercatori hanno maggiori aspettative?</strong> Dal momento che abbiamo detto che la genetica e&#8217; la chiave di volta, per capire i tumori, perche&#8217; e&#8217; la genetica che ci consente di capire con precisione le differenze tra cellule tumorali e cellule sane, le maggiori innovazioni arriveranno dai progressi che potremo fare nella conoscenza della genetica del tumore: in particolare la genetica che permette alle cellule tumorali di sopravvivere prevalendo sulle cellule sane. Una nuova frontiera e&#8217; quella che riguarda l&#8217;esame delle mutazioni genetiche che caratterizzano i tumori: molte mutazioni sono presenti in tipi di tumore anche molto diversi tra di loro. Una nuova strategia terapeutica, rispetto quella che ci ha portato alle attuali terapie basate sul principio di avere un farmaco specifico per ogni tipo di tumore, e&#8217; quella di avere farmaci &#8216;agnostici&#8217;, capaci cioe&#8217; di bersagliare tutti i tipi di tumore che condividono la stessa mutazione genica, indipendentemente dalle caratteristiche istologiche (il tipo di tessuto del tumore) o di organo di provenienza. Queste terapie, in avanzato stato di sviluppo, potranno presto permettere di trattare molti tipi di cancro diversi con la stessa molecola, con notevoli semplificazioni negli approcci terapeutici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/02/04/salute-cancro-e-farmaci-quello-che-ce-da-sapere-ecco-il-decalogo/">Salute. Cancro e farmaci, quello che c&#8217;è da sapere: ecco il decalogo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Tumori del sangue: disponibile in Abruzzo trattamento senza chemioterapia per leucemia linfatica cronica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2020 20:30:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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		<category><![CDATA[leucemia linfatica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l’approvazione dell&#8217;Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), è ora prescrivibile in Abruzzo una nuova combinazione di farmaci, senza chemioterapia, che per la prima volta può essere prescritta per una durata fissa nei pazienti con leucemia linfatica cronica, uno dei tumori del sangue più diffusi. “Da oggi in Abruzzo è disponibile un nuovo farmaco per la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l’approvazione dell&#8217;Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), è ora prescrivibile in Abruzzo una nuova combinazione di farmaci, senza chemioterapia, che per la prima volta può essere prescritta per una durata fissa nei pazienti con leucemia linfatica cronica, uno dei tumori del sangue più diffusi.</p>
<p>“Da oggi in Abruzzo è disponibile un nuovo farmaco per la cura di pazienti con leucemia linfatica cronica, la combinazione di venetoclax e rituximab, recentemente approvato dall’Aifa &#8211; dichiara il Dott. Francesco Angrilli, Responsabile dell’UOSD Centro Diagnosi e Terapia dei Linfomi del Dipartimento Oncologico Ematologico dell’Asl di Pescara &#8211; Si tratta di una nuova classe di farmaci che è in grado di aumentare il numero di remissioni complete e il tasso di risposta complessivo nei pazienti che non hanno risposto alle terapie precedenti. A differenza delle altre terapie innovative per il trattamento della Leucemia Linfatica Cronica, questa nuova terapia, ora rimborsata dalla Regione Abruzzo, ha il vantaggio di una durata limitata e non è quindi continuativa, fino a fallimento o effetti tossici; in pratica, dopo 24 mesi i pazienti potranno interrompere l’assunzione del farmaco”.</p>
<p>Ogni anno in Italia circa 1.200 persone ricevono una diagnosi di Leucemia linfatica cronica, la forma di leucemia dell’adulto più frequente nel modo occidentale.[1] Si tratta di una malattia tumorale cronica del sistema linfatico che colpisce il midollo osseo, il sangue e le strutture linfatiche, caratterizzata da un’incidenza in ascesa vertiginosa nella terza età. In questi pazienti la prognosi è spesso particolarmente sfavorevole. L’ematologia italiana è fra le prime al mondo nella cura delle leucemie e linfomi con una rete di centri specializzati di eccellenza come il Centro Diagnosi e Terapia dei Linfomi dell’Asl di Pescara.</p>
<p>“L’ematologia è una realtà di estrema complessità oltre che di alta specializzazione – afferma il dott. Angrilli – Il Dipartimento Oncologico Ematologico dell’Asl di Pescara dispone di ematologi specializzati nella diagnosi e nelle terapie avanzate delle malattie del sangue e della leucemia linfatica cronica ed è un centro di riferimento regionale che accoglie anche pazienti di regioni limitrofe. Seguiamo presso la nostra struttura alcune centinaia di pazienti con Leucemia Linfatica Cronica, le cui nuove diagnosi sono all’incirca 40 all’anno. La nuova terapia consentirà ai pazienti che necessitano di terapia di vivere più a lungo, con la possibilità di interrompere il trattamento dopo due anni. Inoltre, la durata fissa di trattamento senza chemioterapia prevede un costo definito, con il potenziale per generare risparmi per il Sistema sanitario regionale”.</p>
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		<title>Sanità. Cancro al seno: 5 consigli oncologo per prendere il sole</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/06/06/sanita-cancro-al-seno-5-consigli-oncologo-per-prendere-il-sole/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jun 2018 19:41:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cancro seno]]></category>
		<category><![CDATA[chemioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[cicatrici]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;estate in arrivo il desiderio piu&#8217; comune e&#8217; quello di potersi esporre al sole, abbronzarsi, farsi cullare dalle onde del mare. Un desiderio che nutrono anche le <strong>donne operate di cancro al seno,</strong> soprattutto per lasciarsi alle spalle le cicatrici, non solo fisiche, che l&#8217;intervento ha provocato, riappropriandosi della propria femminilita&#8217; e riconciliandosi con il proprio corpo. Ma come possono godersi i raggi solari e fare un bel bagno in tutta sicurezza? A spiegarlo sono il professor <strong>Giuseppe Petrella,</strong> oncologo e docente ordinario di Chirurgia Generale presso l&#8217;Universita&#8217; Tor Vergata di Roma, e il provider Ecm 2506 Sanita&#8217; in-Formazione, in collaborazione con Consulcesi Club, attraverso un&#8217;apposita guida in 5 punti.</p>
<p><strong>ASPETTARE ALMENO 6 MESI</strong>. Grazie alle suture intradermiche con punti riassorbibili la qualita&#8217; delle cicatrici post-intervento e&#8217; migliorata moltissimo; ma se all&#8217;inizio la cicatrice e&#8217; bianca dopo un mese diventa rossa perche&#8217; c&#8217;e&#8217; comunque un elemento irritativo. Meglio, quindi, aspettare almeno 3-6 mesi dall&#8217;operazione prima di esporsi al sole, proprio per evitare che la cicatrice diventi ipertrofica e si irriti ulteriormente. Cosi&#8217; in un comunicato Sanita&#8217; in-Formazione.</p>
<p><strong>PROTEZIONE SOLARE MOLTO ALTA O COPRIRSI CON INDUMENTI PROTETTIVI</strong>. Chi ha gia&#8217; trascorso i 6 mesi dall&#8217;operazione non ha bisogno di indossare particolari indumenti al di la&#8217; del costume: basta una protezione solare molto alta, con un SPF superiore a 50, tranne in casi particolari in cui la cicatrice non si possa coprire neanche indossando un costume intero; in quel caso conviene indossare indumenti protettivi come delle casacche.</p>
<p><strong>L&#8217;ORA DI ESPOSIZIONE È SEMPRE FONDAMENTALE</strong>. La regola fondamentale, indipendentemente dalla cicatrice, e&#8217; sempre quella di esporsi al sole solo nelle prime ore del mattino o dopo le 17.<br />
<strong><br />
UNA BELLA NUOTATA FA BENE</strong>. Fare il bagno al mare, sempre con la cicatrice coperta e non esposta al sole, non solo e&#8217; possibile ma e&#8217; addirittura consigliato: nuotare fa benissimo, soprattutto alle donne che hanno subi&#8217;to lo svuotamento ascellare perche&#8217; questo tipo di attivita&#8217; fisica evita l&#8217;accumulo di liquidi.</p>
<p><strong>PIÙ CAUTELA IN CASO DI CHEMIOTERAPIA E RADIOTERAPIA</strong>. Discorso diverso per le donne che stanno facendo chemioterapia perche&#8217; ci sono dei farmaci che possono provocare danni notevoli sulla cute e l&#8217;esposizione al sole puo&#8217; peggiorare questi danni. Per chi ha affrontato la radioterapia, invece, niente sole per un anno per il problema delle radiodermiti, delle teleangectasie e di tutta una serie di complicanze che possono provocare seri problemi alla donna.</p>
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		<title>Cancro: un taglio di capelli può cambiare la vita&#8230;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/04/09/cancro-un-taglio-di-capelli-puo-cambiare-la-vita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Apr 2018 19:44:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[chemioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[cura chemioterapica]]></category>
		<category><![CDATA[donare i capelli]]></category>
		<category><![CDATA[malati di cancro]]></category>
		<category><![CDATA[Un Angelo per Capello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi ha o ha avuto a che fare con malattie terribili come il&#160;cancro, sa quanto queste siano debilitanti sia per il fisico che per lo spirito, le cure mediche che occorrono per salvare la vita danneggiano altre parti del corpo e la conseguenza più evidente di una&#160;cura chemioterapicaè la perdita dei peli dal corpo tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Chi ha o ha avuto a che fare con malattie terribili come il&nbsp;<strong>cancro</strong>, sa quanto queste siano debilitanti sia per il fisico che per lo spirito, le cure mediche che occorrono per salvare la vita danneggiano altre parti del corpo e la conseguenza più evidente di una&nbsp;<strong>cura chemioterapica</strong>è la perdita dei peli dal corpo tra cui anche i capelli. Quando si combatte contro una malattia così il fatto di non riconoscersi allo specchio, vedersi differenti, non piacersi demoralizzano ancora di più e rendono ancora più dura la battaglia.</p>
<p>Per questo motivo è nato il&nbsp;progetto “<a href="http://www.unangelopercapello.it/web/il-progetto/" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong>Un Angelo per Capello</strong></a>” per aiutare e sostenere tutte quelle persone che sottoposte a cicli di chemioterapia non riescono a riconoscersi guardandosi allo specchio.</p>
<p>Una&nbsp;<strong>parrucca ha un costo non indifferente</strong>, se poi pensiamo che è un accessorio da portare tutto il giorno, per diversi mesi, e non un vezzo per un’uscita serale, allora capiamo che deve essere di buona qualità. Una parrucca con un’acconciatura più possibile vicino a quella che si portava prima della terapia diventa un’onere importante da sostenere.</p>
<p>Sul sito del progetto si può leggere:</p>
<p>“La parrucca, dunque, rappresenta una “strategia di fronteggiamento” per dare continuità alla propria immagine corporea: in questo modo si continua a conservare il proprio aspetto conferendo sicurezza personale, in quanto sembra che nulla sia cambiato. Migliorando la qualità di vita del paziente è possibile affrontare con più fiducia la lotta contro la malattia.”</p>
<p>Il progetto, nato nel 2014, è basato su un accordo con una ditta specializzata nella fabbricazione di parrucche, la quale in cambio di capelli veri, dona delle parrucche inorganiche, le quali sono meno delicate e di più facile gestione per coloro che dovranno indossarle. Una parrucca inorganica si aggira intorno ai 400-500€ e l’associazione le dona ai malati oncologici che non possono permettersi una spesa di questo tipo.</p>
<p>Spesso viene chiesto perché in cambio di capelli veri donino parrucche di capelli finti, a rispondere è&nbsp;<strong>De Marino</strong>, medico dell’associazione:</p>
<p>“Con i nostri capelli? Ci fanno dei parrucchini veri da rivendere, visto che i capelli sono corti (25 centimetri) ci fanno dei toupet, delle parrucche da uomo;&nbsp;quelle finte sono più adatte ai malati oncologici perché non necessitano di cure particolari a differenza delle vere che, in quanto tali, debbono ricevere frequentemente una serie di cure, lavaggi e trattamenti. Inoltre le parrucche di capelli veri possono arrivare a costare anche 1500 euro”.</p>
<p>Ma il progetto in se è molto interessante perché per&nbsp;<strong>donare i capelli</strong>&nbsp;all’azienda che produce le parrucche l’associazione Onlus&nbsp;<strong>Un&nbsp;Angelo per Capello</strong>, si basa sul volontariato, uno molto particolare infatti chiede ai suoi “volontari” di donare i propri capelli.</p>
<p>Le donazioni di capelli devono hanno però delle regole, per esempio la lunghezza minima che si può donare è di 25cm, sul sito è anche spiegato bene come tagliare i capelli per poterli donare; anche diversi parrucchieri italiani partecipano alla raccolta di capelli, sempre sul sito potete trovare quali sono.</p>
<p>Ovviamente l’associazione&nbsp;valuta attentamente le richieste di parrucche che riceve, proprio per destinarle a persone realmente bisognose, infatti alla richiesta è necessario allegare&nbsp;un’opportuna&nbsp;documentazione,&nbsp;specificando le generalità del&nbsp;beneficiario.</p>
<p>E’ possibile donare anche attraverso altri canali come bonifici o il 5×1000 sulla dichiarazione dei redditi, oppure acquistando prodotti solidali.</p>
<p>Donare i capelli non è un grande sforzo, essi ricrescono e permettono a qualcuno di poter riprendere una vita normale, l’aspetto fisico è vero che non conta, ma quando il corpo è debilitato da una malattia diventa fondamentale non abbattersi e questo è un aiuto concreto che chi può dovrebbe fare. Sulla&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/unangelopercapello/?hc_location=group" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong>pagina Facebook del progetto</strong></a>&nbsp;è possibile vedere e leggere tutte le testimonianze di chi ha donato e di chi ha ricevuto…</p>
<p><strong>Un vostro taglio di capelli può fare per qualcun altro la differenza tra sopravvivere e vivere.</strong></p>
<p>Ci sono altre associazioni che raccolgono i capelli e sono:</p>
<p>•&nbsp;<strong><a href="http://www.bancadeicapelli.it/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">Banca dei capelli</a></strong>&nbsp;– questa associazione dona parrucche sia organiche che inorganiche<br />
•&nbsp;<strong><a href="http://www.locksoflove.org/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">Locks of Love</a></strong>&nbsp;– questa associazione fornisce parrucche ai&nbsp;bambini e ragazzi economicamente svantaggiati sotto i 21 anni, &nbsp;che hanno perso i capelli non necessariamente per la chemioterapia ma anche per malattie come l’alopecia areata. Questa è un’associazione della Florida.<br />
•&nbsp;<strong><a href="http://www.wigsforkids.org/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">Wigs for Kids</a></strong>&nbsp;– questa associazione fornisce parrucche e&nbsp;<span class="goog-text-highlight">sostegno per i bambini che hanno perso i capelli a causa della chemioterapia, radioterapia,&nbsp;</span><span class="goog-text-highlight">alopecia</span><span class="goog-text-highlight">&nbsp;,&nbsp;</span><span class="goog-text-highlight">tricotillomania</span><span class="goog-text-highlight">&nbsp;, ustioni e altri problemi medici.&nbsp;Questa è un’associazione dell’Ohio.</span><br />
•&nbsp;<strong><a href="https://www.cutsagainstcancer.org/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">Cuts Against Cancer</a></strong>&nbsp;–&nbsp;questa associazione fornisce parrucche a donne e bambini malati di cancro ed è possibile donare i propri capelli in USA, Filippine e Corea del Sud.</p>
<p style="text-align: right;"><b>Valeria Bonora</b></p>
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