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	<title>Chernobyl Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Chernobyl: indagine svela coltivazioni abusive di grano e mais nella zona radioattiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 05:40:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Nel distretto di Vyshhorod, all’interno delle aree sottoposte a restrizioni per l’incidente nucleare di Chernobyl, le autorità ucraine hanno scoperto la coltivazione illegale di grano e mais su tre appezzamenti per un totale di oltre 190 ettari. Secondo la Procura generale, le attività si sarebbero protratte per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Nel distretto di Vyshhorod, all’interno delle aree sottoposte a restrizioni per l’incidente nucleare di Chernobyl, le autorità ucraine hanno scoperto la coltivazione illegale di grano e mais su tre appezzamenti per un totale di oltre 190 ettari. Secondo la Procura generale, le attività si sarebbero protratte per cinque anni, a partire dal 2020, senza le necessarie autorizzazioni.</p>
<p>La Procura ha presentato al Tribunale economico della regione di Kiev una richiesta di restituzione dei terreni allo Stato e ha avviato un procedimento penale. I lotti, originariamente gestiti da un ente statale incaricato di vigilare sulla zona di esclusione, sarebbero stati assegnati in modo irregolare prima alla proprietà comunale e poi a una società privata.</p>
<p>In una nota ufficiale, gli inquirenti sottolineano che tali coltivazioni costituiscono un “serio rischio per la vita e la salute delle persone” a causa della radioattività ancora presente nel suolo. L’indagine ha inoltre accertato che le presunte autorizzazioni poggiavano su una delibera del Consiglio distrettuale della regione di Polesia, un organismo che in realtà non esiste, e su documenti rilasciati all’ex impresa collettiva “Svitannok”, attualmente in liquidazione e senza successori.</p>
<p>Il 26 aprile 1986 il reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl esplose durante un esperimento di sicurezza, provocando il più grave incidente nucleare della storia, classificato al livello 7 della scala Ines insieme al disastro di Fukushima. Nell’esplosione persero la vita due operai, mentre 28 pompieri e operatori morirono nei mesi successivi a causa della sindrome acuta da radiazioni. L’Organizzazione mondiale della sanità stima tra 4.000 e 9.000 il numero totale di decessi attribuibili alle conseguenze radioattive in Europa.</p>
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		<title>Chernobyl, 35 anni fa il disastro nucleare che sconvolse il mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 16:32:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono trascorsi 35 anni dal disastro nucleare piu&#8217; grave della storia. Nella notte del 26 aprile 1986, precisamente alle 01:23:40, durante un test di sicurezza mal concepito e peggio condotto, esplodeva il reattore numero quattro della centrale nucleare di Chernobyl. Tra le cause del disastro, oltre una serie incredibile di errori nella gestione del test [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono trascorsi 35 anni dal disastro nucleare piu&#8217; grave della storia. Nella notte del 26 aprile 1986, precisamente alle 01:23:40, durante un test di sicurezza mal concepito e peggio condotto, esplodeva il reattore numero quattro della centrale nucleare di Chernobyl. Tra le cause del disastro, oltre una serie incredibile di errori nella gestione del test e alla scarsa preparazione dei tecnici di turno quella notte, alcuni difetti progettuali del reattore sovietico RBMK che equipaggiava la centrale cosi&#8217; come molti altri impianti nell&#8217;Urss. La prima esplosione, causata dal vapore prodotto dall&#8217;incauta, a dir poco, manovra sulle barre di contenimento in grafite, scaglio&#8217; in aria la piastra superiore del nocciolo, fatta di acciaio e cemento e pesante circa mille tonnellate, lasciando il reattore scoperto. La seconda esplosione avvenne a causa della reazione tra la grafite in fiamme delle barre di contenimento e l&#8217;idrogeno gassoso. L&#8217;incendio che ne segui&#8217;, e il tentativo di spegnerlo con migliaia di litri di acqua e migliaia di tonnellate di boro e altri composti, causarono la dispersione di polveri e nubi radioattive che resero inabitabile un&#8217;area da 3.100 chilometri quadrati (la &#8216;zona di esclusione&#8217;), contaminandone gravemente una da oltre 7.000 kmq. Livelli anomali e potenzialmente pericolosi di radiazioni furono rilevati nei Paesi scandinavi e dell&#8217;Europa orientale, fino in Italia, facendo scoprire l&#8217;incidente che l&#8217;Urss cercava di non divulgare. Il nocciolo, rimasto scoperto e in fusione, se fosse venuto a contatto con le falde acquifere avrebbe potuto causare una disastrosa esplosione termonucleare. Se si fosse verificata avrebbe investito Kiev e Minsk, causando centinaia di migliaia di vittime e rendendo inabitabili per secoli enormi aree di Ucraina e Bielorussia.</p>
<p>In seguito all&#8217;incidente e&#8217; stato valutato un rilascio di radiazioni pari a 400 volte quelle di Hiroshima. 66 le morti accertate, migliaia i casi di tumore, 4mila i &#8216;liquidatori&#8217; chiamati a cercare di contenere l&#8217;emissione di radiazioni dal reattore distrutto deceduti, tra le centinaia di migliaia convocati. Questi i numeri del disastro. Ad oggi solo vegetazione e animali occupano la &#8216;zona di esclusione&#8217; che delimita i 30 km racchiusi attorno alla centrale dell&#8217;ex citta&#8217; sovietica. Inizialmente l&#8217;Urss tento&#8217; di occultare l&#8217;incidente nucleare, minimizzando quanto avvenuto. I vigili del fuoco, i militari e tutto il personale intervenuto sul luogo del disastro non avevano equipaggiamenti e protezioni sufficienti a proteggerli dall&#8217;elevatissimo livello di radiazioni. Soltanto due giorni dopo dall&#8217;esplosione del reattore l&#8217;Unione Sovietica ordino&#8217; l&#8217;evacuazione di centinaia di migliaia di persone che abitavano l&#8217;area maggiormente colpita. Il reattore numero 4 venne coperto da un &#8216;sarcofago&#8217; in cemento, che nel corso degli anni subi&#8217; una grave usura che lo mise a rischio di crollo, circostanza che avrebbe causato un nuovo disastroso rilascio di radiazioni. Nel 2016 ne e&#8217; stato completato uno nuovo grazie a fondi da Ue e Usa, oltre che del governo ucraino. La &#8216;zona di esclusione&#8217; appare oggi come una grande riserva naturale oggetto di forme di &#8216;turismo dei disastri&#8217;, ma del tutto inabitabile. Intanto, incendi nell&#8217;erba e nella foresta all&#8217;interno della zona contaminata, causano il rilascio di ulteriore pulviscolo radioattivo nell&#8217;atmosfera. Non sara&#8217; mai possibile calcolare con esattezza il numero di casi di tumore e decessi causati nella varie aree dal rilascio di radiazioni.</p>
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		<title>Anniversario di un disastro. Chernobyl ora e allora</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2018 20:42:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>26 aprile 1986, una data che tutto il mondo ricorda come uno degli avvenimenti più sconvolgenti del XX secolo. Quando nella notte di quel disastroso sabato scoppiò l’inferno in un lontano angolo dell’Ucraina ancora nessuno poteva immaginare le conseguenze incontenibili del disastro. Quella notte, a seguito di un errore umano, il reattore superò la potenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>26 aprile 1986, una data che tutto il mondo ricorda come uno degli avvenimenti più sconvolgenti del XX secolo. Quando nella notte di quel disastroso sabato scoppiò l’inferno in un lontano angolo dell’Ucraina ancora nessuno poteva immaginare le conseguenze incontenibili del disastro.</p>
<p>Quella notte, a seguito di un errore umano, il reattore superò la potenza massima consentita causando la fusione del nocciolo, che a sua volta causò un incendio che provocò l’esplosione della copertura permettendo così la fuoriuscita di materiale radioattivo, soprattutto iodio e cesio.</p>
<p>A Pripyat, cittadina a circa 3 km dalla centrale nucleare e in tutto il resto del mondo la notizia venne data in ritardo, troppo in ritardo. Le autorità sovietiche all’epoca decisero di tacere riguardo all’esplosione, credendo forse che l’incidente fosse recuperabile. Molti uomini persero la vita quella notte e nelle ore successive; vennero infatti inviate diverse squadre all’interno del reattore per sedare l’incendio e ripristinare la situazione. Tutte queste persone vennero volontariamente esposte a radiazioni altissime che non avrebbero permesso loro di sopravvivere in nessun caso.</p>
<p>Quando le autorità diedero l’allarme e organizzarono l’evacuazione delle città limitrofe erano già passati tre giorni.</p>
<p>Quando a Pripyat arrivarono i pullman per allontanare i cittadini, nel ristorante che una volta stava nel centro della cittadina vi era in corso un pranzo di matrimonio. Il supermercato della città, uno dei primi dell’intero paese, era in piena attività, fiore all’occhiello di un benestante centro urbano in cui il lavoro alla centrale dava da mangiare a tutti.</p>
<p>La vita era continuata normalmente, non vi era stato nessun allarme. Dal momento in cui venne dato, i cittadini ebbero solo il tempo di raccogliere pochi beni personali fondamentali, poi l’addio alla città. Le autorità però non comunicarono nemmeno in questo caso la realtà dei fatti; l’allontanamento dalle città infatti inizialmente venne comunicato come temporaneo, facendo sì che tutti lasciassero le proprie abitazioni colme di affetti personali, documenti, vite intere. In realtà, come oggi è ovvio, non fecero mai ritorno. I beni lasciati all’interno delle case vennero distrutti onde evitare lo sciacallaggio e, di conseguenza, anche in rischio di una contaminazione con agenti radioattivi anche in altre parti del Paese. Alcuni riuscirono però a portare via degli oggetti e materiali edilizi, vi sono infatti tutt’oggi diversi casi registrati di edifici, parchi o luoghi di altro genere che per anni hanno rilasciato agenti radioattivi nell’inconsapevolezza generale.</p>
<p>Oggi Chernobyl è abitata. Alcune persone, per lo più anziani, hanno deciso di tornare a casa e prendersi cura di quello che è rimasto. Vi è anche una struttura alberghiera, li i lavoratori hanno turni a rotazione di due settimane, ai termini delle quali devono uscire dalla città per lo stesso lasso di tempo. A suo modo la vita è continuata, le persone lavorano alla centrale, vi è il quartier generale degli operai con uffici e una mensa che offre ottimo cibo ucraino, qualcuno cammina per strada, qualcuno ancora lavora la terra.</p>
<p>La realtà però è che quell’angolo di Ucraina, per non parlare della vicina Bielorussia, anche lei fortemente colpita dal disastro, è morto. La terra è contaminata, non è consigliato nemmeno camminare sul suolo, meglio restare sull’asfalto. Il silenzio è assordante, la natura ha conquistato le strade, i palazzi, qualsiasi cosa.</p>
<p>Pripyat, la città più vicina al reattore, oggi non esiste quasi più. Alberi e rampicanti hanno invaso le strade trasformandone i percorsi, gli edifici cadono a pezzi. Esiste il ricordo di Pripyat, esiste quel dolore palpabile che si sente, che si respira per sue vie più simili a labirinti di rampicanti che a strade.</p>
<p>La grande piscina comunale costruita per gli operai della centrale è ormai solo una buca azzurrina piena di calcinacci, i corridoi della scuola sono invasi di libri, fogli, maschere anti gas. L’asilo, quello forse è il luogo più inquietante, un perfetto set dell’orrore. Solo che non è un film, quei lettini erano davvero il giaciglio sicuro di tanti bambini, non era e non deve essere nemmeno oggi un set fotografico per amanti della tragedia. Chiunque vada a visitare oggi questi luoghi deve scontrarsi con le “scenografie” create per documentari e fotografie; è importante però che ciò non inganni, non c’è nulla di fittizio, solo qualche oggetto è stato spostato qua e là.</p>
<p>Chernobyl, Pripyat e le altre centinaia di villaggi e cittadine coinvolti ora restano in silenzio. Per un errore umano, per ignoranza o per disinteresse, ora questo angolo d’Europa non ha più nulla, è solo un ricordo che scomparirà con gli anni. Anche se oggi i luoghi del disastro sono divenuti siti turistici, anche se oggi il più grande “sarcofago” mobile del mondo è stato posizionato sopra il reattore esploso, sempre meno persone sanno cos’è accaduto in quella notte maledetta, sempre meno persone vedono l’enorme e incalcolabile rischio che si cela dietro l’energia nucleare.</p>
<p style="text-align: right;">Mariapaola Boselli-Pressenza</p>
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		<title>30 anni dalla tragedia di Chernobyl</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2016 09:43:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>trent&#8217;anni fa la tragedia di Chernobyl: oggi l&#8217;Ucraina ricorda il peggior incidente nucleare del mondo, che uccise migliaia di persone e ha indotto a un ripensamento globale circa l&#8217;opportunita&#8217; di affidarsi al combustibile atomico, Il 26 aprile 1986 il reattore numero 4 dell&#8217;impianto ucraino esplose e brucio&#8217; per dieci giorni. Piu&#8217; di 200 tonnellate di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>trent&#8217;anni fa la tragedia di<strong> Chernobyl</strong>: oggi l&#8217;Ucraina ricorda il peggior incidente nucleare del mondo, che uccise migliaia di persone e ha indotto a un ripensamento globale circa l&#8217;opportunita&#8217; di affidarsi al combustibile atomico, Il <strong>26 aprile 1986</strong> il reattore numero 4 dell&#8217;impianto ucraino esplose e brucio&#8217; per dieci giorni.</p>
<p>Piu&#8217; di 200 tonnellate di uranio rimangono all&#8217;interno del fatiscente rettore, che per giorni riverso&#8217; nubi radioattive su tre quarti d&#8217;Europa, mentre le autorita&#8217; sovietiche tentavano di nascondere la gravita&#8217; dell&#8217;accaduto. Persistenti timori di nuove perdite dalla struttura, ormai invecchiata, in cemento armato che copre i rifiuti tossici hanno indotto a pensare di costruire una nuova copertura per tenere al sicuro il sito per almeno un altro secolo. E i donatori lunedi&#8217; si sono impegnati a versare altri 87,5 milioni di euro per la costruzione di un nuovo impianto di stoccaggio che dovrebbe consentire agli ucraini di vivere al sicuro per ancora varie generazioni a venire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/04/26/chernobyl-30-anni-fa-la-tragedia/">30 anni dalla tragedia di Chernobyl</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Il 26 Aprile trent&#8217;anni dal disastro nucleare di Chernobyl. I risultati del sondaggio &#8220;Gli italiani e l&#8217;accoglienza dopo Chernobyl&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/04/21/il-26-aprile-trentanni-dal-disastro-nucleare-di-chernobyl-i-risultati-del-sondaggio-gli-italiani-e-laccoglienza-dopo-chernobyl/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2016 19:46:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo un sondaggio realizzato da EMG Acqua per Soleterre su un campione rappresentativo della popolazione italiana, il disastro nucleare di Chernobyl è ancora molto impresso nella memoria (87%), gli italiani ritengono che l’accoglienza dei “bambini di Chernobyl” sia stata importante e positiva per la loro salute (62%),  che il disastro di Chernobyl ha ancora effetti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/04/21/il-26-aprile-trentanni-dal-disastro-nucleare-di-chernobyl-i-risultati-del-sondaggio-gli-italiani-e-laccoglienza-dopo-chernobyl/">Il 26 Aprile trent&#8217;anni dal disastro nucleare di Chernobyl. I risultati del sondaggio &#8220;Gli italiani e l&#8217;accoglienza dopo Chernobyl&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Secondo un sondaggio realizzato da EMG Acqua per Soleterre su un campione rappresentativo della popolazione italiana, il disastro nucleare di Chernobyl è ancora molto impresso nella memoria (87%)</strong>, gli italiani ritengono che l’accoglienza dei “bambini di Chernobyl” sia stata importante e positiva per la loro salute (62%),  che il disastro di Chernobyl ha ancora effetti negativi sulla salute in Europa (85,4%), che  si parla troppo poco degli effetti sulla salute degli incidenti nucleari  (91,5%) e che è utile sostenere i paesi in cui sono successi incidenti nucleari (85,9%)</p>
<p><strong>&#8220;Dopo la tragedia di Chernobyl la popolazione italiana è stata molto attiva e solidale, creando la più grande rete di accoglienza al mondo dei bambini delle zone colpite dall’incidente e creando un legame molto forte finalizzato a tutelare la salute di molti bambini e famiglie – ricorda il Presidente di Soleterre Damiano Rizzi – una solidarietà che deve continuare ancora oggi, come purtroppo continuano gli effetti negativi sulla salute dei bambini. Per questo Soleterre da anni lavora in due reparti oncologi e ha aperto una casa di accoglienza per bambini onco-malati a Kiev&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Inoltre, dal 25 al 14 maggio Soleterre promuove la campagna sociale “Grande contro il Cancro”, raccolta fondi a favore di oltre 8.000 bambini malati di tumore per fornire le giuste cure e innalzare i loro tassi di sopravvivenza, attraverso l’invio di un SMS solidale da 2 euro al numero 45595 con tutti gli operatori telefonici o chiamando dal telefono fisso con TIM, Vodafone, Infostrada, Fastweb, Tiscali e TWT.</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Ogni anno nel mondo vengono diagnosticati tra i 175 e i 250 mila nuovi casi di cancro infantile</strong>, <strong>ma non tutti i bambini hanno il diritto di curarsi</strong> a causa delle diverse condizioni dei sistemi sanitari in cui risiedono. Il 90% dei pazienti vive in Paesi poveri, dove l’accesso all’informazione e alle cure è spesso impraticabile. <strong>A causa di diagnosi tardive o inadeguate, più di un bambino malato su due è destinato a morire.</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Grazie ai fondi raccolti con la campagna “Grande contro il Cancro” si potranno realizzare diagnosi accurate e tempestive, fornire medicine antitumorali e attrezzature mediche, formare medici, garantire supporto psicologico, attività ludiche e case di accoglienza in Ucraina, Italia, Marocco, India, Costa d’Avorio ed Uganda.</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/04/21/il-26-aprile-trentanni-dal-disastro-nucleare-di-chernobyl-i-risultati-del-sondaggio-gli-italiani-e-laccoglienza-dopo-chernobyl/">Il 26 Aprile trent&#8217;anni dal disastro nucleare di Chernobyl. I risultati del sondaggio &#8220;Gli italiani e l&#8217;accoglienza dopo Chernobyl&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2016/04/21/il-26-aprile-trentanni-dal-disastro-nucleare-di-chernobyl-i-risultati-del-sondaggio-gli-italiani-e-laccoglienza-dopo-chernobyl/feed/</wfw:commentRss>
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