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	<title>chitarra Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Musica. 95 anni fa nasceva B.B. King, il re del blues</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 18:06:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il legame con la sua chitarra, che chiamava &#8216;Lucille&#8217;, aveva contribuito a renderlo leggendario. Oltre alla sua musica, che ha influenzato generazioni di musicisti, di bluesman soprattutto. B.B. King, pseudonimo di Riley B. King, era nato nel Mississipi, a Itta Bena, il 16 settembre 1925. Considerato il re del blues, e&#8217; morto nella notte fra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il legame con la sua chitarra, che chiamava &#8216;Lucille&#8217;, aveva contribuito a renderlo leggendario. Oltre alla sua musica, che ha influenzato generazioni di musicisti, di bluesman soprattutto. B.B. King, pseudonimo di Riley B. King, era nato nel Mississipi, a Itta Bena, il 16 settembre 1925. Considerato il re del blues, e&#8217; morto nella notte fra il 14 e il 15 maggio 2015 nella sua casa di Las Vegas, per le conseguenze del diabete del quale soffriva da anni. Vincitore per 14 volte del Grammy, prima di scoprire il suo vero talento, ha passato molta della sua infanzia vivendo con la madre e la nonna e lavorando come contadino. King ha detto che veniva pagato 35 centesimi per ogni 45 kg di cotone che raccoglieva. Straordinario chitarrista, al suo amato strumento e&#8217; legata la leggenda che lo ha accompagnato per quasi tutta la sua carriera e che, oggi, contribuisce a rendere unico il suo ricordo. Era l&#8217;inverno del 1949, B.B. King stava suonando in una sala da ballo nell&#8217;Arkansas e per riscaldare il locale era stato acceso un barile contenente del kerosene. Due uomini incominciarono allora a litigare, facendo cadere il barile contenente il kerosene infuocato sul pavimento, questo scateno&#8217; un incendio e conseguente evacuazione.<br />
Una volta fuori, King si rese conto di aver lasciato la sua chitarra (una Gibson semi acustica) nell&#8217;edificio in fiamme e rientro&#8217; per recuperarla. Il giorno dopo, King scopri&#8217; che i due uomini avevano combattuto per una donna chiamata Lucille e decise di chiamare cosi&#8217; la sua prima chitarra, cosi&#8217; come tutte le chitarre che ha posseduto da quell&#8217;esperienza. Infinita la lista di successi che ha inciso, tra i quali The Trill Is Gone, You Know I Love You, Woke Up This Morning, Please Love Me, When My Heart Beats Like a Hammer, Whole Lotta&#8217; Love, You Upset Me Baby, Every Day I Have the Blues, Sneakin&#8217; Around, Ten Long Years, Bad Luck, Sweet Little Angel, On My Word of Honor, e Please Accept My Love. Come altrettanto lunga e&#8217; la lista di artisti che hanno collaborato, o che si sono esibiti, con lui: tra questi, Eric Clapton, David Gilmour, Pavarotti, Phil Collins, Tracy Chapman, Zucchero, Jerry Lee Lewis, James Brown, Elton John, Aretha Franklin, U2 e Ray Charles.</p>
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		<title>16 agosto del 1977: 40 anni fa moriva Elvis Presley</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Aug 2017 15:41:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Moriva 40 anni fa il<strong> Re del Rock, il</strong>&nbsp;<strong>16 agosto del 1977,&nbsp;</strong>&nbsp;nella sua casa a Memphis&nbsp;<strong>Elvis Presley</strong>. Uno dei cantanti più conosciuti di tutti i tempi, idolo di migliaia di teenager, icona dell’anticonformismo, che con la sua timbrica vocale e il suo&nbsp;<strong>stile musicale unico e innovativo</strong>, (un mix di generi che spaziavano dal rock and roll al rhythm and blues, passando per il country e il gospel) ha saputo conquistare una fama di livello internazionale, imponendosi nell’<strong>immaginario collettivo</strong>&nbsp;come nessuno mai prima e dopo di lui. Elvis The Pelvis con le sue movenze sexy e il suo ciuffo alla brillantina. Elvis la leggenda.</p>
<p>Elvis Aaron Presley nasce a Tupelo, nel Missisipi, l’ 8 gennaio 1935 in una&nbsp;<strong>famiglia povera</strong>&nbsp;<strong>ma molto unita</strong>: figlio unico, sopravvissuto al gemello, morto durante il parto.&nbsp;<strong>A otto anni riceve in regalo dalla madre una chitarra</strong>&nbsp;e da lì nasce il suo interesse per la musica alimentato dall’ascolto in chiesa dei cori gospel. A tredici anni la famiglia Presley<strong>&nbsp;si trasferisce a Memphis</strong>&nbsp;nel Tennessee in cerca di fortuna.</p>
<p>Sono&nbsp;<strong>anni difficili</strong>&nbsp;per il giovane Elvis che a causa del&nbsp;<strong>carattere schivo</strong>&nbsp;e dello&nbsp;<strong>stile eccentrico</strong>&nbsp;nel vestirsi e portare i capelli non riesce a stringere amicizie. E’ però anche l’occasione per frequentare i mercatini dei quartieri afro-americani, dove i vestiti costano poco e sono di suo gusto. E’ questo il momento in cui Elvis fa sua quell’<strong>anima nera</strong>&nbsp;che sarà sempre presente nella sua musica.</p>
<h3>Gli inizi della carriera</h3>
<p><strong>E’ il 1954 quando incide la prima canzone</strong>&nbsp;per fare un regalo di compleanno a sua madre, alla quale è molto legato. Quel giorno il proprietario della<strong>&nbsp;Sun Records</strong>,&nbsp;<strong>Sam Phillips</strong>&nbsp;lo sente cantare e subito intuisce le sue potenzialità. Decide di puntare su quel giovane fuori dal comune, coinvolgendo nel progetto il chitarrista&nbsp;<strong>Scotty Moore</strong>&nbsp;e il bassista&nbsp;<strong>Bill Black</strong>. Il primo 45 giri&nbsp;<strong>“That’s All Right Mama”/“Blue Moon Of Kentucky”</strong>&nbsp;è un&nbsp;<strong>successo enorme.</strong>&nbsp;Le esibizioni in pubblico, ancora di più. I movimenti sensuali del bacino con i quali Elvis provoca il pubblico durante i concerti gli fanno meritare il nome di&nbsp;<strong>The Pelvis</strong>, e&nbsp;<strong>il pubblico femminile impazzisce</strong>, mentre i ragazzi iniziano a emularlo nel vestiario e nell’acconciatura. E’ esploso il fenomeno Elvis.</p>
<p>Il suo successo è così grande da necessitare il passaggio obbligato presso una casa discografica più grande, la&nbsp;<strong>Rca</strong>&nbsp;e ad un nuovo agente&nbsp;<strong>Thomas Andrew Parker</strong>, detto&nbsp;<strong>“Il Colonnello”</strong>, che resterà il manager di Elvis fino alla fine dei suoi giorni.Gli anni del rock e del cinema</p>
<p>Ai concerti Elvis alterna<strong>&nbsp;apparizioni televisive</strong>, celebri quelle al “Toast Of The Town” di Ed Sullivan, che aumentano, se possibile, la sua notorietà. E ben presto arriverà anche il cinema. Intanto incide brani destinati a rimanere nella storia della musica&nbsp;<strong>“Blue Suede Shoes”, “Tutti Frutti” e “Hound dog”</strong>, contenute nel primo album dal titolo&nbsp;<strong>“Elvis Presley”</strong>, a cui segue il secondo intitolato semplicemente “Elvis”, altrettanto fortunato che si impone all’attenzione del pubblico anche per le ballate in esso contenute, tra cui&nbsp;<strong>“Love me”</strong>. Inizia quindi la&nbsp;<strong>carriera cinematografica</strong>di Elvis, con il suo primo film&nbsp;<strong>“Love me tender”</strong>&nbsp;del&nbsp;<strong>1956</strong>, dal titolo omonimo di uno dei suoi più grandi successi. Seguono nel 1957 altri due film con Presley protagonista: “Loving You” e “Jailhouse Rock” .</p>
<p>L’anno successivo&nbsp;<strong>viene chiamato sotto le armi</strong>&nbsp;e parte senza opporsi, nonostante le miriade di polemiche e richieste dei fan affinché fosse esonerato. Durante i due anni di esercito che trascorre in Arkansas, Texas e per un breve periodo in Germania la fama del cantante non svanisce e il suo ritorno viene celebrato trionfalmente con un duetto televisivo insieme a<strong>&nbsp;Frank Sinatra</strong>.</p>
<h3>Lo stile melodico degli anni ’60</h3>
<p>Gli&nbsp;<strong>anni ’60</strong>&nbsp;si caratterizzano per un&nbsp;<strong>allontanamento dallo stile rock and roll</strong>, ormai in declino e da un&nbsp;<strong>sound sempre più melodico</strong>. E’ questo il momento in cui vedono la luce alcune delle&nbsp;<em>ballad</em>&nbsp;più belle e famose di Presley come<strong>&nbsp;“It’s Now Or Never”</strong>,&nbsp;<strong>“Surrender”</strong>&nbsp;e<strong>&nbsp;“Are You Lonesome Tonight”</strong>.&nbsp;<strong>Diminuiscono le sue esibizioni dal vivo</strong>, ma non la produzione cinematografica, che diventa quasi l’unico mezzo per i fan per vedere il loro beniamino cantare; il che spiega anche il grande successo riscosso da queste pellicole piuttosto banali.</p>
<p><strong>Il 1967 è l’anno del cambiamento</strong>&nbsp;per Elvis, segnato dal&nbsp;<strong>matrimonio con la quattordicenne Priscilla Beaulieu</strong>, da cui nascerà la sua unica figlia&nbsp;<strong>Lisa Marie</strong>&nbsp;(futura moglie di<strong>&nbsp;Micheal Jackson</strong>), e dal ritorno alla musica delle origini con&nbsp;<strong>“Big Boss Man”</strong>. Il consenso dell’artista inizia però a scemare, è giunto il momento di allontanarsi dal cinema e<strong>&nbsp;tornare a calcare il palcoscenico</strong>. Elvis lo fa con un costume di pelle nera, realizzato appositamente per questa occasione, duettando con alcuni dei migliori musicisti d’America. Lo spettacolo ripreso e trasmesso in tv prenderà il nome di&nbsp;<strong>“Elvis ’68: Comeback Special”</strong>.&nbsp;Tantissime le performance dal vivo che seguirono, ma mai nessuna fuori da Stati Uniti e Canada.</p>
<p>E’ questo uno dei momenti di massimo successo del cantante di Memphis che annovera tra i suoi tanti primati il concerto del&nbsp;<strong>1973</strong>&nbsp;<strong>“Elvis: Aloha From Hawaii”</strong>: trasmessa in&nbsp;<strong>mondovisione</strong>&nbsp;via satellite, l’esibizione raggiunge un pubblico stimato di&nbsp;<strong>un miliardo di telespettatori</strong>&nbsp;sparsi in quaranta paesi. Non era mai accaduto prima.</p>
<h3>Il declino</h3>
<p>Di qui in poi la popolarità di Elvis inizia un&nbsp;<strong>lento declino</strong>. Si incrinano i rapporti con la moglie Priscilla, che presto chiede la separazione, e il cantante&nbsp;<strong>comincia ad assumere sempre più farmaci</strong>&nbsp;per domare la sua ansia. Tutto ciò insieme a una&nbsp;<strong>cattiva alimentazione</strong>&nbsp;lo porterà ad ingrassare notevolmente, tanto da sembrare ben presto una caricatura della stella del rock che fino a pochi anni prima aveva fatto sognare migliaia di fan.</p>
<p>Il 16 agosto 1977 viene trovato dalla sua compagna dell’epoca,<strong>&nbsp;Ginger Alden</strong>&nbsp;riverso sul pavimento del bagno. Portato in ospedale a nulla varranno i tentativi di rianimarlo. La diagnosi sarà&nbsp;<strong>attacco cardiaco</strong>. I funerali furono un evento unico nella storia della musica: i media seguirono in maniera maniacale ogni secondo che seguì la comunicazione del decesso, mentre&nbsp;<strong>migliaia di fan si riversarono davanti i cancelli di Graceland</strong>, la sontuosa casa di Elvis. Le esequie furono caratterizzate da&nbsp;<strong>momenti di isteria collettiva</strong>&nbsp;e malori da parte dei fan.</p>
<p><strong>Dal 1982 Graceland è diventato un museo</strong>&nbsp;ed attualmente è la&nbsp;<strong>seconda abitazione più visitata degli Stati Uniti</strong>&nbsp;dopo la Casa Bianca. Nei suoi 24 anni di carriera, The Pelvis ha pubblicato&nbsp;<strong>61 album</strong>&nbsp;e venduto<strong>&nbsp;oltre 1 miliardo di dischi in tutto il mondo</strong>, imponendosi numerose volte al top delle classifiche.(Dire)</p>
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