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	<title>Cinghiali Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Cinghiali. L&#8217;Aquila, su ordinanza caccia c&#8217;è diffida Lav a Sindaco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 18:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una diffida al sindaco de L&#8217;Aquila, Pierluigi Biondi, con la richiesta dell&#8217;immediato annullamento del provvedimento di uccisione dei cinghiali che si avvicinano alla città: è quanto ha inviato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/10/28/cinghiali-laquila-su-ordinanza-caccia-ce-diffida-lav-a-sindaco/">Cinghiali. L&#8217;Aquila, su ordinanza caccia c&#8217;è diffida Lav a Sindaco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una diffida al sindaco de L&#8217;Aquila, Pierluigi Biondi, con la richiesta dell&#8217;immediato annullamento del provvedimento di uccisione dei cinghiali che si avvicinano alla città: è quanto ha inviato la Lav nazionale che parla di &#8220;profili di ritenuta illegittimità&#8221;. &#8220;Il 19 ottobre, il sindaco Biondi ha emesso un&#8217;ordinanza con la quale dispone la &#8216;cattura ed eventuale abbattimento&#8217; dei cinghiali che dovessero entrare nell&#8217;ambito urbano e, già nei giorni scorsi, si sono sentiti i primi colpi di fucile nelle zone più periferiche della città- scrive il responsabile Lav &#8216;Animali selvatici&#8217;, Massimo Vitturi, in una nota- La legge regionale 10/2004 dispone, infatti, che il controllo della fauna selvatica all&#8217;interno dei centri urbani possa essere autorizzato con ordinanza sindacale, esclusivamente per motivi sanitari e per la tutela del patrimonio storico-artistico, dopo avere sentito l&#8217;Ispra, l&#8217;Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, il massimo organo scientifico nazionale per lo studio degli animali selvatici. Eppure di tutte queste prescrizioni non c&#8217;è neppure l&#8217;ombra nell&#8217;ordinanza del sindaco Biondi- prosegue Vitturi- Viene disposta la cattura e l&#8217;eventuale abbattimento degli animali in spregio alle disposizioni normative che, prima di procedere con l&#8217;uccisione degli animali, impongono la dimostrazione dell&#8217;inefficacia dei metodi ecologici e il parere positivo di Ispra&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Disporre l&#8217;uccisione dei cinghiali è non solo crudele, ma anche del tutto inutile se non vengono rimosse le cause che determinano l&#8217;avvicinamento dei cinghiali all&#8217;ambito urbano e in questo caso è evidente che il problema è generato dagli stessi cacciatori- continua nella nota Vitturi- La fortissima pressione venatoria a cui sono sottoposti i cinghiali li costringe infatti a spostarsi in aree meno frequentate dai cacciatori, quali ad esempio le zone urbane che sono ovviamente vietate alla caccia. I cinghiali sono sempre più perseguitati: ultimamente anche la comparsa della peste suina africana è stata utilizzata come pretesto per ucciderne il doppio degli anni precedenti, anche nelle regioni indenni dalla contaminazione. Laddove poi l&#8217;uccisione degli animali avvenga in violazione di norme di legge- chiarisce Vitturi- può configurarsi anche un danno erariale del quale può essere chiamata a rispondere l&#8217;autorità che ha emanato l&#8217;atto. Chiediamo quindi che il sindaco Biondi ritiri subito la sua ordinanza ammazza-cinghiali, ricorrere alle uccisioni degli animali è sempre una scorciatoia crudele e priva di ogni senso, solo l&#8217;educazione dei cittadini e delle amministrazioni alla corretta convivenza può ridurre le interazioni fra gli animali selvatici e le persone, garantendo la sicurezza di entrambi&#8221;.</p>
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		<title>Cinghiali. Per Coldiretti Abruzzo problema non rinviabile, ormai pericolo bambini</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/10/21/cinghiali-per-coldiretti-abruzzo-problema-non-rinviabile-ormai-pericolo-bambini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2022 10:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“I branchi di cinghiali sono diventati una emergenza sociale che nuoce all’economia agroalimentare ma anche alla sicurezza delle persone. Quello che è accaduto a Bussi, che è gravissimo,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/10/21/cinghiali-per-coldiretti-abruzzo-problema-non-rinviabile-ormai-pericolo-bambini/">Cinghiali. Per Coldiretti Abruzzo problema non rinviabile, ormai pericolo bambini</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">“I branchi di cinghiali sono diventati una emergenza sociale che nuoce all’economia agroalimentare ma anche alla sicurezza delle persone. Quello che è accaduto a Bussi, che è gravissimo, purtroppo conferma un allarme di cui si parla da troppi anni senza soluzione”. Lo dice Coldiretti Abruzzo in riferimento all’episodio che ha visto protagonisti questa mattina gli alunni e le maestre dell’asilo di Bussi, che si sono trovati faccia a faccia con una famiglia di 4 cinghiali all’interno dell’edificio scolastico. Un pericolo che di certo ha sconvolto le famiglie, le insegnanti e i piccoli allievi richiamando l’attenzione su un problema purtroppo irrisolto. “L’invasione dei cinghiali è una vera e propria emergenza – dice Coldiretti Abruzzo – &nbsp;un italiano adulto su quattro si è trovato faccia a faccia con questi animali e oltre otto italiani su 10 (81%) pensano che la situazione vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurre il numero dei selvatici – dice Coldiretti Abruzzo – è a rischio la sicurezza delle persone e gli ultimi episodi di cronaca lo dimostrano senza lasciare adito a dubbi. E’ positivo che in alcune regioni arrivino i primi via libera ad un allargamento della caccia a questa specie di selvatici con l’utilizzo di cani da seguita. Non basta ma è un primo passo in considerazione della situazione di estrema emergenza per i danni, il pericolo, gli incidenti e le aggressioni provocati dalla fauna selvatica”.</p>
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		<title>Peste suina: a rischio 20 mld, da salami a prosciutti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/05/27/peste-suina-a-rischio-20-mld-da-salami-a-prosciutti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 13:48:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Serve un cambio di passo nella gestione dell&#8217;emergenza e nuovi rapidi interventi per l&#8217;abbattimento ed il contrasto al proliferare dei cinghiali in tutto il Paese per fermare la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/05/27/peste-suina-a-rischio-20-mld-da-salami-a-prosciutti/">Peste suina: a rischio 20 mld, da salami a prosciutti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Serve un cambio di passo nella gestione dell&#8217;emergenza e nuovi rapidi interventi per l&#8217;abbattimento ed il contrasto al proliferare dei cinghiali in tutto il Paese per fermare la diffusione della Peste Suina Africana che mette a rischio la sopravvivenza di 31mila allevamenti italiani e un intero comparto strategico, che genera un fatturato di 20 miliardi di euro l&#8217;anno e garantisce occupazione per circa centomila persone nella filiera dei salami, mortadella e prosciutti. E&#8217; quanto chiede il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione della protesta di agricoltori, allevatori e cittadini a Roma in piazza Santi Apostoli contro l&#8217;invasione dei cinghiali che si estende ormai a tutta la Penisola compresi strade e parchi della Capitale. Le misure fin qui adottate o ipotizzate, dalle recinzioni elettrificate a piani di sterilizzazione non hanno portato a risultati significativi sulla riduzione della presenza dei cinghiali &#8211; denuncia Coldiretti &#8211; e servono dunque azioni più incisive, come gli abbattimenti, fondamentali per la sicurezza dei cittadini e la salute degli animali negli allevamenti. Serve &#8211; afferma Coldiretti &#8211; la modifica dell&#8217;articolo 19 della legge 157/1992 per poter salvaguardare le imprese agricole e i cittadini con strumenti più efficaci di contenimento della fauna selvatica e in particolare dei cinghiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo i casi individuati in Lazio, Piemonte e Liguria, a preoccupare è infatti il pericolo concreto che la contaminazione portata dai cinghiali &#8211; evidenzia Coldiretti &#8211; si estenda a regioni limitrofe, da nord a sud del Paese, dove si concentrano gli allevamenti di maiali e le produzioni più tipiche della salumeria italiana che da punto di forza delle esportazioni agroalimentari Made in Italy rischiano di subire perdite miliardarie. Le misure adottate in caso di ritrovamento di cinghiali infetti prevedono infatti abbattimenti cautelativi di maiali, ti, vincoli al trasporto di animali e limitazioni alle esportazioni di salumi che da gennaio 2022 hanno già causato la perdita di circa 20 milioni di euro al mese. La diffusione della peste suina portata dai cinghiali &#8211; continua Coldiretti &#8211; minaccia dunque le esportazioni Made in Italy con effetti drammatici per l&#8217;economia del Paese. &#8220;Serve responsabilità delle Istituzioni per un intervento immediato e capillare di limitazione effettiva della popolazione dei cinghiali con abbattimenti lungo tutto il territorio nazionale&#8221; conclude il presidente della Coldiretti nel sottolineare che &#8220;siamo costretti ad affrontare questa emergenza perché è mancata l&#8217;azione di prevenzione, non ci possiamo permettere alcun rinvio, ma è invece necessario utilizzare subito tutti gli strumenti utili a salvaguardare gli allevamenti, i posti di lavoro e le esportazioni, con il contenimento della peste suina africana sia livello nazionale che locale&#8221;.</p>
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		<title>Coronavirus: nei campi più cinghiali che lavoratori</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/04/19/coronavirus-nei-campi-piu-cinghiali-che-lavoratori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2020 17:33:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nelle campagne mancano lavoratori stagionali per i raccolti che sono facile preda di oltre 2 milioni di cinghiali oltre agli altri selvatici che si moltiplicano senza freni scorrazzando&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/19/coronavirus-nei-campi-piu-cinghiali-che-lavoratori/">Coronavirus: nei campi più cinghiali che lavoratori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nelle campagne mancano lavoratori stagionali per i raccolti che sono facile preda di oltre 2 milioni di cinghiali oltre agli altri selvatici che si moltiplicano senza freni scorrazzando liberamente nei terreni coltivati con gravi danni a semine, foraggi, frutta, ortaggi, vigneti e minacciando gli animali della fattoria&#8221;. E&#8217; l&#8217;allarme della Coldiretti sulla necessita&#8217; di &#8220;difendere le forniture alimentari del Paese diventate piu&#8217; preziose in questo momento ma anche la sicurezza e la salute dei cittadini&#8221;. Nelle campagne, secondo l&#8217;associazione agricola, &#8220;ci sono piu&#8217; animali selvatici che lavoratori agricoli e la situazione e&#8217; drammatica lungo tutta la Penisola, da Nord a Sud, con lo stop alle misure di contenimento, gli italiani costretti nelle case e le forze dell&#8217;ordine impegnate nei controlli stradali per la quarantena&#8221;. I selvatici, sottolinea la Coldiretti, &#8220;hanno preso possesso del territorio e si sono spinti anche nei centri abitati con segnalazioni nei paesi e nelle grandi citta&#8217;, oltre che nelle aree coltivate&#8221;. In pericolo &#8220;non ci sono solo le produzioni agricole necessarie per soddisfare la domanda alimentare dei cittadini ma anche la sicurezza delle persone che in alcuni territori sono assediate fin sull&#8217;uscio di casa, senza dimenticare gli incidenti stradali ed i pericoli per i mezzi di soccorso&#8221;. Secondo l&#8217;associazione agricola &#8220;si stimano danni per oltre 200 milioni di euro ai raccolti con effetti anche sulla stabilita&#8217; dei prezzi ma a preoccupare sono anche i rischi per la salute provocati dalla diffusione di malattie come la peste suina&#8221;. Un pericolo &#8220;denunciato recentemente dalla stessa virologa Ilaria Capua che ha parlato del rischio effetto domino se oltre al coronavirus la peste suina passasse in Italia dagli animali selvatici a quelli allevati&#8221;.</p>
<p>&#8220;La proliferazione senza freni dei cinghiali- aggiunge la Coldiretti- sta mettendo anche a rischio l&#8217;equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali anche in aree di elevato pregio naturalistico&#8221;. L&#8217;assalto degli animali selvatici, continua l&#8217;associazione agricola, &#8220;aggrava la situazione di difficolta&#8217; nelle campagne dove mancano almeno 200mila lavoratori stagionali per la chiusura delle frontiere agli stranieri che ogni anno arrivavano dall&#8217;estero garantendo un quarto delle giornate lavorative nei campi, per poi tornare nel proprio Paese&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/19/coronavirus-nei-campi-piu-cinghiali-che-lavoratori/">Coronavirus: nei campi più cinghiali che lavoratori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coronavirus: 2 mln di cinghiali senza più freni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/04/02/coronavirus-2-mln-di-cinghiali-senza-piu-freni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 13:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;emergenza coronavirus salgono a oltre due milioni i cinghiali che circolano senza freni per campagne e citta&#8217; senza piu&#8217; freni danneggiando i raccolti e mettendo a rischio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/02/coronavirus-2-mln-di-cinghiali-senza-piu-freni/">Coronavirus: 2 mln di cinghiali senza più freni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;emergenza coronavirus salgono a oltre due milioni i cinghiali che circolano senza freni per campagne e citta&#8217; senza piu&#8217; freni danneggiando i raccolti e mettendo a rischio la sicurezza delle famiglie anche nelle poche occasioni in cui e&#8217; permesso uscire di casa. E&#8217; l&#8217;allarme lanciato dalla Coldiretti in riferimento alla moltiplicazione degli avvistamenti di cinghiali e animali selvatici che sempre piu&#8217; spesso si spingono nei centri abitati, con segnalazioni nei paesi e nelle grandi citta&#8217; oltre che nelle coltivate, dalla Lombardia alla Calabria, dalle Marche alla Puglia, dalla Liguria al Lazio, dalla Lombardia all&#8217;Abruzzo fino alla Sicilia. &#8220;A differenza di quanto accade per le scimmie in Thailandia, i caproni selvatici nel Galles e i cervi in Giappone, in Italia a rischio- sottolinea la Coldiretti- non ci sono solo i raccolti resi piu&#8217; preziosi in questo momento dalla necessita&#8217; di assicurare adeguate forniture alimentari con l&#8217;emergenza Coronavirus, ma anche la sicurezza dei cittadini che in alcuni territori sono assediati dagli animali selvatici sull&#8217;uscio di casa. Una situazione aggravata dal fatto che- evidenzia la Coldiretti- con l&#8217;emergenza coronavirus spesso sono stati sospesi i servizi di contenimento e i selezionatori, chiusi gli ambiti territoriali di caccia e la polizia provinciale impegnata nei controlli stradali per la quarantena. In Piemonte con lo stop al contenimento e con meno gente a presidiare i territori, i cinghiali stanno invadendo le campagne: nelle provincie di Asti, Novara e Alessandria si registrano avvistamenti alle porte delle citta&#8217; e danni a vigneti, a campi seminati, ortaggi e vigneti. In Emilia Romagna nel Bolognese i cinghiali sono fuori controllo con una popolazione di parecchie migliaia di esemplari con gravi danni per i campi coltivati che vengono letteralmente distrutti da periodiche incursioni- spiega la Coldiretti- una situazione aggravata dal fatto che con l&#8217;emergenza sanitaria la caccia di selezione e i piani di controllo sono fermi. In Lombardia con strade e citta&#8217; vuote i cinghiali si muovono ancora piu&#8217; indisturbati: in provincia di Como, sono stati avvistati sulle principali strade di collegamento interno e con la Svizzera, nel Varesotto si spingono fin nei giardini delle abitazioni, dopo aver devastato prati e campi coltivati, anche in provincia di Lodi, soprattutto nella Bassa a ridosso del fiume Po, e nel Milanese nella fascia ovest del capoluogo. In Veneto ci sono bande di cinghiali a spasso per i centri abitati dei Colli Euganei o nelle campagne tra vigneti doc e nel Bellunese hanno devastato vaste porzioni di terreno, mettendo a serio rischio non solo i pascoli, ma anche la fioritura dei narcisi di Pian Coltura e monte Garda&#8221;.</p>
<p>&#8220;In Liguria si moltiplicano gli avvistamenti soprattutto nel Levante, ma anche nel resto della regione dove viene minacciata anche la tenuta dei tradizionali muretti a secco e nel capoluogo regionale sono stati segnalati da Castelletto fino al Porto Antico, Ospedale San Martino, e lungo tutto l&#8217;alveo dei torrenti Polcevera e Bisagno. In Toscana tra Firenze Pistoia e Prato i cinghiali si sono spinti fino ai confini dei centri abitati&#8221;. &#8220;Nelle Marche si moltiplicano le razzie con incursioni a Jesi, in zona Ripa Bianca, dove una quarantina di cinghiali ha distrutto i germogli di cece di un&#8217;azienda agricola, ma anche a Fabriano e a Serra San Quirico. Nell&#8217;Ascolano, a Montemonaco- spiega la Coldiretti- a farne le spese sono state le colture di patate, ceci e lenticchia mentre l&#8217;intera area interna della provincia di Macerata lamenta danni su cereali e foraggio. I timori maggiori sono legati alle prossime semine di girasole ma, soprattutto, alle coltivazioni per l&#8217;alimentazione degli animali negli allevamenti. In Abruzzo nell&#8217;area della Majella gli ungulati utilizzano vanno a pranzo nei campi coltivati, mentre un branco di cinghiali e&#8217; stato avvisato in un vigneto di una frazione di Roseto, in provincia di Teramo, a pochi chilometri dalle abitazioni. In Campania si registra un incremento soprattutto nelle aree interne con danni a vigneti, uliveti e nei campi, dove scavano alla ricerca di radici e tuberi. In Molise I cinghiali girano incontrastati ovunque fra campi e strade, spesso entrano nei centri abitati e provocano incidenti stradali e per molti agricoltori e&#8217; diventato impossibile coltivare &#8211; evidenzia la Coldiretti &#8211; e nemmeno le recinzioni, che molti imprenditori hanno costruito a proprie spese per proteggere i campi, si stanno dimostrando efficaci perche&#8217; i branchi spesso le travolgono. Non passa giorno che alla Coldiretti non arrivino richieste di aiuto e segnalazioni sulla drammaticita&#8217; della situazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nel Lazio a Roma il Comune ha dato mandato agli uffici di attivare il protocollo anti-cinghiali che in alcune zone periferiche della citta&#8217; si aggirano talvolta tra le case, mentre in Umbria- sottolinea la Coldiretti- non si fermano le segnalazioni sulla loro presenza a ridosso delle citta&#8217; e i danni all&#8217;agricoltura con gli ultimi casi nelle campagne di Narni e Acquasparta in provincia di Terni, dove sono stati devastati campi di cereali. In Calabria colpiti ortaggi e frutteti cereali, vigneti e impianti di kiwi fino ai centri abitati con addirittura tranquille passeggiate sul lungomare, fra abitazioni e negozi. In Puglia i cinghiali imperversano con attacchi agli animali nei pascoli e raid nelle campagne con una recrudescenza del fenomeno proprio nel periodo di emergenza coronavirus con branchi in provincia di Bari soprattutto sull&#8217;Alta Murgia e sul Gargano in provincia di Foggia. In Sardegna avvistato un branco che girava tranquillamente la notte a Sassari, mentre in Sicilia la situazione sulle Madonie, nel Palermitano, e&#8217; tragica con i cinghiali che usano il fieno delle aziende per dormire dopo aver devastato i campi seminati con stesso problema sui Nebrodi nel Messinese mettendo a rischio anche l&#8217;incolumita&#8217; degli agricoltori che ogni giorno rischiano di essere attaccati&#8221;. &#8220;In Italia ci sono diecimila incidenti stradali all&#8217;anno causati da animali selvatici e oltre otto italiani su 10 (81%)- secondo l&#8217;indagine Coldiretti/Ixe&#8217;- pensano che l&#8217;emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero. Il 69% degli italiani ritiene che siano troppo numerosi mentre c&#8217;e&#8217; addirittura un 58% che li considera una vera e propria minaccia per la popolazione, oltre che un serio problema per le coltivazioni e per l&#8217;equilibrio ambientale come pensa il 75% degli intervistati che si sono formati un&#8217;opinione. Il risultato e&#8217; che oltre sei italiani su 10 (62%) ne hanno una reale paura e quasi la meta&#8217; (48%) non prenderebbe addirittura casa in una zona infestata dai cinghiali. La proliferazione senza freni dei cinghiali- conclude la Coldiretti- sta mettendo anche a rischio l&#8217;equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali anche in aree di elevato pregio naturalistico&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/02/coronavirus-2-mln-di-cinghiali-senza-piu-freni/">Coronavirus: 2 mln di cinghiali senza più freni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>No agli abbattimenti dei cinghiali nelle aree protette: sarebbero illegittimi e devastanti per gli ecosistemi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/09/21/no-agli-abbattimenti-dei-cinghiali-nelle-aree-protette-sarebbero-illegittimi-e-devastanti-per-gli-ecosistemi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 12:13:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[abbattimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Appennino Ecosistema]]></category>
		<category><![CDATA[aree protette]]></category>
		<category><![CDATA[Cinghiali]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema]]></category>
		<category><![CDATA[i]]></category>
		<category><![CDATA[Sarah Gregg]]></category>
		<category><![CDATA[sindaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una formale diffida è stata inviata oggi dall’Associazione ecologista Appennino Ecosistema a 43 Sindaci della Valle del Sangro-Aventino e per conoscenza al Prefetto di Chieti ed al Corpo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/09/21/no-agli-abbattimenti-dei-cinghiali-nelle-aree-protette-sarebbero-illegittimi-e-devastanti-per-gli-ecosistemi/">No agli abbattimenti dei cinghiali nelle aree protette: sarebbero illegittimi e devastanti per gli ecosistemi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una formale diffida è stata inviata oggi dall’Associazione ecologista Appennino Ecosistema a 43 Sindaci della Valle del Sangro-Aventino e per conoscenza al Prefetto di Chieti ed al Corpo Forestale dello Stato. L’associazione contesta la ragionevolezza e la legittimità della ventilata ordinanza proposta ieri dai 43 Sindaci che, per arginare il fenomeno della sovrappopolazione di cinghiali nella zona del versante orientale della Majella, consentirebbe l’uccisione dei cinghiali anche nelle aree protette.<br />
Si tratterebbe infatti di consentire vere e proprie attività venatorie, seppur limitate ad una sola specie, anche nel territorio del Parco Nazionale della Majella, del Sito di Interesse Comunitario IT7140203 (Maiella) e della Zona di Protezione Speciale IT7140129 (Parco Nazionale della Maiella).</p>
<p>Ogni attività di disturbo (o addirittura uccisione) della fauna selvatica e degli habitat naturali è infatti assolutamente vietata in queste aree dalla Direttiva habitat dell’Unione Europea (e relative normative nazionali di recepimento ed applicazione), dalla Legge quadro sulle aree protette n. 394/1991 e dall’art. 733-bis del codice penale. Qualsiasi deroga può essere ottenuta solo dopo la realizzazione di un apposito Studio di incidenza ambientale, una specifica autorizzazione del Ministero dell’Ambiente ed il controllo completo delle operazioni da parte dell’Ente Parco.</p>
<p>Il ventilato provvedimento sindacale sarebbe quindi assolutamente illegittimo e passibile di denuncia o ricorso amministrativo. Ma lo stesso sarebbe anche palesemente irragionevole ed inefficace, in quanto è dimostrato che la fertilità dei cinghiali è notevolmente più alta quando sono sottoposti a pressione venatoria elevata. Quando la caccia è intensa, infatti, la maturità sessuale viene raggiunta prima, mentre nei territori in cui sono presenti pochi cacciatori la fecondità è minore e la maturità sessuale viene raggiunta più tardi. La caccia e gli abbattimenti selettivi aumentano la dimensione di popolazione dei cinghiali anche in modo indiretto: infatti, questi animali hanno una struttura sociale molto sensibile. Una cinghialessa dominante va in estro solo una volta all&#8217;anno e guida il gruppo, così come le altre femmine del gruppo che ne sono influenzate. Se la femmina dominante viene uccisa, il gruppo si disperde, gli animali senza guida irrompono nei campi, tutte le femminine diventano feconde più volte nell&#8217;anno e si riproducono in modo incontrollato.</p>
<p>Nelle aree protette, poi, la caccia e gli abbattimenti selettivi produrrebbero un forte disturbo anche nei confronti dei predatori naturali dei cinghiali (come i lupi), con il risultato di ostacolare le naturali dinamiche predatori-prede, in grado di ottenere il contenimento delle popolazioni di cinghiali senza alcuno sforzo. L’eventuale uso di cani da caccia, inoltre, produrrebbe un disturbo ancora maggiore ed aumenterebbe i rischi legati al randagismo canino. Questo non sarebbe certo un intervento isolato, infatti per mantenere dimensioni “accettabili” delle popolazioni di cinghiali sarebbe necessario ripetere gli interventi continuamente, anche ad intervalli ravvicinati, con relativo ed inevitabile effetto moltiplicatore sul disturbo. Sarebbe come, in pratica, legalizzare la caccia anche nelle aree protette.<br />
Occorre invece promuovere azioni per migliorare lo stato dei nostri ecosistemi: dove questi sono ben funzionanti, infatti, gli equilibri naturali si auto-mantengono in uno stato stazionario a tempo indefinito, se non perturbati dall’uomo. In queste aree, le popolazioni di animali selvatici possono subire fluttuazioni quantitative nel tempo, ma alla fine si equilibrano spontaneamente per l’effetto di dinamiche interne ed esterne (esaurimento delle risorse alimentari, azione di organismi patogeni, etc.). Ed occorre sviluppare politiche scientificamente basate: nella nostra Regione, invece, non sono mai state concretamente attuate le “Linee guida per la gestione del cinghiale nelle aree protette” redatte dall’ISPRA e non sono mai state istituite le aree contigue ai Parchi, previste dalla Legge quadro sulle aree protette n. 394/1991, ove sarebbe invece possibile gestire la caccia in modo razionale, creando delle zone-cuscinetto tra i Parchi e il resto del territorio.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Sarah Gregg</strong></p>
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