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	<title>cisl abruzzo Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Cisl Abruzzo: scendono ammortizzatori ma ripresa lenta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2015 10:59:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[ammortizzatori sociali]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Crolla la cassa integrazione nel primo semestre di quest&#8217;anno e, per la prima volta dopo tanti anni, scende in tutte e tre le sue componenti: ordinaria, straordinaria e deroga. Il dato piu&#8217; interessante e&#8217; la netta diminuzione delle ore di straordinaria, che da tempo rimanevano stabili a livelli molto elevati, rivelando tutta la debolezza di un sistema industriale devastato da continue e ricorrenti crisi strutturali. Il ricorso agli ammortizzatori in deroga e&#8217; oramai molto limitato anche per effetto delle nuove regole introdotte dal Governo. &#8220;La possibilita&#8217; di richiedere non piu&#8217; di 5 mesi nell&#8217;arco di un anno e il divieto di utilizzarlo in caso di cessazione di attivita&#8217;, rende sempre piu&#8217; complicato l&#8217;uso di questo strumento nelle crisi aziendali. E&#8217; prevedibile un&#8217;ulteriore discesa degli interventi in deroga anche nella seconda parte di quest&#8217;anno &#8211; dichiara Maurizio Spina, segretario generale della Cisl Abruzzo Molise. Almeno, pero&#8217;, c&#8217;e&#8217; un dato positivo: il Governo, dopo aver sbloccato recentemente i pagamenti relativi al 2014, fermi all&#8217;aprile dello scorso anno, ha finalmente trovato le risorse anche per saldare il primo semestre di quest&#8217;anno. Per migliaia di lavoratori abruzzesi, dopo mesi senza lavoro e senza reddito, questa e&#8217; la prima notizia positiva&#8221;. La caduta degli ammortizzatori sociali e&#8217; un altro indicatore di una ripresa economica della nostra Regione, ancora debole e incerta, ma confermata dal saldo positivo delle imprese che nel secondo trimestre di quest&#8217;anno, tra nuove iscrizioni e cessazioni, sono cresciute di quasi 900 unita&#8217;. Rimane fermo tuttavia, con un saldo leggermente negativo, il comparto artigiano. &#8220;Ma le imprese abruzzesi &#8211; osserva il sindacalista &#8211; non hanno ancora superato i momenti difficili &#8211; e tra aprile e giugno il dato delle procedure concorsuali (un centinaio tra fallimenti e concordati) pur in discesa, si mantiene sostenuto, molto piu&#8217; che nel resto del paese. Anche i dati sull&#8217;occupazione presentano, insieme, aspetti positivi e negativi. Secondo l&#8217;Osservatorio Inps sul precariato, nei primi 5 mesi di quest&#8217;anno il divario (la forbice) tra assunzioni e cessazioni, che nello stesso periodo del 2013 era quasi inesistente, e&#8217; decisamente cresciuto determinando un saldo attivo di 12.500 contratti. Sale quindi l&#8217;occupazione, e sale soprattutto grazie ai nuovi contratti a tempo indeterminato, spinti dagli incentivi del Jobs act&#8221;.</p>
<p>Anche in Abruzzo la nuova occupazione e&#8217; stabile, ma e&#8217; in gran parte sostitutiva e non aggiuntiva rispetto ai livelli dei periodi precedenti &#8211; afferma Maurizio Spina -. I contratti a tempo indeterminato sono cresciuti quasi del 9% rispetto allo scorso anno, ma si fermano i contratti a termine e, soprattutto, crollano i contratti di apprendistato. Questo e&#8217; un fatto spiegabile, ma non e&#8217; certamente una buona notizia&#8221;. Il contratto di apprendistato, in tutte le sue tipologie, non e&#8217; mai decollato in Italia &#8211; questo il commento della Cisl &#8211; nonostante gli interventi governativi che hanno pressoche&#8217; azzerato i contributi previdenziali a carico delle aziende, senza riuscire tuttavia a superane le resistenze. &#8220;Restano gli oneri formativi e procedurali, che incomprensibilmente ancora spaventano gli imprenditori&#8221;. &#8220;In una Regione che e&#8217; in stallo demografico, che continua a decrescere anno dopo anno per effetto della bassa natalita&#8217;, che vede la fascia di popolazione anziana, sopra i 65 anni, salire al 35% rispetto alla popolazione attiva (dai 15 ai 64 anni), uno dei pochi rimedi per rendere sostenibile il sistema economico e sociale e&#8217; quello di aumentare gli occupati, specialmente tra i giovani e le donne &#8211; continua Spina -. La Cisl confida molto nel decreto legislativo appena approvato (D. lgs. 81/2015) che riforma i contratti di lavoro e rende effettivamente possibile l&#8217;accesso all&#8217;apprendistato agli studenti delle scuole superiori. Anche nella nostra Regione, con una disoccupazione al 13% ed una presenza elevata di giovani che non studiano e non lavorano, bisogna percorrere la strada dei tirocini formativi e dell&#8217;apprendistato in azienda, per rendere piu&#8217; agevole il passaggio dalla scuola al lavoro. Ma e&#8217; necessario adesso un confronto a tutto campo con imprenditori e istituzioni, locali e regionale: i nuovi ammortizzatori sociali, la riforma dei centri per l&#8217;impiego, l&#8217;individuazione di percorsi di politica attiva per ricollocare disoccupati e cassintegrati, il nuovo sistema duale introdotto dal Jobs act, i percorsi formativi e le altre misure previste da Garanzia Giovani richiedono una forte condivisione, degli impegni precisi delle parti sociali e istituzionali per rendere possibile il consolidamento della ripresa e per sostenere decisamente il rilancio di un&#8217;occupazione piu&#8217; stabile&#8221;, conclude il segretario Maurizio Spina.</p>
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