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	<title>classe energetica G Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Case, il 30% degli edifici è ancora in classe G: la transizione energetica divide l’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 14:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia quasi un edificio su tre è ancora in classe energetica G, la più bassa in termini di efficienza. È un dato che pesa non solo sul fronte ambientale, ma anche su quello economico. Perché la transizione energetica passa anche – e soprattutto – dal mattone. Secondo un’elaborazione Resolglass su dati SIAPE/ENEA, il patrimonio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/02/27/case-il-30-degli-edifici-e-ancora-in-classe-g-la-transizione-energetica-divide-litalia/">Case, il 30% degli edifici è ancora in classe G: la transizione energetica divide l’Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p>In Italia quasi un edificio su tre è ancora in <strong>classe energetica G</strong>, la più bassa in termini di efficienza. È un dato che pesa non solo sul fronte ambientale, ma anche su quello economico. Perché la <strong>transizione energetica</strong> passa anche – e soprattutto – dal mattone.</p>



<p>Secondo un’elaborazione Resolglass su dati SIAPE/ENEA, il patrimonio immobiliare nazionale oggi si distribuisce così: <strong>12% in classe A</strong>, 33% tra B-C-D, 25% nelle classi E-F e ben <strong>30% in classe G</strong>. Una fotografia che evidenzia ritardi strutturali ma anche forti differenze territoriali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Italia a due velocità: Nord più virtuoso, Sud più fragile</h3>



<p>La mappa regionale mostra un Paese diviso sul piano dell’efficienza energetica.</p>



<p>Nel Nord Italia la quota di edifici in classe G è generalmente inferiore alla media nazionale. <strong>Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta</strong> emergono come le regioni più virtuose, con una maggiore presenza di immobili nelle classi energetiche elevate.</p>



<p>Nel Centro il quadro è più eterogeneo: <strong>Lazio, Umbria e Abruzzo</strong> presentano ancora una percentuale significativa di edifici energivori.</p>



<p>Nel Sud e nelle Isole il divario si amplia ulteriormente. <strong>Calabria e Campania</strong> risultano tra le regioni con la maggiore concentrazione di immobili in classe F e G. Un dato che segnala ampi margini di intervento, ma anche un rischio concreto di <strong>svalutazione immobiliare</strong> in un contesto normativo europeo sempre più stringente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Non solo clima: il nodo è anche economico</h3>



<p>Il settore edilizio in Europa è responsabile del <strong>36% delle emissioni complessive di CO₂</strong>. Accelerare sulla riqualificazione energetica non è solo una scelta ambientale, ma una strategia economica.</p>



<p>Secondo le analisi Resolglass, <strong>raddoppiare il tasso di riqualificazione</strong> potrebbe ridurre fino al <strong>14% delle emissioni urbane</strong>. Ma l’impatto riguarda anche il mercato immobiliare: gli edifici meno efficienti rischiano di perdere competitività, soprattutto nei grandi centri urbani dove la domanda è più selettiva.</p>



<p>«La transizione climatica si gioca sulla qualità del costruito, non solo sulle fonti energetiche», sottolinea <strong>Enrico Scozzari, CEO del Gruppo Resolfin</strong>. «Intervenire sull’involucro significa ridurre in modo permanente le dispersioni e proteggere il valore dell’immobile nel tempo».</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le proiezioni: cosa cambia al 2030 e al 2050</h3>



<p>Le stime delineano uno scenario in graduale miglioramento.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Entro il 2030</strong> la quota di edifici in classe A potrebbe salire al 16%, mentre la classe G scendere al 25%.</li>



<li><strong>Entro il 2050</strong> si ipotizza un cambio strutturale: 40% degli immobili in classe A e solo 5% in classe G.</li>
</ul>



<p>Un’evoluzione coerente con gli obiettivi europei di neutralità climatica, ma che richiede investimenti massicci e continuità nelle politiche di incentivazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’involucro edilizio come leva strategica</h3>



<p>Il cuore della riqualificazione è l’<strong>involucro dell’edificio</strong>: isolamento termico avanzato, facciate performanti, serramenti evoluti, riduzione dei ponti termici e utilizzo di materiali sostenibili.</p>



<p>Non si tratta solo di abbattere le emissioni. Migliorare l’efficienza energetica significa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ridurre i costi in bolletta per le famiglie</li>



<li>Aumentare il valore patrimoniale degli immobili</li>



<li>Rendere le città più sostenibili</li>



<li>Allinearsi agli standard europei</li>
</ul>



<p>La sfida, quindi, non riguarda esclusivamente l’ambiente. È una questione di competitività, di equità territoriale e di futuro del patrimonio edilizio italiano in un’economia a basse emissioni.</p>
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