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		<title>Elezioni in Israele: le procedure per formare il governo senza maggioranza assoluta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 13:03:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo le elezioni del 27 ottobre, il presidente Isaac Herzog avvierà le procedure per formare il governo in caso di assenza di maggioranza assoluta alla Kna</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/10/28/elezioni-israele-ecco-cosa-succede-senza-una-maggioranza-assoluta/">Elezioni in Israele: le procedure per formare il governo senza maggioranza assoluta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Le elezioni politiche tenutesi in Israele il 27 ottobre, le prime da quando è iniziato l&#8217;attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e i successivi tre anni di guerra, hanno portato a uno scrutinio che potrebbe non garantire a nessuno dei due principali blocchi la maggioranza assoluta. I risultati parziali indicano un leggero vantaggio per il blocco dell&#8217;attuale primo ministro, Benjamin Netanyahu, rispetto a quello di Eisenkot, ma la soglia critica per la Knesset è fissata a 61 seggi su 120. La mancanza di una maggioranza netta attiva una serie di procedure istituzionali precise per la formazione del nuovo esecutivo.</p>
<p>I risultati ufficiali verranno pubblicati entro otto giorni dal voto. Successivamente, il presidente israeliano, Isaac Herzog, avrà a disposizione sette giorni per consultare i rappresentanti di tutte le liste ammesse alla Knesset. L&#8217;obiettivo è affidare l&#8217;incarico di formare il governo al parlamentare con le maggiori probabilità di successo.</p>
<p>Una volta ricevuto l&#8217;incarico, il prescelto avrà 28 giorni per negoziare con i partiti e costruire una coalizione, termine che può essere prorogato di ulteriori 14 giorni se necessario. Qualora il primo tentativo fallisse, il presidente Herzog dovrebbe scegliere tra due alternative principali. La prima consiste nell&#8217;affidare un secondo incarico a un diverso parlamentare, il quale disporrebbe di 28 giorni per trattare, senza possibilità di proroga.</p>
<p>La seconda opzione prevede la ri-messa in discussione del parlamento monocamerale dello Stato di Israele, la Knesset. Se anche il secondo tentativo non portasse alla formazione di un governo, si aprirebbe una finestra di 21 giorni. In questo periodo, 61 parlamentari avrebbero la possibilità di chiedere al presidente di incaricare un nome specifico.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo disporrebbe poi di 14 giorni per tentare di formare un governo. In caso di fallimento definitivo di tutte le procedure, è previsto il ritorno alle urne entro 90 giorni. Al di là dell&#8217;iter istituzionale, le vie di uscita dallo stallo politico sono sostanzialmente tre.</p>
<p>Se il blocco guidato da Benjamin Netanyahu restasse sotto la soglia dei 61 deputati, dovrebbe attrarre uno o più partiti o parlamentari dal campo avversario per tornare al governo. Questo passaggio appare complesso, poiché i principali leader dell&#8217;opposizione hanno escluso durante la campagna elettorale un esecutivo ancora guidato dal premier uscente. Anche per Gadi Eisenkot la situazione è delicata.</p>
<p>Con gli attuali rapporti di forza, un governo alternativo necessiterebbe in qualche forma del sostegno dei partiti arabi, che con il procedere dello scrutinio stanno conquistando un numero di seggi potenzialmente decisivo. Una possibilità sarebbe un esecutivo di minoranza sostenuto dall&#8217;esterno, oppure un accordo più strutturato con Ra’am di Mansour Abbas. Tuttavia, questa soluzione divide il fronte anti-Netanyahu: Avigdor Lieberman, per esempio, ha già escluso sia l’ingresso dei partiti arabi nella coalizione sia il sostegno a un governo di minoranza.</p>
<p>Sul tavolo resta anche l’ipotesi di una coalizione più ampia tra forze dei due schieramenti, eventualmente con una formula di rotazione alla guida del governo. Questa strada presenta forti ostacoli politici, a cominciare dal veto posto da diversi leader dell’opposizione sulla permanenza di Netanyahu alla premiership. Una possibile alternativa sarebbe un’intesa con il Likud senza Netanyahu, prospettiva evocata apertamente da Lieberman ma finora priva di segnali concreti all’interno del partito.</p>
<p>Se nessuna di queste combinazioni dovesse prendere forma, lo stallo potrebbe infine riportare Israele alle urne, come già avvenuto ripetutamente tra il 2019 e il 2022.</p>
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