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	<title>commemorazione Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Terremoto Amatrice, il 24 Messa di commemorazione</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Aug 2019 19:02:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;A seguito di un incontro tra l&#8217;Amministrazione comunale di Amatrice e i familiari delle vittime del sisma del 24 agosto 2016, si e&#8217; di comune accordo deciso che la veglia notturna di commemorazione sara&#8217; celebrata in forma privata, mentre la Santa Messa del 24 agosto alle ore 11, che sara&#8217; officiata dal Vescovo di Rieti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;A seguito di un incontro tra l&#8217;Amministrazione comunale di Amatrice e i familiari delle vittime del sisma del 24 agosto 2016, si e&#8217; di comune accordo deciso che la veglia notturna di commemorazione sara&#8217; celebrata in forma privata, mentre la Santa Messa del 24 agosto alle ore 11, che sara&#8217; officiata dal Vescovo di Rieti Monsignor Domenico Pompili presso il Palazzetto dello Sport, e&#8217; prevista in forma pubblica. Faccio appello alla stampa, alle Istituzioni, ai politici, affinche&#8217; il volere dei familiari delle vittime sia rispettato. Siamo a disposizione 364 giorni l&#8217;anno, quella notte abbiamo bisogno di stare tra noi, senza telecamere, senza persone esterne alla comunita&#8217; amatriciana. Saremo pronti ad accogliere gli amici che vorranno celebrare con noi il terzo anniversario del grande sisma nella mattinata del 24 agosto, durante la Santa Messa&#8221;. Lo dichiara in una nota il Sindaco di Amatrice Antonio Fontanella. La Santa Messa del 24 agosto alle ore 11 sara&#8217; celebrata presso il Palazzetto dello Sport e sara&#8217; trasmessa in diretta da Rai Uno.</p>
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		<title>Ponte Morandi: commemorazione delle vittime a Genova</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Aug 2019 10:56:39 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, a un anno dalla tragedia, cerimonia di commemorazione delle 43 vittime del Ponte Morandi a Genova.&nbsp;<br />
“A distanza di un anno dal tragico crollo del ponte Morandi, Genova è qui. E con noi prega per le vittime, angeli della città. Li pensiamo nella luce, tra le braccia di Dio. E con gli occhi della fede li vediamo affacciarsi dalla finestra del cielo mentre pregano per i loro cari, per tutti noi: Genova non li dimenticherà mai”. Lo dice arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, nell’omelia.</p>
<p>“Abbiamo stampata nell’anima una luce che ha sfidato l’oscurità di quei momenti funesti. Una luce che, man mano, si è ingrandita, si è fatta largo tra le macerie alla ricerca di vita: è la luce dei soccorritori sbucati da ogni dove, come se fossero miracolosamente pronti ad essere presenti e operativi”, ricorda il cardinale Bagnasco..<br />
“Il Vangelo di oggi ci esorta e, come sempre, ci aiuta: Gesù, il Figlio eterno di Dio, ci assicura che ‘dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro’. Ci può essere oggi parola più illuminante per il nostro popolo? Lo stare insieme, lo sperare e lavorare insieme, insieme camminare e guardare al bene non individuale ma comune, non è solo una regola d’oro per la città e un modo per onorare i defunti, ma è anche la garanzia di una presenza più grande, di un amore che ci abbraccia, e tutti conforta e rafforza: è la presenza e l’amore di Dio”. Lo dice arcivescovo di Genova. “Le nostre forze non sono piccole, così il desiderio di giustizia e di bene- prosegue il porporato- ma per esperienza sappiamo quanto siamo fragili, quanto possiamo essere attraversati da egoismi e miopie, da rivalità e divisioni, da dimenticanze. Se restiamo uniti e ci lasciamo umilmente abbracciare da Dio, allora saremo capaci di abbracciarci gli uni gli altri. E le nostre capacità -come i pochi pani e pesci della parabola evangelica- si moltiplicheranno e faranno miracoli. Sia così, cari amici, sia così per il bene di noi tutti, delle giovani generazioni di cui siamo responsabili, sia così per il bene di Genova e del nostro amato Paese”.</p>
<p>“La giustizia vada fino in fondo senza remore, svelando responsabilita’ e sanzionando colpevoli”. Nel nome delle vittime “dobbiamo lavorare per mettere a nudo fragilita’, pecche e rischi del nostro sistema infrastrutturale e per modernizzare il meccanismo dei controlli rendendolo sempre piu’ efficace. Perche’ tragedie come quella del Ponte Morandi non devono ripetersi mai piu&#8217;”. Lo scrive il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un intervento pubblicato dal quotidiano di Genova Secolo XIX. “Anche a Genova cosi’ come in ogni parte del territorio colpito da calamita’ o da incidenti si gioca il prestigio della Repubblica e la sua capacita’ di essere realmente una comunita’ nazionale”, scrive il capo dello Stato che ricorda come “un anno” non sia “trascorso invano”. Il progetto di nuovo ponte sara’ in grado di rammendare la ferita inferta dal crollo. “Rammendare non significa cancellare: il nuovo ponte ricordera’ per sempre quelle vittime innocenti di una tragedia causata dall’uomo che si poteva e doveva evitare”. La presenza a Genova delle piu’ alte istituzioni “ha il significato di testimoniare unanime sostegno, non solo a parole, a una città e alla tenacia e al coraggio dei suoi abitanti, che hanno diritto alla rinascita economica e sociale attraverso lo sviluppo di una rete di infrastrutture e servizi capace di accompagnarne ed esaltarne lo spirito imprenditoriale”.</p>
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		<title>Caduti Monte Cefalone, il ricordo due anni dopo</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2019 18:36:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un convegno all’Aquila dedicato all’HEMS (Helicopter Emergency Medical Services), agli sviluppi futuri dell’eliambulanza, ma anche l’intitolazione, a Teramo, di un parco fluviale che porta il nome di Davide De Carolis. Due importanti iniziative per commemorare le vittime di monte Cefalone, l’incidente che ha coinvolto l’elicottero del 118 dell’Aquila il 24 gennaio 2017, quando persero la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un convegno all’Aquila dedicato all’HEMS (Helicopter Emergency Medical Services), agli sviluppi futuri dell’eliambulanza, ma anche l’intitolazione, a Teramo, di un parco fluviale che porta il nome di Davide De Carolis. Due importanti iniziative per commemorare le vittime di monte Cefalone, l’incidente che ha coinvolto l’elicottero del 118 dell’Aquila il 24 gennaio 2017, quando persero la vita i cinque membri dell’equipaggio insieme all’uomo che poco prima era stato soccorso sui campi da sci.</p>
<p>Il convegno, già alla sua seconda edizione presso il Blocco 11 del Polo Didattico dell’Università dell’Aquila, è nato grazie all’impegno dell’Istituto di Anestesia e Rianimazione, ma anche del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo e del 118 dell’Aquila, con lo scopo, anno dopo anno, di dedicare una intera giornata al futuro della tecnologia e delle buone pratiche da impiegare nella medicina di emergenza.</p>
<p>Dopo i saluti ufficiali del vicesindaco dell’Aquila Guido Quintino Liris, della rettrice dell’Università dell’Aquila Paola Inverardi, del Direttore Generale della Asl 1 Rinaldo Tordera e del Direttore del Mesva Guido Macchiarelli, i lavori hanno preso il via dalla presentazione del progetto promosso dal prof. Franco Marinangeli, Primario di Anestesia e Rianimazione al San Salvatore dell’Aquila e Responsabile Scientifico del convegno insieme al medico del Soccorso Alpino e Speleologico Gianluca Facchetti.</p>
<p>Il SIMULAQ-EC KJT, è questo il nome del progetto presentato da Marinangeli, prevede la creazione di un centro di simulazione medica avanzata, realizzato con l’accordo tra Università e ASL. La simulazione in aula, su scenari medici complessi, diventa così di primaria importanza per la formazione del personale sanitario.</p>
<p>Segue il progetto LEONARDO- UNIVAQ, nato anche questo dalla collaborazione con l’Università dell’Aquila e questa volta con la Leonardo elicotteri, per lo sviluppo e il potenziamento del sistema dell&#8217;emergenza e dell&#8217;elisoccorso tramite una sperimentazione scientifica rigorosa.</p>
<p>L’ingegnere aerospaziale Emanuele Bufano ha invece presentato le ultime frontiere nel campo delle rotte codificate per voli PBN (Performance Based Navigation), i cosiddetti “voli ogni tempo” che ad oggi rappresentano un assoluto traguardo per l’Hems.</p>
<p>A conclusione della prima parte del convegno è stata celebrata la Messa commemorativa nella Cappella di Sant’Alessio dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila.</p>
<p>La seconda sezione, coordinata da Franco Marinangeli, Gianluca Facchetti e dal responsabile UOC del 118 L’Aquila Gino Bianchi, è poi ripresa nel primo pomeriggio con Pierre Ferraud, responsabile sanitario Hems di Air Glaciers nel Sion, Canton Vallese Svizzero, Silvia Roero responsabile Hems Aosta, Christian Salaroli Hems Bergamo, responsabile del Progetto ipotermia Regione Lombardia. A seguire l’intervento di Giacomo Strapazzon, vicedirettore dell&#8217;Eurac e professore associato della facoltà di medicina di Innsbruck.</p>
<p>È intervenuto infine Paolo Righetti, comandante pilota Hems L&#8217;Aquila dall’esperienza pluriventennale.</p>
<p>L’amministrazione comunale di Teramo, alla presenza delle autorità locali, dei tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico e dei familiari del giovane scomparso, ha invece voluto intitolare, nella cerimonia svoltasi stamane nel Parco della Scienza di Gammarana, un parco fluviale a Davide De Carolis, il tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo che viaggiava a bordo dell’elicottero del 118 dell’Aquila il 24 dicembre del 2017.</p>
<p>Come da una nota del Comune, l’iniziativa è nata dal desiderio di dedicare a Davide un parco molto frequentato da bambini e da sportivi della sua città natale, volendo stabilire un collegamento tra l’eroico alpinista e psicologo scomparso e la natura incontaminata che lui amava tanto.</p>
<p>La commemorazione si concluderà con la Fiaccolata in programma a L’Aquila, in località Campo Felice</p>
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		<title>3 settembre del 1982 la mafia uccise Dalla Chiesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Sep 2017 14:41:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160;35 anni fa veniva ucciso a Palermo il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Per commemorare l’anniversario della morte oggi le istituzioni dello Stato sono&#160;in via Isidoro Carini.&#160;Il presidente della Repubblica,&#160;Sergio Mattarella, ha deposto una corona di alloro sotto la&#160;lapide che ricorda l’eccidio&#160;in cui persero la vita anche la moglie del generale, Emanuela Setti Carraro, e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;35 anni fa veniva ucciso a Palermo il generale <strong>Carlo Alberto Dalla Chiesa</strong>. Per commemorare l’anniversario della morte oggi le istituzioni dello Stato sono&nbsp;<strong>in via Isidoro Carini.</strong>&nbsp;Il presidente della Repubblica,<strong>&nbsp;Sergio Mattarella</strong>, ha deposto una corona di alloro sotto la<strong>&nbsp;lapide che ricorda l’eccidio</strong>&nbsp;in cui persero la vita anche la moglie del generale, Emanuela Setti Carraro, e l’agente di polizia Domenico Russo.</p>
<p>“Quando fu nominato&nbsp;<strong>‘super prefetto’</strong>&nbsp;a Palermo in molte persone si accese la speranza. Del resto il carisma,&nbsp;<strong>i successi nella lotta al terrorismo</strong>, l’assoluta fedeltà allo Stato e l’autorevolezza di&nbsp;<strong>Carlo Alberto Dalla Chiesa&nbsp;</strong>giustificavano quella rinnovata fiducia in una svolta al contrasto alla mafia”. Lo scrive su Facebook il presidente del Senato,&nbsp;<strong>Pietro Grasso</strong>.</p>
<p>“<strong>Anche gli uomini migliori-</strong>&nbsp;sottolinea Grasso &#8211; quelli capaci di cose straordinarie,<strong>&nbsp;non possono però fare tutto da soli</strong>: Dalla Chiesa ne era consapevole e&nbsp;<strong>chiedeva a gran voce gli strumenti necessari</strong>&nbsp;per affrontare Cosa nostra. Nonostante le difficili condizioni, il Generale non si rassegnò. Dopo appena 100 giorni<strong>&nbsp;lo uccise un commando mafioso</strong>&nbsp;con 30 colpi di ak-47, il 3 settembre 1982. Con lui&nbsp;<strong>morirono anche sua moglie Emanuela e l’agente di polizia Domenico Russo</strong>. Una strage”.</p>
<p>Il presidente del Senato osserva che “ricordare Carlo Alberto Dalla Chiesa&nbsp;<strong>a 35 anni dalla sua morte</strong>&nbsp;non significa solo tributare il giusto onore ad uno straordinario esempio di competenza professionale e dedizione alle Istituzioni. Serve, soprattutto, a rafforzare la consapevolezza che<strong>&nbsp;la lotta alla criminalità organizzata può avere successo solo se si uniscono</strong>&nbsp;e collaborano le migliori forze di tutto il Paese”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Una morte ed una commemorazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 18:59:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uomo schivo ed autorevole, equilibrato ed insieme coraggioso, Carlo Azelio Ciampi, Presidente della Repubblica dal 1999 al 2005 Presidente della Repubblica, è morto oggi all’età di 95 anni, lasciando di se un ritratto di figura impeccabile sotto il profilo umano, politico e morale. Presidente del Consiglio fra le macerie di “Tangentopoli”, governatore di Bankitalia negli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uomo schivo ed autorevole, equilibrato ed insieme coraggioso, Carlo Azelio Ciampi, Presidente della Repubblica dal 1999 al 2005 Presidente della Repubblica, è morto oggi all’età di 95 anni, lasciando di se un ritratto di figura impeccabile sotto il profilo umano, politico e morale.<br />
Presidente del Consiglio fra le macerie di “Tangentopoli”, governatore di Bankitalia negli anni 80 , ha guidato, con Romano Prodi l’ingresso del nostro Paese nella moneta europea. Nel 1993, dinanzi a un parlamento delegittimato da Tangentopoli e dalle necessità di un risanamento finanziario utile a stabilizzare la lira, Ciampi diventa presidente del Consiglio: per la prima volta nella storia della Repubblica, viene formato un governo presieduto da un non parlamentare.<br />
E non sarà un caso che a Palazzo Chigi venga chiamato un tecnico estraneo alla politica, governatore della Banca d&#8217;Italia &#8211; forse l&#8217;unica istituzione in quei momenti a mantenere intatta la credibilità &#8211; noto per le sue doti di moralità.<br />
Uomo spigoloso, fedele servitore dello Stato, con un senso della missione inteso in una chiave severa (come severo era appunto il suo modo di vivere la dignità e la sobrietà), Ciampi fu subito “intuito” dagli italiani come dotato non solo di carisma, ma in grado di stabilire un rapporto diretto con il cosiddetto Paese reale.</p>
<p>Si è sostenuto che ha vissuto almeno tre vite, il decimo inquilino del Quirinale: da banchiere, da capo di governo e superministro dell&#8217;economia, da presidente della Repubblica. Di sicuro sono state coerenti l&#8217;una con l&#8217;altra.<br />
Messaggi di cordoglio sentito e profondo sono giunti da tutte le istituzioni, a partire dal Presidente Mattarella e da tutti i partiti politici, con la sola, indecente eccezione, di Salvini, che gli ha rimproverato l’entrata nella moneta unica nel suo solito modo brusco e populista, dimenticando ad esempio che, oltre agli altri meriti, Ciampi ha avuto quello di una vera e propria pedagogia civile, legata ai valori della Carta costituzionale, accolta con grande favore dalla gente comune.<br />
Infatti, se dopo anni di amnesia abbiamo ricominciato a onorare la Festa della Repubblica con la tradizionale parata del 2 giugno (cancellata per legge nel 1976, “per ragioni di risparmio”) è merito suo. Come è merito suo il ripristino di diversi, e appannati, simboli e riti della nostra storia: dall&#8217;esibizione della bandiera tricolore all&#8217;esecuzione dell&#8217;inno nazionale, alle celebrazioni per tanti dimenticati “padri della patria”.</p>
<p>Invece il greve segretario del Carroccio ha detto: &#8220;E&#8217; stato uno dei compici della svendita dell’Italia e degli italiani ai poteri forti, ai massoni, ai banchiere e ai vecchi finanzieri. Politicamente parlando quindi era lontanissimo da quello era l’interesse dei cittadini&#8221;.<br />
“Politicamente”, ha detto, “è stato uno dei traditori dell’Italia e degli italiani, al pari di Napolitano e Prodi”. Le sue parole che hanno suscitato indignazione da parte di tutti i rappresentanti politici e che hanno spinto anche il presidente del Senato Pietro Grasso a condannare l’inopportunità di quelle parole. “Qualsiasi strumentalizzazione, anche a livello politico della sua morte non può non considerarsi alla stregua di un’operazione da sciacallo“, ha detto.<br />
Aggiungendo: “Ciampi è stato un grande statista, un grande uomo politico, un grande uomo. Quindi strumentalizzare la sua morte, anche se a livello politico, non può non considerarsi un’azione da sciacallo”.</p>
<p>Il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda ha annunciato che presenterà un esposto “perché si valutino tutti i possibili riflessi penali delle affermazioni di Salvini e critiche sono venute anche dal centro-destra, con Maurizio Lupi, capogruppo Ncd che ha dichiarato “infelice” l’uscita di Salvini, mentre Pier Ferdinando Casini presidente della commissione Affari esteri del Senato Pier Ferdinando Casini su Twitter ha commentato: “Poverino, non sa di cosa parla. Non vale la pena rispondergli”. Anche Forza Italia ha condannato il leghista: “Salvini? Un leader non parla così. Non essere ipocriti non significa essere a tutti i costi inopportuni”, ha detto il senatore azzurro Francesco Giro.</p>
<p>Al di là dei sproloqui fuori luogo di Salvini, Ciampi è stato un uomo, come ha detto anche Papa Bergoglio, “con un fortissimo senso dello stato” ed un italiano di cui andare fieri ed orgogliosi.</p>
<p>Come orgogliosi dobbiamo essere, da italiani, della lucidità analitica e della capacità di esprimere opinioni senza pregiudizi di Oriana Fallaci, di cui ieri è ricorso il decennale dalla morte.<br />
Figura controversa, amata o odiata per le sue opinioni politiche e per la dura presa di posizione nei confronti dell&#8217;Islam, la Fallaci è stata spesso definita una &#8220;profeta dei nostri tempi&#8221;, capace di prevedere eventi come gli attentati di Parigi.<br />
Tutte le reti televisive hanno parlato ieri di lei, ma la migliore commemorazione è avvenuta in prima serata con L7, con “Oriana Fallaci, storia di un’italiana”, documentario realizzato con documenti e immagini direttamente donati a Mentana dalla grande scrittrice e giornalista, ma anche con altre sequenze ormai introvabili che documentano la straordinaria storia della Fallaci, attraverso le sue storiche interviste, il libro sugli astronauti americani che andranno sulla luna, i reportage dal Vietnam, la celebre Lettera a un bambino mai nato, ma anche la storia d’amore con Panagulis e l’uccisione di lui nella Grecia dei colonnelli, raccontate in Un uomo.<br />
Poi la notte di Città del Messico col massacro degli studenti, fino a Inshallah, primo impatto con il Medio Oriente degli odi etnici e religiosi e degli attentati, la lunga lotta contro il tumore, e poi la trilogia sulla sfida del terrorismo islamico, di cui la scintilla fu proprio l’attacco alle torri gemelle, e le roventi polemiche che le sue posizioni provocarono.</p>
<p>Oggi sappiamo che La Fallaci aveva ragione, perché è cresciuta in la diffidenza e la ribellione nei confronti della quinta colonna filo-islamica dentro casa nostra: governanti nazionali ignoranti, inadeguati, venduti e traditori che antepongono l’interesse degli stranieri a quello degli italiani; burocrati europei designati per il loro servilismo che hanno riesumato una dittatura più subdola e non meno deleteria del fascismo e del comunismo perché sta scardinando le istituzioni fondanti della nostra umanità e civiltà, dalla sacralità della vita, alla centralità della famiglia naturale fino alla sovranità nazionale; banchieri e speculatori finanziari che stanno violentemente sconvolgendo il mondo per mettere al centro il denaro anziché la persona, promuovendo la prevalenza della dimensione virtuale della moneta rispetto a quella dell’economia reale, abbattendo gli stati nazionali attraverso l’auto-invasione di milioni di clandestini, scardinando la civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane favorendo il relativismo valoriale.<br />
Tutto ciò che succede era stato, nelle sue linee generali, rappresentato in modo sostanzialmente corretto da Oriana, anche se si può ovviamente divergere sull’analisi dei fatti specifici, sulle previsioni elaborate e sulle prospettive immaginate. “Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci” vendette 500 mila copie in poche ore.<br />
Fu uno straordinario successo. In una dichiarazione ai microfoni del Tg5, Oriana rappresentò se stessa come “la voce della gente”, concludendo: “Oggi mi sento infinitamente meno sola”<br />
Adesso potrebbe dire, oggi mi sento del tutto profetica ed inascoltata come Cassandra, oggi che l’Europa sembra diventata Eurabia, noi tutti dobbiamo dire che lei è stata indubbiamente la voce che più di altre ha saputo scuotere le nostre coscienze, ha saputo costringerci a guardare in faccia alla realtà e, quindi, gli dobbiamo un grazie immenso, anche se tardivo.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
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		<title>Cabbia di Montereale: la festa di S. Rocco e la Commemorazione dei Caduti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Sep 2012 13:31:54 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La festa di S. Rocco, a Cabbia di Montereale, è un’insieme di momenti che esprimono al meglio attaccamento al paese, devozione al Santo Patrono, sentimenti religiosi,  sano relax  all’insegna dell’armo nia e della familiarità, divertimento.  Insomma un misto di sacro e profano che rendono questo paesino dell’Alta Valle dell’Aterno accogliente, ospitale, solidale. Qui tutti i suo figli,ambientati nei vari sentieri della vita, tornano ad agosto ed il paese vive intensamente allietato dalle voci festose dei bambini e dalla gente seduta, a dialogare fino a tarda ora, nei muri della vecchia fontana  e al fresco dei vari rioni. Cambiano i tempi, le situazioni,  viviamo una crisi economica spaventosa ma   lo spirito dei Cabbiesi  rimane intatto tanto da riportarli al paese ad agosto ed a organizzare una bellissima festa. Quest’anno poi, probabilmente anche a causa delle ottime condizioni metereologiche,  c’è  stato pienone assoluto. I festaroli hanno organizzata un’ottimo evento , gestito con parsimonia e spirito di servizio, con attrazioni per grandi  e piccini,  una toccante fiaccolata, spettacoli pirotecnici , gruppi musicali,esibizione di artisti di grido, giochi popolari e trovate dell’ultimo minuto come una gara di dolci che, in chiusura dei festeggiamenti , ha coinvolto  e divertito tutto il popolo festoso.  Particolare e, per molti aspetti, commovente la Commemorazione dei Caduti di tutte le guerre in piazza al cospetto del loro Monumento alla presenza di Autorità civili, militari, religiose, la preziosa partecipazione degli alpini e di due Crocerossine in alta uniforme.   Uscendo dalla chiesa parrocchiale è stata deposta una corona d’alloro, la banda ha intonato le note del Piave e poi il silenzio, due ragazze hanno letto i nomi dei Caduti la folla rispondeva presente, un bambino recava un lumino ed un palloncino tricolore ,partiva un rintocco di campana e lo scoppio di un colpo di mortaio. Ultimata la lettura dei nomi, in un clima di emozione generale,  sono  stati liberati in cielo i palloncini colorati  simboleggianti  un bisogno di ricordo e di libertà. Io, come quasi tutti gli anni, su richiesta del comitato organizzativo, ho tenuto un discorso di commemorazione, che riporto di seguito,  affinchè  i lettori, soprattutto giovani, di questa prestigiosa testata giornalistica apprendano l’importanza ed il valore del ricordo e della memoria. Un grazie di cuore a quanti hanno collaborato alla buona riuscita della festa ed in particolar modo a Tvunoaq che con la bravissima giornalista,  Antonella Di Stefano, ha realizzato uno speciale di mezz’ora, con interviste e riprese di Cabbia,  molto gradito ed apprezzato da tutto il paese.</p>
<p align="center">Commemorazione Caduti 2012</p>
<p>Autorità civili, militari, religiose,  storiche penne nere, valorose e gloriose Crocerossine operatori dell’informazione, cari compaesani, rivolgo a voi tutti un reverente saluto ed il ringraziamento più sincero per la vostra partecipazione a questa toccante cerimonia volta a ricordare e commemorare  &#8211;  con profonda riconoscenza, nel contesto della festa di S. Rocco, cui ognuno di noi è devoto – i nostri fratelli che donarono, giovanissimi, la loro  vita per la costruzione di un Paese unito, libero, indipendente obbedendo al richiamo della propria coscienza morale e civile. Commemorare  questi  figli di Cabbia  Caduti in guerra assume oggi, 151° anniversario dell’Unità d’Italia, un particolare valore: è eterno rispetto per l’estremo sacrificio di questi Eroi scritti a caratteri indelebili nella lapide bronzea qui accanto, nel cuore e nell’animo di ognuno di noi. Questo Monumento, <strong>emblema di unità del popolo Cabbiese</strong>, <strong>culla e ricorda</strong> i suoi figli immolati a 20 anni per la salvezza della Patria; quella Patria che è sentimento di appartenenza ad un sentire comune come dire un’ entità nazionale  espressione  d’amore per  la libertà, l’ugualianza, la solidarietà, la giustizia, la pace. Sono i nostri Eroi <strong>di ieri, di oggi e di domani </strong>cui facciamo costante riferimento nell’espletamento dei nostri doveri nei diversi settori della società in cui prestiamo quotidianamente la nostra opera. Questa cerimonia, parte integrante della festa di S. Rocco a tutti gli effetti, ci lusinga, <strong>ci onora e ci commuove</strong> esortandoci costantemente al rispetto delle regole della diversità, della tolleranza,  dell’accoglienza, del vivere civile. Occorre tenere sempre ben  presente che ad ogni persona, sebbene possa avere diverso il colore della pelle,nelle vene scorre lo stesso nostro sangue, siamo figli di uno stesso Dio, uomini e donne che camminiamo su questa terra incontro al destino. I nostri Caduti, <strong>questi baluardi della storia,</strong> conobbero <strong>perché nessuno conosca mai più</strong>, l’assurda bestialità della guerra e l’umiliazione della povertà. Erano gente della nostra gente poco più che giovincelli dediti agli umili e faticosi lavori dei campi, alle proprie famiglie, quando giunse la chiamata alle armi abbandonarono il lavoro, il calore della loro terra ed intrapresero la strada senza ritorno della peggiore follia che qualsiasi scellerata mente umana possa arrivare a concepire. Lasciando Cabbia si recavano davanti la chiesa del Santo protettore e segnandosi con la croce gli chiedevano aiuto e protezione; altrettanto facevano le loro madri, le spose, i fratelli che  vivevano con trepidazione il dramma della lontananza e del pericolo costante. A costoro &#8211; <strong>nella loro diversità di idee e di pensiero</strong>, ma accomunati dai nobili ideali di difesa e salvezza del Paese, dall’invasore straniero, fino all’estremo tributo della vita, la nostra riconoscenza e l’eterno ringraziamento alla memoria. I Monumenti ai Caduti, indelebile segno di ricordo, sono presenti anche nei più minuscoli e sperduti paesini dello stivale  intenti ad insegnare ai nostri ragazzi, figli del benessere e del consumismo talvolta  sfrenato,che si debbono impegnare in difesa dei valori supremi della fratellanza, della solidarietà, della pace poiché quanto verificatosi precedentemente    potrebbe, <strong>ma auguriamoci mai</strong>,  anche ripetersi. Ricordare per costruire un mondo migliore, Ricordare per evitare gli errori del passato, Ricordare   per avere il coraggio di guardare negli occhi di un bambino certi di fare costantemente la nostra parte per garantirgli un futuro di pace, benessere serenità. Ci batteremo tenacemente nella estrema difesa della pace in ogni angolo del globo terrestre: che sia pace non solo dalla guerra ma dall’ assurda ingiustizia   della povertà e della disperazione in cui versano ancora oggi, all’inizio del terzo millennio, tanti troppi popoli del pianeta.  Non si può né si deve altresì dimenticare che la guerra con il suo carico di odio e di violenza,costituisce solo una forza disgregatrice atta ad indebolire e distruggere l’intera umanità,esercitando un influsso nefasto negli animi. Necessario e di primaria importanza quindi il ricorso ai giovani alla cultura alle forze sane del Paese alla capacità di stare insieme, <strong>uniti e coesi</strong>,nella diversità e nel rispetto delle regole e del vivere civile quale valore fondante di ogni Comunità e di tutte le democrazie. Diceva Primo Levi : “ Se comprendere è impossibile… conoscere è necessario “ciò ci deve far meditare con l’ausilio della storia; una valida ragione per riflettere onde evitare errori del passato facendo in modo che chi non ha, fortunatamente, vissuto quella bestialità della mente umana, quell’assurda tragedia, sappia con esattezza cos’è accaduto. Un altro grande, il presidente della Repubblica, Sandro Pertini in un discorso alla nazione ebbe a dire:” Si svuotino gli arsenali, si riempino i granai” il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra”. Questi  sentimenti di altruismo e generosità  debbono  diventare con forza e convinzione  la struttura portante della nostra società, il superamento di tutte quelle logiche  e degli steccati egoistici  individuali per dire forte e chiaro: <strong>No alla violenza, alla barbarie a qualsiasi forma di intolleranza e discriminazione</strong>. Allo stesso modo, papa Giovanni  Paolo II°,  da poco santificato,  si esprimemeva così: “ No alla guerra …la guerra non è sempre inevitabile è sempre una sconfitta per l’umanita“. Noi auspichiamo che tali insegnamenti siano un testamento morale per le generazioni future affinchè si adoperino per la difesa e la salvaguardia della pace: <strong>bene supremo dell’intera umanità e valore fondante della  civiltà e della democrazia.</strong>Tutti dobbiamo coltivare e perseverare il sogno e l’ obiettivo che il tricolore,<strong> quale vessillo di pace e d’amore</strong>, sventoli alto in ogni angolo del mondo. Doveroso ricordare, con i nostri Caduti,  i tanti  uomini che hanno sacrificato le loro esistenze, adempiendo al proprio dovere, nelle tante missioni di pace; i Caduti del lavoro, le vittime innocenti del terremo che colpì tre anni fa la nostra terra e recentemente l’Emilia Romagna. A loro il mio commosso pensiero.  Un sentito ringraziamento a tutti voi che avete presenziato questa celebrazione  testimoniando ancora una volta coscienza civile e condivisione del sentimento di appartenenza a questa nostra piccola, grande, comunità di montagna. W i Caduti, W Cabbia, W l’Italia!</p>
<p style="text-align: right;">Nando Giammarini</p>
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