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	<title>commercio Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Presidente Mattarella: &#8220;I dazi sono inaccettabili, necessarie regole leali&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 18:11:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante l&#8217;evento al Villaggio &#8220;Agricoltura è&#8221; in occasione dell&#8217;anniversario della firma dei Trattati di Roma, ha sottolineato l&#8217;importanza dei mercati aperti per la pace e per gli interessi di esportazione dell&#8217;Italia. &#8220;I dazi creano ostacoli ai mercati, alterano le dinamiche di mercato, e penalizzano i prodotti di qualità, il [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante l&#8217;evento al Villaggio &#8220;Agricoltura è&#8221; in occasione dell&#8217;anniversario della firma dei Trattati di Roma, ha sottolineato l&#8217;importanza dei mercati aperti per la pace e per gli interessi di esportazione dell&#8217;Italia. &#8220;I dazi creano ostacoli ai mercati, alterano le dinamiche di mercato, e penalizzano i prodotti di qualità, il che è inaccettabile non solo per noi, ma dovrebbe esserlo per tutti i Paesi del mondo&#8221;, ha affermato Mattarella. Ha enfatizzato la necessità di una collaborazione internazionale basata su regole leali, ponendo l&#8217;accento sul fatto che &#8220;la risposta ai problemi commerciali non sono i dazi, ma l&#8217;applicazione di regole condivise e rispettate&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del dialogo, il Capo dello Stato ha anche trattato il tema del linguaggio nell&#8217;era digitale, criticando l&#8217;uso eccessivo degli acronimi che complica la comprensione per chi non è familiare con essi. &#8220;Siamo sommersi dagli acronimi, che rischiano di escludere chi non è adeguatamente informato&#8221;, ha commentato Mattarella, sottolineando come il linguaggio contratto dei messaggi sui telefonini possa ridurre l&#8217;efficacia dell&#8217;espressione del pensiero. &#8220;È essenziale non perdere di vista l&#8217;importanza di esprimersi in modo completo e comprensibile&#8221;, ha concluso il presidente, ricordando l&#8217;importanza di mantenere un equilibrio tra la necessità di brevità e la chiarezza del discorso.</p>
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		<title>Commercio. I quartieri più richiesti per comprare casa in Italia? Li svela un&#8217;indagine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 16:40:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La classifica dei quartieri che attraggono più interesse per chi cerca un immobile da acquistare, tra le città metropolitane italiane, incorona Roma come regina nel 2023. A rivelarlo è un report di idealista/data, che ha misurato la pressione della domanda sull&#8217;offerta in ogni area dello Stivale per il segmento delle case in vendita. Il podio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/02/28/commercio-i-quartieri-piu-richiesti-per-comprare-casa-in-italia-li-svela-unindagine/">Commercio. I quartieri più richiesti per comprare casa in Italia? Li svela un&#8217;indagine</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La classifica dei quartieri che attraggono più interesse per chi cerca un immobile da acquistare, tra le città metropolitane italiane, incorona Roma come regina nel 2023. A rivelarlo è un report di idealista/data, che ha misurato la pressione della domanda sull&#8217;offerta in ogni area dello Stivale per il segmento delle case in vendita. Il podio dei distretti più domandati, infatti, parla romano (Prati, Centro e Garbatella-Ostiense). Nessun quartiere di Milano, invece, entra in top 10. E che succede nel resto d&#8217;Italia? </p>



<p class="wp-block-paragraph">R<strong>OMA REGINA DELLA TOP 10 DEI QUARTIERI PIÙ RICHIESTI &#8211; </strong>Come già accennato, la Capitale piazza tre suoi quartieri sul podio del ranking dei più richiesti per comprare casa in Italia (le rilevazioni si riferiscono al quarto trimestre 2023). Nel dettaglio, Prati totalizza un indice di domanda relativa di 6,9 punti, seguito dal Centro (6,3) e Garbatella-Ostiense (5,2). Subito fuori dalle prime tre posizioni troviamo un altro quartiere capitolino, l&#8217;Appio Latino (4,9) e all&#8217;ottavo posto si piazza Nomentano-Tiburtino con un indice di domanda relativa di 4,0. Ma come si spiega questa nutritissima presenza della Capitale nel ranking dei quartieri più richiesti della compravendita? Innanzitutto, secondo l&#8217;ultimo report dei prezzi delle case di idealista, Roma occupa solamente il sesto posto dei Comuni con i prezzi al mq più alti (dietro a Milano, Bolzano, Venezia, Firenze e Bologna). Inoltre, se rapportata al quadro internazionale, il mercato romano appare ancor più vantaggioso, considerando che le medie dei prezzi immobiliari delle altre capitali europee sono decisamente più alti. A margine di tutto questo, va notato anche che Roma si sta preparando al Giubileo del 2025 e, forse non a caso, proprio Prati e il Centro (che saranno le zone nevralgiche per i fedeli) occupano le prime due posizioni di questo specifico ranking. Lecito, quindi, ipotizzare una buona componente di ricerche a scopo investimento, considerando anche il fascino intramontabile di una città unica nel suo genere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA SITUAZIONE NEL RESTO D&#8217;ITALIA &#8211; </strong>Il report di idealista/data è stato implementato tramite l&#8217;indice di domanda relativa, un indicatore che sintetizza la pressione della domanda sull&#8217;offerta in ogni area d&#8217;Italia per il segmento delle case in vendita. L&#8217;indicatore si basa sul numero di contatti (contatti tramite e-mail e condivisioni) ricevuti per annuncio. Sono state prese in considerazione i quartieri di quelle che l&#8217;Istat considera le 14 città metropolitane italiane, ovvero: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia. Della top 10 fanno parte anche due quartieri bolognesi (Costa Saragozza e Navile-Bolognina), a testimonianza del richiamo del capoluogo emiliano che, nonostante prezzi immobiliari sopra la media, è in grado di garantire una buona qualità della vita. Completano il quadro dei primi 10 quartieri più richiesti Poetto-Quartiere del Sole a Cagliari e il Centro Storico di Napoli, a ulteriore riprova del buon momento che sta vivendo il capoluogo campano da diverso tempo a questa parte. Fa parecchio rumore, invece, l&#8217;assenza di Milano tra le prime posizioni. Per trovare i primi quartieri meneghini nel ranking dei più richiesti d&#8217;Italia per comprare casa, infatti, bisogna scendere fino al 32° posto, che è occupato (in coabitazione) da Porta Vittoria e Forlanini (entrambi totalizzano un indice di domanda relativa di 2,6 punti). Anche in questo caso, la situazione si spiega in maniera uguale e contraria allo scenario romano. A Milano, infatti, si registrano i prezzi di vendita al mq più cari di tutta Italia, il che ha reso il mercato meneghino pressoché inaccessibile per buona fetta della società, tanto che molti lavoratori che hanno un impiego in città rivolgono le loro ricerche verso l&#8217;hinterland o in altri Comuni limitrofi. Basti pensare che ben 5 dei 10 quartieri più cari d&#8217;Italia si trovano a Milano. Il primo posto è occupato dal Centro Storico milanese (prezzo medio richiesto 1 milione e 437mila euro), segue il Centro di Roma (818.423 euro) e completa il podio Garibaldi-Porta Venezia a Milano (782.440). In top 10 entrano anche i distretti meneghini di Fiera-De Angeli (738.875 euro), Porta Vittoria (636.448 euro) e Navigli-Bocconi (629.323 euro).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong> Ma quali sono i quartieri più richiesti nel resto d&#8217;Italia?</strong> A Bari il maggior numero di ricerche di case in vendite si concentra nella zona della Madonnella (3,7 punti di indice di domanda relativa); a Palermo nel Centro Storico (3,0); a Venezia a Marghera (2,5); a Torino a Aurora-Vanchiglia (2,4); a Genova nel quadrante Cetro Est (2,3); a Catania a Barriera-Canalicchio (1,9); a Firenze a Rifredi (1,7); a Reggio Calabria nel Centro (1,7); a Messina nella zona di Mili-Galati-Giampilieri (0,7).</p>
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		<title>Commercio. Inflazione, affari in calo solo per il 17% dei negozianti</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Dec 2023 16:03:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inflazione sta rallentando, ma resta ancora alta e continua a mettere alla prova famiglie e imprese. A preoccupare i commercianti sono soprattutto l&#8217;aumento dei prezzi delle materie prime (61,2%) e il caro energia (59,3%), ma solo il 17% dei piccoli business segnala una riduzione dell&#8217;attività. È quanto emerge dall&#8217;Osservatorio Small Business condotto da SumUp, fintech [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/12/02/commercio-inflazione-affari-in-calo-solo-per-il-17-dei-negozianti/">Commercio. Inflazione, affari in calo solo per il 17% dei negozianti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;inflazione sta rallentando, ma resta ancora alta e continua a mettere alla prova famiglie e imprese. A preoccupare i commercianti sono soprattutto l&#8217;aumento dei prezzi delle materie prime (61,2%) e il caro energia (59,3%), ma solo il 17% dei piccoli business segnala una riduzione dell&#8217;attività. È quanto emerge dall&#8217;Osservatorio Small Business condotto da SumUp, fintech attiva nel settore dei pagamenti digitali con soluzioni innovative per business di ogni dimensione. Tra i circa 1.600 esercenti italiani intervistati in merito all&#8217;impatto dell&#8217;inflazione sul proprio esercizio, la maggioranza si mostra ottimista e 6 merchant su 10, in vista della stagione natalizia, prevedono vendite stabili o in crescita. Per metà dei commercianti, la crisi legata al carovita ha dato una forte spinta verso la digitalizzazione del business: in particolare, il 47,7% degli intervistati considera i pagamenti digitali lo strumento più utile per gestire la crisi, e, in prospettiva, il 36,5% considera l&#8217;Intelligenza Artificiale un&#8217;opportunità per attrarre nuovi clienti. &#8220;L&#8217;aumento dei costi delle materie prime e delle forniture energetiche resta nel 2023 il principale elemento di preoccupazione dei commercianti: tuttavia, la percentuale bassa di coloro che segnalano una riduzione delle attività e l&#8217;ottimismo diffuso nei confronti della stagione dello shopping invernale confermano come i commercianti italiani abbiano le risorse per reagire alla crisi economica&#8221;, commenta Umberto Zola, Growth Marketing Lead di SumUp. &#8220;Un supporto arriva anche dalla tecnologia, intesa soprattutto come pagamenti digitali, giudicati da circa metà degli intervistati un ottimo motore per contrastare la crisi, perché consente di intercettare un bisogno sempre più comune della clientela e ottimizzare gli aspetti del proprio business legati alla gestione dei pagamenti. In prospettiva, una buona parte dei merchant guarda con interesse all&#8217;Intelligenza Artificiale per coltivare la relazione con i clienti. Segno di una crescente apertura al digitale e maturità nel modo di analizzare e gestire la propria attività&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;EFFETTO DELL&#8217;INFLAZIONE SUI COMMERCIANTI &#8211;</strong> La crisi economica non spaventa i merchant italiani: il 77,3% giudica la propria attività stabile oppure migliorata nel corso degli ultimi dodici mesi. La maggioranza non teme neppure ricadute sulla stagione dello shopping natalizio: il 40,3% si aspetta gli stessi ricavi dell&#8217;anno scorso, mentre il 22,1% prevede di guadagnare di più. Tra gli elementi che nel 2023 hanno impattato di più sul business, dopo il costo di materie prime ed energia, gli esercenti italiani citano la mancanza di supporto dal Governo (32,1%) e l&#8217;aumento dei costi di logistica e trasporto (26,6%). A queste sfide si aggiunge, secondo i commercianti, la tendenza dei clienti a ridurre i consumi (55,5%), cercare sconti (36,9%), recarsi in negozio più raramente (33,4%). </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>GLI STRUMENTI PER CONTRASTARE LA CRISI &#8211; </strong>Per far fronte all&#8217;aumento dei costi c&#8217;è chi pensa, entro la fine dell&#8217;anno, di ridurre le spese per l&#8217;energia (31,7%) o modificare l&#8217;offerta o il prodotto (22,7%); mentre il 20,1% degli imprenditori sarebbe disposto a ridurre i propri margini e il 12,4% ad abbassarsi lo stipendio. Tra le azioni che i commercianti intendono intraprendere per fidelizzare e ampliare la base di clienti, il 30,4% mira a rafforzare la propria comunicazione digitale, il 26% si affida a sconti e offerte stagionali, il 23,7% vuole sperimentare canali di vendita alternativi come l&#8217;e-commerce. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>DAI PAGAMENTI DIGITALI ALL&#8217;AI: LA CRISI SPINGE A INNOVARE LA PROPRIA ATTIVITÀ &#8211;</strong> Circa 1 commerciante italiano su 2 è convinto che l&#8217;attuale contesto economico sia stato una forza trainante nell&#8217;accelerare la trasformazione digitale della propria azienda. Tra i principali vantaggi della digitalizzazione, i merchant citano il risparmio di tempo (36,2%), il miglioramento della customer experience (31,2%), la maggiore efficienza dei processi (24,7%). In testa alle tecnologie più usate, dopo i pagamenti digitali (47,7%), ci sono le app (32,8%), i software gestionali (24%), i tool per la gestione della relazione con i clienti (18,3%) e gli strumenti per l&#8217;e-commerce (14,8%). L&#8217;Intelligenza Artificiale fa la sua comparsa tra gli strumenti innovativi: il 7% dei piccoli business intervistati la sta già applicando e, in prospettiva, più di un terzo la considera un&#8217;opportunità per fidelizzare l&#8217;utenza e attrarre nuovi clienti (36,5%), mentre oltre uno su cinque la reputa utile per personalizzare l&#8217;esperienza di acquisto (23,7%), costruire campagne di marketing ad hoc (23,5%), rafforzare l&#8217;innovazione del proprio business (23,2%) e aumentare l&#8217;efficienza operativa (20%).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/12/02/commercio-inflazione-affari-in-calo-solo-per-il-17-dei-negozianti/">Commercio. Inflazione, affari in calo solo per il 17% dei negozianti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Commercio. Vendite Online, per il 2022 previsione è del 220%</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2022 11:24:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I trend dell&#8217;e-commerce per il 2022 prevedono una crescita del 220%. Questa la previzione della start-up Sharing Media Srl che con una ricerca ha identificato le macro tendenze che caratterizzeranno il nuovo anno. E che prevede portino a introdurre nuove formule e nuovi strumenti per un&#8217;esposizione mediatica per la ripartenza delle aziende colpite dalla crisi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/01/24/commercio-vendite-online-per-il-2022-previsione-e-del-220/">Commercio. Vendite Online, per il 2022 previsione è del 220%</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">I trend dell&#8217;e-commerce per il 2022 prevedono una crescita del 220%. Questa la previzione della start-up Sharing Media Srl che con una ricerca ha identificato le macro tendenze che caratterizzeranno il nuovo anno. E che prevede portino a introdurre nuove formule e nuovi strumenti per un&#8217;esposizione mediatica per la ripartenza delle aziende colpite dalla crisi pandemica. Ma quali sono le nuove macro tendenze? &#8220;Nel 2022 l&#8217;e-commerce si appresta ad essere ancora più presente nella quotidianità degli italiani. La pandemia ha infatti consentito al commercio elettronico di conquistare uno spazio di rilievo anche tra chi era meno incline agli acquisti online&#8221;, si spiega da Sharing-Media.com. Le previsioni indicano per il 2022 un trend di vendite online raddoppiato (+90%) rispetto all&#8217;anno precedente. Con un&#8217;accelerazione maggiore per la spesa online di prodotti di largo consumo che si triplicherà (+220%), dopo un incremento del +37,5% negli ultimi tre mesi del 2021 e dopo un 2020 in cui la spesa online degli italiani in questa categoria aveva sfiorato i 3 miliardi di euro (+84% rispetto al 2019). &#8220;La pandemia ha rappresentato un Big Bang per l&#8217;e-commerce made in Italy. Da un giorno all&#8217;altro le vendite sono esplose e nulla tornerà più come prima&#8221;, commenta Viola Lala, amministratrice unica di Sharing Media. Altro trend preso in considerazione dall&#8217;azienda è quello esperienziale, legato all&#8217;opportunità -attraverso i canali digitali- di ottimizzare il dialogo con i clienti. Ed a questo si collega anche la tendenza delle aziende ad agire e a schierarsi in maniera su temi quali ambiente, energia e sostenibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista delle aziende la tendenza sarebbe poi di ricorrere maggiormente al Bonus Pubblicità, per abbassare i costi delle loro iniziative di marketing, purché si sfruttino testate iscritte in Tribunale oppure società iscritte al Roc, come specificamente richiesto dalla normativa di riferimento. Il 2022, infine, sarà l&#8217;Anno del Social Shopping. &#8220;Una tendenza già evidente nel 2021 che si rafforzerà ancora nel corso di quest&#8217;anno, che vedrà appunto prevalere l&#8217;utilizzo dei social media come concreto canale di vendita e non come una semplice vetrina promozionale&#8221;, concludono gli specialisti di Sharing-Media.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/01/24/commercio-vendite-online-per-il-2022-previsione-e-del-220/">Commercio. Vendite Online, per il 2022 previsione è del 220%</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Commercio: green pass, fiato sospeso per 360mila bar e ristoranti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/07/19/commercio-green-pass-fiato-sospeso-per-360mila-bar-e-ristoranti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jul 2021 15:11:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La decisione sull&#8217;obbligatorietà del green pass per aperitivi, pranzi e cene fuori casa interessa direttamente circa 360mila bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi lungo tutta la Penisola con oltre sette milioni di posti al tavolo a disposizione di cittadini e turisti. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;analisi di Coldiretti su dati Fipe in merito alla decisione del Governo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La decisione sull&#8217;obbligatorietà del green pass per aperitivi, pranzi e cene fuori casa interessa direttamente circa 360mila bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi lungo tutta la Penisola con oltre sette milioni di posti al tavolo a disposizione di cittadini e turisti. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;analisi di Coldiretti su dati Fipe in merito alla decisione del Governo sulla possibilità di rendere obbligatorio il green pass per accedere ai servizi della ristorazione oltre che per i trasporti e i luoghi di divertimento come le discoteche. Una decisione che &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; pesa sull&#8217;organizzazione dell&#8217;attività e sul personale ma anche sulla programmazione dell&#8217;intera filiera per le forniture alimentari, in una situazione in cui sono completamente vaccinati oltre 27 milioni di italiani, pari al 50,21% della popolazione degli over 12 secondo il sito del governo. Il green pass è uno strumento chiave per la ripresa del turismo in Italia dove &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; l&#8217;alimentazione è la prima voce di spesa delle vacanze con circa 1/3 del budget dei 33,5 milioni di italiani che hanno deciso di andare in ferie nell&#8217;estate 2021.</p>
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		<title>Commercio: 6 italiani su 10 a cena fuori nel weekend</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2021 09:33:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel primo weekend di riapertura totale dei locali lungo tutta la Penisola sono a caccia di un posto a tavola per cena in ristoranti, trattorie, pizzerie e agriturismi più di sei italiani su dieci (62,5%) abituati nel fine settimana prima della pandemia ad andare a mangiare fuori almeno una o due volte al mese. E&#8217; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel primo weekend di riapertura totale dei locali lungo tutta la Penisola sono a caccia di un posto a tavola per cena in ristoranti, trattorie, pizzerie e agriturismi più di sei italiani su dieci (62,5%) abituati nel fine settimana prima della pandemia ad andare a mangiare fuori almeno una o due volte al mese. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Fipe nel primo fine settimana di riapertura dei 360mila servizi di ristorazione presenti in Italia sia all&#8217;aperto che al chiuso dove restano limitazioni per i posti a sedere per singolo tavolo. Una opportunità &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; soprattutto per i 9 milioni di italiani che hanno colto l&#8217;occasione della festa della Repubblica del 2 giugno per una breve vacanza ma anche per quanti ne approfittano per una gita fuori porta in giornata al mare, in montagna o in campagna dove si registra un boom di prenotazioni nei 24mila agriturismi nazionali che possono garantire ampi spazi all&#8217;aperto anche per le grandi tavolate. Le riaperture rappresentano soprattutto &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; una importante boccata di ossigeno per le attività di ristorazione che si classificano tra quelle più duramente colpite dalle misure restrittive che hanno provocato un crack senza precedenti per la ristorazione che nell&#8217;ultimo anno per colpa ha quasi dimezzato il fatturato (-48%) per una perdita complessiva di quasi 41 miliardi di euro, secondo le stime Coldiretti su dati Ismea. Gli effetti della limitazione delle attività di ristorazione &#8211; continua la Coldiretti &#8211; si sono fatti sentire a cascata sull&#8217;intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all&#8217;olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. A beneficiare delle riaperture &#8211; continua la Coldiretti &#8211; sono anche le piccoli produzioni di nicchia custoditi lungo tutta la Penisola da generazioni dagli agricoltori la cui sopravvivenza è determinata proprio dalla ripresa del turismo e della ristorazione. Si tratta di un tesoro di 5.266 prodotti alimentari tradizionali unici al mondo legati alla storia e all&#8217;economia dei territori, che &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; sono il simbolo della grande creatività, tradizione, qualità e sicurezza alla base del successo del Made in Italy nel mondo.</p>
<p>Photo: NurPhoto.com</p>
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		<title>Commercio: riaprono 24 mila agriturismi, rivedere orario serale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2021 16:07:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si riaprono finalmente le porte degli agriturismi italiani. Dopo mesi di fermo totale e perdite per oltre 1,2 miliardi di euro dall&#8217;inizio della pandemia, da lunedi&#8217; 26 aprile, con il ritorno delle zone gialle, si potra&#8217; tornare a tavola all&#8217;aperto nelle aziende ricettive agricole. Ma le limitazioni sugli orari serali potrebbero pregiudicare la piena ripartenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si riaprono finalmente le porte degli agriturismi italiani. Dopo mesi di fermo totale e perdite per oltre 1,2 miliardi di euro dall&#8217;inizio della pandemia, da lunedi&#8217; 26 aprile, con il ritorno delle zone gialle, si potra&#8217; tornare a tavola all&#8217;aperto nelle aziende ricettive agricole. Ma le limitazioni sugli orari serali potrebbero pregiudicare la piena ripartenza del settore. Questa e&#8217; la preoccupazione espressa da Cia-Agricoltori Italiani. Le riaperture decise dal governo con il nuovo Decreto Covid rappresentano l&#8217;inizio della ripresa per i 24 mila agriturismi italiani e i 100 mila addetti del settore, dopo lo stop forzato di tutte le attivita&#8217;. Purtroppo, le scelte sull&#8217;orario serale penalizzano fortemente le strutture agrituristiche, visto che la distanza dalle aree urbane e metropolitane rende quasi impossibile la cena e il ritorno a casa entro le ore 22. Ecco perche&#8217;, se la curva dei contagi proseguira&#8217; la sua discesa, anche grazie al buon andamento della campagna vaccinale, Cia-Agricoltori Italiani chiede alle istituzioni di prevedere gia&#8217; a meta&#8217; maggio un allungamento degli orari di apertura serali. &#8220;La situazione in cui versano gli agriturismi in Italia e&#8217; drammaticamente nota. È uno dei comparti piu&#8217; colpiti dagli effetti del Covid -ricorda il presidente nazionale Dino Scanavino- nonostante si tratti di strutture in campagna, spesso in localita&#8217; isolate, con ampi spazi all&#8217;aperto per la ristorazione, in cui si puo&#8217; garantire facilmente il distanziamento adeguato tra clienti. Per questo, ora il settore deve poter ricominciare a lavorare appieno, in vista dell&#8217;estate e di un rilancio del turismo, anche rurale. Gli agriturismi devono poter tornare ad appropriarsi del proprio ruolo, quello di leva economica e sociale per la ripartenza delle aree interne del Paese&#8221;.</p>
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		<title>Commercio: crolla del 20% vino italiano all&#8217;estero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Apr 2021 17:41:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Drammatico crollo del consumo di vino italiano all&#8217;estero che raggiunge il minimo storico da oltre 30 anni per effetto del calo del 20% nelle esportazioni nel 2021. E&#8217; quanto emerge da un&#8217;analisi della Coldiretti diffusa in occasione dell&#8217;incontro on line &#8220;Il mercato del vino dopo un anno di pandemia&#8221; promosso da Coldiretti e dal Comitato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Drammatico crollo del consumo di vino italiano all&#8217;estero che raggiunge il minimo storico da oltre 30 anni per effetto del calo del 20% nelle esportazioni nel 2021. E&#8217; quanto emerge da un&#8217;analisi della Coldiretti diffusa in occasione dell&#8217;incontro on line &#8220;Il mercato del vino dopo un anno di pandemia&#8221; promosso da Coldiretti e dal Comitato di supporto alle politiche del vino che traccia il bilancio degli effetti del Covid sul Vigneto Italia. Nel 2021 all&#8217;estero si e&#8217; detto addio ad una bottiglia di vino italiano su cinque a causa dell&#8217;emergenza Covid, che &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; ha stravolto i mercati mondiali, tra le limitazioni imposte agli scambi commerciali e le chiusure generalizzate dei ristoranti che hanno interessato un po&#8217; tutti i principali mercati di sbocco. L&#8217;Italia e&#8217; il principale esportatore mondiale di vino con la maggior parte della produzione nazionale che viene consumata all&#8217;estero. Il trend preoccupante e&#8217; determinato dagli Stati Uniti che &#8211; rileva la Coldiretti &#8211; sono il primo mercato di riferimento per il vino italiano, dove gli acquisti si sono ridotti del 22% in quantita&#8217;.</p>
<p>Ma la pandemia si e&#8217; fatta sentire anche in Germania, secondo acquirente a livello mondiale per le bottiglie tricolori, dove si registra una diminuzione del 24%, mentre in Gran Bretagna, terza piazza per importanza, si conta una diminuzione del 33%, qui determinata anche dagli effetti della Brexit, secondo l&#8217;analisi Coldiretti su dati Istat a gennaio. Calo a doppia cifra anche in Francia dove le vendite si sono ridotte di oltre un terzo (-35%). La speranza e&#8217; che il trend si possa invertire con l&#8217;avanzare delle campagne di vaccinazione e la riapertura dei canali di ristorazione. Un segnale positivo in tale senso viene &#8211; sottolinea Coldiretti &#8211; dai paesi piu&#8217; avanti verso il ritorno alla normalita&#8217; come la Cina dove le esportazioni di vino tricolore sono calate di appena il 2% rispetto allo scorso anno. Le difficolta&#8217; causate dalla pandemia al commercio internazionale si riflettono anche sui consumi mondiali di vino che sono scesi ai minimi da 15 anni su un valore di appena 2,34 miliardi di litri nel 2020, secondo da un&#8217;analisi della Coldiretti su dati Oiv.</p>
<p>La riduzione dei flussi turistici e le chiusure della ristorazione hanno, infatti, modificato &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; la mappa mondiale dei consumi di vino con il Portogallo che si classifica al primo posto con 51,9 litri procapite durante l&#8217;anno, seguito dall&#8217;Italia con 46,6 litri, dalla Francia con 46 litri e a seguire Svizzera con 35,7 litri e Austria con 29,9 litri. L&#8217;impatto &#8211; continua la Coldiretti &#8211; e&#8217; evidente nel commercio internazionale di vino che crolla in valore del 6,7% per un importo totale di 29,6 miliardi con le predite piu&#8217; pesanti che colpiscono gli spumanti (-15%) il cui consumo e&#8217; spesso legato ai festeggiamenti, venuti a mancare nel tempo del Covid. L&#8217;Italia &#8211; rileva la Coldiretti &#8211; si conferma comunque primo produttore mondiale con 49,1 milioni di ettolitri ed anche primo esportatore sia nei vini fermi che spumanti con un totale di 20,8 milioni di ettolitri davanti alla Spagna con 20,2 e alla Francia con 13,8. &#8220;Va rafforzata la promozione del vino made in Italy sui mercati internazionali per cogliere in pieno la ripartenza e non perdere quote di mercato. Ma piu&#8217; di tutto stiamo sostenendo, nel pieno rispetto delle regole di prevenzione, la ripartenza della ristorazione e del canale Horeca che per i vini piu&#8217; pregiati e&#8217; l&#8217;unica misura veramente utile&#8221; ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che &#8220;nelle scorse settimane abbiamo inoltre richiesto l&#8217;attivazione delle misure straordinarie di distillazione di crisi e stoccaggio privato dei vini&#8221;.</p>
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		<title>Commercio: SOS truffe di Natale con +29,2% spesa on line</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2020 20:13:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;aumento record del 29,2% del commercio elettronico nel 2020 e&#8217; allarme per il rischio truffe nella spesa on line, soprattutto in arrivo delle feste di Natale e Capodanno durante le quali lo scorso anno sono stati spesi 5 miliardi di euro per imbandire le tavole . E&#8217; quanto afferma la Coldiretti in riferimento al [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;aumento record del 29,2% del commercio elettronico nel 2020 e&#8217; allarme per il rischio truffe nella spesa on line, soprattutto in arrivo delle feste di Natale e Capodanno durante le quali lo scorso anno sono stati spesi 5 miliardi di euro per imbandire le tavole . E&#8217; quanto afferma la Coldiretti in riferimento al boom degli acquisti su internet per l&#8217;arrivo del black friday sui dati Istat relativi ai primi nove mesi dell&#8217;anno&#8221;. Un appuntamento dedicato allo shopping di Natale che- sottolinea la Coldiretti- quest&#8217;anno con le chiusure determinate dalla pandemia e&#8217; destinato a privilegiare gli acquisti in rete dove accanto a tecnologia e abbigliamento si trovano specialita&#8217; alimentare e bevande, anche in vista dei pranzi e cenoni piu&#8217; casalinghi per le limitazioni poste ai consumi fuori casa. Acquistando beni alimentari online il rischio maggiore e&#8217; quello di incorrere in prodotti di bassa qualita&#8217; o addirittura contraffatti, con rischi potenziali anche per la salute come dimostra il rapporto dell&#8217;Istituto per la tutela della qualita&#8217; e repressione frodi (Icrqf) che nei quattro mesi della prima ondata dell&#8217;emergenza Covid ha effettuato ben 558 interventi per la rimozione di inserzioni irregolari di prodotti alimentari sui siti Alibaba, Amazon e Ebay nel periodo da febbraio a maggio 2020. Tra i prodotti piu&#8217; taroccati &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; c&#8217;e&#8217; certamente l&#8217;olio di oliva extravergine che ha il 45% dei casi di irregolarita&#8217; ma sotto attacco ci sono anche i formaggi piu&#8217; prestigiosi come Parmigiano Reggiano e il Gorgonzola, i salumi dalla Soppressata al Capocollo, dalla salsiccia alla pancetta di Calabria fino al prosciutto Toscano ed anche i vini a partire dal Prosecco (5%).</p>
<p>Le contraffazioni riguardano anche i prodotti tutelati a livello comunitario come quelli biologici o a denominazione di origine Dop/Igp per le quali l&#8217;Italia detiene il primato a livello europeo con ben 305 riconoscimenti. Sul web tra le falsificazioni spiccano anche i cosiddetti kit per produrre formaggi e vini italiani: i cheese-kit e i wine-kit. In merito ai cheese-kit, sono state scoperte confezioni contenenti tutto il necessario per ottenere una mozzarella in 30 minuti o altri formaggi italiani in 2 mesi. Il wine-kit invece e&#8217; lo strumento utilizzato per la preparazione di vino in polvere: consiste in un preparato solubile in polvere che, stante a quanto dichiarato sulla confezione, permetterebbe di riprodurre i piu&#8217; noti vini italiani, quali il Brunello o il Barolo. Il problema e&#8217; anche normativo: se in alcuni paesi la vendita dei kit e&#8217; illegale, in altri non lo e&#8217;. &#8220;Con l&#8217;emergenza Covid piu&#8217; di 8 italiani su 10 (82%) cercano sugli scaffali dei supermercati e vogliono portare sulle tavole di casa i prodotti del vero Made in Italy per sostenere l&#8217;economia ed il lavoro degli italiani&#8221; ha affermato dal presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che &#8220;la voglia di 100% Made in Italy e&#8217; una tendenza confermata dal successo della campagna #mangiaitaliano promossa da Coldiretti e Filiera Italia che ha coinvolto industrie e catene della grande distribuzione ed i mercati degli agricoltori di Campagna Amica per promuovere le produzioni del territori e combattere il fake food&#8221;. Il consiglio della Coldiretti anche in vista dell&#8217; appuntamento con il Natale a tavola e&#8217; quello di verificare l&#8217;identita&#8217; del venditore on line privilegiando chi ha un legame diretto con la terra o appartiene ad una rete strutturata di agricoltori come Campagna Amica ma anche di assicurarsi che il prodotto in vendita sia realmente tipico della zona da cui proviene, magari stando attenti che il nome del prodotto non sia &#8220;storpiato&#8221; come spesso accade quando ci si trova davanti delle imitazioni delle piu&#8217; note specialita&#8217; Made in Italy. Sulle immagini dei prodotti vanno cercate, se possibile, le indicazioni in etichetta relative all&#8217;origine. I prodotti a denominazione di origine (Dop e Igp) devono avere ben evidente il logo che li contraddistingue. In caso di prodotto venduto come biologico, occorre anche qui controllare che riporti in etichetta il logo europeo che certifica che la produzione sia stata effettuata con metodi bio. Ma bisogna pure diffidare dei prezzi troppo bassi per prodotti agroalimentari di particolare pregio.</p>
<p>Grazie al pressing della Coldiretti c&#8217;e&#8217; in Italia l&#8217;obbligo di indicare in etichetta l&#8217;origine per la carne impiegata nei salumi, entrato in vigore proprio lo scorso 15 novembre, ma anche quella per pelati, polpe, concentrato e degli altri derivati del pomodoro grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018, del decreto interministeriale per l&#8217;origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. Il 13 febbraio 2018 era entrato in vigore l&#8217;obbligo di indicare in etichetta l&#8217;origine del grano per la pasta e del riso, ma prima c&#8217;erano stati gia&#8217; diversi traguardi raggiunti: il 19 aprile 2017 e&#8217; scattato l&#8217;obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato gia&#8217; in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l&#8217;obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre, a partire dal 1° gennaio 2008, vigeva l&#8217;obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. A livello comunitario &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; il percorso di trasparenza e&#8217; iniziato dalla carne bovina dopo l&#8217;emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 e&#8217; d&#8217;obbligo indicare varieta&#8217;, qualita&#8217; e provenienza nell&#8217;ortofrutta fresca.</p>
<p><strong>I CONSIGLI ANTI FRODE PER LA SPESA ON LINE</strong> &#8211;* Verificare l&#8217;identita&#8217; del venditore on line privilegiando chi ha un legame diretto con la terra o appartiene a una rete strutturata di vendita diretta * Fare attenzione a storpiature, anche minime, del nome del prodotto, che spesso rivelano che si tratta di imitazioni * Verificare nelle immagini dei prodotti a denominazione di origine (Dop e Igp) che ci sia il logo che li contraddistingue * In caso di prodotto venduto come biologico, controllare che riporti in etichetta il logo europeo corrispondente * Leggere attentamente tutte le indicazioni presenti in etichette, a partire da quelle relative all&#8217;origine * Diffidare dei prezzi troppo bassi per prodotti agroalimentari di particolare pregio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/11/22/commercio-sos-truffe-di-natale-con-292-spesa-on-line/">Commercio: SOS truffe di Natale con +29,2% spesa on line</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Commercio: senza matrimoni crack da 15 mld</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 16:22:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza coronavirus]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/07/07/commercio-senza-matrimoni-crack-da-15-mld/">Commercio: senza matrimoni crack da 15 mld</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un crack da 15 miliardi di euro per i promessi sposi in Italia con la cancellazione e il rinvio delle nozze a causa dell&#8217;emergenza coronavirus nel 2020. E&#8217; quanto stima la Coldiretti sulle conseguenze della pandemia sul mondo del wedding con circa 80mila matrimoni sospesi nel solo primo semestre 2020, in riferimento alla marcia in abito bianco delle spose mancate davanti al palazzo di Montecitorio. La crisi generata dal Covid 19 &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; ha stravolto i programmi di promessi sposi e famiglie e azzoppato i bilanci delle aziende: dal catering alla fotografia, dai trasporti al florovivaismo, dai viaggi all&#8217;abbigliamento, dal trucco alle acconciature, dall&#8217;immobiliare fino alla vigilanza privata. Prima il lockdown e poi l&#8217;incertezza sulla diffusione della pandemia hanno costretto le coppie pronte a convolare a nozze &#8211; continua Coldiretti &#8211; a contrattare rimborsi o voucher per riorganizzare il pronunciamento del fatidico si&#8217;. A rischio sono oltre un milione di lavoratori diretti ed indiretti impegnati nei settori collegati. Un settore che vede &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; l&#8217;Italia all&#8217;avanguardia a livello internazionale con un elevato numero di stranieri che sceglie proprio il Belpaese per celebrare l&#8217;esclusivo evento. La presenza di location uniche ma anche la creativita&#8217; organizzativa e l&#8217;alto livello dell&#8217;offerta enogastronomica rappresentano i fattori di successo che condizionano le scelte dei futuri sposi. L&#8217;ultima tendenza e&#8217; quella dei matrimoni green con quasi quattro giovani su dieci (38%) che considerano l&#8217;ambiente l&#8217;emergenza principale, con scelte sostenibili che vanno dalla location in campagna ai menu a chilometri zero con prodotti esclusivamente locali, dalle agribomboniere lavorate con lana di pecora o decorate con spighe alla torta nuziale della nonna fino agli addobbi floreali con essenze locali e al ritorno delle carrozze trainate dai cavalli con una spesa media che oscilla fra i 30 e i 60mila euro per il pacchetto completo del &#8220;giorno piu&#8217; bello&#8221;. Proprio per questo &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; oltre alle attivita&#8217; specializzate come gli abiti e accessori, i settori che hanno pagato il prezzo piu&#8217; alto all&#8217;emergenza sono quelli dell&#8217;agriturismo con le 24mila strutture presenti nel belpaese ma anche il florovivaismo con 27mila imprese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/07/07/commercio-senza-matrimoni-crack-da-15-mld/">Commercio: senza matrimoni crack da 15 mld</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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