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	<title>commessi Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>L&#8217;identikit del giovane criminale: italiano, benestante, recidivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2012 10:55:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 70% dei reati commessi da minori si realizza in gruppo. Di questi l&#8217;85% viene commesso da ragazzi con cittadinanza italiana. L&#8217;età media è 16 anni e in oltre l&#8217;85% dei casi gli autori sono di sesso maschile. Si tratta nel 55% dei casi di reati contro il patrimonio, per il 20% di delitti contro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/06/22/lidentikit-del-giovane-criminale-italiano-benestante-recidivo/">L&#8217;identikit del giovane criminale: italiano, benestante, recidivo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Il 70% dei reati commessi da minori si realizza in gruppo. Di questi l&#8217;85% viene commesso da ragazzi con cittadinanza italiana. L&#8217;età media è 16 anni e in oltre l&#8217;85% dei casi gli autori sono di sesso maschile. Si tratta nel 55% dei casi di reati contro il patrimonio, per il 20% di delitti contro la persona (percosse, lesioni, omicidio e violenza sessuale); contro persona e patrimonio nel 20% dei casi e di reati di spaccio di sostanze stupefacenti e altro (5%). Sono i risultati dello studio condotto, tra il 2000 e il 2010 da Cristina Cabras, Professore Associato di Psicologia Sociale presso l’Università degli Studi di Cagliari e Specialista in Criminologia Clinica, che è stato presentanto ieri al Seminario di Studio &#8220;Accogliere per prevenire il disagio psichico dei giovani: modelli e pratiche d&#8217;inclusione socio-lavorativa&#8221; organizzato dall&#8217;Isfol nell&#8217;ambito del &#8220;Programma per il sostegno e lo sviluppo dei percorsi integrati di inserimento socio lavorativo dei soggetti con disturbo psichico&#8221; promosso dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">&#8220;La condizione deviante non è quasi mai riconducibile alla malattia mentale&#8221;, ha detto Cabras che ha sottolineato come essa sia legata al &#8220;desiderio del rischio fine a se stesso&#8221;, atteggiamento tipico dell&#8217;età adolescenziale che si ritrova sviluppato più frequentemente &#8220;nei ragazzi che appartengono a classi più agiate, per le loro maggiori possibilità economiche&#8221;. Secondo lo studio di Cabras </span>&#8220;il comportamento delinquenziale aumenta fino all’età di 17 anni per poi regredire&#8221;. &#8220;Mediamente la carriera criminale inizia a 17 anni, dura circa 6 anni e, nella maggioranza dei casi analizzati si conclude a 25 anni&#8221;, ha sottolineato la docente. I dati raccolti dalla ricerca affermano che: tre quarti degli individui condannati in giovane età vengono ricondannati tra i 17 e i 24 anni, mentre solo la metà di questi riceve condanne tra i 25 e i 32 anni. La crimiloga ha ricordato che &#8220;chi prosegue nell&#8217;attività criminale, lo fa in gruppo&#8221;, sottolineando che &#8220;gli a<span style="color: #000000;">tti realizzati in gruppo non corrispondono a quelli che i singoli realizzerebbero&#8221;. Per questo, per prevenire la devianza &#8220;i ragazzi tra i </span>14 e i 18 anni vanno aiutati ad usare reazioni differenti e comportamenti di indipendenza per poter far fronte alla pressione del gruppo&#8221; afferma Cabras. Ciò &#8220;perchè la paura della solitudine è uno degli eelementi più significativi dei disagi provati dai giovani&#8221;. In questo senso, &#8220;è importante avere più gruppi di riferimento&#8221;.</p>
<p>Per evitare comportamenti devianti recidivi secondo lo studio è importante considerare che &#8220;gli elementi che concorrono al ripetersi di condotte antigiuridiche dipendono anche da aspetti che produce la carcerazione&#8221;. Si tratta di un dato fondamentale perchè &#8220;non vi sono fondi a sufficienza per fare prevenzione nè trattamento&#8221;, sottolinea Cabras. Di conseguenza &#8220;Gli effetti della carcerazione sono sempre negativi, in ogni circostanza, perchè non ci sono nè competenze sufficienti nè programmi specifici, per trattare la devianza&#8221;. La criminologa afferma che, se vi fossero fondi per portare avanti programmi specifici &#8220;i s<span style="color: #000000;">oggetti in carcere sarebbero in consizione ottimali per essere trattati&#8221; proprio per la loro lunga permanenza nello stato di reclusione&#8221;. A livello europeo sono stati infatti sperimentati programmi specifici con caratterizzazioni diverse per i diversi reati: violenza, violenza sessuale , furti o rapine. Mentre i programmi mirati a coloro che hanno commesso furti o rapine tendono a veicolare le capacità dimostrate in altri canali. I trattamenti nei casi di omicidio e violenza si concentrano sulla gestione dell&#8217;aggressività. Tra le metologie usate per il trattamento vi sono anche gli sport estremi.</span></p>
<p style="text-align: right;">Ludovica Jona</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/06/22/lidentikit-del-giovane-criminale-italiano-benestante-recidivo/">L&#8217;identikit del giovane criminale: italiano, benestante, recidivo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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