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	<title>confessionale Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>The Algorithm Creed: un confessionale guidato dall&#8217;IA esposto all&#8217;AI WEEK 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 15:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un confessionale ligneo trasformato in installazione IA: 'The Algorithm Creed' di Matteo Mandelli è stato esposto all'AI WEEK 2026 a Milano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/21/religione-algoritmica-the-algorithm-creed-il-primo-confessionale-guidato-dall-ia-presentat-2/">The Algorithm Creed: un confessionale guidato dall&#8217;IA esposto all&#8217;AI WEEK 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Un confessionale ligneo restaurato e dotato di un&#8217;intelligenza artificiale è stato presentato durante l&#8217;AI WEEK 2026 a Fiera Milano Rho con il titolo The Algorithm Creed. L&#8217;opera, firmata dall&#8217;artista Matteo Mandelli (noto anche come YOU), riprende la struttura tradizionale del confessionale – recuperata da un esemplare del primo Novecento – e la trasforma in uno spazio di interazione in cui al posto del sacerdote agisce un algoritmo che ascolta e «assolve» le confessioni dei visitatori.</p>
<p>&#8220;Il Confessionale AI nasce da una domanda molto semplice: cosa succede quando iniziamo a raccontare qualcosa di personale a una macchina?&#8221;. L&#8217;installazione propone di sottoporre al pubblico, in forma laica, la dinamica del confidarsi a una presenza non umana, invitando a riflettere sul rapporto quotidiano sempre più diffuso tra persone e sistemi di intelligenza artificiale.</p>
<p>Dal punto di vista tecnico, il sistema è sviluppato in Python e gira sul computer della postazione. Al centro del progetto c&#8217;è l&#8217;SDK di ElevenLabs, impiegato per orchestrare agenti vocali conversazionali in tempo reale. Il microfono cattura la voce del visitatore, la trascrive in testo e la invia a un agente AI che risponde vocalmente attraverso gli altoparlanti installati nel confessionale; l&#8217;intero processo viene avviato tramite un pulsante fisico. Durante la sessione il sistema apre una connessione con i server ElevenLabs; la conversazione può terminare manualmente, allo scadere del tempo massimo impostato oppure al termine naturale della confessione. Le trascrizioni vengono successivamente elaborate con Groq per «bonificare e rendere totalmente anonima» la confessione e poi salvate in un database accessibile online che raccoglie le sessioni effettuate.</p>
<p>A proposito del progetto, Mandelli ha spiegato: &#8220;Ho preso un gesto molto umano e riconoscibile, quello della confessione, e l&#8217;ho spostato in una relazione con un&#8217;intelligenza artificiale &#8211; spiega l&#8217;artista Matteo Mandelli &#8211; Non per dare risposte, ma per rendere visibile un cambiamento che sta già avvenendo. Portare questo lavoro all&#8217;interno di AI Week ha per me un significato preciso. È un contesto in cui la tecnologia viene presentata soprattutto come sviluppo e opportunità, mentre qui entra in gioco anche una dimensione più umana, più intima. Essere l&#8217;unico progetto artistico e culturale all&#8217;interno della manifestazione apre uno spazio diverso: un punto di incontro tra tecnologia e arte, che oggi, nel 2026, sono due forze centrali nella costruzione del nostro immaginario. Trovarsi in questo contesto significa creare una possibilità di dialogo, dove non si parla solo di cosa l&#8217;intelligenza artificiale può fare, ma anche di come ci cambia. Ed è proprio in questo spazio che possono nascere nuove visioni e nuove possibilità condivise&#8221;.</p>
<p>Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, legati all&#8217;organizzazione dell&#8217;AI WEEK e alla community Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice, hanno commentato: “L’opera The Algoritm Creed è la dimostrazione di come l’intelligenza artificiale non sostituisca l’arte, ma semplicemente la inviti a ridefinire il proprio significato. Ogni rivoluzione tecnologica ha cambiato il linguaggio culturale del suo tempo, e oggi siamo dentro una nuova alfabetizzazione creativa La cultura è il contesto che rende l’IA realmente umana. Senza visione culturale, gli algoritmi restano strumenti; con l’arte e il pensiero creativo, diventano amplificatori di immaginazione collettiva. Alla AI WEEK 2026 abbiamo voluto dimostrare anche questo”.</p>
<p>Matteo Mandelli, nato a Merate (Lecco) nel 1988 e attivo da Monza, è un artista concettuale e multidisciplinare il cui percorso parte dalla Street Art e si è sviluppato attraverso performance e installazioni immersive. Tra le esposizioni e i progetti citati figurano Art Dubai, Frieze London, Art Basel Hong Kong, Milano Design Week e il Decentral Art Pavilion alla Biennale di Venezia 2022. Tra i lavori menzionati nel percorso dell&#8217;artista appaiono «Fioriture Sintetiche» nel Duomo di Cremona, interventi nelle sale storiche di Palazzo Visconti a Milano (come «The Contact»), interventi a Villa Ciani a Lugano e la mostra antologica «Cyber Anthology» (2026).</p>
<p>L&#8217;installazione invita il pubblico a interrogarsi sulle implicazioni culturali e personali dell&#8217;interazione con sistemi artificiali che assumono funzioni tradizionalmente umane, aprendo questioni pratiche e normative relative a dati, anonimizzazione e conservazione delle registrazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/21/religione-algoritmica-the-algorithm-creed-il-primo-confessionale-guidato-dall-ia-presentat-2/">The Algorithm Creed: un confessionale guidato dall&#8217;IA esposto all&#8217;AI WEEK 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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