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	<title>corea del nord Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Corea del Nord avvia nuovi impianti di arricchimento dell’uranio, cresce l’allerta nucleare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 01:40:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha messo in guardia su un’accelerazione «molto grave» nella capacità della Corea del Nord di produrre armi nucleari. Durante un intervento a Seul, Grossi ha reso noto che gli ispettori dell’Aiea hanno rilevato un forte incremento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha messo in guardia su un’accelerazione «molto grave» nella capacità della Corea del Nord di produrre armi nucleari. Durante un intervento a Seul, Grossi ha reso noto che gli ispettori dell’Aiea hanno rilevato un forte incremento delle attività al reattore di Yongbyon, della potenza di 5 megawatt, insieme all’avvio di cantieri per nuovi impianti dedicati alla fusione nucleare.</p>
<p>Secondo l’Agenzia, Pyongyang disporrebbe già di qualche decina di testate nucleari. La conferma di un’espansione significativa è arrivata dal potenziamento delle strutture di arricchimento dell’uranio: è emersa la “probabile” costruzione di un nuovo capannone, del tutto simile a quelli esistenti, indispensabile per aumentare la produzione di materiale fissile.</p>
<p>“Tutti questi elementi indicano un aumento molto significativo delle capacità di Pyongyang nel settore della produzione di armi nucleari”. Questa valutazione è stata avvalorata in maniera indipendente anche dal Center for Strategic and International Studies, grazie a immagini satellitari.</p>
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		<title>Corea del Nord esclude definitivamente ogni prospettiva di denuclearizzazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 03:24:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo di Pyongyang ha reagito alle parole del presidente sudcoreano intervenuto negli Stati Uniti, definendo Lee Jae-myung un “maniaco dello scontro”. Il capo di Stato di Seul, nel corso del suo discorso, aveva invocato un rafforzamento degli sforzi per eliminare le armi atomiche dalla penisola coreana. La Corea del Nord ha respinto categoricamente ogni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo di Pyongyang ha reagito alle parole del presidente sudcoreano intervenuto negli Stati Uniti, definendo Lee Jae-myung un “maniaco dello scontro”. Il capo di Stato di Seul, nel corso del suo discorso, aveva invocato un rafforzamento degli sforzi per eliminare le armi atomiche dalla penisola coreana.</p>
<p>La Corea del Nord ha respinto categoricamente ogni possibilità di denuclearizzazione, affermando che “la denuclearizzazione è un&#8217;ipotesi già finita teoricamente, praticamente e fisicamente”. Con questa dichiarazione il regime di Kim Jong-un ha escluso un confronto su questo tema.</p>
<p>Pyongyang ha poi liquidato le proposte di Lee come “poco meno di un sogno ingenuo, come cercare di catturare una nuvola che fluttua nel cielo”, sottolineando così l’impraticabilità di ogni trattativa in materia.</p>
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		<title>La Corea del Nord accusa la Corea del Sud di aver aperto il fuoco di avvertimento lungo il confine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Aug 2025 09:24:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nei primi giorni di questa settimana la Corea del Nord ha accusato l’esercito sudcoreano di aver esploso oltre dieci colpi di avvertimento contro soldati nordcoreani impegnati in lavori di rafforzamento del confine. L’episodio, secondo l’agenzia statale KCNA, segnala un’ulteriore escalation delle tensioni lungo la linea di demarcazione che separa le due Coree. L’iniziativa dei militari [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei primi giorni di questa settimana la Corea del Nord ha accusato l’esercito sudcoreano di aver esploso oltre dieci colpi di avvertimento contro soldati nordcoreani impegnati in lavori di rafforzamento del confine. L’episodio, secondo l’agenzia statale KCNA, segnala un’ulteriore escalation delle tensioni lungo la linea di demarcazione che separa le due Coree.  </p>
<p>L’iniziativa dei militari di Pyongyang mirava a consolidare barriere e posizioni difensive lungo il confine marittimo; la reazione di Seul, sempre secondo KCNA, sarebbe avvenuta mentre i nordcoreani lavoravano in prossimità dell’area demilitarizzata.  </p>
<p>Lo scontro verbale tra i due governi si inscrive nel più ampio contesto delle esercitazioni congiunte in corso fra Corea del Sud e Stati Uniti, considerate da Pyongyang una “provocazione” che contribuisce a far deteriorare i rapporti intercoreani.</p>
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		<title>Summit a Panmunjom, prosperità e unificazione della Penisola Coreana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2018 20:51:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Durante questo periodo importante di trasformazione storica nella Penisola Coreana, riflettendo sulla durevole aspirazione del popolo coreano alla pace, la prosperità e l’unificazione, il presidente Moon Jae-in della Repubblica di Corea e il presidente della Commissione affari statali della Repubblica democratica popolare di Corea Kim Jong Un hanno tenuto un Summit inter-coreano presso la ‘Casa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Durante questo periodo importante di trasformazione storica nella Penisola Coreana, riflettendo sulla durevole aspirazione del popolo coreano alla pace, la prosperità e l’unificazione, il presidente Moon Jae-in della Repubblica di Corea e il presidente della Commissione affari statali della Repubblica democratica popolare di Corea Kim Jong Un hanno tenuto un Summit inter-coreano presso la ‘Casa della pace’ a Panmunjom il 27 aprile 2018.</p>
<p>I due leader hanno solennemente dichiarato di fronte a 80 milioni di coreani e al mondo intero che non vi sarà più guerra nella Penisola Coreana e che è iniziata una nuova era di pace.</p>
<p>I due leader, condividendo il fermo impegno a portare a una rapida fine il retaggio della Guerra Fredda della permanente divisione e del conflitto, per affrontare con audacia una nuova era di riconciliazione nazionale, pace e prosperità e per migliorare e coltivare le relazioni inter-coreane in una maniera più attiva, dichiarano in questo storico sito di Panmunjom quanto segue:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Corea del Sud e del Nord ristabiliranno le relazioni di sangue del popolo e porteranno avanti la futura co-prosperità e unificazione guidata dai coreani facilitando un avanzamento complessivo e innovativo delle relazioni inter-coreane. Migliorare e coltivare le relazioni inter-coreane è il desiderio prevalente dell’intera nazione e la richiesta urgente dei tempi, che non può essere rimandata ulteriormente.</p>
<ol>
<li>La Corea del Sud e del Nord hanno affermato il principio che determineranno il destino della nazione coreana di comune accordo e hanno concordato di portare avanti questo momento per il miglioramento delle relazioni inter-coreane con una piena realizzazione di tutti gli accordi esistenti e le dichiarazioni adottate tra le due parti finora.</li>
<li>La Corea del Sud e del Nord hanno concordato di tenere dialoghi e negoziati in vari campi, compreso quelli ad alto livello, e di prendere misure attive per la realizzazione degli accordi raggiunti al Summit.</li>
<li>La Corea del Sud e del Nord hanno concordato di aprire un ufficio di collegamento congiunto con rappresentanti residenti sui due lati della regione di Gaesong per realizzare strette consultazioni tra le autorità e per migliori scambi e cooperazione tra i popoli.</li>
<li>La Corea del Sud e del Nord hanno concordato d’incoraggiare una più attiva cooperazione, scambi, visite e contatti a tutti livelli per rinvigorire il senso di riconciliazione nazionale e di unità. Tra Nord e Sud le due parti incoraggeranno l’atmosfera d’amicizia e cooperazione realizzando attivamente vari eventi congiunti in date che hanno uno speciale significato per entrambi, Corea del Sud e del Nord, come il 15 giugno, in cui saranno coinvolti partecipanti a tutti i livelli, compresi i governi centrali e locali, i parlamenti, i partiti politici e le organizzazioni della società civile. Sul fronte internazionale, le due parti concordano di dimostrare la loro saggezza, talenti e solidarietà collettivi, partecipando congiuntamente agli eventi sportivi internazionali come i Giochi asiatici del 2018.</li>
<li>La Corea del Sud e del Nord hanno concordato d’impegnarsi a risolvere rapidamente le questioni umanitarie risultate dalla divisione della nazione e hanno convocato una riunione inter-coreana della Croce rossa perché discuta e risolva varie questioni, compreso il ricongiungimento delle famiglie separate. In questo senso Corea del Sud e del Nord hanno concordato di procedere con programmi di ricongiungimento per le famiglie separate in occasione del Giorno della liberazione nazionale del 15 agosto quest’anno.</li>
<li>La Corea del Sud e del Nord hanno convenuto di realizzare i progetti precedentemente concordati nella Dichiarazione del 4 ottobre 2007 per promuovere una crescita economica bilanciata e la co-prosperità della nazione. Come primo passo, le due parti hanno concordato di adottare passi pratici verso la connessione e la modernizzazione delle ferrovie e delle strade sul corridoio di trasporto est e tra Seoul e Sunuiju per il loro utilizzo.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Corea del Sud e del Nord faranno sforzi congiunti per alleviare l’acuta tensione militare ed eliminare praticamente il pericolo della guerra nella Penisola Coreana.</p>
<ol>
<li>La Corea del Sud e del Nord hanno concordato di cessare completamente ogni atto ostile l’una contro l’altra in ogni area – terra, aria e mare – &nbsp;che costituisce la fonte di tensione militare e conflitto. In questo senso, le due parti hanno concordato di trasformare la zona smilitarizzata in una zona di pace in un senso genuino, cessando dal 1° maggio di quest’anno tutti gli atti ostili ed eliminando i loro mezzi, a partire dalle trasmissioni via altoparlanti e la distribuzione di volantini, nelle aree lungo la linea di demarcazione militare.</li>
<li>La Corea del Sud e del Nord hanno concordato di mettere in campo uno schema pratico per trasformare le aree attorno alla Linea marittima nel Mar occidentale in una zona marittima di pace per prevenire scontri militari accidentali e garantire attività sicure si pesca.</li>
<li>La Corea del Sud e del Nord hanno concordato di adottare varie misure militari per garantirsi a vicenda cooperazione, scambi, visite e contatti. Le due parti hanno concordato di avere frequenti incontri tra autorità militari, a partire dalle Riunione di Ministri della Difesa, per discutere immediatamente e risolvere le questioni militari che emergano tra loro. A questo riguardo, le due parti hanno concordato di convocare colloqui a livello di generali a maggio.</li>
</ol>
<p>3</p>
<p>La Corea del Sud e del Nord coopereranno attivamente per stabilire un permanente e solido regime di pace nella Penisola Coreana. Porre fine all’innaturale attuale stato di armistizio e stabilire un robusto regime di pace nella Penisola coreana è una missione storica che non deve essere rimandata ulteriormente.</p>
<ol>
<li>La Corea del Sud e del Nord hanno ribadito l’Accordo di non aggressione, che preclude l’uso della forza in ogni forma l’uno contro l’altro, e hanno concordato di aderire strettamente all’accordo.</li>
<li>La Corea del Sud e del Nord hanno concordato di realizzare il disarmo in maniera graduale, in modo che la tensione militare sia alleviata e vi siano sostanziali progressi nella costruzione della fiducia militare.</li>
<li>Durante quest’anno, che marca il 65mo anniversario dell’Armistizio, la Corea del Sud e del Nord hanno concordato di perseguire attivamente riunioni trilaterali, che coinvolgano le due Coree e gli Stati Uniti, o quadrilaterali, che coinvolgano le due Coree, gli Usa e la Cina, con l’obiettivo di dichiarare la fine della guerra e stabilire un permanente e solido regime di pace.</li>
<li>La Corea del Sud e del Nord hanno confermato l’obiettivo comune di realizzare, attraverso la completa denuclearizzazione, una Penisola Coreana libera da armi nucleari. La Corea del Sud e del Nord hanno condiviso l’idea che le misure intraprese dalla Corea del Nord sono molto significative e cruciali per la denuclearizzazione della Penisola Coreana e hanno concordato di onorare i loro rispettivi ruoli e responsabilità a questo riguardo. La Corea del Sud e del Nord hanno concordato di cercare attivamente il sostegno e la cooperazione della comunità internazionale per la denuclearizzazione della Penisola Coreana.</li>
</ol>
<p>I due leader hanno concordato, attraverso riunioni regolari e conversazioni telefoniche, di avere discussioni frequenti e sincere su questioni vitali per la nazione, per rafforzare la fiducia reciproca e impegnarsi congiuntamente per rafforzare il momento positivo verso un continuo avanzamento delle relazioni inter-coreane, della pace, della prosperità e dell’unificazione della Penisola Coreana.</p>
<p>In questo contesto, il presidente Moon Jae-in ha concordato di visitare Pyongyang quest’autunno. (<strong>Pressenza London)</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/04/27/summit-a-panmunjom-prosperita-e-unificazione-della-penisola-coreana/">Summit a Panmunjom, prosperità e unificazione della Penisola Coreana</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sì: gli Usa fecero guerra biologica in Corea del Nord</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2018 18:10:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il libro di Dave Chaddock&#160;This Must Be the Place&#160;raccoglie le prove che gli USA effettivamente tentarono di spazzare via milioni di cinesi e nord-coreani con malattie mortali. E causarono fame e morte a Cuba introducendo la febbre suina, la muffa del tabacco, e creando&#160;“un’epidemia di Dengue&#160;emorragica nel 1981. &#160; È una sciocchezza di non poca [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il libro di Dave Chaddock&nbsp;<a href="http://www.amazon.com/This-Must-Be-Place-Warfare/dp/1934733768">This Must Be the Place</a>&nbsp;raccoglie le prove che gli USA effettivamente tentarono di spazzare via milioni di cinesi e nord-coreani con malattie mortali. E causarono fame e morte a Cuba introducendo la febbre suina, la muffa del tabacco, e creando&nbsp;“un’<a href="https://williamblum.org/aer/read/136">epidemia di Dengue</a>&nbsp;emorragica nel 1981.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È una sciocchezza di non poca importanza credere che gli USA bombardarono la Corea del Nord con bombe ordinarie, non biologiche. Non rimanevano più edifici da bombardare. Le persone vivevano nelle grotte, se vivevano. Milioni di persone morirono, la maggior parte delle quali era sopravvissuta alle vecchie bombe ‘non scandalose’ ma assassine di massa (incluso, ovviamente, il napalm che scioglie le persone ma non le infetta con malattie esotiche). Ancora oggi i nordcoreani vivono nel terrore che la storia si ripeta, tanto che il loro comportamento a volte è inesplicabile e sconcertante per i nordamericani che conoscono la storia attraverso le domande dei quiz televisivi…</p>
<p>Eppure, il fatto che gli USA tentarono di diffondere malattie come la peste bubbonica in Corea del Nord può avere un potente impatto sui creduloni che si auto-ingannano circa la pretesa bontà delle guerre statunitensi. Quindi vale la pena diffondere la consapevolezza che questo è accaduto davvero. Un grande aiuto su questo argomento è stato appena fornito da Jeffrey Kaye, che ha&nbsp;<a href="https://medium.com/@jeff_kaye/the-long-suppressed-korean-war-report-on-u-s-use-of-biological-weapons-released-at-last-20d83f5cee54">pubblicato online</a>&nbsp;un importante rapporto che è stato in gran parte non disponibile per decenni. Il rapporto fu prodotto nel 1952, su richiesta dei governi nordcoreano e cinese, da una commissione che comprendeva eminenti scienziati provenienti da Svezia, Brasile, Francia e Italia, ed era diretto da Sir Joseph Needham, uno dei più importanti e rispettati scienziati britannici. Il suo necrologio del&nbsp;<em><a href="http://www.nytimes.com/1995/03/27/obituaries/joseph-needham-china-scholar-from-britain-dies-at-94.html">New York Times&nbsp;</a></em>non dice se le conclusioni della commissione fossero accurate. Il suo necrologio dell’<em><a href="https://www.independent.co.uk/voices/obituaryjoseph-needham-1612984.html">Independent</a></em>&nbsp;suggerisce che la commissione aveva visto bene. La sua copertura su&nbsp;<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Joseph_Needham">WikiPedia</a>&nbsp;annuncia in modo prevedibile che la commissione si era sbagliata del tutto, cosa avallata dalla tipica citazione di WikiPedia: “Citazione necessaria”. Sì, a questo punto una citazione è ancora più disperatamente dovuta.</p>
<p>Il rapporto che Kaye ci ha messo a disposizione è completo e ben impostato e conclude che in effetti gli USA usarono la guerra batteriologica. Questa ebbe un ruolo assai minore nel massacro di massa. Ma ebbe un ruolo.<br />
Ebbe un ruolo più ampio nel far sì che la cultura e il governo degli Stati Uniti procedessero su quella strada. Il governo inventò il concetto di “lavaggio del cervello” per sconfessare la testimonianza di piloti statunitensi che avevano confessato di aver condotto azioni di guerra biologica. Poi la CIA impiegò molti anni (e causò molte morti) cercando assurdamente di fare ciò che aveva ridicolmente accusato i cinesi di aver fatto.</p>
<p>Negli USA è notizia non gradita che gli Stati Uniti abbiano protetto criminali di guerra giapponesi e si siano basati sul loro lavoro. E’ ancor più sgradita la notizia che abbiano tentato di creare epidemie mortali nella Corea del Nord.<br />
Forse ancor meno accettabile è la notizia che gli USA hanno portato la fame e la morte a Cuba, introducendo la febbre suina e la muffa del tabacco nell’isola, e creando&nbsp;<em>“un’<a href="https://williamblum.org/aer/read/136">epidemia di Dengue</a>&nbsp;emorragica nel 1981, durante la quale circa 340.000 persone furono infettate e 116.000 ricoverate in ospedale: questo in un paese che non aveva mai sperimentato un singolo caso di Dengue. Alla fine morirono solo 158 persone, tra cui 101 bambini. Per inciso:&nbsp;</em><em>così tante ospedalizzazioni con così poche morti è un’eloquente testimonianza dell’eccellenza del sistema sanitario pubblico cubano”.<br />
</em>Stranamente, come&nbsp;<a href="https://medium.com/@jeff_kaye/the-long-suppressed-korean-war-report-on-u-s-use-of-biological-weapons-released-at-last-20d83f5cee54">sottolinea</a>&nbsp;Kaye, potrebbe essere ancora più inaccettabile negli Stati Uniti sapere che il Giappone aveva sperimentato le armi biologiche sui prigionieri di guerra statunitensi.<br />
E io sospetto che la cosa più inammissibile di tutte sia il fatto che il programma statunitense di armi biologiche&nbsp;<a href="http://davidswanson.org/nbc-dares-mention-climate-in-spread-of-lyme-disease-but-not-who-created-lyme-disease/">trasformò in arma e diffuse</a>&nbsp;la malattia di Lyme nell’area di Old Lyme, nel Connecticut, da cui successivamente la malattia prese il nome. E non a caso, allora, quella malattia si diffuse rapidamente.</p>
<p>Come ho scritto in precedenza, la lotta a colpi di propaganda durante la guerra di Corea fu intensa. Il sostegno che il governo guatemalteco diede ai rapporti sulla guerra batteriologica degli Stati Uniti in Cina fu una delle motivazioni degli USA per rovesciare il governo guatemalteco; e la diffusione di quei rapporti fu probabilmente una delle motivazioni per l’omicidio di&nbsp;<a href="http://davidswanson.org/node/2559">Frank Olson</a>&nbsp;della CIA – a questo proposito si veda il nuovo film di Netflix Wormwood.</p>
<p>Non c’è alcun dibattito sul fatto che gli Stati Uniti abbiano lavorato per anni sulle armi biologiche, a Fort Detrick (poi chiamato Camp Detrick) e in numerose altre località. E non si discute sul fatto che gli USA impiegarono gli assassini più abili nell’impiego di armi biologiche sia tra i giapponesi che i nazisti dalla fine della seconda guerra mondiale in poi. Né si discute sul fatto che gli USA testarono tali armi nella città di San Francisco e in numerose altre località statunitensi, e nei soldati statunitensi. C’è un museo all’Avana con testimonianze di anni di guerra biologica degli USA contro&nbsp;<a href="http://davidswanson.org/node/4669">Cuba</a>. Sappiamo che a&nbsp;<a href="http://davidswanson.org/node/4832">Plum Island</a>, al largo della punta di Long Island, fu sperimentato testare l’uso degli insetti come arma, comprese le zecche che hanno scatenato l’attuale epidemia di Morbo di Lyme.</p>
<p>Il libro di Dave Chaddock&nbsp;<a href="http://www.amazon.com/This-Must-Be-Place-Warfare/dp/1934733768">This Must Be the Place</a>, che ho trovato attraverso la&nbsp;<a href="http://shadowproof.com/2015/03/28/book-review-this-must-be-the-place-how-the-u-s-waged-germ-warfare-in-the-korean-war-and-denied-it-ever-since/">recensione</a>&nbsp;di Jeff Kaye, raccoglie le prove che gli USA effettivamente tentarono di spazzare via milioni di cinesi e nord-coreani con malattie mortali.</p>
<p>“Che importa adesso?” Posso immaginare che questa domanda provenga da un solo angolo della terra.</p>
<p>Rispondo: importa che conosciamo i demoni della guerra e che cerchiamo di fermare quelli nuovi. Bombe a grappolo statunitensi in Yemen; attacchi con droni statunitensi in Pakistan; armamenti statunitensi in Siria; fosforo bianco e napalm e uranio impoverito statunitensi usati negli ultimi anni; torture statunitensi in campi di prigionia; arsenali nucleari statunitensi in espansione; colpi di stato USA che mettono al potere mostri in Ucraina e Honduras; bugie statunitensi sull’armamento nucleare iraniano; e infine il confonto degli USA con la Corea del Nord come parte di quella guerra mai conclusa: tutte queste cose possono essere affrontate al meglio da persone rese consapevoli di una secolare strategia di bugie.</p>
<p>E rispondo anche che non è ancora troppo tardi per scusarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>David Swanson</strong></p>
<p style="text-align: right;">Traduzione di Leopoldo Salmaso</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/02/23/usa/">Sì: gli Usa fecero guerra biologica in Corea del Nord</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Corea del Nord: test missilistico, provocazione o invito alla ragionevolezza?</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/11/29/corea-del-nord-test-missilistico-provocazione-o-invito-alla-ragionevolezza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 20:17:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina la Corea del Nord ha effettuato con successo il 20o&#160;test missilistico in quest’anno, dopo due mesi di “inattività”. I fatti L’agenzia ufficiale KCNA ha affermato che il missile era il più sofisticato rispetto a tutti i test precedenti ed è in grado di trasportare una testata nucleare pesante “super-large”. Queste affermazioni non sono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/11/29/corea-del-nord-test-missilistico-provocazione-o-invito-alla-ragionevolezza/">Corea del Nord: test missilistico, provocazione o invito alla ragionevolezza?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina la Corea del Nord ha effettuato con successo il 20<sup>o</sup>&nbsp;test missilistico in quest’anno, dopo due mesi di “inattività”.</p>
<p><strong>I fatti</strong></p>
<p>L’agenzia ufficiale KCNA ha affermato che il missile era il più sofisticato rispetto a tutti i test precedenti ed è in grado di trasportare una testata nucleare pesante “super-large”.</p>
<p>Queste affermazioni non sono ancora state verificate dagli esperti, ma gli stessi si aspettavano che Pyongyang dimostrasse che ora ha l’intero territorio degli Usa nel suo raggio d’azione: uno sviluppo che rafforza in modo significativo la sua posizione negoziale nei confronti di Washington.</p>
<p>Da quanto&nbsp; viene riportato, il missile ha volato per 50 minuti su una traiettoria molto alta, raggiungendo l’altezza di 2.796 miglia (10 volte maggiore dell’orbita della Stazione Spaziale Internazionale della Nasa), cadendo a una distanza di 621 miglia dal lancio ad ovest della costa del Giappone. David Wright, fisico ed esperto missilistico della&nbsp;Union of Concerned Scientists, calcola che su una traiettoria normale anziché così alta, il missile avrebbe una portata di 8.078 miglia (13.000 km), sufficiente a raggiungere Washington, l’Europa e l’Australia.</p>
<p><strong>Le implicazioni</strong></p>
<p>I commenti parleranno ovviamente di ennesima provocazione, di&nbsp;<em>escalation</em>&nbsp;inaccettabile. Ci sarà un ulteriore polverone. Vogliamo, per lo meno noi, ragionare con freddezza e raziocinio?</p>
<p>Innanzi tutto ho discusso più volte che la responsabilità dell’escalation nucleare della Corea del Nord ricade in primo luogo sugli Stati Uniti. Questo non certo per “giustificare” che Pyongyang si sia dotata di armamenti nucleari, che sono comunque un delitto contro l’umanità, come verrà sancito non appena il nuovo Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari entrerà in vigore: è l’esistenza stessa delle armi nucleari, il loro uso come minaccia, a moltiplicare gli Stati che ambiscono dotarsene. Da un lato è ormai il segreto di Pulcinella che gli armamenti nucleari implicano enormi interessi economici oltre che militari, gli Stati che se ne sono dotati hanno ricevuto informazioni, tecnologie e supporti da cani e porci, e la Corea del Nord non ha certo fatto eccezione.</p>
<p>Si smetta di dipingere Kim come un pazzo fuori di testa, a mio parere è molto lucido, e fa un freddo, ancorché cinico, calcolo: “Saddam ha abbandonato i suoi armamenti e è stato fatto fuori, Gheddafi pure e è stato ucciso”.&nbsp;<em>Più realistico di così!</em>&nbsp;Sono gli Stati Uniti, e Trump in modo esasperato, che conoscono solo il linguaggio della minaccia della coercizione.</p>
<p>Pyongyang ha offerto la disponibilità a negoziare,&nbsp;non da ora ma da anni, ponendo come condizione il riconoscimento del suo&nbsp;status&nbsp;di Stato nucleare. Ormai gli Usa, e tutto il modo, devono prendere atto che – per loro precisa responsabilità – la Corea del Nord non pone più un problema di&nbsp;<strong>proliferazione</strong>, ma&nbsp;<strong>è uno Stato nucleare a tutti gli effetti</strong>. Kim e il suo regime possono essere legittimamente antipatici, ma di fronte alla minaccia che incombe è necessario mettere in secondo piano l’obiettivo di&nbsp;regime change, e lasciare il posto alla politica, ai popoli e alla storia.</p>
<p>La situazione diventa sempre più drammatica, e il rischio che venga premuto – accidentalmente, per errore o per calcolo – il bottone della fine del mondo è sempre più concreto.&nbsp;<strong>Sta al più forte, non al più debole, avere la saggezza di negoziare</strong>. La strada è chiara, anche se tutt’altro che priva di ostacoli e problemi: intavolare finalmente – dopo 63 anni dalla Guerra di Corea – un negoziato di pace complessivo che possa pacificare l’intera penisola coreana, e porre le basi per la sua completa denuclearizzazione.</p>
<p style="text-align: right;">Angelo Baracca -Pressenza</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/11/29/corea-del-nord-test-missilistico-provocazione-o-invito-alla-ragionevolezza/">Corea del Nord: test missilistico, provocazione o invito alla ragionevolezza?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Qual è il vero pericolo Corea del Nord o Usa?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2017 20:27:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[corea del nord]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sta divenendo sempre più chiaro che la rapidissima – fulminea per i tempi della storia – emergenza della decima potenza nucleare, la Corea del Nord (undicesima se si considera che il Sudafrica smantellò il proprio arsenale nei primi anni ’89), non è un evento temporaneo, ma stravolge il quadro geopolitico mondiale, e sta inducendo a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/09/15/qual-e-il-vero-pericolo-corea-del-nord-o-usa/">Qual è il vero pericolo Corea del Nord o Usa?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sta divenendo sempre più chiaro che la rapidissima – fulminea per i tempi della storia – emergenza della decima potenza nucleare, la Corea del Nord (undicesima se si considera che il Sudafrica smantellò il proprio arsenale nei primi anni ’89), non è un evento temporaneo, ma stravolge il quadro geopolitico mondiale, e sta inducendo a rivedere i piani strategici. È il nucleare, bellezza!</p>
<p>Non l’avevano certo previsto gli Usa – la cui presunzione è spesso causa dei loro stessi problemi – quando sprecarono l’occasione 15 o 20 anni fa di dissuadere Pyongyang dall’imboccare la strada dello sviluppo delle armi nucleari. Essi hanno la piena responsabilità di questa situazione: hanno voglia di sbraitare e sbracciarsi, ormai “il diavolo è uscito dalla bottiglia” e non può esservi ricacciato come il genio della lampada di Aladino! La bomba nucleare non è mai uno scherzo di cattivo gusto, ma una minaccia gravissima per tutto il globo, e va presa con la massima serietà fin dal primo momento.</p>
<p>Ormai la Corea del Nord non pone più un “pericolo di proliferazione”, com’era qualche anno fa, ma un problema “classico” di deterrenza nucleare, e lo dobbiamo alla supponenza degli Stati Uniti. Del resto, quando Pyongyang effettuò il primo test nucleare nel 2006 un giornate israeliano denunciò – riferendosi ovviamente in modo strumentale all’Iran – “Ora che ha l’atomica la Corea del Nord non può più essere attaccata”!</p>
<p>La storia della Corea del Nord è una conferma che usare la minaccia delle armi nucleari contro un Paese per dissuaderlo dal produrre lui stesso armi nucleari può facilmente ritorcersi contro: ma questa lezione gli Stati nucleari non la vogliono imparare.</p>
<p>Il problema non si liquida in due parole, è complesso e lungo, e bisogna avere la pazienza di informarsi. Citerò tutte le fonti che mi sembrano più serie.</p>
<p>La resistibile ascesa nucleare della Corea del Nord</p>
<p>La storia è lunga e anche contorta, ma si può riassumere in due momenti significativi. È importante una premessa, che forse molti non hanno presente: “La guerra coreana non si è conclusa con un trattato di pace ma con un armistizio, il che significa che la guerra è in corso e potrebbe riaprirsi in qualsiasi momento. E Washington non firmerà un trattato con il Nord perché disprezza la loro forma di governo e aspetta solo l’opportunità di detronizzarlo. … Insomma, gli Stati Uniti si rifiutano di fornire a Kim garanzie scritte che non riprenderà le ostilità”. Si tenga conto che i nord coreani non possono dimenticare che il quella guerra venne sganciata una quantità di bombe superiore a quella usata nel Pacifico nella Seconda Guerra Mondiale, e – se non furono usate le bombe nucleari – gli Usa usarono il micidiale napalm, radendo al suolo tutto!</p>
<p>Dopo la fine della Guerra Fredda gli Usa manifestarono un concreto timore verso il regime di Pyonhyang (come verso tutto ciò che è diverso da loro e non capiscono!). L‘amministrazione Clinton aprì negoziati diretti con la Corea del Nord, che sfociarono nel 1994 in un Agreed Framework, con cui Pyongyang si impegnava a congelare e poi a smantellare i programmi nucleari in corso in cambio della “normalizzazione completa delle relazioni politiche ed economiche con gli Stati Uniti”, la costruzione per il 2003 di due reattori ad acqua leggera (meno idonei alla proliferazione), la fornitura di petrolio e di aiuti, la rimozione della Corea dalla sua lista di stati che supportano il terrorismo, e l’assicurazione di non venire minacciata con armi nucleari. Senonché mentre Pyongyang ottemperava agli impegni, gli Usa li accettarono ma poi li violarono: la Corea non venne rimossa dall’elenco degli Stati sponsor del terrorismo, i reattori ad acqua leggera non sono mai andati oltre la fase di costruzione e le consegne di combustibili divennero sempre più rare.</p>
<p>La situazione poi si rovesciò completamente dopo l’elezione di Gorge W. Bush nel 2001: la Corea del Nord venne qualificata con l’Iran e l’Iraq come “asse del male”, e la Nuclear posture review di Bush del 2002 considerava l’uso di armi nucleari contro la Corea del Nord. Così cominciò la resistibile escalation di Pyongyang alla bomba, che in un battibaleno sfociò nel 2006 nel primo test nucleare.</p>
<p>Gli Stati Uniti continuarono a giocare col fuoco, con la solita arroganza. In verità nessuno si aspettava che Pyongyang perfezionasse in tempi così brevi testate termonucleari efficienti, ed evidentemente sufficientemente miniaturizzate da essere lanciate da missili balistici di gittata sufficiente a raggiungere l’Alaska e le Hawaii; né che realizzasse in tempi brevissimi i missili idonei. (Per inciso, i rapidissimi e sorprendenti progressi missilistici della Corea del Nord, dopo anni di test incerti o falliti, potrebbero essere dovuti a una fabbrica Ucraina specializzata ai tempi dell’Unione Sovietica: anche se la notizia ha ricevuto smentite; si pensi all’appoggio degli Usa all’Ucraina).</p>
<p>Ma, si badi bene, di fronte a questa realtà gli Stati Uniti non hanno affatto cessato di provocare la Corea del Nord, contando di intimidirla e dissuaderla grazie alla propria potenza. Questa lezione non la capiranno mai. “La belligeranza di Trump ha anche indotto una risposta del Nord, che ha accelerato i test di missili balistici ed armi nucleari”2. Washington nella sua grossolanità non ha mai capito le situazioni, i problemi e le logiche di altri Paesi e regioni del globo: non conosce che il metodo della forza e della prepotenza. Non vuole capire che con Pyongyang questo non funziona.</p>
<p>Ora Trump ha voglia di sbraitare e minacciare di cancellare la Corea del Nord dalla carta geografica: c’è il “piccolo” particolare che investirebbe anche la Corea del Sud (in cui ci sono 25.000 soldati americani!), il Giappone avrebbe qualche problemino, e la Cina non starebbe certo a guardare un attacco nucleare ai suoi confini!</p>
<p>La vera origine della minaccia nucleare</p>
<p>Intanto va detto chiaramente che i media hanno una responsabilità colossale, una inqualificabile irresponsabilità, perché fino dal crollo dell’Urss hanno continuato ad alimentare nell’opinione pubblica la convinzione che ormai le armi nucleari non costituissero più un problema! Fino a pochi anni fa ho incontrato molte persone, anche tutt’altro che sprovvedute, convinte di questo. Ora il brusco risveglio! Questi media si sono mai accorti che dal 1998 l’India e il Pakistan si fronteggiano con 120 testate per parte4 e sono costantemente sull’orlo di un conflitto? Che, se malauguratamente dovesse scoppiare, se anche utilizzasse la metà dei loro arsenali (circa 0’5% di quelli globali), potrebbe uccidere fino a 2 miliardi di persone (un terzo della popolazione mondiale!) a causa del drammatico cambiamento climatico che ne seguirebbe. Abbiamo visto in questi giorni che cosa significhi il cambiamento climatico, in eventi relativamente locali.</p>
<p>Ritornando alla minaccia di guerra nucleare, questa incombe da tempo. Nove stati nucleari detengono arsenali che comprendono tuttora quasi 15.000 testate intatte. Gli Stati Uniti, e con loro la Russia, mantengono migliaia di missili intercontinentali in stato di allerta immediata, pronti al lancio (launch on warning): come tenere il dito sul grilletto, una vera ricetta per il disastro! Come se non bastasse, tutti gli stati nucleari sono impegnati in cosiddetti “programmi di ammodernamento”, faraonici, per i prossimi decenni: questi dimostrano chiaramente che non hanno nessuna intensione di eliminare queste armi! In particolare gli Stati Uniti hanno avviato – durante la presidenza del “Nobel per la Pace” Obama! – un programma per ben un trilione di $ (mille miliardi)5: questo programma ha già realizzato, oltre ad altre “modernizzazioni”, una “super-spoletta” – quindi un dispositivo non nucleare – che triplicherà la precisione, le capacità offensive, la letalità, dei missili balistici nucleari della marina USA schierati sui sommergibili. Si sa ormai che gli Usa si sono preparati per avere la capacità di un first-strike che dovrebbe, nelle loro intenzioni (o illusioni), decapitare le forze nucleari russe basate a terra (cosa che potrebbe risultare una pericolosa illusione, poiché Mosca ha realizzato rampe di lancio missilistiche mobili, montate su autocarri, e i sommergibili nucleari non sono così facilmente distruttibili).</p>
<p>È forse superfluo insistere che il rischio non è solo che un Presidente megalomane lanci un first-strike nucleare, ma vi è – e diventa sempre più grave col crescere delle tensioni, ma anche della sofisticazione e gli automatismi dei sistemi di allarme e di controllo – il pericolo concreto che un attacco nucleare scatti per un falso allarme o un errore. È un pericolo al quale l’umanità è miracolosamente scampata molte volte durante l’era nucleare.</p>
<p>Per rimanere in tema, la notizia più recente, e molto inquietante, è che l’amministrazione Trump sta considerando la proposta di realizzare nuove testate nucleari tattiche di piccola potenza, che causerebbero danni maggiori delle tradizionali testate termonucleari, e offrirebbero ai comandi militari un numero più ampio di opzioni, ma … “potrebbero rendere più probabile una guerra nucleare”! &nbsp;Si deve sottolineare che la realizzazione di testate nuove è vietata dal Trattato Nuovo START del 2010.</p>
<p>Un articolo su Vanity Fair di settembre 2017 afferma poi esplicitamente che “La più spaventosa minaccia nucleare potrebbe venire dall’interno della Casa Bianca”! La denuncia riguarda i cambiamenti che Trump ha imposto nel Department of Energy senza conoscenze precise, volti a sostituire il personale altamente competente nominato da Obama con persone scelte secondo criteri politici, clientelari ed ideologici: il Dipartimento dell’Energia si occupa della gestione dell’energia e della sicurezza nucleare, gestisce quindi il programma di armamenti nucleari. Ha un budget di 30 miliardi di $ all’anno, e circa 110.000 dipendenti: metterci le mani in modo improvvisato e combinare un pasticcio potrebbe tradursi in un disastro, “Il rischio di commettere errori e uccidere miliardi di persone aumenta”, commenta l’articolo.</p>
<p>Il ricordo corre al 1962, la crisi dei missili a Cuba</p>
<p>Il commentatore Robert Litwak ha definito lo stallo attuale con la Corea del Nord come “la crisi dei missili a Cuba alla moviola”. Un interessante e complesso articolo su Foreign Affairs del 10 settembre ammonisce che: “Una somiglianza con la crisi dei missili a Cuba è che quegli americani che pensano che gli Usa dovrebbero attaccare la Corea del Nord esagerano le prospettive che un’azione militare Usa possa avere successo e sottostimano i costi di una guerra. Nel 1962 la Cia e i militari assunsero che non ci fossero testate nucleari a Cuba e, su quella base, raccomandavano un attacco aereo e un’invasione [N.d.A., solito delirio di onnipotenza, appena un anno prima i cubani avevano sconfitto il tentativo d’invasione alla Baia dei Porci]. Ma l’intelligence si sbagliava. Ben più di 60 testate nucleari, bombe a gravità e testate nucleari tattiche erano già arrivate a Cuba, e un reggimento missilistico era operativo quando lo Stato Maggiore consigliava l’azione militare. Un attacco a Cuba avrebbe quasi certamente innescato un attacco nucleare agli Usa e contro le forze d’invasione americane. Oggi l’intelligence si trova di nuovo al buio. Non conosce lo status delle testate coreane né la localizzazione dei suoi missili. Per esempio quando i nord-coreani testarono con successo un missile balistico intercontinentale lo scorso luglio, esso arrivò negli Usa come una completa sorpresa e dimostrò che la Corea del Nord può ora fabbricare questi missili, immagazzinarli, schierarli e lanciarli prima che gli Usa possano reagire. Ciononostante, i comandi militari non hanno ‘raffreddato’ l’idea di di un first-stik e americano. Al contrario, essi hanno versato olio sul fuoco “ &nbsp;.</p>
<p>E l’articolo aggiunge: “Alcuni sostenitori di Trump, compresi l’ex-ambasciatore John Bolton e il consigliere evangelico di Trump Robert Jeffres, hanno affermato che un attacco Usa per assassinare Kim è la soluzione migliore. Tuttavia, qualsiasi tentativo di ‘decapitare’ il regime sarebbe un rischio di proporzioni epiche. La storia dei tentativi Usa falliti di decapitazione – compresi quelli lanciati conto il leader libico Geddafi nel 1986, e contro il leader iracheno Saddam Hussein nel 1991 e ancora nel 2003 – mette in guardia contro questa idea. Inoltre, Kim potrebbe avere ordinato ai suoi generali di lanciare contro il nemico tutte le armi di distruzione di massa disponibili qualora egli fosse ucciso in un first-strike … Non c’è nessun motivo di pensare che i militari coreani non eseguirebbero quest’ordine. … I leaders Usa dovrebbero anche resistere alla tentazione di sperare che attacchi limitati, o ‘chirurgici’ convenzionali ai siti coreani dei test missilistici o ai depositi metterebbero fine alla minaccia nucleare”.</p>
<p>E ancora, molto importante: “Neanche le difese antimissile possono risolvere il problema. … Molti di questi sistemi hanno fallito numerosi test, e perfino quelli più efficaci, come il sistema Terminal High Altitude Area Defense , o THAAD [quello schierato in Corea del Sud] potrebbero venire sopraffatti se la Corea del Nord lanciasse missili multipli – anche missili esca – in una salva su un obiettivo 9 . Questo è il motivo per il quale la Corea del Nord ha sperimentato lanci simultanei di molti missili. Qualsiasi stratega Usa prudente dovrebbe quindi assumere che nel caso di un attacco qualche missile nucleare coreano raggiungerebbe l’obiettivo. Anche nello scenario migliore, in cui solo poche bombe nucleari coreane penetrassero le difese Usa, le conseguenze sarebbero catastrofiche .”</p>
<p>Infine (pur non condividendo alcune considerazioni, ancora troppo “americane”, dell’articolo): “Il timore di una attacco Usa spiega perché Kim pensa di avere la necessità di un arsenale nucleare. … Per ridurre il rischio di guerra è necessario che finiscano le minacce di regime change con un first-strike ”.</p>
<p>Le effettive opzioni degli Usa sono limitate, e possono essere molto pericolose</p>
<p>In definitiva, una soluzione militare della crisi coreana da parte degli Usa appare altamente problematica, e improbabile. Un attacco “chirurgico” sembra irrealistico: basterebbe che un singolo ordigno nucleare sopravvivesse per mettere la Corea del Sud (e i militari Usa che vi stanziano) a rischio di una ritorsione atomica devastante. Ma se anche una tale “decapitazione” nucleare riuscisse, lo scenario sarebbe comunque da incubo: Pyongyang dispone infatti di una numerosa artiglieria disposia lungo il confine con il sud che, per quanto vecchia, getterebbe sulla Corea del Sud una micidiale pioggia di proiettili. D’altra parte, una vera invasione della Corea del Nord non potrebbe venire accettata dalla Cina, perché significherebbe avere truppe nemiche a ridosso del proprio confine: il rolo di Stato cuscinetto della Corea del Nord è per la Cina irrinunciabile.</p>
<p>In definitiva, con tutte le prudenze del caso, la crisi coreana non sembra offrire soluzioni immediate, meno che mai militari. Una condizione fondamentale è che cessino in primo luogo le manovre militari congiunte Usa-Corea del Sud nei mari circostanti la Corea del Nord, con evidenti intenzioni intimidatorie: gli Usa si illudono con la solita supponenza di intimorire e far recedere l’avversario, mentre rinvigoriscono i programmi e i test nucleari di Kim! Il tempo delle intimidazioni è finito, ed è stato sprecato . Del resto, che cosa farebbero gli Usa se un esercito straniero eseguisse esercitazioni militari ai suoi confini? Gli Usa si arrogano il diritto a tutto ciò che impediscono agli altri.</p>
<p>L’articolo citato di Whitney conclude: “Tutta questa falsa crisi è un grande fumo, progettato per nascondere le macchinazioni imperiali dell’élite americana. Trump sta usando i test missilistici di Kim come pretesto per estendere i tentacoli del Pentagono in Asia, così da assumere un ruolo dominante nella regione che nel mondo cresce più rapidamente. Sono cent’anni che Washington fa sempre le stesse mosse” &nbsp;.</p>
<p>La sola soluzione è l’eliminazione delle armi nucleari!</p>
<p>In definitiva, il pericolo reale è la presenza di smisurati arsenali nucleari di 9 Stati (15.000 testate), e la minaccia del loro uso. Il solo rimedio che ha l’umanità è di imporre il disarmo nucleare totale, e irreversibile! Un primo passo storico è avvenuto il 7 luglio scorso con l’approvazione all’ONU del Trattato di Proibizione delle armi nucleari: ma sarà un caso che gli Stati nucleari lo boicottano ferocemente? E proprio gli Usa stanno esercitando enormi pressini, e intimidazioni, a tutti gli Stati perché il prossimo 20 settembre non firmino il trattato! I nostri media poi, così attenti ora alla crisi coreana, se ne sono strafregati! Anzi, c’è da dire che la Corea fece un gesto significativo votando a favore del negoziato nell’Assemblea Generale del 23 dicembre 2016: anche se poi non vi ha partecipato.</p>
<p style="text-align: right;">Angelo Baracca-Pressenza</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/09/15/qual-e-il-vero-pericolo-corea-del-nord-o-usa/">Qual è il vero pericolo Corea del Nord o Usa?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Corea del Nord, nuovo test di bomba all’idrogeno. Trump: Minaccia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Sep 2017 14:17:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella notte Kim Jong-un ha lanciato un nuovo test nucleare, il sesto e il più potente fino a oggi, che ha provocato un terremoto di 6.3 di magnitudo. Al sisma (che aveva fatto scattare gli allarmi) è seguito il seguente annuncio sulla televisione di Stato della Nord Corea: “Abbiamo condotto con successo il test di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella notte <strong>Kim Jong-un ha lanciato un nuovo test nucleare,</strong> il sesto e il più potente fino a oggi, che ha provocato un<strong> terremoto di 6.3 di magnitudo</strong>. Al sisma (che aveva fatto scattare gli allarmi) è seguito il seguente annuncio sulla televisione di Stato della Nord Corea: “Abbiamo condotto con successo il<strong> test di una bomba all’idrogeno</strong>” . L’annuncio è andato in onda alle 15.30 ora locale, quando qui in Italia erano le 8.30 del mattino. Al primo terremoto ha fatto seguito un secondo sisma, probabilmente conseguenza geologica della prima scossa.</p>
<p>Ora la situazione di<strong> tensione internazionale è alle stelle</strong>, perchè la <strong>Corea del Nord</strong> ha annunciato che sarebbe <strong>pronta a montare questo ordigno nucleare su un missile intercontinentale</strong> in grado di raggiungere gli <strong>Stati Uniti</strong>. Proprio ieri sera il presidente degli Usa <strong>Donald Trump</strong> si era sentito al telefono con il primo ministro giapponese, <strong>Shinzo Abe</strong>, per un aggiornamento sulla situazione di allarme creatosi dopo il lancio di un missile, la scorsa settimana, che aveva sorvolato il Giappone per poi finire nell’oceano Pacifico. A questo lancio aveva fatto seguito la dichiarazione, sempre tramite la tv di Stato, che si trattava solo di un test, e che il vero e futuro obiettivo era in realtà le <strong>base militari americane dell’isola di Guam</strong>.</p>
<p><strong>Donald Trump</strong> affida a Twitter la sua reazione a quanto accaduto: “La <strong>Corea del Nord</strong> – scrive- <strong>ha condotto un imponente test nucleare</strong>. Le loro parole e azioni continuano ad essere molto ostili e pericolose per gli Stati Uniti“. E ancora: “<strong>La Corea del Nord è diventata una grande minaccia</strong> e l’imbarazzo alla Cina, che sta cercando di aiutare, ma con scarso successo”. Infine, un commento sulla Corea del Sud: “La Corea del Sud sta scoprendo, come avevo detto loro, che i loro discorsi di pacificazione non funzioneranno con la Corea del Nord. Capiscono solo una cosa”.</p>
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		<title>Corea del Nord, rafforzati i controlli sulle comunicazioni con il mondo esterno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 10:07:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un nuovo rapporto diffuso oggi, Amnesty International ha denunciato che, a seguito del rafforzamento dei controlli governativi sulle comunicazioni col mondo esterno, i nord-coreani che cercano di contattare via telefono cellulare i loro parenti fuggiti all&#8217;estero rischiano di finire nei campi di prigionia politica o in altri centri di detenzione. Il rapporto, intitolato &#8220;Impossibile [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="BLOBWidth100">
<div class="viewParCell BLOBAlignLeft">
<p>In un nuovo rapporto diffuso oggi, Amnesty International ha denunciato che, a seguito del rafforzamento dei controlli governativi sulle comunicazioni col mondo esterno, i nord-coreani che cercano di contattare via telefono cellulare i loro parenti fuggiti all&#8217;estero rischiano di finire nei campi di prigionia politica o in altri centri di detenzione.</p>
<p>Il rapporto, intitolato <strong class="userFormat1">&#8220;Impossibile connettersi. Restrizioni all&#8217;uso dei telefoni cellulari e all&#8217;accesso all&#8217;informazione dall&#8217;estero in Corea del Nord&#8221;</strong>, documenta l&#8217;intensificazione dei controlli, della repressione e delle intimidazioni nei confronti della popolazione nord-coreana dal 2011, l&#8217;anno in cui Kim Jong-un è salito al potere.</p>
<p><em class="userFormat2">&#8220;</em>Per mantenere il loro assoluto e sistematico controllo sulla popolazione, le autorità della Corea del Nord stanno perseguitando le persone che usano i telefoni cellulari per contattare i familiari all&#8217;estero&#8221; &#8211; ha dichiarato Arnold Fang, ricercatore sull&#8217;Asia orientale di <strong>Amnesty International</strong>.</p>
<p>&#8220;Kim Jong-un dice il falso quando afferma che la repressione in corso è necessaria per fermare quello che chiama &#8216;il virus del capitalismo&#8217;. Nulla potrà mai giustificare il fatto che delle persone vengano imprigionate per aver cercato di soddisfare un bisogno umano fondamentale: stare in contatto con parenti e amici&#8221; &#8211; ha sottolineato Fang.</p>
<p>Quello della frontiera digitale è il nuovo terreno su cui il governo della Corea del Nord è impegnato per isolare i suoi cittadini e oscurare le informazioni sulla atroce situazione dei diritti umani nel paese.</p>
<p><strong class="userFormat1">Gli oltre tre milioni di abbonati al gestore nazionale di telefonia mobile non possono fare chiamate internazionali</strong>. L&#8217;accesso a Internet è riservato agli stranieri e a pochi selezionati nord-coreani. Alcuni altri possono accedere a una rete di computer che consente però solo di spedire posta elettronica all&#8217;interno del paese e di consultare siti nazionali.</p>
<p>La maggior parte delle persone che sono fuggite dalla Corea del Nord non ha così modo di contattare i familiari rimasti nel paese, di cui pertanto non sa se siano vivi o morti, sotto inchiesta o imprigionati.</p>
<p>&#8220;Il controllo assoluto sulle comunicazioni è un&#8217;arma fondamentale nelle mani delle autorità per cancellare le informazioni sull&#8217;atroce situazione dei diritti umani nel paese. I cittadini nord-coreani non solo non sanno cosa accade nel mondo ma sono anche privati della possibilità di raccontare al mondo in che modo i loro diritti vengano quasi completamente negati&#8221; &#8211; ha spiegato Fang.</p>
</div>
<div class="BLOBFloatClear BLOBRow1px"> Nonostante i rischi, c&#8217;è chi trae vantaggio dalla <strong class="userFormat1">crescita di un&#8217;economia informale</strong>: <strong class="userFormat1">soprattutto dalla Cina </strong>entrano nel paese cibo, vestiti e altri prodotti, tra cui telefoni cellulari (chiamati &#8220;i cellulari cinesi&#8221;, a prescindere dal produttore) e schede Sim di contrabbando. In questo modo, i nord-coreani che vivono nei pressi del confine riescono ad accedere alle reti di telefonia mobile della Cina per comunicare con le famiglie all&#8217;estero o cercare di organizzare commerci se non addirittura la fuga.</div>
</div>
<div class="viewPar BLOBAlignJustify">
<p>&#8220;I nord-coreani devono fare sforzi incredibili, a grande rischio personale, per avere una breve conversazione telefonica con i loro cari. É oltraggioso che si possa essere incriminati solo per aver parlato coi familiari all&#8217;estero&#8221; &#8211; ha commentato Fang.</p>
<p>Parlare al telefono con persone fuori dalla Corea del Nord non è di per sé illegale, mentre lo è il commercio privato di strumenti di comunicazione provenienti da un altro paese. Una persona che usa un &#8220;cellulare cinese&#8221; può essere accusata anche di <strong class="userFormat1">tradimento</strong>, se contatta qualcuno in Corea del Sud o in altri paesi definiti &#8220;nemici&#8221;. Accuse minori possono essere quella di <strong class="userFormat1">commercio o trattativa illegale</strong>.<br />
Il rapporto di Amnesty International illustra in che modo il governo della Corea del Nord abbia aumentato la sua capacità tecnologica di controllare e reprimere la popolazione, bloccando i contatti col resto del mondo proprio nel pieno dell&#8217;era digitale. Le autorità hanno acquistato dall&#8217;estero strumenti di controllo dei modem e collocato disturbatori di segnale nei pressi del confine cinese.</p>
<p>Eun-mi, una donna di circa 40 anni, prima di riuscire a lasciare la Corea del Nord nel 2014, venne arrestata per aver usato un &#8220;cellulare cinese&#8221;: &#8220;L&#8217;ufficio 27 dei servizi di sicurezza ha questo congegno per sorvegliare, una sorta di antenna che gli agenti tengono in mano con una luce rossa intermittente. Quando gli agenti dell&#8217;ufficio 27 sono venuti ad arrestarmi, si sono tolti il cappotto mostrando tutta una serie di fili elettrici attaccati ai loro vestiti&#8221; &#8211; ha testimoniato ad Amnesty International.</p>
<p>Bak-moon, un ingegnere che a sua volta ha lasciato la Corea del Nord, ha parlato di sistemi di sorveglianza più sofisticati che consentono di intercettare i contenuti delle comunicazioni: <em class="userFormat2">&#8220;</em>Possono individuare con la massima precisione la posizione di un telefono cellulare&#8221; &#8211; ha dichiarato ad Amnesty International.</p>
<p>Oltre alla tecnologia sofisticata, <strong class="userFormat1">resta prevalente la sorveglianza personale</strong>. Jong-hee, fuggito dalla Corea del Nord nel 2014, ha raccontato: &#8220;Ognuno controlla un altro, nella vita condominiale, nei luoghi di lavoro. La gente si sorveglia a vicenda&#8221;.</p>
<p><strong class="userFormat1">Chi viene sorpreso a fare una telefonata internazionale </strong>con un &#8220;cellulare cinese&#8221; <strong class="userFormat1">rischia di essere inviato in una struttura detentiva</strong> per la riabilitazione <strong class="userFormat1">o persino in un campo di prigionia politica</strong>. Chi non ha rapporti di potere importanti, può evitare la prigionia solo pagando una tangente. Secondo le persone intervistate da Amnesty International, almeno in alcuni casi gli arresti vengono eseguiti proprio per intascare una tangente. So-kyung, una nord-coreana che ora vive in Giappone, ha raccontato ad Amnesty International: &#8220;Se ti va male, puoi essere inviato in un campo per prigionieri politici con una lunga sentenza da scontare. Se ti va meglio, ti tocca il riformatorio per uno o due anni. La maggior parte della gente se la cava con una tangente&#8221;.</p>
<p>Nel tentativo di evitare di essere intercettate quando fanno telefonate all&#8217;estero, le persone fanno conversazioni brevi, usano pseudonimi o si recano in zone remote di montagna. Il modo più comune che hanno le persone all&#8217;estero di contattare i familiari in Corea del Nord che non hanno un &#8220;cellulare cinese&#8221; è di pagare qualcuno che ne è in possesso perché prenda la chiamata. Questo <strong class="userFormat1">sistema di mediatori</strong>, inizialmente usato per spedire denaro ai parenti in patria, viene <strong class="userFormat1">sempre più spesso usato per restare in contatto telefonico</strong>.</p>
<p><strong class="userFormat1">I costi sono elevati</strong>. I mediatori coinvolti nell&#8217;organizzazione della telefonata possono pretendere fino al 30 per cento di commissione su un costo minimo di 1000 dollari in contanti. E poiché gli agenti della sicurezza nord-coreana sono all&#8217;erta e cercano di intercettare il denaro in entrata, non c&#8217;è mai la certezza che i soldi arrivino a destinazione.</p>
</div>
<div class="viewPar BLOBAlignJustify">
<p>Choi Ji-woo ricorda quando un mediatore si presentò a casa sua, in Corea del Nord, sostenendo di avere una lettera di suo padre. Nella lettera, il padre le chiedeva di seguire le istruzioni del mediatore in modo da poter parlare al telefono. Mesi prima, agenti della sicurezza nord-coreana le avevano detto che i genitori erano morti mentre avevano cercato di fuggire. In realtà, erano riusciti a entrare in Corea del Sud ma non c&#8217;era stato modo di farlo sapere alla figlia.</p>
<p>Ji-woo così intraprese un pericoloso viaggio col mediatore verso una zona di montagna: &#8220;A volte viaggiavamo tutta la notte, era troppo pericoloso farlo di giorno. Non potevamo usare le torce, non si vedeva nulla. Pensavo che se avessi potuto sentire la voce di mia madre e mio padre un&#8217;ultima volta, se avessi potuto avere la certezza che erano vivi, sarei morta felice. Quando il mediatore ha fatto la telefonata e ho ascoltato la voce di mio madre, ho pensato &#8216;É vivo, è vivo&#8230;'&#8221;</p>
<p>I familiari che vivono all&#8217;estero possono provare a far entrare in Corea del Nord &#8220;cellulari cinesi&#8221; e relative Sim ma i destinatari in Corea del Nord corrono grandi rischi. Lo si fa, di solito, pagando una tangente ai soldati che presidiano il confine. Con l&#8217;inasprimento dei controlli alla frontiera, <strong class="userFormat1">il prezzo delle tangenti è aumentato fino a raggiungere 500 dollari</strong>.</p>
<p>&#8220;Le autorità della Corea del Nord devono porre fine a questi controlli repressivi nei confronti dei loro cittadini che vogliono contattare il mondo esterno. Questa oppressiva<strong class="userFormat1">violazione del diritto alla libertà di espressione e alla libertà di ricevere informazioni </strong>anche attraverso il confine, contribuisce direttamente ad alimentare l&#8217;orribile negazione dei diritti umani nel paese&#8221; &#8211; ha concluso Fang.</p>
<p>Amnesty International chiede al governo della Corea del Nord di rimuovere tutte le restrizioni non necessarie alla libertà d&#8217;informazione e di consentire il libero flusso delle informazioni tra le persone che si trovano nel paese e il resto del mondo, attraverso l&#8217;accesso privo di censura a Internet e ai servizi internazionali di telefonia mobile e la cessazione di ogni forma di sorveglianza e d&#8217;interferenza nelle comunicazioni che non sia necessaria e mirata e non abbia uno scopo legittimo.</p>
<p>Nel 2014, la<strong class="userFormat1"> Commissione d&#8217;inchiesta delle Nazioni Unite sui diritti umani in Corea del Nord</strong> ha concluso che <strong class="userFormat1">la gravità, la dimensione e la natura delle violazioni dei diritti umani nel paese &#8220;non hanno pari&#8221; nel mondo </strong>moderno. Queste violazioni comprendono il quasi totale diniego della libertà d&#8217;opinione, espressione, informazione e associazione. Le conclusioni della Commissione d&#8217;inchiesta hanno aumentato le pressioni internazionali sulla Corea del Nord e l&#8217;agghiacciante situazione dei diritti umani nel paese è stata poi esaminata sia dall&#8217;Assemblea generale che dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.</p>
</div>
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		<title>Sale tensione tra due Coree: Kim Jong-un sul piede di guerra</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/08/21/sale-tensione-tra-due-coree-kim-jong-un-sul-piede-di-guerra/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2015 08:58:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[corea del nord]]></category>
		<category><![CDATA[corea del sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua a salire la tensione tra le due Coree. Dopo lo scambio di colpi di artiglieria tra Nord e Sud, il dittatore nordcoreano Kim Jong-un ha schierato sul piede di guerra le sue truppe alla frontiera con Seul. Lo riferisce l&#8217;agenzia Kcna specificando che Kim ha ordinato che le truppe entrino in &#8220;un semi-stato di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Continua a salire la tensione tra le due Coree.</strong> Dopo lo scambio di colpi di artiglieria tra Nord e Sud, il dittatore nordcoreano <strong>Kim Jong-un</strong> ha schierato sul piede di guerra le sue truppe alla frontiera con Seul. Lo riferisce l&#8217;agenzia Kcna specificando che Kim ha ordinato che le truppe entrino in <em>&#8220;un semi-stato di guerra&#8221;</em> al termine di una riunione di emergenza. Le forze armate nordcoreane debbono <em>&#8220;essere del tutto pronte al lancio di qualsiasi azione militare a sorpresa&#8221;</em> dalle 17 di oggi, ora locale (le 10,30 in Italia). Seul ha replicato intimando a Pyongyang di astenersi da ogni <em>&#8220;azione avventata&#8221;</em> e avvertendo che come e&#8217; gia&#8217; successo ieri i soldati sudcoreani sono pronti a rispondere.</p>
<p>Gia&#8217; ieri Pyongyang ha dato un ultimatum di 48 ore a Seul per porre fine alla &#8216;guerra&#8217; di propaganda rimuovendo tutti gli altoparlanti che da settimane, lungo la zona demilitarizzata che separa i due Paesi dall&#8217;armistizio del 1953, stanno inneggiando contro il Nord. Per questo alle 15,52 locali (le 8,52 in Italia) di ieri un razzo nordcoreano ha tentato di distruggere uno degli altoparlanti. La Corea del Sud ha risposto sparando una decina di colpi di artiglieria. Gia&#8217; nel 2013 Kim aveva dichiarato<em> &#8220;uno stato di guerra&#8221;</em> con Seul anche se poi non e&#8217; mai passato alle vie di fatto. Tre anni prima, nel 2010 quando alla guida del Paese c&#8217;era il padre dell&#8217;attuale dittatore, <strong>Kim Jong-il</strong>, a sua volta figlio del <em>&#8220;fondatore della Patria&#8221;</em>, Kim Il-sung, i due episodi peggiori.</p>
<p><strong>Il 26 marzo un sottomarino di Pyongyang affondo&#8217; una nave da guerra sudcoreana, la corvetta Cheonan, causando la morte di 46 dei 104 marinai a bordo.</strong> Otto mesi dopo, il 23 novembre, l&#8217;artiglieria di Pyongyang martello&#8217; l&#8217;isola sudcoreana di Yeonpyeong uccidendo due civili e due soldati. In quest&#8217;ultimo caso Seul rispose al fuoco ma si riusci&#8217; a non far partire un nuovo conflitto su larga scala, grazie alle pressioni della Cina, potenza di riferimento per Pyongyang, come gli Stati Uniti lo sono per il Sud. Corea del Sud che comunque ha respinto <em>&#8220;l&#8217;ultimatum degli altoparlanti&#8221;</em> che scade alle 17 ora locale di Sabato, annunciando che proseguira&#8217; la sua campagna di propagando</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/21/sale-tensione-tra-due-coree-kim-jong-un-sul-piede-di-guerra/">Sale tensione tra due Coree: Kim Jong-un sul piede di guerra</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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