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	<title>crediti incagliati Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Superbonus: 19 mld di crediti incagliati, imprese chiedono aiuto al Governo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2023 15:47:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La priorità è sbloccare i crediti incagliati: 19 miliardi di euro, rivela il Mef, accumulati fino al 16 febbraio &#8211; quando è entrato in vigore il decreto che&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La priorità è sbloccare i crediti incagliati: 19 miliardi di euro, rivela il Mef, accumulati fino al 16 febbraio &#8211; quando è entrato in vigore il decreto che vieta le cessioni dei bonus edilizi. Risorse che le imprese hanno in pancia ma non riescono a incassare perché le banche non hanno capienza fiscale e non possono comprare i crediti fiscali. Al tavolo di Palazzo Chigi le associazioni del settore chiedono al governo di trovare una soluzione in tempi brevi per evitare il default di 25 mila imprese e lo stop a 90 mila cantieri. L&#8217;Ance si aspetta &#8220;risposte rapidissime perchè non c&#8217;è più tempo&#8221;, sottolinea la presidente Federica Brancaccio che sottolinea: &#8220;Occorre lo sblocco dei crediti pregressi e una proposta sostenibile e stabile per il futuro&#8221;. Il ministro dell&#8217;Economia Giancarlo Giorgetti assicura: &#8220;La soluzione che noi cerchiamo è sull&#8217;intero ammontare dei crediti, 110 miliardi di euro. L&#8217;urgenza ora è sullo stock dei crediti che in base alle rilevazioni dell&#8217;Agenzia delle entrate fanno riferimento alle imprese del settore edilizio, che ad oggi hanno 19 miliardi circa di crediti incagliati. Lo sforzo che noi facciamo oggi e nei prossimi giorni con i tavoli tecnici è come far sgonfiare questa bolla&#8221;, garantisce il numero uno del Tesoro. Confedilizia spera in un&#8217;attenuazione delle nuove norme, ad esempio mantenendo la cessione del credito per il Sismabonus e per l&#8217;eliminazione delle barriere architettoniche. Giorgio Spaziani Testa, presidente della confederazione, vorrebbe un credito d&#8217;imposta al posto della detrazione e soprattutto una risposta veloce da parte della politica: &#8220;C&#8217;è la necessità di salvare le famiglie che a volte si trovano costrette a vendere gli immobili se non risolvono il problema dei lavori da fare&#8221;. Le soluzioni, per Confapi, sono &#8220;finanziamenti garantiti dallo Stato e la riapertura della cessione dei crediti per un periodo limitato per arrivare all&#8217;eventuale cartolarizzazione o agli anticipi dell&#8217;F24. Per fare questi anticipi vorremmo fossero fatti da società partecipate, quindi Enel o Eni che hanno avuto extraprofitti in questi anni e hanno tutta la capienza necessaria&#8221;, dice il leader Cristian Camisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la Cna, oltre a svuotare i cassetti fiscali delle imprese, bisogna arginare &#8220;il caos provocato dal decreto del governo&#8221; e avviare &#8220;un tavolo per il riordino e la stabilizzazione degli incentivi per l&#8217;efficientamento energetico e la messa in sicurezza degli immobili residenziali anche alla luce della nuova direttiva europea sulla casa&#8221;, che impone di raggiungere la classe energetica E entro il 2030 e la D nel 2033 con l&#8217;obiettivo di ridurre l&#8217;impatto ambientale degli edifici. Cna ribadisce che &#8220;l&#8217;architrave del sistema è l&#8217;opzione della cessione del credito, un meccanismo che consente anche alle famiglie meno abbienti di poter realizzare interventi necessari a ridurre il consumo di energia e quindi a tagliare il costo delle bollette&#8221;. La Cifa, l&#8217;associazione che supporta le Pmi nella transizione digitale, si augura che la misura sul risparmio energetico &#8220;possa essere riconfermata dal governo, previa una rimodulazione che la rimetta in pista con costi adeguati al mercato e con meccanismi di controllo efficaci e in tempo reale&#8221;. L&#8217;Alleanza delle cooperative comprende le motivazioni del blocco legate ai conti pubblici, tuttavia ritiene urgente affrontare &#8220;le difficoltà degli istituti di credito connesse alla loro capacità fiscale, che potrebbe essere incrementata mediante la possibilità di compensare con i crediti d&#8217;imposta anche le somme relative agli F24 che la clientela affida agli istituti di credito per il successivo versamento all&#8217;Erario. Questo incremento potrebbe essere limitato, in un primo momento, all&#8217;assorbimento degli stock di crediti già presenti sul mercato: quelli originati nel 2021 e nel 2022 e che imprese e famiglie non sono riusciti a cedere, e quelli relativi ad interventi già avviati&#8221;. Un secondo capitolo importante, proseguono le Coop, è consentire alle Onlus di poter continuare a cedere il credito &#8220;senza tuttavia estendere tale opportunità in forma indiscriminata a tutti gli incentivi, bensì circoscrivendola a quelli connessi alle esigenze di gestione del rischio sismico e a quelli per interventi di efficientamento energetico su edifici in classe F e G&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di ricevere le aziende, i ministri Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso, Gilberto Pichetto e il sottosegretario Alfredo Mantovano hanno incontrato Abi, Cassa depositi e prestiti e Sace, che potrebbero essere coinvolte nell&#8217;acquisto dei vecchi crediti incagliati. Proprio in quei minuti, vicino Palazzo Chigi andava in scena una protesta di una delegazione dell&#8217;associazione &#8216;Esodati del Superbonus&#8217;, che con cartelli e cori ha denunciato il mancato invito del governo. Queste persone si ritrovano con i lavori di ristrutturazione avviati in casa, ma non completati perché le ditte non riescono a cedere i crediti. Il Partito democratico ricorda che la maggioranza ha bocciato un emendamento dei dem alla manovra che prevedeva proprio l&#8217;aiuto di Cdp per riattivare il mercato dei bonus edilizi. La capogruppo dei senatori del Pd, Simona Malpezzi, attacca le scelte del centrodestra: &#8220;Il decreto non risolve i problemi ma ne aggiunge altri creando gravi difficoltà a famiglie e imprese. Togliere la cessione del credito impedirà, a chi non può permettersi di anticipare le spese, di riqualificare le proprie case. Siamo davanti a una scelta sbagliata. Il governo ci ripensi e si corregga il testo in Parlamento&#8221;. Vanno all&#8217;attacco i sindaci dei comuni marchigiani del cratere del sisma: &#8220;Senza il Superbonus possiamo dire addio alla ricostruzione post terremoto del Centro Italia&#8221;. Intanto Cgil e Uil sono pronte allo sciopero e chiedono di essere ascoltate: &#8220;Senza un confronto con le parti sociali e senza operare distinzioni e garantire periodi transitori, si rischia di mettere in ginocchio non solo un comparto, ma un&#8217;intera politica, economica e ambientale, con danni ingenti all&#8217;occupazione e alla crescita&#8221;. I posti di lavoro che potrebbero saltare, secondo le prime stime della Fillea, sono più di centomila. Il segretario della Cisl, Luigi Sbarra, punta sull&#8217;intervento di Cdp e Sace: &#8220;Occorre trovare soluzioni per disincagliare i crediti fiscali di quanti hanno regolarmente effettuato i lavori, spingendo sull&#8217;acquisto da parte di banche e altri attori economici. Vanno messi in campo nuovi strumenti di compensazione e valutato un più forte protagonismo di Cassa depositi e prestiti e Sace. I bonus &#8211; afferma &#8211; vanno collegati in modo strutturale alle fasce di reddito più deboli e classi energetiche più basse, con particolare riguardo all&#8217;edilizia popolare&#8221;.</p>
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