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	<title>crisi Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Petrolio in rialzo a New York: +11,41% in chiusura a 111,54 dollari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 11:36:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mercato di New York il prezzo del petrolio ha registrato un’impennata dell’11,41%, chiudendo la seduta a 111,54 dollari al barile. Il rialzo è stato determinato dal riaccendersi delle preoccupazioni sulla durata del conflitto in Iran. Gli investitori hanno reagito con nervosismo alle notizie che lasciano presagire un prolungarsi delle ostilità nel Paese, uno dei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/04/03/petrolio-in-rialzo-a-new-york-1141-in-chiusura-a-11154-dollari/">Petrolio in rialzo a New York: +11,41% in chiusura a 111,54 dollari</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mercato di New York il prezzo del petrolio ha registrato un’impennata dell’11,41%, chiudendo la seduta a 111,54 dollari al barile. Il rialzo è stato determinato dal riaccendersi delle preoccupazioni sulla durata del conflitto in Iran.</p>
<p>Gli investitori hanno reagito con nervosismo alle notizie che lasciano presagire un prolungarsi delle ostilità nel Paese, uno dei principali produttori mondiali di greggio, alimentando timori sull’affidabilità delle forniture a livello internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/04/03/petrolio-in-rialzo-a-new-york-1141-in-chiusura-a-11154-dollari/">Petrolio in rialzo a New York: +11,41% in chiusura a 111,54 dollari</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Italia in declino: un paese in crisi tra economia, infrastrutture, cultura e servizi essenziali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 21:16:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[carlo di stanislao]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.&#8221; – Articolo 1 della Costituzione Italiana Oggi questa frase appare sempre più vuota e lontana dalla realtà. L&#8217;Italia, un tempo faro della civiltà e modello economico, sta vivendo una crisi senza precedenti che coinvolge tutti i settori: economia stagnante, infrastrutture al collasso, turismo in declino, cultura in abbandono, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/03/11/italia-in-declino-un-paese-in-crisi-tra-economia-infrastrutture-cultura-e-servizi-essenziali/">Italia in declino: un paese in crisi tra economia, infrastrutture, cultura e servizi essenziali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;L&#8217;Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.&#8221;</em> – Articolo 1 della Costituzione Italiana</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi questa frase appare sempre più vuota e lontana dalla realtà. L&#8217;Italia, un tempo faro della civiltà e modello economico, sta vivendo una crisi senza precedenti che coinvolge tutti i settori: economia stagnante, infrastrutture al collasso, turismo in declino, cultura in abbandono, scuole e sanità allo sfacelo. A ciò si aggiunge un governo diviso e incapace di risolvere i problemi del Paese, mentre la fiducia internazionale crolla e le piccole e medie imprese soffrono il peso di una burocrazia soffocante e una pressione fiscale insostenibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un&#8217;economia che non cresce e industrie che chiudono</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia da anni registra una crescita economica quasi nulla. Il PIL è stagnante, mentre il debito pubblico ha superato il 140% del PIL, un livello allarmante che rende il Paese vulnerabile ai mercati finanziari. La pressione fiscale è tra le più alte d&#8217;Europa, soffocando cittadini e imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le grandi industrie, un tempo motore dell&#8217;economia, chiudono o delocalizzano, incapaci di reggere la concorrenza internazionale e ostacolate da una burocrazia inefficiente. Le piccole e medie imprese, cuore pulsante dell&#8217;economia italiana, faticano a sopravvivere: ottenere credito è sempre più difficile, il costo dell&#8217;energia è insostenibile e la macchina amministrativa rende impossibile innovare e crescere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato del lavoro è altrettanto drammatico. La disoccupazione giovanile resta tra le più alte d&#8217;Europa, mentre il precariato è la norma per le nuove generazioni. Molti giovani laureati, privi di opportunità, scelgono di emigrare, contribuendo a una &#8220;fuga di cervelli&#8221; che impoverisce ulteriormente il Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Trasporti al collasso: treni, aerei e strade da terzo mondo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Viaggiare in Italia è diventato un&#8217;odissea. I trasporti ferroviari soffrono di ritardi cronici, con linee regionali obsolete e mal gestite. Se l&#8217;alta velocità funziona su poche tratte, gran parte del Paese è servita da treni vecchi e lenti, spesso soggetti a cancellazioni improvvise.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli aeroporti soffrono di carenze infrastrutturali e gestionali. Molti scali minori sono stati abbandonati, mentre quelli principali faticano a reggere il confronto con i grandi hub europei. La conseguenza è che il traffico aereo si sposta verso altri paesi, penalizzando il turismo e il commercio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le autostrade sono un simbolo del degrado: i pedaggi aumentano ogni anno, ma la manutenzione è carente. Il tragico crollo del Ponte Morandi a Genova ha messo in luce la pericolosità di un sistema lasciato all&#8217;incuria. Strade dissestate, viadotti a rischio crollo e collegamenti interregionali inadeguati penalizzano la logistica e compromettono la sicurezza degli automobilisti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Turismo e cultura: un patrimonio lasciato marcire</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia, pur vantando il maggior numero di siti UNESCO al mondo, non è in grado di valorizzarli. Il turismo, che potrebbe essere una delle principali fonti di ricchezza, è gestito senza una visione strategica. Le città d&#8217;arte sono invase da un turismo di massa incontrollato, mentre i piccoli borghi, spesso veri gioielli storici e architettonici, sono abbandonati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cultura è sempre più marginalizzata: scuole e università ricevono finanziamenti insufficienti, i musei versano in condizioni precarie, e le attività culturali vengono costantemente penalizzate dai tagli. Il livello culturale medio della popolazione è in calo, con giovani sempre meno preparati e un&#8217;istruzione pubblica in difficoltà.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Scuola e università: un sistema alla deriva</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;istruzione in Italia è in pieno collasso. Le scuole soffrono di un continuo definanziamento, con edifici fatiscenti e programmi scolastici arretrati. Gli stipendi degli insegnanti sono tra i più bassi d&#8217;Europa, scoraggiando l&#8217;ingresso di nuovi docenti qualificati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le università italiane, un tempo eccellenze riconosciute, scivolano sempre più indietro nelle classifiche mondiali. La ricerca è trascurata e molti studenti scelgono di completare la loro formazione all&#8217;estero, contribuendo alla fuga di talenti che impoverisce ulteriormente il Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le riforme scolastiche degli ultimi anni hanno generato più confusione che miglioramenti. La mancanza di investimenti e la cattiva gestione delle risorse pubbliche rendono l&#8217;istruzione italiana sempre meno competitiva rispetto agli altri paesi avanzati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sanità al collasso: attese infinite e carenza di medici</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il sistema sanitario è in crisi. Il Servizio Sanitario Nazionale, un tempo modello di eccellenza, oggi mostra tutte le sue fragilità. Liste d&#8217;attesa interminabili rendono impossibile ottenere cure tempestive, mentre la carenza di personale medico e infermieristico peggiora la qualità dell&#8217;assistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti ospedali sono stati chiusi o ridimensionati, soprattutto nelle aree più periferiche, costringendo i cittadini a lunghi viaggi per accedere a cure specialistiche. Il risultato è che chi può permetterselo si rivolge alla sanità privata, mentre chi non ha risorse economiche si trova a dover rinunciare alle cure.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le condizioni lavorative dei medici e degli infermieri sono sempre più difficili: turni massacranti, stipendi inadeguati e carenza di personale stanno spingendo molti professionisti a cercare opportunità all&#8217;estero.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Agricoltura e imprese: un settore dimenticato</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il settore agricolo italiano, nonostante rappresenti un pilastro dell&#8217;economia e della tradizione nazionale, è lasciato senza protezione. I produttori si trovano a competere con merci straniere di qualità inferiore, mentre la grande distribuzione impone prezzi bassissimi, rendendo impossibile la sopravvivenza delle piccole aziende.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mancanza di una politica agricola efficace e la debolezza nei confronti delle decisioni europee penalizzano il settore. I giovani agricoltori faticano a emergere, e molte terre coltivabili vengono abbandonate, con gravi conseguenze per l&#8217;economia locale e l&#8217;ambiente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un governo diviso e una classe politica inadeguata</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte a questa emergenza, la politica italiana appare paralizzata. I partiti litigano su tutto, incapaci di proporre soluzioni concrete e di affrontare le vere priorità del Paese. Le riforme necessarie vengono rimandate, mentre il debito pubblico cresce e gli investitori internazionali perdono fiducia nell&#8217;Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La corruzione e l&#8217;inefficienza burocratica continuano a essere problemi irrisolti. La lentezza della macchina amministrativa blocca lo sviluppo e rende impossibile attrarre investimenti esteri. Nel frattempo, la distanza tra cittadini e istituzioni aumenta, con un crescente senso di sfiducia e disillusione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione: serve un cambiamento radicale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia ha ancora un potenziale straordinario, ma senza un cambio di rotta rischia di restare intrappolata in un declino irreversibile. Servono investimenti mirati, una politica industriale seria, una sanità efficiente e un sistema educativo competitivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è più il tempo di parole e promesse vuote: è necessario agire con determinazione per ridare al Paese la dignità e il prestigio che merita. Senza interventi concreti, l&#8217;Italia rischia di perdere definitivamente il suo ruolo nel panorama internazionale.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Carlo Di Stanislao</p>
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		<title>Sociale. Raccolta medicine in 260 farmacie in Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2022 10:18:24 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/11/07/sociale-raccolta-medicine-in-260-farmacie-in-italia/">Sociale. Raccolta medicine in 260 farmacie in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una raccolta farmaci e parafarmaci, a favore della Croce Rossa Italiana, che li impiegherà per sostenere le fasce più vulnerabili della popolazione, alle prese con difficoltà crescenti, a causa degli effetti socio-sanitari della pandemia e delle attuali crisi internazionali. A lanciarla in 260 farmacie in Italia LloydsFarmacia. L&#8217;iniziativa, in corso, durerà fino al 13 novembre. Nel 2021 sono state 2 milioni le persone che hanno ricevuto aiuti alimentari e 60.000 le richieste di supporto psico-sociale. Chi vuole, infatti può aggiungere ai propri acquisti un farmaco da banco o un parafarmaco, a scelta tra quelli selezionati dalla Croce Rossa Italiana, con un&#8217;attenzione particolare ai bambini. Sono circa 60.000 i farmaci resi disponibili alla Cri per progetti socio-sanitari (tra cui &#8220;Officine della Salute&#8221;) e per l&#8217;emergenza Ucraina, attraverso il sostegno e le campagne LloydsFarmacia, dal 2021 ad oggi. &#8220;Siamo orgogliosi di essere al fianco della Croce Rossa Italiana- ha commentato Domenico Laporta, amministratore delegato di Admenta Italia-LloydsFarmacia- Ci motiva, oggi più che mai, la consapevolezza che sono in atto trasformazioni ed eventi epocali, ormai da diversi anni. Sempre più fasce della popolazione non possono permettersi servizi e prodotti essenziali&#8221;. D&#8217;altro canto, ha proseguito, &#8220;l&#8217;assistenza e la vicinanza alle fragilità da parte della Croce Rossa, fa onore all&#8217;impegno dei loro esperti e dei volontari che operano ogni giorno, anche in condizioni di estrema delicatezza e pericolosità, in Italia e nel mondo&#8221;. La pandemia ha sottolineato Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa Italiana, &#8220;ha amplificato le disuguaglianze sanitarie e sociali, generando nuove vulnerabilità. L&#8217;emergenza da Covid-19 non è ancora finita e ha gravi conseguenze nelle fasce più fragili della popolazione. Con iniziative come questa, con il lavoro dei nostri volontari, possiamo dare supporto ai più deboli&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/11/07/sociale-raccolta-medicine-in-260-farmacie-in-italia/">Sociale. Raccolta medicine in 260 farmacie in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sociale. Vita senza nonni &#8211; sitter? Una stangata tra 650 e 1.300 euro al mese</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/09/30/sociale-vita-senza-nonni-sitter-una-stangata-tra-650-e-1-300-euro-al-mese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2022 16:30:12 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/09/30/sociale-vita-senza-nonni-sitter-una-stangata-tra-650-e-1-300-euro-al-mese/">Sociale. Vita senza nonni &#8211; sitter? Una stangata tra 650 e 1.300 euro al mese</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Alessandra vive e lavora a Milano, ha un marito, Giulio, due figli, Jacopo e Sofia (5 e 3 anni), e una schiera di babysitter da chiamare all&#8217;occorrenza. Sì perché quella di Alessandra è una famiglia &#8216;fuori sede&#8217;: lei di origini calabresi e lui pugliesi, nel capoluogo lombardo non hanno nonni, zii o parenti di qualunque grado che possano aiutarli nella gestione familiare. E allora la babysitter è l&#8217;ancora di salvezza per riuscire ad amministrare la quotidianità. &#8220;Mi affido a una ragazza che tutti i giorni va a prendere i bambini a scuola e sta con loro fin quando io o mio marito torniamo dal lavoro- racconta- è un impegno economico importante ma non abbiamo alternative&#8221;. In cifre? &#8220;650 euro al mese (più contributi) per 4 ore di lavoro al giorno, 5 giorni a settimana&#8221;. Ma non finisce qui. &#8220;Se i bambini stanno male e non possono andare a scuola la spesa quel mese aumenta e anche lo stress- dice- perché non è detto che la babysitter abituale sia disponibile per l&#8217;intera giornata (o per tutti i giorni di malattia dei piccoli) e quindi devo avere una nutrita agenda di numeri da poter chiamare all&#8217;occorrenza&#8221;. Così come si spende di più nel periodo di Natale, a Pasqua, nei giorni in cui la scuola è chiusa per sciopero, o in estate. Ci sono poi madri e padri che iniziano a lavorare molto presto la mattina, chi fa i turni di notte o chi è occupato anche nel weekend e in mancanza dell&#8217;aiuto dei nonni la soluzione sono baby sitter full time o addirittura tate &#8216;live-in&#8217;, ossia persone che vivono in casa con la famiglia. E così la spesa lievita raggiungendo anche i 1.300 euro mensili. Insomma la vita dei genitori che non possono contare sull&#8217;aiuto dei nonni oltre a essere dura è anche piuttosto cara. E il &#8216;problema&#8217; riguarda più della metà delle famiglie italiane. Secondo l&#8217;Istat, infatti, all&#8217;aiuto regolare di parenti o amici ricorre ben il 46,8 per cento dei nuclei familiari con figli fino a 5 anni (38 per cento quelli con figli minori di 15 anni) e si tratta per lo più del supporto dei nonni. E tutti gli altri? Probabilmente fanno come Alessandra e stringono la cinghia almeno fin quando i bambini arrivano alle elementari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In molte scuole primarie, infatti, esiste il servizio di pre e post scuola, gestito all&#8217;interno degli istituti ma da associazioni esterne, ed è un servizio che consente, a prezzi contenuti, di portare i bambini a scuola prima dell&#8217;apertura e di riprenderli dopo l&#8217;orario di uscita, in modo che i genitori possano andare a tornare dal lavoro tranquillamente… traffico permettendo. La conciliazione delle esigenze di vita e di lavoro è sicuramente un&#8217;area critica per il nostro Paese. Sempre secondo i dati Istat nel 2018 quasi il 36 per cento delle occupate con figli minori di 15 anni ha dichiarato problemi di conciliazione, quota che sale a 4 su 10 se il figlio più piccolo ha meno di sei anni. E non va meglio nelle famiglie in cui la professione dei genitori consente potenzialmente lo svolgimento da remoto (2 milioni 47 mila) perché le problematiche di conciliazione ci sono lo stesso, anche se di diversa natura, essendo legate alle necessità di riorganizzare i tempi di vita e di lavoro e alle difficoltà che derivano dalla continua compresenza in casa di genitori e figli, dalla condivisione di spazi e strumentazione tecnologica per lavorare e studiare, dalla gestione di tempi diversi. E dunque anche in questi casi, soprattutto se si hanno bambini piccoli, è necessario ricorrere all&#8217;aiuto &#8216;esterno&#8217;, ossia qualcuno che stia con i pargoli mentre mamma e papà lavorano. Per non parlare degli 853 mila nuclei con figli in età inferiore a 15 anni (583mila coppie e 270mila monogenitori, di cui questi ultimi l&#8217;84,8 per cento donne) dove l&#8217;unico genitore, o entrambi, svolgono professioni che richiedono la presenza sul luogo di lavoro e quindi a elevato disagio da conciliazione (come le professioni della sanità, della grande distribuzione, ecc.) quando non vi sia l&#8217;aiuto dei nonni. E il futuro non sembra essere roseo. La crescente domanda di aiuto, infatti, non va di pari passo all&#8217;offerta. Ossia trovare babysitter non è semplicissimo e dunque i costi aumentano. Se, infatti, secondo una ricerca di Sitly, la piattaforma che fa incontrare on-line genitori e baby sitter, nel 2017 il costo medio orario di una babysitter in Italia era di 7,76 euro l&#8217;ora, nel 2019 è salito a 8,06 euro. E stando a quanto raccontano molte mamme oggi il prezzo di mercato si aggira sui 10 euro l&#8217;ora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al costo si aggiunge poi l&#8217;aspetto emotivo perché un conto è lasciare i propri figli all&#8217;amorevole cura dei nonni, un altro è lasciarli a delle persone che, seppur preparate in materia, non si conoscono. E allora ci si affida al passaparola, alle agenzie o a servizi online. Tra questi c&#8217;è ad esempio Mamsitter Italia, un servizio di segnalazione apposito fondato da Paola Cimaroli, una mamma &#8216;fuori sede&#8217;. &#8220;Nel 2017, in una fase molto delicata della mia vita, sia professionale che personale, ho deciso di trasferirmi da Roma in Abruzzo, in una città piccola e raccolta. Aspettavo il mio secondo genito- racconta- e non avevo aiuti. Al quinto mese di gravidanza ho cominciato a riflettere su quante persone si trovassero nella mia stessa situazione: città nuova (o nuovo quartiere), familiari lontani, rete amicale praticamente assente. E allora ho creato quella che oggi è Mamsitter, una community che aiuta le mamme a trovare il supporto di cui hanno bisogno controllando le referenze e valutando le candidature&#8221;. Una cosa è certa e l&#8217;Istat lo mette nero su bianco: il costo dell&#8217;adattamento del lavoro agli equilibri familiari ricade più sulle donne che, quando occupate, si trovano a dover modificare orari o altri aspetti del lavoro nel 38,3 per cento dei casi (42,6 per cento se con figli da 0 a 5 anni). I padri lo fanno in misura molto minore (rispettivamente 11,9 per cento e 12,6). &#8220;Le ragioni vanno ricercate nella scarsa disponibilità di servizi per la prima infanzia, nell&#8217;insufficienza di investimenti in politiche per la conciliazione, nelle scelte di organizzazione del lavoro delle imprese ancora molto rigide, in una ripartizione del lavoro di cura all&#8217;interno della famiglia nel nostro Paese ancora squilibrata a sfavore delle donne&#8221;, scrive l&#8217;Istituto di statistica. E allora i nonni-sitter diventano davvero fondamentali, per stare con i bambini e per consentire alle mamme di poter continuare a lavorare… in attesa di tempi migliori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/09/30/sociale-vita-senza-nonni-sitter-una-stangata-tra-650-e-1-300-euro-al-mese/">Sociale. Vita senza nonni &#8211; sitter? Una stangata tra 650 e 1.300 euro al mese</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Imprese. In Abruzzo crollano quelle artigiane, dato peggiore in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2021 17:20:10 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/27/imprese-in-abruzzo-crollano-quelle-artigiane-dato-peggiore-in-italia/">Imprese. In Abruzzo crollano quelle artigiane, dato peggiore in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="searchKey">Abruzzo</span> cenerentola d&#8217;Italia nell&#8217;andamento delle imprese artigiane nel primo trimestre dell&#8217;anno, anche se per ora le misure varate durante la crisi da Governo e Regione hanno scoraggiato effetti ancora peggiori. Lo dice, numeri alla mano, il rapporto redatto sui primi tre mesi del 2021 da Aldo Ronci per conto della Cna <span class="searchKey">Abruzzo</span>, dando un&#8217;idea di quel che si muove nel mondo della micro impresa regionale all&#8217;indomani dell&#8217;anno orribile segnato dalla pandemia da Covid-19, il 2020. Il risultato dello studio, realizzato, su dati di movimprese.it relativi ai mesi tra gennaio e marzo, dicono, come spiega l&#8217;autore in una nota, che &#8220;le imprese artigiane abruzzesi flettono in misura nettamente minore rispetto agli ultimi anni ma registrano comunque un decremento percentuale (-0,91%) pari a 4 volte il decremento medio italiano (-0,23%). Ed e&#8217; cosi&#8217; che si spiega la collocazione all&#8217;ultimo posto della graduatoria tra le regioni italiane&#8221;. E&#8217; ancora pero&#8217; forse troppo presto per tracciare con esattezza un bilancio definitivo delle conseguenze generate sul sistema delle micro impresa dal coronavirus, ma soprattutto dalla micidiale combinazione di chiusure e riaperture, limitazione di posti e riduzioni di orari che ha messo in ginocchio intere filiere ipotecandone presente e futuro. Di sicuro, a frenare per ora l&#8217;effetto &#8220;a cascata&#8221; delle temute chiusure ci si e&#8217; messa per ora la mole di misure varate per sostenere le attivita&#8217; produttive durante la crisi scoppiata nel 2020:. &#8220;I provvedimenti presi a sostegno, e quelli che si pensa possano essere ancora presi, hanno determinato un numero di cessazioni molto piu&#8217; esiguo del temuto. E comunque di gran lunga inferiori alla flessione delle nuove iscrizioni&#8221;.</p>
<p>Ma vediamo i numeri. Nel primo trimestre 2021 le iscrizioni di imprese artigiane sono state 449, con 716 cessazioni, con un decremento di 267 unita&#8217;. Cifre che pero&#8217;, viste in controluce, in combinazione cioe&#8217; con le percentuali, dicono anche altre cose: perche&#8217; se e&#8217; vero che l&#8217;incremento delle cessazioni nella nostra regione si attestano al 24% (contro una media nazionale del 18%), le iscrizioni flettono di un pesante 15% contro invece un incremento medio nazionale del 6%. Ed e&#8217; dunque da questa combinazione negativa che nasce l&#8217;ultimo posto abruzzese tra le regioni d&#8217;Italia. Normale cosi&#8217; che tra le province i numeri siano negativi in tutte e quattro, con Chieti e L&#8217;Aquila rispettivamente a -83 e -72 unita&#8217;, Pescara e Teramo attestate su dati un po&#8217; meno negativi: -49 e 63 unita&#8217;. Cifre, queste, che pongono i territori del Chietino e dell&#8217;Aquilano a quart&#8217;ultimo e quint&#8217;ultimo posto tra le province italiane. Tra i settori, infine, molto male le costruzioni (con -96, e picchi particolarmente significativi all&#8217;Aquila e Chieti), i servizi alla persona (con -65) e il manifatturiero (con un -49, concentrato tra alimentari, abbigliamento e articoli in pelle).</p>
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		<title>Sociale: 3 mln di italiani senza soldi per mangiare</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/04/26/sociale-3-mln-di-italiani-senza-soldi-per-mangiare/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 16:15:54 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli oltre 3 milioni di italiani che hanno incontrato problemi nell&#8217;affrontare le spese alimentari durante la seconda ondata sono la punta dell&#8217;iceberg della situazione di disagio in cui si trova una parte importante della popolazione. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti sulla base del Report Istat sui comportamenti e opinioni dei cittadini durante la seconda ondata pandemica. Il 6,3% della popolazione nazionale adulta &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; ha difficolta&#8217; a garantirsi il pasto ma la percentuale varia dal 3,2% al centro Italia al 5,6% del nord per salire al 9% nel mezzogiorno. Con la crisi determinata dalla pandemia Covid un numero crescente di persone e&#8217; costretta a far ricorso alle mense dei poveri e molto piu&#8217; frequentemente &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; ai pacchi di aiuto alimentare, anche per le limitazioni rese necessarie dalla pandemia. Fra i nuovi poveri &#8211; continua la Coldiretti &#8211; ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attivita&#8217; saltuarie che sono state fermate dalla limitazioni rese necessarie dalla diffusione dei contagi per Covid.</p>
<p>Persone e famiglie che mai prima d&#8217;ora &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; avevano sperimentato condizioni di vita cosi&#8217; problematiche. Per arginare questa situazione quasi 1 italiano su 3 (30%) &#8211; secondo l&#8217;indagine Coldiretti/Ixe&#8217; &#8211; ha partecipato quest&#8217;anno a iniziative di solidarieta&#8217;, fa beneficienza e donazioni per aiutare le famiglie piu&#8217; bisognose piegate dal peso della crisi causata dall&#8217;emergenza Covid. Nel 2020 sono stati oltre 5 milioni i chili di prodotti tipici Made in Italy, a chilometri zero e di altissima qualita&#8217; distribuiti dagli agricoltori della Coldiretti e Campagna Amica per garantire un pasto di qualita&#8217; ai piu&#8217; bisognosi di fronte alla crescente emergenza provocata dalla pandemia Covid. E per Pasqua sono state circa ventimila le famiglie povere piegate dall&#8217;emergenza Covid che hanno potuto mettere in tavola i migliori prodotti agroalimentari Made in Italy e passare delle feste piu&#8217; serene grazie all&#8217;importante operazione di solidarieta&#8217; del sistema agroalimentare italiano promossa dalla Coldiretti insieme a Filiera Italia e Campagna Amica che ha coinvolto le piu&#8217; importanti realta&#8217; dell&#8217;agroalimentare nazionale come Conad, Bonifiche Ferraresi, Philip Morris, Eni, Snam, Intesa San Paolo, Generali, De Cecco, Cattolica Assicurazioni Grana Padano, Barilla, Enel, Confapi, Fondazione Tim, Inalca, De Rica, Pomi&#8217;, Casillo Group, Mutti, Banca Monte dei Paschi di Siena, Granarolo, Coprob, Virgilio, Parmigiano Reggiano, Casa Modena, Ismea, Fondazione Osservatorio Agromafie, Crea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/26/sociale-3-mln-di-italiani-senza-soldi-per-mangiare/">Sociale: 3 mln di italiani senza soldi per mangiare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Commercio: crolla del 20% vino italiano all&#8217;estero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Apr 2021 17:41:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Drammatico crollo del consumo di vino italiano all&#8217;estero che raggiunge il minimo storico da oltre 30 anni per effetto del calo del 20% nelle esportazioni nel 2021. E&#8217; quanto emerge da un&#8217;analisi della Coldiretti diffusa in occasione dell&#8217;incontro on line &#8220;Il mercato del vino dopo un anno di pandemia&#8221; promosso da Coldiretti e dal Comitato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/21/commercio-crolla-del-20-vino-italiano-allestero/">Commercio: crolla del 20% vino italiano all&#8217;estero</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Drammatico crollo del consumo di vino italiano all&#8217;estero che raggiunge il minimo storico da oltre 30 anni per effetto del calo del 20% nelle esportazioni nel 2021. E&#8217; quanto emerge da un&#8217;analisi della Coldiretti diffusa in occasione dell&#8217;incontro on line &#8220;Il mercato del vino dopo un anno di pandemia&#8221; promosso da Coldiretti e dal Comitato di supporto alle politiche del vino che traccia il bilancio degli effetti del Covid sul Vigneto Italia. Nel 2021 all&#8217;estero si e&#8217; detto addio ad una bottiglia di vino italiano su cinque a causa dell&#8217;emergenza Covid, che &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; ha stravolto i mercati mondiali, tra le limitazioni imposte agli scambi commerciali e le chiusure generalizzate dei ristoranti che hanno interessato un po&#8217; tutti i principali mercati di sbocco. L&#8217;Italia e&#8217; il principale esportatore mondiale di vino con la maggior parte della produzione nazionale che viene consumata all&#8217;estero. Il trend preoccupante e&#8217; determinato dagli Stati Uniti che &#8211; rileva la Coldiretti &#8211; sono il primo mercato di riferimento per il vino italiano, dove gli acquisti si sono ridotti del 22% in quantita&#8217;.</p>
<p>Ma la pandemia si e&#8217; fatta sentire anche in Germania, secondo acquirente a livello mondiale per le bottiglie tricolori, dove si registra una diminuzione del 24%, mentre in Gran Bretagna, terza piazza per importanza, si conta una diminuzione del 33%, qui determinata anche dagli effetti della Brexit, secondo l&#8217;analisi Coldiretti su dati Istat a gennaio. Calo a doppia cifra anche in Francia dove le vendite si sono ridotte di oltre un terzo (-35%). La speranza e&#8217; che il trend si possa invertire con l&#8217;avanzare delle campagne di vaccinazione e la riapertura dei canali di ristorazione. Un segnale positivo in tale senso viene &#8211; sottolinea Coldiretti &#8211; dai paesi piu&#8217; avanti verso il ritorno alla normalita&#8217; come la Cina dove le esportazioni di vino tricolore sono calate di appena il 2% rispetto allo scorso anno. Le difficolta&#8217; causate dalla pandemia al commercio internazionale si riflettono anche sui consumi mondiali di vino che sono scesi ai minimi da 15 anni su un valore di appena 2,34 miliardi di litri nel 2020, secondo da un&#8217;analisi della Coldiretti su dati Oiv.</p>
<p>La riduzione dei flussi turistici e le chiusure della ristorazione hanno, infatti, modificato &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; la mappa mondiale dei consumi di vino con il Portogallo che si classifica al primo posto con 51,9 litri procapite durante l&#8217;anno, seguito dall&#8217;Italia con 46,6 litri, dalla Francia con 46 litri e a seguire Svizzera con 35,7 litri e Austria con 29,9 litri. L&#8217;impatto &#8211; continua la Coldiretti &#8211; e&#8217; evidente nel commercio internazionale di vino che crolla in valore del 6,7% per un importo totale di 29,6 miliardi con le predite piu&#8217; pesanti che colpiscono gli spumanti (-15%) il cui consumo e&#8217; spesso legato ai festeggiamenti, venuti a mancare nel tempo del Covid. L&#8217;Italia &#8211; rileva la Coldiretti &#8211; si conferma comunque primo produttore mondiale con 49,1 milioni di ettolitri ed anche primo esportatore sia nei vini fermi che spumanti con un totale di 20,8 milioni di ettolitri davanti alla Spagna con 20,2 e alla Francia con 13,8. &#8220;Va rafforzata la promozione del vino made in Italy sui mercati internazionali per cogliere in pieno la ripartenza e non perdere quote di mercato. Ma piu&#8217; di tutto stiamo sostenendo, nel pieno rispetto delle regole di prevenzione, la ripartenza della ristorazione e del canale Horeca che per i vini piu&#8217; pregiati e&#8217; l&#8217;unica misura veramente utile&#8221; ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che &#8220;nelle scorse settimane abbiamo inoltre richiesto l&#8217;attivazione delle misure straordinarie di distillazione di crisi e stoccaggio privato dei vini&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/21/commercio-crolla-del-20-vino-italiano-allestero/">Commercio: crolla del 20% vino italiano all&#8217;estero</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Turismo: con viaggi dimezzati crack da 53 miliardi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 09:52:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ammonta a 53 miliardi il taglio delle spese turistiche in Italia nel 2020 per l&#8217;emergenza Covid con 1/3 delle perdite che hanno colpito i consumi in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per l&#8217;acquisto di cibo di strada e souvenir delle vacanze. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Isnart-Unioncamere in occasione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/08/turismo-con-viaggi-dimezzati-crack-da-53-miliardi/">Turismo: con viaggi dimezzati crack da 53 miliardi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ammonta a 53 miliardi il taglio delle spese turistiche in Italia nel 2020 per l&#8217;emergenza Covid con 1/3 delle perdite che hanno colpito i consumi in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per l&#8217;acquisto di cibo di strada e souvenir delle vacanze. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Isnart-Unioncamere in occasione della divulgazione dei dati Istat sui viaggi dei residenti in Italia che nel 2020 toccano il minimo storico a 37 milioni e 527 mila, con una drastica flessione rispetto al 2019 che riguarda le vacanze (-44,8%) e ancora di piu&#8217; i viaggi di lavoro (-67,9%). In questo scenario di difficolta&#8217; l&#8217;annunciato arrivo per l&#8217;estate del passaporto vaccinale Ue con la possibilita&#8217; di riapertura il 2 giugno ipotizzata dal Ministro del Turismo Massimo Garavaglia rappresenta una svolta per salvare un comparto strategico del Paese che si compone di 612mila imprese e rappresenta &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; il 10,1% del sistema produttivo nazionale e il 12,6% dell&#8217;occupazione nazionale secondo Unioncamere. La spesa in vacanza per il cibo &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; e&#8217; scesa a 17,5 miliardi in calo del 58%, il minimo da almeno un decennio, anche se rimane la principale voce principale del budget delle famiglie italiane e straniere in viaggio.</p>
<p>Un&#8217;assenza che ha pesato duramente sui 360mila bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie e agriturismi presenti in Italia, costretti alla chiusura e alla limitazione dell&#8217;attivita&#8217; anche durante le festivita&#8217;. Gli effetti delle difficolta&#8217; delle attivita&#8217; di ristorazione &#8211; continua la Coldiretti &#8211; si fanno sentire a cascata sull&#8217;intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all&#8217;olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualita&#8217; che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. Senza turismo &#8211; evidenzia la Coldiretti &#8211; sono a rischio anche i 5.266 i tesori alimentari tradizionali dei borghi d&#8217;Italia custoditi da generazioni dagli agricoltori e salvati per sostenere la rinascita del Paese. L&#8217;assenza di turisti stranieri e italiani ha un impatto pesante sulla sopravvivenza di tesori agroalimentari unici al mondo legati alla storia e all&#8217;economia dei territori, che &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; sono il simbolo della grande creativita&#8217;, tradizione, qualita&#8217; e sicurezza alla base del successo del Made in Italy nel mondo. Una patrimonio da salvare che &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; non ha solo un valore economico ma anche storico, culturale ed ambientale e che garantisce la sopravvivenza della popolazione anche nelle aree interne piu&#8217; isolate proprio nel momento in cui con il Covid pone l&#8217;esigenza di cambiare la distribuzione demografica della popolazione e ridurre la concentrazione nei grandi centri urbani.</p>
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		<title>Consumi. Chiusure di Natale, danni per ristorazione arrivano a 41mld</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2020 18:09:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il taglio delle spese di fine anno a tavola rischia di dare il colpo di grazia ai consumi alimentari degli italiani che nel 2020 scendono al minimo da almeno un decennio con un crack senza precedenti per la ristorazione che dimezza il fatturato (-48%) per una perdita complessiva di quasi 41 miliardi di euro nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il taglio delle spese di fine anno a tavola rischia di dare il colpo di grazia ai consumi alimentari degli italiani che nel 2020 scendono al minimo da almeno un decennio con un crack senza precedenti per la ristorazione che dimezza il fatturato (-48%) per una perdita complessiva di quasi 41 miliardi di euro nel 2020. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Ismea sull&#8217;impatto della nuova ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che entra in vigore domenica 29 novembre ma a preoccupare e&#8217; anche il nuovo Dpcm per l&#8217;ipotesi di chiusura di tutti i bar e ristoranti alle 18 per Natale e Santo Stefano, che rappresentano tradizionalmente per molti italiani una occasione per mangiare fuori. Nonostante i cambi di colore in Italia &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; restano chiusi 2 esercizi su 3 tra bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi per un totale di oltre 215mila locali situati nelle regioni rosse e arancioni dove e&#8217; proibita qualsiasi attivita&#8217; al tavolo, con un drammatico impatto su economia ed occupazione. Le ultime riaperture per la ristorazione riguardano solamente le strutture presenti in Sicilia (oltre 23mila) e Liguria (quasi 13mila) che diventano zone gialle dove comunque &#8211; evidenzia la Coldiretti &#8211; le attivita&#8217; di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite solo dalle ore 5,00 alle 18,00 con la possibilita&#8217; sempre della consegna a domicilio, nonche&#8217; fino alle ore 22 della ristorazione con asporto. Nelle zone critiche (arancioni e rosse) &#8211; ricorda la Coldiretti &#8211; e&#8217; invece consentita la sola consegna a domicilio, nonche&#8217; fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle vicinanze dei locali.</p>
<p>Gli effetti della chiusura delle attivita&#8217; di ristorazione &#8211; continua la Coldiretti &#8211; si fanno sentire a cascata sull&#8217;intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all&#8217;olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualita&#8217; che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. Le limitazioni alle attivita&#8217; di impresa &#8211; sostiene la Coldiretti &#8211; devono dunque prevedere un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera per salvare l&#8217;economia e l&#8217;occupazione. Nelle regioni dove si registrano scenari di elevata o massima gravita&#8217; &#8211; continua la Coldiretti &#8211; sono sospese tutte le attivita&#8217; di ristorazione e, quindi, anche la somministrazione di pasti e bevande da parte dei quasi 19mila agriturismi (quasi l&#8217;80% del totale) presenti in queste aree che &#8211; sostiene la Coldiretti &#8211; spesso situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all&#8217;aperto, che sono secondo www.campagnamica.it i luoghi piu&#8217; sicuri perche&#8217; e&#8217; piu&#8217; facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche Non e&#8217; un caso che appena lo 0,3% dei 66.781 casi di infortunio da Covid-19 registrate dall&#8217; Inail in Italia riguarda l&#8217;agricoltura dove &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; peraltro i mesi estivi e autunnali sono i piu&#8217; attivi con la raccolta di frutta, ortaggi, olio e la vendemmia.</p>
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		<title>Covid: salgono a 4mln i poveri senza cibo a Natale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 14:37:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Salgono a 4 milioni i poveri che con l&#8217;aggravarsi della situazione sono costretti per Natale a chiedere aiuto per il cibo da mangiare nelle mense o soprattutto con la distribuzione di pacchi alimentari&#8221;. E&#8217; quanto, riportato in una nota, emerge da un&#8217;analisi della Coldiretti, dopo l&#8217;entrata in vigore del nuovo DPCM, sulla base dell&#8217;andamento delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/11/09/covid-salgono-a-4mln-i-poveri-senza-cibo-a-natale/">Covid: salgono a 4mln i poveri senza cibo a Natale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Salgono a 4 milioni i poveri che con l&#8217;aggravarsi della situazione sono costretti per Natale a chiedere aiuto per il cibo da mangiare nelle mense o soprattutto con la distribuzione di pacchi alimentari&#8221;. E&#8217; quanto, riportato in una nota, emerge da un&#8217;analisi della Coldiretti, dopo l&#8217;entrata in vigore del nuovo DPCM, sulla base dell&#8217;andamento delle richieste degli Enti impegnati nel volontariato che registrano un aumento anche del 40% delle richieste di aiuto. &#8220;Fra i nuovi poveri nell&#8217;autunno 2020- sottolinea la Coldiretti- ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attivita&#8217; saltuarie. Persone e famiglie che mai prima d&#8217;ora- precisa l&#8217;organizzazione- avevano sperimentato condizioni di vita cosi&#8217; problematiche. Le situazioni di difficolta&#8217; sono diffuse lungo tutta la Penisola ma le maggiori criticita&#8217; si registrano nel Mezzogiorno con il 20% degli indigenti che si trova in Campania, il 14% in Calabria e l&#8217;11% in Sicilia ma condizioni diffuse di bisogno alimentare si rilevano anche nel Lazio (10%) e nella Lombardia (9%) dove piu&#8217; duramente ha colpito l&#8217;emergenza sanitaria, secondo gli ultimi dati Fead.</p>
<p>&#8220;E&#8217; necessario subito accelerare nella presentazione dei bandi per gli aiuti agli indigenti con i 250 milioni stanziati per acquistare cibi e bevande Made in Italy di qualita&#8217; da distribuire ai nuovi poveri, chiede il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, in riferimento alla avvenuta pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n.276 del decreto del Ministero delle Politiche Agricole, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che suddivide lo stanziamento dei fondi dedicati al &#8216;Programma annuale di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti sulla base&#8217;. &#8220;Per far fronte alle crescenti richieste occorre- sottolinea Prandini- rendere al piu&#8217; presto disponibili i prodotti alimentari da acquistare con le importanti risorse stanziate nel Decreto Rilancio da destinare alle famiglie piu&#8217; povere per l&#8217;emergenza sociale senza precedenti che l&#8217;Italia sta affrontando. Si tratta di un primo intervento urgente per fare fronte alle crescenti richieste di aiuto che vengono agli Enti impegnati nel volontariato e, allo stesso tempo, sostenere il lavoro e l&#8217;economia del sistema agroalimentare tricolore duramente colpito dalle difficolta&#8217; delle esportazioni e della ristorazione in grave crisi&#8221;.</p>
<p>&#8220;In realta&#8217; il piano di aiuti pubblico- sottolinea la Coldiretti- e&#8217; stato gia&#8217; anticipato nei fatti dall&#8217;impegno di quasi 4 italiani su 10 (39%) che dichiarano di partecipare a iniziative di solidarieta&#8217; per aiutare chi ha piu&#8217; bisogno attraverso donazioni o pacchi alimentari, anche utilizzando le operazioni di aiuto messe in campo dagli agricoltori di Campagna Amica con la spesa sospesa, secondo l&#8217;indagine Coldiretti/Ixe&#8217;. Circa 2 milioni di chili in frutta, verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, vino e olio 100% italiani, di alta qualita&#8217; e a chilometri zero sono stati raccolti e donati dagli agricoltori di Campagna Amica ai piu&#8217; bisognosi nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa la &#8220;spesa sospesa&#8221; operativa lungo tutta la Penisola. Si tratta- spiega la Coldiretti- della piu&#8217; grande offerta gratuita di cibo mai realizzata dagli agricoltori italiani per aiutare a superare l&#8217;emergenza economica e sociale provocata dalla diffusione del coronavirus e dalle necessarie misure di contenimento. La lista dei prodotti 100 % italiani da acquistare per distribuire ai piu&#8217; indigenti prevista dal Decreto del Ministero delle Politiche Agricole comprende- ribadisce la Coldiretti- 36 milioni di euro per l&#8217;acquisto di prosciutto crudo Dop, cotto e salumi Dop/Igp; 8,4 milioni per salumi non da carne suina (tacchino, bresaola); 50 milioni per formaggi DOP; 20 mln per olio extravergine di oliva. Inoltre omogeneizzati di carne (5 milioni), omogeneizzati di frutta (4 milioni , pastina per infanzia (4 milioni), biscotti prima infanzia (5 milioni), latte crescita 2-3 per infanzia (1 milione), carne bovina sottovuoto &#8211; polli interi surgelati (10 milioni), carne in scatola (12 milioni), spezzatino con fagioli e piselli per mense (1,5 milioni) e nel formato 400 grammi (5 milioni), zuppe di cereali con verdure (6 milioni), minestrone con verdure (6 milioni), pasta secca nel formato 500 grammi di cui il 10% senza glutine (10 milioni), riso nel formato da 1 kg (6 milioni), preparati per risotti (6 milioni), passata di pomodoro (12 milioni), polpa di pomodoro o pelati formato per mense (1 milione), sughi pronti al ragu&#8217; e al basilico (8 milioni), verdure in scatola e in vetro (8 milioni) e nel formato per mense (2 milioni), legumi in scatola &#8211; fagioli e lenticchie (3 milioni), macedonia di frutta e frutta sciroppata (7 milioni), succo di frutta (6 milioni), purea di frutta (4 milioni) e, infine, crackers di cui il 10% senza glutine (4 milioni). Inoltre la copertura dei costi dei servizi logistici ed amministrativi prestati dalle organizzazioni di volontariato- conclude- sono ammissibili nel limite del 5% del costo di acquisto di derrate alimentari per singola aggiudicazione della fornitura del prodotto alimentare&#8221;.</p>
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