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	<title>cure Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Sanità, Giuliano (UGL): &#8220;Stop a migrazione per le cure, al sud l’assistenza è un miraggio&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/06/27/sanita-giuliano-ugl-stop-a-migrazione-per-le-cure-al-sud-lassistenza-e-un-miraggio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 14:58:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Rapporto annuale SDO 2024 del Ministero della Salute sulla mobilità sanitaria interregionale mette a nudo i divari strutturali del Paese e innesca la ferma reazione della UGL Salute, pronto a dare battaglia per l&#8217;equità delle cure. &#8220;I numeri emersi dal documento del Ministero non fanno altro che fotografare, con la spietata freddezza dei dati, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/27/sanita-giuliano-ugl-stop-a-migrazione-per-le-cure-al-sud-lassistenza-e-un-miraggio/">Sanità, Giuliano (UGL): &#8220;Stop a migrazione per le cure, al sud l’assistenza è un miraggio&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Rapporto annuale SDO 2024 del Ministero della Salute sulla mobilità sanitaria interregionale mette a nudo i divari strutturali del Paese e innesca la ferma reazione della UGL Salute, pronto a dare battaglia per l&#8217;equità delle cure. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;I numeri emersi dal documento del Ministero non fanno altro che fotografare, con la spietata freddezza dei dati, una realtà che denunciamo da anni: la mobilità sanitaria non è un fenomeno passeggero ma una vera e propria piaga strutturale, una criticità del sistema che costringe quasi un cittadino su dieci, per la precisione 691.640 persone in un solo anno, a fare le valigie per andare a curarsi lontano da casa&#8221; dichiara Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute, evidenziando come i 639.201 ricoveri fuori regione per acuti e i picchi vicini al 16% nella riabilitazione pesino drammaticamente sulle fasce più deboli. Per il sindacato, infatti, la scelta del luogo di cura non deve nascere da una carenza strutturale dei territori d&#8217;appartenenza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non possiamo accettare che il diritto costituzionale alla salute sia subordinato al codice postale di residenza e che questa situazione diventi l&#8217;ennesima tassa occulta sulla pelle dei lavoratori e delle famiglie più fragili; la nostra posizione sul turismo sanitario è netta: la libertà di scelta è un valore, ma quando si trasforma in una fuga disperata, allora siamo di fronte al crollo dell&#8217;equità sociale&#8221; incalza il leader sindacale di fronte a una spaccatura geografica che vede l&#8217;Emilia-Romagna in testa all&#8217;attrazione con oltre 63mila ricoveri di saldo attivo, seguita da Lombardia, Veneto, Lazio e Toscana, mentre Calabria, Campania, Sicilia e Puglia registrano saldi passivi drammatici, fino ai casi limite di Molise (32,8%) e Basilicata (28,6%). Questa migrazione comporta conseguenze economiche devastanti per le strutture ospedaliere del Mezzogiorno, che si vedono sottrarre fondi vitali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questo dissanguamento non è solo una statistica sulla percezione della qualità, ma si traduce in un trasferimento miliardario di risorse pubbliche dal Meridione al Settentrione, impoverendo ulteriormente i bilanci delle Regioni in difficoltà, bloccando le assunzioni del personale e impedendo gli investimenti tecnologici necessari per modernizzare gli ospedali del Mezzogiorno. Così l&#8217;assistenza in alcune regioni resta un miraggio&#8221; spiega Giuliano, invocando una riforma radicale che superi le disparità locali una volta per tutte. La UGL Salute chiede quindi un intervento centrale immediato per azzerare i viaggi della speranza e ridare dignità sia ai pazienti sia ai lavoratori del comparto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Per noi è giunto il momento di dire basta a questa sanità a doppio binario: non servono più soluzioni tampone, ma un grande Piano Nazionale di riequilibrio territoriale guidato dal Ministero della Salute che imponga standard assistenziali identici in ogni angolo del Paese, valorizzando le eccellenze locali, potenziando la medicina del territorio e garantendo la dignità dei professionisti sanitari del Sud che lavorano in condizioni di perenne emergenza, perché una nazione civile non può tollerare che la salute sia un privilegio di chi può permettersi un biglietto del treno verso il Nord&#8221; conclude il Segretario Nazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/27/sanita-giuliano-ugl-stop-a-migrazione-per-le-cure-al-sud-lassistenza-e-un-miraggio/">Sanità, Giuliano (UGL): &#8220;Stop a migrazione per le cure, al sud l’assistenza è un miraggio&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sie incontra le associazioni. Ematologi e pazienti uniti: &#8220;Cure efficaci oggi, ma molto costose&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/04/14/sie-incontra-le-associazioni-ematologi-e-pazienti-uniti-cure-efficaci-oggi-ma-molto-costose/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 11:54:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Molte malattie ematologiche, oggi, sono finalmente curabili. La ricerca scientifica allunga la sopravvivenza, infatti, ma serve una maggiore integrazione tra ospedale e territorio e, soprattutto, occorre trovare il modo di rendere più sostenibili le nuove cure, molto efficaci ma anche molto costose. È il ritornello che anima oggi a Bologna il secondo evento nazionale &#8220;Sie [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/04/14/sie-incontra-le-associazioni-ematologi-e-pazienti-uniti-cure-efficaci-oggi-ma-molto-costose/">Sie incontra le associazioni. Ematologi e pazienti uniti: &#8220;Cure efficaci oggi, ma molto costose&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Molte malattie ematologiche, oggi, sono finalmente <strong>curabili.</strong> La ricerca scientifica allunga la sopravvivenza, infatti, ma serve una maggiore integrazione tra ospedale e territorio e, soprattutto, occorre trovare il modo di rendere più sostenibili le nuove cure, molto efficaci ma anche molto costose. È il ritornello che anima oggi a Bologna il secondo <strong>evento nazionale &#8220;Sie incontra i pazienti&#8221;</strong>, con protagoniste la stessa <strong>Società Italiana di Ematologia</strong> e le associazioni dei pazienti <strong>Ail, Adisco, Admo, Favo, Fedemo, United Onlus</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spiega durante i lavori e a margine <strong>Paolo Corradini</strong>, presidente della Sie: &#8220;Nella nostra realtà, rispetto ad altri ambiti sanitari, il rapporto col paziente è persino più importante. <strong>Il 70% dei nostri pazienti riesce a guarire,</strong> o comunque sopravvive all&#8217;insegna di un&#8217;ottima qualità di vita. Il <strong>percorso di cura può essere anche molto lungo</strong>, nel senso che alcune terapie si caratterizzano per fasi di mantenimento o consolidamento che durano 12, 24 mesi o più&#8221;. Se Sie storicamente si era sempre occupata solo di attività educazionali per i medici e di promozione della ricerca scientifica, nel 2021, appena sfumata la fase più acuta della pandemia, è nato il primo incontro con le associazioni dei pazienti e da allora si continua a innovare. La collaborazione tra Sie e pazienti, come illustrato al convegno di Bologna, oggi funziona: &#8220;È stato dimostrato che la <strong>qualità della vita dei pazienti che ricevono buone cure domiciliari- </strong>continua Corradini<strong>&#8211; migliora</strong>. E migliora la qualità della vita dei caregiver, quindi la nostra vita familiare. In tutto questo, i costi sanitari diminuiscono. Il problema principale che abbiamo di fronte ora, come sistema sanitario, è quello di <strong>sostenere le nuove cure</strong>: danno risultato straordinari, ma sono anche molto costose&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non è un finto problema, da talk show, ma- avvisa il presidente della Sie- è una questione drammatica che affrontano, e affronteranno nei prossimi 10-20 anni, tutte le società occidentali&#8221;. In ogni caso, non si tratta dell&#8217;unica sfida all&#8217;orizzonte. Se il rapporto col paziente ematologico diventa anche molto lungo, quindi, uno degli aspetti emersi ai lavori di oggi riguarda proprio la nuova ipotesi di<strong> riforma sanitaria, che vorrebbe spostare &#8216;sul territorio&#8217;</strong> una vasta serie di attività. &#8220;Ma- segnala ancora Corradini- non ci sono medici e infermieri nel paese, dunque la riforma rischia seriamente di essere non attuabile. La territorializzazione della medicina, che si basa anche sulle belle esperienze che abbiamo registrato oggi al nostro evento nazionale, tra terapie domiciliari, palliazione precoce e cure di supporto, potrebbe restare di nuovo sulla carta. Del resto, non abbiamo visto terapie domiciliari del Sistema Sanitario Nazionale per i pazienti ematologici&#8221;. Si tratta di questioni da decenni presenti nell&#8217;agenda politica nazionale, si rammarica dunque il presidente della Sie, ma continuano a rimanerci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le esperienze concrete offerte all&#8217;evento di Bologna c&#8217;è quella di <strong>Fabrizio Pane, professore di Ematologia e direttore dell&#8217;unità operativa complessa di Ematologia e Trapianti</strong> di midollo all&#8217;azienda ospedaliero-universitaria Federico II di Napoli. &#8220;La sfida vera oggi- puntualizza Pane- è quella di continuare tutto questo lavoro, anche se alcune attività dei protagonisti in campo andrebbero integrate con quelle erogate dal Sistema Sanitario Nazionale. Il rapporto con l&#8217;Ssn va fortificato sotto alcuni aspetti&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco un esempio fornito dal professore: &#8220;Il <strong>volontariato gestito da Ail,</strong> che ha 40 anni di storia, si occupa dei trasferimenti dei malati, così come costruisce e finanzia, grazie alle donazioni, le case Ail, che durante le fasi più intense dei trattamenti avvicinano il paziente a famiglie e istituzioni ospedaliere. Con cure così sofisticate, come quelle che contraddistinguono oggi l&#8217;ematologia, è necessario centralizzare questi saperi e queste infrastrutture di cura in pochi centri- raccomanda Pane- di grande complessità e capacità organizzativa&#8221;. Nel corso delle sessioni pomeridiane del convegno, fra l&#8217;altro, è stato dato spazio anche alle <strong>immunoterapie come le Car-T,</strong> che usano alcune cellule immunitarie del paziente geneticamente modificate per riconoscere e combattere alcuni tipi di malattie oncoematologiche. Evidenzia su questo <strong>Pier Luigi Zinzani</strong>, ricercatore dell&#8217;Università di Bologna: &#8220;Le Car-T in Italia e nel mondo sono la terapia innovativa in questo campo, ad oggi sono stati trattati a livello nazionale in questo senso 500 pazienti. Come Istituto di ematologia dell&#8217;Università di Bologna, ne abbiamo trattati 93 e arriveremo a 100 nei prossimi due mesi. <strong>Riusciamo a guarire il 40% dei pazienti, </strong>che inizialmente non avevano grandi chance. Il 40% è un grandissimo successo, considerando che questa terapia innovativa immunologica è personalizzata di paziente in paziente. L&#8217;efficacia potrà aumentare in futuro? Può diventare difficile, ma ci saranno nuovi tipi di Car-T e questo potrà essere un vantaggio per i nostri pazienti&#8221;.</p>
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		<title>Sanità. Magi (Omceo Roma): &#8220;Curare è sempre più difficile, basta burocrazia&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2023 20:23:55 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;È assolutamente necessario un cambio di passo, ci troviamo in una situazione molto difficile e molto grave sul fronte dell&#8217;assistenza sanitaria, in cui gran parte dei medici sta per andare via: mi riferisco a quelli che vanno in pensione, a chi si dimette, a coloro che non vengono assunti e che non potranno rispondere alle esigenze di tante persone che devono essere curate e che sono invece costrette a liste d&#8217;attesa infinite. Alla nuova Giunta che governerà la Regione Lazio chiediamo di prendere in seria considerazione questo nostro appello e di condizionare anche le scelte del governo centrale perchè si investa maggiormente in sanità, uno dei beni più preziosi che abbiamo e di cui ci accorgiamo solo quando stiamo male&#8221;. Lo afferma all&#8217;agenzia Dire il presidente dell&#8217;Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Antonio Magi. &#8220;Siamo fortemente preoccupati- aggiunge- come pazienti e per i pazienti per quanto riguarda l&#8217;annosa questione dell&#8217;individuazione dell&#8217;assistenza, legata alle chiusure di numerose strutture, alla diminuzione del numero di sanitari che vi lavorano. Fino a poco tempo fa il Lazio poteva contare su luoghi e distretti dove c&#8217;erano circa 200 specialisti impegnati sul territorio, mentre oggi il numero si è ridotto a non più di 20&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;È dunque necessario investire su tutte le categorie- sottolinea il presidente dell&#8217;Omceo Roma- dalla medicina generale alla specialistica del territorio fino alla specialistica dell&#8217;ospedale, senza divisioni e compartimenti stagni ma utilizzando tutte le risorse disponibili per coprire subito i buchi attuali, che un domani potrebbero diventare voragini&#8221;. Antonio Magi chiede inoltre di deburocratizzare la sanità. &#8220;Oggi il medico dedica metà del proprio tempo a svolgere atti burocratici che non sono di competenza sanitaria, togliendo tempo al paziente che deve essere visitato e che è poi convinto di non essere adeguatamente seguito o seguito in maniera distratta. Questo non è possibile: il medico deve fare il proprio mestiere, la parte amministrativa deve essere fatta da chi fa amministrazione&#8221;. &#8220;E questo- tiene a precisare- vale sia per i medici di medicina generale, costretti a centinaia di atti burocratici che impediscono loro di lavorare nel migliore dei modi e sottraggono tempo ai pazienti, sia per gli specialisti che lavorano in Pronto soccorso, sia per gli specialisti del territorio, che sono pochi e non sanno come dare la giusta assistenza alle molte persone che hanno la necessità di essere visitate&#8221;. &#8220;È certamente un grande impegno per la nuova Giunta- conclude Magi- ma speriamo che il nostro messaggio di allarme possa essere recepito da chi governerà il Lazio&#8221;.</p>
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		<title>Salute. Epatiti, Oms: &#8220;Oltre 1mln di morti, serve miglior accesso cure&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2022 09:51:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno si contano 1.100.000 decessi causati da infezioni da epatite B e C e 9.400.000 sono le persone che, in tutto il mondo, stanno ricevendo un trattamento per l&#8217;infezione da virus dell&#8217;epatite C cronica. A scattare la fotografia è l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che il 28 luglio di ogni anno promuove la Giornata [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/07/10/salute-epatiti-oms-oltre-1mln-di-morti-serve-miglior-accesso-cure/">Salute. Epatiti, Oms: &#8220;Oltre 1mln di morti, serve miglior accesso cure&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ogni anno si contano 1.100.000 decessi causati da infezioni da epatite B e C e 9.400.000 sono le persone che, in tutto il mondo, stanno ricevendo un trattamento per l&#8217;infezione da virus dell&#8217;epatite C cronica. A scattare la fotografia è l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che il 28 luglio di ogni anno promuove la Giornata mondiale dell&#8217;epatite con l&#8217;obiettivo di aumentare la consapevolezza dell&#8217;epatite virale, causa dell&#8217;infiammazione del fegato che porta a malattie gravi e cancro al fegato. Gli sforzi globali danno la priorità all&#8217;eliminazione delle infezioni da epatite B, C e D. A differenza dell&#8217;epatite virale acuta, queste tre infezioni causano epatite cronica che dura per diversi decenni e culmina in oltre 1 milione di decessi all&#8217;anno per cirrosi e cancro al fegato. Questi tre tipi di infezioni da epatite cronica sono responsabili di oltre il 95% dei decessi per epatite. &#8220;Sebbene disponiamo della guida e degli strumenti per diagnosticare, trattare e prevenire l&#8217;epatite virale cronica- spiega l&#8217;Oms- questi servizi sono spesso fuori dalla portata delle comunità e talvolta sono disponibili solo presso ospedali centralizzati/specializzati&#8221;. In occasione della Giornata mondiale dell&#8217;epatite 2022, l&#8217;Oms sottolinea la necessità di avvicinare la cura dell&#8217;epatite alle strutture e alle comunità sanitarie primarie in modo che le persone abbiano un migliore accesso alle cure indipendentemente dal tipo di epatite che possono avere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il mondo sta attualmente affrontando un nuovo focolaio di infezioni da epatite acuta inspiegabili che colpiscono i bambini. L&#8217;Oms, insieme a scienziati e responsabili politici nei paesi colpiti- spiega l&#8217;Organizzazione- sta lavorando per comprendere la causa di questa infezione che non sembra appartenere a nessuno dei cinque tipi noti di virus dell&#8217;epatite virale: A, B, C, D ed E. Questo nuovo focolaio si concentra su migliaia di infezioni acute da epatite virale che si verificano ogni anno tra bambini, adolescenti e adulti. La maggior parte delle infezioni acute di epatite causano una malattia lieve e persino non vengono rilevate. Ma in alcuni casi, possono portare complicazioni ed essere fatali&#8221;. Nel solo 2019, si stima che in tutto il mondo si siano verificati 78.000 decessi a causa di complicanze di infezioni acute da epatite da A a E. L&#8217;Oms mira a raggiungere l&#8217;eliminazione dell&#8217;epatite entro il 2030 e per arrivarci invita i paesi a raggiungere obiettivi intermedi specifici entro il 2025: ridurre del 50 % le nuove infezioni di epatite B e C; ridurre del 40 % i decessi per cancro al fegato; garantire che il 60% delle persone con virus dell&#8217;epatite B e C venga diagnosticato; garantire che il 50% degli aventi diritto riceva un trattamento adeguato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/07/10/salute-epatiti-oms-oltre-1mln-di-morti-serve-miglior-accesso-cure/">Salute. Epatiti, Oms: &#8220;Oltre 1mln di morti, serve miglior accesso cure&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sanità. Cancro prostata: 37mila nuovi casi nel 2019</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 10:54:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 37mila, secondo le ultime stime Associazione italiana oncologia-medica (Aiom), i nuovi casi di cancro alla prostata diagnosticati nel 2019. La patologia si conferma tra i primi 5 tumori piu&#8217; diffusi in Italia, nella classe 50-69 anni e negli ultrasettantenni raggiunge la prima posizione in classifica. Il tumore della prostata mostra l&#8217;incidenza piu&#8217; alta in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 37mila, secondo le ultime stime Associazione italiana oncologia-medica (Aiom), i nuovi casi di cancro alla prostata diagnosticati nel 2019. La patologia si conferma tra i primi 5 tumori piu&#8217; diffusi in Italia, nella classe 50-69 anni e negli ultrasettantenni raggiunge la prima posizione in classifica. Il tumore della prostata mostra l&#8217;incidenza piu&#8217; alta in Valle d&#8217;Aosta (159 casi per 100.000 abitanti) e la piu&#8217; bassa in Sicilia (86 casi per 100.000 abitanti). Piu&#8217; in generale, la patologia evidenzia un netto calo dell&#8217;incidenza in Italia (-1,4% annuo) legato soprattutto al minor utilizzo del PSA come test di screening. Un calo che si registra in tutte le regioni, in maniera significativa in Friuli (-8,3%), Liguria (-4%), Alto Adige (-4,7%) e Sardegna (-3,8%). &#8220;Il cancro alla prostata &#8211; commenta Vincenzo Mirone, presidente della Fondazione Pro, unica in Italia dedicata esclusivamente alla salute maschile &#8211; e&#8217; noto anche come killer silenzioso. Il calo dell&#8217;incidenza registrato dall&#8217;Aiom e&#8217; una buona notizia ma e&#8217; fondamentale non abbassare la guardia&#8221;. La prevenzione per Mirone resta lo strumento piu&#8217; importante per contrastarlo. &#8220;La Fondazione Pro e&#8217; impegnata ogni giorno nella diffusione della cultura della prevenzione, attraverso &#8211; ricorda il suo presidente &#8211; azioni e campagne di sensibilizzazione e attraverso le attivita&#8217; della nostra Unita&#8217; mobile, nata proprio per portare la prevenzione tra la gente&#8221;. Questo il decalogo che la Fondazione Pro ha stilato il decalogo per la salute maschile: &#8211; Effettuare, almeno una volta l&#8217;anno, una visita urologica di controllo dai 50 anni &#8211; Seguire uno stile di vita equilibrato &#8211; Usare con moderazione cibi e bevande come birra, insaccati, spezie, pepe, peperoncino, superalcolici, caffe&#8217;, cioccolato, formaggi grassi, pesci grassi (anguilla, tonno, sgombro), frutti di mare, crostacei (gamberi, aragosta) &#8211; Preferire cibi contenenti sostanze antiossidanti &#8211; Bere almeno 2 litri d&#8217;acqua al giorno &#8211; Regolarizzare la funzione intestinale &#8211; Mantenere un&#8217;attivita&#8217; sessuale regolare &#8211; Evitare di praticare il coito interrotto &#8211; Praticare attivita&#8217; fisica &#8211; Moderare l&#8217;uso dei mezzi a due ruote Per saperne di piu&#8217; www.fondazionepro.it</p>
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		<title>HIV: l’incognita è nel sistema nervoso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2019 18:32:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni l&#8217;inizio precoce della terapia antiretrovirale e l&#8217;uso di nuove combinazioni di farmaci, in particolare gli inibitori delle integrasi, ha portato a un miglioramento dell&#8217;efficacia del trattamento anti HIV, nonché della sicurezza e dell&#8217;aderenza stessa. Nonostante il controllo sistemico dell&#8217;infezione e i nuovi risultati nella terapia, l&#8217;infezione del sistema nervoso centrale può giocare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni l&#8217;inizio precoce della terapia antiretrovirale e l&#8217;uso di nuove combinazioni di farmaci, in particolare gli inibitori delle integrasi, ha portato a un miglioramento dell&#8217;efficacia del trattamento anti HIV, nonché della sicurezza e dell&#8217;aderenza stessa. Nonostante il controllo sistemico dell&#8217;infezione e i nuovi risultati nella terapia, l&#8217;infezione del sistema nervoso centrale può giocare un ruolo chiave all&#8217;interno di questa importante battaglia. L&#8217;infezione cronica di alcune cellule del sistema nervoso centrale, infatti, richiede diverse e nuove strategie di controllo.</p>
<p><strong>LE CONSEGUENZE DELLA TERAPIA SUL SISTEMA NERVOSO CENTRALE</strong> &#8211; Il virus Hiv, per sua natura, si può rifugiare nel sistema nervoso centrale. Tale presenza può produrre nel tempo patologie anche degne di rilievo. Questo perché nel sistema nervoso si genera una zona di &#8220;sequestramento&#8221; in cui il virus potrebbe continuare a lavorare indisturbato, provocando disturbi di tipo cognitivo, di lieve o moderata entità. Si parla per lo più di disturbi relativi all&#8217;attenzione e alla memoria, nonché relativi alle funzioni esecutive e a quelle dei movimenti più fini.</p>
<p>&#8220;Secondo recenti studi &#8211; spiega il Prof. Andrea Antinori, infettivologo, Direttore Malattie Infettive dell&#8217;IIRCCS INMI Lazzaro Spallanzani di Roma &#8211; una persona con HIV su quattro mostra deficit di tipo cognitivo; anche se di questo 25% in due casi su tre il disturbo è di tipo asintomatico, riscontrabile quindi solo tramite appositi test.</p>
<p>Parliamo dunque di un disturbo di alcune funzioni, quali motorie, mnemoniche ed esecutive, che comunque nella maggior parte dei casi non condiziona molto la quotidianità. Solo il 2-3% dei pazienti con Hiv e con un difetto cognitivo sviluppa patologie più gravi, le cosiddette demenze, che corrispondono allo stadio più avanzato della malattia&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il sistema nervoso centrale è inoltre un serbatoio naturale per il virus, perché alcune cellule nel sistema nervoso centrale, come i macrofagi e la microglia, possono albergare il virus – prosegue il clinico &#8211; In queste cellule può essere presente una infezione persistente, che si replica più lentamente o comunque in maniera diversa rispetto a quanto avviene nel sangue periferico e negli altri compartimenti. Combattere questo virus, che si nasconde nel cervello, è la nuova grande sfida per le cosiddette strategie di &#8220;cura funzionale&#8221;, che puntano ad arrivare al controllo della replicazione virale anche in assenza di terapia&#8221;.</p>
<p><strong>A ROMA IL GOTHA DELLA RICERCA &#8220;DI NICCHIA</strong>&#8221; – Roma ospita l&#8217;ottava edizione di NeuroHIV, International Meeting on Hiv Infection of the Central Nervous System, presso l&#8217;NH Collection Vittorio Veneto. L&#8217;appuntamento, organizzato dall&#8217;Ospedale San Raffaele di Milano e dall&#8217;Istituto Spallanzani di Roma, conta sulla presenza nella faculty di importanti ricercatori di base e clinici del panorama scientifico italiano e internazionale.</p>
<p>&#8220;Diverse le novità sul fronte clinico che emergono da questo simposio &#8211; spiega la Prof.ssa Paola Cinque, Specialista in Malattie Infettive all&#8217;Ospedale San Raffaele di Milano &#8211; Innanzitutto è emerso che i problemi neurologici gravi nelle persone trattate non si vedono quasi più, e si riscontrano solo in persone sieropositive non in terapia. Invece c&#8217;è un grosso problema, quello relativo ai disordini cognitivi, che potrebbero però anche essere dovuti ad altri problemi neurologici e all&#8217;età. Il legame tra virus e problemi cognitivi, infatti, è da stabilire con certezza: l&#8217;interpretazione di questi dati non è univoca. In una prospettiva più generale, comunque, è fondamentale tenere presente che la persistenza del virus nel sistema nervoso rappresenta un potenziale ostacolo verso l&#8217;ambizioso obiettivo di eradicazione dell&#8217;infezione. Questo aspetto va quindi tenuto presente nel disegno e nella conduzione degli studi sui nuovi approcci terapeutici che si prefiggono di eliminare il virus dall&#8217;organismo o di tenerlo sotto controllo al di là delle terapie tradizionali&#8221;.</p>
<p><strong>IL NETWORK INTERNAZIONALE</strong> &#8211; All&#8217;interno del comitato scientifico di questo appuntamento si contano i più importanti esperti di questo settore, come Steven Deeks, Magnus Gisslen, Richard W. Price e Ronald Swanstrom. &#8220;L&#8217;Italia ha sempre avuto un ruolo importante, anche a livello internazionale, su questo fronte &#8211; conclude il Prof. Antinori &#8211; grazie ai suoi importanti contributi a livello scientifico. Si è quindi creato, nel corso degli ultimi venti anni, un network internazionale, con esponenti europei e americani, che si muove in maniera coordinata: questo meeting, giunto alla sua ottava edizione, rinsalda di fatto queste collaborazioni internazionali su questa specifica ricerca su HIV e le sue complicanze.</p>
<p><strong>I NUMERI DELL&#8217;HIV</strong> &#8211; Gli specialisti italiani assicurano che in Italia la quasi totalità dei pazienti, ad oggi in terapia antiretrovirale, ha una viremia controllata: il 90-95% dei soggetti in cura sono in una condizione di soppressione della carica virale. Ma persistono alcuni problemi. Innanzitutto il sommerso, ossia quelle persone che non sanno di essere HIV positive: secondo stime recenti si parla di circa 15mila soggetti che, ignari della propria condizione, possono sfociare in uno stadio avanzato di malattia, nonché infettare altre persone. E&#8217; importante, inoltre, agire preventivamente: oltre la metà delle nuove diagnosi avviene in una fase di immunodeficienza e una nuova diagnosi su cinque, avviene in fase di malattia conclamata (AIDS). Una terapia precoce offre quindi importanti prospettive di salute, sicurezza, efficacia.</p>
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		<title>Sanità. 5 mln in Italia soffrono osteoporosi, un aiuto da collagene</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 18:33:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo i 50 anni una donna su tre e un uomo su cinque sono destinati a subire delle fratture a causa della fragilita&#8217; ossea, solo in Italia l&#8217;osteoporosi interessa circa 5 milioni di persone, numero destinato ad aumentare poiche&#8217; legato al progressivo invecchiamento della popolazione. L&#8217;osteoporosi e&#8217; una patologia principalmente femminile e che riguarda soprattutto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo i 50 anni una donna su tre e un uomo su cinque sono destinati a subire delle fratture a causa della fragilita&#8217; ossea, solo in Italia l&#8217;osteoporosi interessa circa 5 milioni di persone, numero destinato ad aumentare poiche&#8217; legato al progressivo invecchiamento della popolazione. L&#8217;osteoporosi e&#8217; una patologia principalmente femminile e che riguarda soprattutto le donne in post menopausaa causa del calo di produzione di estrogeni, fondamentali per la salute ossea. In menopausa la produzione di estrogeni cala con una conseguente progressiva perdita di massa ossea. Questo fenomeno e&#8217; evidente gia&#8217; qualche anno prima della menopausa, poi nei primi anni post menopausali si verifica una perdita di massa ossea annuale che va dal 2 al 5% della densita&#8217; minerale ossea (BMD) misurata. La patologia, in post menopausa, si puo&#8217; manifestare con dolori ossei, mal di schiena, cifosi diminuzione dell&#8217;altezza e diventare causa di fratture e deve essere trattata ma ancor di piu&#8217; combattuta con una buona prevenzione. La prevenzione che oltre ai regolari esami clinici di controllo, si traduce in corretti stili di vita e alimentari da adottare fin dalla giovane eta&#8217;. Per quanto riguarda l&#8217;alimentazione questa deve essere varia e bilanciata e per la salute dell&#8217;osso deve essere ricca di calcio e vitamina D. Ma non solo, un nutriente fondamentale per le articolazioni e le ossa e&#8217; il collagene, proteina presente naturalmente nel nostro organismo. Gli alimenti ricchi di collagene sono i brodi, la trippa a gelatina di pesce o di carne. &#8220;Purtroppo con l&#8217;avanzare dell&#8217;eta&#8217; il nostro organismo produce meno collagene e l&#8217;alimentazione da sola non basta per sopperire questo calo fisiologico. Un aiuto in piu&#8217; arriva da una regolare integrazione di collagene idrolizzato. Ricavato dalla cartilagine e da altri tessuti connettivi animali, questo tipo di integratore e&#8217; ottenuto attraverso l&#8217;idrolisi, un processo che rende le molecole della proteina piu&#8217; piccole e leggere e, di conseguenza, maggiormente assimilabili a livello intestinale&#8221; spiega Andrea Cappelletti di Protein SA, una delle maggiori aziende europee di prodotti a base di collagene idrolizzato, tra cui Colpropur. Studi scientifici indicano che il collagene idrolizzato, se preso in quantita&#8217; di 10 gr al giorno in modo regolare, agisce favorevolmente su massa muscolare e densita&#8217; ossea. Il tempo che intercorre tra l&#8217;inizio dell&#8217;assunzione regolare e la percezione degli effetti positivi dipende dall&#8217;eta&#8217; del soggetto e dalla sua condizione di salute. Generalmente e&#8217; possibile riscontrare una differenza gia&#8217; tra il secondo e il terzo mese dopo l&#8217;inizio dell&#8217;utilizzo regolare dell&#8217;integratore.</p>
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		<title>Eutanasia, Binetti: &#8220;SSN deve curare malati non farli morire a comando&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Sep 2019 08:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La Corte costituzionale si e&#8217; espressa ieri sera, piuttosto tardi: dopo le 19, ma nonostante l&#8217;ora la reazione e&#8217; stata velocissima e i comunicati stampa si sono moltiplicati velocemente. Sul fronte radicale, con il supporto di alcune associazioni in difesa dei diritti dei malati e un buon numero dei colleghi della sinistra, il plauso e&#8217; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La Corte costituzionale si e&#8217; espressa ieri sera, piuttosto tardi: dopo le 19, ma nonostante l&#8217;ora la reazione e&#8217; stata velocissima e i comunicati stampa si sono moltiplicati velocemente. Sul fronte radicale, con il supporto di alcune associazioni in difesa dei diritti dei malati e un buon numero dei colleghi della sinistra, il plauso e&#8217; stato incondizionato e l&#8217;apertura all&#8217;eutanasia e&#8217; stata rilanciata in modo ancora piu&#8217; esplicito, diventando subito proposta di eutanasia attiva, con somministrazione veloce di un farmaco letale. Sempre con le migliori intenzioni possibili: ridurre i tempi di sofferenza del malto. Molto, davvero molto diversa, la reazione dell&#8217;ala cattolica: dalla Cei alle tante associazioni che hanno fatto della cura e dell&#8217;assistenza dei malati la loro stessa ragione di vita&#8221;. Lo dice Paola Binetti, senatrice dell&#8217;Udc. Poi, prosegue: &#8220;Sul piano politico, questa volta dall&#8217;area del centrodestra, si sono moltiplicati i comunicati di critica e di dissenso, di delusione e in alcuni casi di vera e propria denuncia, per il ruolo che la Corte si e&#8217; assunto, scavalcando il parlamento. Sono molte le linee di fratture che si sono create: tra i fautori dell&#8217;antico e consolidato diritto alla vita e i sostenitori di un diritto nuovo di zecca: diritto di morire quando, come e dove voglio io. Tra i medici, che complessivamente hanno rispedito al mittente la sentenza, sostenendo che se si tratta di eutanasia di stato, sia lo stato ad identificare chi deve farsene carico, senza obbligare i medici a contraddire il loro mandato specifico. Tra i diversi livelli istituzionali: Corte e Parlamento; tra le due nuove formazioni parlamentari, con una maggioranza Pd-Leu-M5S favorevole e una opposizione, una volta tato compatta, contraria. Una sentenza fortemente divisiva, contraddittoria ed estremamente ambigua nella sua traduzione attuativa&#8221;.</p>
<p>Per Binetti &#8220;la sentenza chiede di verificare che siano somministrate tutte le cure palliative, prima di passare al suicidio assistito, ignorando come sia sotto-finanziata e inattuata la legge 38. Parla di patologie inguaribili, ignorando come sotto questa etichetta sia ricompresa anche la maggioranza delle malattie rare e neurodegenerative; parla di dolore fisico e psichico intollerabile, senza tener conto di quanto sia soggettiva la soglia di tolleranza al dolore e di come sotto la definizione di dolore psichico si possa ricomprendere qualsiasi tipo di sofferenza che colpisce una persona, compreso l&#8217;abbandono affettivo. Ma soprattutto mette in carico al SSN e parla esclusivamente di strutture pubbliche tutte le varie forme di aiuto al suicidio. Leggendo e rileggendo il comunicato della Corte ci si rende conto di quanto sia scarsa la loro conoscenza delle effettive condizioni dei malati e ancor piu&#8217; del nostro malato per eccellenza che e&#8217; lo stesso Ssn. Fatta salva la liberta&#8217; individuale, oggi pero&#8217; la risposta della politica non puo&#8217; essere quella di facilitare la morte di chi vuole morire, aiutandolo a morire a spese sue. La responsabilita&#8217; politica e&#8217; fornire gli strumenti, i mezzi e le circostanze giuste, per aiutarlo a vivere, per fargli apprezzare la vita che sta vivendo. La morte verra&#8217;, forse anche per mano di un amico, che scambia l&#8217;amicizia con l&#8217;aiuto al suicidio; ma la politica non puo&#8217; commettere questo errore. A lei compete programmare per prevenire; individuare i finanziamenti opportuni per garantire l&#8217;esigibilita&#8217; dei diritti stabiliti per legge; verificare che ai malati siano garantite e quindi siano state date tutte le cure necessarie. Non eliminare i malati perche&#8217; costano troppo o perche&#8217; si lamentano perche&#8217; non ricevono cio&#8217; a cui hanno diritto. Questa e&#8217; la Sanita&#8217; per cui noi ci batteremo, a cominciare dalla prossima legge di bilancio, positivamente al servizio dei malati perche&#8217; vivano. Costi quello che costi&#8221;.</p>
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		<title>Maltempo: in città alberi sbagliati e senza cure</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/02/25/maltempo-in-citta-alberi-sbagliati-e-senza-cure/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2019 19:25:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le piante cadono per la scelta di essenze sbagliate per il clima, il terreno o la posizione, ma anche per gli errori sulle dimensioni e sul rispetto delle distanze per un corretto sviluppo delle radici, sul quale pesa soprattutto la mancanza di manutenzione adeguata. Cosi&#8217; la Coldiretti in riferimento ai drammatici effetti, con morti e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le piante cadono per la scelta di essenze sbagliate per il clima, il terreno o la posizione, ma anche per gli errori sulle dimensioni e sul rispetto delle distanze per un corretto sviluppo delle radici, sul quale pesa soprattutto la mancanza di manutenzione adeguata. Cosi&#8217; la Coldiretti in riferimento ai drammatici effetti, con morti e feriti, della caduta degli alberi nelle citta&#8217;. Altra tematica e&#8217; quella della difesa fitosanitaria che e&#8217; aumentata per l&#8217;aggressivita&#8217; di tanti patogeni introdotti negli anni da diverse parti del mondo con conseguenze catastrofiche sulla bellezza dei luoghi, ma anche sulla loro sicurezza, con problemi di stabilita&#8217; degli alberi. Nelle citta&#8217; italiane ci sono milioni di alberi secondo una analisi della Coldiretti dal quale si evidenzia che nelle grandi metropoli il numero varia dai 350mila della Capitale a agli oltre 464mila di Milano. Nei capoluoghi di provincia ci sono oltre 564 milioni di metri quadrati di verde pubblico che corrispondono ad una disponibilita&#8217; media di 31,1 metri quadri per abitante. Un patrimonio che deve essere adeguatamente valorizzato con una gestione professionale anche attraverso la rivalutazione del ruolo degli agricoltori cosi&#8217; come previsto dalla legge di orientamento che consente ai comuni di delegare la manutenzione agli imprenditori agricoli ed evitare cosi&#8217; una gestione improvvisata che mette in pericolo i cittadini, conclude la Coldiretti.</p>
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		<title>Cannabis. Ne serve di piu´per cure, governo: &#8220;Ecco come faremo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2019 11:44:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Entro la fine dell&#8217;anno lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze produrra&#8217; e registrera&#8217; all&#8217;Aifa l&#8217;estratto oleoso titolato della cannabis per usi terapeutici. Per rispondere al sempre crescente fabbisogno, inoltre, l&#8217;istituto chimico farmaceutico sta sviluppando delle partnership con aziende private e potra&#8217; continuare a importare, almeno nell&#8217;immediato, cannabis dall&#8217;estero. È quanto fa sapere il sottosegretario [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/02/08/cannabis-ne-serve-di-piu-per-cure-governo-ecco-come-faremo-ne-serve-di-piu-per-cure-governo-ecco-come-faremo/">Cannabis. Ne serve di piu´per cure, governo: &#8220;Ecco come faremo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Entro la fine dell&#8217;anno lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze produrra&#8217; e registrera&#8217; all&#8217;Aifa l&#8217;estratto oleoso titolato della cannabis per usi terapeutici. Per rispondere al sempre crescente fabbisogno, inoltre, l&#8217;istituto chimico farmaceutico sta sviluppando delle partnership con aziende private e potra&#8217; continuare a importare, almeno nell&#8217;immediato, cannabis dall&#8217;estero. È quanto fa sapere il sottosegretario al ministero della Difesa, Angelo Tofalo, rispondendo a un&#8217;interrogazione del deputato Filippo Gallinella del Movimento 5 Stelle. Il progetto per la produzione di cannabis terapeutica sta riscontrando un successo crescente con un fabbisogno che raggiungera&#8217; in Italia quest&#8217;anno i 700 chilogrammi e superera&#8217; i mille nel 2020. La produzione dello stabilimento si ferma a 300 chili. È previsto un aumento della capacita&#8217; produttiva, ma non sufficiente a coprire l&#8217;intera domanda. A fronte di questo problema &#8220;ritenendo di dover agire per tempo- spiega il sottosegretario- e&#8217; iniziato il percorso di collaborazione con le aziende private in possesso dei requisiti per incrementare la coltivazione e la produzione farmaceutica&#8221;. Lo stabilimento fiorentino in questa logica continuera&#8217; ad avere una partecipazione diretta alle attivita&#8217; produttive con le proprie risorse, &#8220;mantenendo il fondamentale ruolo istituzionale del controllo, a garanzia della qualita&#8217; della fase produttiva e del prodotto finito&#8221;.</p>
<p>Gli eventuali accordi che deriveranno con i privati per salvaguardare il &#8216;know-how&#8217; dell&#8217;istituto dovranno contenere delle clausole di riservatezza, &#8220;tese ad evitare- specifica Tofalo- l&#8217;acquisizione e il possibile sfruttamento da parte del privato&#8221; delle conoscenze e dei prodotti sviluppati. Cosi&#8217; facendo gia&#8217; nel breve e medio periodo il governo conta di mettere in condizione l&#8217;istituto fiorentino di colmare l&#8217;intero fabbisogno italiano, facendolo &#8220;diventare a sua volta esportatore di cannabis medica, generando anche nuovi posti di lavoro nel nostro Paese&#8221;. Entro la fine dell&#8217;anno dovrebbe, poi, arrivare la registrazione all&#8217;agenzia del farmaco dell&#8217;estratto oleoso titolato, che verra&#8217; distribuito nelle farmacie. Cresce il potenziale produttivo e al contempo viene irrobustita l&#8217;organizzazione dello stabilimento. A dicembre sono stati assunti un assistente tecnico-chimico-fisico e un assistente sanitario. Col piano triennale del fabbisogno del personale arriveranno due funzionari e 8 assistenti quest&#8217;anno, un funzionario e 12 assistenti nel 2020 e altri 32 assistenti nel 2021.</p>
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