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	<title>Daniela Perani. Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Salute: essere bilingue protegge dall&#8217;Alzheimer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 12:41:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Parlare due lingue lungo l&#8217;arco della vita modifica infatti la funzione cerebrale, per quanto riguarda sia l&#8217;attività metabolica frontale sia la connettività tra specifiche aree del cervello, tanto da compensare i danni prodotti dall&#8217;Alzheimer . È il risultato di uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). A coordinare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/31/salute-essere-bilingue-protegge-dallalzheimer/">Salute: essere bilingue protegge dall&#8217;Alzheimer</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Parlare due lingue lungo l&#8217;arco della vita modifica infatti la funzione cerebrale, per quanto riguarda sia l&#8217;attività metabolica frontale sia la connettività tra specifiche aree del cervello, tanto da compensare i danni prodotti dall&#8217;Alzheimer .</strong> È il risultato di uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). A coordinare la ricerca è la professoressa<strong> Daniela Perani,</strong> direttrice dell&#8217;Unità di Neuroimaging molecolare e strutturale in vivo nell?uomo dell?IRCCS Ospedale San Raffaele &#8211; una delle 18 strutture di eccellenza del Gruppo ospedaliero San Donato &#8211; e docente presso l?Università Vita-salute San Raffaele. I risultati dello studio rappresentano un contributo fondamentale alla ricerca dei fattori in grado di ritardare o contrastare una malattia ancora priva di cure farmacologiche efficaci.</p>
<p><strong>Secondo recenti studi epidemiologici, essere bilingue può ritardare l&#8217;esordio di alcuni tipi di demenza senile fino a 5 anni.</strong> Tuttavia, i meccanismi neurobiologici che sottendono questo effetto protettivo sono ancora largamente sconosciuti.</p>
<p>In linea con le precedenti evidenze, i pazienti bilingui affetti da demenza di Alzheimer sono risultati in media più vecchi di 5 anni rispetto ai monolingue e hanno ottenuto punteggi più alti in alcuni test cognitivi volti a valutare la memoria verbale e visuo-spaziale (la capacità di riconoscere luoghi e volti). L&#8217;uso della FDG-PET ha svelato che questi pazienti, a fronte della migliore performance cognitiva, hanno però un metabolismo più gravemente ridotto nelle aree cerebrali tipicamente colpite dalla malattia, indice di neurodegenerazione, rispetto ai pazienti monolingue. Questo fenomeno controintuitivo è la prova che il bilinguismo costituisce una cosiddetta riserva cognitiva che funziona da difesa contro l&#8217;avanzare della demenza. &#8220;<strong>È proprio perché una persona bilingue è capace di compensare meglio gli effetti neurodegenerativi della malattia di Alzheimer &#8211; spiega Daniela Perani &#8211; che il decadimento cognitivo e la demenza insorgeranno dopo, nonostante il progredire della malattia&#8221;.</strong></p>
<p>Ma quali sono i meccanismi di compensazione? Nello studio appena pubblicato, i ricercatori mostrano che il cervello dei pazienti che parlano due lingue, rispetto a quello dei pazienti monolingue, presenta una maggiore attività metabolica nelle strutture cerebrali frontali- implicate in compiti cognitivi complessi &#8211; e una maggiore connettività cerebrale in due importanti network cerebrali che sottendono le funzioni di controllo cognitivo ed esecutivo.<br />
Attraverso un questionario costruito ad hoc sull&#8217;uso delle due lingue, lo studio dimostra inoltre che gli effetti positivi del bilinguismo dipendono anche dal livello di esposizione e di utilizzo delle due lingue. &#8220;Confrontando i risultati del questionario con quelli della PET e con la performance dei pazienti &#8211; spiega Daniela Perani &#8211; si osserva che più le due lingue sono utilizzate, maggiori sono gli effetti a livello cerebrale e migliore è la performance. Il punto non è quindi conoscere due lingue, ma usarle costantemente in maniera attiva e durante tutto l?arco della vita. Questo dovrebbe suggerire alle politiche sociali degli interventi atti a promuovere e mantenere l&#8217;uso delle lingue e altrettanto dei dialetti nella popolazione&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/31/salute-essere-bilingue-protegge-dallalzheimer/">Salute: essere bilingue protegge dall&#8217;Alzheimer</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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