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	<title>de vincenti Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Bilancio Ue, De Vincenti: &#8220;No a tagli alla coesione&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2018 17:21:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bilancio Ue]]></category>
		<category><![CDATA[coesione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[de vincenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Prendiamo atto che, grazie alla battaglia che l’Italia ha condotto a difesa delle politiche di coesione, la proposta di bilancio della Commissione ridimensiona al 5% il taglio dei fondi rispetto alle ipotesi iniziali che arrivavano fino al 30%. Non ci basta e insisteremo per mantenere invariate le risorse per la coesione”. E’ quanto afferma il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Prendiamo atto che, grazie alla battaglia che l’Italia ha condotto a difesa delle politiche di coesione, la proposta di bilancio della Commissione ridimensiona al 5% il taglio dei fondi rispetto alle ipotesi iniziali che arrivavano fino al 30%. Non ci basta e insisteremo per mantenere <strong>invariate le</strong> <strong>risorse per la coesione</strong>”. E’ quanto afferma il <strong>Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti</strong> a commento del Quadro finanziario pluriennale 2020 – 2027 presentato oggi dal<strong> Presidente della Commissione Ue Jean Claude Junker.</strong></p>
<p>“ Oltre a questa – prosegue De Vincenti &#8211; altre battaglie in coerenza con le posizioni finora sostenute attendono il Governo italiano nel negoziato che ora si apre: a cominciare dai criteri di riparto dei fondi che devono rispecchiare le condizioni di ritardo effettive dei territori e dall’esclusione del cofinanziamento nazionale dal calcolo del deficit ai fini del Patto di stabilità e crescita.</p>
<p>“Sottolineo infine – conclude il Ministro &#8211; che è stata finalmente recepita la nostra richiesta che il rispetto delle regole dello Stato di diritto sia per tutti gli Stati membri condizione ineludibile per poter attingere al bilancio dell’Unione e che sono aumentate in misura consistente le risorse stanziate per l’emergenza migratoria”.</p>
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		<title>Casa Italia,, De Vincenti: “Messa in sicurezza dell’intero territorio”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2016 16:24:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[News Terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Radio1 Rai]]></category>
		<category><![CDATA[rischio idrogeologico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“‘Casa Italia’ e’ un progetto per lo sviluppo del Paese. Contempla la messa in sicurezza delle case e degli edifici, ovviamente, ma anche il rischio idrogeologico, le bonifiche, le infrastrutture come i trasporti, le strade, le ferrovie, la comunicazione, lo sviluppo della banda larga. Insomma, la crescita di un Paese nel quale gli italiani possano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<strong>‘Casa Italia’ e’ un progetto per lo sviluppo del Paese</strong>. Contempla la messa in sicurezza delle case e degli edifici, ovviamente, ma anche il rischio idrogeologico, le bonifiche, le infrastrutture come i trasporti, le strade, le ferrovie, la comunicazione, lo sviluppo della banda larga. Insomma, la crescita di un Paese nel quale gli italiani possano vivere e lavorare meglio”. Lo ha detto a Voci del<strong>Mattino, Radio1 Rai, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti.</strong>“Siamo partiti dal grande dolore per la tragedia che ha colpito Accumoli, Arquata, Amatrice e tutta la zona fra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Questo dolore ci ha fatto riflettere sull’urgenza di ricostruire quei paesi e, piu’ in generale, sull’esigenza inderogabile di mettere in sicurezza l’intero Paese. Sara’ un lavoro lungo e impegnativo, perche’ deve anche recuperare ritardi del passato, ma e’ un’opera essenziale. Ma nel passato non ci sono soltanto cose negative, anzi dobbiamo imparare dalle migliori esperienze italiane. Penso ai validi progetti di ricostruzione del Friuli Venezia Giulia, dell’Umbria, dell’Emilia-Romagna.</p>
<p>E penso anche alla svolta importantissima operata a<strong> L’Aquila</strong> negli ultimi due anni, dopo che per molto tempo era stato abbandonato il centro della citta’ e gli aquilani non riuscivano a vedere soddisfatto il loro diritto di tornare a sentirlo proprio. Chi va a L’Aquila adesso, vede un cantiere che mira a ricreare il centro cittadino cosi’ com’era. Ora, questi stessi modelli dobbiamo applicarli di nuovo: massima trasparenza nelle procedure, e in questo senso e’ assai forte l’apporto e il legame con l’autorita’ anticorruzione, e massima semplificazione dei controlli. Perche’ piu’ si semplifica, piu’ il controllo e’ efficace. E’ nella complessita’ che si annida l’opacita’. Dunque, sblocco rapido dei finanziamenti e snellimento delle procedure per ricostruire i Paesi. Ma- ha concluso il sottosegretario De Vincenti- voglio anche dire che ‘Casa Italia’ punta molto sulla prevenzione. In tal senso, con il coordinamento del professor Azzone, rettore del Politecnico di Milano, abbiamo gia’ intavolato collaborazioni importanti con le professioni e gli studi scientifici, attraverso la mappatura del territorio e l’elaborazione di linea guida insieme al senatore <strong>Renzo Piano</strong>. Nella legge di stabilita’ fisseremo i finanziamenti e le procedure per avviare un lavoro di lunga lena per la prevenzione nel nostro Paese”.</p>
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		<title>Da governo e regioni 680 milioni per aree interne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2015 10:04:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[aree interne]]></category>
		<category><![CDATA[de vincenti]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[regioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo e le regioni hanno stanziato 680 milioni di euro complessivi per favorire il rilancio delle aree interne dell’Italia. Una strategia attuata con lo scopo di spingere il rilancio e lo sviluppo delle zone del nostro Paese attualmente lontane dai servizi di base, che hanno fatto registrare un forte calo demografico, in contemporanea con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/08/da-governo-e-regioni-680-milioni-per-aree-interne/">Da governo e regioni 680 milioni per aree interne</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo e le regioni hanno stanziato <strong>680 milioni di euro</strong> complessivi per favorire il rilancio delle aree interne dell’Italia. Una strategia attuata con lo scopo di <strong>spingere il rilancio e lo sviluppo delle zone del nostro Paese attualmente lontane dai servizi di base</strong>, che hanno fatto registrare un forte calo demografico, in contemporanea con un generale invecchiamento della popolazione. Un piano che non si compone di soli interventi straordinarie, ma che vuole valorizzare le specificità delle aree interne, per arrivare a delle misure ordinarie per garantire una stabilità di ripresa alle zone interessate.</p>
<p>Ad illustrare il progetto del governo è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, <strong>Claudio De vincenti</strong>, in una <strong>conferenza stampa</strong> a palazzo Chigi. <em>&#8220;Il governo ritiene che lo sviluppo delle aree interne è interesse nazionale, perché valorizza le peculiarità del nostro Paese&#8221;</em>. L&#8217;obiettivo a cui punta l&#8217;esecutivo è <em>&#8220;innescare un cambio di passo, una inversione di tendenza&#8221;,</em> attraverso risorse &#8211; 180 milioni stanziati, di cui 90 milioni nella legge di Stabilità del 2014 e altri 90 in quella del 2015, a cui si aggiungono circa 500 milioni delle regioni attraverso anche i fondi europei &#8211; che, però, <em>&#8220;da sole non bastano</em> &#8211; ha sottolineato De Vincenti &#8211; <em>servono infatti una strategia e un metodo nuovi&#8221;</em>.</p>
<p>Le aree interne &#8211; quelle cioè che distano almeno 40 minuti dai centri che offrono servizi di base come scuole, sanità e mobilità &#8211; rappresentano il <strong>30,6% del territorio nazionale</strong>, in cui vive circa il <strong>7,6% della popolazione italiana</strong> (4,5 milioni di cittadini). Sono aree ricche di interessi culturali, agroalimentari e turistici, ma negli ultimi 15 anni hanno subito un forte <strong>calo demografico (pari all&#8217;1,4%)</strong> e un progressivo invecchiamento della popolazione. La strategia messa in atto dal governo, che prende il via coinvolgendo <strong>57 aree interne</strong>, si prefigge di fermare ed invertire nel prossimo decennio il trend demografico negativo di queste aree, attraverso <em>&#8220;una duplice azione:</em> &#8211; ha sottolineato il sottosegretario De Vincenti &#8211; <strong><em>promozione del mercato e ripristino della cittadinanza</em></strong><em>, riequilibrando anche l&#8217;offerta dei servizi di base&#8221;</em>. Si agirà quindi su <strong>6 fronti</strong>, tra cui l&#8217;adozione di politiche nazionali che valorizzino la specificità delle aree interne; interventi che diventino ordinari per una ripresa stabile dei territori; uscire dalla frammentazione e favorire le associazioni dei comuni; concentrare e selezionare i progetti, sviluppare accordi di programma quadro con le comunità territoriali locali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/08/da-governo-e-regioni-680-milioni-per-aree-interne/">Da governo e regioni 680 milioni per aree interne</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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