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	<title>dengue Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Caso autoctono di dengue in Veneto, via a contromisure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2024 15:29:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[dengue]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.com]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri è stato notificato il primo caso autoctono di dengue del 2024 in Veneto. Che dunque segue le altre regioni che hanno già registrato in questa stagione focolai&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/09/19/caso-autoctono-di-dengue-in-veneto-via-a-contromisure/">Caso autoctono di dengue in Veneto, via a contromisure</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ieri è stato notificato il primo caso autoctono di dengue del 2024 in Veneto. Che dunque segue le altre regioni che hanno già registrato in questa stagione focolai autoctoni di questa malattia: Emilia-Romagna, Lombardia, Marche e Toscana. In Veneto si tratta di un giovane di 20 anni residente nell&#8217;Ulss 7 Pedemontana e al momento ricoverato in ospedale ma in miglioramento. Per il suo caso è stata attivata un&#8217;indagine epidemiologica del Servizio igiene e sanità pubblica dell&#8217;Ulss ed un monitoraggio specifico della zanzara tigre locale. C&#8217;è quindi stato un sopralluogo nel raggio di 200 metri dall&#8217;abitazione per valutare, assieme all&#8217;Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, la presenza della zanzara tigre. È stata inoltre attivata, come da protocollo, una disinfestazione straordinaria preventiva che prevede interventi larvicidi (eliminazione delle larve), adulticidi (uccisione delle zanzare adulte). Avviata anche un&#8217;attività porta a porta nelle abitazioni private della zona per verificare condizioni di rischio per la proliferazione della zanzara. Ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta è stata indirizzata una informativa affinché rafforzino la sorveglianza in presenza di sintomatologia sospetta per dengue. Nel fare il punto sulle contromisure dopo il caso di ieri, la Regione Veneto ricorda che il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha segnalato un progressivo aumento dei casi autoctoni di malattia in Europa dal 2010, legati all&#8217;aumento dei viaggiatori internazionali, al cambiamento climatico e all&#8217;introduzione di nuovi vettori. Già nell&#8217;estate del 2020 si era registrato in Veneto un focolaio di dengue con 10 casi autoctoni identificati. Nel 2023 si erano registrati focolai autoctoni in Lombardia e in Lazio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad oggi non si sono verificati in Veneto altri casi autoctoni di febbre Dengue, Chikungunya, Zika virus, Usutu virus e febbre Oropouche. Sono stati invece confermati 131 casi autoctoni di West Nile virus, di cui 76 febbri, 41 forme neuro invasive e 14 donatori; 21 casi autoctoni di encefalite trasmessa da zecca, nove casi autoctoni di Toscana virus e 11 casi autoctoni di Malattia di Lyme. Nonostante le temperature siano attualmente in calo, la stagione vettoriale non si è ancora conclusa &#8220;ed è necessario continuare a mantenere alta l&#8217;attenzione, proteggendosi con i repellenti cutanei, evitando la proliferazione delle larve di zanzara nelle raccolte d&#8217;acqua e utilizzando idonei repellenti cutanei&#8221;, raccomandano i tecnici della Regione. E ribadiscono anche l&#8217;importanza di consultare il servizio di medicina dei viaggi delle Ulss prima della partenza per un viaggio e di consultare il proprio medico di base al rientro in caso di presenza di sintomi.</p>
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		<title>Salute. Dengue e malaria? guida ai sintomi e ai rimedi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 18:31:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[dengue]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquil.org]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
		<category><![CDATA[malaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dengue o malaria? Sono due le zanzare responsabili, e diversa la tipologia di contagio. Ma in un mondo che viaggia nessuno è immune. &#8216;In Italia la malaria non&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/02/27/salute-dengue-e-malaria-guida-ai-sintomi-e-ai-rimedi/">Salute. Dengue e malaria? guida ai sintomi e ai rimedi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dengue o malaria? </strong>Sono due le zanzare responsabili, e diversa la tipologia di contagio. Ma in un mondo che viaggia nessuno è immune. &#8216;In Italia la malaria non è presente e, dunque, possiamo stare tranquilli. In alcune zone del nostro Paese, in particolare nella zona del delta del Po, in Toscana e in Sicilia, sono state identificate zanzare del genere Anopheles ma non quelle capaci di trasmettere la malaria. La zanzara che trasmette la malaria vive in acque molto pulite e in Italia, Paese molto inquinato, è praticamente impossibile che trovi il suo habitat: sicuramente non prolifera nei tombini delle città. E non vi è allarme anche sul fronte della dengue, anche perché possiamo contare sul vaccino&#8217;. Lo spiega all&#8217;agenzia Dire la professoressa Susanna Esposito, ordinaria di pediatria all&#8217;Università di Parma, responsabile del Tavolo tecnico Malattie Infettive e Vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria (Sip) e presidente della Sipps Emilia-Romagna e della World Association for Infectious Diseases and Immunological Disorders (WAidid).<br>&#8216;Come sottolineato alcuni giorni fa dal direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Francesco Vaia- prosegue l&#8217;esperta riferendosi al dengue- dobbiamo comunque tenere alta l&#8217;attenzione sull&#8217;eventuale arrivo di questi vettori provenienti da altri Paesi in cui è frequente e continuo il rischio di contrarre la malattia e che possono essere importati anche con merci trasportate da noi. È inoltre necessario mantenere alto il livello di sorveglianza ed effettuare tutte le operazioni di bonifica necessarie laddove si riscontrino focolai di infezioni trasmesse da vettori, come quelle realizzate con i droni lo scorso anno in Emilia-Romagna, quando la regione fu colpita dall&#8217;alluvione. La situazione è, comunque, sotto controllo&#8217;.<br>&#8216;È chiaro, però- precisa- che il cambiamento climatico impatta in maniera consistente sulla trasmissione di queste malattie, soprattutto con l&#8217;aumento delle temperature. Allo stesso tempo è indubbio che malaria e dengue, ma anche zika e chikungunya, rappresentino un grave rischio per la salute globale e si prevede che si espanderanno notevolmente nel prossimo futuro se non saranno sviluppate misure di contenimento adeguate&#8217;.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LE DUE ZANZARE &#8211; </strong>&#8216;La malaria- evidenzia Susanna Esposito- è una malattia infettiva causata da parassiti del genere Plasmodium. Il contagio avviene proprio attraverso la puntura di una zanzara femmina del genere Anopheles. Se la zanzara punge una persona già infetta con assunzione del sangue, preleva i microscopici Plasmodi, il parassita migra nella saliva dell&#8217;insetto e, dopo circa una settimana, i Plasmodi sono maturi e pronti per essere trasmessi a un soggetto sano del cui sangue la zanzara andrà a cibarsi. La malaria, oltre che dalla puntura di zanzara, può essere trasmessa o attraverso siringhe infette o trasfusioni sempre di sangue infetto. Non viene invece trasmessa sessualmente, né da persona a persona attraverso contatti di vario genere. È diffusa nelle zone calde e tropicali del mondo e, più raramente, la sua presenza si può registrare nelle zone a clima temperato&#8217;.<br>Nei Paesi occidentali, però, la malattia è praticamente assente. &#8216;Nelle zone in cui è endemica- afferma Susanna Esposito- la malaria rappresenta una delle principali cause di morte e viaggiare in aree tropicali e in via di sviluppo comporta un concreto rischio di contagio attraverso la puntura di una zanzara, a meno che non si faccia la profilassi&#8217;.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SINTOMI MALARIA &#8211; </strong>Le specie più frequenti di parassiti che provocano la malaria negli uomini sono Plasmodium falciparum, Plasmodium vivax, Plasmodium ovale e Plasmodium malariae.<br>&#8216;Possono causare quattro forme diverse di malattia- rende noto- e la più pericolosa è quella diffusa nell&#8217;Africa subsahariana, causata dal Plasmodium falciparum. I sintomi della malaria includono brividi scuotenti, sintomi influenzali, febbre spesso molto elevata, vomito, diarrea e ittero, ovvero il colorito giallastro della cute e delle sclere. Nelle forme più gravi può causare una forte anemia e può arrivare a ostruire i capillari del cervello, la malaria cerebrale, o di altri organi vitali, come reni, milza, fegato&#8217;.<br>La professoressa Esposito informa poi che &#8216;oltre alle misure di protezione personale contro le punture di zanzara, quali zanzariere alle finestre e da letto impregnate con insetticida, uso di repellenti su cute e abiti, la chemioprofilassi è indicata per i viaggiatori diretti in aree endemiche. Non esiste un unico schema profilattico applicabile ovunque: pertanto la profilassi idonea per chi si reca in zona di endemia va studiata caso per caso. La scelta dei farmaci dipende principalmente dal Paese visitato, dalla tipologia di viaggio e dal tempo di permanenza.<br>Inoltre, nelle aree endemiche dopo il tramonto è raccomandato indossare abiti con le maniche lunghe e pantaloni lunghi evitando colori scuri, che sembrano attirare le zanzare&#8217;.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ITALIA E MALARIA </strong>-L&#8217;Italia, come detto, non è interessata dalla presenza della malaria. &#8216;Sono passati 51 anni- ricorda Esposito- da quando, il 17 novembre del 1970, l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità-Oms dichiarò l&#8217;Italia ufficialmente libera dalla malaria&#8217;.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SINTOMI DEL DENGUE &#8211;</strong>L&#8217;esperta accende poi i riflettori sulla dengue, che &#8216;è caratterizzata da febbre ed è tipica durante e dopo la stagione delle piogge nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico e Cina, India, Medioriente, America latina e centrale, Australia e diverse zone del Pacifico. Negli ultimi decenni, a causa dei cambiamenti climatici, la dengue si è diffusa in molti Paesi europei&#8217;.<br>&#8216;Il problema- sottolinea la professoressa- è che la dengue viene trasmessa da un agente infettivo diverso, ovvero le zanzare del genere Aedes. Il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti, anche se si sono registrati numerosi casi trasmessi da Aedes albopictus, conosciuta come zanzara tigre. La zanzara tigre è autoctona anche nel nostro Paese e dalla sorveglianza dell&#8217;Istituto superiore di sanità sulle arbovirosi emerge come nel corso del 2023 in Italia siano stati riportati 362 casi di dengue, di cui 82 autoctoni&#8217;.<br>Susanna Esposito fa poi chiarezza. &#8216;Tra la dengue e la malaria, la più pericolosa è quest&#8217;ultima, non c&#8217;è ombra di dubbio. La letalità della malaria, se non viene curata o diagnosticata, è estremamente elevata. Solitamente la dengue non è fatale. In genere il paziente ha una febbre alta accompagnata da mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea e vomito, un&#8217;eruzione cutanea che può apparire sulla maggior parte del corpo dopo 3-4 giorni dall&#8217;insorgenza della febbre. I sintomi tipici sono spesso assenti nei bambini&#8217;.<br>&#8216;Non esiste un trattamento specifico per la dengue- aggiunge- e nella maggior parte dei casi le persone guariscono completamente in due settimane. Le cure di supporto alla guarigione consistono in riposo assoluto, uso di farmaci per abbassare la febbre e somministrazione di liquidi al malato per combattere la disidratazione. In qualche caso, la stanchezza può persistere per alcune settimane. Le seconde infezioni da virus della dengue sono abitualmente più gravi e possono causare manifestazioni emorragiche&#8217;.<br>Naturalmente va fatta una pronta diagnosi. &#8216;Una diagnosi- dichiara la responsabile del Tavolo tecnico Malattie Infettive e Vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria (Sip) e presidente della Sipps Emilia-Romagna e della World Association for Infectious Diseases and Immunological Disorders (WAidid)- che per quanto riguarda la malaria si basa sulla clinica e sulla diagnosi microscopica eseguita su striscio di sangue e goccia spessa, con eventuale supporto di test rapidi immuno-cromatografici e metodiche molecolari. La diagnosi di dengue è normalmente effettuata in base ai sintomi, ma può essere più confermata con la ricerca del virus o di anticorpi specifici in campioni di sangue. A fronte di un paziente che presenta febbre alta con brividi scotenti bisogna sempre informarsi su un suo eventuale viaggio in aree endemiche per malattie tropicali e arbovirosi. Se non c&#8217;è stato alcun viaggio e se i sintomi sono suggestivi per una dengue, è necessario comunque ricercare il virus e/o gli anticorpi specifici. Si tratta di un&#8217;informazione importante perché se una persona ha avuto la dengue, in realtà può essere soggetta una seconda volta a manifestazioni cliniche decisamente più gravi&#8217;.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>VACCINO &#8211;</strong> Il vaccino per la malaria è ancora in fase di studio ma, come detto, esiste una profilassi, che viene effettuata grazie alla somministrazione di farmaci differenti a seconda della destinazione. &#8216;In genere- dice ancora- l&#8217;associazione atovaquone/proguanil è quella oggi più utilizzata per i viaggi turistici. Il farmaco è raccomandato per viaggi fino a due settimane. Si prende il giorno prima di partire e tutti i giorni mentre si è in loco e si prosegue poi per una settimana, tutti i giorni, dopo il viaggio. Esiste anche la formulazione pediatrica e anche in questo caso la terapia è ben tollerata. Una alternativa spesso utilizzata è la meflochina, che ha un costo decisamente inferiore rispetto ad atovaquone/proguanil e che richiede la somministrazione una volta alla settimana e per quattro settimanale al rientro: può, però, causare maggiori effetti collaterali, tra cui disturbi del sonno, cefalea e vertigini&#8217;.<br>&#8216;Non esiste un farmaco antimalarico che possa dare la certezza assoluta di non venire contagiati- precisa- ma un&#8217;assunzione regolare permette nella peggiore delle ipotesi di prevenire gravi complicazioni. Alla luce di questa considerazione, oltre ad usare i farmaci, occorre sempre prendere misure precauzionali personali anti-zanzare&#8217;.<br>Per quanto riguarda la dengue è da poco arrivato il semaforo verde all&#8217;uso del vaccino. &#8216;Esiste un vaccino disponibile in Italia e approvato dall&#8217;Aifa e che ha un&#8217;efficacia dell&#8217;80% a 12 mesi dalla seconda dose. Attualmente il vaccino è raccomandato solo per persone residenti in aree endemiche e che abbiano avuto una precedente infezione da dengue, confermata attraverso dei test di laboratorio. Per quanto ci siano dei casi autoctoni nel nostro Paese, la sua somministrazione in Italia non è attualmente ritenuta necessaria. Per ridurre il rischio di epidemie di dengue, il mezzo più efficace è la lotta sistematica e continuativa alla zanzara che funge da vettore della malattia.<br>Ciò significa eliminare tutti i ristagni d&#8217;acqua in prossimità delle zone abitate, ed effettuare vere e proprie campagne di disinfestazione che riducano la popolazione di Aedes&#8217;.<br>&#8216;Bisogna ricordare- conclude l&#8217;ordinaria di pediatria all&#8217;Università di Parma- che il clima sta cambiando diventando sempre più caldo e l&#8217;ambiente cittadino è perfetto per la zanzara tigre. Non esiste un sistema unico per combattere questi insetti, ma il metodo da usare è quello che punta alla disinfestazione contro le larve. Non dimentichiamo che la zanzara è &#8216;democratica&#8217;: punge tutti&#8217;.</p>
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		<title>Marò: Girone avrebbe contratto febbre Dengue</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/08/28/maro-girone-avrebbe-contratto-febbre-dengue/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2015 09:14:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[dengue]]></category>
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		<category><![CDATA[ministero esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Salvatore Girone e&#8217; stato colpito da febbre Dengue ed e&#8217; ricoverato all&#8217;ospedale di New Delhi. Sono gia&#8217; partiti due medici italiani per l&#8217;India. Il ministro della Difesa Roberta&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/28/maro-girone-avrebbe-contratto-febbre-dengue/">Marò: Girone avrebbe contratto febbre Dengue</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Salvatore Girone</strong> e&#8217; stato colpito da febbre <strong>Dengue</strong> ed e&#8217; ricoverato all&#8217;ospedale di New Delhi. Sono gia&#8217; partiti due medici italiani per l&#8217;India. Il ministro della Difesa <strong>Roberta Pinotti</strong> ha chiamato il maro&#8217; e segue la vicenda.  Cosi&#8217; ha riferito all&#8217;AGI il consigliere del ministro della Difesa Gianfranco Paglia.</p>
<p>Secondo quanto trapela dal ministero della Difesa, la situazione sanitaria di Girone <em>&#8220;e&#8217; sotto controllo&#8221;</em>. Il militare italiano<em> &#8220;e&#8217; monitorato e seguito bene dai medici indiani&#8221;</em>. La febbre di Dengue e&#8217; una patologia che colpisce spesso i militari in missione all&#8217;estero, e il fatto che siano partiti due medici dall&#8217;Italia per assistere il fuciliere, <em>&#8220;e&#8217; normale</em> &#8211; spiegano dalla Difesa &#8211;<em> perche&#8217; ogni volta che un nostro militare in missione all&#8217;estero ha problemi di salute, viene sempre raggiunto da sanitari italiani&#8221;.</em></p>
<p><b>La dengue e&#8217; una malattia virale pandemica</b>, emergente in molte parti del mondo. Prospera nelle aree povere urbane, nelle periferie e in campagna, ma colpisce anche i quartieri piu&#8217; ricchi dei paesi tropicali e subtropicali. Si trasmette attraverso la puntura di una zanzara infettata da uno dei quattro sierotipi virali. Si tratta di una malattia febbrile che colpisce neonati, bambini e adulti con sintomi che compaiono 3-14 giorni dopo la puntura infettante.<br />
La puntura di zanzare infette causa <strong>una malattia simil-influenzale grave</strong> e, a volte una complicanza potenzialmente letale chiamata dengue grave, precedentemente conosciuta come febbre emorragica dengue. Riconosciuta per la prima volta nel 1950 durante le epidemie di dengue nelle Filippine e in Tailandia, la dengue grave colpisce i paesi dell&#8217;Asia e dell&#8217;America latina ed e&#8217; diventata, in queste aree, una delle principali cause di ricovero ospedaliero e di morte tra i bambini e gli adulti. Una diagnosi clinica tempestiva e un&#8217;attenta gestione clinica da parte di medici e operatori sanitari adeguatamente formati aumentano la sopravvivenza dei pazienti. L&#8217;incidenza di dengue e&#8217; aumentata di 30 volte negli ultimi 50 anni. Sono attualmente stimate 50-100 milioni di infezioni ogni anno in oltre 100 paesi endemici, mettendo a rischio di infezione quasi la meta&#8217; della popolazione mondiale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/28/maro-girone-avrebbe-contratto-febbre-dengue/">Marò: Girone avrebbe contratto febbre Dengue</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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