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	<title>depressione Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Sanità. In Italia 3 mln di depressi</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2020 14:21:02 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dai, tirati su&#8221;; &#8220;Prova a reagire&#8221;; &#8220;Esci e vedi come ti riprendi&#8221;. Sono alcune delle frasi che spesso si usano quando i nostri cari si rivolgono a noi in un momento di difficolta&#8217; o che noi stessi ci siamo trovati ad utilizzare in qualche circostanza. Ci sono volte in cui, pero&#8217;, chi ascolta queste esortazioni non si trova di fronte ad una momentanea difficolta&#8217;, non e&#8217; semplicemente triste o sfiduciato: e&#8217; depresso. Ed essere depressi significa essere malati, perche&#8217; la depressione e&#8217; una vera e propria malattia, non uno stato d&#8217;animo. La campagna &#8216;La Depressione non si Sconfigge a Parole&#8217; nasce proprio dalla necessita&#8217; di diffondere questa presa di coscienza, giocando in maniera originale sul contrasto fra il vissuto del paziente e le esortazioni che in buona fede vengono offerte dalle persone che lo circondano, per comunicare, anche visivamente, quanto possano essere travisati la natura e l&#8217;impatto di questa patologia. L&#8217;obiettivo che Janssen Italia si e&#8217; prefissata attraverso la campagna e&#8217; di raggiungere e sensibilizzare insieme a clinici, societa&#8217; scientifiche e associazioni di pazienti almeno un milione e mezzo di italiani affetti da depressione e oltre quattro milioni di persone incaricate all&#8217;assistenza entro la fine del 2021, in modo da riconoscere e affrontare con il giusto supporto e trattare con gli strumenti piu&#8217; adeguati una patologia cosi&#8217; complessa e impattante.</p>
<p>L&#8217;iniziativa si avvale del patrocinio sia delle societa&#8217; scientifiche (Sip, Societa&#8217; Italiana di Psichiatria, Sinpf, Societa&#8217; Italiana di Neuropsicofarmacologia, Sips, Societa&#8217; Italiana di Psichiatria Sociale, Simg, Societa&#8217; Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie) che dei rappresentanti dei pazienti (Osservatorio Onda, Progetto Itaca Onlus e Cittadinanzattiva Aps). Inoltre, ad unirsi a questa collaborazione trasversale a tutti i soggetti coinvolti nella lotta alla depressione in Italia, si sono aggiunti dei testimonial che ne rappresentano appieno la cifra originale: il Trio Medusa, cui e&#8217; affidato il compito, attraverso i propri account social, di catturare l&#8217;attenzione e sensibilizzare un pubblico vasto ed eterogeneo. Un pubblico che potra&#8217; trovare nei due canali della campagna (pagina Facebook abcdepressione e sitoweb abcdepressione.it) una fonte di informazioni sulla malattia, i sintomi, oltre all&#8217;importanza di una diagnosi corretta e tempestiva, di una cura efficace, e di un supporto medico adeguato. Definita dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanita&#8217; &#8220;tra le prime cause di disabilita&#8217; a livello mondiale&#8221;, nel nostro Paese la depressione (in tutte le sue forme) colpisce complessivamente piu&#8217; di tre milioni di pazienti, con una netta prevalenza nel genere femminile (due milioni). La depressione maggiore, una tipologia particolarmente grave della patologia, interessa un milione di malati: di questi, solo la meta&#8217; ottiene una diagnosi ed il trattamento appropriato. Inoltre, piu&#8217; di 130.000 pazienti non rispondono ai trattamenti tradizionali nonostante una corretta aderenza alle terapie, somministrate a dosi e con tempi adeguati: in questi casi si parla di &#8216;Depressione Resistente al Trattamento&#8217; e purtroppo non vi sono ad oggi opzioni terapeutiche risolutive per le persone che soffrono di questa grave patologia.</p>
<p>Due dati drammatici testimoniano il rischio di una mancata presa in carico di questa patologia: in Europa il 60% dei suicidi viene commesso da persone che soffrono di depressione e il 15-20% di tutti i malati di depressione tenta il suicidio. Oltre a quello puramente sanitario, anche l&#8217;impatto economico di questa patologia e&#8217; molto rilevante: si stima che in Italia il costo sociale di questa patologia, in termini di ore lavorative perse, sia complessivamente pari a quattro miliardi di euro l&#8217;anno, con i pazienti affetti da depressione resistente che perdono mediamente 42 giornate di lavoro all&#8217;anno, in pratica circa un giorno a settimana. A questi costi si aggiungono quelli (anch&#8217;essi elevati) legati a coloro che sono adibiti ad assistere i pazienti, tenendo conto che per ogni paziente sono coinvolti almeno due-tre familiari ed un altrettanto rilevante costo diretto annuo, che in media varia dai 4.913 euro per paziente con depressione per arrivare ai 5.555 euro per gli affetti dalla depressione cosiddetta &#8216;resistente&#8217;. Come affermato dall&#8217;ex ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, intervenuta con un videomessaggio nel corso della conferenza stampa di presentazione della campagna, la depressione &#8220;e&#8217; una malattia ancora sommersa che colpisce sempre piu&#8217; persone&#8221; e ha registrato con il Covid-19 &#8220;un&#8217;intensificazione preoccupante&#8221;. Per Lorenzin e&#8217; dunque importante &#8220;comunicare la malattia mentale in modo differente&#8221;, pensando al contesto relazionale in cui e&#8217; inserito il paziente, dalla famiglia all&#8217;intera societa&#8217;, &#8220;perche&#8217; non riguarda soltanto il malato&#8221;. Ecco perche&#8217; &#8220;il linguaggio e&#8217; uno strumento importante per evitare, da una parte, la demonizzazione della malattia mentale, dall&#8217;altra per scongiurarne la banalizzazione&#8221;. Come dichiara il presidente e ad di Janssen Italia, Massimo Scaccabarozzi, questa de &#8216;La Depressione non si Sconfigge a Parole&#8217; e&#8217; una campagna nata per &#8220;offrire un contributo concreto ai pazienti e ai loro cari&#8221; e far si&#8217; che la depressione &#8220;non sia piu&#8217; considerata uno stigma, ma una malattia da rispettare e curare con le misure piu&#8217; corrette per ogni persona&#8221;.</p>
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		<title>Coronavirus. In  quarantena ansia e depressione incidono di più su anziani</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 14:12:17 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La disconnessione sociale ha comportato un maggiore isolamento percepito, che ha predetto una sintomatologia piu&#8217; elevata di depressione e ansia&#8221; fra gli individui di eta&#8217; compresa tra i 57 e gli 85 anni. Questi i primi risultati di uno studio guidato da Ziggi Ivan Santini su un campione di 3.000 individui, pubblicato su Lancet Public Health con riferimento agli Stati Uniti. Fanno eco a questa ricerca molte altre indagini, pronte a sottolineare che &#8220;bisogna focalizzarsi non solo sull&#8217;eta&#8217;, quale fattore di rischio per il Covid-19, ma anche su quella porzione di popolazione anziana non infettata o, se infettata, che ha poi avuto un recupero completo senza effetti collaterali a lungo termine&#8221;, aggiunge Ipsit Vania, direttore medico della sezione Geriatria e Psichiatria dell&#8217;ospedale McLean di Belmont. &#8220;La resilienza biologica e psicosociale mostrata da alcuni anziani dovrebbe infatti essere studiata in questa fase come fattore preventivo e protettivo&#8221;, scrivono. Alla base di queste posizioni si rintracciano numerosi studi retrospettivi. Tanto che la critica mossa dai ricercatori, nell&#8217;editoriale pubblicato ieri sull&#8217;American Journal of Geriatric Psychiatry, poggia le sue basi proprio sulle ricerche condotte in seguito all&#8217;epidemia di Sars del 2003: &#8220;Hanno scoperto come i tassi di suicidio tra gli anziani fossero aumentati durante il periodo dell&#8217;epidemia&#8221;. Questa indicazione, riflettono gli studiosi, &#8220;evidenzia l&#8217;urgenza di analizzare l&#8217;impatto sulla salute mentale del Covid-19&#8221; nella popolazione anziana, &#8220;e in che modo il suo impatto negativo possa essere anticipato e ridotto al minimo&#8221;. I risultati del mondo accademico sembrano, dunque, muoversi tutti nella stessa direzione. Un altro studio pubblicato a marzo 2020 su Lancet Public Health, a firma Richard Armitage e Laura Nellums, ha esaminato il tema in relazione alla Gran Bretagna. Le conclusioni sono chiare: &#8220;L&#8217;isolamento sociale tra gli anziani e&#8217; una grande preoccupazione per la salute pubblica a causa del loro aumentato rischio di problemi cardiovascolari, autoimmuni, neurocognitivi e mentali. L&#8217;autoisolamento- scrivono i ricercatori- influenzera&#8217; in modo sproporzionato le persone anziane il cui unico contatto sociale e&#8217; fuori casa, negli asili nido, nei centri di comunita&#8217; o nei luoghi di culto&#8221;. Le iniziative di sanita&#8217; pubblica, a detta degli esperti, &#8220;potrebbero ridurre l&#8217;isolamento percepito facilitando l&#8217;integrazione e la partecipazione dei social network alle attivita&#8217; di comunita&#8217;- conclude il team di ricercatori guidato da Santini- proteggendo cosi&#8217; dallo sviluppo di disturbi affettivi la popolazione piu&#8217; anziana&#8221;.&nbsp;</p>
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		<title>Social network: quando sono i genitori a trasmettere ai figli l&#8217;ansia da notifiche</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 19:07:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La FOMO, che letteralmente significa “fear of missing out” (“paura di perdersi qualcosa”), è una sensazione che prima o poi abbiamo provato tutti. Ci assale quando dedichiamo minuti interi allo scroll del feed di Instagram o Facebook e, confrontandoci con le vite apparentemente perfette degli altri, ci sentiamo inadeguati. Sembrano tutti così in forma, così [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La FOMO, che letteralmente significa “fear of missing out” (“paura di perdersi qualcosa”), è una sensazione che prima o poi abbiamo provato tutti. Ci assale quando dedichiamo minuti interi allo scroll del feed di Instagram o Facebook e, confrontandoci con le vite apparentemente perfette degli altri, ci sentiamo inadeguati. Sembrano tutti così in forma, così sorridenti, così circondati da amici. Pur di restare al passo, ci sentiamo in dovere di postare una story o un selfie, rigorosamente filtrato per non sfigurare. La FOMO non è semplice vanità, ma uno stato continuo di ansia che può avere ripercussioni soprattutto sulla psiche degli adolescenti: secondo il report #StatusOfMind della Royal Society for Public Health britannica, negli ultimi 25 anni è aumentata del 70% l’incidenza di ansia e depressione nei giovani, che additano proprio i social network come causa del loro malessere.</p>
<p>La lettura più semplice è quella che bolla gli adolescenti come indolenti, apatici, incapaci di staccare gli occhi dallo smartphone. Ma siamo così sicuri che sia tutta colpa dei ragazzi? Nan Coosemans, family coach e fondatrice di Younite (http://www.youniteonline.com/it/), propone un’altra prospettiva. “Confrontandomi in prima persona con centinaia di famiglie, posso dire che in molti casi la FOMO parte proprio dai genitori. Quante mamme sono intente a scattarsi un selfie dopo l’altro, in qualsiasi contesto, entrando così implicitamente in competizione con le figlie? Dinamiche del genere possono rivelarsi molto pericolose. Senza esserne consapevoli, infatti, i genitori instillano nei figli una sottile sensazione di inadeguatezza”.</p>
<p>I genitori non hanno nessuna intenzione di nuocere ai loro figli, chiarisce. Semplicemente, anche loro hanno dovuto fare i conti con il boom delle nuove tecnologie, senza disporre degli strumenti per interiorizzarle. Per questo la family coach propone cinque consigli per i genitori alle prese con l’ansia da notifiche:</p>
<p>1. Fai un’analisi di te stesso: ti senti davvero soddisfatto della tua vita, del tuo lavoro e della tua famiglia? Molto spesso ci si mette sotto i riflettori social per riscattarsi dalla mancata autorealizzazione, ma così facendo il problema alla base rimane irrisolto.</p>
<p>2. Lavora sulla tua autostima. Diventare genitori è un viaggio che riserva tante sorprese e impone qualche sacrificio, soprattutto per le donne, che spesso faticano a conciliare famiglia e carriera. La soluzione però non è certo quella di creare un’immagine filtrata di sé per andare a caccia di like su Instagram. Anzi, chi riesce a valorizzare il proprio sé più autentico ha molto meno bisogno di conferme da parte degli estranei.</p>
<p>3. Ritagliati alcuni momenti di connessione vera con i tuoi figli. Che sia al mattino durante la colazione o al loro ritorno da scuola, assicurati di riuscire a trascorrere ogni giorno qualche minuto insieme ai tuoi figli, mettendo al bando gli schermi di ogni tipo. Potrà sembrare una banalità, ma questi momenti sono preziosissimi per fare una pausa dalla frenesia quotidiana e dialogare in modo diretto e sincero.</p>
<p>4. Informati sulle nuove tecnologie: da un giorno all’altro ci siamo trovati in mano smartphone capaci di fare qualsiasi cosa, ma quanti di noi sono realmente consapevoli delle loro potenzialità e dei loro rischi? In commercio ci sono libri, corsi e webinar che ti possono chiarire le idee sulle nuove tecnologie.</p>
<p>5. Fatti queste domande: che esempio stai dando ai tuoi figli con la tua sovraesposizione? Che cosa stai cercando di dimostrare con quel selfie o quel post?</p>
<p>Ciò non significa demonizzare i social media, che sono ormai parte del nostro mondo, ma impegnarsi per trarre il meglio da questi strumenti. “I social network si possono usare anche per veicolare contenuti di valore, mettere in luce il proprio talento e diventare una fonte di ispirazione per gli altri”, chiarisce Nan Coosemans. “Spesso i genitori (gli stessi che magari controllano compulsivamente il loro smartphone!) sgridano i figli perché passano troppo tempo su YouTube. Se però avessero la voglia e la curiosità di saperne di più, potrebbero addirittura imparare qualcosa di nuovo”.</p>
<p>E proprio da questa intuizione è nata l’idea di Youtour, il primo tour itinerante per scoprire e valorizzare la propria unicità, dedicato ai ragazzi e ai loro genitori. A ogni tappa Nan Coosemans si confronterà con uno Youtuber, che condividerà con i partecipanti la propria esperienza, risponderà alle loro domande e racconterà i segreti che gli hanno permesso di superare le difficoltà e arrivare al successo. “Ognuno di loro è diventato quello che è perché ha seguito le proprie inclinazioni, ha dato retta al proprio cuore e all’istinto, non si è omologato a regole standard”, commenta la family coach. Youtour farà tappa in tre città italiane: si parte il 4 maggio da Milano (l’ospite è IlvostrocaroDexter), per proseguire l’11 maggio a Bari con i Nirkiop e il 18 maggio a Roma con MikeShowSha.</p>
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		<title>Salute. Al via (H)-Open day su salute mentale</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 07:50:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna torna a parlare di salute mentale lanciando la quarta edizione dell'(H)-Open day dedicato alle donne che soffrono di disturbi psichici, neurologici e del comportamento, in occasione della Giornata Mondiale della salute mentale che si celebra martedi&#8217; 10 ottobre. Le strutture aderenti al progetto su tutto il territorio nazionale, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/10/salute-al-via-h-open-day-su-salute-mentale/">Salute. Al via (H)-Open day su salute mentale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna torna a parlare di salute mentale lanciando la quarta edizione dell'(H)-Open day dedicato alle donne che soffrono di disturbi psichici, neurologici e del comportamento, in occasione della Giornata Mondiale della salute mentale che si celebra martedi&#8217; 10 ottobre. Le strutture aderenti al progetto su tutto il territorio nazionale, durante la settimana dal 10 al 17 ottobre, apriranno le porte alla popolazione femminile con consulenze, colloqui, conferenze e info point dedicati alla salute mentale. L&#8217;obiettivo e&#8217; parlarne negli ambienti familiari ma anche in contesti sociali piu&#8217; ampi per far si che le donne chiedano aiuto, si avvicinino alle cure e venga superato lo stigma che ancora affligge chi soffre di patologie psichiche. &#8220;L'(H)-Open Day sulla salute mentale, giunto alla sua quarta edizione, ha l&#8217;obbiettivo di migliorare l&#8217;accesso alle cure di disturbi psichici femminili piu&#8217; frequenti- spiega Francesca Merzagora, Presidente di Onda- La depressione, ad esempio, e&#8217; uno dei principali problemi che affliggono la popolazione femminile e che ancora oggi viene troppo spesso trascurato. Nel corso delle passate edizioni, grazie all&#8217;impegno degli ospedali del network Bollini Rosa che hanno aderito al progetto, e&#8217; stato possibile attivare servizi gratuiti ed esami (solo nel 2016 sono stati oltre 800!) che hanno contribuito a migliorare l&#8217;accesso alle cure&#8221;. &#8220;La Giornata Mondiale sulla salute mentale e&#8217; dedicata quest&#8217;anno in particolare alle problematiche psichiche che si riscontrano in ambito lavorativo- afferma Claudio Mencacci, Direttore Dipartimento Neuroscienze e Salute mentale Asst Fatebenefratelli-Sacco- Il lavoro costituisce il perno centrale della vita delle persone attive consentendo il mantenimento della autostima e della dignita&#8217;. L&#8217;inserimento lavorativo delle persone con disturbi mentali e il loro accoglimento, sono elementi chiave dei percorsi di riabilitazione e guarigione&#8221;. I servizi offerti sono consultabili sul sito www.bollinirosa.it dove e&#8217; possibile visualizzare l&#8217;elenco dei centri aderenti con indicazioni su date, orari e modalita&#8217; di prenotazione. L'(H)Open day salute mentale gode del Patrocinio della Societa&#8217; Italiana di Psichiatria (Sip) e della Societa&#8217; Italiana di Neuropsicofarmacologia (Sinpf) ed e&#8217; reso possibile anche grazie al contributo incondizionato di Aon, Janssen e Lundbeck. Per maggiori informazioni visitare il sito <a href="http://www.bollinirosa.it">www.bollinirosa.it</a> o inviare una e-mail a eventi@bollinirosa.it, conclude Onda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/10/salute-al-via-h-open-day-su-salute-mentale/">Salute. Al via (H)-Open day su salute mentale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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