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	<title>dieta mediterranea Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Neuroscienze: un piatto di pasta stimola le relazioni interpersonali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2025 09:28:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pasta, simbolo della cultura italiana, non è solo un alimento, ma un&#8217;esperienza sociale che richiama momenti di condivisione e convivialità. Non a caso, è l&#8217;emblema della Dieta&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/14/neuroscienze-un-piatto-di-pasta-stimola-le-relazioni-interpersonali/">Neuroscienze: un piatto di pasta stimola le relazioni interpersonali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La pasta, simbolo della cultura italiana, non è solo un alimento, ma <strong>un&#8217;esperienza sociale che richiama momenti di condivisione e convivialità</strong>. Non a caso, è l&#8217;emblema della Dieta Mediterranea che proprio della convivialità ha fatto una condizione necessaria, positiva per il corpo e la mente. Negli anni, numerosi studi hanno dimostrato che mangiare in compagnia riduce lo stress, rafforza i legami sociali e influisce positivamente sulla salute fisica e mentale. Quello che non sapevamo è che <strong>la pasta è un vero e proprio propulsore di socialità</strong>: <strong>esiste un meccanismo preciso di spinta alla connessione sociale che si prova mangiando un piatto di pasta</strong> e che, per la prima volta, è stato indagato e misurato scientificamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo rivela uno studio italiano del &#8220;Behavior &amp; Brain Lab&#8221; dell&#8217;Università<strong> IULM</strong>, realizzato per i pastai di<strong> Unione Italiana Food</strong>. La ricerca scientifica <strong>ha indagato la sfera della convivialità a tavola con un focus sulla pasta</strong> e, grazie all&#8217;uso di strumenti di neuromarketing, ha dimostrato che <strong>il consumo condiviso di pasta è un catalizzatore unico di convivialità</strong>, capace di generare emozioni positive e di rafforzare i legami sociali in misura maggiore rispetto ad altre attività sociali comuni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per dimostrarlo,<strong> i ricercatori hanno utilizzato le metodologie neuroscientifiche e del brain tracking</strong> (l&#8217;analisi delle attivazioni cerebrali legate alle emozioni, della variazione del battito cardiaco e della microsudorazione), su un campione di 40 soggetti (20 donne e 20 uomini) divisi in <strong>20 in coppie di età compresa </strong><strong>tra i 25 e i 55 anni</strong>, senza allergie o intolleranze alimentari, appassionati di pasta (1 su 2 dichiara di consumarla quotidianamente e per il 53% è un vero e proprio comfort food), film e giochi. <strong>Lo studio ha così individuato l&#8217;effetto del consumo di pasta sulla qualità delle interazioni sociali</strong>, ha confrontato le emozioni positive e la connessione percepita in diverse esperienze condivise come <strong>la visione di uno spezzone di un film</strong>, la <strong>condivisione di un&#8217;attività ludica</strong> e una <strong>fase di interazione libera</strong> (che viene considerata come benchmark, visto il suo naturale livello di coinvolgimento sociale), identificando gli indicatori neuroscientifici, fisiologici e comportamentali che spiegano il ruolo unico della pasta nella promozione della convivialità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>TRA MEMORIA E COINVOLGIMENTO EMOTIVO: ECCO COME LA PASTA ACCENDE LA CONVIVIALITÀ</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio conferma che<strong> mangiare pasta in compagnia facilita le interazioni sociali a livello di stimolazione cognitiva ed emotiva</strong>, più di quanto succeda con la visione di un film o durante lo svolgimento di un&#8217;attività ludica (per il dettaglio dello studio, vd. Focus 1)<strong>. </strong>La ricerca ha reso evidente che <strong>condividere un pasto semplice come un piatto di pasta </strong>può essere un modo efficace per<strong> rafforzare i legami sociali e connettere emotivamente persone tra loro sconosciute e diverse</strong>. Lo studio è stato realizzato in <strong>due step</strong>: <strong>come hanno performato le varie attività di condivisione</strong> <strong>e quale attività ha generato una migliore interazione e connessione tra i partecipanti</strong>. In base ai parametri adottati (<strong>Emotional Index, Engagement Index, Memorization Index</strong>, <strong>Analisi dell&#8217;esperienza razionale, Inclusion of Other in Self Scale</strong>, <strong>Questionario, Hyperscanning</strong>), i risultati evidenziano che il consumo di <strong>un piatto di pasta produce una potente attivazione emozionale in chi condivide l&#8217;esperienza</strong>, con valori più alti rispetto a quelli prodotti da altre attività socializzanti, come fare un gioco collaborativo, guardare un film o chiacchierare liberamente. La stessa tendenza si verifica andando a vedere l&#8217;indicatore di memoria: la pasta si riconferma «cibo della memoria» e catalizzatrice di memorie condivise e ricordi. È, infine, l&#8217;attività che maggiormente ha attivato emozioni positive, riducendo quelle negative.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IULM: &#8220;LA SCIENZA AL SERVIZIO DELLE EMOZIONI PROVA CHE LA PASTA FA RIMA CON CONVIVIALITÀ&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo quindi dire che, dove c&#8217;è pasta, ci sono legami? &#8220;<em>Attraverso questo studio </em><em>la scienza si è messa al servizio delle emozioni per certificare che la pasta è sinonimo di convivialità</em><em> – </em>afferma <strong>Vincenzo Russo, Professore Ordinario di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing dell&#8217;Università IULM, Fondatore e Coordinatore del Centro di Ricerca di Neuromarketing Behavior &amp; Brain Lab IULM</strong><em> – I risultati ci dicono che sono proprio i momenti in cui mangiamo la pasta quelli che ci attivano maggiormente a livello emotivo. È, quindi, l&#8217;atto vero e proprio di assaggiare e assaporare il piatto nel suo pieno sapore a stimolare le memorie e le emozioni più positive. I risultati ci permettono di poter affermare che la pasta è un vero e proprio catalizzatore di relazioni</em> <em>e che un piatto di spaghetti a centro tavola può dar vita ad una rete sociale&#8221;.</em>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PASTA, COMFORT FOOD PER OLTRE 1 ITALIANO SU 2, RIPORTA A &#8220;CASA&#8221;, &#8220;FAMIGLIA&#8221; E &#8220;TRADIZIONE&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La pasta è il comfort food per il 53% del campione, in linea con le statistiche nazionali. La pasta rincuora e gratifica tramite associazioni positive, regalando una sensazione di benessere, a cui ricorriamo per soddisfare un bisogno emotivo. Le associazioni legate alla pasta fanno riferimento principalmente a caratteristiche organolettiche, alla dimensione domestica e familiare e al benessere. La metà del campione (50%) associa come prima cosa &#8220;all&#8217;esperienza pasta&#8221; caratteristiche sensoriali legate al gusto, definendola come &#8220;gustosa&#8221;, &#8220;buona&#8221;. Il 43% ha usato parole che fanno <strong>riferimento alla sfera della casa, della famiglia e della tradizione</strong>, usando termini come &#8220;famiglia&#8221;, &#8220;mia moglie&#8221;, &#8220;tradizione&#8221;, &#8220;Italia&#8221;. Il 13% ha usato anche <strong>termini relativi alla sfera del benessere usando parole come &#8220;coccola&#8221;, &#8220;gratificazione&#8221;, &#8220;piacere&#8221;, &#8220;benessere&#8221; e &#8220;buonumore&#8221;</strong>.Il potere della pasta come attivatore di ricordi si manifesta anche nelle conversazioni: mentre i partecipanti condividevano un piatto di pasta, <strong>il 60% delle interazioni ruotava attorno a legami familiari, relazioni personali e origini</strong>. Un dato che conferma come questo alimento abbia la capacità di riportare alla mente momenti vissuti, creando un ponte emotivo tra passato e presente.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA PRESIDENTE DEI PASTAI: &#8220;DOVE C&#8217;È LA PASTA, SI ACCENDE LA COMPAGNIA E SI CREANO LEGAMI&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La pasta, simbolo della cultura italiana, non è solo un alimento, ma un&#8217;esperienza sociale che richiama momenti di condivisione e convivialità, e da oggi sappiamo perché. &#8220;<em>Abbiamo sempre saputo che la pasta è un alimento conviviale che si presta ad essere condivisa e che, consumata con gli amici o con la famiglia, permette di creare un momento di aggregazione – </em>afferma <strong>Margherita Mastromauro, Presidente dei pastai italiani di Unione Italiana Food</strong><em> – È protagonista di momenti di gioia e relax e la sua versatilità permette di creare infinite ricette, adatte a diverse occasioni e gusti. Ora arriva la conferma da questa ricerca che abbiamo commissionato a IULM, nella quale la pasta viene eletta a vero e proprio catalizzatore di socialità. </em><em>Sono felice di poter dire che la pasta è il linguaggio universale dell&#8217;amicizia e che, dove c&#8217;è la pasta, si accende la compagnia e si creano legami&#8221;.</em></p>
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		<title>Dieta mediterranea, Costa: &#8220;Medicina per vivere più a lungo&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jun 2024 08:48:00 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L&#8217;educazione alla corretta alimentazione e all&#8217;attività fisica dovrebbe essere insegnata sin dalla prima infanzia, con un&#8217;ora dedicata specificamente ai corretti stili di vita nelle scuole elementari&#8221; Lo ha detto Andrea Costa, consigliere del ministro della Salute Orazio Schillaci nel corso dell&#8217;evento presentato da Fondazione Istituto Danone alla Camera dei Deputati durante il quale è stato lanciato il volume &#8216;Proteine nella dieta mediterranea&#8217; edito da Gribaudo. E ha aggiunto che: &#8220;Il modello della dieta mediterranea, che previene varie malattie, serve anche a salvare il nostro servizio sanitario nazionale, perché si possano vivere più anni in buona salute. È necessario cambiare il paradigma e investire di più in prevenzione, come oggi non accade&#8221;. &#8220;La Dieta Mediterranea è una medicina potentissima e consente di vivere meglio e più a lungo, anche, se purtroppo, non è così diffusa in Italia, secondo i dati dell&#8217;Istituto superiore di sanità. Per questo ci dobbiamo impegnare molto e dobbiamo contare anche sulla rete dei medici di famiglia e delle farmacie, in modo tale che i messaggi positivi sulla dieta mediterranea arrivino a tutti. Ci sono dati in crescita anche per l&#8217;obesità ed è dunque fondamentale fare formazione&#8221;, ha concluso Costa.</p>
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		<title>Salute: dieta mediterranea vince sfida, è migliore al mondo 2021</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/04/10/salute-dieta-mediterranea-vince-sfida-e-migliore-al-mondo-2021/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2021 17:57:24 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La dieta mediterranea nell&#8217;anno del Covid si e&#8217; classificata come migliore dieta al mondo davanti alla dash e alla flexariana. Lo rende noto la Coldiretti sulla base del best diet ranking 2021 elaborato dal media statunitense U.S. News &amp; World Report, noto a livello globale per la redazione di classifiche e consigli per i consumatori. Il primato generale della dieta mediterranea &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; e&#8217; stato ottenuto grazie al primo posto ottenuto in ben cinque specifiche categorie: prevenzione e cura del diabete, difesa del cuore, mangiare sano, componenti a base vegetale e facilita&#8217; a seguirla. A contendere la vittoria della dieta mediterranea sul podio sono state quella dash contro l&#8217;ipertensione che si classifica al secondo posto e la flexariana, un modo flessibile di alimentarsi, al quarto posto la storica dieta ipocalorica weight watchers e al quinto la dieta della Mayo Clinic basata su una piramide che incrocia abitudini alimentari e comportamenti quotidiani come mangiare davanti alla tv, non fare attivita&#8217; fisica, assumere troppi zuccheri. Il riconoscimento come miglior regime alimentare al mondo &#8211; continua la Coldiretti &#8211; arriva a poco piu&#8217; di dieci anni dall&#8217;iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell&#8217;umanita&#8217; dell&#8217;Unesco avvenuta il 16 novembre 2010, grazie a una virtuosa ed equilibrata lista di alimenti come pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari che ha consentito all&#8217;Italia di conquistare il record di longevita&#8217; in Europa.</p>
<p>Proprio l&#8217;emergenza sanitaria Covid ha provocato una svolta salutista nei consumatori che hanno privilegiato la scelta nel carrello di prodotti alleati del benessere sia in Italia che all&#8217;estero. Lungo la Penisola infatti si registra un aumento medio del 9,7% dei consumi nel 2020 dei prodotti simbolo della dieta mediterranea come olio extravergine d&#8217;oliva, frutta e verdura fino alla pasta, secondo l&#8217;analisi Coldiretti su dati Ismea. A guidare la classifica della spesa mediterranea in Italia &#8211; spiega la Coldiretti &#8211; e&#8217; la frutta con un incremento degli acquisti dell&#8217;11%. Al secondo posto l&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva dove i consumi aumentano del 9,7%, davanti a verdura, con una crescita del 9%, e pasta (+8.9%), grazie al boom fatto registrare da penne e spaghetti certificate fatte con grano 100% Made in Italy. Ad essere avvantaggiate sono state nell&#8217;ordine le esportazioni nazionali di conserve di pomodoro (+17%), pasta (+16%), olio di oliva (+5%) e frutta e verdura (+5%) che hanno raggiunto in valore il massimo di sempre. Anche negli Stati Uniti nonostante l&#8217;attacco subito negli ultimi anni da parte di Donald Trump grande sponsor del fast food &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; nel 2021 con il nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden e la first lady Jill Biden, di origini italiane, la dieta mediterranea, prototipo di stile di vita salutare, bilanciato e amico dell&#8217;ambiente, e&#8217; tornata protagonista alla Casa Bianca. Non a caso Biden ha rimosso i dazi sui prodotti Made in Italy imposti dal suo predecessore, salvando le esportazioni di mezzo miliardo di euro di specialita&#8217; tricolori.</p>
<p>Il primo posto nella classifica mondiale delle diete e&#8217; &#8211; afferma la Coldiretti &#8211; anche una risposta ai bollini allarmistici e a semaforo fondati sui componenti nutrizionali che alcuni Paesi, dalla Gran Bretagna al Cile alla Francia, stanno applicando su diversi alimenti della dieta mediterranea sulla base dei contenuti in grassi, zuccheri o sale. &#8220;I sistemi di etichettatura nutriscore e a semaforo e&#8217; fuorviante, discriminatorio ed incompleto e finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non e&#8217; nota neanche la ricetta&#8221; afferma il presidente di Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che &#8220;si rischia di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire elisir di lunga vita come l&#8217;olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche specialita&#8217; come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano ed il prosciutto di Parma le cui semplici ricette non possono essere certo modificate&#8221;.</p>
<p><strong>Top five diete nel mondo 2021</strong>: 1) Mediterranea 2) Dash contro l&#8217;ipertensione 3) Flexariana, un modo flessibile di alimentarsi 4) Weight watchers, ipocalorica 5) Mayo Clinic che incrocia alimenti e comportamenti Fonte: Elaborazioni Coldiretti su U.S. News &amp; World&#8217;s Report&#8217;s.</p>
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		<title>Cibo: grazie a dieta mediterranea in Cilento si vive di più</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/02/21/cibo-grazie-a-dieta-mediterranea-in-cilento-si-vive-di-piu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2019 19:24:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/02/21/cibo-grazie-a-dieta-mediterranea-in-cilento-si-vive-di-piu/">Cibo: grazie a dieta mediterranea in Cilento si vive di più</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1931 la vita media in Italia era di circa 50 anni, oggi e&#8217; di 90 anni ed oltre, in particolare nella zona salernitana del Cilento; il motivo e&#8217; l&#8217;affermarsi della dieta mediterranea, ricca di verdura oltre che di carboidrati, formaggi e frutta. Lo si evince dai tre volumi della trilogia &#8216;Alimentazione e Colture nella Piana del Sele. Il Consorzio di Bonifica Destra Sele per l&#8217;equilibrio dell&#8217;Ecosistema&#8217;, presentata a Roma presso la Camera dei Deputati, presente il presidente della Commissione Agricoltura, Filippo Gallinella.<br />
Nell&#8217;occasione e&#8217; stato confermato l&#8217;avvio del processo di riconoscimento Igp (Indicazione geografica protetta) per la rucola della Piana del Sele, la cui coltivazione si stende su 3.600 ettari per una produzione di 400 milioni di chilogrammi, pari al 73% di quella nazionale per un valore complessivo di circa 680 milioni di euro. L&#8217;areale di produzione interessa 7 comuni della provincia di Salerno (Eboli, Battaglia, Pontecagnano Faiano, Montecorvino Rovella, Montecorvino Pugliano, Bellizzi, Capaccio-Paestum), dove operano 430 aziende agricole, per il 60% guidate da giovani e che danno lavoro a 5.000 addetti piu&#8217; altri 4.000 nell&#8217;indotto. Utilizzata soprattutto nelle produzioni di IV gamma (circa 20 milioni di consumatori in Italia), la rucola della Piana del Sele si prevede possa ottenere dal riconoscimento Igp un incremento produttivo pari al 20%, raggiungendo gli 850 milioni di fatturato, che ne farebbero il terzo consorzio a marchio del Paese per giro d&#8217;affari dopo quelli del Grana Padano Dop e del Parmigiano Reggiano Dop.<br />
Gli asset socio-economici della rucola Igp sono quelli dell&#8217;innovazione agricola, di una forte attrattivita&#8217; verso i giovani produttori e della sostenibilita&#8217; ambientale. Nota fin dall&#8217;antica Roma come afrodisiaca, la rucola ha caratteristiche antinfiammatorie, antiossidanti, antitumorali, antiage, ipocaloriche ed e&#8217; utile in gravidanza , perche&#8217; ricca di folati.<br />
&#8220;L&#8217;esempio della Piana del Sele &#8211; afferma Massimo Gargano, direttore generale dell&#8217;Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi) &#8211; dimostra capacita&#8217; di fare anche nelle regioni meridionali del Paese. Per riuscire, pero&#8217;, e&#8217; necessario garantirne le condizioni; in questo caso, sono la disponibilita&#8217; d&#8217;acqua e la sistemazione idrogeologica del territorio, assicurate dal locale Consorzio di bonifica&#8221;.<br />
&#8220;Il nostro impegno &#8211; prosegue Vito Busillo, presidente del Consorzio di bonifica Destra Sele &#8211; e&#8217; abbattere, anno dopo anno, i costi energetici della distribuzione irrigua attraverso l&#8217;autonoma produzione di energia rinnovabile, che gia&#8217; oggi ammonta a 8 milioni di kilowattora annui. La nostra rucola sara&#8217; sempre piu&#8217; un prodotto a piena sostenibilita&#8217; ambientale&#8221;. &#8220;L&#8217;agricoltura nella Piana del Sele &#8211; conclude Francesco Vincenzi, presidente di Anbi &#8211; e&#8217; un esempio di compatibilita&#8217; fra aspetti produttivi ed ecosistema; e&#8217; quel nuovo modello di sviluppo, sostenuto dai Consorzi di bonifica e per il quale hanno un parco progetti a disposizione del Paese. E&#8217; necessario pero&#8217; dare concretezza a tale patrimonio per superare l&#8217;atavico paradosso di un territorio, minacciato per molti mesi dal rischio alluvioni e per altrettanti da quello della siccita&#8217;&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/02/21/cibo-grazie-a-dieta-mediterranea-in-cilento-si-vive-di-piu/">Cibo: grazie a dieta mediterranea in Cilento si vive di più</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sanità: l&#8217;Onu riconosce il valore della dieta mediterranea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2018 20:53:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[dieta mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stata approvata, oggi a New York, l&#8217;importante Risoluzione dell&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla nutrizione, che contiene indicazioni operative finalizzate a promuovere diete e stili di vita salutari e ad affrontare il problema della malnutrizione e della cattiva alimentazione. Come si legge in una nota diffusa dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, &#8220;L&#8217;esito finale e&#8217; senza dubbio anche un successo italiano&#8221;, ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. &#8220;Abbiamo lavorato per mesi, impegnandoci nelle diverse sedi e a tutti i livelli. La Farnesina e la nostra Rappresentanza diplomatica all&#8217;Onu- ha proseguito- hanno agito in stretto raccordo con i ministeri competenti per la Salute, l&#8217;Agricoltura, l&#8217;Industria e il Commercio estero. Ciascuno ha fatto la sua parte, con uno spirito di squadra che ha permesso di conseguire l&#8217;importante risultato. Si e&#8217; cosi&#8217; evitato che fuorvianti e approssimative tesi potessero ostacolare con tasse discriminatorie, o comunque pregiudicare, le tradizionali produzioni della nostra filiera agroalimentare. Abbiamo garantito la piena tutela degli agricoltori e dell&#8217;industria italiana&#8221;. Infatti, si legge ancora nel comunicato, la proposta iniziale di Risoluzione delle Nazioni Unite, presentata il 12 novembre scorso, senza una preventiva approfondita discussione fra tutti gli Stati membri all&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanita&#8217;, risultava molto disequilibrata. In particolare, chiedeva agli Stati di adottare forme di tassazione supplementari e altre disposizioni restrittive su svariati alimenti che venivano penalizzati perche&#8217; qualificati ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sali, senza il supporto di un oggettivo, sufficientemente comprovato, fondamento scientifico.</p>
<p>Invece, il testo finale della Risoluzione approvata rispetta il nostro patrimonio culturale e gastronomico, riassumibile nella &#8216;Dieta Mediterranea&#8217;: un insieme di alimenti esplicitamente riconosciuto dall&#8217;Unesco come modello di regime bilanciato e salutare, caratterizzato da tradizioni consolidate e da prodotti naturali e di qualita&#8217;, proprio come quelli italiani. La Farnesina mantiene sempre alta la sua vigilanza internazionale volta ad assicurare la costante promozione e tutela dei prodotti agroalimentari italiani sui mercati esteri. Comparto, quest&#8217;ultimo, fondamentale per la nostra economia, con oltre 132 miliardi di fatturato, 41 miliardi di esportazioni e un&#8217;encomiabile tendenza alla crescita.</p>
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		<title>Torna la dieta mediterranea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2016 15:04:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[acquisti]]></category>
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		<category><![CDATA[dieta mediterranea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Svolta a tavola dove torna la dieta mediterranea “con un aumento che va dal 4% negli acquisti di frutta al 17% per quelli di olio di oliva ma&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/01/10/torna-la-dieta-mediterranea/">Torna la dieta mediterranea</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Svolta a tavola dove torna la dieta mediterranea “con un aumento che va dal 4% negli acquisti di frutta al 17% per quelli di olio di oliva ma cresce anche la spesa anche per il pesce (+5%), per gli ortaggi freschi e per la pasta secca (+1%), in netta controtendenza rispetto agli anni della crisi dove si era registrato un drastico crollo”. <strong>E’ quanto emerge dal primo bilancio della Coldiretti sui consumi alimentari degli italiani</strong> che “nel 2015 che dopo sette anni di calo tornano a salire debolmente dello 0,3% ma con un deciso orientamento a privilegiare cibi salutari per una maggiore consapevolezza dello stretto rapporto tra alimentazione e benessere, secondo elaborazioni su base dei dati Ismea relativi ai primi nove mesi del 2015”.</p>
<p>Si tratta, sottolinea la Coldiretti, “di una storica inversione di tendenza dopo anni di tagli progressivi che avevano portato il consumi dei prodotti base della dieta mediterranea su valori da minimo storico”. E’ il caso della frutta “con i consumi per persona che- rileva la Coldiretti – erano scesi a piu’ di 130 chili all’anno che equivalgono a non più di 360 grammi al giorno rispetto ai <strong>400 grammi consigliati dall’organizzazione mondiale della Sanità</strong> per una buona salute”. Nel 2015 invece la spesa degli italiani per gli acquisti di frutta e verdura “è tornata a risalire e rappresenta ora il 23% del totale del budget destinato dalle famiglie all’alimentazione per un importo di 99,5 euro per famiglia al mese, la prima voce della spesa degli italiani”.</p>
<p>“Un dato importante poiché pane, pasta, frutta, verdura, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani- precisa la Coldiretti- di conquistare fino ad ora record nella longevità: <strong>nell’Unione Europea l’Italia si colloca al primo posto con 80,3 anni per gli uomini e al terzo per le donne con 85,2</strong>“. In Italia il ritorno della dieta mediterranea “è accompagnato da una vera svolta green nel carrello, dal biologico al chilometro zero fino alle denominazioni di origine. Se gli acquisti di prodotti biologici confezionati fanno registrare un incremento record del 20% degli acquisti, sono state quindici milioni le persone che – sottolinea la Coldiretti – hanno scelto prodotti locali a chilometri zero che non devono percorrere lunghe distanza con mezzi di trasporto inquinanti, mentre ad acquistare regolarmente prodotti tipici legati sono ben 2 italiani su tre secondo l’indagine Doxa per Coop”. La dieta mediterranea Made in Italy, continua la Coldiretti, “si è però affermata anche all’estero con aumenti che vanno dall’11% per l’ortofrutta al 10 % per l’olio di oliva dal +9% per la pasta al +6% per il vino che ha realizzato il record storico con un preconsuntivo di 5,4 miliardi di fatturato realizzati oltre i confini nazionali, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat relativi ai primi 10 mesi del 2015”.</p>
<p>Un andamento, prosegue la Coldiretti, “certamente favorito dalle <strong>condizioni economiche positive</strong>dovute alla ripresa internazionale e ai tassi di cambio favorevoli su mercati importanti come quello statunitense ma che è la conferma che il mondo ha fame di Made in Italy, anche grazie al successo di Expo”. Il risultato, conclude la Coldiretti, “è che non si è mai cosi tanto per il Made in Italy alimentare nel mondo dove nel corso del 2015 è stato raggiunto il record storico delle esportazioni pari a circa 36 miliardi di euro (+7%)”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/01/10/torna-la-dieta-mediterranea/">Torna la dieta mediterranea</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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