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	<title>Direttore Stefano Sensi Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Clinica Neurologica: ecco come utilizziamo l&#8217;IA per le demenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 19:22:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[Clinica Neurologica]]></category>
		<category><![CDATA[Clinica Neurologica dell'ospedale di Chieti]]></category>
		<category><![CDATA[Direttore Stefano Sensi]]></category>
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		<category><![CDATA[l'IA per le demenze]]></category>
		<category><![CDATA[malattie neurodegenerative.]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Individuare fattori nuovi e anche insospettabili che grazie all&#8217;intelligenza artificiale possono prevedere e segnalare chi, tra i pazienti con lieve deficit cognitivo, può sviluppare la malattia di Alzheimer conclamata. Accade alla Clinica Neurologica dell&#8217;ospedale di Chieti, dove il Direttore Stefano Sensi e la sua équipe hanno introdotto gli strumenti di &#8220;machine learning&#8221; che rivoluzionano la diagnosi e la prevenzione di malattie neurodegenerative. Come? Grazie a questo sottocampo dell&#8217;Intelligenza Artificiale gli algoritmi, pur senza essere esplicitamente programmati, analizzano grandi quantità di dati, individuano schemi e modelli, e utilizzano questi per fare previsioni o prendere decisioni. Così Sensi ha avviato progetti di ricerca che integrano le tradizionali competenze neurologiche con l&#8217;analisi dei big data clinici, radiologici e prodotti dalle scienze cosiddette&nbsp;&#8220;omiche&#8221;, e i risultati non hanno deluso le aspettative: l&#8217;algoritmo di machine learning messo a punto dal gruppo di ricerca si è dimostrato capace di predire l&#8217;evoluzione del disturbo cognitivo lieve in Alzheimer, con un&#8217;accuratezza superiore all&#8217;85%, arrivando in alcuni casi al 98% di precisione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; stato possibile incrociando centinaia di variabili per ciascun paziente, quali dati di risonanza magnetica cerebrale, punteggi delle valutazioni neuropsicologiche, biomarcatori per l&#8217;Alzheimer nel liquido cerebrospinale, parametri ematici periferici. E qui la sorpresa: l&#8217;IA ha evidenziato che alcune alterazioni di parametri extracerebrali, come i livelli di specifici acidi biliari nel sangue, risultavano tra i migliori predittori del declino cognitivo. Una scoperta che conferma la connessione tra organi e sistemi ed il cervello e suggerisce che con la malattia di Alzheimer c&#8217;entra pure il metabolismo periferico, aprendo nuovi filoni di ricerca: sono collegamenti che solo un&#8217;analisi automatizzata di big data poteva far emergere così chiaramente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questo è solo l&#8217;inizio di un cambio di paradigma nell&#8217;approccio alle malattie neurologiche &#8211; dice Stefano Sensi, con l&#8217;intento di voler giocare anch&#8217;egli questa partita, nel ruolo da attaccante &#8211; perché l&#8217;integrazione di medicina personalizzata e strumenti di intelligenza artificiale ci permette di compiere un salto importante nello studio del cervello.&nbsp; Le applicazioni vanno dalla diagnosi precoce, come nel caso dell&#8217;Alzheimer o del morbo di Parkinson, alla sperimentazione di trattamenti su misura grazie alla scoperta di nuovi bersagli come una proteina, un gene o un percorso cellulare da colpire con un farmaco per ottenere un effetto terapeutico specifico&#8221;.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Gli studi coordinati dallo stesso Sensi, Professore ordinario di Neurologia e Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Imaging dell&#8217;Università &#8220;D&#8217;Annunzio&#8221; sono stati condotti utilizzando un&#8217;estesa banca dati internazionale contenente informazioni su migliaia di individui, combinate poi con modelli matematici avanzati. Il lavoro, incentrato sugli algoritmi di apprendimento automatico per prevedere l&#8217;evoluzione clinica dei pazienti con Alzheimer, è stato pubblicato sul&nbsp;<em>Journal of Alzheimer&#8217;s Disease, Neuroscience.&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La qualità delle ricerche fatte sul campo e delle cure avanzatissime prestate dalla Clinica Neurologica di Chieti è ben chiara al Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti: &#8220;Abbiamo bisogno di Centri come questo che investono sull&#8217;alta specializzazione e di professionisti che portano qui le nuove frontiere dell&#8217;innovazione &#8211; è il commento di Mauro Palmieri &#8211; . La sinergia con l&#8217;Università è un punto di forza importante, che qualifica la nostra attività clinica e garantisce ai pazienti quell&#8217;eccellenza a volte cercata altrove che invece è qui, a portata di mano. Possiamo crescere, dobbiamo crescere, mettendo insieme tecnologia, innovazione e competenze elevate. Le abbiamo tutte&#8221;.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
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