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	<title>diritto Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Il diritto al gioco dei bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2016 08:34:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cronaca di questa vicenda risulta quasi surreale: i fatti risalgono a martedì 7 luglio, quando durante le ore pomeridiane un gruppo di bambini di età compresa tra i 9 e i 10 anni gioca a palla nei giardini comunali Gen. Dalla Chiesa del Comune di Figline Incisa Valdarno. Da specificare che i bambini giocavano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La cronaca di questa vicenda risulta quasi surreale: i fatti risalgono a martedì 7 luglio, quando durante le ore pomeridiane un gruppo di bambini di età compresa tra i 9 e i 10 anni gioca a palla nei giardini comunali Gen. Dalla Chiesa del Comune di Figline Incisa Valdarno. Da specificare che i bambini giocavano in un’area defilata, lontani da persone e cose.</p>
<p>Una segnalazione anonima perviene alla <strong>Polizia Municipale</strong> per richiedere il suo intervento, con la motivazione che i bambini arrecavano disturbo alla quiete pubblica.</p>
<p>La Polizia Municipale di Figline Incisa Valdarno, controvoglia, interviene per obbligo di servizio. I bambini si spaventano al solo vederla, smettono immediatamente di giocare a palla, raccolgono le loro  cose e si allontanano dai giardini.</p>
<p>A seguito della segnalazione di questo episodio è nata un’interrogazione comunale, effettuata dai consiglieri di opposizione Simone Lombardi e Piero Caramello e destinata alla giunta PD di Figline Incisa Valdarno.</p>
<p>L’interrogazione chiedeva tra l’altro se di fatto esistesse un divieto che impediva ai bambini e ai ragazzi di poter giocare a palla nei giardini pubblici durante le ore diurne.</p>
<p>La risposta non si è fatta attendere: la giunta, nella figura del Vice Sindaco Caterina Cardi, ha dichiarato quanto segue, citando un articolo del regolamento comunale:</p>
<p>L’articolo 21, <strong>“Esecuzione di giochi in luogo pubblico”</strong>, prevede: “Sul suolo e sull’area pubblica o di pubblico uso non è consentito eseguire giochi di qualsiasi tipo con espresso divieto di recare pericolo a cose o persone. La Polizia Municipale può intervenire e impartire prescrizioni nell’interesse della sicurezza dei partecipanti, della collettività e per la tutela delle cose pubbliche e private. E’ sempre consentito giocare negli spazi appositamente predisposti. 2 – I giochi organizzati da più persone, con l’utilizzo di strutture fisse o mobili, sono consentiti solo previa autorizzazione nella quale siano inserite le prescrizioni relative all’uso del suolo pubblico e ad ogni altro accorgimento ritenuto opportuno”.</p>
<p>Successivamente è nata un’accesa polemica su un gruppo Facebook – “Sei di Figline se” –  alla quale è seguita un’ulteriore risposta del Vice Sindaco Caterina Cardi: tramite un articolo su un giornale locale on-line, Carli inizialmente ha negato che sia vietato giocare a palla in di un giardino pubblico, salvo subito dopo ribadire che bisogna rifarsi all’articolo 21 del regolamento comunale, che vieta non solo il gioco della palla, ma qualsiasi gioco che potenzialmente possa arrecare pericolo o danno a cose e persone. Ha ribadito infine la necessità di rispettare il divieto citato dall’articolo, paventando anche la possibilità di controlli affinché venga attuato.</p>
<p>Nella risposta s’invita inoltre al “buon senso” e ad andare a giocare al Matassino, presso l’area attrezzata, unico posto pubblico destinato al gioco della palla attualmente esistente in un territorio comunale di oltre 97 Km quadrati e di 23.500 abitanti.</p>
<p>La vicenda si commenta da sé: parlare di “buon senso” risulterebbe persino comico, se tutto non fosse maledettamente vero e preso dalla giunta con una serietà che rasenta l’imposizione di “un editto bulgaro”.</p>
<p>La conferma a oltranza della giunta che è vietato giocare in luoghi pubblici, previa autorizzazione, perché arrecherebbe disturbo, in quanto attività potenzialmente pericolosa e dannosa per cose e persone, purtroppo ha ben poco di comico, bensì è molto avvilente e lascia un’enorme senso di amaro.<br />
<strong>Di fatto la giunta comunale, invece di dare la ragionevole disponibilità a mettersi intorno a un tavolo e discutere insieme alla popolazione sul modo di modificare questo articolo del regolamento comunale, di modo tale da garantire il diritto al gioco da parte dei bambini nelle aree pubbliche, si arrocca in una posizione indifendibile. Conferma, giustifica e difende un principio che impedisce il diritto al gioco dei minori, avendo anche la pretesa di scavalcare quanto garantito dai diritti fondamentali dell’uomo.</strong></p>
<p>Con questa risposta la giunta comunale, di Figline Incisa di fatto ha anche la pretesa d’imporre a dei bambini di 9-10 anni, residenti presso l’area dei giardini in questione, di fare chilometri, attraversare una città, una strada e un ponte trafficatissimi, perché sia rispettato il loro diritto al gioco, suggerendogli di auto-rinchiudersi come “animaletti in un recinto”, all’interno dell’area giochi in zona Matassino, unica destinata attualmente su tutto il vasto territorio comunale.</p>
<p>E’ aberrante, infine, ribadire il rispetto dell’articolo di questo regolamento che sembra nato dal ventennio fascista e alzare ulteriormente il tiro della contesa, parlando adesso addirittura di presidiare e controllare le aree pubbliche comunali, affinché tale regolamento venga rispettato.</p>
<p>Chi è nato dagli anni Ottanta in poi sa benissimo che da bambini a nessuno di noi è mai stato vietato di giocare in uno spazio pubblico; nessuno si è mai sognato di dire che giocare arreca disturbo e potenzialmente è pericoloso o dannoso a cose e persone.</p>
<p>Guidare una macchina arreca molto più disturbo ed è in sé molto più pericoloso, ma nessuno afferma che per questi motivi da oggi in poi non si possa più guidare…</p>
<p>Questa storia nata per caso fa paura, perché mostra a quale livello di intolleranza siamo arrivati, specie verso le nuove generazioni a cui viene rubato tutto: il diritto al lavoro, il diritto a una casa, il diritto alla dignità, il diritto ad aspirare alla felicità e adesso si mette pure in dubbio il diritto al gioco…. Leggere fra i vari commenti usciti in seguito affermazioni come “Non solo le auto o le persone soffrono le pallonate, anche l’erba stessa e le giovani piantine ne hanno danno” la dice lunga sul livello a cui siamo arrivati….<br />
Siamo diventati una società profondamente egoista, malata, quasi irrecuperabile ormai, con una classe dirigente e politica che a questo punto personalmente comincio a ritenere meritata, per le tante persone che hanno rinunciato ormai persino a ragionare oltre che a sognare, sempre protese a difendere il loro misero, piccolo, squallido orticello, sempre pronte a sostenere il proprio diritto acquisito a scapito degli altri.</p>
<p>Per fortuna c’è ancora chi lotta, c’è ancora chi crede, c’è ancora chi cerca di dare una risposta differente e fantasiosa, come quella che è nata dalla gente stessa di Figline Incisa Valdarno con una proposta ironica e a modo suo anche commovente. Dopo la polemica e la surreale risposta della Giunta Comunale viene lanciato un evento, per<strong> Sabato 30 luglio 2016, alle ore 17,00; presso quegli stessi giardini comunali, in cui si invita la popolazione a venire a giocare, a portare la propria fantasia per rimpallare il divieto.</strong>  Nel suo piccolo <strong>è una forma di Disobbedienza Civile Nonviolenta, una dignitosa e fantasiosa risposta di protesta</strong> a un atteggiamento cieco, politicamente poco intelligente e sicuramente arrogante di una giunta comunale che dimostra ormai di aver perso ogni contatto con la propria popolazione e che dall’alto della propria “torre bianca” emette “editti”. Non vorrebbe nemmeno più riconoscere il diritto a giocare dei bambini su delle aree pubbliche destinate allo svago di tutti (bambini compresi) e si nasconde dietro un articolo di un regolamento comunale completamente da rivedere.</p>
<p style="text-align: right"><strong>Luca Cellini &#8211; Pressenza</strong></p>
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		<title>La Maratona di Betlemme, diritto di movimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 13:30:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 1 aprile migliaia di palestinesi e stranieri di 64 nazionalità diverse hanno partecipato alla quarta edizione della Maratona di Betlemme, manifestazione sportiva che, secondo le intenzioni degli organizzatori, cerca di evidenziare le gravi restrizioni di movimento dei palestinesi, imposte dall’occupazione militare israeliana. L’evento, concepito nel 2012 con il nome “Right To Movement” (Diritto di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 1 aprile migliaia di palestinesi e stranieri di 64 nazionalità diverse hanno partecipato alla quarta edizione della Maratona di Betlemme, manifestazione sportiva che, secondo le intenzioni degli organizzatori, cerca di evidenziare le gravi restrizioni di movimento dei palestinesi, imposte dall’occupazione militare israeliana.</p>
<p>L’evento, concepito nel 2012 con il nome <strong>“Right To Movement”</strong> (Diritto di Movimento), ha visto la partecipazione di quasi 4.400 atleti – superando le 3.100 presenze dello scorso anno – con un record del 46% di donne partecipanti.</p>
<p>Partendo dalla Chiesa della Natività, il luogo di nascita, secondo i cristiani, di Gesù, i corridori hanno costeggiato il Muro dell’Apartheid costruito da Israele, che taglia gran parte della città, presso il campo profughi di Deheishe e la città di Al-Khader, vicino al checkpoint militare di Gilo. “Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento, ma non tutti hanno questa possibilità e la limitazione al movimento è una delle principali sfide per il popolo palestinese che vive sotto occupazione”, hanno scritto gli organizzatori sulla pagina web della Bethlehem Marathon. “I palestinesi – si legge ancora – “non possono muoversi liberamente sulle strade o da una città all’altra”.</p>
<p>Anche quest’anno, dato che l’Autorità Palestinese (ANP) non controlla, nel distretto di Betlemme, un territorio contiguo di 42 chilometri – cioè la distanza della maratona olimpica, il tracciato si è sviluppato ad anello intorno ad un tratto di 11 chilometri.</p>
<p>All’evento sportivo non hanno partecipato 102 atleti di Gaza a cui Israele – all’ultimo momento e dopo essersi allenati per un anno – non ha concesso il permesso per recarsi a Betlemme.</p>
<p>“Anche se noi abbiamo avuto la possibilità di partecipare a questo evento celebrativo, siamo profondamente consapevoli dei molti ostacoli alla libertà di movimento che i palestinesi affrontano ogni giorno”, ha detto a margine della manifestazione Robert Piper, il coordinatore delle Nazioni Unite per gli aiuti umanitari e il processo di pace.</p>
<p>Ad aggiudicarsi la competizione è stato il sudafricano Mervin Steenkamp con un tempo di 2 ore 35 minuti e 26 secondi. Dopo la premiazione, i partecipanti sono stati tutti inviatati al primo Festival Internazionale del Cibo nella Valle del Cremisan.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Acqua diritto universale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 10:00:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Consiglio comunale di Milano del 21 marzo 2016 Signor Presidente, sono costretta a riprendere un argomento già trattato e cioè l’accordo stipulato da MM con la compagnia Mekorot. Tempo fa ho presentato un’interrogazione in proposito a cui mi è stato risposto con due paginette scritte da MM, in cui si sostiene che l’accordo tra la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Consiglio comunale di Milano del 21 marzo 2016</strong></p>
<p>Signor Presidente,</p>
<p>sono costretta a riprendere un argomento già trattato e cioè l’accordo stipulato da MM con la compagnia Mekorot.</p>
<p>Tempo fa ho presentato un’interrogazione in proposito a cui mi è stato risposto con due paginette scritte da MM, in cui si sostiene che l’accordo tra la nostra partecipata e l’azienda israeliana dell’acqua ha la caratteristica di scambio reciproco di conoscenze e tecnologie.</p>
<p>Ma io, presidente, non chiedevo informazioni solo sulla tipologia di quell’accordo, ma interrogavo il sindaco e la giunta per sapere se fossero a conoscenza dell’accordo e soprattutto <u>quale fosse il loro giudizio politico al riguardo.</u></p>
<p>Infatti, a livello internazionale, è assodato che Mekorot sia responsabile della crisi idrica dei palestinesi.</p>
<p>Posso dire che sono rimasta allibita di fronte alla risposta ricevuta?</p>
<p>Ai tempi di Dante si sarebbe giudicato questa paginetta come scritta dagli “ignavi”, quelli che il poeta ha collocato addirittura nell’anti inferno perché “a Dio spiacenti e agli inimici sui”.</p>
<p>Qui fuori è in corso una manifestazione del Comitato Milanese per l’acqua pubblica che, oltre a ricordare la giornata mondiale dell’acqua quale diritto universale, chiede non solo che venga rispettato il referendum che minaccia di essere disatteso dal nostro governo, ma che questa amministrazione prenda posizione sull’accordo MM-Mekorot.</p>
<p>In piazza Scala ci sono anche i rappresentanti del Comitato La Goccia che festeggiano una prima vittoria! Sì, perché il Ministero dell’Ambiente ha giudicato fondato il ricorso da loro presentato al Consiglio di Stato contro le procedura di bonifica dell’area 1A della zona ex Gasometri della Bovisa. Tale intervento non ha rispettato, infatti, l’obbligatorietà dell’analisi di rischio necessaria prima di procedere a una bonifica che ha distrutto il patrimonio arboreo presente, spendendo 5 milioni di fondi pubblici. Il comitato ha sempre chiesto che venisse usata una metodologia (già sperimentata in molti paesi europei) meno invasiva.</p>
<p>La nostra amministrazione, scegliendo un tipo di bonifica profonda dai tre ai quattro metri, ha ovviamente dovuto sradicare decine e decine di piante. I cittadini hanno perciò credibili dubbi che una bonifica tanto radicale sia stata funzionale a preparare il campo per  una cementificazione dell’area, andando così ad intaccare un polmone verde di tanta importanza per la vivibilità dei milanesi.</p>
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		<title>La sessualità per i disabili è ancora tabù/video</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2013/06/27/la-sessualita-per-i-disabili-e-ancora-tabu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2013 09:35:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[assistenti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
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		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[tabù]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perchè ai disabili in Italia non è riconosciuto il diritto ad una vita affettivo-sessuale? Se lo chiede l’ultimo numero di “HP-Accaparlante”, rivista del Centro documentazione handicap che, per festeggiare i suoi 30 anni di vita, riprende quest’anno una tematica che ha caratterizzato la sua storia fin dagli esordi: la vita sessuale delle persone con disabilità. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/27/la-sessualita-per-i-disabili-e-ancora-tabu/">La sessualità per i disabili è ancora tabù/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè ai disabili in Italia non è riconosciuto il diritto ad una vita affettivo-sessuale? Se lo chiede l’ultimo numero di “HP-Accaparlante”, rivista del Centro documentazione handicap che, per festeggiare i suoi 30 anni di vita, riprende quest’anno una tematica che ha caratterizzato la sua storia fin dagli esordi: la vita sessuale delle persone con disabilità.</p>
<p>La sessualità delle persone disabili in Italia non solo nell’immaginario collettivo, ma anche nella vita quotidiana resta un tabù. A chi ha un handicap viene negato il diritto a vivere come una persona normodotata anche da questo fronte. Soprattutto nei confronti dei disabili cognitivi i primi a impedire loro una vita sessuale sono i genitori e la famiglia che vedono in lui sempre un “bambino”.</p>
<p>Per questo in Italia manca la figura dell’assistente sessuale, un aiuto per le persone disabili per scoprire il proprio corpo attraverso la relazione con l’altro.</p>
<p>Questo tipo di figura è riconosciuta e preparata attraverso precisi corsi di formazione in Olanda, Germania, Austria, Svizzera (parti germanica e francofona) e Danimarca. Negli altri Paesi, come l’Italia, l’assistenza sessuale di fatto esiste già, ma manca il riconoscimento giuridico. Ecco allora che le prestazioni vengono fornite da persone non specializzate.</p>
<p>Lo scorso novembre Maximiliano Ulivieri, un blogger affetto da distrofia muscolare, ha lanciato una petizione, intitolata “Assistenza sessuale è una scelta”, che punta a porre la delicata questione sotto i riflettori non solo della politica, ma anche della società italiana. Le opinioni sono discordanti: alcuni parificano l’assistente sessuale alla prostituta, altri sostengono che si tratta di due figure nettamente differenti.</p>
<p>Nel 1993 l’Assemblea generale dell’Onu ha pubblicato un documento nel quale è stato riconosciuto a tutti i portatori di handicap il diritto di fare esperienza della propria sessualità, di viverla all’interno di una relazione, di avere dei figli, di essere genitori, e infine si riconosce il diritto di ricevere un’educazione sessuale.</p>
<p>Guarda anche il video sulla sessualità dei disabili <a href="http://www.tikotv.it/video/Comunicazione_e_Partecipazione/Disabilit_sesso_diritto_negato/1568">qui</a>.</p>
<p>Lisa D’Ignazio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/27/la-sessualita-per-i-disabili-e-ancora-tabu/">La sessualità per i disabili è ancora tabù/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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