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	<title>disabili Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>In Italia 9mila fattorie sociali per aiutare famiglie</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 17:17:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono novemila le fattorie sociali nate nelle campagne italiane per sostenere le famiglie in difficoltà e le fasce più fragili della popolazione a partire dai disabili, che risultano anche al primo posto tra i servizi offerti dal &#8220;welfare contadino&#8221;. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti diffusa in occasione della Giornata mondiale per la [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sono novemila le fattorie sociali nate nelle campagne italiane per sostenere le famiglie in difficoltà e le fasce più fragili della popolazione a partire dai disabili, che risultano anche al primo posto tra i servizi offerti dal &#8220;welfare contadino&#8221;. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti diffusa in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza dell&#8217;autismo istituita dall&#8217;Onu che ricorre il 2 aprile. Negli ultimi anni l&#8217;agricoltura sociale ha acquisito una valenza sempre crescente e nel corso di un decennio ha visto aumentare di 7 volte il numero delle fattorie in grado di offrire oggi un valore di servizi sanitari ed educativi che ha superato il miliardo di euro, di cui 600 milioni di euro in prodotti e 400 milioni di euro in servizi sociali svolti dalle imprese agricole secondo le stime della Coldiretti. Proprio i soggetti con disabilità mentale sono al primo posto tra le categorie più seguite dalle esperienze di agricoltura sociali, davanti a minori in difficoltà e disabili fisici, secondo un&#8217;analisi Coldiretti sull&#8217;ultimo rapporto Welfare Index Pmi, davanti a minori. Ma nelle fattorie trovano accoglienza anche detenuti ed ex detenuti, donne vittime di abusi, anziani, persone con problemi relazionali oppure con dipendenze fino ai disoccupati e agli stranieri. Nell&#8217;ultimo anno &#8211; sottolinea Coldiretti &#8211; oltre 50mila persone hanno usufruito dei servizi nati grazie all&#8217;impegno sociale degli agricoltori, migliorando la qualità della propria vita e ricevendo formazione, con una presenza in azienda in molti casi quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono diversi gli esempi in tutta Italia che si dedicano alla formazione e all&#8217;inserimento lavorativo delle persone con disabilità. L&#8217;Azienda Agricola Le Noci di Jesi è una Farm Community che &#8211; continua Coldiretti &#8211; organizza percorsi di autonomia personale per aiutare persone in difficoltà attraverso esperienza di vita quotidiana in un ambiente familiare e a contatto con la natura, in particolare con i cavalli dell&#8217;allevamento. Analoga esperienza è quella realizzata da &#8220;BuoniBuoni &#8211; prodotti ad Alto contenuto di Felicità&#8221;, realtà calabrese che gestisce il ristorante sociale all&#8217;interno del mercato coperto di Campagna Amica di Cosenza. E anche all&#8217;Agrimercato di Campagna Amica di Arezzo è stato avviato un progetto con Arezzo Autismo che ha permesso ai ragazzi autistici di diventare brigata di cucina al mercato contadino di Campagna Amica. La cooperativa agricola sociale &#8220;La Collinella&#8221; proveniente dal Piemonte, rappresenta &#8211; continua Coldiretti &#8211; una rete di oltre 18 aziende di agricoltura sociale aderenti a Campagna Amica, che da alcuni anni stanno lavorando insieme per la distribuzione di panieri di &#8220;cibo civile&#8221;, l&#8217;organizzazione di eventi di promozione dell&#8217;agricoltura sociale, e la realizzazione di percorsi di inserimento al lavoro di persone svantaggiate. Ma c&#8217;è anche l&#8217;abruzzese &#8220;Rurabilandia&#8221;, fattoria didattica e sociale che &#8211; spiega Coldiretti &#8211; lavora con scuole, istituzioni, associazioni e famiglie per costruire, in maniera comunitaria, percorsi didattici, educativi e ludici per bambini e ragazzi, in particolare con disabilità. Nell&#8217;attività di ristorazione agrituristica e accoglienza e servizio di sala sono stati coinvolti a vario titolo e con varia frequentazione 20 ragazzi con disabilità fisica e intellettiva anche grave. Al Mercato di Campagna Amica di Ancona c&#8217;è il Frolla Bus, il microbiscottificio di Osimo che si occupa di dolcezze e inserimenti lavorativi per giovani con disabilità, insieme protagonisti di produzioni speciali con gli ingredienti a chilometro zero degli agricoltori locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;azienda di Paola Lenzini è diventata &#8211; prosegue Coldiretti &#8211; un punto di riferimento per il Distretto Socio Assistenziale di Alatri, con cui collabora da anni per l&#8217;inclusione e l&#8217;inserimento lavorativo di persone svantaggiate dal punto di vista socio-economico, con il supporto del Dipartimento D.A.F.N.E. dell&#8217;Università della Tuscia, dal Consorzio Bastiani onlus di Grottaferrata, e dal Forum Nazionale di Agricoltura Sociale. Ma anche l&#8217;azienda Erba Regina promuove iniziative di reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati coinvolgendoli nell&#8217;attività di raccolta delle erbe. Come nelle vecchie famiglie contadine, dove per tutti c&#8217;era il proprio posto e la propria funzione, ognuno può sentirsi parte di un gruppo, funzionante e stimolante. La Sonnina è invece una cooperativa agricola biologica che promuove progetti di accoglienza e di inserimento lavorativo di rifugiati politici e persone con disagio psichico ma anche attività ricreative rivolte a bambini, ragazzi, adulti e anziani con il fine di favorire momenti di integrazione e socializzazione. Anche La nuova Arca accompagna in percorsi di avviamento e formazione al lavoro persone in condizione di vulnerabilità, in particolare persone con disabilità, rifugiati e migranti. Si tratta solo di alcune delle opportunità offerte dal nuovo welfare &#8220;verde&#8221;, regolamentato a livello normativo dallo Stato grazie alla legge 141 del 2015, per affiancare &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; il sistema dei servizi pubblici messo sempre di più sotto pressione. Lo Stato, infatti, non arriva a coprire i costi e a offrire servizi sociali dignitosi per tutti ed è per questo che l&#8217;agricoltura, da sempre attenta ai più deboli, con la sua diffusione capillare può supportare il welfare pubblico alleggerendone i costi. Un contributo fondamentale alla tenuta sociale del Paese considera che &#8211; evidenzia Coldiretti &#8211; le famiglie ogni giorno hanno un problema nuovo da risolvere, dall&#8217;aumento dei prezzi sugli scaffali alle bollette, dall&#8217;esplosione dei prezzi degli affitti alla crescita della rata del mutuo, fino a dover rinunciare anche a farmaci, cure e visite di controllo e prevenzione oppure ai servizi di assistenza per nonni e figli.</p>
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		<title>Pensioni. Emendamento governo su disabili, aiuto a famiglie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2019 17:16:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva l&#8217;emendamento del governo al decreto su reddito e pensioni per favorire i nuclei familiari in cui siano presenti persone con disabilita&#8217; grave. Dopo giorni di trattative e&#8217; stata depositata in commissione alla Camera una proposta che alza la soglia per l&#8217;accesso a reddito e pensione di cittadinanza relativa al patrimonio immobiliare. Il tetto passa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva l&#8217;emendamento del governo al decreto su reddito e pensioni per favorire i nuclei familiari in cui siano presenti persone con disabilita&#8217; grave. Dopo giorni di trattative e&#8217; stata depositata in commissione alla Camera una proposta che alza la soglia per l&#8217;accesso a reddito e pensione di cittadinanza relativa al patrimonio immobiliare. Il tetto passa da 5mila a 7.500 euro e inoltre viene incrementato il massimale della scala di equivalenza sempre e solo in presenza di componenti con disabilita&#8217;. In sostanza le famiglie con disabili dovrebbero ottenere 50 euro in piu&#8217;. Le risorse aggiuntive sono di 12,8 milioni di euro per il 2019 e di 16,9 milioni per il 2020 e sono coperte con un taglio al finanziamento dei Centri per l&#8217;impiego. Per quanto riguarda la scala di equivalenza, si legge nel testo, e&#8217; &#8220;pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare ed e&#8217; incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente di eta&#8217; maggiore di anni 18 e di 0,2 per ogni ulteriore componente di minore eta&#8217;, fino a un massimo di 2,1, ovvero sino ad un massimo di 2,2 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilita&#8217; grave o non autosufficienza come definita a fini Isee&#8221;. Di fatto la scala aumenta di 0,1 il che dovrebbe garantire circa 50 euro in piu&#8217; al mese a famiglia. L&#8217;emendamento, infine, favorisce l&#8217;accesso alla pensione di cittadinanza anche nei casi in cui uno o piu&#8217; componenti, pur avendo eta&#8217; inferiore ai 67 anni, siano in condizione di disabilita&#8217; grave o di non autosufficienza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/03/14/pensioni-emendamento-governo-su-disabili-aiuto-a-famiglie/">Pensioni. Emendamento governo su disabili, aiuto a famiglie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Figli di un dio minore: 300 minori che nessuno vuole adottare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2015 10:37:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo il dettato della legge 184/1983, tutti i minori, anche se affetti da disabilità, hanno il diritto di crescere ed essere educati nell’ambito di una famiglia. Quando la famiglia naturale non è in grado di provvedere alla crescita e all&#8217;educazione del minore, si applicano gli istituti, previsti dalla stessa legge. Uno di questi è, ovviamente, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il dettato della legge 184/1983, tutti i minori, anche se affetti da disabilità, hanno il diritto di crescere ed essere educati nell’ambito di una famiglia. Quando la famiglia naturale non è in grado di provvedere alla crescita e all&#8217;educazione del minore, si applicano gli istituti, previsti dalla stessa legge. Uno di questi è, ovviamente, quello dell’adozione. Tuttavia questa strada, non è percorribile per tutti i ragazzi che per svariate ragioni non hanno una famiglia naturale in grado di accoglierli. Le maggiori difficoltà a trovare una famiglia ed una casa le incontrano i <strong>disabili</strong>. In Italia, non ci sono dati certi  e aggiornati su quanti siano effettivamente i minori affetti da una qualche forma di disabilità, che sono stati accolti in una nuova famiglia. Gli ultimi a riguardo, resi noti dal Ministero delle Politiche Sociali nel 2011, parlavano di <strong>una percentuale pari a meno del 10%</strong>, sul numero delle adozioni complessive.</p>
<p>Da un’<a href="http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/491283/Quei-300-minori-italiani-disabili-che-nessuno-vuole-adottare">inchiesta</a> condotta dal <strong>Redattore Sociale</strong> e basata sui dati forniti dal dipartimento di Giustizia Minorile, emerge che al momento in Italia ci sono <strong>circa 300 minori che nessuno vuole adottare</strong>. La maggior parte di essi è affetto da disabilità grave o gravissima, con deficit comportamentali e cognitivi piuttosto marcati. L’età media è di circa 10 anni, ma tra loro il 20% è più piccolo. Tra questi 300 minori, ve ne sono 17 che avrebbero potuto essere adottati, ma <strong>hanno rifiutato la nuova famiglia</strong>, per via di esperienze passate traumatiche e “fallimentari”.  <em>“Questi trecento bambini sono stati dichiarati adottabili da anni ma le istituzioni preposte non sono mai intervenute attivamente per garantire loro una famiglia. Hanno poi scaricato sui minori che hanno ‘rifiutato l’adozione’ la colpevole responsabilità di chi doveva continuare a cercare dei genitori per loro”</em>,  ha spiegato <strong>Frida Tonizzo</strong>, consigliera di Anfaa, Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie, raggiunta dal Redattore Sociale.</p>
<p>È una vita difficile quella dei minori affetti da disabilità, senza una famiglia disposta a sostenerli e, soprattutto, ad amarli. Spesso, appena nati, rimangono in ospedale più del tempo normale e successivamente vengono trasferiti negli istituti specializzati, dove rischiano di rimanere fino alla maggiore età, per via dell’estrema difficoltà di affidamento ad una famiglia. Il mancato inserimento in un ambiente familiare provoca <strong>un vistoso peggioramento</strong> delle già gravi condizioni psichiche di questi minori che quasi sempre, una volta compiuti i 18 anni, vengono semplicemente trasferiti in un altro tipo di istituti, destinati agli adulti. E quando invece hanno la fortuna di trovare una famiglia prima della maggiore età, spesso sono in condizioni di disagio talmente importanti, che rendono ancor più complicato il processo di inserimento. <em>“</em><em>Ultimamente una famiglia dell’Anfaa ha accolto un bambino che non sapeva parlare perché nessuno aveva capito che era sordo, nessuno si era accorto di quanto soffriva”, </em>racconta ancora Tonizzo al Redattore Sociale.</p>
<p>Per questi sfortunatissimi giovani occorre necessariamente ed immediatamente un intervento, affinché le loro condizioni di vita possano migliorare al più presto.  Il Tavolo nazionale affido, ha chiesto al governo che venga data attuazione alla parte della legge 184/83, che prevede<strong> un contributo economico per quelle famiglie che adottano minori in condizioni di disabilità</strong>, oltre che l’attivazione della <strong>Banca Dati dei minori adottabili</strong> che, seppur prevista da una legge risalente al 2001, per il momento è attiva soltanto in 11 dei 29 tribunali per i minorenni sparsi sul territorio nazionale. Con questo tipo di intervento, risulterebbe decisamente più facile trovare la famiglia più adatta per ciascuno dei minori in difficoltà.</p>
<p>Ma il sostegno alle famiglie disposte a sobbarcarsi sulle spalle un peso di questo tipo non può finire al momento dell’adozione, ma deve continuare anche nei momenti successivi. <em> <strong>“Una famiglia può sostenere una realtà così complessa solo se ha attorno una rete di sostegno</strong>.</em> <em>Una volta che l’adozione va a buon fine, le istituzioni non possono sparire: serve un sopporto psicologico e medico”</em>, spiega al Redattore Sociale una madre che ha fatto la scelta di accogliere due ragazze disabili all’interno della propria famiglia. E per il momento, in Italia, questo tipo di supporto non è ancora presente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/09/29/figli-di-un-dio-minore-300-minori-che-nessuno-vuole-adottare/">Figli di un dio minore: 300 minori che nessuno vuole adottare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>A Siena &#8216;Mare per tutti&#8217;, corso di sub per disabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 14:48:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2011/10/26/a-siena-mare-per-tutti-corso-di-sub-per-disabili/">A Siena &#8216;Mare per tutti&#8217;, corso di sub per disabili</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama ‘Mare per tutti’ ed è l’iniziativa sportiva prmossa dal Comune di Siena che intende avvicinare al mondo delle immersioni acquatiche chi ha una ridotta capacità di movimento. L’iniziativa si articolerà in un corso gratuito a carattere individuale a partire dal prossimo 15 novembre e si presenta come primo progetto nel suo genere. L’assessore comunale allo sport Alessandro Trapassi ha sottolineato “il valore di un progetto atto ad avvicinare all’attività subacquea persone disabili che, in questo elemento naturale, possono esprimere capacità motorie altrimenti precluse o ostacolate”. Scopo finale del progetto è il raggiungimento di un buon livello di acquaticità tale da permettere un’immersione marina in totale sicurezza e questo sarà sicuramente possibile a valle di un anno di lezioni pratiche e teoriche che coinvolgeranno ciascun partecipante. L’iniziativa è supportata dall’aiuto volontario di Fin, Fipsas, Uisp, Inail e associazione Le Bollicine.<br />
Info e iscrizioni: 0577 51191; <a href="mailto:siena@coni.it" target="_blank">siena@coni.it</a>.</p>
<p style="text-align: right;">Federico Pacciani</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2011/10/26/a-siena-mare-per-tutti-corso-di-sub-per-disabili/">A Siena &#8216;Mare per tutti&#8217;, corso di sub per disabili</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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