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	<title>disciplinare Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Resa di Conti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Aug 2012 19:02:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[conte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha un diavolo per capello (e non trapiantato) Antonio Conte, dopo il rifiuto del patteggiamento a tre mesi e 200.000 Euro, da parte della  Disciplinare riunita all&#8217;ex Ostello della gioventù del Foro Italico, a Roma, per il terzo processo sportivo, cominciato ieri mattina , con la motivazione che offerta “non è congrua”. E sono infuriati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha un diavolo per capello (e non trapiantato) Antonio Conte, dopo il rifiuto del patteggiamento a tre mesi e 200.000 Euro, da parte della  Disciplinare riunita all&#8217;ex Ostello della gioventù del Foro Italico, a Roma, per il terzo processo sportivo, cominciato ieri mattina , con la motivazione che offerta “non è congrua”.</p>
<p>E sono infuriati sia l’interessato che i suoi legali, dopo che la stessa Disciplinare ha accolto la richiesta di patteggiamento di Filippo Carobbio, principale accusatore dell&#8217;allenatore della Juventus, con una condanna  di quattro mesi ed accolte sono state anche le richieste di Da Costa (3 mesi e 30.000 euro), Larrondo (3 mesi e 20 giorni di qualifica e 3 mila euro), Sala (2 anni), Faggiano (4 mesi), Gervasoni (4 mesi) e Stellini (2 anni e 50 mila euro).</p>
<p>Tutto da rifare invece, oltre che per l’allenatore juventino, anche per Angelo Alessio, suo vice prima al Siena poi alla Juve, come pure per Passoni, Paoloni, Savorani, D&#8217;Urbano e il club Siena calcio.</p>
<p>Naturalmente Conte e i suoi legali hanno subito contrattaccato,  come va fatto in una partita difficile e che va giocata bene, con richiesta di stralcio della sua posizione e ricusazione dei giudici.</p>
<p>La Disciplinare ha però dichiarato inammissibile l&#8217;istanza, anche perché  la dichiarazione del pm Palazzi, non permetteva diversi punti di vista:”Questo procedimento è differente dal procedimento penale, quindi non si possono ritenere applicabili in modo automatico alcuni principi giurisprudenziali. Non sussiste nessun motivo di inopportunità perché con il patteggiamento non c&#8217;è nessuna valutazione nel merito, nessun pregiudizio in riferimento né incompatibilità nel giudicare”.</p>
<p>Secondo la consuetudine della giustizia sportiva, per il doppio caso di omessa denuncia Conte avrebbe dovuto andare incontro a una squalifica complessiva di 7 mesi, poi ridotti a 3,  con la sanzione di 200 mila euro per mezzo dell&#8217;accordo (non vincolante per la Disciplinare) tra Palazzi e i legali del tecnico bianconero.</p>
<p>Ma, adesso, Conti si trova decisamente nei guai, perché, se fino a ieri era ragionevolmente convinto di tornare a guidare la squadra nei primi giorni di novembre, ora si trova costretto a rivedere i suoi piani.</p>
<p>Anche perché, per quanto trionfatore del campionato, difficilmente la Juve accetterà di lasciare la panchina scoperta per un tempo molto più lungo del previsto e, pertanto, sarà costretta a valutare attentamente i modi e i tempi del suo agire, sia fuori che dentro le aule del tribunale sportivo.</p>
<p>Nella serata, con una nota sul sito ufficiale, la rabbia della Juventus è stata comunicata senza troppi filtri: “La Juventus è oggi in silenzio stampa. Domani in mattinata verrà valutata la situazione, a fronte dei fatti odierni, che sono da considerarsi, qualunque sia l&#8217;esito di questa vicenda, un atto gravissimo nei confronti dell&#8217;onorabilità di tutti i soggetti coinvolti: professionisti, manager, tesserati e società. Ulteriori comunicazioni saranno fornite nella giornata di domani”.</p>
<p>Molti tifosi juventini ora protestano all’indirizzo di Conti e ne chiedono la testa ed il club è davvero su tutte le furie.</p>
<p>E a me viene in mente “Knockout &#8211; resa dei conti”, film in cui, invece che premere a tavoletta sul pedale dell’accelerazione, Soderbergh opta per un approccio all&#8217;action a metà tra l’indipendente e lo sperimental-patinato, dove i tempi sono dilatatissimi, le situazioni sospese, gli scontri fisici rappresentati con dinamiche quasi naturaliste, prive di filtri registici e (proprio per questo) più artificiosi di molti altri.</p>
<p>Anche in tutta questa melmosa vicenda c’è molta dilatata finzione, sospensione di cose non dette e scarsa chiarezza da tutte le parti.</p>
<p>Per ricostruire l’intricata vicenda, Conte è stato deferito il 26 luglio scorso,  per doppia omessa denuncia dalla procura federale della Figc nell&#8217;ambito del filone d&#8217;inchiesta di Cremona sul calcioscommesse.<br />
I fatti si riferiscono a quando l&#8217;attuale tecnico della Juventus era allenatore del Siena.<br />
Nel mirino sono finite due partite: Novara-Siena e Albinoleffe-Siena del campionato di serie B 2010-2011.</p>
<p>E già nell’immediatezza della denuncia Antonio De Renzis, legale di Conte, non escluse un patteggiamento, dichiarando al TGco:  “Un avvocato previdente non esclude niente a priori perché deve valutare le situazioni. Abbiamo definito il primo step ridimensionando l&#8217;ipotesi accusatoria, poi valuteremo come muoverci”.</p>
<p>Intanto, dopo il rigetto della Commissione Disciplinare, Palazzi ha riformulato alcune delle istanze di patteggiamento.</p>
<p>In particolare, ha espresso parere favorevole al patteggiamento del Siena con 6 punti 20mila euro di ammenda (più 80mila euro di ammenda in merito agli atti di Bari).</p>
<p>Pugno duro, invece, per chi non ha cercato la strada dell&#8217;accordo. A partire dal Grosseto, unico club a cui veniva contestata la responsabilità diretta nel procedimento odierno: retrocessione in Lega Pro e penalizzazione di 3 punti da scontare nel prossimo campionato: è questa la richiesta del Procuratore federale per il club toscano. In subordine, Palazzi, in base all&#8217;articolo 18 lettera i, chiede l&#8217;esclusione dalla Serie B e l&#8217;assegnazione al campionato inferiore. Per il presidente della società, Piero Camilli, accusato della combine di Ancona-Grosseto del 30 aprile 2010, è stata chiesta invece l&#8217;inibizione di 5 anni più preclusione.</p>
<p>E la resa dei conti non è finita in questa che Repubblica definisce “la giornata nera dei big italiani del calcio”.</p>
<p>Il difensore dell&#8217;Inter Andrea Ranocchia è indagato dalla Procura di Bari per la partita del campionato di serie B della stagione 2008-2009 tra i biancorossi, tra le cui fila militava quell&#8217;anno, e la Salernitana, giocata sul terreno dei campani. Secondo i pentiti Andrea Masiello e Vittorio Micolucci, suoi compagni di difesa all&#8217;epoca, la gara sarebbe stata pilotata. Il pm Ciro Angelillis e i carabinieri avrebbero già notificato al difensore, promessa del calcio italiano, un avviso a comparire. Nei prossimi giorni quindi potrebbe essere ascoltato dagli inquirenti baresi per difendersi dalle accuse. In quella occasione Ranocchia segnò anche un gol. La partita finì 3 a 2 per la Salernitana.</p>
<p>Ma il vero dramma è che ormai di pulito nel calcio resta poco o niente. Come scriveva su Repubblica mesi fa Fabrizio Bocca, il calcio ha perso la sua verginità da troppi anni per non capire che tutto quanto sta accadendo non è incredibile o eccezionale o straordinario, ma anzi è possibilissimo, vero, concreto.</p>
<p>La realtà di un calcio marcio e avvelenato, colluso addirittura con la criminalità comune e straniera (zingari prima e ungheresi poi), è molto più vasta di quanto si potesse pensare.</p>
<p>Insomma non è più il tempo di stupirsi o scandalizzarsi: questa è un’operazione ipocrita fin troppo scontata, ripetuta e soprattutto inutile.</p>
<p>In tutti questi anni mentre il pubblico e i media si stupivano e scandalizzavano c’erano calciatori e delinquenti che aggiustavano partite sotto il loro naso e mettevano magari 40.000 euro tra gli asciugamani per regolare i conti delle varie combine (è successo anche questo).</p>
<p>I pareggi o le sconfitte di comodo, su cui si è lucrato o meno, sono state infinite. Se ne è parlato perfino nelle riunioni di spogliatoio, in maniera quasi pubblica.</p>
<p>E dalla serie A alla serie C. Non c’è un livello uno, un livello due o un  livello tre, ma un’unica e indistinta melassa di malcostume, collusione e criminalità. Anche discretamente accettata.</p>
<p>Insomma un business illegale diffuso sotto la finta crosta sentimentale del calcio italiano.</p>
<p>Cosa è stato fatto per evitarlo? Chi è stato chiamato per risolvere il problema? Quali strutture, quali uffici hanno studiato qualcosa?</p>
<p>Questo è il vero problema. Si è atteso che la melma salisse ormai a livello del labbro e, probabilmente, ora siamo fuori tempo massimo.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
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