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	<title>dolore Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Sanità. Da luglio agopuntura per dolore nel sistema nazionale linee guida ISS</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Aug 2022 19:47:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[agopuntura]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Lo scorso luglio l&#8217;agopuntura nel trattamento del dolore è stata inserita nel Sistema Nazionale Linee Guida dell&#8217;Istituto superiore di sanità. Il documento è stato proposto dalla Federazione Italiana delle Società di Agopuntura &#8211; FISA, società scientifica accreditata presso il ministero della Salute ed elaborato con il supporto di consulenti esterni, tra cui i ricercatori dell&#8217;Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri IRCCS di Milano. &#8220;Un lavoro autofinanziato durato tre anni- precisa Carlo Maria Giovanardi, presidente della FISA- che ha permesso la sintesi delle evidenze disponibili e la produzione delle linee guida attraverso l&#8217;utilizzo del rigoroso metodo GRADE&#8221;. E&#8217; stata evidenziata &#8220;una maggiore efficacia dell&#8217;agopuntura rispetto ai farmaci nella profilassi dell&#8217;emicrania cronica ed episodica con un grado di certezza moderata e con un profilo di sicurezza nettamente a favore dell&#8217;agopuntura. Buoni risultati anche per la lombalgia cronica aspecifica rispetto al trattamento combinato farmacologico e non farmacologico- continua Giovanardi- anche in questo caso con un grado di certezza moderato. L&#8217;inserimento dell&#8217;agopuntura all&#8217;interno del Sistema Nazionale Linee Guida dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità la rende di fatto una terapia non più ignorabile nella pratica medica quotidiana, in particolare nelle sopracitate patologie che hanno un forte impatto sociale sia in termini di qualità della vita dei pazienti sia per i relativi costi&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aumento dell&#8217;aspettativa di vita della popolazione si accompagna tuttavia a un aumento di anni vissuti con disabilità. &#8220;I pazienti sono spesso sottoposti a politerapie farmacologiche e ai relativi effetti collaterali. Ciò impone sempre più l&#8217;utilizzo di terapie non farmacologiche come l&#8217;Agopuntura, pressoché prive di effetti collaterali quando eseguite da personale medico adeguatamente preparato. L&#8217;offerta pubblica di agopuntura è purtroppo ancora insufficiente- denuncia il presidente FISA- e con importanti diseguaglianze nella distribuzione tra Nord e Sud. Sono 298 i servizi pubblici di agopuntura censiti dal ministero della Salute e dalla Federazione Italiana delle Società di Agopuntura, così distribuiti: 177 al Nord, 94 al Centro, 16 al Sud e 11 nelle isole&#8221;. Sempre più numerosi, invece, sono i lavori pubblicati che &#8220;evidenziano come l&#8217;agopuntura abbia un rapporto costo &#8211; efficacia favorevole. Un elemento che dovrebbe essere preso fortemente in considerazione dai nostri decisori in politica sanitari- consiglia Giovanardi- anche a fronte di costi sempre più alti e scarsità di risorse. L&#8217;emicrania e la lombalgia cronica aspecifica sono solo le prime due patologie prese in considerazione dalla Federazione Italiana delle Società di Agopuntura. E&#8217; intenzione della Federazione implementare queste linee guida vagliando l&#8217;efficacia dell&#8217;agopuntura non solo in altre patologie dolorose, ma anche ad esempio nella riduzione degli effetti collaterali delle terapie oncologiche (chemioterapia e radioterapia), dove l&#8217;agopuntura ha dimostrato una potenziale efficacia e chiara sicurezza tanto da essere inserita di routine nei reparti di oncologia integrata nei principali ospedali di tutto il mondo&#8221;. Per la consultazione delle Linee Guida: https://snlg.iss.it/wp-content/uploads/2022/07/LG-412_FISA_Agopunt ura-per-terapia-dolore.pdf www.agopuntura-fisa.it</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/08/22/sanita-da-luglio-agopuntura-per-dolore-nel-sistema-nazionale-linee-guida-iss/">Sanità. Da luglio agopuntura per dolore nel sistema nazionale linee guida ISS</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coronavirus. &#8220;Stare chiusi in casa non è vivere&#8221;, ecco lettere zona rossa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/04/20/coronavirus-stare-chiusi-in-casa-non-e-vivere-ecco-lettere-zona-rossa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 13:33:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non mi mancano le feste. Non mi mancano le serate con tante persone. Non mi mancano le uscite. Ho una fobia sociale, quindi non mi manca tutto questo. Pero&#8217; mi manca vivere. Stare chiusi in casa non e&#8217; vivere. Sono una studentessa ma e&#8217; davvero difficile riuscire a seguire le lezioni online, e&#8217; difficile studiare, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/20/coronavirus-stare-chiusi-in-casa-non-e-vivere-ecco-lettere-zona-rossa/">Coronavirus. &#8220;Stare chiusi in casa non è vivere&#8221;, ecco lettere zona rossa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non mi mancano le feste. Non mi mancano le serate con tante persone. Non mi mancano le uscite. Ho una fobia sociale, quindi non mi manca tutto questo. Pero&#8217; mi manca vivere. Stare chiusi in casa non e&#8217; vivere. Sono una studentessa ma e&#8217; davvero difficile riuscire a seguire le lezioni online, e&#8217; difficile studiare, costantemente oppressa dalle mura, cosi&#8217; oppressa che sto avendo il doppio degli attacchi di panico. Piu&#8217; ansia. Mi e&#8217; tornata l&#8217;anoressia che stavo combattendo anche grazie al mio ragazzo, che ora ovviamente non posso vedere. Mi manca essere libera di uscire, anche da sola, e vedere il mare, camminare, evadere da casa, dalla famiglia. Non ce la faccio piu'&#8221;. Questa una delle tante testimonianze raccolte dall&#8217;esperienza social di &#8216;Lettere dalla zona rossa&#8217;, una pagina nata a fine marzo dall&#8217;idea di un&#8217;aspirante psicologa di condividere pensieri, emozioni, esperienze e riflessioni degli italiani durante l&#8217;emergenza sanitaria Covid-19. L&#8217;emergenza, difatti, assume sempre piu&#8217; sfumature che coinvolgono la sfera psicologica delle persone, che sperimentano tante e variegate emozioni date &#8220;dai cambiamenti di vita, la perdita del lavoro&#8221;, della routine, &#8220;il distanziamento sociale. Ogni storia- scrive Lettere dalla zona rossa- merita di essere ascoltata e raccontata&#8221;. Qualcuno affida le proprie sensazioni a dei versi in poesia: &#8220;Tanto inutile. Tanto amata. Tanto disoccupata. Tanto responsabile. È cosi&#8217; che mi sento. Piena e vuota contemporaneamente&#8221;. E un&#8217;altra voce porta con se&#8217; il malessere che puo&#8217; provocare questa fase di lockdown: &#8220;Sono in ansia ma rassegnata, ma poi spero&#8230; un continuo ossimoro. Sapere che dentro di me qualcosa si sta distruggendo ma non posso fare nulla, non sapere quanto tempo rimane, sprecare il tempo rinchiusi e non accanto a chi si ama. Sono passata da odiare la vita ad esservi attaccata talmente da avere paura di sprecare il tempo&#8221;.</p>
<p>Ad emergere dalle lettere anonime online, c&#8217;e&#8217; l&#8217;estrema difficolta&#8217; di fronteggiare lo studio, la transizione al digitale, la distanza dal compagno che frantuma i rapporti e la crescente ansia di pianificare: &#8220;Pensavo fosse il periodo giusto nel momento giusto, rimettermi in carreggiata con lo studio, godermi un po&#8217; di meritato riposo dopo l&#8217;ultimo viggio, riposarmi e dedicare del tempo a me stessa. Le mie convinzioni si sono frantumate un secondo dopo l&#8217;altro- confida qualcuna- Ho perso la casa non potendo piu&#8217; permetterci l&#8217;affitto da fuorisede, poi ho perso anche il mio ragazzo che mi ha lasciata da un giorno all&#8217;altro, distrutto da questa lontananza e apatia. Ho sempre cercato di pianificare tutto, vivere con un obiettivo, ma in questo momento la pianificazione riflette la mia ansia dell&#8217;ignoto, pianifico anche le ore per andare in bagno per non cadere nel vuoto dell&#8217;incertezza&#8221;. Seguono altri versi e riflessioni che esprimono tutta la difficolta&#8217; del rimanere chiusi tra le mura di casa per un tempo cosi&#8217; lungo. &#8220;Buio. Silenzio. È cio&#8217; che sento, e&#8217; cio&#8217; che provo. Queste mura, questa gente, una trappola per me&#8221;. E le fa eco un altro italiano che scrive: &#8220;Crollo, mi rialzo, fingo di star bene e poi crollo, mi rialzo, fingo di star bene e poi&#8230;Vuoto, buio, solitudine, tristezza&#8221;. Ci sono momenti, racconta qualcuno, &#8220;in cui mi ritrovo accovacciata sul letto in preda all&#8217;ansia, nel tentativo di calmarmi. Non e&#8217; sempre cosi&#8217;, anzi, questi giorni mi hanno aiutata molto a rallentare il ritmo sfrenato delle mie giornate e a riprendere fiato, ma a volte i brutti pensieri arrivano. Ed e&#8217; difficile mandarli via, sapendo che non si puo&#8217; contare sull&#8217;abbraccio delle persone care. Cerco di riprendere fiato pensando che passera&#8217;, l&#8217;ansia passera&#8217;&#8221;.</p>
<p>Grida di dolore e sofferenza si susseguono sulla pagina Facebook e Instagram del progetto, che tra gli stati d&#8217;animo piu&#8217; variegati e altalenanti riesce a far emergere lo spettro dei disturbi legati all&#8217;ansia, degli attacchi di panico come, anche, i disturbi dell&#8217;alimentazione. &#8220;Ho 22 anni e soffro di ansia e attacchi di panico da due anni. Sono una persona davvero emotiva. Passare dall&#8217;aver raggiunto un minimo di indipendenza che mi aiutava comunque a esprimermi ad essere rinchiusa in casa mi fa impazzire. Sono aumentate le ansie che stavo imparando a gestire, le paure, i pensieri. Tra lezioni online, esami da dare non si sa come e il tenere comunque in alto le aspettative dei propri genitori- scrive una studentessa- Urla in casa di qualsiasi tipo, si parla sempre degli stessi argomenti. Mi sento triste e spesso demotivata, ho paura se penso a quando usciro&#8217; di nuovo di casa, ho paura di vedere come il mio corpo e mente reagiranno a quello che ci circonda. Ho paura. E se non dovessi riuscire a gestire tutto questo- si domanda- come potro&#8217; tornare a vivere? L&#8217;ho gia&#8217; dovuto affrontare lo scorso anno, non riuscivo ad uscire di casa senza sentirmi male. Ho paura- continua- spero che tutto questo finisca presto&#8221;. A perdersi in quarantena c&#8217;e&#8217; anche una buona dose di femminilita&#8217;, che le utenti sul web non mancano di sottolineare: &#8220;Vi vedo, siete li&#8217;. Su quella mensola dove vi ho lasciate l&#8217;ultima volta. Siete li&#8217;, che mi guardate e per un attimo posso anche sentirvi implorare di essere calzate. Siete li&#8217;, che mi ricordate il battito del tacco su quel parquet consumato da prove su prove, ogni giorno, negli ultimi tre anni- scrive qualcuna- Siete li&#8217; e io non ho piu&#8217; il coraggio di indossarvi per ritornare a ballare. Le quattro mura che mi circondano sono troppo piccole per farlo- conclude- Scarpette, siete li&#8217;, su quella mensola e mi mancate!&#8221;. </p>
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		<title>Sanità. Emicrania, 7 mln di italiani soffrono ma patologia sottovalutata</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/11/26/sanita-emicrania-7-mln-di-italiani-soffrono-ma-patologia-sottovalutata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 18:08:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre 90 milioni nel mondo, almeno 7 milioni solo nel nostro Paese: tante sarebbero, secondo le stime dell&#8217;Oms, le persone che lottano contro l&#8217;emicrania, tra le prime patologie per prevalenza in tutto il genere umano. L&#8217;attacco emicranico, o cefalalgico, e&#8217; una tempesta: quando il dolore arriva, improvviso, profondo e pulsante, e si cronicizza per giorni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/26/sanita-emicrania-7-mln-di-italiani-soffrono-ma-patologia-sottovalutata/">Sanità. Emicrania, 7 mln di italiani soffrono ma patologia sottovalutata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre 90 milioni nel mondo, almeno 7 milioni solo nel nostro Paese: tante sarebbero, secondo le stime dell&#8217;Oms, le persone che lottano contro l&#8217;emicrania, tra le prime patologie per prevalenza in tutto il genere umano. L&#8217;attacco emicranico, o cefalalgico, e&#8217; una tempesta: quando il dolore arriva, improvviso, profondo e pulsante, e si cronicizza per giorni e mesi senza dare tregua. Il mondo esterno scompare e tutto si ferma per il paziente, chiuso nella sua sofferenza e in un vissuto costantemente proiettato sul dolore nell&#8217;attesa angosciante di una nuova crisi. Regna confusione sull&#8217;emicrania, percepita come disturbo o sintomo dagli stessi pazienti, quando e&#8217; una patologia vera e propria: ignorata dall&#8217;opinione pubblica; sottovalutata, sottodiagnosticata e mal curata. La patologia emicranica e&#8217; negletta dagli stessi media che ne scrivono di rado mentre internet lancia notizie negative, diffonde cure inesistenti, peggio, pericolose o inutili per la salute dei pazienti. Chiarire i dubbi, spiegare esattamente cos&#8217;e&#8217; l&#8217;emicrania, quali sono i meccanismi patogenetici che scatenano l&#8217;attacco cefalalgico e quali terapie sono disponibili oggi, ma anche approfondire il punto di vista dei pazienti, a chi si rivolgono, come vivono e come percepiscono la loro malattia, e&#8217; lo scopo del Corso di Formazione Professionale per i giornalisti &#8220;Non e&#8217; solo un mal di testa. Il caso emicrania, tra sottovalutazione e fake news&#8221;, promosso a Milano dal Master Sgp &#8216;La Scienza nella Pratica Giornalistica&#8217; della Sapienza Universita&#8217; di Roma con il contributo non condizionante di Lilly. &#8220;L&#8217;emicrania rimane una malattia misconosciuta e sottotrattata a dispetto di una disabilita&#8217; tanto grave e costi enormi. È una forma di cefalea idiopatica ricorrente, che si manifesta con attacchi della durata di 4-72 ore- afferma Pietro Cortelli, Professore Ordinario di Neurologia, Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna- caratteristiche cliniche di questa patologia sono la localizzazione unilaterale del capo, dolore pulsante, intensita&#8217; media o forte, aggravamento con le attivita&#8217; quotidiane e associazione di nausea, vomito, fastidio al rumore e alla luce. In Italia la prevalenza e&#8217; del 9% tra i maschi, quasi quadrupla nelle femmine. Il costo annuale dell&#8217;emicrania nel nostro Paese e&#8217; di 20 miliardi di euro&#8221;.</p>
<p>Mai nessuna distinzione e&#8217; stata fatta in maniera seria e corretta tra il comune mal di testa, che colpisce tutti almeno una volta nella vita e che si risolve spontaneamente con il riposo o un&#8217;ora di sonno, e l&#8217;emicrania che sconvolge la vita di chi ne soffre. L&#8217;emicranico vive male sia per la enorme sofferenza fisica che si accompagna all&#8217;attacco cefalalgico acuto sia per la disabilita&#8217; che ne deriva ma anche per il mancato riconoscimento sociale dell&#8217;emicrania, come malattia vera e propria, grave e invalidante, responsabile di un ulteriore aggravamento del vissuto dei pazienti. Una patologia invisibile, che secondo l&#8217;Oms e&#8217; la seconda malattia piu&#8217; disabilitante del genere umano. &#8220;Il nostro attacco emicranico nell&#8217;immaginario collettivo e&#8217; stato condizionato moltissimo da quello che esce sui giornali, in televisione o sul web- dichiara Lara Merighi di AL. Ce Italia, Alleanza Cefalalgici- noi emicranici siamo considerati persone deboli che non sanno gestire la loro vita mentre siamo individui sensibili, lavoratori instancabili armati di coraggio e ci sentiamo inutili quando il dolore ci paralizza. Abbiamo un cuore che batte nella testa in modo quasi incessante con un dolore che da&#8217; sofferenze talmente enormi da tanto di quel tempo che a volte preferiamo l&#8217;oscurita&#8217; alla luce&#8221;. L&#8217;emicrania e&#8217; donna: il rapporto di prevalenza e&#8217; 3:1 rispetto agli uomini e il vissuto di genere negli emicranici e&#8217; ancora piu&#8217; drammatico. Tuttavia gli stessi pazienti riconoscono di essere poco informati sulla propria malattia, denunciano una sottovalutazione sociale del loro grave problema, manca un diffuso accesso ai servizi specialistici che porta sovente all&#8217;autoprescrizione fino all&#8217;abuso e alla cronicizzazione dell&#8217;emicrania da iper-uso di farmaci da banco, in particolare analgesici. Ma soprattutto e&#8217; la vita quotidiana che viene sconvolta dall&#8217;emicrania. È quanto emerge dalla ricerca del Censis &#8220;Vivere con l&#8217;emicrania&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il dato piu&#8217; rilevante della ricerca e&#8217; la denuncia da parte dei pazienti di una sottovalutazione sociale dell&#8217;emicrania che li spinge a ritirarsi anche dalla vita di relazione- dice Ketty Vaccaro, Responsabile Area Welfare e Salute Censis- esiste una sorta di condizionamento molto forte di tutte le attivita&#8217; del vivere quotidiano che rendono la vita di questi malati veramente difficile. I pazienti diventano riluttanti a parlare del proprio problema all&#8217;esterno, in famiglia con il partner e i figli tutto si complica, salta l&#8217;equilibrio di coppia e l&#8217;intimita&#8217;, si rinuncia e ci si rassegna e si finisce con il convincersi che e&#8217; necessario cambiare vita, che non si e&#8217; capaci di gestire il proprio disturbo ne&#8217; la propria esistenza. Da tutto cio&#8217; derivano diagnosi tardive, spasmodiche ricerche per trovare lo specialista (neurologo) che sappia gestire i trattamenti, grande utilizzo di farmaci da banco e di terapie alternative, l&#8217;isolamento. Inoltre, tutto cio&#8217; ha un impatto economico indicibile&#8221;. Esiste indubbiamente un gap culturale che porta alla sottovalutazione dei sintomi, alla sottodiagnosi e ad una erronea gestione della patologia emicranica. L&#8217;emicrania deve uscire dal cono d&#8217;ombra nel quale e&#8217; relegata, questo richiede l&#8217;impegno dei pazienti, dei clinici, della ricerca, delle istituzioni e dei media. Strano a dirsi ma dell&#8217;emicrania si conosce moltissimo, tanto noti sono i suoi meccanismi patogenetici quanto negletta e&#8217; la malattia nella quotidianita&#8217;. Adesso, dopo quasi venti anni dall&#8217;ingresso dei triptani, una svolta nei trattamenti potrebbe cambiare la storia naturale dell&#8217;emicrania. Da pochi mesi e&#8217; arrivata una nuova classe di farmaci, i primi anticorpi monoclonali anti-Cgrp per la prevenzione dell&#8217;attacco cefalalgico acuto. &#8220;Gli anticorpi monoclonali anti-Cgrp, che vengono somministrati mensilmente per via sottocutanea, si utilizzano nella terapia di profilassi, per prevenire l&#8217;attacco acuto- spiega Elio Clemente Agostoni, Direttore Dipartimento di Neuroscienze e Niguarda Neuro Center, Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano e Presidente Anircef- Si tratta di farmaci che sono diretti contro la proteina Cgrp, un potente vasodilatatore che e&#8217; uno dei responsabili della patologia emicranica. Gli anticorpi monoclonali bloccano il legame del Cgrp sul suo recettore inibendo la dilatazione vasale e l&#8217;infiammazione. Gli studi clinici hanno dimostrato una molto significativa efficacia nel dimezzare o in molti casi azzerare le crisi cefalalgiche, una buona tolleranza e un buon profilo di sicurezza. L&#8217;emicrania e&#8217; una malattia che deve essere curata anche perche&#8217; oltre all&#8217;impatto economico, stravolge la vita delle persone. Questi farmaci per la prima volta potrebbero modificare la storia naturale dell&#8217;emicrania&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/26/sanita-emicrania-7-mln-di-italiani-soffrono-ma-patologia-sottovalutata/">Sanità. Emicrania, 7 mln di italiani soffrono ma patologia sottovalutata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>6 aprile 2009: il nostro grazie a 10 anni dal terremoto dell&#8217;Aquila</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 14:37:21 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Immota manet&#8221;. Così è scritto sul gonfalone della città. “L’Aquila resta ferma, immobile”. Almeno questo avviene nello spirito della sua gente, riservata e dignitosa anche di fronte al disastro che la colpisce. Da secoli questa la sua indole, aliena dall’ostentazione del dolore, intima nell’elaborazione dei propri lutti. Invece non sono rimasti fermi palazzi e monumenti, case e chiese, alle scosse del serpe che il 6 aprile si è agitato terribilmente nel suo ventre, che si agita ancora. Quella notte del 6 aprile, nel cuore d’una notte stellata e chiara di luna, L’Aquila ed i meravigliosi borghi del suo circondario sono stati squassati dal terremoto per lunghissimi, interminabili secondi, oltre venti. L’ho vissuta l’esperienza, meglio non descriverla. Mi resta nel profondo la sensazione dei primi minuti, delle prime ore della sopravvivenza. Mi si è impressa nella mente l’atmosfera irreale, sospesa, allucinata, che aleggiava sulle case distrutte nel centro storico della mia Paganica, un bel paese di oltre cinquemila abitanti a 9 km dall’Aquila. Lì sono nato e vivo. L’hanno indicato subito come l’epicentro del sisma. Abito in periferia. La mia casa è stata costruita trent’anni fa, in cemento armato. E’ davvero strano che la tua casa, per antonomasia rifugio che ti dà sicurezza, d’improvviso diventi una minaccia. Ti si sovverte il mondo, la vita. Dopo la scossa delle 3 e 32, la corrente elettrica mancata, guadagnata l’uscita calpestando oggetti e stoviglie rotte, con i miei di famiglia siamo andati subito via da casa, per luoghi più aperti. Abbiamo transitato accanto al centro antico di Paganica. La settecentesca chiesa della Concezione con la facciata in bilico, squarciata, in parte crollata, ha fatto il giro del mondo, in quello stato. Lì vicino la parrocchiale di Santa Maria Assunta, impianto duecentesco riadattato nel Seicento, dall’esterno non sembra aver avuto grossi traumi, ma sarà solo un’impressione. Contrastano con il cielo, d’un colore livido, il profilo delle case e la fuga scomposta dei tetti che s’inerpicano verso il Colle, quartiere alto dove imponente domina la chiesa di Santa Maria del Presepe costruita sul sito del castello distrutto nel 1424 nella guerra dell’Aquila che sconfisse Fortebraccio da Montone. […] »</p>
<p>Fu questo fu l’incipit del lungo racconto che scrissi all’indomani del terremoto del 6 aprile 2009, una testimonianza raccolta da molte testate della stampa italiana all’estero. Dieci anni sono passati da allora. Oggi è il giorno del ricordo di quella notte sconvolgente, quando il terremoto squassò L&#8217;Aquila e 55 altri comuni, sconvolgendo le vite delle popolazioni del cratere sismico. La città capoluogo d&#8217;Abruzzo fu lacerata, paralizzata nei suoi servizi, mutilata e ferita nel suo straordinario patrimonio d&#8217;arte e d&#8217;architetture, uno dei centri storici più preziosi e vasti d’Italia. 309 le vittime. Di loro faremo sempre memoria. A loro va il nostro raccoglimento, la nostra preghiera muta, rispettosa dei familiari rimasti con la lacerazione perenne del cuore.</p>
<p>In questo primo decennale molti saranno i bilanci, le analisi, i giudizi. Sulle condizioni dell’Aquila, sullo stato della ricostruzione materiale e sociale, sugli obiettivi raggiunti, su quelli ancora lontani, sui ritardi, sui problemi, sulle criticità. Com’è comprensibile, molte saranno le voci che giudicheranno questi 10 anni, tanti i servizi giornalistici e gli speciali televisivi, le testimonianze, gli approfondimenti scientifici sui terremoti e sulla prevenzione sismica. Le analisi certamente riferiranno sui risultati finora raggiunti nella ricostruzione dell’Aquila e degli altri centri, sulle innovazioni ardite e sulle tecniche d’avanguardia che stanno restituendo una città sicura &#8211; caso di studio per molte università italiane e straniere -, tra le più sicure d’Europa. E tra le più belle città d’arte, diventata sin da quel 6 aprile di dieci anni fa città patrimonio del mondo, come universale è il messaggio di pace e di perdono che da otto secoli essa custodisce nel dono della Perdonanza, il primo giubileo della cristianità, e nell’eccezionale magistero di papa Celestino V.</p>
<p>Ma l’attenzione dei media si concentrerà soprattutto sugli errori, sui ritardi e sulle occasioni mancate nei dieci anni trascorsi dal quel tragico 6 aprile del 2009. E’ giusto che sia così. Ho grande rispetto e gratitudine per questa attenzione scrupolosa verso la nostra città. Aiuta a tenere accesa sempre una luce su ogni aspetto della nostra rinascita. Molte le analisi già svolte in questi giorni che precedono il 6 aprile, alcune rigorose, altre meno per il retaggio di consumati stereotipi, sovente lontani dalla realtà. Mi asterrò, in questa circostanza, da valutazioni e da personali giudizi nei confronti dei governi che si sono succeduti e delle amministrazioni che hanno guidato la Regione, gli enti locali e in particolare la Città capoluogo. Ho avuto l’onore di servire L’Aquila per quasi un trentennio, nelle funzioni di consigliere, assessore e vicesindaco, fino al 2007. So quanto peso gravi sulle spalle di ogni amministratore civico che con serietà e coscienza si mette al servizio della propria comunità. Figurarsi quale sia la responsabilità e l’immane onere di doverlo fare in situazioni tragiche ed eccezionali, dopo un terremoto come quello del 2009, i cui precedenti similari per gravità, nella storia della città che tanti ne ha subìti, furono quelli del 1703, 1461 e 1349.</p>
<p>Vorrei invece tornare oggi con il pensiero, quantunque nella tristezza degli eventi di cui facciamo memoria &#8211; le cui immagini restano nitide come fossero di qualche giorno fa -, non solo al ricordo del dolore di quei giorni tremendi, ma anche dell’affetto immenso che ci circondò. Non possiamo non rammentare, con profonda gratitudine, l’abnegazione, la solidarietà, l’impegno straordinario e generoso dei Vigili del Fuoco e delle decine di migliaia di Volontari giunti da ogni parte d&#8217;Italia, organizzati nelle associazioni che resteranno per sempre nel nostro cuore (Alpini dell’ANA, Croce Rossa, Protezione Civile delle varie Regioni italiane, Misericordie, Caritas, e tante altre ancora), delle Forze dell&#8217;Ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza), dell&#8217;Esercito. Una gara di affettuosa premura verso la popolazione dell’Aquila e dei borghi colpiti dal sisma.</p>
<p>Non potremo mai dimenticare questa che è stata una pagina splendida, l’immagine della più bella Italia, quella del Volontariato e della Solidarietà. Come pure non dimenticheremo mai l&#8217;amore e la solidarietà di tutti gli Italiani nel mondo &#8211; in particolare degli Abruzzesi e delle loro associazioni -, espresse con innumerevoli gesti di grande valore morale e di significativa generosità. In questi anni, visitando le nostre comunità all’estero nelle Americhe, in Australia, in Africa e in tutta Europa, il mio primo e preminente pensiero è stato sempre quello di ringraziare tutti i nostri connazionali dal profondo del cuore, come semplice cittadino ma anche a nome dell’intera comunità aquilana (quando si è stati amministratori civici lo si rimane moralmente per sempre). Li ho ringraziati per l’affetto, la vicinanza, la tenerezza profonda dei gesti d’aiuto e di solidarietà nei giorni e nei mesi del dopo terremoto. Tantissimi italiani sono venuti a soccorrerci. Un numero impressionante a trovarci nei mesi e negli anni successivi al sisma. Tanti ci hanno poi accolti ed ospitati, per qualche giorno di serenità, dal Trentino alla Sicilia, dal Piemonte alla Puglia, dalla Lombardia alla Sardegna, dal Friuli alla Calabria. Un’Italia premurosa e materna, fortemente unita nei suoi abitanti dalle Alpi fino a Lampedusa. In ogni dove sempre con il cuore aperto, come aperto e generoso è sempre il cuore dell’Italia in occasione delle calamità che ci colpiscono, esaltando in ciascuno il senso della comunità nazionale e della fratellanza tra italiani. Serve ricordare queste fatti, sono davvero educativi per i tempi complicati che stiamo ora vivendo, quando sembrano affermarsi i messaggi più beceri, egoisti e lontani dalla nostra umanità.</p>
<p>Vorrei anche qui ricordare l&#8217;attenzione di tanti Paesi del mondo di fronte alla nostra tragedia, alcuni dei quali ebbero occasione di verificare direttamente le lacerazioni inferte dal sisma al patrimonio architettonico e artistico dell’Aquila nel luglio del 2009, quando la città ospitò i capi di Stato e di governo nelle riunioni del G8 e G20. Alcuni degli Stati più potenti al mondo s’impegnarono meritoriamente a restaurare dei monumenti, altri hanno generosamente contribuito con donazioni a comuni, università e ospedali, per costruire opere di pubblica utilità o ricostruire importanti emergenze architettoniche. Qualche Stato non ha dato seguito alla promessa solennemente assunta. Orbene, grazie alle risorse assicurate dal governo nel 2013 con un impegno pluriennale, i centri colpiti dal terremoto stanno risorgendo dalle macerie, la ricostruzione sta andando avanti. L’Aquila tornerà più bella di prima.</p>
<p>In questi anni difficili la comunità aquilana ha dato un grande esempio di dignità e di resilienza. Come nei secoli passati, dopo gli altri terremoti che sconvolsero L’Aquila, anche questa volta ce la faremo. Nella tragedia è emersa la parte migliore della nostra gente, l’indole forte e tenace. Ma non possiamo tuttavia nasconderci che ha messo in luce, in una ridotta minoranza, anche i lati peggiori del comportamento umano, piccole e grandi miserie morali. C’è pure da registrare che sul &#8220;cantiere più grande d&#8217;Europa&#8221;, come è stato definito, hanno girato e girano anche altri interessi poco chiari, che tuttavia Magistratura e reparti dedicati della polizia giudiziaria, con un assiduo efficace e penetrante controllo, vanno man mano scoprendo, inquisendo i sospettati, rinviando a giudizio e condannando i responsabili dei reati. Fenomeni contenuti, tuttavia, rispetto alla dimensione economica della ricostruzione. Non aggiungo altre considerazioni su questa parte un po’ squallida delle vicende legate alla gestione dell’emergenza post sismica e alla ricostruzione.</p>
<p>Un pensiero ancora sento di esprimere sulla ricostruzione morale, sulla rinascita d’un nuovo senso della comunità degli aquilani. La ricostruzione materiale è in corso, andrà comunque avanti con tempi più o meno soddisfacenti. Ma la cura che più ci preme riguarda la ricostruzione morale delle lacerazioni interiori delle persone, poco o per nulla apparenti, conseguenti al terremoto. Tralasciamo riferimenti più puntuali a studi scientifici e sociali, che pure in questi anni sono stati prodotti. Mi sembrano illuminanti al caso alcuni spunti che traggo dal messaggio per il decennale dell’arcivescovo dell’Aquila, Cardinale Giuseppe Petrocchi, ieri uscito sulla stampa.</p>
<p>Inizia con queste parole l’intenso messaggio agli aquilani del Cardinale Petrocchi: «Per la decima volta, quest’anno, sentiremo i rintocchi della campana che ricordano i 309 “martiri” del terremoto. Facciamo memoria di tutte le vittime di quella immane tragedia; le stringiamo a noi con un unico abbraccio e, al tempo stesso, le chiamiamo per nome: una ad una. La “notte crocifissa” del sisma ha suscitato lunghi giorni di dolore, ma anche ha acceso la luce di una graduale “risurrezione”, più forte della furia devastante del sisma. Le lacrime versate si sono rivelate feconde, ed hanno generato una abbondante fioritura di fraternità e solidarietà. La ricorrenza – che celebriamo con raccoglimento e volontà di ricostruzione “integrale” – ci obbliga a fare, insieme, una&nbsp;seria revisione. Per questo,&nbsp;non parlerei di “terremoto”, ma di “terremoti”, non solo perché abbiamo avuto nuove repliche telluriche (nel 2016 e 2017), ma anche perché il sisma è un evento complesso e multiforme, difficile da cogliere nella sua distruttiva “globalità”. Quando sono venuto a contatto con gli effetti demolitivi delle scosse, mi sono accorto che, accanto alle macerie “visibili” (materiali), c’erano pure quelle “invisibili” (spirituali);&nbsp;allora ho cominciato a parlare di “terremoto dell’anima”, che costituisce l’altra faccia (quella meno esplorata) della storia del sisma. […]».</p>
<p>Sarà questo l’impegno più arduo cui dover assolvere, pensando alla parte più fragile della nostra gente. E ancora l’altro rilevante impegno di pensare anzitutto al futuro delle nostre giovani generazioni, che nella città ricostruita e nel suo territorio debbono poter trovar modo d’esprimere il loro talento, in opportunità di lavoro e di costruzione di nuove famiglie. L’Aquila ricostruita nelle sue case, nei suoi palazzi, nei suoi monumenti, negli uffici e nelle fabbriche, dovrà riaccogliere la sua gente, che vi torna a vivere con la speranza di un futuro. Nel decimo anniversario del sisma, quindi, oltre alla gratitudine per la vicinanza affettuosa che abbiamo avvertito, vogliamo essere aperti alla speranza di futuro per la nostra comunità. Certo augurandoci una più sollecita ricostruzione materiale, che sconta più d’un ritardo specie nella ricostruzione pubblica, ma soprattutto nella speranza operosa d’una forte ricostruzione sociale e morale della nostra comunità. Una comunità che deve ritrovare il senso profondo del vivere insieme con i valori antichi del Bene comune, quello che nei secoli ha fatto e mantenuto grande L&#8217;Aquila. Fraternità sociale, rispetto, impegno civico, etica delle responsabilità, cultura, creatività, attaccamento alla propria terra, amore per la propria storia e gratuita dedizione al Bene comune sono i riferimenti per disegnare il nostro futuro, il futuro dell&#8217;Aquila nuova, non solo più bella di prima, ma anche migliore di prima. Questo ricordo, con il forte senso di speranza e di futuro, è il modo migliore per ricordare le 309 vittime del terremoto dell&#8217;Aquila.</p>
<p style="text-align: right;">Goffredo Palmerini</p>
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		<title>Omicidio Vasto, Meluzzi: &#8220;Il dolore può fare impazzire. La giustizia non ha bisogno di comitati&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2017 14:43:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo psichiatra Alessandro Meluzzi ha parlato ai microfoni di Radio Cusano Campus nel corso del programma &#8220;Genetica Oggi&#8221; condotto da Andrea Lupoli. &#8220;La situazione psichiatrica di Fabio Di Lello va sicuramente approfondita. Credo che una perizia verrà richiesta e forse anche concessa. Bisogna fare però attenzione ad una dilatazione della psichiatria forense in funzione dell&#8217;eliminazione della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo psichiatra Alessandro Meluzzi ha parlato ai microfoni di Radio Cusano Campus nel corso del programma &#8220;Genetica Oggi&#8221; condotto da Andrea Lupoli.</strong> &#8220;La situazione psichiatrica di Fabio Di Lello va sicuramente approfondita. Credo che una perizia verrà richiesta e forse anche concessa. Bisogna fare però attenzione ad una dilatazione della psichiatria forense in funzione dell&#8217;eliminazione della responsabilità penale. Il rischio è alla fine di tradurre in psicopatologia quello che psicopatologia non è. Se c&#8217;erano gli elementi per chiedere un TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) questo poteva essere richiesto&#8221;.</p>
<p>&#8220;<strong>Il dolore può fare perdere l&#8217;equilibrio psichico.</strong> C&#8217;è una sindrome che si chiama: Raptus del malinconico. E&#8217; una situazione in cui il soggetto sviluppa una depressione così grave di sentire il bisogno di uccidersi e uccidere coloro che vuole portarsi con se per varie ragioni, anche per proteggerli. Non è questo il caso dove evidentemente lui non si è suicidato ed ha ucciso con dei tratti forse un po’ paranoici visto che diceva: Mi sfidava&#8221;.</p>
<p>&#8220;<strong>La giustizia non ha bisogno di comitati.</strong> Un conto sono le vittime dell&#8217;amianto che fanno le fiaccolate sotto la società colpevole un conto è questo evento. Si rischia una giustizia che diventa un circo tragico&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/02/06/omicidio-vasto-meluzzi-il-dolore-puo-fare-impazzire-la-giustizia-non-ha-bisogno-di-comitati/">Omicidio Vasto, Meluzzi: &#8220;Il dolore può fare impazzire. La giustizia non ha bisogno di comitati&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Terremoto, vescovo Pompili : &#8220;Non uccide il sisma, ma opere dell&#8217;uomo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2016 21:05:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giorno di lutto nazionale, oggi in occasione dei  funerali solenni ad Amatrice delle vittime del sisma che il 24 agosto ha devastato il centro Italia. Il vescovo di Rieti, Domenico Pompili ha aperto la solenne celebrazione con l&#8217;elenco dei nomi dei 38 morti salutati dalla folla con un lungo appaluso. &#8220;Il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell&#8217;uomo!&#8221;, è quanto [&#8230;]</p>
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<div class="archived-news">
<p><strong>Giorno di lutto nazionale, oggi in occasione dei </strong> funerali solenni ad Amatrice delle vittime del sisma che il 24 agosto ha devastato il centro Italia.</p>
<p>Il vescovo di Rieti, <strong>Domenico Pompili ha aperto </strong>la solenne celebrazione con l&#8217;elenco dei nomi dei 38 morti salutati dalla folla con un lungo appaluso.</p>
<p>&#8220;Il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell&#8217;uomo!&#8221;, è quanto ha detto  il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, nell&#8217;omelia della messa funebre. La ricostruzione &#8211; ha proseguito &#8211; non dev&#8217;essere &#8220;una &#8216;querelle politica&#8217; o una forma di sciacallaggio di varia natura, ma quel che deve: far rivivere una bellezza di cui siamo custodi&#8221;.</p>
</div>
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<p>&#8220;Disertare questi luoghi sarebbe ucciderli una seconda volta &#8211; ha spiegato mons. Domenico Pompili -. Come si ricava da un messaggio in forma poetica che mi è giunto oltre alle preghiere: &#8216;Di Geremia, il profeta, rimbomba la voce: &#8216;Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più&#8217;. Non ti abbandoneremo uomo dell&#8217;Appennino: l&#8217;ombra della tua casa tornerà a giocare sulla natia terra. Dell&#8217;alba ancor ti stupirai'&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il crocifisso ligneo, salvato dal crollo di una delle chiese di Amatrice, è stato fissato dai volontari sull&#8217;altare della tensostruttura.</p>
<p>Hanno celebrato  le esequie funebri è il vescovo di Rieti Domenico Pompili, l&#8217;ex vescovo dell&#8217;Aquila Molinari e il vescovo di Ascoli Giovanni D&#8217;Ercole. Hanno preso parte anche il premier, Matteo Renzi, e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oltre ai presidenti della due Camere, Grasso e Boldrini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le vittime accertate finora del terremoto sono 292, con le due estratte oggi dalle macerie ad Amatrice. Il bilancio dal capo della Dicomac della Protezione Civile a Rieti Titti Postiglione. In dettaglio i morti sono 231 ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 50 ad Arcuata. Gli assistiti nelle tende sono circa 2900.</p>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/08/30/96040/">Terremoto, vescovo Pompili : &#8220;Non uccide il sisma, ma opere dell&#8217;uomo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Quattordicesima Giornata del Sollievo domenica 31 maggio</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2015 18:02:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata Sollievo]]></category>
		<category><![CDATA[pazienti]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8221;avvio di un osservatorio non istituzionale che raccolga online, con l&#8221;aiuto del volontariato, &#8220;le voci dei pazienti in cerca di sollievo&#8221;; l&#8221;istituzione di un polo di eccellenza per la ricerca, la formazione e la conoscenza sul dolore. Sono le due proposte lanciate in occasione della quattordicesima Giornata del Sollievo, in programma domenica 31 maggio e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/05/28/quattordicesima-giornata-del-sollievo-domenica-31-maggio/">Quattordicesima Giornata del Sollievo domenica 31 maggio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8221;avvio di un osservatorio non istituzionale che raccolga online, con l&#8221;aiuto del volontariato, &#8220;le voci dei pazienti in cerca di sollievo&#8221;; l&#8221;istituzione di un polo di eccellenza per la ricerca, la formazione e la conoscenza sul dolore. Sono le due proposte lanciate in occasione della quattordicesima Giornata del Sollievo, in programma domenica 31 maggio e che prevede decine di iniziative in tutta Italia, presentata oggi a Roma presso l&#8221;Auditorium del ministero della Salute.</p>
<p>La giornata &#8220;promuove la cultura del Sollievo dalla sofferenza fisica e morale&#8221;, eppure il 40% delle persone affette da dolore cronico ritengono di non ricevere un trattamento medico adeguato: e&#8221; la denuncia emersa nella giornata presentata e promossa dalla Fondazione Gigi Ghirotti con il ministero della Salute, il ministero dell&#8221;Istruzione e dalla Conferenza delle Regioni e delle Province.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/05/28/quattordicesima-giornata-del-sollievo-domenica-31-maggio/">Quattordicesima Giornata del Sollievo domenica 31 maggio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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