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	<title>dolori Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Caldo. Come prevenire torcicollo e cefalee da sbalzi di temperatura, parla l&#8217;esperto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2022 17:01:01 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni di caldo record non se ne può fare a meno, ma l&#8217;uso eccessivo dell&#8217;aria condizionata e i continui sbalzi di temperatura induco spesso a vari dolori muscolari e, in particolare, al torcicollo. Un male di stagione che colpisce indistintamente e che trova le sue cause in più fattori che è bene saper riconoscere. Così in una nota l&#8217;Irccs San Raffaele di Roma. &#8220;I cosiddetti acciacchi prodotti dalle violenti escursioni termiche non sono infatti solo legati al passaggio dal caldo al fresco, ma anche al fenomeno dell&#8217;evaporazione del sudore che è un meccanismo rinfrescante fisiologico&#8221;, spiega il Prof. Piero Barbanti, responsabile dell&#8217;Unità per la cura e la ricerca sulle cefalee e il dolore dell&#8217;Irccs San Raffaele. &#8220;È quindi sufficiente- continua l&#8217;esperto- entrare accaldati in una camera col ventilatore acceso, perché il raffreddamento repentino del muscolo ne provoca la contrazione, a volte prolungata. Per tutelarsi è bene coprire la parte affetta con tessuti molto leggeri come la seta, in grado di garantire al contempo una sensazione di freschezza e di traspirabilità, che vogliono dire scambio termico verso l&#8217;esterno. In caso di contratture indotte da sbalzi termici, poi, possono essere indicati massaggi locali, shiatzu, oppure l&#8217;uso di sostanze canforate o balsamiche il cui effetto è un modesto incremento termico locale e quindi un migliorato afflusso di sangue e sostanze energetiche muscolari. Mentre nei casi più complessi può essere indicato l&#8217;utilizzo locale di radiofrequenze, di ultrasuoni o trattamenti riabilitativi&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Prevenire è sempre meglio che curare, anche perché il mal di testa martellante è in agguato in queste situazioni. Il nesso con il condizionatore persiste, ma le ragioni fisiologiche mutano: &#8220;l&#8217;emicrania e la cefalea di tipo tensivo non dipendono infatti dal grado di contrazione muscolare- chiarisce il professore.- Passa attraverso le suture delle ossa del cranio, dove emergono sottili filuzzi nervosi riconducibili al trigemino, fenomeno assimilabile al passaggio dei fili d&#8217;erba attraverso il manto stradale&#8221;. &#8220;Queste terminazioni trigeminali sono per definizione ipersensibili nei soggetti emicranici e facilmente attivabili dagli sbalzi termici. Ai soggetti predisposti conviene quindi indossare un cappello morbido e leggero sia quando sono esposti al caldo intenso che quando soggiornano al fresco dell&#8217;aria condizionata. Una volta acclimatatosi, però, possono ovviamente toglierlo senza alcun timore&#8221;, conclude Barbanti.</p>
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		<title>Sindrome &#8220;collo da tablet”, ecco come contrastarlo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Oct 2019 12:49:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cervicale]]></category>
		<category><![CDATA[collo]]></category>
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		<category><![CDATA[dolori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo chiamano “collo da tablet”, ed è uno degli effetti collaterali dell’utilizzo sempre più massiccio di tablet, smartphone e altri dispositivi tecnologici. E proprio gli smartphone sono secondo l’Istat[1] sono i dispositivi più utilizzati per accedere ad internet (89,2% della popolazione italiana, dai 14 anni in su), seguiti dal PC (45,4%) e dai tablet (26,1%). [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo chiamano “collo da tablet”, ed è uno degli effetti collaterali dell’utilizzo sempre più massiccio di tablet, smartphone e altri dispositivi tecnologici.</p>
<p>E proprio gli smartphone sono secondo l’Istat[1] sono i dispositivi più utilizzati per accedere ad internet (89,2% della popolazione italiana, dai 14 anni in su), seguiti dal PC (45,4%) e dai tablet (26,1%). Le tante ore passate con il collo e le spalle incurvate per leggere gli schermi dei device, fanno assumere una posizione innaturale al tratto cervicale della colonna vertebrale, opposta a quella corretta che prevede spalle dritte e mento alto, provocando quindi dolore.</p>
<p>Un quadro dettagliato è stato fornito da uno studio dell’Università del Nevada[2] condotto su oltre 400 persone, tra studenti, insegnanti ed ex studenti. Dalla ricerca emerge che il 67% degli intervistati dichiara di percepire dolore alle spalle e al collo durante l’utilizzo dei device. I soggetti più colpiti sono i giovani tra i 16 e i 25 (60%), ed in particolare le donne (75% rispetto al 24% degli uomini), che sembrerebbero più portate ad assumere posture scorrette. Il dato più allarmante risulta però che il 54% degli intervistati non rinuncia all&#8217;uso dei dispositivi neanche in presenza di dolore.</p>
<p>Per contrastare questi fastidi si possono mettere in atto una serie di comportamenti virtuosi per prevenire il dolore, primo tra tutti il corretto posizionamento dei dispositivi, con l&#8217;utilizzo di un supporto per il tablet che consenta di sistemarlo all&#8217;altezza degli occhi in modo da evitare di incurvare la schiena durante l’utilizzo. È inoltre molto importante mantenere una postura corretta e fare intervalli frequenti per alzarsi e camminare, approfittando di questi intermezzi anche per bere un bicchier d’acqua. Infatti, una corretta idratazione è una delle fondamentali condizioni per mantenere flessibili i dischi della colonna vertebrale. Tenere sempre a portata di mano, sulla scrivania dell’ufficio così come a casa, una bottiglia di acqua è quindi un’ottima e salutare abitudine.</p>
<p>“Le nostre articolazioni hanno un elevato contenuto di acqua che contribuisce al loro corretto movimento &#8211; commenta il Dottor Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e membro della International Stockholm Water Foundation – Per questo motivo è necessario assumere molta acqua per mantenere un equilibrato livello di liquido sinoviale, responsabile della lubrificazione delle articolazioni. Non bisogna sottovalutare che il fatto di passare molte ore davanti a uno schermo, senza interruzioni e quindi senza bere, può avere effetti negativi anche sulle capacità cognitive”. Basta infatti una condizione di moderata disidratazione, con una perdita di circa il 2% del peso corporeo, per andare incontro a segnali come mal di testa e stanchezza, a cui si possono associare riduzione della concentrazione, dell’attenzione e di esecuzione anche di compiti semplici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/13/sindrome-collo-da-tablet-ecco-come-contrastarlo/">Sindrome &#8220;collo da tablet”, ecco come contrastarlo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Funerali Carlo Vanzina lacrime, applausi e dolore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2018 15:56:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[applausi]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Vanzina]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/07/10/funerali-carlo-vanzina-lacrime-applausi-e-dolore/">Funerali Carlo Vanzina lacrime, applausi e dolore</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Lacrime e applausi per il feretro di Carlo Vanzina all&#8217;uscita della basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in piazza della Repubblica. Tra i primi a uscire smarcando i giornalisti con volto tirato, Christian De Sica, e subito dopo Massimo Boldi. Fuori la basilica ad uscire quasi in contemporanea con il feretro anche Silvio Berlusconi che parlando di Vanzina ha ricordato di essere stato un suo grande amico: &#8220;Ho visto tutti i suoi film, non lo dimenticheremo mai&#8221;. Tra i presenti anche il presidente del Coni, Giovanni Malago&#8217;, e Luca Cordero di Montezemolo. Ultimo ad uscire accompagnato dall&#8217;applauso dei presenti il fratello e regista Enrico, visibilmente commosso. Sulla bara di Vanzina, diretta verso il cimitero di Prima Porta, qualcuno ha lasciato una sciarpa della Roma e a salutare lo storico regista un solitario grido &#8220;Arrivederci&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/07/10/funerali-carlo-vanzina-lacrime-applausi-e-dolore/">Funerali Carlo Vanzina lacrime, applausi e dolore</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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