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	<title>Donald Trump e Elon Musk segna la fine Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Fine di un&#8217;alleanza: Trump e Musk ai ferri corti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 19:41:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non ci sono amici permanenti, né nemici permanenti, ma solo interessi permanenti.&#8221;— Lord Palmerston La rottura ormai esplicita tra il presidente Donald Trump e Elon Musk segna la fine — e forse anche la definitiva implosione — di un rapporto mai formalizzato, ma che per lungo tempo è stato osservato con attenzione da analisti politici, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/05/fine-di-unalleanza-trump-e-musk-ai-ferri-corti/">Fine di un&#8217;alleanza: Trump e Musk ai ferri corti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Non ci sono amici permanenti, né nemici permanenti, ma solo interessi permanenti.&#8221;</em><br>— Lord Palmerston</p>



<p class="wp-block-paragraph">La rottura ormai esplicita tra il presidente Donald Trump e Elon Musk segna la fine — e forse anche la definitiva implosione — di un rapporto mai formalizzato, ma che per lungo tempo è stato osservato con attenzione da analisti politici, investitori e leader d&#8217;opinione. Quello tra il tycoon della politica e il tycoon della tecnologia non è mai stato un sodalizio ideologico: era piuttosto un&#8217;intesa fondata su interessi convergenti, una danza di potere e visibilità che ha funzionato finché i reciproci vantaggi lo permettevano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora che la convergenza si è spezzata, lo scontro è diventato diretto, personale, e destinato ad avere conseguenze profonde. Al centro della disputa: la nuova proposta fiscale dell&#8217;amministrazione Trump, che prevede incentivi per le industrie tradizionali, tagli per i programmi ambientali, e in particolare lo smantellamento progressivo dei sussidi per i veicoli elettrici — pilastro fondamentale del modello di business di Tesla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elon Musk non ha usato mezzi termini, bollando la manovra come &#8220;una disgrazia&#8221;, &#8220;un suicidio industriale&#8221; e &#8220;una dichiarazione di guerra all&#8217;innovazione americana&#8221;. Le sue parole hanno fatto il giro dei media, provocando la reazione furiosa del presidente Trump, che ha pubblicato un messaggio su Truth Social accusando Musk di ingratitudine: &#8220;Ha costruito il suo impero con i soldi dei contribuenti. Senza il sostegno del governo, non sarebbe nessuno.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;affondo non è privo di fondamento. Secondo i dati più recenti, le imprese guidate da Musk — Tesla, SpaceX, SolarCity, The Boring Company — hanno ricevuto nel corso degli anni <strong>oltre 38 miliardi di dollari</strong> in fondi pubblici. Questi includono prestiti agevolati, incentivi fiscali, crediti ambientali, contratti federali e sovvenzioni dirette. Solo SpaceX ha attualmente in corso accordi con NASA e Dipartimento della Difesa per un valore complessivo superiore ai 20 miliardi di dollari. Tesla, dal canto suo, è stata per anni uno dei principali beneficiari degli incentivi federali per l&#8217;acquisto di auto elettriche e ha tratto enormi profitti dalla vendita di crediti a competitor del settore automobilistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tempismo della rottura, però, aggrava ulteriormente la posizione di Musk. <strong>Tesla è nel mezzo di una delle peggiori crisi della sua storia</strong>: il titolo ha perso quasi un quarto del suo valore da inizio anno, con una caduta del 10% solo nell&#8217;ultima settimana. Le vendite rallentano in Europa e Nord America, i margini si assottigliano sotto la pressione dei produttori cinesi, e il mercato inizia a dubitare della capacità dell&#8217;azienda di mantenere il suo vantaggio competitivo nel settore EV. Il distacco da Washington — e in particolare dalla figura più potente del governo federale — rischia di peggiorare la situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal canto suo, Trump non mostra alcuna intenzione di riavvicinarsi. La sua politica è diventata ancora più imprevedibile e centralizzata rispetto al primo mandato. Se già tra il 2017 e il 2021 era emersa la sua inclinazione per le epurazioni improvvise e le ritorsioni verso chi lo contraddiceva, ora il presidente agisce con ancora maggiore disinvoltura, circondato da una cerchia ristretta e fedelissima. In questo secondo mandato, sembra voler riscrivere le regole del rapporto tra governo federale e grandi aziende, premiando i fedeli e punendo chi prende posizioni divergenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, l&#8217;influenza internazionale degli Stati Uniti sotto Trump si sta rivelando debole e contraddittoria. Sui fronti caldissimi di <strong>Ucraina e Gaza</strong>, la sua amministrazione si è distinta per ambiguità e per un atteggiamento spesso passivo. Gli appelli alla &#8220;pace immediata&#8221; si sono rivelati privi di efficacia diplomatica, mentre i negoziati multilaterali lo hanno visto isolato rispetto a partner europei e attori regionali. L&#8217;incapacità di incidere concretamente nei due teatri di guerra più drammatici del momento sta contribuendo a minare la credibilità della leadership statunitense, proprio mentre Trump concentra la sua attenzione su guerre intestine e nemici interni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, la figura di Elon Musk — imprenditore non allineato, libertario, spesso sopra le righe — rappresenta per Trump un ostacolo. E allo stesso tempo, Musk pare intenzionato a giocare una partita propria, sempre meno interessato a schierarsi con una parte politica precisa. Negli ultimi mesi, ha lanciato segnali anche verso candidati indipendenti, ha criticato l&#8217;establishment repubblicano, e si è spinto a evocare la necessità di una nuova forza politica &#8220;progresso-centrica&#8221;, capace di superare il bipolarismo USA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La loro frattura non è solo personale. Rappresenta simbolicamente la tensione crescente tra la politica tradizionale, sempre più reattiva e imprevedibile, e il mondo dell&#8217;innovazione, che vorrebbe certezze regolatorie e investimenti stabili ma che finisce spesso per scontrarsi con le logiche del potere politico. È anche uno specchio della fragilità delle relazioni pubblico-private negli Stati Uniti contemporanei, dove partnership miliardarie possono dissolversi in un tweet.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La relazione Trump-Musk, mai del tutto trasparente ma per anni funzionale, ora è diventata terreno di scontro aperto. E come insegna la realpolitik — e come ammoniva Lord Palmerston — in un mondo dominato dagli interessi, ogni alleanza è contingente, ogni intesa è reversibile.<br>E nulla, nemmeno tra i due uomini più potenti e mediatici d&#8217;America, dura per sempre.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Carlo Di Stanislao</p>
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