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	<title>dottor Navoni Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Pazienti onco-ematologici velisti, medici loro equipaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2025 14:43:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Affrontare una nuova quotidianità e aderire con costanza alle terapie sono aspetti che mettono a dura prova chiunque sia affetto da una patologia. La stanchezza fisica, oltre che psicologica, può rendere difficoltoso il percorso di cura sia per i pazienti sia per i caregiver. Dalla necessità di offrire loro uno spunto importante per la riabilitazione nascono i due progetti che AIL Brescia ha lanciato venerdì scorso. Le iniziative promosse si rivolgono ad adulti e bambini con malattia onco-ematologica in trattamento o follow-up e propongono attività di velaterapia. sAIL Camp e Progetto Itaca, questi i nomi dei programmi, porteranno centinaia di pazienti in tutta Italia a riscoprire la bellezza della vita e l&#8217;importanza dello stare immersi nella natura con giornate trascorse in barca a vela sui più grandi laghi del nostro Paese. A bordo saranno presenti anche skipper esperti che garantiranno un&#8217;esperienza vissuta in tutta sicurezza e un&#8217;equipe medica multidisciplinare formata da clinici, psicologi e nutrizionisti con cui confrontarsi in un ambiente decisamente diverso rispetto all&#8217;ambulatorio medico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;I pazienti provano la bellissima sensazione di navigare e riprendere simbolicamente il timone della propria vita, dato che, con l&#8217;aiuto degli skipper, vengono messi anche alla guida dell&#8217;imbarcazione&#8221;, ha spiegato il dottor Giuseppe Navoni, presidente di AIL Brescia, durante la giornata di lancio dei progetti. &#8220;Inoltre c&#8217;è un rovesciamento di ruoli: se in ospedale i pazienti sono soggetti ai comandi di medici e infermieri, in barca sono loro a dare ordini all&#8217;equipe, che dunque funge da equipaggio. Si crea perciò un clima che dà fiducia, speranza e voglia di vivere ai pazienti; tutti elementi, questi, che concorrono al benessere psicologico e a una migliore aderenza al percorso terapeutico, perché ci si ricorda quanto sia importante stare bene per godersi appieno giornate come quelle che promuoviamo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le iniziative partiranno dal 24 maggio e continueranno fino agli inizi di settembre. Progetto Itaca condurrà i pazienti per uscite di una sola giornata su laghi come quello di Garda, di Como, d&#8217;Iseo e Lugano, mentre sAIL Camp prevede l&#8217;organizzazione di cinque weekend con pernottamento esterno. In particolare, il primo fine settimana sarà dedicato ai caregiver. &#8220;Abbiamo compiuto questa scelta perché sappiamo che la sofferenza che provano e il peso psicologico che portano sono pari a quelli dei malati&#8221;, ha sottolineato il dottor Navoni. &#8220;Dedicare a queste persone uno spazio più ampio serve a ricordare l&#8217;importanza di prendersi cura anche di loro stesse. In questi ultimi anni è aumentata l&#8217;attenzione nei confronti dei caregiver e su questa scia si innesta anche la decisione di organizzare un weekend tutto per loro&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le iniziative sono completamente gratuite per i pazienti, mentre ai familiari che partecipano viene chiesto un piccolo contributo economico. Oltre alle attività strettamente legate a come si manovra una barca a vela, sAIL Camp e Progetto Itaca contemplano anche momenti di trekking e di educazione alimentare perché, come ha rimarcato il dottor Navoni, &#8220;la prevenzione passa per una dieta sana e corretta&#8221;. La scelta della vela come sport da proporre ai pazienti origina dal fatto che si tratta di un&#8217;attività che può essere praticata da tutti, a prescindere dall&#8217;età, e dunque non comporta differenze per adulti e bambini. Le passate edizioni dei due progetti hanno ricevuto il plauso di coloro che hanno aderito, tanto da spingere AIL Brescia a replicare le iniziative non solo per quest&#8217;anno, ma anche per i prossimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>&nbsp;&#8220;Abbiamo avuto riscontri straordinari&#8221;, ha raccontato il dottor Navoni. &#8220;In momenti come questi, la gente non pensa più alle sedute di chemioterapia o alle visite di controllo, ma solo al fatto che esistono degli spazi per godersi la vita&#8221;. L&#8217;impatto psicologico è dunque notevole. &#8220;Abbiamo registrato un netto miglioramento della qualità della vita e un aumento della voglia di vivere. Diminuisce il timore e il pensiero della morte, cresce la fiducia in sé stessi. È importantissimo che psicologicamente il paziente sia in grado di reagire, perché la depressione favorisce l&#8217;avanzamento della malattia e dobbiamo contrastarla con ogni mezzo a nostra disposizione&#8221;, ha aggiunto il dottor Navoni. &#8220;Su questo aspetto è aumentata anche l&#8217;attenzione delle istituzioni: la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha deciso che il Progetto Itaca entri in uno studio anche con patologie diverse da quelle onco-ematologiche attraverso la velaterapia. Verrà dunque finanziata una raccolta di dati in modo da dare maggiore sostanza alle informazioni che abbiamo raccolto negli anni&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso le uscite in barca, pazienti e caregiver avranno un&#8217;occasione speciale per ricominciare a tornare a una nuova normalità e lo faranno in un contesto che favorirà l&#8217;entrata in relazione con sé stessi e con il proprio vissuto anche grazie al confronto con gli altri. &#8220;Il ritorno alla vita di questi malati per noi è fondamentale&#8221;, ha concluso il dottor Navoni. &#8220;Il Progetto Itaca, in particolare, rappresenta il viaggio di Ulisse, che ha peregrinato per dieci anni prima di tornare a casa. Come lui, anche i pazienti onco-ematologici affrontano un lungo percorso di terapia e il ritorno a casa, a Itaca appunto, è importante. Grazie a terapie innovative sempre più efficaci e al supporto psicologico garantito anche da progetti come questo e sAIL Camp, noi li aiutiamo a riprendersi in mano la propria vita&#8221;.</p>
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