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	<title>Ebola Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Ebola in Congo, allarme Save the Children: 52 bambini contagiati, 19 morti. I minori sotto i 14 anni sono i più a rischio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 15:40:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A un mese dalla dichiarazione dell&#8217;emergenza sanitaria nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), Save the Children lancia un nuovo allarme sull&#8217;impatto dell&#8217;epidemia di Ebola sui più piccoli. Secondo i dati diffusi dall&#8217;organizzazione umanitaria, almeno 52 bambini hanno contratto il virus dall&#8217;inizio dell&#8217;emergenza, tra cui 16 neonati e lattanti. Di questi, 19 hanno perso la vita. [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">A un mese dalla dichiarazione dell&#8217;emergenza sanitaria nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), Save the Children lancia un nuovo allarme sull&#8217;impatto dell&#8217;epidemia di Ebola sui più piccoli. Secondo i dati diffusi dall&#8217;organizzazione umanitaria, almeno 52 bambini hanno contratto il virus dall&#8217;inizio dell&#8217;emergenza, tra cui 16 neonati e lattanti. Di questi, 19 hanno perso la vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attuale focolaio, dichiarato ufficialmente il 15 maggio, è già diventato il terzo più grave mai registrato nel Paese. I dati del Ministero della Salute congolese parlano di circa 782 casi confermati e 181 decessi, mentre cresce la preoccupazione per la vulnerabilità dei minori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I bambini sotto i 14 anni hanno oltre il doppio delle probabilità di morire</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;analisi condotta da Save the Children evidenzia un dato particolarmente allarmante: i bambini di età inferiore ai 15 anni hanno una probabilità più che doppia di morire dopo aver contratto l&#8217;Ebola rispetto agli adolescenti più grandi e agli adulti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tasso medio di letalità tra i bambini da 0 a 14 anni raggiunge infatti il 38,6%, contro il 18,1% registrato tra le persone di età superiore ai 15 anni. Numeri che confermano quanto i più piccoli rappresentino una delle categorie più esposte agli effetti devastanti della malattia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esperti sottolineano come i bambini molto piccoli possano peggiorare rapidamente una volta infettati e necessitino di diagnosi precoce, assistenza specialistica e cure intensive per aumentare le possibilità di sopravvivenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Povertà, malnutrizione e conflitti aggravano il rischio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La diffusione dell&#8217;Ebola si inserisce in un contesto già estremamente fragile. Molti bambini vivono infatti condizioni di forte vulnerabilità, caratterizzate da malnutrizione, malaria, anemia, povertà estrema, sfollamenti forzati e accesso limitato ai servizi sanitari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A peggiorare ulteriormente la situazione contribuiscono l&#8217;interruzione delle vaccinazioni di routine e la difficoltà di accesso ai trattamenti essenziali e al supporto nutrizionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Save the Children, le conseguenze dell&#8217;epidemia vanno ben oltre il contagio. I minori rischiano infatti separazioni familiari, traumi psicologici, abbandono scolastico, sfruttamento lavorativo e un aumento dei matrimoni precoci nelle aree più colpite.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Disinformazione e paura ostacolano la risposta sanitaria</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle province interessate dall&#8217;epidemia, molte strutture sanitarie continuano a registrare carenze di dispositivi di protezione individuale, disinfettanti, farmaci essenziali e spazi di isolamento sicuri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, la diffusione di informazioni errate e il timore della malattia stanno rallentando le attività di prevenzione e contenimento. In molte comunità, infatti, le famiglie esitano a rivolgersi alle strutture sanitarie, a segnalare tempestivamente i sintomi o a collaborare con il tracciamento dei contatti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questa epidemia è molto più di un&#8217;emergenza sanitaria: rappresenta una crisi sociale che colpisce profondamente bambini, famiglie e comunità&#8221;, ha dichiarato Greg Ramm, Direttore di Save the Children nella Repubblica Democratica del Congo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Save the Children: &#8220;I bambini devono essere al centro della risposta&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;organizzazione umanitaria sottolinea come la risposta all&#8217;emergenza debba mettere i bambini al centro delle strategie di intervento. Oltre alle misure per contenere la diffusione del virus, è fondamentale garantire la continuità dei servizi essenziali di salute, nutrizione e accesso all&#8217;acqua potabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questa è la diciassettesima epidemia di Ebola registrata nella RDC dal 1976 e si somma a una crisi umanitaria già devastante, caratterizzata da conflitti armati, sfollamenti e sistemi sanitari fragili&#8221;, ha aggiunto Ramm.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Save the Children, un intervento rapido, coordinato e su larga scala potrebbe ancora contenere la diffusione del virus e limitare le conseguenze sui minori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli interventi sul campo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per contrastare l&#8217;epidemia, Save the Children sta rafforzando le attività di ricerca attiva dei casi sospetti e il tracciamento dei contatti nelle comunità e nelle strutture sanitarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le iniziative avviate figurano la formazione di operatori sanitari e insegnanti per individuare rapidamente i casi a rischio, la distribuzione di kit igienici d&#8217;emergenza, termometri e materiale informativo destinato alle famiglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;organizzazione opera nella Repubblica Democratica del Congo dal 1994 e collabora con 13 organizzazioni locali, autorità governative e partner internazionali per fornire assistenza sanitaria, nutrizionale, educativa e servizi di protezione dell&#8217;infanzia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una crisi umanitaria che coinvolge 15 milioni di persone</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;epidemia di Ebola si sviluppa in un contesto umanitario estremamente complesso. Attualmente, nella Repubblica Democratica del Congo circa 15 milioni di persone, quasi una su sette, necessitano di assistenza umanitaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente se non verranno garantiti interventi tempestivi e adeguate risorse per proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione, a partire dai bambini.</p>
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		<title>Ebola in Congo: Save the Children chiede aiuti urgenti per proteggere bambini e famiglie</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/ebola-save-the-children-chiede-impegno-internazionale-per-proteggere-bambini-e-famiglie-ne/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 14:22:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Save the Children chiede interventi urgenti per contenere il focolaio di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e proteggere bambini e famiglie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/ebola-save-the-children-chiede-impegno-internazionale-per-proteggere-bambini-e-famiglie-ne/">Ebola in Congo: Save the Children chiede aiuti urgenti per proteggere bambini e famiglie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p>Save the Children ha chiesto un impegno internazionale immediato per contenere un nuovo focolaio di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e per sostenere le famiglie e i bambini più esposti. L&#8217;Organizzazione afferma che il sistema sanitario locale, già sotto forte pressione, ha tardato a individuare il contagio e non è attrezzato per impedirne la diffusione.</p>
<p>Secondo l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, dall&#8217;inizio della nuova epidemia, due settimane fa, sono stati segnalati circa 500 casi sospetti di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, di cui 130 mortali. Save the Children sta predisponendo un intervento su larga scala per rafforzare i sistemi sanitari locali e assistere le comunità colpite.</p>
<p>L&#8217;epidemia presenta criticità particolari: si tratta di un ceppo diverso da quello osservato in precedenti focolai nella provincia, e i test specifici per il ceppo Zaire non avevano inizialmente dato esito positivo. Quando è stato identificato il ceppo Bundibugyo, la malattia si era già diffusa in più aree, rendendo necessario recuperare il tempo perso nelle operazioni di contenimento.</p>
<p>I bambini risultano particolarmente vulnerabili durante le epidemie di Ebola: oltre ai rischi sanitari diretti legati all&#8217;infezione, sono esposti a traumi, sfruttamento e stigmatizzazione. L&#8217;elevato tasso di mortalità può lasciare molti minori senza uno o entrambi i genitori e aumentare il rischio di isolamento o abbandono.</p>
<p>La nuova epidemia si inserisce in un contesto di conflitto e crisi umanitaria prolungata: nel Paese si registra un forte aumento delle violenze e una situazione di emergenza che ha causato milioni di sfollati. Attualmente quasi 5,6 milioni di persone risultano sfollate, tra cui circa 2,5 milioni di bambini, e 15 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria.</p>
<p>Per intervenire sul terreno Save the Children fa leva sulla propria presenza storica nel Paese: opera nella Repubblica Democratica del Congo dal 1994 e collabora con 13 partner locali, oltre a lavorare insieme ad altre organizzazioni internazionali e autorità governative. Le attività dell&#8217;Organizzazione sono concentrate in province orientali particolarmente colpite dalla crisi (Nord Kivu, Sud Kivu e Ituri) e in altre aree come il Kasai, il Kasai Orientale e Lomami, con programmi che riguardano salute, nutrizione, istruzione, protezione dell&#8217;infanzia, sicurezza alimentare e servizi igienico-sanitari.</p>
<p>Save the Children sottolinea la necessità di misure pratiche per fermare la diffusione del virus: informazione sulle pratiche di protezione personale, riduzione dei contatti, prevenzione e controllo delle infezioni nelle strutture sanitarie e fornitura di materiali essenziali come cloro e disinfettanti. L&#8217;Organizzazione invita la comunità internazionale a mobilitarsi per fornire attrezzature, squadre sul campo e risorse necessarie a tutelare i bambini e le famiglie e a contenere l&#8217;epidemia.</p>
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		<title>L&#8217; Asl 1 parla piu&#8217; lingue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2016 16:36:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Durante l&#8217;emergenza Ebola, a cavallo tra il 2014 e il 2015, la Asl 1 Avezzano-Sulmona-L&#8217;Aquila seppe parlare piu&#8217; lingue, dall&#8217;arabo all&#8217;albanese, per chiedere e avere informazioni, per assicurare le cure, a profughi e richiedenti asilo che venivano sottoposti, all&#8217;ospedale di L&#8217;Aquila, alla prima visita. Nacque allora, sull&#8217;onda dell&#8217;emergenza Ebola, un servizio di mediazione culturale che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Durante l&#8217;emergenza Ebola, a cavallo tra il 2014 e il 2015, la Asl 1 Avezzano-Sulmona-L&#8217;Aquila seppe parlare piu&#8217; lingue, dall&#8217;arabo all&#8217;albanese, per chiedere e avere informazioni, per assicurare le cure, a profughi e richiedenti asilo che venivano sottoposti, all&#8217;ospedale di L&#8217;Aquila, alla prima visita. Nacque allora, sull&#8217;onda dell&#8217;emergenza Ebola, un servizio di mediazione culturale che la Asl ha successivamente strutturato e che oggi svolge un ruolo decisivo nell&#8217;accesso ai servizi sanitari, non solo di extracomunitari ma di chiunque, proveniente dai paesi piu&#8217; disparati, ha diritto per legge alle prestazioni sanitarie. La direzione Asl ha istituito cosi&#8217; il servizio di mediazione e integrazione culturale delle popolazioni straniere e di immigrati, articolandolo in diverse modalita&#8217;. <strong>C&#8217;e&#8217; un manuale, intitolato &#8216;salute senza frontiere&#8217;, scritto in 5 lingue (russo, inglese, francese, arabo e albanese, disponibile sul sito Asl 1 alla voce &#8216;Carta dei servizi&#8217; <a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2016/02/ITALIANO.pdf" rel="">ITALIANO</a>)</strong>. Questo manuale e&#8217; una guida minuziosa per orientare stranieri e immigrati all&#8217;interno della multiforme galassia dei servizi offerti dalla Asl. Punto per punto viene spiegato come, dove, quando accedere ai diversi servizi, dall&#8217;ospedale alle altre strutture sanitarie del territorio.</p>
<p>Oltre a questo prontuario-guida, esiste un servizio di intervento, sia per le urgenze sia per i casi ordinari, in cui e&#8217; prevista la presenza fisica (in ospedale o in altre strutture della Asl) del mediatore culturale nella specifica lingua. Il mediatore, in sostanza, fa da interprete tra i medici e l&#8217;utente straniero e immigrato, rendendo possibile o agevolando la prestazione sanitaria da erogare. Per garantire questo servizio essenziale la Asl, dal 2014, si avvale dell&#8217;associazione femminile immigrate per le pari opportunita&#8217; che fornisce, al bisogno, 7 operatori come interpreti dei vari idiomi. Al tempo dell&#8217;emergenza Ebola, garantendo la comunicazione tra operatori sanitari e immigrati, l&#8217;associazione fu al fianco dei medici nello screening iniziale di 44 profughi e richiedenti asilo e, successivamente, nelle altre visite specialistiche. Venne confezionato anche un opuscolo-Ebola in sette lingue: arabo, russo, rumeno, albanese, francese, inglese e ucraino. Superata la paura Ebola, la Asl (tramite l&#8217;associazione femminile immigrate dell&#8217;Aquila), ha successivamente continuato ad assicurare, in modo continuativo e strutturato, la presenza sul posto di interpreti sia<strong> all&#8217;ospedale San Salvatore</strong> sia nei diversi servizi dell&#8217;aquilano: salute mentale, igiene, prevenzione, epidemiologia e sanita&#8217; pubblica.</p>
<p>L&#8217;attivita&#8217; di mediazione culturale (che e&#8217; fruibile da tutte le strutture Asl della provincia di L&#8217;Aquila), alla luce degli ottimi risultati raggiunti e del numero di prestazioni gia&#8217; erogate (314 nell&#8217;Aquilano), e&#8217; stata quindi prorogata per tutto l&#8217;anno corrente. Per i profughi e richiedenti asilo gli idiomi da tradurre piu&#8217; richiesti sono inglese, pachistano, camerunense, eritreo e arabo. Tra gli immigrati ordinari, invece, Marocco, Albania, Macedonia, Russia e Ucraina sono i paesi col maggior numero di richieste di interpreti. A questa griglia di lingue, si aggiungono egiziano e francese.</p>
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		<title>Ebola, fine dell’epidemia. MSF: “Il mondo impari la lezione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2016 12:10:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ebola: è finita l’epidemia in Africa Occidentale. MSF: “Il mondo deve imparare la lezione in vista di epidemie future” 14 gennaio 2016 – Mentre la Liberia celebra 42 giorni senza nuove infezioni di Ebola – decretando così la fine dell’epidemia in Africa occidentale – l’organizzazione medico-umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere (MSF) chiede alla comunità internazionale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/01/15/89108/">Ebola, fine dell’epidemia. MSF: “Il mondo impari la lezione”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ebola: è finita l’epidemia in Africa Occidentale. MSF: “Il mondo deve imparare la lezione in vista di epidemie future”</strong></p>
<p><em>14 gennaio 2016 – </em>Mentre la Liberia celebra 42 giorni senza nuove infezioni di Ebola – decretando così la fine dell’epidemia in Africa occidentale – l’organizzazione medico-umanitaria internazionale <strong>Medici Senza Frontiere (MSF)</strong> chiede alla comunità internazionale di fare tesoro di questa lezione in modo da essere più preparati in caso di epidemie future. Oggi MSF continua i propri progetti Ebola in Liberia, Sierra Leone e Guinea attraverso cliniche di supporto dedicate ai sopravvissuti.</p>
<p><em>“Oggi è una giornata di celebrazione e di sollievo perché questa epidemia è finalmente finita”</em>, dichiara <strong>Joanne Liu, Presidente Internazionale di MSF.</strong> <em>“Dobbiamo tutti imparare da questa esperienza per migliorare la nostra risposta di fronte a future epidemie e malattie trascurate. La risposta data a questa epidemia non è stata limitata da una mancanza di risorse internazionali, ma dalla mancanza di volontà politica nell’organizzare rapidamente l’assistenza alle comunità. I bisogni dei pazienti e delle comunità colpite devono restare al centro di qualsiasi risposta e prevalere sugli interessi politici”.</em></p>
<p><em>“Dobbiamo congratularci con tutte le persone che instancabilmente hanno contribuito a porre fine a questa epidemia devastante e senza precedenti, e nello stesso tempo ricordare i tanti operatori sanitari che hanno tragicamente perso la vita lottando in prima linea contro l’Ebola”,</em> aggiunge <strong>Brice de le Vingne, direttore delle operazioni di MSF.</strong> <em>“Questa devastante epidemia è scoppiata quasi 40 anni dopo la scoperta dell’Ebola nel 1976, ma la mancanza di ricerca e sviluppo sulla malattia ha fatto sì che ancora oggi, dopo una serie di trial clinici e alla fine dell’epidemia, non esista alcun trattamento efficace, mentre un nuovo vaccino che è stato sviluppato deve ancora ottenere le necessarie autorizzazioni per essere messo in commercio.”</em></p>
<p>Fin dall’inizio dell’epidemia, MSF ha lavorato in prima linea nei paesi più colpiti – Guinea, Liberia e Sierra Leone – attraverso la creazione di centri per il trattamento dell’Ebola e la fornitura di servizi di supporto psicologico, promozione della salute, sorveglianza epidemiologica e tracciamento dei contatti. Nel momento di picco dell’epidemia, MSF ha impiegato <strong>quasi 4.000 persone di staff nazionale e oltre 325 operatori internazionali – 63 gli italiani, partiti per un totale di 100 missioni – </strong>per combattere l’epidemia nei tre paesi. MSF ha ricoverato un totale di<strong> 10.376 pazienti nei suoi centri di trattamento, di cui 5.226 si sono rivelati casi di Ebola. </strong>In totale, l’organizzazione ha <strong>speso oltre 96 milioni di euro per far fronte all’epidemia.</strong></p>
<p>Con un’epidemia così imprevedibile, è cruciale che nell’area siano mantenute vigilanza e capacità di rispondere a nuovi casi attraverso un sistema efficace di sorveglianza e risposta rapida.</p>
<p>I sopravvissuti all’Ebola sono particolarmente vulnerabili e affrontano problemi di salute continui come dolori diffusi, affaticamento cronico e problemi di udito e vista. Subiscono anche lo stigma nelle loro comunità e hanno bisogno di cure specifiche e mirate. MSF ha investito nell’apertura di <strong>cliniche per i sopravvissuti in Liberia, Sierra Leone e Guinea,</strong> fornendo un pacchetto di cure complessive che include assistenza sanitaria e psicosociale e protezione contro lo stigma.</p>
<p><em>“Per tutta l’epidemia, ho visto la malattia distruggere intere comunità”</em> ha detto <strong>Saverio Bellizzi, epidemiologo di MSF che ha lavorato in Liberia, Sierra Leone e Guinea in diverse fasi dell’epidemia.</strong> <em>“All’inizio la risposta dalla comunità sanitaria internazionale è stata paralizzata dalla paura. È stato orribile essere lasciati soli a rincorrere ogni giorno l’onda dell’epidemia. Ma ci ha dato una grande forza vedere la dedizione e l’energia dei nostri operatori locali, così come di altri attori internazionali che sono poi intervenuti. Per la prossima epidemia, il mondo dovrà essere pronto a intervenire in modo più rapido ed efficace”.</em></p>
<p>MSF ha lavorato in prima linea contro l’epidemia di Ebola nei tre paesi maggiormente colpiti – Guinea, Sierra Leone e Liberia – e ha risposto ai casi emersi in Nigeria, Senegal e Mali, così come a un’epidemia separata scoppiata in Repubblica Democratica del Congo nel 2014. Oggi MSF continua a fornire cure ai sopravvissuti di Ebola e alla popolazione locale attraverso lo sviluppo di nuove attività. Due cliniche per l’Ebola in Sierra Leone e una in Liberia offrono servizi sanitari e psicologici ai sopravvissuti e un ospedale è stato aperto anche in Guinea.</p>
<p>I già deboli sistemi sanitari dei paesi sono stati gravemente danneggiati dall’epidemia, per questo MSF ha deciso di investire nel loro recupero. Nuovi progetti di salute materno e infantile sono in procinto di aprire in diverse località della Sierra Leone (Kabala, Magburaka, Kenema) e un nuovo ospedale pediatrico è già stato aperto a Monrovia (Liberia). MSF continua a gestire un progetto per l’HIV/AIDS a Conakry, in Guinea, in collaborazione con le autorità locali.</p>
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		<title>Ricercatori italiani svelano evoluzione genica Ebola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 10:51:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
		<category><![CDATA[istituto spallanzani]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio internazionale pubblicato su Nature e firmato da otto ricercatori specializzati dell’Istituto Spallanzani di Roma ha descritto l’evoluzione genica del virus Ebola nell’epidemia che durante il biennio 2014-2015 ha funestato l’Africa occidentale. Come era noto, il contagio ha preso il via nel mese di dicembre del 2013, in seguito alla trasmissione del virus da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio internazionale pubblicato su <strong><em>Nature</em></strong> e firmato da otto ricercatori specializzati dell’<strong>Istituto Spallanzani di </strong>Roma ha descritto l’evoluzione genica del virus <strong>Ebola</strong> nell’epidemia che durante il biennio 2014-2015 ha funestato l’Africa occidentale. Come era noto, il contagio ha preso il via nel mese di dicembre del 2013, in seguito alla <strong>trasmissione del virus da un pipistrello a un bambino di due anni</strong>, ma rimanevano parecchie incertezze intorno alle modalità di diffusione della malattia nel territorio della <strong>Guinea</strong>, della <strong>Sierra Leone</strong> e della <strong>Liberia</strong>, Stati per i quali è davvero complicato procurarsi dei dati epidemiologici attendibili.</p>
<p><strong>Grazie all’analisi e alla sequenza di 179 campioni di pazienti</strong>, operata dal laboratorio mobile europeo è stato possibile risalire alla storia epidemiologica ed evoluzionistica dell’epidemia <strong>da marzo 2014 al gennaio di quest’anno</strong>. I risultati dello studio hanno evidenziato come il virus si sia spostato dalla Guinea alla Sierra Leone, in un periodo identificabile, nel bimestre aprile-maggio dello scorso anno. I virus della variante sviluppatasi in Guinea e in Sierra Leone si sono poi mescolati tra loro all’inizio dell’estate, mentre il virus si evolveva anche in maniera indipendente in Guinea.</p>
<p>Questi dati, che in un certo senso raccontano la storia del virus, la sua origine ed il suo sviluppo, fotografano in maniera precisa l’epidemia che è tutt’ora in corso e consentono di verificare l’efficacia delle misure di controllo adottate.</p>
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		<title>Ebola,  nuovo caso di Ebola allo Spallanzani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2015 18:35:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
		<category><![CDATA[emergency]]></category>
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		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un professionista sanitario di Emergency, che ha prestato servizio in Sierra Leone, è risultato positivo al test Ebola eseguito nel pomeriggio di oggi presso il centro “Lazzaro Spallanzani” di Roma. Il campione di sangue è arrivato a Roma nella tarda mattinata di oggi dalla Sardegna. E’ quanto si legge in una nota del ministero della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/05/12/ebola-nuovo-caso-di-ebola-allo-spallanzani/">Ebola,  nuovo caso di Ebola allo Spallanzani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un professionista sanitario di Emergency, che ha prestato servizio in Sierra Leone, è risultato positivo al test Ebola eseguito nel pomeriggio di oggi presso il centro “Lazzaro Spallanzani” di Roma. Il campione di sangue è arrivato a Roma nella tarda mattinata di oggi dalla Sardegna. E’ quanto si legge in una nota del ministero della Salute.</p>
<p>L’infermiere, che aveva lavorato nel Centro di cura dei malati di Ebola in Sierra Leone ed era arrivato in Sardegna l’8 maggio, ha effettuato l’automonitoraggio delle proprie condizioni di salute, come previsto dai protocolli del Ministero della Salute e di Emergency e ha manifestato i primi sintomi nella tarda serata di domenica scorsa.</p>
<p>L’operatore, ricoverato da 48 ore presso il nuovo reparto di malattie infettive dell’ospedale di  Sassari, è adesso in attesa di trasferimento all’Ospedale “Lazzaro Spallanzani” di Roma. Il trasporto, organizzato d’intesa tra il Ministero della Salute e quello della Difesa, viene eseguito dall’Aeronautica Militare in alto biocontenimento, seguendo le stesse procedure già attuate nel novembre scorso per il medico siciliano colpito dal virus e poi guarito.</p>
<p>E’ stata attivata la rete di emergenza della Prefettura di Sassari e del Comando Carabinieri del NAS. Il Ministero della salute e l’AIFA hanno già predisposto le misure necessarie per rendere disponibili presso lo Spallanzani i farmaci sperimentali previsti  dai protocolli. Per rispettare la privacy del paziente e della famiglia, non verranno rese note le generalità. Il primo bollettino medico, come da prassi, verrà emesso a cura dei medici dello Spallanzani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/05/12/ebola-nuovo-caso-di-ebola-allo-spallanzani/">Ebola,  nuovo caso di Ebola allo Spallanzani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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