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	<title>ebrei Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Memoria: a 75 anni rastrellamento ghetto Roma arriva film &#8220;La razzia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2018 14:25:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 16 ottobre 1943 le forze di occupazione naziste arrestarono a Roma oltre 1.250 ebrei. Alle vittime venne consegnato un biglietto in italiano con le istruzioni relative alla loro imminente deportazione. Vennero quindi portati a pochi passi dal carcere di Regina Coeli. Due giorni dopo, il 18 ottobre, poco piu&#8217; di mille di loro furono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/10/10/memoria-a-75-anni-rastrellamento-ghetto-roma-arriva-film-la-razzia/">Memoria: a 75 anni rastrellamento ghetto Roma arriva film &#8220;La razzia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 16 ottobre 1943 le forze di occupazione naziste arrestarono a Roma oltre 1.250 ebrei. Alle vittime venne consegnato un biglietto in italiano con le istruzioni relative alla loro imminente deportazione. Vennero quindi portati a pochi passi dal carcere di Regina Coeli. Due giorni dopo, il 18 ottobre, poco piu&#8217; di mille di loro furono condotti alla stazione Tiburtina, ammassati in 28 carri bestiame e deportati nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Oggi, a 75 anni da uno degli episodi piu&#8217; traumatici della storia d&#8217;Italia, il regista Ruggero Gabbai e lo storico e autore, Marcello Pezzetti, hanno realizzato un film, &#8216;La razzia&#8217;, che descrive e contestualizza la piu&#8217; devastante offesa subi&#8217;ta nel Novecento dalla citta&#8217; di Roma. Una clip del film &#8211; che sara&#8217; proiettato alla Festa del Cinema di Roma, e&#8217; stata trasmessa oggi in anteprima nel corso di un incontro alla Casina dei Vallati, sede della Fondazione Museo della Shoah, alla presenza del presidente, Mario Venezia, della presidente della comunita&#8217; ebraica di Roma, Ruth Dureghello, della presidente Ucei, Noemi Di Segni, del vice presidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio e dell&#8217;assessore alla Persona di Roma Capitale, Laura Baldassarre. &#8220;La razzia del ghetto di Roma rappresenta una immensa vergogna della storia dell&#8217;Italia- ha detto Venezia- Il film e&#8217; il risultato di anni di ricerche storiche e raccoglie le testimonianze di chi riusci&#8217; a sfuggire all&#8217;agguato nazifascista&#8221;.</p>
<p>Secondo Dureghello &#8220;i giovani italiani di domani devono sapere cosa e&#8217; accaduto ai giovani italiani di ieri, per garantire che quello che e&#8217; stato non accada piu&#8217;. Oggi e&#8217; fondamentale saper riconoscere i segnali di cio&#8217; che puo&#8217; sfociare nel male&#8221;. D&#8217;accordo Noemi Di Segni: &#8220;Non possiamo permettere che si dimentichi questo orrore&#8221;. Per Smeriglio &#8220;il 16 ottobre 1943 resta una ferita enorme per Roma e il Paese ed e&#8217; importante la realizzazione di questo film. Noi come Regione Lazio abbiamo portato oltre duemila ragazzi ad Auschwitz con i Viaggi della Memoria e continueremo a farli. Sono una forma di vigilanza contemporanea sulle derive razziste che si vedono in giro per l&#8217;Europa&#8221;. L&#8217;assessore Baldassarre, infine, ha sottolineato che &#8220;il lavoro sulla memoria deve essere quotidiano. È importante non concentrare le celebrazioni in un solo giorno, per questo il film e&#8217; stata un&#8217;ottima idea della Fondazione&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/10/10/memoria-a-75-anni-rastrellamento-ghetto-roma-arriva-film-la-razzia/">Memoria: a 75 anni rastrellamento ghetto Roma arriva film &#8220;La razzia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Migranti: quando nel&#8217;39 Cuba, USA e Ue chiusero porti a profughi ebrei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Aug 2018 15:02:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una nave con oltre 900 profughi che scappano dalla morte, cercando un porto sicuro dove sbarcare per rifarsi una vita. A bordo famiglie, anziani, quasi 400 tra donne e bambini. Quel che trovano per oltre 10 giorni in mare sono porti chiusi, ovunque. Ogni Paese interpellato dalle associazioni di soccorso respinge i quasi mille disperati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/08/23/migranti-quando-nel39-cuba-usa-e-ue-chiusero-porti-a-profughi-ebrei/">Migranti: quando nel&#8217;39 Cuba, USA e Ue chiusero porti a profughi ebrei</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una nave con oltre 900 profughi che scappano dalla morte, cercando un porto sicuro dove sbarcare per rifarsi una vita. A bordo famiglie, anziani, quasi 400 tra donne e bambini. Quel che trovano per oltre 10 giorni in mare sono porti chiusi, ovunque. Ogni Paese interpellato dalle associazioni di soccorso respinge i quasi mille disperati perche&#8217;, rivendicano gli Stati sovrani, sono gia&#8217; stati accolti &#8220;troppi immigrati, non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; posto&#8221;. Non si tratta di una nave della Guardia costiera italiana che non ha il permesso di sbarcare, ne&#8217; di una Ong che ha salvato i naufraghi nelle acque libiche o maltesi e che vaga per il Mediterraneo cercando un approdo. Correva l&#8217;anno 1939, i primi di maggio. La nave &#8216;Saint Louis&#8217; salpo&#8217; da Amburgo carica di ebrei tedeschi che scappavano per non finire nei campi di sterminio. Ognuno di loro aveva pagato centinaia di dollari per ottenere un biglietto e il visto per Cuba. La nave, infatti, era diretta all&#8217;Avana, l&#8217;isola caraibica che allora era sotto l&#8217;influenza americana: sono i tempi del generale Batista e del presidente Federico Bru&#8217;. Una volta venuto a conoscenza della partenza della &#8216;Saint Louis&#8217; il governo cubano approvo&#8217; per decreto una stretta sull&#8217;accoglienza dei profughi, prevedendo, tra le misure, un deposito cauzionale di 500 dollari per qualunque persona avesse voluto mettere piede all&#8217;Avana. Le autorita&#8217; cubane misero in atto una campagna contro i profughi in arrivo soffiando sulle tensioni occupazionali della popolazione: &#8220;Non c&#8217;e&#8217; posto per loro, non possono venire qua a rubare il lavoro ai cubani. Cuba e&#8217; stata lasciata sola dagli Stati Uniti e ha gia&#8217; accolto piu&#8217; profughi di quanti possa mantenere&#8221;. Questo era il tenore degli slogan che governo e agitatori di vario tipo facevano recapitare a radio e giornali, ma anche alle associazioni di soccorso ebraiche e al governo americano.</p>
<p>Giunta nel porto dell&#8217;Avana la nave venne fatta attraccare in rada e ai migranti venne proibito di sbarcare. La &#8216;Saint Louis&#8217; fu tenuta ferma per 4 giorni, venne issata la bandiera gialla della quarantena (proprio come a Catania con la &#8216;Diciotti&#8217;) e i profughi furono lasciati soli mentre comincio&#8217; un lunga trattativa politica, basata su quanti soldi le associazioni americane ebraiche potevano garantire al regime cubano, negoziato che poi non porto&#8217; a nulla. Alla nave venne ordinato di fare ritorno ad Amburgo ma il coraggioso Capitano dell&#8217;imbarcazione, in stretto contatto con le agenzie umanitarie, comincio&#8217; a vagare nell&#8217;oceano cercando un porto sicuro che accogliesse le mille persone ormai a corto di viveri e medicine. Tutti i paesi dell&#8217;America Latina vennero sondati: nessuno accetto&#8217; di &#8216;prendere&#8217; mille ebrei. E gli Stati Uniti? Il presidente Roosevelt fu irremovibile: mise subito in chiaro che non avrebbe accolto alcun profugo al di fuori delle quote di immigrati che spettavano all&#8217;America. Il coraggioso capitano della &#8216;Saint Louis&#8217; si avvicino&#8217; al porto di Miami, pero&#8217; venne respinto dalla Marina a stelle e strisce. Si provo&#8217; con il Canada. Niente. Non rimaneva che tornare in Europa. Dopo trattative estenuanti la diplomazia &#8211; grazie anche a persone della famiglia Rothschild e al padre di John Fitzgerald Kennedy (Joseph, ambasciatore americano a Londra) &#8211; ebbe successo: i profughi vennero &#8216;redistribuiti&#8217; tra Belgio, Olanda, Francia e Inghilterra che accettarono volontariamente di accoglierli. Una sorta di relocation ante litteram. La stragrande maggioranza di loro qualche anno dopo fini&#8217; ad Auschwitz dopo che la Germania nazista occupo&#8217; tutta l&#8217;Europa occidentale.</p>
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