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	<title>Einstein Telescope Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Ricerca. INGV: &#8220;Italia si candida a ospitare Einstein Telescope&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2020 16:53:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia ha ufficializzato la proposta di realizzare in Sardegna, nel territorio del Nuorese, l&#8217;Einstein Telescope (ET), un osservatorio pionieristico di terza generazione per le onde gravitazionali che contribuira&#8217; in modo decisivo a migliorare la nostra conoscenza dell&#8217;universo e dei processi fisici che lo governano. L&#8217;Italia e&#8217; alla guida del gruppo di nazioni che hanno presentato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia ha ufficializzato la proposta di realizzare in Sardegna, nel territorio del Nuorese, l&#8217;Einstein Telescope (ET), un osservatorio pionieristico di terza generazione per le onde gravitazionali che contribuira&#8217; in modo decisivo a migliorare la nostra conoscenza dell&#8217;universo e dei processi fisici che lo governano. L&#8217;Italia e&#8217; alla guida del gruppo di nazioni che hanno presentato la proposta nell&#8217;ambito dell&#8217;aggiornamento per il 2021 della roadmap ESFRI, il forum strategico europeo che definisce quali saranno le future grandi infrastrutture di ricerca in Europa, in virtu&#8217; della sua lunga tradizione scientifica nel settore della rivelazione diretta della Onde Gravitazionali. L&#8217;impegno assunto dal Ministero dell&#8217;Universita&#8217; e della Ricerca italiano ad ospitare in Sardegna questa infrastruttura e&#8217; supportato dalle espressioni di interesse da tre enti di ricerca nazionali italiani: l&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN, coordinatore del progetto insieme agli olandesi del Nikhef, Istituto Nazionale di Fisica Subatomica), l&#8217;Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e l&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). La regione Sardegna, cosi&#8217; come le universita&#8217; di Sassari e di Cagliari hanno espresso il loro vivo interesse all&#8217;installazione di questa infrastruttura di ricerca avanzata. &#8220;Le grandi infrastrutture di ricerca sono volano per la crescita scientifica, tecnologica ed economica- sottolinea Antonio Zoccoli, presidente dell&#8217;INFN- Ospitare grandi infrastrutture di ricerca significa attrarre nel proprio Paese giovani ricercatori e scienziati di altissimo livello da tutto il mondo, significa favorire lo sviluppo di un tessuto industriale dell&#8217;alta tecnologia, significa conquistare una leadership internazionale in campo scientifico&#8221;. &#8220;Poter realizzare questi ambiziosi progetti in Italia rappresenterebbe un&#8217;opportunita&#8217; unica per catalizzare sul nostro territorio l&#8217;afflusso di nuove risorse, in termini sia di competenze scientifiche e tecnologiche sia economici, rafforzando l&#8217;eccellenza della ricerca italiana in questi ambiti, e favorendo l&#8217;innovazione e la competitivita&#8217; dell&#8217;industria nazionale sul mercato globale&#8221;, conclude il presidente dell&#8217;INFN.</p>
<p>&#8220;ET consentira&#8217; agli scienziati di rivelare eventi di coalescenza di due buchi neri di massa media nell&#8217;intero universo contribuendo alla comprensione della sua evoluzione- spiega Michele Punturo, responsabile internazionale del progetto- e consentira&#8217; di vedere sotto una nuova luce l&#8217;universo oscuro chiarendo quali ruoli giochino l&#8217;energia e la materia oscura nella struttura dell&#8217;universo&#8221;. ET esplorera&#8217; in dettaglio la fisica dei buchi neri. Questi corpi celesti, caratterizzati da un campo gravitazionale di intensita&#8217; estrema e la cui esistenza e&#8217; predetta dalla relativita&#8217; generale di Albert Einstein, ma per questo sono anche il luogo dove cercare di osservare fenomeni non predicibili da questa teoria, aprendo nuovi capitoli della Fisica. ET rilevera&#8217; migliaia di eventi di coalescenze di stelle di neutroni binarie all&#8217;anno migliorando la nostra comprensione del comportamento della materia in condizioni estreme di densita&#8217; e pressione, impossibili da riprodurre in qualsiasi laboratorio. Inoltre, potremo avere la possibilita&#8217; di studiare la fisica nucleare che domina le esplosioni delle supernove. &#8220;Si tratta di un progetto molto ambizioso, che apre prospettive di follow-up nello spettro elettromagnetico a tutte le lunghezze d&#8217;onda, in cui l&#8217;INAF, con le sue avanzate infrastrutture da terra e il suo coinvolgimento in prestigiose missioni spaziali, dara&#8217; un contributo di portata storica&#8221; afferma Nichi D&#8217;Amico, Presidente dell&#8217;INAF e Professore Ordinario a Cagliari. &#8220;Il progetto- prosegue D&#8217;Amico- vede come territorio ospite la Sardegna, una regione che gia&#8217; ha dato prova della sua determinazione nel facilitare e sostenere l&#8217;insediamento nell&#8217;Isola delle nostre Infrastrutture scientifiche; l&#8217;Ateneo di Cagliari e&#8217; gia&#8217; coinvolto in progetti di avanguardia dell&#8217;astrofisica moderna, e possiede al suo interno expertise di fisica e ingegneria, che trovano pieno riscontro nelle tematiche scientifiche e tecnologiche che nell&#8217;Einstein Telescope rappresentano una vera sfida. L&#8217;iniziativa &#8211; conclude D&#8217;Amico &#8211; vede istituzioni scientifiche e accademiche non solo di alto profilo, ma gia&#8217; radicate in un territorio che manifesta una evidente volonta&#8217; di investire nella scienza e nella cultura&#8221;.</p>
<p>ET sara&#8217; installato in una nuova infrastruttura e utilizzera&#8217; tecnologie molto avanzate e innovative e lo renderanno almeno dieci volte piu&#8217; sensibile nella rilevazione di onde gravitazionali rispetto agli strumenti attuali, gli interferometri per onde gravitazionali di seconda generazione Advanced Virgo, che si trova in Italia, all&#8217;osservatorio EGO European Gravitational Observatory gestito dall&#8217;INFN e dal CNRS francese, e i due LIGO negli Stati Uniti. Per questo ET, ricoprira&#8217; un ruolo unico e fondamentale nell&#8217;ambito dell&#8217;astronomia multimessaggera. L&#8217;eccezionale scoperta del 17 agosto 2017, con l&#8217;osservazione di onde gravitazionali e di radiazione elettromagnetica emesse dalla stessa sorgente, ha aperto una finestra su questo nuovo campo scientifico che verra&#8217; pienamente esplorato da ET insieme alla nuova generazione di telescopi per la rivelazione di onde elettromagnetiche da terra e dallo spazio nei quali INAF e&#8217; coinvolto direttamente, come ELT, SKA, CTA, Vera Rubin Telescope, ATHENA, THESEUS, per citarne alcuni. Per operare al meglio delle sue potenzialita&#8217;, l&#8217;osservatorio ET dovra&#8217; essere realizzato in un&#8217;area geologicamente stabile e scarsamente abitata; le vibrazioni del suolo di origine sia artificiale (traffico di veicoli, attivita&#8217; industriali) che naturale (terremoti) possono infatti mascherare il debole segnale generato dal passaggio di un&#8217;onda gravitazionale. Dal marzo 2019 l&#8217;INGV ha installato, in collaborazione con l&#8217;INFN e Sapienza &#8211; Universita&#8217; di Roma, alcune stazioni sismiche presso la miniera dismessa di Sos Enattos (nel comune di Lula, in provincia di Nuoro) che potrebbe ospitare uno dei vertici del futuro osservatorio. I primi risultati, in corso di pubblicazione sulla rivista &#8220;Seismological Research Letters&#8221;, indicano che Sos Enattos e&#8217; caratterizzato da un rumore sismico estremamente ridotto, tanto da collocarsi tra le 50 installazioni piu&#8217; &#8220;silenziose&#8221; al mondo.</p>
<p>&#8220;L&#8217;INGV sta contribuendo nella scelta dell&#8217;area piu&#8217; idonea per l&#8217;infrastruttura che rappresentera&#8217; anche una grande opportunita&#8217; di misure del funzionamento della Terra, delle sue oscillazioni continue, della sua struttura interna, degli effetti astronomici che la deformano quotidianamente&#8221; affermano Carlo Doglioni e Gilberto Saccorotti, rispettivamente presidente e consigliere dell&#8217;INGV. Il nuovo rivelatore gravitazionale e&#8217; una occasione di sviluppo unica nel suo genere: si tratta di un investimento infrastrutturale di almeno un miliardo e mezzo di euro. In fase di costruzione portera&#8217; lavoro a piu&#8217; di 2500 persone in un territorio poco popolato; sul lungo termine sara&#8217; un grande polo scientifico di valore internazionale, destinato ad attrarre nuove risorse da investire alla frontiera della scienza e della tecnologia nuove, un motore di sviluppo e di crescita culturale per la Sardegna e per l&#8217;Europa intera. &#8220;Il coinvolgimento dell&#8217;Universita&#8217; di Cagliari e&#8217; una nuova dimostrazione delle politiche che l&#8217;Ateneo cagliaritano porta avanti- dichiara il Rettore Maria Del Zompo- La cultura e&#8217; la base dell&#8217;innovazione, a sua volta fondamento della crescita economica. Le eccellenze presenti nell&#8217;Universita&#8217; di Cagliari nel campo della fisica, dell&#8217;ingegneria mineraria, energetica ed elettronica, dell&#8217;informatica, della geologia e delle telecomunicazioni rendono il contributo dell&#8217;Ateneo non solo di conoscenza, ma anche di competenza, e sara&#8217; sbocco naturale per i nostri studenti, dottorandi e ricercatori contribuendo a rafforzare la candidatura italiana. L&#8217;innovazione e&#8217; il risultato di un percorso in cui la conoscenza aumenta di valore nel tempo fondandosi sulle scoperte del passato che diventano la base delle conoscenze future: l&#8217;esempio sono le miniere. Poter utilizzare una realta&#8217; del passato della Sardegna come base per lo sviluppo del futuro dimostra l&#8217;importanza della cultura universitaria, perche&#8217; sono piu&#8217; solide le basi di chi costruisce sul passato rispetto a chi si limita solo al presente, anche in realizzazioni come questa che negli anni supereranno l&#8217;attuale stato dell&#8217;arte&#8221;.</p>
<p>&#8220;ET e&#8217; un&#8217;impresa scientifica e tecnologica di rilevanza globale, ed esprimo quindi tutta la mia soddisfazione per questo primo traguardo, che e&#8217; stato possibile raggiungere grazie in primo luogo all&#8217;impegno dell&#8217;Universita&#8217; di Sassari, dell&#8217;INFN e di tutti gli enti scientifici coinvolti&#8221; commenta il Rettore dell&#8217;Ateneo di Sassari Massimo Carpinelli. &#8220;Ora ci auguriamo che il nostro grande progetto venga incluso nella prossima Roadmap di ESFRI e che possa essere ospitato in Sardegna. La presenza di un centro di ricerca di prima grandezza in territorio sardo apre prospettive di eccezionale rilevanza per lo sviluppo della Regione e per il futuro di tutti i giovani sardi&#8221;, conclude Carpinelli. Il secondo sito in fase di valutazione per la realizzazione dell&#8217;infrastruttura ET e&#8217; l&#8217;Euregio Meuse-Reno, ai confini di Belgio, Germania e Paesi Bassi. La decisione sulla futura localizzazione di ET sara&#8217; presa entro i prossimi 5 anni.</p>
<p>Foto: Rappresentazione artistica del futuro Einstein Telescope. Crediti: ET steering committee</p>
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